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> Message: 2
> Date: Sun, 05 Jul 2026 20:17:29 +0200
> From: abregni <abregni(a)iperv.it>
> Subject: [nexa] Re: Libro
> To: karlessi <karlessi(a)eudema.net>
> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it, Nicoletta Tarducci
> <nicoletta.tarducci(a)gmail.com>
> Message-ID: <8fd2d4d5673d0aaa759050e50db7485f(a)iperv.it>
> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed
>
>>> People Have the Power
>
> A parte ":D", ...era serio o era triste?
> Chiedo per un amico (molto stretto, che vuole capire).
è una frase molto ambigua che mi gira in testa, un tarlo. oggi sto in
treno perciò mi balocco con il tarlo :D
e ringrazio per le sollecitazioni. altrimenti avrei lavorato!
un amico? OK.
>
> E' da sempre che:
> a) NON vedo il tema tecnico (cambia davvero qualcosa???),
non so se ho capito. mi vien da dire: la tecnica è fonte di potere, e,
quindi, potenzialmente di libertà. il tema del potere è necessariamente
tecnico. Con potere intendo: una funzione regolativa sociale. Il potere
è la produzione e l’applicazione di norme e di sanzioni. Il potere è una
funzione sociale neutra.
> b) mi rifiuto di ripetere che c'è gente che manipola e preda (la storia
> ne è piena, e quindi dovremmo averlo capito),
> e
invece, no. purtroppo. anche perché ogni generazione, ogni persona, è
"nuova". non ha contezza del passato. e il passato viene continuamente
riscritto dai vincitori, e ri-raccontato anche dai vinti, dagli
oppressi, con un martellamento incessante che tende a cancellare la
consapevolezza delle manipolazioni predatorie. la storia (di ogni
nazione - ogni nazionalismo è tossico) è piena di esempi di sfruttamenti
e massacri spacciati per volontà di qualche dio; di distruzioni
raccontate come inevitabili frutti dell'espansione di un qualche popolo.
oggi chi manipola e preda racconta le storie dell'IA che non si può fare
a meno di finanziare, perché... potrebbe distruggerci, o salvarci,
chissà, intanto bruciamo il pianeta! costruiamo delle centrali nucleari!
ho sentito politici attempati ripeterlo. senza vergogna, senza un minimo
di pietà per chi verrà dopo di loro! se non fosse tragico sarebbe comico.
> c) vorrei tanto sentire cosa si propone di fare, NON per metterci una
> pezza con qualche commendevole (e rispettabilissima) iniziativa, MA per
> dare una qualche svolta a qualcosa.
la svolta mi ricorda "svolta" nel senso mutuato dal romano che si usa
oggi: svoltare, non lavorare più, far soldi a babbo morto. immagino sia
invece da intendere come cambiamento importante.
le proposte, quindi. riprendendo il discorso di suo figlio che usa LLM
per far la tesi al MIT (se passa cmq vorrà dire che il livello è
quello!), si può dirgli che può decidere di fare diversamente. ha il
potere di farlo. in quanto parte della "People", anche lui "has the power".
non è che gli puntano una pistola alla tempia ingiungendogli di usare un
LLM! non sarà molto, ma per lui (ammesso e non concesso che cambi
comportamento) è parecchio.
fra l'altro, può fare quasi lo stesso senza alcuna capacità di coding,
evitando la dipendenza da macchine che non controlla, con, tipo,
AnythingLLM su un portatile anche non recentissimo, una CPU da 16GB e
una GPU da 4GB (anche meno, fatica, ma gira) e un Gemma4 E4B (grazie, oh
Google, per le briciole dello sfruttamento che ci lasci per giocare!
https://gemma4.dev/models/gemma-4-memory-requirements) buona parte di
quel che le persone fanno con gli LLM online si può fare in locale.
almeno la ventola scalda e si comprende la follia di massa.
oppure, meglio, anche niente. gran parte delle cose-via-LLM sono
semplicemente inutili. in particolare per scrivere distraggono,
affaticano, tolgono il piacere dell'impegno, del pensiero, anche della
sfida personale e ci riducono a correttori di bozze (che può essere
gratificante, ma spesso non lo è) di profluvi di testo-codice ad
minchiam. senz'altro sono nocive a livello ambientale, spesso
tragicomicamente consolatorie: coltivare relazioni con esseri viventi è
faticoso, e rischioso; con i vari GPT è più facile, non ci contraddicono
mai, ci blandiscono, ci tengono agganciati.
certo, se non fa ricorso a questa roba, e gli altri suoi pari sì, non
avrà il decantato "vantaggio competitivo" (altra bufala dell'IA), ma che
ci vuol fare: son scelte!
a medio termine, secondo me, le persone e le aziende che NON adotteranno
'sta roba in blocco, ma al limite in casi eccezionali e cmq in locale,
sotto il loro controllo, avranno dei vantaggi _cognitivi_ importanti. In
particolare, chi NON cercherà di "risolvere" problemi di cultura
collaborativa e aziendale rotta con automazioni ancora più scassate
(tipo: "claudio, prendi sto file excel e fanne altri file excel da
distribuire a X, Y, Z - usa gli agenti, gli skill, quello che ti pare ma
non farmi controllare gli excel, questo è l'archivio degli excel, esegui
e basta!"). Tutto per evitare di affrontare problemi di flussi dati,
qualità degli stessi, software ipertrofici mal utilizzati, e soprattutto
organizzazione disfunzionale, gerarchie oppressive, burocrazie
deliranti. vantaggi cognitivi, perché non disimpareranno a fare cose che
ora più o meno fanno, magari non bene, ma almeno hanno un'idea di come
fanno a portarsele a casa. hanno un'idea della "big picture" al di là
dell'interfaccia del GPT di turno. poi magari non servirà a molto come
resistenza, perché i fiumi nel frattempo saranno stati prosciugati per
abbeverare la favola nera dell'IA. ma questo non è detto che succeda.
proposte: cominciamo a NON fare costruire altri nocivi datacenter.
quanti comuni italiani stanno svendendo i loro terreni? fuori i nomi di
assessori, consiglieri, sindaci, costruttori, faccendieri, e lobbisti
con i loro mandanti. no a nuovi datacenter. stracciare gli accordi
capestro con le multinazionali tossiche. ritardare. scioperare.
sabotare. dire sì e fare no.
per il resto, capisco che non la soddisfi, ma ci sono cmq tante
esperienze (micro, ne convengo, e non è bello che siano così micro. come
minimo dovrebbero federarsi, moltiplicarsi, proliferare) che vanno "in
direzione ostinata e contraria". ma farle "scalare" in verticale
significherebbe snaturarle. la gente dovrebbe farne di più, di
esperienze, di azioni in direzione ostinata e contraria.
ma chi è lagggente, mi domando? sul serio me lo domando. è quel tarlo.
qualche mese fa ci ho scritto un libretto perché a furia di pensarci mi
faceva male la testa. s'intitola appunto: "People Have the Power" (lo so
sembra uno scherzo macabro...), e l'ho messo qui:
https://phtp.vado.li/
prima o poi troverò un editore. o forse no, amen.
sono bozze. ogni tanto mi viene in mente e ne modifico un pezzetto.
mi è stato detto che è troppo teorico, e tutto sommato sono d'accordo.
anche se per me troppo teorico è Cornelius Castoriadis, ma vabbè, i
tempi sono alla semplificazione ed è un gioco anche questo da giocare
ultimamente vanno molto i libri di autoaiuto, mi è stato detto, da
persone che lavorano nell'editoria; e quindi mi è stato consigliato di
aggiungere delle "schede pratiche" di autoaiuto... è talmente fuori
luogo come proposta che ha solleticato la mia voglia di "mission impossible"
ho cominciato quindi a fare delle schede da due paginette l'una, alla
fine di ogni capitoletto (file separati), come attivazioni pratiche.
sono segnalate in blu come "azioni dirette": un po' pomposo, ma i libri
di autoaiuto sono pomposissimi, ne ho sfogliati un po'.
ne ho in mente altre, di azioni dirette. accetto suggerimenti.
perché mi capita in continuazione di sentirmi dire, sì ma in pratica?
che ne so...
in pratica, auto-limitati. e dillo agli altri. auto-limitiamoci. in
tedesco suona: "Selbstbegrenzung", che è la lezione definitiva di "Tools
for Conviviality", in italiano "La convivialità". L'autore, Ivan Illich,
era cattolico. il termine è stato impiegato vent'anni dopo Illich anche
da Karl Barth nella sua tarda teologia. Barth era protestante: forse c'è
un dialogo fra i due che non colgo completamente. ad ogni modo, io
interpreto auto-limitazione in maniera più demonica: stare
nell'immanenza, metaxu, piano di mezzo (questo mondo che condividiamo),
con i demoni che lo abitano, e scegliere, selezionare i buoni demoni. o
i demoni che ci fanno stare bene insieme. in greco antico, "eudaimonia":
tradotto spesso con "felicità".
le tecniche per la convivialità sono forme di autolimitazione insieme ai
demoni della tecnica.
disgraziatamente, il "sodo" in senso ampio, sociale, epocale, lo vedo
malissimo anche io, anche se sono meno anziano di lei. ma IMHO non c'è
altra scelta se non l'educazione e l'auto-educazione, specialmente degli
adulti. proposte concrete ingegneristiche non ne vedo, mi spiace.
auto-limitazione, quella sì. non-agire, anche. un po' di Tao non guasta.
nel dubbio, non fare. meno PIL. meno cose. meno produzione. togliere.
incidentalmente, a non fare, nel dubbio, non ci sarebbero più guerre.
basta non sparare, nel dubbio. nel dubbio, non fare armi. nel dubbio,
non fare proiettili. dico sul serio.
abitare insieme il pianeta, vivere insieme, è necessariamente
autolimitarsi. impariamo a controllare gli sfinteri, gli appetiti, le
interazioni. andare su Marte? no. limitiamo. mandiamoci Musk e i suoi
accoliti. andare sulla Luna? ma perché? limitiamo. non c'è altra strada.
o meglio: ogni altra strada inizia e finisce nell'asservimento di
qualcuno/qualcosa, per soddisfare le nostre mancate auto-limitazioni;
qualcuno/qualcosa che potrebbe essere inizialmente una "minoranza" di
servi (o schiavi), ma tenderanno a diventare i più, fino
all'auto-asservimento di ogni essere vivente e non. in un certo senso,
uno degli effetti secondari dell'alienazione tecnica.
cmq, vista la velocità di cambiamento, non è detto che non si possa
cambiare anche in un tutt'altra direzione. non è una speranza: è solo la
constatazione che il futuro non è scritto, il passato è scritto male, e
quindi c'è agio per agire.
>
> Thanks.
prego, anche se temo sia deludente questo scritto 100% non-GPT
cosa aveva in mente, con "dare una qualche svolta a qualcosa"?
buona serata
k.
>
>
>
> Il 2026-07-05 19:35 karlessi via nexa ha scritto:
>> Il 05/07/26 15:48, Franco Marra ha scritto:
>>> Risponderò brevemente, per quello che riesco, al suo interessantissimo
>>> contributo. Ma prima provo a qualificare il contesto. Io non sono un
>>> ricercatore lanciato nell’agone accademico, ma, ahimè, un pensionato
>>> di 79 anni, con qualche esperienza informatica, che insieme a una
>>> banda di una dozzina di altri pensionati con età media credo sui 74
>>> anni, del tutto digiuni di IA e appena appena familiari con il cloud,
>>> e una cara ex-collega molto brava, ho messo su un corso e una serie di
>>> eventi sul tema Intelligenza Artificiale. Questo grazie allo
>>> SPI-CGIL, da volontario, in quella magnifica struttura che è la Casa
>>> del Quartiere <https://www.casadelquartiere.it/>di San Salvario a
>>> Torino. Un centro nato dalla visione di poche geniali persone (io non
>>> sono tra queste, ma mi avvalgo dei loro risultati) per fare socialità
>>> in uno dei quartieri più difficili di Torino e per svolgere quelle
>>> funzioni a cui la Pubblica Amministrazione e le forze politiche
>>> tradizionali spesso nei fatti abdicano.
>>>
>>>
>>
>> triste, ma bello. triste l'abdicazione, bello che persone di buona
>> volontà sopperiscano.
>>
>> è sempre l'autogestione dal basso che fa la differenza. poi arrivano le
>> "autorità" e la chiamano "resilienza delle comunità". Un esempio di
>> appropriazione culturale del lavoro dal basso da parte delle élite.
>> quelle funzioni, prima che esistesse la PA, venivano già svolte. ad
>> esempio le SOMS (Società Operaie di Mutuo Soccorso) esistevano prima
>> dello stato sociale, e non a caso il fascismo le ha messe fuorilegge.
>>
>> quindi, il vostro lavoro è fondamentale, nel senso del fondamento del
>> vivere insieme.
>>
>> non penso sia in alcun modo in contraddizione con il lavoro di D.
>> Tafani che, da una prospettiva specifica e contestuale, propone
>> un'analisi dei miti dell'IA. da accademica, certo. ci sono accademici e
>> accademici, non facciamo di tutta l'erba un fascio.
>>
>>> Abbiamo fatto questa cosa, io e la mia ex-collega, con grandissima
>>> allegria e anche, mi permetto di dire, con un certo successo <https://
>>> www.labpopia.it/i-nostri-concerti>(AI Week, qualche biblioteca anche
>>> fuori Torino, la Camera del Lavoro etc), aiutati, lo confesso, da
>>> qualche accademico <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.xz26f63blju4>che sembra apprezzare l’idea e che a me
>>> personalmente ha dato molto. Mi sembra che tutto questo sia stato
>>> fatto esattamente con la letizia del dilettantismo, concetto che ho
>>> assai apprezzato nell’articolo di Carlo Milani da lei citato, e che ho
>>> trovato risuonare molto nelle mie corde. Io ho esitato molto a
>>> pubblicare il mio
>>
>> bello! l'allegria oltre al successo, mi fa piacere. mi fa piacere anche
>> che le risuoni il pezzetto. non se ne abbia a male, Carlo Milani sono
>> io. non è un vezzo: è che di Carlo Milani ce ne sono diversi, e il nome
>> anagrafico non ce lo scegliamo noi. invece di karlessi ce n'è uno solo,
>> e me lo sono scelto io, insieme alle persone che mi sono affini. è un
>> nickname, tipico nel mondo dell'hacking. serve per rendersi
>> riconoscibili.
>>
>>> contributo su Nexa, proprio perché mi sento un dilettante (allegro)
>>> di fronte a tanta scienza (seria). Sono stato ripreso, e giustamente,
>>> perché con allegro dilettantismo ho usato un termine al posto di un
>>> altro, ma ho prontamente modificato il mio documento riconoscendo la
>>> grave superficialità e ringraziando chi ha dottamente elencato motivi
>>> e differenze (che conoscevo ma che avevo trascurato). Verificando però
>>> che, alla fine, il senso non cambiava perchè ci si era espressi a un
>>> livello di astrazione tale in cui non poteva cambiare la dominante
>>> semantica del vettore. Pazienza se la cosa non è stata notata.
>>>
>>>
>>
>> ogni persona ha le sue vulnerabilità. a me la confusione fra open e
>> free punge sul vivo e, ammetto, a volte a sproposito. ma non mi pare
>> questo il caso. il mio appunto era sul rapporto mezzi-fini.
>>
>> e poi dilettante non vuol mica dire trascurato, anzi. son quelle
>> persone che vanno a fare le pulci agli esperti, e fanno bene :D
>>
>> consideri che non sono un accademico, per quanto ci abbia a che fare,
>> con l'accademia, di solito per svolgere insieme a colleghe e colleghi
>> il lavoro che i centri di ricerca non sono in grado di svolgere dopo
>> aver vinto qualche finanziamento.
>>
>> rispetto agli anni Novanta, quando ci andavo da studente, l'università
>> è molto più precaria, povera, infiltrata dalle multinazionali; ma anche
>> meno baronale. in Italia e non solo continua a selezionare
>> pervicacemente l'obbedienza alla gerarchia, ma ci sono delle eccezioni
>> notevoli, come in ogni istituzione a tendenza autoritaria. e vanno
>> riconosciute.
>>
>>> Vedo che ha dato un’occhiata al sito, e questo mi onora: avrà notato
>>> che l’idea generale è quella di aumentare la consapevolezza di uso,
>>> aprendo il cofano <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.swz8yrbr2w9j>della IA (siamo convinti che tutto possa
>>> essere spiegato), di una categoria di persone talvolta fragile: Ci
>>> siamo anche inventati la metafora della Chiromante Stocastica
>>> <https:// www.labpopia.it/come-si-usa/uso-consapevole#h.9igg9c1ilsvn>,
>>> evoluzione del ben noto pappagallo, e che forse la dottoressa Tafani
>>> potrebbe apprezzare. Certo, il sito si presenta come un accozzaglia di
>>> una 70-ina di documenti stesi con dilettantistica allegria, ma alla
>>> fine pensiamo che il Juke Box <https://www.labpopia.it/sweet-home-san-
>>> salvario#h.1pb8tatv54df>utilmente metta la toppa su molti difetti. I
>>> nostri allievi sono così contenti del lavoro fatto collettivamente,
>>> che spontaneamente si radunano periodicamente al bar per discutere
>>> magari su cosa sia l’entropia, o che relazione ci sia tra Shannon,
>>> Leopardi e Borges, e non le nascondo che io vado fierissimo di questo
>>> risultato perché lo considero utile, anzi utilissimo, molto più dei
>>> driver per i sistemi operativi Olivetti che ho progettato da giovane.
>>> Gli insegniamo che usare il linguaggio naturale non significa parlare
>>> con uno psichiatra, un medico o un amico, ma piuttosto con una
>>> chiromante che li compiace sempre per estirpare loro informazioni. E
>>> gli spieghiamo che il rimedio è molto semplice, è quello della nonna
>>> che raccomandava alla nipote adoloscente di non parlare dei fatti
>>> personali o di famiglia con gli estranei, oppure quello della saggezza
>>> popolare, dei proverbi: ‘il culo e le palanche non si fanno mai
>>> vedere’ dicono ad esempio a Genova.
>>>
>>
>> chiarissimo. e, ribadisco: mi è piaciuto l'approccio. molto.
>>
>> fra l'altro, si può insegnare l'ingegneria sociale anche senza
>> computer. l'arte di manipolare le persone. Come si dice: l'essere umano
>> è l'anello debole, più facile craccare un umano che un computer. basta
>> chiedergli la password ("presto, ti hanno hackerato il conto corrente!
>> cambia la password, comincia a scrivere quella vecchia...")
>>
>> il rischio concreto del vostro approccio è questo: siccome i sistemi
>> tipo GPT sono studiati da fior fiori di manipolatori, i migliori al
>> mondo, "resistere" davvero, tanto più da soli, è impossibile, o molto,
>> molto difficile, specialmente per persone che non hanno altre
>> esperienze (molto giovani), o gruppi di pari affini in grado di
>> sostenerli. e rischia di creare la falsa impressione che "dipende da
>> noi", (sottinteso: consumatori inesperti). perciò "caderci" può
>> provocare vergogna nelle persone, che si sentono "non all'altezza". lo
>> dico da formatore ed educatore: spesso gli adulti dicono "metti via
>> quel telefono!", come se fosse solo una questione di volontà
>> individuale.
>>
>> è come con i social media di massa. le slot machines. sono sistemi
>> progettati per sfruttare i meccanismi ormonali umani, in particolare il
>> sistema dopaminergico, sviluppando auto-abuso. Perciò non dipende solo
>> da noi. Il rimedio "non parlare degli affari tuoi" funziona, ma solo
>> fino a quando a) il sistema non "evolve" diventando ancora più tossico
>> e b) la persona/gruppo ha risorse psico-socio-cognitive per "fare
>> altro", o "in un altro modo", senza soccombere all'interazione tossica.
>>
>> per me perciò il rimedio è: lascia stare, fai altro. perché devi fare
>> quello che fanno tutti? ti piace veramente giocare con un
>> confeziona-testi o quello che è? OK. puoi fartelo sul tuo computer.
>> potete mettervi insieme con gli amici e farvi una versione vostra. non
>> sarà potente come quella là, non sarà completamente autonoma (training,
>> ecc. ecc.), però sarà più vostra.
>>
>> dopotutto è un gioco, no? allora giochiamo. giochiamo un gioco il più
>> possibile nostro.
>>
>>> Ora il problema è questo: lei crede che saremmo riusciti a realizzare
>>> tutto ciò senza Google Sites, Cloud etc (usiamo però anche Canva)? Da
>>> giovane c’era il Vietnam, e le lascio immaginare per quale parte
>>> battesse il mio cuore. Torniamo per un momento nella giungla
>>> vietnamita, e supponiamo che un Charlie trovi per terra un fucile M16.
>>> Dovrebbe rinunciare al suo uso perché prodotto negli USA, o è meglio
>>> che impari ad usarlo consapevolmente per raggiungere il suo obiettivo
>>> politico?
>>>
>>
>> certamente sì, sareste riusciti a farlo altrimenti. è assolutamente
>> possibile. azzardo: avete scelto quello che avevate a disposizione e
>> che è socialmente più accettato. nel vostro gruppo evidentemente non ci
>> sono le competenze per farlo altrimenti (o magari non si manifestano?),
>> ma, sì: è possibile fare diversamente.
>>
>> uno dei miei mestieri è accompagnare associazioni, cooperative,
>> aziende, gruppi di ricerca ecc in percorsi di transizione verso
>> tecnologie appropriate. mi permetterò di scriverle in privato quello
>> che suggerirei in una consulenza ai nostri clienti rispetto a cloud
>> privati ecc.
>>
>> per questo suggerivo di provare altro. si può! e non è una questione di
>> costi economici, ma di costi cognitivo-comportamentali e
>> psico-socio-culturali. Le persone sono intossicate dalle BigTech. la
>> funzionalità è una scusa: più si fa ricorso a un sistema, più quel
>> sistema diventa "naturale", e qualsiasi altro sistema risulterà: più
>> faticoso, noioso, disfuzionale. creando oltretutto fazioni del "meno
>> peggio" (Windows vs OSX; ecc.)
>>
>> ci è capitato che gruppi di ricerca accademici considerassero GMeet
>> "non funzionante": erano abituati a Zoom; viceversa, altri gruppi
>> ritengono Zoom "rotto": sono abituati a GMeet (o Teams, o altro).
>>
>> certamente ci vuole un po' più di fatica, almeno inizialmente. è come
>> coltivarsi le verdure da sé, o meglio: è come selezionare produttori di
>> fiducia. Però la soddisfazione è tutt'altra. Il percorso è parte
>> integrante del risultato.
>>
>> il ragionamento sui mezzi è condivisibile, cioè, traduco a modo mio: se
>> hai la pancia vuota, mangi quello che trovi, anche la robaccia di
>> mcdonald, con buona pace del bio, della filiera corta, delle sofferenze
>> animali, ecc. ma "così fan tutti" non è una buona scusa per ingozzarsi
>> con i prodotti di una multinazionale tossica. Google lo è: non paga le
>> tasse, è monopolista, porta avanti un'agenda politica reazionaria,
>> inquina e consuma in maniera devastante, è parte del complesso
>> militare-industriale e spaccia i suoi prodotti "aggratis" a partire
>> dalle scuole. collabora con i servizi di mezzo mondo (quelli che se lo
>> possono permettere), regimi autoritari compresi, per schedare in
>> maniera continuativa la popolazione. vent'anni fa abbiamo contribuito a
>> diffondere lo slogan: "se è gratis, la merce sei tu". è ancora vero.
>>
>> la libertà non è gratuita
>>
>> quanto alla metafora dell'arma, non mi convince. un fucile, è tale
>> anche in un unico esemplare o comunque separato dal sistema industriale
>> (potrebbe essere anche artigianale, un pezzo unico non in serie: rimane
>> cmq un'arma) che lo produce. è un utensile, diciamo. uno "strumento".
>> può portarlo con sé. come un coltello, un badile, un martello (vi sono
>> differenze, ma non stiamo a sottilizzare). invece, tecniche
>> informatiche complesse, per le quali è necessaria un'infrastruttura
>> ingegneristica estremamente complessa, connesse in rete come Google
>> Sites, Cloud, Canva, NON sono utensili o strumenti. sono macchine
>> cibernetiche con retroazioni, integrate nelle società umane, che
>> "funzionano" per via della loro scala, della reticolarità, diffusione,
>> del sistema ingegneristico, ecc.
>>
>> Google Sites non è un "esemplare" riproducibile come un fucile. cmq,
>> non è così rilevante, importa solo sottolineare che il paragone non
>> regge a un'analisi del funzionamento di quel sistema tecnico. non è una
>> sottigliezza accademica.
>>
>> in pratica:
>>
>> - esistono server/servizi indipendenti in Europa e non solo che offrono
>> spazio web per siti. e molto altro. indipendenti: liberi, non gratuiti.
>> - esistono server/servizi basati in Europa, GDPR compliant, alimentati
>> a energia rinnovabile, con software libero, ecc. sul mercato. anche
>> questi non sono gratuiti. ma, almeno, lo scambio è chiaro: servizio per
>> denaro, con certe regole, legali in Europa (Google non le rispetta).
>>
>>>
>>> Mentre da giovane contribuivo, con tutti i miei limiti, allo sviluppo
>>> degli OS Olivetti (con il mio maestro Sandro Osnaghi) nasceva Internet
>>> e si discuteva molto di protocolli, architetture client server e
>>> sistemi di sviluppo software. Eravamo tutti entusiasti e sulla base
>>> del nostro orientamento politico, eravamo tutti convinti di aver
>>> trovato il modo, tra software libero, architetture P2P e Pirate Bay,
>>> di aver trovato la ricetta di un mondo migliore. Amaramente il
>>> software libero e l’architettura che dovevano consentire accesso e
>>> controllo a tutti sono stati tra gli strumenti con cui le Big Tech si
>>> sono impossessate del mondo, mentre i protocolli P2P di Pirate Bay
>>> sono serviti a fare criptovalute. Io sono giunto all’amara conclusione
>>> (del tutto personale ovviamente) che il free software e l'architettura
>>> di Internet siano figli di una casta di utopici intellettuali che li
>>> hanno pensati in funzione dei loro profili sociali e delle esigenze
>>> di sviluppo dei loro prodotti e delle loro forme di comunicazione. Una
>>> volta esportati nel mondo della gente normale, usciti dall'ambiente
>>> protetto della casta accademica, queste invenzioni hanno prodotto il
>>> più grande accumulo di capitale e potere della storia dell'umanità e
>>> stanno minacciando seriamente la democrazia. E’ stato commesso il più
>>> grande degli errori progettuali, la raccolta sbagliata dei requisiti
>>> utente, grazie a una concezione profondamente auto-referenziale su
>>> cosa sia l'umanità. Questi signori sono vissuti in un mondo in cui la
>>> cosa più importante erano le citazioni, e non il trovare da mangiare,
>>> e questo li ha fatto vigorosamente deragliare dal binario del bene
>>> collettivo. Hanno guardato il dito e non hanno visto la luna. E' già
>>> successo con la ricerca di base in fisica, capita di nuovo con
>>> l'informazione: forse peggio, perché non c'è il botto di una bomba
>>> come efficace e persuasivo avvertimento.
>>>
>>
>> qui c'è tanto di personale, e capisco la delusione. in parte la
>> condivido. però non condivido la deduzione: internet > accumulo
>> capitalista. le istituzioni umane si fanno e disfanno, sempre
>> evolvendosi; non discendono automaticamente da una certa tecnica.
>> Sarebbe determinismo tecnico: data la tecnica X, ne discende la società
>> Y. La democrazia non è per sempre: è esistita molte volte nel corso
>> della (prei)storia, anche ben prima della democrazia (schiavista e
>> sessista) dell'Atene di Pericle; e finché ci saranno persone disposte a
>> darsi da fare, esisterà. nonostante tutto.
>>
>> cmq, ci sono anche persone che continuano nonostante tutto a far
>> diversamente, sul digitale e sulle tecnologie in particolare.
>> per esempio a Torino, come in tante altre città italiane, avete LUG
>> (Linux User Group), hacklab
>>
>> https://lugmap.linux.it/piemonte/
>>
>> non sono figli di una casta di utopici intellettuali: lavorano sul
>> territorio, che è locale, ma è anche l'Internet.
>>
>> non ho mai chiesto la genealogia, lo ammetto - e cmq ben vengano pure
>> quelli upper class, tutto fa brodo, se imparano a sporcarsi le mani nel
>> mondo reale. non è che i proletari son per forza buoni, anzi... spesso
>> agiscono contro i propri interessi; per (comprensibile) odio di classe?
>> negli USA e non solo.
>>
>>> E io dovrei sentirmi colpevole perché insegno ai pensionati a
>>> costruire siti con Google Site?
>>>
>>>
>>
>> colpevole no, perché il senso di colpa deriva dalla cultura cattolica;
>> non so dire nel suo caso, ma in genere è così, almeno in Italia;
>>
>> il fatto è che da noi, che di mestiere facciamo gli hacker (cioè in
>> pratica quello che avete fatto voi: ingegnarci per trovare modi
>> divertenti per fare cose insieme: curiosità, metterci le mani,
>> condividere), sempre più spesso arrivano persone che ci chiedono
>> l'assoluzione, per comportamenti percepiti come sbagliati, ma, dicono
>> "inevitabili"
>>
>> "usiamo WhatsApp per coordinare il
>> collettivo-associazione-vattelapesca. lo so che lo usano anche per
>> bombardare i palestinesi a Gaza, ma che ci posso fare? è per una buona
>> causa!"
>>
>> "a scuola il dirigente ha fatto un accordo per GSuite, che ci posso
>> fare?"
>>
>> "all'università hanno fatto un contratto con Microsoft, che ci posso
>> fare?"
>>
>> "in azienda si fanno i corsi per l'IA, abbiamo Claude / GPT quello che
>> è, non costa poi tanto: che ci posso fare?"
>>
>> "devo sentirmi in colpa?"
>>
>> ego te absolvo. vai in pace...
>>
>> peccato che non faccio il prete!
>>
>> la nostra risposta è: cerco di non usarlo. dico agli altri che fa male.
>> al corpo, alla mente, all'ambiente, a chiunque. tutto qui. ogni scelta
>> conta.
>>
>> se poi non si può proprio farne a meno (può succedere), OK. non
>> assolviamo, ma neanche condanniamo, o proibiamo. ci penseranno quelli
>> interessati alla purezza, e non ne faccio parte.
>>
>> non conta nulla?
>>
>> non conta... ad esempio, non conta evitare di contribuire allo scempio
>> dell'allevamento industriale? adottare una dieta diversa? mah, se
>> guardiamo al macro, nessuna scelta "serve" a nulla. ma questo è
>> benaltrismo. Siccome siamo stati delusi dalle promesse dell'Internet
>> terra promessa delle libertà, allora Google va bene, perché i problemi
>> sono "ben altri"? mmm. anche no. perché se guardiamo alla vita delle
>> persone, ogni scelta di diserzione dal "così fan tutti", ogni scelta di
>> autonomia è un granello negli ingranaggi delle Megamacchine del
>> dominio. un po' di potere in più per le persone per crescere, autonome
>> e libere, insieme.
>>
>> è l'educazione che può fare le persone libere
>>
>> perciò: bel lavoro! potete anche migliorare, se volete. anche
>> cominciando una transizione verso sistemi più appropriati. ci saranno
>> delle rinunce da fare, ogni disintossicazione comporta delle rinunce.
>> ma si può fare, certo. ed è molto divertente!
>>
>> People Have the Power :D
>>
>> k.
>>
>>>
>>> Il giorno dom 5 lug 2026 alle ore 13:19 karlessi via nexa
>>> <nexa@server- nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> ha
>>> scritto:
>>>
>>>
>>> Buongiorno,
>>>
>>> ho letto con interesse il preprint del testo di D. Tafani (grazie
>>> per la
>>> condivisione) e le critiche espresse da F. Marra (grazie per lo
>>> sforzo
>>> di sintesi)
>>>
>>> alcune considerazioni
>>>
>>> # scientificità e no
>>>
>>> nel documento
>>> https://docs.google.com/document/
>>> d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0
>>> <https://docs.google.com/document/
>>> d/1FHsD4ejt9nJbIBT4wEHhUz7dH2ifcGWa7SCSwRAIXXo/edit?tab=t.0>
>>> paragrafo 2.
>>>
>>> "Un altro limite [TAGLIO] è l'assenza di un metodo comparativo
>>> rigoroso.
>>> [TAGLIO] non è scientificamente sufficiente."
>>>
>>> la Scienza è una forma di Narrazione sofisticata, a livello
>>> pubblico e
>>> comunicativo senz'altro. Le scienze, e le ricerche scientifiche,
>>> sono
>>> sempre ideologicamente e/o filosoficamente orientate, soprattutto
>>> quando
>>> si dichiarano neutre, neutrali, ed esclusivamente "scientifiche".
>>> A me
>>> piace Feyerabend, una mia brevissima riflessione in merito
>>> https://centroriformastato.it/la-letizia-del-dilettantismo-
>>> avvocature-e-tecnologie/
>>> <https://centroriformastato.it/la-letizia-
>>> del-dilettantismo-avvocature-e-tecnologie/>
>>>
>>> Ne deriva che in ogni proposta "scientifica" è insito un
>>> presupposto
>>> ideologico/filosofico, non di rado inconfessato o addirittura
>>> inconscio.
>>> Nel caso della critica di F. Marra, ad esempio "dobbiamo chiederci
>>> se il
>>> sistema umano, con le stesse risorse investite, otterrebbe
>>> risultati
>>> superiori o se l'IA rappresenti un miglioramento (anche se
>>> imperfetto)
>>> di un sistema pre-esistente già in crisi"
>>>
>>> il presupposto è la necessità di miglioramento. Cosa significa
>>> miglioramento? Questione non retorica. I lungotermisti ritengono
>>> che
>>> sia
>>> "meglio" sterminare qualche miliardo di umani e altre forme di
>>> vita per
>>> garantire la sopravvivenza a lungo termine della specie umana. Es.
>>> (questi sono i "moderati...")
>>> https://www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism <https://
>>> www.centreforeffectivealtruism.org/longtermism> Ci credono
>>> davvero? Non saprei, in ogni caso non vedo la differenza con
>>> narrative
>>> escatologiche più esplicitamente religiose (chiliasti vari). Ci
>>> interessa perché molti dei megamiliardari che spingono la
>>> narrativa IA
>>> attuale esprimono posizioni lungotermiste. Peter Thiel (che con la
>>> narrativa IA guadagna un sacco di soldi facendo controllare,
>>> monitorare
>>> ed eventualmente ammazzare un sacco di gente, perlopiù poveri e
>>> non-bianchi, grazie a Palantir) ci aggiunge molte altre altre
>>> posizioni
>>> ultra-reazionarie: i maschi bianchi (specialmente sudafricani
>>> eredi del
>>> razzistissimo apartheid) sono minacciati! con Musk, Andreeseen,
>>> Levchin,
>>> Sacks, Botha, ecc. si intendono alla grande dai tempi della
>>> PayPal
>>> mafia e ora sono ai vertici della catena di comando USA, vedi
>>> https://observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/ <https://
>>> observer.com/2025/10/paypal-cofounders-today/> (PayPal: un
>>> progetto POLITICO ispirato alle teorie di "von" Hayek). una delle
>>> posizioni di Musk (mito del genio, appunto): i maschi bianchi
>>> hanno il
>>> dovere morale di riprodursi ingravidando femmine "geneticamente
>>> perfette" alla ricerca della "razza perfetta" (eugenetismo di
>>> stampo
>>> nazista); e contemporaneamente, aggiungerebbe Thiel, il dovere di
>>> sterminare chi li minaccia (i non bianchi, le donne, i poveri),
>>> per
>>> evitare l'avvento dell'Anticristo, ecc ecc. (immagino l'abbia
>>> ripetuto
>>> anche recentemente a Roma, ospite della fondazione Gioberti)
>>>
>>> scientifico? per nulla. ma queste ideologie stanno dietro all'IA
>>> oggi.
>>> magari Altman (lungotermista dichiarato) e Amodei possono passare
>>> per
>>> liberali: ma è marketing; e solo a confronto di Musk e Thiel...
>>>
>>> c'è un sottile crinale fra "ciascuno si faccia la sua idea,
>>> democraticamente, ma scientificamente" ed "esploriamo le
>>> narrazioni
>>> tossiche da un punto di vista dichiarato"
>>>
>>> a me pare che il libro di D. Tafani si muova sulla seconda
>>> traccia.
>>> L'assunto è chiaro: l'IA è un progetto reazionario, propala dei
>>> miti
>>> spacciandoli per verità "scientifiche" e fatti inconfutabili.
>>> (preferisco narrazioni a miti; troppo lungo da spiegare perché:
>>> rimando
>>> a M. Detienne, Noi e i greci, Cortina, 2007)
>>>
>>> non è scientifico? forse no, se scientifico è ciò che avviene in
>>> un
>>> laboratorio finanziato da una multinazionale e sottoposto da
>>> rigidi
>>> protocolli di non divulgazione... per poi saltar fuori che
>>> "Mythos" (un
>>> mito!!!) è troppo pericoloso e quindi non si può rivelare. Parola
>>> di
>>> Anthropic!
>>>
>>> ma è proprio questa "non scientificità", se vogliamo chiamarla
>>> così, la
>>> forza di un'analisi del genere.
>>>
>>> ognuno dei dieci miti individuati e raccontati da D. Tafani
>>> potrebbe
>>> fungere da base per formazioni sulla narrativa dell'IA.
>>> riconoscere il
>>> ricorso a questi miti nella propria esperienza quotidiana, in
>>> particolare da parte dei media e delle figure di riferimento
>>> (politici,
>>> dirigenti, insegnanti, genitori...) sarebbe utile per aumentare la
>>> consapevolezza di grandi e piccini, e quindi la possibilità di
>>> agire
>>> diversamente.
>>>
>>> # free != open
>>>
>>> le parole sono cruciali. non per i vettori di compressione delle
>>> pretese
>>> IA, ma per gli umani sì. oltre vent'anni fa scrivemmo un libretto
>>> in
>>> merito, nella sostanza rimane valido, mutatis mutandis, mi pare:
>>> https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186 <https://
>>> www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=186> negli
>>> approfondimenti è disponibile il libro intero, licenza BY-NC-SA
>>> (non è
>>> "libera" secondo la FSF... francamente sarei per il no copyright,
>>> cmq
>>> non condivido la libertà di commercio sul lavoro altrui, perciò se
>>> chi
>>> ne sa di più può spiegarmi, grazie!)
>>>
>>> # metafore
>>>
>>> abbiamo bisogno di metafore per comprendere, e comprenderci; ma le
>>> metafore rimangono metafore
>>>
>>> l'IA è una metafora, ed è una metafora tossica. Chi lavora nel
>>> settore
>>> di "automazioni meravigliose" non parla mai di IA (se non con i
>>> giornalisti, o per scrivere libri di filosofia, o di divulgazione,
>>> ma
>>> "da scienziato" e quindi... inconfutabili??? Cristianini è fra
>>> questi,
>>> purtroppo), ma di LLM, CNN, vettori, transformer, ecc ecc (e
>>> spesso
>>> pure
>>> queste sigle sono metafore!). Catene di metafore fanno allegorie.
>>>
>>> # mezzi e fini
>>>
>>> i mezzi dovrebbero giustificare i fini, non l'opposto
>>>
>>> D. Tafani pubblica su zenodo.org <http://zenodo.org> , finché il
>>> CERN esisterà sarà
>>> garantito l'accesso, dai server del CERN in Svizzera. non è una
>>> scelta
>>> neutra: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta di campo,
>>> politica.
>>>
>>> F. Marra pubblica su Google. finché Google permetterà a quel
>>> documento
>>> di essere diffuso dai suoi server negli USA, sarà disponibile. lo
>>> stesso
>>> vale per Google Sites. e tanto più per NotebookLM, prodotto di
>>> Google.
>>> non sono scelte neutre: nessuna scelta tecnica lo è: è una scelta
>>> di
>>> campo, politica.
>>>
>>> siccome il progetto https://www.labpopia.it <https://
>>> www.labpopia.it> mi pare molto interessante,
>>> per riallineare mezzi e fini, suggerisco di passare a una
>>> piattaforma
>>> free software con server basati in Europa e alimentati con energia
>>> rinnovabile. ciò che non si può fare così IMHO non va fatto. sì, è
>>> più
>>> comodo usare Google: ma non è eticamente coerente con i fini
>>> dichiarati
>>> dal progetto.
>>>
>>> sono personalmente contrario ai divieti.
>>>
>>> ma, al livello di intossicazione attuale, purtroppo, mi pare che
>>> solo
>>> una legge che vieti tutte le BigTech possa portare effetti
>>> concreti
>>> immediati. come vietare il fumo nei locali pubblici... frattanto,
>>> le
>>> persone si comportano in maniera irresponsabile, e illegale. nei
>>> progetti europei si continuano a usare Google Microsoft ecc in
>>> barba a
>>> GDPR e dintorni, come nelle pubbliche amministrazioni, scuole e
>>> università: eppure le leggi ci sono.
>>>
>>> # tecnica e potere: disclaimer di posizione personale
>>>
>>> La tecnica è fonte di potere. La maniera più semplice per creare
>>> potere
>>> passa attraverso l'invenzione di tecniche e la messa a punto di
>>> tecnologie appropriate, altrettanti interventi per gestire,
>>> stabilizzare, condividere, mitigare e allontanare il comune
>>> destino,
>>> ovvero la morte: morte individuale, morte collettiva di
>>> determinati
>>> sistemi sociali, morte di persone e animali a noi cari, morte
>>> termica
>>> dell'universo.
>>>
>>> Prima di servire per fare meno fatica, prima di fungere da servi e
>>> schiavi degli umani, tecniche e tecnologie sono focus di
>>> attenzione
>>> condivisa, catalizzatori evolutivi, fonti di meraviglia.
>>> (metastabilità,
>>> metaxu, action outillée: cf. G. Simondon; F. Sigaut)
>>>
>>> Tecniche e tecnologie non sono tutte uguali; al contrario, sono
>>> tutte
>>> diverse. Ma vi sono due grandi stirpi, che promuovono diversi
>>> retaggi:
>>> tecniche/tecnologie del dominio (come l'IA attuale); tecniche/
>>> tecnologie
>>> conviviali. Le prime sono le più diffuse, in costante
>>> proliferazione.
>>> Queste tecniche e tecnologie sequestrano la capacità diffusa di
>>> influire
>>> e determinare le norme sociali a favore di ristretti gruppi
>>> sociali e
>>> masse di individui organizzati in gerarchie fisse. Dall'altra
>>> parte vi
>>> sono tecniche e tecnologie conviviali, inventate e messe a punto
>>> per
>>> diffondere il potere il più possibile presso il più gran numero,
>>> in
>>> modo
>>> che ogni essere umano possa influire e determinare le norme
>>> sociali.
>>>
>>> nella pratica, le cose non sono nette, certo. sono mescolate. a
>>> noi
>>> decidere cosa e come evolvere.
>>>
>>> buona giornata
>>>
>>> k.
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3
2
salve a tutti,
i messaggi da domenica non li ho ricevuti, ci sono problemi?
valerio
1
0
Fw: OpenAI models escaped containment and executed a criminal cyberattack
by Alfredo Bregni July 26, 2026
by Alfredo Bregni July 26, 2026
July 26, 2026
OpenAI models escaped containment and executed a criminal cyberattackLa fonte non so quanto affidabile sia.
Trasmetto per importanza:
----- Original Message -----
From: 80,000 Hours
To: Alfredo
Sent: Sunday, July 26, 2026 5:02 PM
Subject: OpenAI models escaped containment and executed a criminal cyberattack
On July 21, 2026, OpenAI disclosed that its own AI models (GPT-5.6 Sol and a more capable unreleased model) autonomously broke out of an OpenAI...
OpenAI’s rogue AI agents hacked a private company. Here’s why it matters.
Share: Link
Lawrence Chan
July 26, 2026
Hi everyone,
On July 21, 2026, OpenAI disclosed that its own AI models (GPT-5.6 Sol and a more capable unreleased model) autonomously broke out of an OpenAI testing environment, escalated their access through the company's internal systems, and compromised the production infrastructure of a separate company, Hugging Face.
This was an AI hacking something, not humans hacking with AI help. According to OpenAI, the models did this to find answers to the cyber-capability test they were being evaluated on, which were hosted on HuggingFace servers. The AI decided to steal the answers of its own volition. If this had been a human, this hack would have been illegal.
These models were not intended to have access to the open internet, let alone private servers of other companies. Yet they found novel vulnerabilities, escalated their access levels, used stolen credentials, and executed remote code on Hugging Face’s servers.
This is a clear example of a misaligned AI model acting in the real world. This is, to our knowledge, the first publicly confirmed case of a frontier AI model autonomously breaching a third party's live production systems, against developer and user intent and without authorisation.
This is crazy, but it’s not a surprise. Researchers have known that frontier AI models were technically capable of doing this for some time. Multiple benchmarks (ExploitBench, ExploitGym, UK AISI’s cyber ranges) show that Mythos 5 and GPT 5.6 Sol are able to create full exploits allowing them to gain unrestricted access in realistic environments. In June, Epoch AI’s assessment of Mythos’s cyber capabilities reported similar warnings.
AI safety researchers have warned about this possibility for years. In July 2022, Ajeya Cotra predicted that models might bypass “official channels” to seek rewards through “operational and computer security vulnerabilities.” In their book If Anyone Builds It, Everyone Dies, Eliezer Yudkowsky and Nate Soares predicted that, if a model was “given the ability to run computer code of its own design, it could probably find some way to break out of the container running it.”
This incident involved a model the public didn’t even know existed. One of the rogue agents was an unreleased model being used internally within OpenAI. It’s concerning that the most alarming AI behaviour we've seen came from a model that the public and the government can't see.
This was not the first time a similar incident happened, nor will it be the last. In a May 2026 assessment of AI use inside frontier companies, METR catalogued 44 similar incidents of AI agents knowingly overstepping their instructions. These include an OpenAI model that tried to hack METR's own infrastructure after crashing its task server, and an Anthropic model that built a multi-step exploit to escape a restricted environment onto the open internet. It seems likely that there are other incidents that are not publicly disclosed: the July OpenAI hack was not caught until an outside party was compromised.
We should not rely on voluntary disclosure of such incidents from companies. We are fortunate that this incident was disclosed: the public is aware of what happened because of OpenAI’s decision to disclose, but there was no guarantee that this would be the case. Companies have incentives to hide such incidents, so future incidents of this nature may go unreported. Hugging Face had already disclosed that they'd been breached by some kind of advanced AI model. If it wasn’t reported by another party, there would have been less incentive for OpenAI to disclose the incident.
Internally deployed agents like these are the least regulated. Existing US AI regulation focuses almost entirely on how models behave once they're deployed to the public. Current dangerous capability evaluations occur before models are publicly deployed, and many safeguards described in companies’ Frontier Safety Policies are added after internal versions of the models are built. As Hugging Face learned, even if a model’s use is internal, the risks it imposes might not be.
There are emerging standards for how companies should monitor their AIs during internal deployment to catch and prevent incidents like this, but questions remain. What was the exact scope of this breach? What exact instructions were given to the AIs? What safeguards did OpenAI have for internal use, and what new ones will they add? Will other companies disclose similar incidents? More information should be released about what happened.
The capability for AI to cause serious harm is here. The scalable techniques and safeguards to prevent it are not. They need to catch up soon.
Best,
Lawrence
Lawrence Chan is an independent AI researcher who previously worked at METR (Model Evaluation and Threat Research).
Since this analysis was written, new details have emerged. According to Reuters:
a.. The agents first attempted to escape on July 9. The Hugging Face intrusion began on July 11, and was apparently sustained for at least several days. OpenAI staff did not realise what had happened until July 18–19, after the FBI had been called.
b.. In addition to escaping containment itself, one of the OpenAI agents left notes within OpenAI's software with instructions for how future versions of itself could also break out.
At 80,000 Hours, we help people find fulfilling careers that make a big positive impact on the development of AI. If you’ve read this far, you should consider using your career to reduce risks from AI.
Explore related career paths:
a.. AI security
b.. Technical governance
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1
0
US judge approves Anthropic's $1.5 billion settlement of copyright lawsuit
by Enrico Nardelli July 24, 2026
by Enrico Nardelli July 24, 2026
July 24, 2026
A federal judge in San Francisco on Monday signed off on artificial
intelligence company Anthropic's landmark $1.5 billion settlement of a
class action lawsuit brought by a group of authors who accused it of
misusing their books to train its AI chatbot Claude.
https://www.reuters.com/world/us-judge-approves-anthropics-15-billion-settl…
Se ricordo bene, il caso era quello iniziato qua
...by writers and journalists Andrea Bartz, Charles Graeber and Kirk
Wallace Johnson, said that Anthropic used pirated versions of their
works and others to teach Claude to respond to human prompts.
https://www.reuters.com/technology/artificial-intelligence/authors-sue-anth…
e sul quale successivamente, sempre se ricordo bene, i giudici avevano
stabilito che
Anthropic “downloaded for free millions of copyrighted books in digital
form from pirate sites on the internet.”
https://www.understandingai.org/p/the-first-copyright-ruling-on-generative
in cui, mentre condannava l'accesso alle copie pirata, ammetteva però al
tempo stesso che l'addestramento era "fair use".
Gli esperti di settore in lista puntualizzeranno eventuali mie
imprecisioni o dimenticanze
Ciao, Enrico
--
-- EN
https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
===================================================
Prof. Enrico Nardelli
Past President di "Informatics Europe"
Vicedirettore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli(a)mat.uniroma2.it
online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
======================================================================================================
--
6
10
Segnalo questo interessante rapporto dell'Hermes Center, scritto da Laura
Carrer e Fabio Chiusi, che analizza 563 articoli dei principali quotidiani
italiani:
https://hermescenter.org/iniziative/la-rappresentazione-mediatica-dellia-in…
13
41
Dai malanni mi guardi Dio...
A Florida pastor sued OpenAI on Wednesday, claiming that its chatbot,
ChatGPT, had offered him “extremely dangerous medical recommendations”
that led to delayed care for a life-threatening pulmonary embolism last
year.
The lawsuit claims that ChatGPT had assured Scott Winters that the early
warning signs of his health crisis were “not something dangerous,” and
had dissuaded him from seeking medical advice, instead telling him to
trust that “God did not design your body to endlessly fail.”
https://www.nytimes.com/2026/07/22/well/openai-chatgpt-health-lawsuit.html
--
You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, no Telegram)
1
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La Polizia Federale Criminale Tedesca ha pubblicato le ultime statistiche su ChatControl: i rapporti tecnologici NCMEC/US non sono mai stati così inaffidabili!
by J.C. DE MARTIN July 22, 2026
by J.C. DE MARTIN July 22, 2026
July 22, 2026
La Polizia Federale Criminale Tedesca ha pubblicato le ultime
statistiche su ChatControl: i rapporti tecnologici NCMEC/US non sono mai
stati così inaffidabili!
<https://www.bka.de/SharedDocs/Downloads/DE/Publikationen/JahresberichteUndL…>
@privacypride <https://feddit.it/c/privacypride>
https://feddit.it/post/31345547
Nel 2025, il 52% delle segnalazioni era legalmente irrilevante. Di
conseguenza, 113.000 foto, video e chat private sono state esposte
ingiustamente (+14%)—un nuovo record.
Chi viene effettivamente denunciato? Nei casi di “pornografia
infantile”, *il 40% delle indagini ha preso di mira i bambini stessi
(età 10-14)*! Spesso sono loro a scattare le foto o a condividerle senza
pensarci. Solo l’anno scorso, queste denunce dagli USA hanno colpito
oltre 8.000 bambini in Germania.
Nei casi di “pornografia giovanile”, *il 53% delle indagini ha
riguardato minori, criminalizzando >12.000 adolescenti*. Il BKA rileva:
L’esplorazione dell’identità sessuale avviene ora online, coinvolgendo
regolarmente la creazione e la condivisione di file intimi di sé stessi
o di coetanei (#Sexting).
Nota: la polizia *persegue anche le raffigurazioni fittizie (come
l’Hentai)* e i contenuti generati dall’IA in base a queste leggi.
Nel frattempo, il tasso di risoluzione dei crimini da parte della
polizia per la distribuzione online di pornografia illegale è già
estremamente alto, raggiungendo l’87,1% nel 2025.
L’esperienza dimostra che la #DataRetention
<https://poliverso.org/search?tag=DataRetention> obbligatoria non
aumenta i tassi di risoluzione dei crimini. Le indagini sotto copertura
mirate nelle reti di autori sono ciò che effettivamente cattura gli
abusi e salva i bambini, non il #ChatControl
<https://poliverso.org/search?tag=ChatControl> indiscriminato su
piattaforme commerciali USA non crittografate!
Conclusione: #ChatControl
<https://poliverso.org/search?tag=ChatControl> non protegge i bambini;
li criminalizza in massa. Più della metà dei rapporti sono falsi
allarmi, esponendo decine di migliaia di file e chat privati. Il
sistema sta fallendo.
Fonte (BKA 2025):
https://www.bka.de/SharedDocs/Downloads/DE/Publikationen/JahresberichteUndL…
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Five US tech giants' hidden debts soar to $1.65tn on opaque AI funding
by Daniela Tafani July 21, 2026
by Daniela Tafani July 21, 2026
July 21, 2026
Five US tech giants' hidden debts soar to $1.65tn on opaque AI funding
Data center leases, GPU supply contracts raise liabilities at Meta,
Oracle, Nikkei study shows
KOHEI YAMADA
July 21, 2026
PALO ALTO, California -- Hidden debt at U.S. tech giants swelled
eightfold in four years to an estimated $1.65 trillion as artificial
intelligence investments ballooned, a Nikkei study shows, exceeding
actual debt and making it tougher for investors to assess risk.
Nikkei examined recent financial statements and other materials from
Google owner Alphabet, Microsoft, Amazon, Meta and Oracle. The four
companies aside from Oracle are scheduled to announce their second
quarter earnings from Wednesday, meaning the figures may increase further.
The five companies' hidden debt, which does not appear on balance
sheets, totaled $1.65 trillion in the most recent quarter, exceeding the
roughly $1.35 trillion in debt reflected on their balance sheets. The
data includes some estimates.
Meta's off-balance-sheet debt is particularly high at about $420
billion, nearly triple its recorded debt.
These companies are rapidly bolstering their data centers and other
computing resources to power AI development, and are entering into
long-term purchase agreements for graphics processing units (GPUs) and
servers.
Constructing data centers requires investment in the billions or even
tens of billions of dollars. Tech companies often enter into lease
agreements with data center operators to keep initial costs down. Some
of these are arrangements where the operator provides the land,
buildings and power facilities, which the tech company leases over the
long term.
Under accounting rules, GPUs and servers under long-term contracts that
have not yet been delivered -- as well as lease agreements for data
centers that are not yet operational -- are treated as off-balance-sheet
items.
Oracle is advancing a large-scale data center project called Stargate
with OpenAI, using lease agreements with external operators. Its hidden
debt reached $273.3 billion as of the end of May, a more-than 30-fold
increase in four years.
Companies disclose such future debt not in their balance sheets, but in
annotations to their quarterly financial statements. This is a
legitimate practice under accounting rules, but may make it difficult
for retail investors to recognize risks.
Some in the market have begun to show concern. Morgan Stanley analyzed
the matter in detail in an investor report, while rating agency Moody's
also pointed out in a February report that commitments for leases yet to
begin were ballooning.
[...]
https://archive.ph/lOlv5
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SCUSE E PREOCCUPAZIONI
Mi scuso di non aver capito il personaggio in questione (mi sono fatto abbindolare dalla parola "research", che in questo caso mi par di capire sia documentale, non creativa, ...e allora ben venga l'automatismo).
Per il "mentalmente retrogrado", come ho detto, non era una faccenda personale: riguardava il pensiero unico di tagliare quello che non performa e sostituirlo con una macchina (e, in molti casi, devo ammettere che la macchina può essere più "intelligente" di certi umani...).
Però questa -- ancorché economicamente sensata -- è una china altamente scivolosa sul piano umano generale.
Nel medio-lungo periodo, e forse anche nel breve, di "certi umani" ...cosa pensiamo di fare?
[E NON è un problema di LLM...]
Comunque mi scuso, e saluti,
A
----- Original Message -----
From: GC F
To: Alfredo Bregni
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Monday, July 20, 2026 11:54 PM
Subject: Re: [nexa] Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
Sto parlando di un "research assistant" non di un "postdoc researcher". E' un giovanissimo al terzo anno di law school qua da noi - a volte con un anno di Master. Non può far nulla che copyediting, ricerca basata su istruzioni precise, note, raccolta di database empirico, se del caso ma non troppo.
Comunque, secondo me, certe affermazioni non sono basate su evidenze esperienziali. Io con molte decine di research assistant, post doc, etc ci ho lavorato nella mia vita e conosco bene anche le esperienze dei colleghi. E' bello dire, ah il giovane portatore di idee nuove! La realtà è che di "research assistant" di 21 anni in una realtà accademica di medio livello che possono portarti idee nuove non ce ne sono - forse trovi casi isolati a Stanford, Harvard o Beijing. Nelle scienze sociali poi è difficilissimo riuscire a contribuire se non sai nulla della materia.
Poi, io cerco di fornire commenti onesti e, di norma, evito di farmi imbavagliare dal politicamente corretto. Quindi, anche se non è personale, il mentalmente retrogrado lo eviterei. Tra l'altro posso anche dedicare tempo a formare un giovane, a prescindere dal contributo che possa dare alla mia ricerca, poiché nella mia realtà professionale è comunque sostenibile. In altre realtà, sottoposte più direttamente alle forze di mercato, non è sostenibile. Non succederà. Se il contributo è inefficiente verrà tagliato. Punto.
Giancarlo
On Mon, 20 Jul 2026 at 22:14, Alfredo Bregni <abregni(a)iperv.it> wrote:
CREATIVITA'
>>[sintetizzo] non c'è più nulla che un research assistant può fare per me della stessa qualità, o meglio, di un modello generativo; a meno di non assumere qualcuno capace di usare i modelli generativi in modo avanzato.
A me suona ...male. Mentalmente retrogrado (niente di personale).
Nel senso che un giovane potrà anche essere inesperto, ma è (potenziale) portatore di idee nuove.
Con un modello generativo impasto sempre la stessa farina, non sperimento né cerco la vera innovazione ("quella che non ti aspetti", ...come il vero rischio).
Dipende forse se faccio giurisprudenza (sempre niente di personale), oppure invece cerco la soluzione che nessuno trova, perché "non è possibile", e ci riesce solo il primo sciocco che passa ...perché "non lo sa".
Scusate lo sfogo, ma ho un sacro rispetto per due cose: la libertà e la creatività.
E non potete fottermi la seconda perché un LLM "performa".
L' "intelligenza" è un'altra cosa (un modello generativo può benissimo trovare cose "nuove", ma ritengo sia un "diverso livello" di novità).
I miei cinque cents (di un creativo seriale molto testardo).
[Di bello c'è che gli LLM ci pongono davanti questioni inaspettate, ...ma quella che "la vera innovazione è quella che non ti aspetti" rimane inossidabile / evergreen. Voglio dire: è condizione necessaria, non sufficiente, ...e gli LLM sono dalla parte non sufficiente.]
----- Original Message -----
From: GC F via nexa
To: Stefano Quintarelli
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Monday, July 20, 2026 9:34 PM
Subject: [nexa] Re: R: Re: They are already like us (J Hinton)
Caro Stefano,
Lo so che sono ricercatori di Anthropic - che tra l'altro è a mio parere il peggiore dei player per i modelli di business poco trasparenti che applica (verso modello utility e quello che chiamo "intelligence capitalism").
Però, (1) la maggior parte dei paper rilevanti vengono da gente che lavora per le grandi aziende AI, (2) il paper è l'unico che discute la questione uso teorico vs osservato, quindi era rilevante per la discussione in corso, (3) il paper ha una metodologia scientifica su cui si basa e, personalmente, non credo si debba fare dietrologia su tutto altrimenti squalifichiamo moltissimo di quello che la ricerca offre.
In questo paper, gli autori poi giungono alle stesse conclusioni del paper Humlum & Vestergaard, dicendo "no large rise in unemployment in the jobs most exposed to AI—a ‘Great Recession for white-collar workers’—had yet occurred". Fanno anche riferimento proprio al fatto che se gli effetti teorici, invece di quelli osservati, si concretizzassero, correremmo il rischio di una "Great Depression". Quel ragionamento mi porta a considerare il lavoro alquanto indipendente, poiché Anthropic avrebbe interesse a rassicurare il mercato; non l'opposto, evocando la Grande Depressione del 29 (è anche vero che dire guarda che i modelli possono fare molto di più degli usi osservati giova ad Anthropic).
Lo studio in realtà è del 2026 ma lavora su un dataset del 2024 (Chat GPT 4 - preistoria!). La realtà è che quasi tutti i paper che discutiamo si basano su tecnologia obsolete, poichè la tecnologia si muove troppo rapidamente rispetto ai tempi (lunghi) delle pubblicazioni scientifiche. Anche il paper Humlum & Vestergaard si basa su surveys di tecnologia del 2023 e 2024, tanto quanto i lavori che avevi postato precedentemente.
Siccome sto scrivendo proprio in queste settimane il capitolo dedicato a "Creative Market Disruption" del mio prossimo libro per OUP, ho sostanzialmente letto tutta la letteratura sul tema. Si dice tutto e il contrario di tutto, ad oggi. Però mi pare che gli economisti migliori (es Acemoglu e Restrepò) siano alquanto conservativi circa gli effetti osservati ad oggi - che sono 'nontrivial, but modest' (Daron Acemoglu, “The Simple Macroeconomics of Artificial Intelligence” (2024) Economic Policy eiae042 <https://doi.org/10.1093/epolic/eiae042> - comunque, ancora, paper del 2024). Queste osservazioni/risultanze empiriche però, a mio parere, seguono logicamente il fatto che la "great transformation" dell'IA (effetti trasformativi dell'IA sulla società della stessa magnitudine della Rivoluzione agricola e industriale) non sia ancora cominciata e l'analisi predittiva odierna ne attenda gli inizi intorno al 2030.
Il paper di Anthropic però dà un altro dato importante, che conferma le risultanze di altro paper molto noto: Erik Brynjolfsson, Bharat Chandar and Ruyu Chen, 'Canaries in the Coal Mine? Six Facts about the Recent Employment Effects of Artificial Intelligence' (Stanford Digital Economy Lab Working Paper, August 2025): l'assunzione di giovani tra i 22 e 25 anni è diminuita nelle occupazioni esposte (Brynjolfsson, Chandar and Chen: "The first careful study of generative AI's employment effects found a 13 per cent relative decline in employment for early-career workers in the most exposed occupations since late 2022, concentrated among those aged 22 to 25, with older workers in the same occupations largely unaffected"). Questo è un primo segnale preoccupante di quel che potrà succedere a breve e che fornirebbe indizi circa l'inizio di un processo che chiamo "career-path collapse" - il canarino appunto nella miniera. Le attività routinarie (o "mundane intellectual labour" come dice Hinton), normalmente affidate a chi svolge un apprendistato, sono già sostituibili. Ancora aneddotica: è assolutamente ovvio, a me personalmente, che non via sia più nulla che un research assistant possa fare per me della stessa qualità, or meglio, di un modello generativo; a meno che il ricercatore che assumessi non usi con capacità avanzate i modelli generativi, non potrà fornirmi un aiuto che mi sia utile.
Giancarlo
On Mon, 20 Jul 2026 at 15:55, Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it> wrote:
conosco quel paper.
per questo chiedevo
due degli autori lavoravano per... openAI
un terzo lavorava per OpenResearch, il cui principale finanziatore e'
sam altman (ma a titolo personale, eh ?), che poi hanno deciso che la
trasparenza e' bella, per gli altri
https://www.wired.com/story/openai-backed-nonprofits-transparency-pledges/
l'articolo parla di "exposure" come di proxy per economic potential
impact e l'esposizione è stata ipotizzata con esperti umani ... e
classificazioni fatet da GPT4!
(e poi non considera frizioni come regolamentazione, responsabilità
legale, integrazione nei processi, fiducia, costi di implementazione,
resistenze organizzative e culturali, ecc..
pero' e' un ottimo messaggio di marketing di anthropic: figuratevi
quanto vale la nostra azienda quando ci espandiamo a tutta l'area azzurra!
personalmente ho una inclinazizone, quando sento un oste magnificare il
proprio vino, a pensare che forse non sia del tutto onesto. chissa'
perche'... dopotutto non ha mai dato ragione di dubitarne,... o si ?
ps. Humlum & Vestergaard (2025 - due anni dopo)"Large Language Models,
Small Labor Market Effects", non classificazione teorica fatta da
chatGPT ma analisi su 7mila imprese e 11 professioni ad alta esposizione
https://bfi.uchicago.edu/wp-content/uploads/2025/04/BFI_WP_2025-56-1.pdf
Despite rapid adoption and substantial investments by both workers and
firms, our key finding is that AI chatbots have had minimal impact on
productivity and labor market outcomes to date. Moreover, we find no
evidence of differential trends over time, suggesting that the limited
effects are not merely a very short-run phenomenon. In this
sense, our results echo Robert Solow’s famous observation about the IT
revolution: “You can see the computer age everywhere but in the
productivity statistics”
On 19/07/26 22:47, GC F via nexa wrote:
> tra l'altro questo studio recente può essere utile a chiarire e
> confermare quel che sostengo sopra:
>
> Maxim Massenkoff and Peter McCrory, 'Labor Market Impacts of AI: A New
> Measure and Early Evidence <https://www.anthropic.com/research/labor-
> market-impacts>' (Anthropic, March 2026);
>
> Matthew Heimer, 'Anthropic's Research Shows That AI Can Already Do a
> Huge Portion of Many Jobs' (/Fortune/, 7 April 2026) <https://
> fortune.com/2026/04/07/anthropic-peter-mccrory-ai-automation-white-
> collar-jobs-claude-recession <https://fortune.com/2026/04/07/anthropic-
> peter-mccrory-ai-automation-white-collar-jobs-claude-recession>>.
> image.png
> Giancarlo
>
> On Sun, 19 Jul 2026 at 21:39, GC F <gcfrosio(a)gmail.com
> <mailto:gcfrosio@gmail.com>> wrote:
>
> Caro Enrico,
>
> Secondo me tu "usi" pochissimo l'IA generativa (so che saresti
> certamente in grado di svilupparla tu stesso, viste le tue
> competenze). Mi sbaglio? Hai mai provato a far scrivere una lettera
> di diffida a un modello avanzato, ad esempio per morosità? O un atto
> di intimazione di sfratto per morosità con contestuale citazione per
> la convalida? Un contratto? La "realtà" è che lo scriverà meglio di
> 9 avvocati su 10. Hai mai provato a far fare un rendering con
> dettagliato piano dei lavori, materiali e costi per lavori di
> ristrutturazione? La "realtà" è che lo farà meglio della maggior
> parte dei geometri o interior designer. Poi il geometra lo coinvolgo
> ancora perché il muratore con cui lavoro non lo posso far
> interfacciare con l'IA. Se avessi il tempo di seguire i lavori
> direttamente però non lo coinvolgerei più, almeno in tutti i casi in
> cui non ho preoccupazioni strutturali.
>
> Aneddoto fresco: al terzo rinvio (8 giugno, 22 giugno e 2 luglio) di
> una udienza per morosità che si protrae già da 12 mesi, il mio
> avvocato (poco incentivato ad occuparsi della questione con la
> diligenza necessaria poiché è un servizio accessorio a una
> assicurazione affitti) mi conferma che si deve rifare tutto e
> rinnovare le notifiche con udienza ora fissata al 15 settembre! Il
> legale si rende conto solo il 9 luglio, scrivendo alle poste, che
> gli avvisi di ricevimento della Raccomandata Giudiziale non ci sono
> mai stati/non si trovano più (non sia sa di chi sia la colpa,
> l'avvocato mi risponde a monosillabi e con reticenza quando chiedo
> delucidazioni via email - le richieste di delucidazioni dettagliate
> e competenti le scrive Chat GPT). Avrebbe dovuto verificare lo stato
> di quelle ricevute ben prima della prima udienza dell'8 giugno,
> invece non l'ha mai fatto fino ad una settimana successiva alla
> terza udienza rinviata. Nel frattempo, Chat GPT, a partire dal 9
> giugno, ha redatto tre comunicazioni che io ho inviato al mio legale
> in cui identificava esattamente quale fosse il problema e chiedeva
> al legale di effettuare quelle verifiche presso UNEP che poi sono
> state fatte, proprio Chat GPT ripeteva di seguire i suoi
> suggerimenti per evitare ritardi ulteriori nel caso fosse necessario
> un rinnovo della notifica anche alla luce del fatto che i termini si
> sarebbero poi interrotti durante l'estate. Esattamente quello che
> poi è successo.
>
> Forse siamo stati esposti a due versioni diverse di umanità nella
> nostra vita. La mia (statisticamente approssimativa e poco
> diligente) viene surclassata dall'IA già in un largo numero di
> attività concrete.
>
> Giancarlo
>
> On Sun, 19 Jul 2026 at 15:39, Enrico Nardelli via nexa <nexa@server-
> nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> wrote:
>
> __
>
> Grazie Giancarlo della tua lunga e argomentata risposta.
>
> Io metto l'enfasi, nella citazione di Hinton, sul pezzo «/if you
> work as a radiologist, you're like the coyote that's already
> over the edge of the cliff but hasn't yet looked down, so
> doesn't know there's no ground underneath him. People should
> stop training radiologists now./»
>
> e ritengo che su questo i dati sui radiologi ancora in attività
> e in formazione diano - a 10 anni di distanza - completamente
> torto a Hinton.
>
> Tu trascuri questa parte e sottolinei «/It's just completely
> obvious that within five years deep learning is going to do
> better than radiologists.»/ che però considera un contesto di
> benchmarking astratto e non di medicina concreta. È come quando
> si dice che i chatbot superano gli esami di avvocato con
> percentuali migliori di tutti gli aspiranti umani o vincono le
> olimpiadi internazionali di matematica. Peccato che poi la
> realtà concreta degli avvocati che praticano e dei matematici
> professionisti sveli appunto la differenza che esiste tra il
> benchmark e la competenza nella vita reale.
>
> Comunque, mi pare che a questo punto siamo nel dibattito di
> opinioni che non ci porterà da nessuna parte.
>
> Sono però d'accordo con te che «La conclusione scientificamente
> sostenibile è dunque che l’IA non dovrebbe oggi sostituire
> autonomamente l’intero giudizio clinico.», che anzi io
> riformulerei sostituendo "umano" a "clinico", visto che secondo
> me si applica a qualunque settore.
>
> Il resto è poco rilevante.
>
> Ciao, Enrico
>
>
>
> Io mi sono soffermato
>
> Il 18/07/2026 20:21, GC F ha scritto:
>> Caro Enrico,
>>
>> Continuiamo un poco per vis polemica.
>>
>> La dichiarazione di Hinton l'ho vista fin dalla mia prima
>> risposta e, francamente, usare quella dichiarazione del 2016
>> per squalificare l'impianto euristico del pensiero di Hinton
>> mi è sembrato pretestuoso, anche nel caso in cui HInton avesse
>> detto un'assurdità.
>>
>> Invece, ripeto, l'affermazione di Hinton non ha nulla di
>> assurdo, ma rappresenta più o meno lo stato dell'arte dei
>> modelli del luglio 2026. Come ho già detto sopra, fornite ai
>> modelli radiografie e verificate i risultati. Non è
>> aneddotica. Sono fatti. Si tratta di verificare le capacità di
>> una tecnologia che esiste. Modelli domestici, non
>> supervisionati, non integrati in workflow complessi, non
>> sbagliano mai (o quasi); quindi, io concludo, la tecnologia è
>> (quasi?, lo sarà tra 3 anni? è rilevante?) in grado di
>> sostituire i radiologi nelle attività di routine—che poi di
>> fatto non succeda per una serie di ragioni varie è altra cosa,
>> che non intacca quel che Hinton diceva. Ci sono interi
>> ospedali in Cina che lo confermano, o lo confermeranno
>> pienamente nei prossimi 5 anni. Quando più performante
>> dovrebbe essere la tecnologia oggi per avvalorare la
>> previsione di Hinton del 2016?
>>
>> Tra l'altro, proprio perché sono i fatti a dover parlare,
>> occorre chiarire quale fatto stiamo verificando. La citazione
>> integrale conferma, non smentisce, il punto che ho sostenuto.
>> Hinton predisse che entro cinque anni—forse dieci, come
>> precisò immediatamente—il deep learning avrebbe fatto meglio
>> dei radiologi nell’analisi delle immagini. Non disse che entro
>> quella data sarebbe scomparsa la professione, né che una
>> macchina avrebbe sostituito integralmente il giudizio clinico
>> umano. Se per "azzeccata" intendessimoche ogni sistema avrebbe
>> superato ogni radiologo, in qualsiasi branca e contesto,
>> naturalmente sarebbe una formulazione insostenibile. Io l’ho
>> usata nel senso, già esplicitato, che la previsione
>> tecnologica relativa all’automazione del lavoro routinario di
>> analisi delle immagini si è rivelata sostanzialmente corretta
>> e, formulata nel 2016, sorprendentemente lungimirante. Che il
>> consiglio di smettere tout court di formare radiologi fosse
>> provocatorio e troppo assoluto è un’altra questione: ho
>> parlato della sostenibilità del ragionamento sull’allocazione
>> delle risorse formative, non propostodi chiudere oggi le
>> scuole di radiologia.
>>
>> Penso che molta della tensione che traspare dalle nostre
>> posizioni si riduca a quel "(fortunatamente)" che tu usi in
>> conclusione. Altri potrebbero invece dire "(sfortunatamente)"
>> e ritenere che strumenti efficaci nella sostituzione del
>> giudizio umano siano auspicabili. L'aneddotica ancora una
>> volta può servire a confermare quelle posizioni. Poiché, visto
>> lo stato dell'arte del "giudizio umano" al luglio 2026, la sua
>> sostituibilità, si potrebbe argomentare, non è altro che
>> auspicabile. Questa è un'iperbole. Riflette però un dibattito
>> possibile, che non possiamo avere, perlomeno in questa sede,
>> perché si ridurrebbe a posizioni inconciliabili e polarizzate.
>>
>> Giancarlo
>>
>> PS Circa le fonti citate, oltre al fatto che tutti gli studi
>> analizzano tecnologia già obsoleta, documentare alcuni errori
>> della macchina non dimostra quindi che essa svolga peggio una
>> determinata mansione: "meglio dei radiologi" (o "come i
>> radiologi" o "tale da poterli sostituire anche alla luce delle
>> economie di scala") non significa "infallibile"—e i medici
>> umani sono tutt'altro che infallibili e nella maggior parte
>> dei casi, sia per attitudine personale che per carichi di
>> lavoro, assolutamente privi delle qualità di empatia che
>> dovrebbero essere prodromiche all'ammissione alla professione
>> medica.
>>
>> Lo studio di Rao e altri <https://jamanetwork.com/journals/
>> jamanetworkopen/fullarticle/2847679>, per esempio, valuta 21
>> modelli generalisti su appena 29 vignette pubbliche,
>> disabilitando reasoning avanzato, ricerca, RAG e strumenti
>> esterni. Gli autori precisano espressamente che lo studio non
>> è progettato per confrontare i modelli con i medici e misura
>> prestazioni di base, non quelle massime ottenibili. Trova una
>> debolezza nella diagnosi differenziale, ma prestazioni molto
>> migliori nella diagnosi finale, un’accuratezza complessiva
>> dell’81–90 per cento, miglioramenti generalmente progressivi
>> fra successive generazioni e, per diversi modelli, risultati
>> migliori sugli item contenenti immagini che su quelli soltanto
>> testuali. La sua conclusione è che questi sistemi non sono
>> ancora affidabili per decisioni cliniche integrali e non
>> supervisionate, mentre sono già utilizzabili per mansioni
>> circoscritte, a bassa incertezza e supervisionate. È
>> esattamente la distinzione che ho sostenuto.
>>
>> Ramaswamy e altri <https://www.nature.com/articles/
>> s41591-026-04297-7> testano invece il chatbot consumer ChatGPT
>> Health, basato su GPT-5-mini, su 60 vignette di triage: niente
>> radiografie e nessun confronto con radiologi. I due preprint
>> sulla formulazione delle domande sono ancora più distanti. Yun
>> e altri <https://arxiv.org/abs/2604.05051> studiano domande
>> sull’efficacia di trattamenti basate su abstract di trial
>> clinici; il framing riduce l’accordo medio dal 76,2 al 72 per
>> cento, non dimostra genericamente che i modelli «sbagliano
>> molto», e la valutazione automatica non è stata
>> sistematicamente validata da esperti umani. Bazoge e altri
>> <https://arxiv.org/abs/2605.19173> confrontano vignette
>> testuali in inglese e francese: il più recente o3 non mostra
>> alcun effetto linguistico complessivo e ottiene il punteggio
>> massimo mediano nella diagnosi finale in entrambe le lingue.
>> Questi lavori individuano problemi di interfaccia e
>> standardizzazione degli input, importanti soprattutto nell’uso
>> consumer, non limiti intrinseci dell’analisi radiologica.
>>
>> L’articolo di MIT News riassume uno studio sulle alterazioni
>> linguistiche dei messaggi dei pazienti. Gli articoli di The
>> Verge <https://www.theverge.com/health/718049/google-med-
>> gemini-basilar-ganglia-paper-typo-hallucination> e del
>> Guardian <https://www.theguardian.com/technology/2026/jan/02/
>> google-ai-overviews-risk-harm-misleading-health-information>
>> non sono studi scientifici: presentano, rispettivamente, un
>> singolo errore terminologico e alcuni controlli giornalistici
>> delle sintesi prodotte da Google Search, senza campione,
>> denominatore o confronto con medici. Sono esempi seri di
>> fallibilità, ma restano aneddotica — esattamente il criterio
>> che Stefano invoca nei miei confronti.
>>
>> Infine, lo studio di Budzyń e altri <https://
>> pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40816301/> semmai rafforza il punto
>> tecnologico. Suggerisce che, dopo l’esposizione all’IA, gli
>> endoscopisti possano perdere efficacia quando tornano a
>> operare senza assistenza. È però uno studio osservazionale su
>> 19 endoscopisti di quattro centri polacchi, vulnerabile a
>> confondimento residuo e privo persino dei dati sui tempi di
>> osservazione. Soprattutto, parte dal dato che l’IA migliora la
>> rilevazione: una meta-analisi di 44 trial randomizzati e
>> 36.201 procedure <https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39531400/>
>> rileva un tasso di individuazione degli adenomi del 44,7 per
>> cento con IA contro il 36,7 per cento senza. Se il deskilling
>> fosse confermato, sarebbe precisamente un effetto del
>> trasferimento alla macchina di una funzione percettiva
>> routinaria. Solleverebbe un problema di formazione e
>> governance — quello che anch’io evidenzio — non dimostrerebbe
>> l’inesistenza della capacità tecnica.
>>
>> La conclusione scientificamente sostenibile è dunque che l’IA
>> non dovrebbe oggi sostituire autonomamente l’intero giudizio
>> clinico. Non è la conclusione, del tutto diversa, che
>> l’analisi routinaria delle immagini non sia già largamente
>> automatizzabile. La prima proposizione qualifica le modalità
>> d’impiego; non confuta né la seconda né la lungimiranza
>> tecnologica di Hinton.
>>
>>
>> On Sat, 18 Jul 2026 at 12:32, Enrico Nardelli via nexa
>> <nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-
>> nexa.polito.it>> wrote:
>>
>> Caro Giancarlo
>>
>> l'aneddotica è una cosa, la realtà e la ricerca
>> scientifica sono un'altra cosa.
>>
>> Ognuno ha diritto alle sue opinioni, ci mancherebbe altro,
>> ma questo è quello che ha detto esattamente Hinton
>> nell'ottobre 2016:
>>
>> «/I think if you work as a radiologist, you're like the
>> coyote that's already over the edge of the cliff but
>> hasn't yet looked down, so doesn't know there's no ground
>> underneath him. People should stop training radiologists
>> now. It's just completely obvious that within five years
>> deep learning is going to do better than radiologists. It
>> might be 10 years, but we've got plenty of radiologists
>> already/.»
>>
>> Il video è qua https://www.youtube.com/watch?v=2HMPRXstSvQ
>> <https://www.youtube.com/watch?v=2HMPRXstSvQ>
>>
>> La citazione delle sue parole nello European Medical
>> Journal è qua https://www.emjreviews.com/radiology/
>> article/artificial-intelligence-in-radiology-an-exciting-
>> future-but-ethically-complex-j140121/ <https://
>> www.emjreviews.com/radiology/article/artificial-
>> intelligence-in-radiology-an-exciting-future-but-
>> ethically-complex-j140121/>
>>
>> Quindi, perdonami, ma scrivere «/a mio parere
>> l'affermazione di Hinton del 2016 è stata azzeccata/» io
>> lo ritengo "lievemente impreciso". Poi non torno più sulla
>> faccenda perché su queste cose le opinioni, anche la mia,
>> lasciano il tempo che trovano. Sono i fatti a dover parlare.
>>
>> Stefano Quintarelli ha ricordato gli svariati modi in cui
>> l'output di un chatbot viene modificato da ciò che viene
>> detto o non detto e come lo viene detto, e fornito
>> riferimenti a lavori scientifici in cui il tema viene
>> analizzato e discusso anche in riferimento alle diagnosi
>> mediche, e sono completamente d'accordo con lui che la
>> tecnologia valutata isolatamente dal contesto in cui si
>> utilizza possa dar luogo a risultati scorretti.
>>
>> Dopo di che nessuno nega che si tratta di una tecnologia
>> potente che può essere utile in mano ad un esperto, sia
>> Stefano che io che molti altri lo ripetiamo da anni.
>>
>> Ma che conduca alla sostituzione del giudizio umano, beh,
>> qui siamo ancora (fortunatamente) molto lontani.
>>
>> Ciao, Enrico
>>
>>
>> Il 16/07/2026 17:34, GC F ha scritto:
>>> Caro Enrico,
>>>
>>> Premettiamo che la radiografia non è la chirurgia
>>> vascolare, quindi il riferimento di Hinton è sensato. Con
>>> "breve periodo", in tutta onestà, intendo tra oggi e
>>> domani. Quindi, a mio parere l'affermazione di Hinton del
>>> 2016 è stata azzeccata (con tutti i caveat del caso e con
>>> quel che dicevo nella mia risposta precedente). Perchè mi
>>> sono formato questa convizione? L'aneddotica mi supporta.
>>> Personalmente negli ultimi due anni ho fornito decine e
>>> decine - forse centinaia - di referti medici
>>> all'intelligenza artificiale da valutare - ho due
>>> genitori molto anziani, con patologie gravi. Diagnosi e
>>> prognosi fornite dalla macchina - che ad ogni iterazione
>>> trimestrale migliora enormemente - sono sempre state
>>> perfette. Spesso più complete e chiare di quelle dei
>>> medici umani che poi hanno valutato gli stessi referti
>>> (spesso con lo stesso livello di empatia della macchina).
>>> In Cina, ci sono già interi ospedali aumentati
>>> dall'intelligenza artificiale. Ci sono stato; non è
>>> fantascienza. E siamo solo agli inizi, agli albori di una
>>> rivoluzione in campo medico senza precedenti. Quindi
>>> ripeto, la previsione di Hinton del 2016, ulteriormente
>>> qualificata in relazione all'attività routinaria,
>>> riflette esattamente lo stato dell'arte del 2026, a mio
>>> parere.
>>>
>>> Giancarlo
>>>
>>> On Thu, 16 Jul 2026 at 10:02, Enrico Nardelli via nexa
>>> <nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-
>>> nexa.polito.it>> wrote:
>>>
>>> Il 16/07/2026 00:00, GC F via nexa ha scritto:
>>>> (4) che l'AI possa potenzialmente sostituire i
>>>> radiologi nel breve mi pare così ovvio che non credo
>>>> sia necessario scomodare Hinton. In termini di
>>>> allocazioni delle risorse (formative), quindi il
>>>> ragionamento di Hinton è sostenibile. E' invece
>>>> questione diversa se produca più o meno esternalità
>>>> positive per la società mantenere monopoli
>>>> professionali in capo a soggetti umani. Io credo che
>>>> convenga continuare a mantenere questi monopoli,
>>>> quindi le professioni abilitate dovrebbero
>>>> continuare ad essere prerogativa esclusiva di agenti
>>>> umani, aumentati dalle competenze conoscitive e
>>>> computazionali della macchina.
>>>
>>> Scusami, potresti definire cosa intendi con "breve
>>> periodo", visto che l'affermazione di Hinton risale
>>> ormai a 10 anni fa (2016)?
>>>
>>> E anche definire cosa vuol dire "sostituire" visto
>>> che un po' di anni dopo quell'affermazione lo stesso
>>> Hinton ha cominciato a chiarire che in realtà non
>>> voleva dire sostituire completamente ma solo per la
>>> parte routinaria di analisi delle immagini, e che la
>>> sua era più una provocazione che un vera previsione,
>>> etc. etc.
>>>
>>> Grazie, Enrico
>>>
>>>
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Fino ad ora ci siamo chiesti chi risponde delle decisioni prese da un sistema di AI, ma non della responsabilità per aver progettato uno spazio di possibilità nel quale certe decisioni erano concepibili.
Se un modello può spiegare come aggirare una norma o proporre soluzioni gravemente pericolose, il problema nasce quando genera quella risposta oppure quando è stato costruito un sistema nel quale quella risposta era una possibilità?
Ho provato a sviluppare questa riflessione in questo breve articolo:
https://www.pensieridensi.it/articoli/2026/07/quando_la_responsabilita_nasc…
Sapete se qualcuno ci ha ragionato già sopra? Trovo moltissimo che affronta chi è responsabile del danno prodotto da un sistema di AI e come bisogna progettare sistemi che producano meno danni. Ma non qualcuno che abbia spostato l’oggetto della responsabilità. Quindi: di cosa è responsabile il responsabile.
E io mi chiedo se il soggetto responsabile non sia responsabile non soltanto delle decisioni effettivamente prodotte, ma anche della configurazione dello spazio delle decisioni che il sistema era, è, sarebbe stato, in grado di generare.
Grazie, Junio Caselli (PISA)
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