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Re: [nexa] Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Giancarlo Frosio
Ciao a tutti,
invio qualche idea e contributo (avevo già inviato, ma non so per quale
mistero non è arrivato, spero che di non essere del tutto fuori tempo
massimo :-)). Oggi non sono riuscito ad a raggiungervi. Vi sto seguendo
in streaming.
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo
a ?
Miopia del legislatore e degli amministratori nel comprendere la
centralità dell'utente in Internet. Il rischio sempre latente è che il
movimento reazionario alla rivoluzione di Internet cerchi di ridurre le
straordinarie potenzialità della Rete quale mezzo di potere di massa.
L'allargamento e l'abuso dei diritti autoriali è appunto uno degli
strumenti utilizzati per reagire al cambiamento e per mantenere lo
status quo da parte di poteri reazionari.
1.2. E la maggiore opportunita'?
Creatività di massa, comunità internet dove svolgere re-uso, remix e
mashup del nostro materiale culturale in assenza di bariere spaziali e
in tempo reale. Siamo in una fase assolutamente pionieristica, ma la
"wealth of networks" è potenzialmente smisurata e potrebbe aprire ad una
nuova era di evoluzione culturale e creativa con l'affemazione dei
principi della distintività culturale e della politica dell'identità.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe
a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Studio e mappatura delle comunità internet e cultura del mashup
Digitalizzazione del sapere
Opere orfane
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di
advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si
indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)? Perche'?
digital divide e connettività
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali
sarebbero? Perche'?
banda larga
publica amministrazione digitale
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di
legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
Riforma del diritto d'autore che è obsoleto e inadatto alle logiche
creative e distributive dell'Internet (un'opzione è quella di pensare ad
un'inversione della tradizionale liability rule del diritto d'autore con
una serie di meccanismi alternativi per garantire incentivo e giusta
retribuzione agli autori)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere
in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Proporre certamente utili riforme, ma sopratutto procedere
all'alfabetizzazione culturale del parlamento in materia di tematiche
relative all'Internet, gestione dei contenuti, publico dominio, tensione
tra accesso e protezione, etc. L'impressione è che l'ignoranza sui temi
caldi dibattuti da più di un decennio sia assoluta nel nostro
Parlamento. In assenza di una consapevolezza nuova continueremo a
produrre leggi Urbani senza neppure renderci conto della sua latente
problematicità.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra
molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero
della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un
organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti
delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco
per il mondo della cultura, http://www.kulturrat.de) (
http://www.kulturrat.de)./ )O entrambe le cose?
Meglio un organismo consultivo che rappresenti gli utenti. Quello della
rappresentatività degli utenti nelle logiche di lobby legislativa è
argomento centrale per l'evoluzione della Rete e per la riforma degli
strumenti di gestione della creatività. La deriva ultraprotezionistica
nei confronti dei contenuti tutelati da diritto d'autore e la
conseguente "enclusure" del pubblico dominio è anche avvenuta per la
forzata assenza degli utenti, i veri protagonisti della rivoluzione
digitale, dal tavolo delle trattative.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo
a ... ?
Miopia del legislatore e degli amministratori nel comprendere la
centralità dell'utente in Internet. Il rischio sempre latente è che il
movimento reazionario alla rivoluzione di Internet cerchi di ridurre le
straordinarie potenzialità della Rete quale mezzo di potere di massa.
L'allargamento e l'abuso dei diritti autoriali è appunto uno degli
strumenti utilizzati per reagire al cambiamento e per mantenere lo
status quo da parte di poteri reazionari.
2.2. E la maggiore opportunita'?
Creatività di massa, comunità internet dove svolgere re-uso, remix e
mashup del nostro materiale culturale in assenza di bariere spaziali e
in tempo reale. Siamo in una fase assolutamente pionieristica, ma la
"wealth of networks" è potenzialmente smisurata e potrebbe aprire ad una
nuova era di evoluzione culturale e creativa con l'affemazione dei
principi della distintività culturale e della politica dell'identità.
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto di
ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Studio e mappatura delle comunità internet e cultura del mashup (perchè
opportunità della futura evoluzione culturale e creativa e perchè i dati
empirici su quel che succede in Rete sono scarsi e incerti)
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di
advocacy (come la Quadrature du Net in Francia), la si indirizzerebbe su
quale tema europeo (o quali temi, max 3)? Perche'?
ACTA e IPRED2
Internet come diritto fondamentale
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita' di
spesa, quali sarebbero? Perche'?
Digitalizzazione e accesso alla cultura (tutto dovrebbe confluire in
quella direzione, l'ultima versione della transazione Google rischia di
rendere ineludile l'egemonia della cultura anglosassone su qualsiasi
altra forma culturale
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della
cultura, http://www.kulturrat.de) ( http://www.kulturrat.de)./ )
Certamente. Si veda il commento al punto 1.8 supra.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che
cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale? Se si', e' il Governo
che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Non sono particolarmente affascianto dalla "governance" di Internet, mi
pare strumento reazionario che si rallaccia al commento fatto al punto
1.1. E' probabilmente ineludibile visto il sicuro impatto della
questione sicurezza e della politica del terrore costantemente
riproposta. E' mia opinione, comunque, che la "governance" dovrebbe
essere contrastata invece che spronata. La direzione in cui muoversi è
quella di stabilire e fissare i limiti della "governance". Lo strumento
dovrebbe appunto essere un Internet Bill of Rights. Prima dei limiti e
dei doveri degli utenti mi pare che la tradizione culturale moderna
imponga che siano precisati i diritti (a meno che la rivoluzione
illuminista sia avvenuta solo nel virtuale di Internet e non nella realtà
a cui appartengono i soggetti tenuti a legiferare su governance e IBR)
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of
Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Vedi supra
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene
e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
_______________________________________________
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nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server ( https://server/
)-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Jan. 13, 2010
Griglia per Roadmap
by Silvia Bisi
Come richiesto da Juan Carlos ho provato (in
background) ad incasellare il mio contributo
nella griglia, e anche ad "asciugarlo" un po'
rispetto alla precedente versione.
(1.1) Rischio: oggi lattività normativa statale,
frutto troppo spesso di scelte non ponderate, o
che nascondono fini ulteriori rispetto a quelli
dichiarati, esercitata da chi non ha le
competenze o linteresse per capire un fenomeno
globale e davvero democratico come Internet.
Diverso può essere il discorso a livello
internazionale/comunitario, laddove non si miri,
tuttavia, alla regolamentazione diretta di
determinati fenomeni bensì ad una sorta di
legislazione negativa, che individui limiti
precisi ed invalicabili all(eventuale) intervento degli Stati.
(1.3 e 1.4) Un argomento per un progetto di
ricerca/ lindirizzo principale di
unassociazione di advocacy: diritti di libertà,
al modo in cui la Rete ha rivoluzionato il loro
esercizio e alle nuove minacce a tali diritti. O
nuove libertà che assumono una rilevanza inedita
o più accentuata in relazione alla Rete ed a
nuovi beni giuridici da tutelare, o a nuovi
interessi che fanno comunque capo alla persona.
[es.: privacy e anonimato in Rete, diritto di
informare e di essere informati, completamente
rivoluzionato dallutilizzo della Rete
(soprattutto sul lato attivo, sempre più
diffuso anziché accentrato) e fra quelli più esposti a rischi (censura)].
(1.5 e 1.5.1) Lunico argomento su cui mi
parrebbe necessario lintervento statuale, e
delle legislazioni regionali, è quello relativo
alla diffusione di Internet, allaccesso allo
strumento più che al suo uso, così come, se mi è
consentito il paragone forse un po grossolano, è
garantito costituzionalmente laccesso
allistruzione pubblica, o alla sanità, ed è
invece lasciata ai singoli la libertà di decidere
come esercitare queste libertà.
(1.6) No ad una vera e propria regolamentazione
di Internet in quanto tale, quanto piuttosto di
alcuni aspetti che, per le peculiarità della Rete
(e solo in quanto siano effettivamente da
considerarsi peculiarità: non lo sono
comportamenti, azioni e non-azioni per il solo
fatto che si svolgono in Rete o attraverso la
Rete) non possano essere ricondotti nellambito
applicativo di norme già esistenti che già
regolano quei comportamenti offline. E questo sia
per evitare uninutile (e dannosa, soprattutto
nel nostro paese già inflazionato da una
moltitudine di leggi) proliferazione legislativa,
sia per scongiurare il rischio di normazioni
demergenza, nate sotto linflusso di timori e
minacce (veri o presunti) contingenti, che non
risultino adeguatamente ragionate e bilanciate
sotto il profilo dei diversi interessi in gioco
(particolarmente quando tali interessi riguardino libertà fondamentali).
(1.6.1) Ruolo di un intergruppo parlamentare:
potrebbe avere un senso se visto come un gruppo
di esperti da interpellare in relazione a
particolari questioni (studio di argomenti
specifici sottoposti alla loro attenzione allo
scopo di verificare se vi sia realmente una
lacuna, se vi sia necessità di legiferare in
materia, ed in quali termini
). Forse ancora
meglio listituzione di unautorità ad hoc, della
quale sia garantita lindipendenza politica e a
cui si acceda per esperienza e competenze
specifiche e trasversali (non bastano i giuristi,
devono esserci tecnici, innanzitutto, ma anche
esperti in altre discipline, che siano in grado
di valutare limpatto dei cambiamenti introdotti
in un campo così delicato). A tale autorità ci si
potrebbe rivolgere preventivamente (come avviene
anche per il Garante per la protezione dei dati
personali, ad esempio) e potrebbe avere poteri
consultivi, di impulso e di opposizione rispetto
allattività del legislatore, nonché quello di
promuovere campagne di
sensibilizzazione/educazione rivolte alla
popolazione su temi specifici connessi alluso di Internet.
(1.8) Utile e positiva listituzione di un
Ministero della Rete solo se fosse sinonimo di
una sorta di Ministero per incrementare la
diffusione e laccesso alla Rete, con poteri di
spesa, che portasse avanti politiche di sviluppo
e sostegno allinformatizzazione della
popolazione (ma non solo: anche P.A. e altri
stakeholders), intesa sia come alfabetizzazione
informatica a tutti i livelli, sia come
possibilità effettiva di accesso alla Rete,
indipendentemente dalle condizioni economiche o
dalla posizione geografica. Negativa
listituzione di un tale Ministero qualora lo si
intendesse come competente in modo più o meno
esclusivo a trattare di tutto ciò che riguarda la
Rete, poiché ciò probabilmente rafforzerebbe
lidea della sua specialità, aumenterebbe la
frammentarietà delle attribuzioni fra i diversi
Ministeri e le sovrapposizioni e/o conflitti fra
di essi, e disperderebbe ulteriormente competenze
che dovrebbero rimanere, ratione materiae, ad
altri ministeri (es.: cultura, istruzione, ecc.).
Silvia Bisi
NEXA Center for Internet & Society - Politecnico di Torino
DAUIN - Dipartimento di Automatica Informatica
III FACOLTA' DI INGEGNERIA
Jan. 13, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Giancarlo Frosio
Ciao a tutti,
invio qualche idea e contributo. Oggi non sono riuscito ad a
raggiungervi. Vi sto seguendo in streaming.
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo
a ?
Miopia del legislatore e degli amministratori nel comprendere la
centralità dell'utente in Internet. Il rischio sempre latente è che il
movimento reazionario alla rivoluzione di Internet cerchi di ridurre le
straordinarie potenzialità della Rete quale mezzo di potere di massa.
L'allargamento e l'abuso dei diritti autoriali è appunto uno degli
strumenti utilizzati per reagire al cambiamento e per mantenere lo
status quo da parte di poteri reazionari.
1.2. E la maggiore opportunita'?
Creatività di massa, comunità internet dove svolgere re-uso, remix e
mashup del nostro materiale culturale in assenza di bariere spaziali e
in tempo reale. Siamo in una fase assolutamente pionieristica, ma la
"wealth of networks" è potenzialmente smisurata e potrebbe aprire ad una
nuova era di evoluzione culturale e creativa con l'affemazione dei
principi della distintività culturale e della politica dell'identità.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe
a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Studio e mappatura delle comunità internet e cultura del mashup
Digitalizzazione del sapere
Opere orfane
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di
advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si
indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)? Perche'?
digital divide e connettività
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali
sarebbero? Perche'?
banda larga
publica amministrazione digitale
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di
legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
Riforma del diritto d'autore che è obsoleto e inadatto alle logiche
creative e distributive dell'Internet (un'opzione è quella di pensare ad
un'inversione della tradizionale liability rule del diritto d'autore con
una serie di meccanismi alternativi per garantire incentivo e giusta
retribuzione agli autori)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere
in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Proporre certamente utili riforme, ma sopratutto procedere
all'alfabetizzazione culturale del parlamento in materia di tematiche
relative all'Internet, gestione dei contenuti, publico dominio, tensione
tra accesso e protezione, etc. L'impressione è che l'ignoranza sui temi
caldi dibattuti da più di un decennio sia assoluta nel nostro
Parlamento. In assenza di una consapevolezza nuova continueremo a
produrre leggi Urbani senza neppure renderci conto della sua latente
problematicità.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra
molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero
della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un
organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti
delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco
per il mondo della cultura, http://www.kulturrat.de).O entrambe le
cose?
Meglio un organismo consultivo che rappresenti gli utenti. Quello della
rappresentatività degli utenti nelle logiche di lobby legislativa è
argomento centrale per l'evoluzione della Rete e per la riforma degli
strumenti di gestione della creatività. La deriva ultraprotezionistica
nei confronti dei contenuti tutelati da diritto d'autore e la
conseguente "enclusure" del pubblico dominio è anche avvenuta per la
forzata assenza degli utenti, i veri protagonisti della rivoluzione
digitale, dal tavolo delle trattative.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo
a ... ?
Miopia del legislatore e degli amministratori nel comprendere la
centralità dell'utente in Internet. Il rischio sempre latente è che il
movimento reazionario alla rivoluzione di Internet cerchi di ridurre le
straordinarie potenzialità della Rete quale mezzo di potere di massa.
L'allargamento e l'abuso dei diritti autoriali è appunto uno degli
strumenti utilizzati per reagire al cambiamento e per mantenere lo
status quo da parte di poteri reazionari.
2.2. E la maggiore opportunita'?
Creatività di massa, comunità internet dove svolgere re-uso, remix e
mashup del nostro materiale culturale in assenza di bariere spaziali e
in tempo reale. Siamo in una fase assolutamente pionieristica, ma la
"wealth of networks" è potenzialmente smisurata e potrebbe aprire ad una
nuova era di evoluzione culturale e creativa con l'affemazione dei
principi della distintività culturale e della politica dell'identità.
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto di
ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Studio e mappatura delle comunità internet e cultura del mashup (perchè
opportunità della futura evoluzione culturale e creativa e perchè i dati
empirici su quel che succede in Rete sono scarsi e incerti)
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di
advocacy (come la Quadrature du Net in Francia), la si indirizzerebbe su
quale tema europeo (o quali temi, max 3)? Perche'?
ACTA e IPRED2
Internet come diritto fondamentale
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita' di
spesa, quali sarebbero? Perche'?
Digitalizzazione e accesso alla cultura (tutto dovrebbe confluire in
quella direzione, l'ultima versione della transazione Google rischia di
rendere ineludile l'egemonia della cultura anglosassone su qualsiasi
altra forma culturale
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della
cultura, http://www.kulturrat.de)
Certamente. Si veda il commento al punto 1.8 supra.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che
cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale? Se si', e' il Governo
che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Non sono particolarmente affascianto dalla "governance" di Internet, mi
pare strumento reazionario che si rallaccia al commento fatto al punto
1.1. E' probabilmente ineludibile visto il sicuro impatto della
questione sicurezza e della politica del terrore costantemente
riproposta. E' mia opinione, comunque, che la "governance" dovrebbe
essere contrastata invece che spronata. La direzione in cui muoversi è
quella di stabilire e fissare i limiti della "governance". Lo strumento
dovrebbe appunto essere un Internet Bill of Rights. Prima dei limiti e
dei doveri degli utenti mi pare che la tradizione culturale moderna
imponga che siano precisati i diritti (a meno che la rivoluzione
illuminista sia avvenuta solo nel virtuale di Internet e non nella realtà
a cui appartengono i soggetti tenuti a legiferare su governance e IBR)
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of
Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Vedi supra
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene
e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
_______________________________________________
nexa mailing list
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https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Jan. 13, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società ( 16° Mercoledi di NEXA)
by Marco Ciurcina
In data domenica 3 gennaio 2010 20:37:25, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> Relativamente a Internet nel corso del 2010:
> 1. In Italia
> 1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
> relativo a ... ?
scarsa conoscenza dei problemi da parte della classe dirigente
> 1.2. E la maggiore opportunita'?
crescita della conoscenza del fenomeno nella società
> 1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
> si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
diffusione del software libero nella PA e nel tessuto sociale
educazione all'uso di tecnologie libere
> 1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
> associazione di advocacy (come la Quadrature
> du Net in Francia o EFF in USA),
> la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
diffusione del software libero nella PA e nel tessuto sociale
educazione all'uso di tecnologie libere
> Perche'?
> 1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
> quali sarebbero? Perche'?
> 1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
> 1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
> di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
> perche'?
per ora, meglio chiedere di non legiferare
> 1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
> avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
portare in parlamento le istanze della società civile
> 1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
> maggiore o diverso in relazione a Internet?
> Se si', quale e perche'?
> 1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
> spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
> istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
> auspicabile/piu' efficace
> la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
> gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
> (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
> della cultura,
> http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
>
> 2. In Europa:
> 2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
> relativo a ... ?
alta capacità di lobbying dei portatori d'interessi particolari
> 2.2. E la maggiore opportunita'?
crescente capacità di advocacy della società civile
> 2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
> di ricerca,
> lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
> 2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
> associazione di advocacy (come la Quadrature
> du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
> (o quali temi, max 3)? Perche'?
spazi d'intervento nella normazione europea per favorire:
- internet neutrale
- software libero
- condivisione dei contenuti
> 2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
> di spesa,
> quali sarebbero? Perche'?
> 2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
> 2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
> avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
portare nel Parlamento le istanze della società civile
> 2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
> rappresenti
> gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
> europee?
> (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
> della cultura,
> http://www.kulturrat.de)
>
> 3. Nel Mondo:
> 3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
> che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
> qualcosa a livello
> nazionale che abbia un impatto a livello globale?
adottare norme che liberalizzano il file sharing
> Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
> direzione?
> 3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
> Bill of Rights
> hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
> 3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
> (nel bene e nel
> male) relativamente a Internet? Perche'?
>
Jan. 13, 2010
streaming e chat 16° Mercoledì di NEXA
by Luca Leschiutta
Cari Tutti,
chi non potesse intervenire di persona, può seguire il 16° Mercoledì
di NEXA collegandosi, a partire dalle ore 17, alla pagina
http://nexa.polito.it/events .
Nella stessa pagina si trovano le istruzioni per intervenire in chat.
Ciao
Luca
Jan. 13, 2010
R: R: proprietà intellettuale sul prodotto industriale
by Fiorello Cortiana
Saggio Juan,
attendo i risultati del confronto che avrete oggi
ciao
Fiorello
________________________________
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di J.C. DE MARTIN
Inviato: mercoledì 13 gennaio 2010 12.25
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] R: proprietà intellettuale sul prodotto industriale
Quando mi chiedono da dove e' partito il percorso che mi ha portato al centro di ricerca
NEXA su Internet & Societa', rispondo sempre: dalle azioni contro i brevetti software -
iniziate, almeno per quello che mi riguarda, tra 2002 e 2003, soprattutto a livello europeo.
I brevetti di software, infatti, mi sembravano all'epoca (e mi sembrano tuttora) un grave
pericolo per una societa' dell'informazione libera e innovativa. Da questo tema, su cui,
come informatico, ho un'idea piuttosto precisa dei fattori in gioco e delle possibili
conseguenze, l'interesse si e' poi esteso al tema dei brevetti in generale; leggendo la
letteratura in materia anche io mi sono formato, sia pure con tutti i limiti di una minore
comprensione dei singoli domini applicativi, un'opinione fortemente critica del
sistema attuale.
Il Centro NEXA, tuttavia, non e' un centro di ricerca sulla proprieta' intellettuale, ma bensi'
"un centro di ricerca indipendente che studia in maniera quantitativa e multidisciplinare in
cosa consista e come possa venire indirizzata la forza di Internet." In tal senso si occupa
anche di proprieta' intellettuale, ma solo se cio' e' funzionale allo studio delle dinamiche,
dei problemi e delle opportunita' relative a Internet. Vale, insomma, come diceva Marco,
un principio di specializzazione, in un panorama nazionale e internazionale sempre piu'
articolato. Rispetto a Marco, pero', aggiungo che sarebbe perfettamente normale che
il Centro NEXA si occupasse (risorse permettendo e con tutto il rigore richiesto dal metodo
scientifico) non solo di brevetti software, ma anche, restando nel campo della proprieta'
intellettuale, di questioni legate ai formati, ai protocolli, e all'interoperabilita' in genere
(e di sicuro dimentico qualcosa), in quanto tutti temi cruciali per Internet.
Cio' detto, un commento in merito al rilevanza degli effetti del sistema brevettuale rispetto
a quelli del copyright. E' chiaro che se si citano milioni di morti, l'unica reazione possibile e'
quella di un doloroso silenzio. Non c'e' confronto con null'altro; fine della discussione.
Ma da cio' non consegue che allora ci si debba necessariamente occupare di brevetti sui
farmaci sempre ed in qualunque contesto. C'e' chi se ne occupa attivamente e con grande
competenza, come James Love di KEI, tanto per fare un esempio, ma e' perfettamente normale
che altri, in base alle loro competenze e delle circostanze in cui si trovano ad operare, si
occupino, per esempio, della diffusione della conoscenza resa possibile, come mai prima
nella storia, da Internet, ma ancora grandemente ostacolata da un sistema di privative antiquato
e spesso iniquo. Insomma, se il bimbo dell'ipotetico paese in via di sviluppo e' riuscito ad
arrivare vivo sui banchi di scuola, preoccuparsi che abbia libri di testo adeguati e poi la capacita'
di accedere a informazioni scientifiche e di altro tipo per il benessere suo, della sua famiglia e
della sua comunita'.
Una precisazione in merito alla Roadmap 2010 che discuteremo oggi a Torino a partire
dalle ore 17 e che ha dato inizio a questo thread: non si tratta della Roadmap 2010 del Centro NEXA
- non potrebbe esserlo neanche se il centro NEXA fosse trenta (cento?) volte quello che e' in realta'!
E' una riflessione collaborativa sulle priorita' "Internet & Societa'" per il 2010, il cui obiettivo
di base e' quello che affilare i nostri sguardi in vista dell'anno nuovo, con la speranza di prevenire
problemi e cogliere opportunita' un po' meglio di quanto capiterebbe in assenza di tale sforzo.
Se poi dalla riflessione nascera' qualcosa di concreto, da parte di qualcuno, tanto meglio.
Concludo ringraziando di cuore Raffaele Meo per averci stimolato alla riflessione su questioni
di fondo cosi' importanti, su cui sicuramente torneremo anche in futuro. Mi fa piacere cogliere
l'occasione per ricordare a tutti che il centro NEXA su Internet & Società non sarebbe mai esistito
senza l'esempio del suo magistero scientifico, morale e civile.
un caro saluto,
juan carlos
Marco Ricolfi wrote (on 1/12/10 7:20 PM):
Caro Raffaele,
peccato non averti con noi. Rispetto al tema. Condivido - come, penso,
anche Juan Carlos - la tua affermazione che "la proprietà intellettuale
industriale è un freno allo sviluppo, fattore di disuguaglianze fra imprese
grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e ragione della morte di decine
di milioni di uomini, ogni
anno, come illustrato da Medici senza Frontiere".
Penso che si possa dire che pochi come noi, a Torino, abbiano dato un
contributo sul tema. Pensa che in 8 anni di Master sulla proprietà
intellettuale abbiamo lavorato su questo tema; che ci abbiamo formato più di
200 candidati, più della metà dei quali proviene dai paesi in via di
sviluppo; e che, siccome moltissimi - decine - di questi sono delegati dei
loro governi nelle istituzioni internazionali, abbiamo contribuito agli
sviluppi in questo settore. La nostra Vanessa Lowenstein è stata tra le
prima a lavorare alla Development Agenda del WIPO (una serie di iniziative
richieste dai paesi in via di sviluppo per contrastare la deriva
iper-protezionista della proprietà intellettuale); e l'allargamento delle
regole sui farmaci salva vita ci ha visto particolarmente attivi.
Occorre però anche rispettare un principio di competenza e di
specializzazione delle competenze. Da questo punto di vista, quello che non
è facile capire è come questo tema - prioritario - trovi collocazione in un
centro che si occupa della rete internet, salvo che per il profilo del
brevetto di software, sul quale abbiamo posizioni chiare e costanti (nel
senso che va, in linea generale, evitato e combattuto).
Possiamo ritornare quando vuoi sul tema. Sulla base però di
un'argomentazione almeno ipotetica della rilevanza ai fini di una
riflessione sistematica specificamente riferita alla rete. Dico bene, Juan
Carlos?
m.
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Angelo Raffaele Meo
Inviato: lunedì 11 gennaio 2010 16.37
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] proprietà intellettuale sul prodotto industriale
Carissimi,
desidero scusare la mia assenza all'incontro Nexa previsto
per mercoledì 13. Come nel caso dei precedenti mercoledì, debbo partecipare
alla seduta mensile dell'Accademia delle Scienze, ove, tra l'altro,
dobbiamo discutere di un convegno sulla ricerca industriale che intendiamo
organizzare.
Avanzo comunque una richiesta relativa alla roadmap 2010. Mi
piacerebbe, come anticipai in un incontro lontano, che Nexa affrontasse
anche la questione della proprietà intellettuale sui prodotti industriali e
dei brevetti in particolare. Quel giorno Marco (Ricolfi, non Ciurcina) mi
rispose che quella questione non rientrava negli obiettivi di Nexa e oggi,
in un incontro privato, Juan Carlos mi ha ribadito la posizione di Marco.
Se questa è la posizione di tutti, accetto disciplinatamente la
decisione collegiale. Tuttavia, mi sia consentito ricordare l'opinione di un
numero rapidamente crescente di studiosi, secondo la quale la questione
della proprietà intellettuale sul prodotto industriale è molto più
importante della questione della proprietà sul prodotto artistico, perchè la
proprietà intellettuale industriale è un freno allo sviluppo, fattore di
disuguaglianze fra imprese grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e
ragione della morte di decine di milioni di uomini, ogni anno, come
illustrato da Medici senza Frontiere.
Grazie per l'attenzione. Colgo l'occasione per associarmi alle
congratulazioni di Marco R. a Marco C.
Raf
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nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Jan. 13, 2010
R: Google: A new approach to China
by Fiorello Cortiana
Benissimo, che esempio di esercizio di leaderhip
Ciao
Fiorello
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di J.C. DE MARTIN
Inviato: mercoledì 13 gennaio 2010 13.27
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] Google: A new approach to China
http://googleblog.blogspot.com/2010/01/new-approach-to-china.html
juan carlos
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Jan. 13, 2010
Jan. 13, 2010
Google: A new approach to China
by J.C. DE MARTIN
http://googleblog.blogspot.com/2010/01/new-approach-to-china.html
juan carlos
Jan. 13, 2010
Re: [nexa] R: proprietà intellettuale sul prodotto industriale
by J.C. DE MARTIN
Quando mi chiedono da dove e' partito il percorso che mi ha portato al
centro di ricerca
NEXA su Internet & Societa', rispondo sempre: dalle azioni contro i
brevetti software -
iniziate, almeno per quello che mi riguarda, tra 2002 e 2003,
soprattutto a livello europeo.
I brevetti di software, infatti, mi sembravano all'epoca (e mi sembrano
tuttora) un grave
pericolo per una societa' dell'informazione libera e innovativa. Da
questo tema, su cui,
come informatico, ho un'idea piuttosto precisa dei fattori in gioco e
delle possibili
conseguenze, l'interesse si e' poi esteso al tema dei brevetti in
generale; leggendo la
letteratura in materia anche io mi sono formato, sia pure con tutti i
limiti di una minore
comprensione dei singoli domini applicativi, un'opinione fortemente
critica del
sistema attuale.
Il Centro NEXA, tuttavia, non e' un centro di ricerca sulla proprieta'
intellettuale, ma bensi'
"un centro di ricerca indipendente che studia in maniera quantitativa e
multidisciplinare in
cosa consista e come possa venire indirizzata la forza di Internet." In
tal senso si occupa
anche di proprieta' intellettuale, ma solo se cio' e' funzionale allo
studio delle dinamiche,
dei problemi e delle opportunita' relative a Internet. Vale, insomma,
come diceva Marco,
un principio di specializzazione, in un panorama nazionale e
internazionale sempre piu'
articolato. Rispetto a Marco, pero', aggiungo che sarebbe perfettamente
normale che
il Centro NEXA si occupasse (risorse permettendo e con tutto il rigore
richiesto dal metodo
scientifico) non solo di brevetti software, ma anche, restando nel campo
della proprieta'
intellettuale, di questioni legate ai formati, ai protocolli, e
all'interoperabilita' in genere
(e di sicuro dimentico qualcosa), in quanto tutti temi cruciali per
Internet.
Cio' detto, un commento in merito al rilevanza degli effetti del sistema
brevettuale rispetto
a quelli del copyright. E' chiaro che se si citano milioni di morti,
l'unica reazione possibile e'
quella di un doloroso silenzio. Non c'e' confronto con null'altro; fine
della discussione.
Ma da cio' non consegue che allora ci si debba necessariamente occupare
di brevetti sui
farmaci sempre ed in qualunque contesto. C'e' chi se ne occupa
attivamente e con grande
competenza, come James Love di KEI, tanto per fare un esempio, ma e'
perfettamente normale
che altri, in base alle loro competenze e delle circostanze in cui si
trovano ad operare, si
occupino, per esempio, della diffusione della conoscenza resa possibile,
come mai prima
nella storia, da Internet, ma ancora grandemente ostacolata da un
sistema di privative antiquato
e spesso iniquo. Insomma, se il bimbo dell'ipotetico paese in via di
sviluppo e' riuscito ad
arrivare vivo sui banchi di scuola, preoccuparsi che abbia libri di
testo adeguati e poi la capacita'
di accedere a informazioni scientifiche e di altro tipo per il benessere
suo, della sua famiglia e
della sua comunita'.
Una precisazione in merito alla Roadmap 2010 che discuteremo oggi a
Torino a partire
dalle ore 17 e che ha dato inizio a questo thread: non si tratta della
Roadmap 2010 del Centro NEXA
- non potrebbe esserlo neanche se il centro NEXA fosse trenta (cento?)
volte quello che e' in realta'!
E' una riflessione collaborativa sulle priorita' "Internet & Societa'"
per il 2010, il cui obiettivo
di base e' quello che affilare i nostri sguardi in vista dell'anno
nuovo, con la speranza di prevenire
problemi e cogliere opportunita' un po' meglio di quanto capiterebbe in
assenza di tale sforzo.
Se poi dalla riflessione nascera' qualcosa di concreto, da parte di
qualcuno, tanto meglio.
Concludo ringraziando di cuore Raffaele Meo per averci stimolato alla
riflessione su questioni
di fondo cosi' importanti, su cui sicuramente torneremo anche in futuro.
Mi fa piacere cogliere
l'occasione per ricordare a tutti che il centro NEXA su Internet &
Società non sarebbe mai esistito
senza l'esempio del suo magistero scientifico, morale e civile.
un caro saluto,
juan carlos
Marco Ricolfi wrote (on 1/12/10 7:20 PM):
> Caro Raffaele,
> peccato non averti con noi. Rispetto al tema. Condivido - come, penso,
> anche Juan Carlos - la tua affermazione che "la proprietà intellettuale
> industriale è un freno allo sviluppo, fattore di disuguaglianze fra imprese
> grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e ragione della morte di decine
> di milioni di uomini, ogni
> anno, come illustrato da Medici senza Frontiere".
> Penso che si possa dire che pochi come noi, a Torino, abbiano dato un
> contributo sul tema. Pensa che in 8 anni di Master sulla proprietà
> intellettuale abbiamo lavorato su questo tema; che ci abbiamo formato più di
> 200 candidati, più della metà dei quali proviene dai paesi in via di
> sviluppo; e che, siccome moltissimi - decine - di questi sono delegati dei
> loro governi nelle istituzioni internazionali, abbiamo contribuito agli
> sviluppi in questo settore. La nostra Vanessa Lowenstein è stata tra le
> prima a lavorare alla Development Agenda del WIPO (una serie di iniziative
> richieste dai paesi in via di sviluppo per contrastare la deriva
> iper-protezionista della proprietà intellettuale); e l'allargamento delle
> regole sui farmaci salva vita ci ha visto particolarmente attivi.
> Occorre però anche rispettare un principio di competenza e di
> specializzazione delle competenze. Da questo punto di vista, quello che non
> è facile capire è come questo tema - prioritario - trovi collocazione in un
> centro che si occupa della rete internet, salvo che per il profilo del
> brevetto di software, sul quale abbiamo posizioni chiare e costanti (nel
> senso che va, in linea generale, evitato e combattuto).
> Possiamo ritornare quando vuoi sul tema. Sulla base però di
> un'argomentazione almeno ipotetica della rilevanza ai fini di una
> riflessione sistematica specificamente riferita alla rete. Dico bene, Juan
> Carlos?
> m.
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Angelo Raffaele Meo
> Inviato: lunedì 11 gennaio 2010 16.37
> A: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Oggetto: [nexa] proprietà intellettuale sul prodotto industriale
>
> Carissimi,
> desidero scusare la mia assenza all'incontro Nexa previsto
> per mercoledì 13. Come nel caso dei precedenti mercoledì, debbo partecipare
> alla seduta mensile dell'Accademia delle Scienze, ove, tra l'altro,
> dobbiamo discutere di un convegno sulla ricerca industriale che intendiamo
> organizzare.
> Avanzo comunque una richiesta relativa alla roadmap 2010. Mi
> piacerebbe, come anticipai in un incontro lontano, che Nexa affrontasse
> anche la questione della proprietà intellettuale sui prodotti industriali e
> dei brevetti in particolare. Quel giorno Marco (Ricolfi, non Ciurcina) mi
> rispose che quella questione non rientrava negli obiettivi di Nexa e oggi,
> in un incontro privato, Juan Carlos mi ha ribadito la posizione di Marco.
> Se questa è la posizione di tutti, accetto disciplinatamente la
> decisione collegiale. Tuttavia, mi sia consentito ricordare l'opinione di un
> numero rapidamente crescente di studiosi, secondo la quale la questione
> della proprietà intellettuale sul prodotto industriale è molto più
> importante della questione della proprietà sul prodotto artistico, perchè la
> proprietà intellettuale industriale è un freno allo sviluppo, fattore di
> disuguaglianze fra imprese grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e
> ragione della morte di decine di milioni di uomini, ogni anno, come
> illustrato da Medici senza Frontiere.
> Grazie per l'attenzione. Colgo l'occasione per associarmi alle
> congratulazioni di Marco R. a Marco C.
> Raf
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Jan. 13, 2010