carte d'identità in giro
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti. da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità. di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia. ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie? la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata. qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio ------------------------------------------------------------------------ che faresti se vivessi così? mau mau, con chi fugge ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana
concordo, è una prassi che sta dilagando inarrestabile, col corollario che sempre più spesso pretendono la CI, facendo storie se uno esibisce la patente di guida. On 27/10/2026 18:11, maurizio lana via nexa wrote:
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti.
da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità.
di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia.
ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie?
la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata.
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Concordo in toto. _______________ Le informazioni contenute nella presente comunicazione e nei documenti ad essa allegati potrebbero essere tutelate dal segreto professionale e sono comunque confidenziali e ad uso esclusivo del destinatario sopra indicato. Qualora la presente comunicazione non fosse destinata a Voi, Vi preghiamo di tener presente che la divulgazione, distribuzione o riproduzione di qualunque informazione contenuta nella presente comunicazione o nei documenti ad essa allegati sono vietate. Se avete ricevuto la presente comunicazione per errore, Vi preghiamo di volerci avvertire immediatamente e di distruggere quanto ricevuto senza leggerlo. Grazie per la collaborazione. The information contained in this email and any documents attached to it may be legally privileged and confidential. The information is intended only for the use of the individual or entity named above. If you are not the intended recipient, you are hereby notified that any use, dissemination, distribution or reproduction of any information contained in or attached to this email is prohibited. If you have received this email in error, please immediately notify us by reply email or by telephone, and destroy the original transmission and its attachments without reading them. Thank you. Da: J.C. DE MARTIN via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Inviato: martedì 27 ottobre 2026 18:42 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: [nexa] Re: carte d'identità in giro concordo, è una prassi che sta dilagando inarrestabile, col corollario che sempre più spesso pretendono la CI, facendo storie se uno esibisce la patente di guida. On 27/10/2026 18:11, maurizio lana via nexa wrote: buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti. da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità. di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia. ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie? la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata. qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio _____ che faresti se vivessi così? mau mau, con chi fugge _____ Maurizio Lana _______________________________________________ nexa mailing list -- nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> To change settings or unsubscribe please go to: https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/ The general archive of the list is located at: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/ Permalink to this message: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/mes...
Il problema credo comunque che sia nella legge sull’autocertificazione (DPR 445/2000, art. 38 se non sbaglio) che prevede che una firma apposta non in presenza debba essere integrata dalla fotocopia di un documento. E questo vale per le autocertificazioni ma anche per qualunque istanza. Andrebbe in qualche modo modificata la legge ... ———— Articolo 38 (L-R) Modalita' di invio e sottoscrizione delle istanze 1. Tutte le istanze e le dichiarazioni da presentare alla pubblica amministrazione o ai gestori o esercenti di pubblici servizi possono essere inviate anche per fax e via telematica. (L) 2. Le istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica sono valide se sottoscritte mediante la firma digitale o quando il sottoscrittore e' identificato dal sistema informatico con l'uso della carta di identita' elettronica. (R) 3. Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorieta' da produrre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall'interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identita' del sottoscrittore. Il giorno 27 ott 2026, alle ore 18:41, J.C. DE MARTIN via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto: concordo, è una prassi che sta dilagando inarrestabile, col corollario che sempre più spesso pretendono la CI, facendo storie se uno esibisce la patente di guida. On 27/10/2026 18:11, maurizio lana via nexa wrote: buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti. da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità. di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia. ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie? la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata. qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio ________________________________ che faresti se vivessi così? mau mau, con chi fugge ________________________________ Maurizio Lana _______________________________________________ nexa mailing list -- nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it> To change settings or unsubscribe please go to: https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/ The general archive of the list is located at: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/ Permalink to this message: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/mes... _______________________________________________ nexa mailing list -- nexa@server-nexa.polito.it To change settings or unsubscribe please go to: https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/ The general archive of the list is located at: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/ Permalink to this message: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/mes...
Il 27/10/26 7:05 PM, Paolo Atzeni via nexa ha scritto:
Il problema credo comunque che sia nella legge sull’autocertificazione (DPR 445/2000, art. 38 se non sbaglio) che prevede che una firma apposta non in presenza debba essere integrata dalla fotocopia di un documento. E questo vale per le autocertificazioni ma anche per qualunque istanza.
Nel mondo fisico, lo trovo un requisito accettabile. Nel mondo digitale, la sua trasposizione asettica ("...mandami il documento scansionato, oppure fotografalo e giramelo su whatsapp...") mi lascia iper-perplesso (come gia' segnalato dall'OP). Sicuro che per trasmettere il permesso di uscita anticipata da scuola di mio figlio minorenne, serve quel livello di autocertificazione? E se la richiesta la firmo con un modulo on-line (un form) al quale accedo via credenziali assegnatemi dalla scuola, ad inizio anno scolastico (tecnicamente, sarebbe un firma elettronica "semplice" ma sempre "firma"). ...E se al form accedessi via SPID? ...che tra l'altro dovrebbe essere "il default" gia' da ~5 anni [*] Purtroppo, la (mia) verità è che è molto piu' semplice richiedere il documento e smarcare l'obbligo come evaso... piuttosto che riorganizzare l'intero processo sottostante, in ottica di digitalizzazione seria (...e autenticazione via SPID). Tra l'altro, è rarissimo, quasi impossibile, trovare software-house che supportino tali azioni di reingegnerizzazione di processi (forse perché i relativi commerciali si sentono dire: "Ma... si è sempre fatto cosi'!", oppure: "Costa troppo!"). Tra l'altro, vorrei anche tirare in ballo l'APP-IO, che offre un servizio utile allo scopo [**] se non fosse che sul mio smartphone (de-googled) non puo' funzionare (by-design; non per mero errore). ...e come se non bastasse, c'e' anche l'APP ufficiale CieSign [***] che... se ricordate il PIN assegnato alla vostra CIE ed avete uno smartphone con NFC (anche de-googled!), vi permette di "firmare digitalmente" qualsiasi documento! ...e ovviamente fare il login ai siti web della PA via, appunto, CIE (se il sito lo "supporta"). Insomma: c'e' un vasto ecosistema di soluzioni disponibili, a vari livelli di difficolta' e vari livelli di "compliance normativa". Resta il fatto che per "firmare" l'autorizzazione all'uscita per la visita al museo della citta' dei miei figli minorenni... forse non mi serve tutto cio'. Un saluto, DV [*] DL Semplificazioni 2020 - https://innovazione.gov.it/notizie/articoli/il-decreto-semplificazione-e-inn... https://assets.innovazione.gov.it/1610035988-schede-sulle-misure-di-innovazi... [**] https://ioapp.it/firma-in-digitale [***] https://play.google.com/store/apps/details?id=it.ipzs.ciesign&hl=it&gl=US
Andrebbe in qualche modo modificata la legge ...
————
Articolo 38 (L-R) /Modalita' di invio e sottoscrizione delle istanze/
1. Tutte le istanze e le dichiarazioni da presentare alla pubblica amministrazione o ai gestori o esercenti di pubblici servizi possono essere inviate anche per fax e via telematica. (L)
2. Le istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica sono valide se sottoscritte mediante la firma digitale o quando il sottoscrittore e' identificato dal sistema informatico con l'uso della carta di identita' elettronica. (R)
3. Le istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorieta' da produrre agli organi della amministrazione pubblica o ai gestori o esercenti di pubblici servizi sono sottoscritte dall'interessato in presenza del dipendente addetto ovvero sottoscritte e presentate unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identita' del sottoscrittore.
Il giorno 27 ott 2026, alle ore 18:41, J.C. DE MARTIN via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
concordo, è una prassi che sta dilagando inarrestabile, col corollario che sempre più spesso pretendono la CI, facendo storie se uno esibisce la patente di guida.
On 27/10/2026 18:11, maurizio lana via nexa wrote:
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti.
da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità.
di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia.
ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie?
la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata.
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio
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-- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Non posseggo la carta di identità da circa 20anni e sono sopravvissuto (ora con CIE temo cederò se tolgono CNS). Uso passaporto e patente che non contengono dati inutili (tipo indirizzo di residenza). In vero più per pigrizia che per furore ideologico. Detto questo rifiuto l'invio di copia dei documenti via mail da sempre (salvo rare eccezioni) e chiedo di non scansire i documenti negli hotel. Il principio di minimizzazione dei dati in relazione alla finalità della richiesta non rende praticamente mai lecita ai sensi del GDPR la pratica dell'invio della copia che è dettata solo da sciatta comodità. Se mi devi identificare fallo, ma l'archiviazione della copia del documento non è mai giustificata e l'invio di un PDF via mail non ha alcun valore identificativo. È intollerabile la prassi della Polizia di fotografare i documenti di identità in fase di identificazione, per strada, non essendoci nessuna base giuridica per un trattamento di conservazione del dato identificativo che raggiunge lo scopo con la semplice esibizione. Solo che ormai tutto ci sembra normale e inevitabile e accettiamo l'inaccettabile. Ma questi son dettagli... *Avv. Carlo Blengino* *Via Duchessa Jolanda n. 19,* *10138 Torino (TO) - Italy* *tel. +39 011 4474035* Penalistiassociati.it Il mar 27 ott 2026, 18:54 J.C. DE MARTIN via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
concordo, è una prassi che sta dilagando inarrestabile, col corollario che sempre più spesso pretendono la CI, facendo storie se uno esibisce la patente di guida.
On 27/10/2026 18:11, maurizio lana via nexa wrote:
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti.
da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità.
di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia.
ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie?
la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata.
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio
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On mar, 2026-10-27 at 21:27 +0100, Carlo Blengino via nexa wrote:
Non posseggo la carta di identità da circa 20anni e sono sopravvissuto (ora con CIE temo cederò se tolgono CNS). Uso passaporto e patente che non contengono dati inutili (tipo indirizzo di residenza). In vero più per pigrizia che per furore ideologico. Detto questo rifiuto l'invio di copia dei documenti via mail da sempre (salvo rare eccezioni) e chiedo di non scansire i documenti negli hotel. Il principio di minimizzazione dei dati in relazione alla finalità della richiesta non rende praticamente mai lecita ai sensi del GDPR la pratica dell'invio della copia che è dettata solo da sciatta comodità. Se mi devi identificare fallo, ma l'archiviazione della copia del documento non è mai giustificata e l'invio di un PDF via mail non ha alcun valore identificativo. È intollerabile la prassi della Polizia di fotografare i documenti di identità in fase di identificazione, per strada, non essendoci nessuna base giuridica per un trattamento di conservazione del dato identificativo che raggiunge lo scopo con la semplice esibizione.
Solo che ormai tutto ci sembra normale e inevitabile e accettiamo l'inaccettabile. Ma questi son dettagli...
Avv. Carlo Blengino
Il mio eroe !!!
Via Duchessa Jolanda n. 19, 10138 Torino (TO) - Italy tel. +39 011 4474035 Penalistiassociati.it
Il mar 27 ott 2026, 18:54 J.C. DE MARTIN via nexa <nexa@server- nexa.polito.it> ha scritto:
concordo, è una prassi che sta dilagando inarrestabile, col corollario che sempre più spesso pretendono la CI, facendo storie se uno esibisce la patente di guida. On 27/10/2026 18:11, maurizio lana via nexa wrote:
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti. da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità. di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia. ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie? la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata. qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio
pensa a tutti i docs che ci sono in giro e pensa a cio' che potrebbe accadere con il voto fuori sede nella nuova legge elettorale... https://copernicani.it/problematiche-introdotte-dalle-procedure-previste-per... On 27/10/26 21:27, Carlo Blengino via nexa wrote:
Non posseggo la carta di identità da circa 20anni e sono sopravvissuto (ora con CIE temo cederò se tolgono CNS). Uso passaporto e patente che non contengono dati inutili (tipo indirizzo di residenza). In vero più per pigrizia che per furore ideologico. Detto questo rifiuto l'invio di copia dei documenti via mail da sempre (salvo rare eccezioni) e chiedo di non scansire i documenti negli hotel. Il principio di minimizzazione dei dati in relazione alla finalità della richiesta non rende praticamente mai lecita ai sensi del GDPR la pratica dell'invio della copia che è dettata solo da sciatta comodità. Se mi devi identificare fallo, ma l'archiviazione della copia del documento non è mai giustificata e l'invio di un PDF via mail non ha alcun valore identificativo. È intollerabile la prassi della Polizia di fotografare i documenti di identità in fase di identificazione, per strada, non essendoci nessuna base giuridica per un trattamento di conservazione del dato identificativo che raggiunge lo scopo con la semplice esibizione.
Solo che ormai tutto ci sembra normale e inevitabile e accettiamo l'inaccettabile. Ma questi son dettagli...
* * *Avv. Carlo Blengino* * * /Via Duchessa Jolanda n. 19,/ /10138 Torino (TO) - Italy/ /tel. +39 011 4474035/ Penalistiassociati.it //
Il mar 27 ott 2026, 18:54 J.C. DE MARTIN via nexa <nexa@server- nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> ha scritto:
__ concordo, è una prassi che sta dilagando inarrestabile, col corollario che sempre più spesso pretendono la CI, facendo storie se uno esibisce la patente di guida.
On 27/10/2026 18:11, maurizio lana via nexa wrote:
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti.
da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità.
di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia.
ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie?
la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata.
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio
------------------------------------------------------------------------ che faresti se vivessi così? mau mau, con chi fugge ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana
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-- You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, no Telegram)
Buongiorno Carlo, ti chiedo scusa per la lunghezza del messaggio ma l'argomento _pare_ complicato, non complesso, proprio complicato. Domanda non polemica: dobbiamo chiedere un consulto a un avvocato ogni volta che qualcuno - che magari ha anche un potere contrattuale _soverchiante_ rispetto a noi, non il salumiere sotto casa - ci chiede una copia della carta d'identità per un contratto o altra analoga "transazione"?!? No, perché... On 2026-10-27, Carlo Blengino via nexa wrote: [...]
Detto questo rifiuto l'invio di copia dei documenti via mail da sempre (salvo rare eccezioni)
In quali casi fai eccezioni?
e chiedo di non scansire i documenti negli hotel. Il principio di minimizzazione dei dati in relazione alla finalità della richiesta non rende praticamente mai lecita ai sensi del GDPR la pratica dell'invio della copia che è dettata solo da sciatta comodità. Se mi devi identificare fallo, ma l'archiviazione della copia del documento non è mai giustificata e l'invio di un PDF via mail non ha alcun valore identificativo.
Chiaro: è la _praxis_ che ammazza, non il _codex_. Però mi pare che anche il codex non sia proprio di semplicissima _verificabilità_ in merito... https://www.squer.it/copia-fotostatica-significato-valore-legale-3705/ «Copia fotostatica: significato, valore legale e differenze con la copia conforme» 20 Luglio 2026 by Adele Guariglia --8<---------------cut here---------------start------------->8--- La copia fotostatica rappresenta la riproduzione meccanica, fotografica o digitale diretta di un documento originale, realizzata per riprodurne fedelmente il contenuto cartaceo. Nel sistema giuridico e amministrativo italiano costituisce la forma più diffusa per trasmettere o conservare documenti d’identità, atti privati e istanze destinate alla Pubblica Amministrazione. Valore legale della copia fotostatica nei contratti e nella Pubblica Amministrazione La copia fotostatica possiede piena efficacia probatoria ai sensi dell’articolo 2712 del Codice Civile, a condizione che la sua conformità all’originale non venga espressamente disconosciuta dalla parte contro cui è prodotta. [...] Nel diritto amministrativo la presenza della fotocopia del documento di riconoscimento del sottoscrittore sostituisce la firma autenticata. Questa semplificazione riduce i tempi di presentazione di domande di concorso, istanze edilizie o richieste di sussidi, trasferendo la responsabilità della veridicità sul dichiarante. [...] Tabella comparativa tra copia fotostatica, copia conforme e scansione digitale I dati mostrano come la scelta della modalità di riproduzione dipenda dal livello di solennità richiesto dalla procedura. La copia semplice copre le necessità burocratiche quotidiane, mentre l’autenticazione tramite copia conforme resta indispensabile quando la legge esige la garanzia di un pubblico ufficiale. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Non solo, a quanto pare sono molti quelli _titolati_ a chiedere copia della nostra carta di indentità: https://www.laleggepertutti.it/190701_fotocopia-documento-didentita-chi-puo-... «Fotocopia documento d’identità: chi può chiederla?» --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Non tutti, dunque, hanno la facoltà di chiedere una fotocopia del documento d’identità ad un cittadino o ad un cliente per poi trattenerla, archiviarla, magari utilizzare i dati personali in essa riportati. Questa richiesta è consentita dalla legge soltanto di due casi: - per acquistare una scheda Sim di un telefono cellulare in virtù della legge sul contrasto al terrorismo internazionale [1]; - nel caso in cui la fotocopia del documento di identità venga chiesta dalla Pubblica amministrazione o dal gestore di un’utenza pubblica (luce, gas, acqua, ecc.) [2]. In qualsiasi altro caso, il cittadino ha il diritto di rifiutarsi di lasciare ad un eventuale richiedente una fotocopia del proprio documento d’identità: né lui è obbligato a farlo né il soggetto in questione è autorizzato a chiederla. [...] La fotocopia di un documento d’identità, invece, può essere richiesta dalla banca o dalla Posta solo se: - c’è una normativa che prevede espressamente l’acquisizione e la conservazione temporanea di tale copia; - se la banca o la Posta devono dimostrare di avere identificato l’interessato con modalità accurate, sempre dento un certo contesto o di fronte ad una particolare operazione da svolgere. Questo può essere il caso dello sconosciuto che si presenta ad incassare un assegno: l’impiegato avrà la responsabilità del pagamento di fronte al suo cliente. [...] Vi sarà capitato di dover ritirare un pacco postale oppure un documento per conto di un’altra persona (una raccomandata, un esame medico). In quel caso, alla delega che vi autorizza al ritiro bisogna allegare una fotocopia del documento d’identità del destinatario del pacco o della raccomandata oppure di chi si è sottoposto a quell’accertamento medico. Chiedere di presentare la fotocopia della sua carta d’identità è lecito per rispetto della privacy: il pacco o il documento non può essere messo nelle mani di chiunque. Tuttavia, accertata l’identità del delegante e del delegato, la fotocopia deve essere restituita. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- [...] Quindi la check-list di chi _ha titolo_ a richiedere copia di una carta di identità mi sembra piuttosto lunga, no? E io da semplice cittadino come posso contestare la richiesta di una fotocopia della mia CI fatta dal "primo pirla" affetto da "sindrome bipolare burokratika" di una grossa organizzazione pubblica o privata (banca, utenza gas, ecc, ecc ecc)? Considerato il _tristissimo_ contesto della "privacy" non faccio prima a togliermelo di torno e mandargli il "pezzo di carta" per farlo contento? Un caro saluto, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Ciao Maurizio, On Tue, 27 Oct 2026 18:11:50 +0100 maurizio lana via nexa wrote:
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio?
non è proprio una risposta al tuo problema attuale, ma se posso divagare, da tempo sogno di potermi recare fisicamente in comune, portare la mia chiave pubblica PGP su una chiavetta (o pubblicarla ad una URI facilmente raggiungibile) e poter chiedere all'anagrafe di firmarla digitalmente con la PROPRIA chiave PGP pubblica, così da poter garantire legalmente l'associazione fra quella chiave PGP e la mia persona. Se disponessimo di chiavi PGP con valore legale, potremmo utilizzarle in moltissime occasioni, per ricevere comunicazioni cifrate dallo Stato (e se fossero pubblicamente disponibili su un registro) dalle aziende, e potremmo firmare e cifrare le comunicazioni verso lo Stato, fornendo loro valore legale (e reciproca non ripudiabilità). Implementare una simile infrastruttura costerebbe poco in termini tecnici, ma molto in formazione del personale pubblico (e dei cittadini) che dovrebbero imparare a gestire le chiavi private con la stessa cura con cui proteggono la password del proprio conto corrente. Ma sarebbe un'infrastruttura potentissima, nella sua semplicità. Nel tuo caso, il comune in questione ti chiederebbe semplicemente di firmare con la tua chiave privata la pratica. Sono convinto che, un giorno molto lontano, ci si arriverà. Speriamo solo di non estinguerci prima! ;-) Giacomo
ciao Giacomo, maaa... secondo voi serve a qualcosa sparpagliare sull'immagine della CI delle parole che indicano il destinatario dell'uso? cioè che se io scrivo dappertutto ad es. "per Comune di X" sia meno facile usarla per un furto di identità? da me, penso: con un qualunque sistema di IA per generazione di immagini, l'immagine che io ho taroccato si può pulire. è vero? M Il 27/10/26 19:28, Giacomo Tesio ha scritto:
Ciao Maurizio,
On Tue, 27 Oct 2026 18:11:50 +0100 maurizio lana via nexa wrote:
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? non è proprio una risposta al tuo problema attuale, ma se posso divagare, da tempo sogno di potermi recare fisicamente in comune, portare la mia chiave pubblica PGP su una chiavetta (o pubblicarla ad una URI facilmente raggiungibile) e poter chiedere all'anagrafe di firmarla digitalmente con la PROPRIA chiave PGP pubblica, così da poter garantire legalmente l'associazione fra quella chiave PGP e la mia persona.
Se disponessimo di chiavi PGP con valore legale, potremmo utilizzarle in moltissime occasioni, per ricevere comunicazioni cifrate dallo Stato (e se fossero pubblicamente disponibili su un registro) dalle aziende, e potremmo firmare e cifrare le comunicazioni verso lo Stato, fornendo loro valore legale (e reciproca non ripudiabilità).
Implementare una simile infrastruttura costerebbe poco in termini tecnici, ma molto in formazione del personale pubblico (e dei cittadini) che dovrebbero imparare a gestire le chiavi private con la stessa cura con cui proteggono la password del proprio conto corrente.
Ma sarebbe un'infrastruttura potentissima, nella sua semplicità.
Nel tuo caso, il comune in questione ti chiederebbe semplicemente di firmare con la tua chiave privata la pratica.
Sono convinto che, un giorno molto lontano, ci si arriverà. Speriamo solo di non estinguerci prima! ;-)
Giacomo
------------------------------------------------------------------------ μνάσασθαί τινά φαιμι †καὶ ἕτερον† ἀμμέων sono certa che qualcuno si ricorderà di noi anche quando ce ne saremo andati I’m sure someone will remember us even when we’re gone saffo, lobel-page 147 ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana Università del Piemonte Orientale Dipartimento di Studi Umanistici Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
On Tue, 27 Oct 2026 21:29:31 +0100 maurizio lana wrote:
maaa... secondo voi serve a qualcosa sparpagliare sull'immagine della CI delle parole che indicano il destinatario dell'uso?
onestamente non credo
cioè che se io scrivo dappertutto ad es. "per Comune di X" sia meno facile usarla per un furto di identità? da me, penso: con un qualunque sistema di IA per generazione di immagini, l'immagine che io ho taroccato si può pulire. è vero?
In molti casi anche senza "IA". Se non puoi recarti fisicamente nel comune in questione e non trovi un'alternativa migliore, una copia in bianco e nero a bassa risoluzione potrebbe assolvere l'obbligo per il ricevente, riducendo un po' i rischi per te. Giacomo
Ciao, vi chiedo scusa se _sembra_ che io e Giacomo divaghiamo, ma... On 2026-10-27, Giacomo Tesio via nexa wrote:
Ciao Maurizio,
On Tue, 27 Oct 2026 18:11:50 +0100 maurizio lana via nexa wrote:
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio?
non è proprio una risposta al tuo problema attuale, ma se posso divagare, da tempo sogno di potermi recare fisicamente in comune, portare la mia chiave pubblica PGP su una chiavetta (o pubblicarla ad una URI facilmente raggiungibile) e poter chiedere all'anagrafe di firmarla digitalmente con la PROPRIA chiave PGP pubblica, così da poter garantire legalmente l'associazione fra quella chiave PGP e la mia persona.
Per citare Calamari in questo thread: il mio eroe! :-) Credo che siamo in molti ad avere lo stesso sogno...
Se disponessimo di chiavi PGP con valore legale,
[...]
e potremmo firmare e cifrare le comunicazioni verso lo Stato, fornendo loro valore legale (e reciproca non ripudiabilità).
Beh, io dispongo di una chiave PGP e - anche se non è firmata digitalmente con la chiave PGP di un pubblico ufficiale - la uso per firmare [1] digitalmente _ogni_ mia comunicazione email Ora, non voglio tediare la lista sul "valore legale (probatorio)" dei messaggi email [2], ma io sono _sicuro_ che una email firmata PGP è più solida di una non firmata (che è già abbastanza solida _se_ immersa in un contesto), anche se chi la riceve non ha idea di cosa divololo sia o cosa farsene di una firma PGP :-D Non me ne frega _assolutamente_ niente se la firma PGP non è "ufficialmente" elencata da una legge, decreto, regolamento tecnico o funzionario pubblico: io la uso perché funziona alla grande _e_ aumenta notevolmente il valore probatorio delle mie comunicazioni email [3]. Punto. [...]
Ma sarebbe un'infrastruttura potentissima, nella sua semplicità.
Già, troppo semplice e potente... però non ci si può far soldi sopra perché verrebbe via _gratis_ (a parte la formazione "tecnica", che comunque dovrebbe essere _già_ prevista per tutti i funzionari pubblici) [...] «La primavera intanto tarda ad arrivare». Saluti, 380° [1] e cifrare, nel caso il mio MUA disponga della chiave pubblica di tutti i destinatari [2] https://piana.eu/prova_email/ https://www.jusnet.eu/2024/10/13/il-valore-probatorio-delle-e-mail-semplici-... [3] _specialmente_ quando l'interlocuzione non si limita ad un singolo messaggio ma c'è un intero thread in merito alla transazione, compreso il quoting dei messaggi dell'interlocutore incluso nei miei messaggi (firmati) di risposta... e incluso il riassunto di conversazioni telefoniche inviato con email firmate. Insomma, il quadro probatorio è _solido_. -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Mi permetto un consiglio ed una considerazione di fondo. Il consiglio è facile: il libro di D.Greaber "Burocrazia" https://www.ilsaggiatore.com/libro/burocrazia che casualmente sto leggendo in questo periodo. Apre un mondo. La considerazione è generica e genera un abisso di ulteriori riflessioni che non so sviluppare ma che vi lascio in forma grezza: questa mania dell'identificazione, del dover a tutti i costi e sempre provare chi sei, che tu sei tu (con tutti gli annessi e connessi dell'identità), sempre, anche quando non è necessario e non ha alcuna reale giustificazione (se non estrarre valore dai dati) è una delle tante malattie collaterali della digitalizzazione. Ed è una malattia che ci ha contagiato tutti, per cui non ci stupisce più che per qualsiasi nostra azione o relazione ci si debba identificare (pure per comprare un biglietto del cinema). Ed è una malattia che ha metastasi profonde: genera una progressiva erosione della fiducia nell'altro, chiunque esso sia, e una progressiva mutazione di quella dignità ontologica della persona in sé, a prescindere da chi sei e cosa fai. Tocca questo tema di sfuggita anche l'enciclica del Papa sull'IA. Ed ovviamente erode e rende inaccettabile l'anonimato, che, in un mondo datificato, è la base di quasi tutte le libertà. Insomma mi sembra che questa discussione celi un problema di fondo più profondo e pericoloso. Grazie come sempre per gli spunti. CB Il giorno mer 28 ott 2026 alle ore 09:24 380° via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Ciao,
vi chiedo scusa se _sembra_ che io e Giacomo divaghiamo, ma...
On 2026-10-27, Giacomo Tesio via nexa wrote:
Ciao Maurizio,
On Tue, 27 Oct 2026 18:11:50 +0100 maurizio lana via nexa wrote:
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio?
non è proprio una risposta al tuo problema attuale, ma se posso divagare, da tempo sogno di potermi recare fisicamente in comune, portare la mia chiave pubblica PGP su una chiavetta (o pubblicarla ad una URI facilmente raggiungibile) e poter chiedere all'anagrafe di firmarla digitalmente con la PROPRIA chiave PGP pubblica, così da poter garantire legalmente l'associazione fra quella chiave PGP e la mia persona.
Per citare Calamari in questo thread: il mio eroe! :-)
Credo che siamo in molti ad avere lo stesso sogno...
Se disponessimo di chiavi PGP con valore legale,
[...]
e potremmo firmare e cifrare le comunicazioni verso lo Stato, fornendo loro valore legale (e reciproca non ripudiabilità).
Beh, io dispongo di una chiave PGP e - anche se non è firmata digitalmente con la chiave PGP di un pubblico ufficiale - la uso per firmare [1] digitalmente _ogni_ mia comunicazione email
Ora, non voglio tediare la lista sul "valore legale (probatorio)" dei messaggi email [2], ma io sono _sicuro_ che una email firmata PGP è più solida di una non firmata (che è già abbastanza solida _se_ immersa in un contesto), anche se chi la riceve non ha idea di cosa divololo sia o cosa farsene di una firma PGP :-D
Non me ne frega _assolutamente_ niente se la firma PGP non è "ufficialmente" elencata da una legge, decreto, regolamento tecnico o funzionario pubblico: io la uso perché funziona alla grande _e_ aumenta notevolmente il valore probatorio delle mie comunicazioni email [3]. Punto.
[...]
Ma sarebbe un'infrastruttura potentissima, nella sua semplicità.
Già, troppo semplice e potente... però non ci si può far soldi sopra perché verrebbe via _gratis_ (a parte la formazione "tecnica", che comunque dovrebbe essere _già_ prevista per tutti i funzionari pubblici)
[...]
«La primavera intanto tarda ad arrivare».
Saluti, 380°
[1] e cifrare, nel caso il mio MUA disponga della chiave pubblica di tutti i destinatari
[2] https://piana.eu/prova_email/
https://www.jusnet.eu/2024/10/13/il-valore-probatorio-delle-e-mail-semplici-...
[3] _specialmente_ quando l'interlocuzione non si limita ad un singolo messaggio ma c'è un intero thread in merito alla transazione, compreso il quoting dei messaggi dell'interlocutore incluso nei miei messaggi (firmati) di risposta... e incluso il riassunto di conversazioni telefoniche inviato con email firmate. Insomma, il quadro probatorio è _solido_.
-- 380° (lost in /traslation/)
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-- *Avv. Carlo Blengino* *Via Duchessa Jolanda n. 19,* *10138 Torino (TO) - Italy* *tel. +39 011 4474035 <+39%20011%20447%204035>* Penalistiassociati.it
On 27/10/2026 19:28, Giacomo Tesio via nexa wrote:
Ciao Maurizio, On Tue, 27 Oct 2026 18:11:50 +0100 maurizio lana via nexa wrote:
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio?
non è proprio una risposta al tuo problema attuale, ma se posso divagare, da tempo sogno di potermi recare fisicamente in comune, portare la mia chiave pubblica PGP su una chiavetta (o pubblicarla ad una URI facilmente raggiungibile) e poter chiedere all'anagrafe di firmarla digitalmente con la PROPRIA chiave PGP pubblica, così da poter garantire legalmente l'associazione fra quella chiave PGP e la mia persona.
Se disponessimo di chiavi PGP con valore legale, potremmo utilizzarle in moltissime occasioni, per ricevere comunicazioni cifrate dallo Stato (e se fossero pubblicamente disponibili su un registro) dalle aziende, e potremmo firmare e cifrare le comunicazioni verso lo Stato, fornendo loro valore legale (e reciproca non ripudiabilità).
... e dalle banche!!! che a quel punto potrebbero mandarmi tutte le comunicazioni (estratti conto, etc.) via mail senza costringermi ogni volta a loggarmi sul loro mer***o sito col loro mer***o meccanismo di autenticazione proprietario integrity-certified-smartphone-based... -- Andrea Trentini ⠠⠵ - http://atrent.it - public key ID: 0xA7A91E3B RU - Dip.to di Informatica - Università degli Studi di Milano Cittadinanza Digitale e Tecnocivismo: 1) https://www.ledizioni.it/prodotto/cittadinanza-digitale-tecnocivismo 2) https://edizionithemis.it/catalogo/digitale-e-societa/dal-tecnocivismo-alla-...
Io ho risolto il problema dotandomi di firma digitale. Qualche Amministrazione ha provato a insistere che voleva comunque la scannerizzazione della CIE, e ho dovuto "ricordare loro" la cogenza del Codice dell'amministrazione digitale. Allora hanno desistito. Buona serata Fulvio Oscar Benussi Il giorno mar 27 ott 2026 alle ore 18:15 maurizio lana via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti.
da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità.
di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia.
ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie?
la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata.
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio
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che faresti se vivessi così? mau mau, con chi fugge
------------------------------ Maurizio Lana _______________________________________________ nexa mailing list -- nexa@server-nexa.polito.it To change settings or unsubscribe please go to: https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/ The general archive of the list is located at: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/ Permalink to this message: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/mes...
ciao Fulvio, ci dici qualcosa in più in termini operativi? la "cogenza del Codice dell'amministrazione digitale" a quale/i articoli fa riferimento? e in che modo con la "firma digitale" (quale? come gestita?) hai rimpiazzato la consegna delle foto della CI? Maurizio Il 27/10/26 21:11, fulvio benussi ha scritto:
Io ho risolto il problema dotandomi di firma digitale. Qualche Amministrazione ha provato a insistere che voleva comunque la scannerizzazione della CIE, e ho dovuto "ricordare loro" la cogenza del Codice dell'amministrazione digitale. Allora hanno desistito. Buona serata Fulvio Oscar Benussi
Il giorno mar 27 ott 2026 alle ore 18:15 maurizio lana via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti.
da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità.
di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia.
ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie?
la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata.
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio
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che faresti se vivessi così? mau mau, con chi fugge
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------------------------------------------------------------------------ l’imbarazzante senso di colpa per la nostra vita che va avanti coi suoi momenti di gioia e svago mentre quella di altri non ne ha simona vizio ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana Università del Piemonte Orientale Dipartimento di Studi Umanistici Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
Questo link può essere un riferimento: https://www.forumpa.it/pa-digitale/la-firma-digitale-basta-non-serve-allegar... Però sulla copia del documento d'identità posso fare la voce fuori dal coro? L'art. 38 c 3 DPR 445/00 parla genericamente di "copia fotostatica non autenticata di un documento di identità". Ora, è vero che non prevede espressamente fronte/retro, ma neppure parla di copia parziale, ed un documento cartaceo o plasticoso che sia, si compone di due facciate, quindi non trovo così irragionevole chiedere la copia completa. Al massimo trovo irragionevole che una fotocopia, che può essere riprodotta all'infinito, valga come garanzia, ma questo è un altro discorso. Personalmente preferisco il digitale, proprio per la maggiore sicurezza ed il maggior controllo: ogni volta che utilizzo la firma digitale mi arriva un avviso, cosa che non avviene con fotocopie che girano. Buona serata a tutti. D. ________________________________ From: maurizio lana via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> Sent: Tuesday, October 27, 2026 8:24 PM To: fulvio benussi <fulvio.benussi@gmail.com> Cc: NEXA ML <nexa@server-nexa.polito.it> Subject: [nexa] Re: carte d'identità in giro ciao Fulvio, ci dici qualcosa in più in termini operativi? la "cogenza del Codice dell'amministrazione digitale" a quale/i articoli fa riferimento? e in che modo con la "firma digitale" (quale? come gestita?) hai rimpiazzato la consegna delle foto della CI? Maurizio Il 27/10/26 21:11, fulvio benussi ha scritto: Io ho risolto il problema dotandomi di firma digitale. Qualche Amministrazione ha provato a insistere che voleva comunque la scannerizzazione della CIE, e ho dovuto "ricordare loro" la cogenza del Codice dell'amministrazione digitale. Allora hanno desistito. Buona serata Fulvio Oscar Benussi Il giorno mar 27 ott 2026 alle ore 18:15 maurizio lana via nexa <nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> ha scritto: buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti. da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità. di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia. ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie? la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata. qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio ________________________________ che faresti se vivessi così? mau mau, con chi fugge ________________________________ Maurizio Lana _______________________________________________ nexa mailing list -- nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it> To change settings or unsubscribe please go to: https://server-nexa.polito.it/postorius/lists/nexa.server-nexa.polito.it/ The general archive of the list is located at: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/ Permalink to this message: https://server-nexa.polito.it/hyperkitty/list/nexa@server-nexa.polito.it/mes... ________________________________ l’imbarazzante senso di colpa per la nostra vita che va avanti coi suoi momenti di gioia e svago mentre quella di altri non ne ha simona vizio ________________________________ Maurizio Lana Università del Piemonte Orientale Dipartimento di Studi Umanistici Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
art. 65 CAD 1. Le istanze e le dichiarazioni presentate per via telematica alle pubbliche amministrazioni e ai gestori dei servizi pubblici ai sensi dell'articolo 38, commi 1 e 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sono valide: a) se sottoscritte mediante una delle forme di cui all'articolo 20; b) ovvero, quando l'istante o il dichiarante è identificato attraverso il sistema pubblico di identità digitale (SPID), la carta di identità elettronica o la carta nazionale dei servizi; b-bis) ovvero formate tramite il punto di accesso telematico per i dispositivi mobili di cui all'articolo 64-bis; c) ovvero sono sottoscritte e presentate unitamente alla copia del documento d'identità; c-bis) ovvero se trasmesse dall'istante o dal dichiarante dal proprio domicilio digitale iscritto in uno degli elenchi di cui all'articolo 6-bis, 6-ter o 6-quater ovvero, in assenza di un domicilio digitale iscritto, da un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, come definito dal Regolamento eIDAS. In tale ultimo caso, in assenza di un domicilio digitale iscritto, la trasmissione costituisce elezione di domicilio digitale speciale, ai sensi dell'articolo 3-bis, comma 4-quinquies, per gli atti e le comunicazioni a cui è riferita l'istanza o la dichiarazione. Sono fatte salve le disposizioni normative che prevedono l'uso di specifici sistemi di trasmissione telematica nel settore tributario; ai tempi, con Paolo Coppola avevamo provato a eliminare il c) che - ci fu spiegato - nacque con le autocertificazioni, ma ci trovammo contro la burocrazia del ministero della pa. cosi' ci beccammo anche il c-bis, anche se in senso stretto la pec non identifica il mittente On 27/10/26 21:24, maurizio lana via nexa wrote:
ciao Fulvio, ci dici qualcosa in più in termini operativi? la "cogenza del Codice dell'amministrazione digitale" a quale/i articoli fa riferimento? e in che modo con la "firma digitale" (quale? come gestita?) hai rimpiazzato la consegna delle foto della CI? Maurizio
Il 27/10/26 21:11, fulvio benussi ha scritto:
Io ho risolto il problema dotandomi di firma digitale. Qualche Amministrazione ha provato a insistere che voleva comunque la scannerizzazione della CIE, e ho dovuto "ricordare loro" la cogenza del Codice dell'amministrazione digitale. Allora hanno desistito. Buona serata Fulvio Oscar Benussi
Il giorno mar 27 ott 2026 alle ore 18:15 maurizio lana via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti.
da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità.
di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia.
ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie?
la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata.
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio
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Buongiorno Maurizio, la risposta è nell'allegato cordialità Fulvio Il giorno mar 27 ott 2026 alle ore 21:25 maurizio lana < maurizio.lana@uniupo.it> ha scritto:
ciao Fulvio, ci dici qualcosa in più in termini operativi? la "cogenza del Codice dell'amministrazione digitale" a quale/i articoli fa riferimento? e in che modo con la "firma digitale" (quale? come gestita?) hai rimpiazzato la consegna delle foto della CI? Maurizio
Il 27/10/26 21:11, fulvio benussi ha scritto:
Io ho risolto il problema dotandomi di firma digitale. Qualche Amministrazione ha provato a insistere che voleva comunque la scannerizzazione della CIE, e ho dovuto "ricordare loro" la cogenza del Codice dell'amministrazione digitale. Allora hanno desistito. Buona serata Fulvio Oscar Benussi
Il giorno mar 27 ott 2026 alle ore 18:15 maurizio lana via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti.
da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità.
di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia.
ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie?
la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata.
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio
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vale anche per gestori privati di servizio pubblico (non chiaramente definiti, ma telco, utilities di certo) Il 28 ottobre 2026 08:41:06 CET, fulvio benussi via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Buongiorno Maurizio, la risposta è nell'allegato cordialità Fulvio
Il giorno mar 27 ott 2026 alle ore 21:25 maurizio lana < maurizio.lana@uniupo.it> ha scritto:
ciao Fulvio, ci dici qualcosa in più in termini operativi? la "cogenza del Codice dell'amministrazione digitale" a quale/i articoli fa riferimento? e in che modo con la "firma digitale" (quale? come gestita?) hai rimpiazzato la consegna delle foto della CI? Maurizio
Il 27/10/26 21:11, fulvio benussi ha scritto:
Io ho risolto il problema dotandomi di firma digitale. Qualche Amministrazione ha provato a insistere che voleva comunque la scannerizzazione della CIE, e ho dovuto "ricordare loro" la cogenza del Codice dell'amministrazione digitale. Allora hanno desistito. Buona serata Fulvio Oscar Benussi
Il giorno mar 27 ott 2026 alle ore 18:15 maurizio lana via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti.
da un po' di tempo (da anni) sono perplesso quando - airbnb, incarichi con soggetti pubblici e privati, ecc. - viene chiesto di mandare la foto fronte-retro della carta d'identità per poter completare la transazione. da una lato c'è che se non si manda la foto della CI non si conclude la transazione; dall'altro c'è che non hai la minima idea di come saranno conservati quei dati ultrasensibili e chi ne ha responsabilità.
di qui una domanda ampia: come gestire al meglio queste situazioni? io da un po' di tempo tarocco le immagini mettendole in PDF e appiccicando sopra la foto, e sopra il codice a barre e un po' giro, righe di testo che descrivono il destinatario, dopodiché risalvo il PDF e mando il PDF così graffitato. non so se questo sia una protezione di una qualche efficacia.
ho idea che questo chiedere l'immagine della CI sia una trasposizione (stupida) nel mondo digitale dell'esibire la carta d'identità fisica nel mondo fisico - dove però viene restituita al titolare! ma nel mondo digitale non si può operare con SPID, con firme digitali, o altro, se si vuole autenticare l'atto che si compie in relazione all'identità di chi lo compie?
la polizia francese per accettare denunce online ha un sistema per cui la persona mostra se stessa alla telecamera del computer tenendo in mano in modo e posizione appropriati il documento di identità, e in questo modo l'identità del denunciante viene accertata.
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio? Maurizio
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Ciao Maurizio, hai una PEC? On 2026-10-27, maurizio lana via nexa wrote:
buonasera. nei giorni scorsi un comune dove terrò una conferenza mi ha chiesto l'immagine della carta d'identità in fronte-retro. ho tentato di mandare solo il fronte ma senza il retro la pratica di incarico non andava avanti.
Anche da quanto dice Blengino in questo thread, credo che questa prassi non sia ortodossa e che il funzionario del comune che richiede un simile documento stia _presumibilmente_ (ma [1]) abusando della propria funzione: capisco l'esigenza di identificare _ma_ non è obbligatorio che sia svolta in quel modo. Per esperienza diretta, ho riscontrato che le cose cambiano "magicamente" corso anche solo _chiedendo_ a quale indirizzo PEC inviare una comunicazione scritta :-O Credo che sia una forma di fastidiosa ignoranza diffusa pensare che le comunicazioni PEC siano "ufficiali" mentre le email "normali" si possono anche buttare nel cesso (e a volte sono proprio scritte con quella forma mentis, a dire il vero). ...nel tuo caso specifico io avrei inviato una PEC chiedendo di confermare la richiesta delle copie scansionate/fotografate; trattandosi di PEC, poi, avresti potuto evidenziare al funzionario che già il solo fatto di essere titolare di quella PEC _certificava_ la tua identità, considerato che per ottenere una PEC occorre identificarsi. Nel caso di uteriore richiesta di copie scansionate, poi, credo che il funzionario avrebbe continuato a commettere un _presunto_ abuso e tu avresti potuto chiamare in giudizio il comune per l'eventuale mancato incarico (ma [1])... ...ma non si può trasformare una cosa così semplice in un calvario giudiziario, anche se purtroppo pare sia lo sport preferito da molte, troppe persone. Tutto ciò per poter tenere una conferenza poi... immagino ti stiano coprendo d'oro per questo incarico! :-O Saluti, 380° [...] [1] in questa pagina https://www.squer.it/copia-fotostatica-significato-valore-legale-3705/ trovo scritto: «Nel diritto amministrativo la presenza della fotocopia del documento di riconoscimento del sottoscrittore sostituisce la firma autenticata. Questa semplificazione riduce i tempi di presentazione di domande di concorso, istanze edilizie o richieste di sussidi, trasferendo la responsabilità della veridicità sul dichiarante.» -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
On 28/10/26 09:37, 380° via nexa wrote:
quella PEC_certificava_ la tua identità, considerato che per ottenere una PEC occorre identificarsi.
questo non è strettamente corretto. c'e' una stratificazione di regole tecniche, e non e' vero in assoluto ciao, s. -- You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, no Telegram)
Buongiorno Stefano, On 2026-10-28, Stefano Quintarelli wrote:
On 28/10/26 09:37, 380° via nexa wrote:
quella PEC_certificava_ la tua identità, considerato che per ottenere una PEC occorre identificarsi.
questo non è strettamente corretto. c'e' una stratificazione di regole tecniche, e non e' vero in assoluto
ammetto l'ignoranza delle regole tecniche, pensavo che siccome le persone/aziende normali devono identificarsi per riuscire ad ottenere una casella PEC, tipo: - https://www.legalmailpec.it/faq/quali-documenti-sono-necessari-per-richieder... - https://www.poste.it/assistenza/faq-posta-elettronica-certificata?#item-modu... - https://guide.aruba.it/area-clienti-account-aruba/creazione-modifica/documen... questo signifasse automaticamente che ad ogni casella PEC corrisponda una persona fisica o giuridica chiaramente (certifica?!?) identificata buono a sapersi grazie! [...] -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
La vecchia PEC italiana garantiva l'integrità del messaggio, la certezza della consegna e del titolare della casella ma non garantiva l'accertamento, volta per volta, della identità del mittente e del destinatario per ciascun messaggio (protocollo SERC: Servizio Elettronico Recapito Certificato). La nuova PEC, quella cd. europea conforme al Regolamento eIDAS, (basata sul protocollo SERCQ: Servizio Elettronico Recapito Certificato Qualificato) prevede l'utilizzo di una procedura rafforzata di controllo dell'identità attraverso l'attivazione della verifica a due fattori (2FA) . Quindi ogni volta che accedo per leggere/inviare una pec devo sottostare al doppio controllo. Per questo motivo l'operatore garantisce l'accertamento della identità per ciascun messaggio. Ci troviamo in un periodo di transizione e quindi le vecchie pec possono ancora funzionare in modalità SERC ma nel momento in cui verrà emesso un apposito DPCM tutti gli utenti avranno 18 mesi di tempo per migrare la vecchia pec dal sistema SERC al sistema SERCQ. Gli operatori cercano in ogni modo di convincere gli utenti a fare da subito la migrazione senza aspettare che diventi obbligatorio Saluti Paolo Del Romano Il giorno mer 28 ott 2026 alle ore 13:39 380° via nexa < nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Buongiorno Stefano,
On 2026-10-28, Stefano Quintarelli wrote:
On 28/10/26 09:37, 380° via nexa wrote:
quella PEC_certificava_ la tua identità, considerato che per ottenere una PEC occorre identificarsi.
questo non è strettamente corretto. c'e' una stratificazione di regole tecniche, e non e' vero in assoluto
ammetto l'ignoranza delle regole tecniche, pensavo che siccome le persone/aziende normali devono identificarsi per riuscire ad ottenere una casella PEC, tipo:
- https://www.legalmailpec.it/faq/quali-documenti-sono-necessari-per-richieder...
- https://www.poste.it/assistenza/faq-posta-elettronica-certificata?#item-modu...
- https://guide.aruba.it/area-clienti-account-aruba/creazione-modifica/documen...
questo signifasse automaticamente che ad ogni casella PEC corrisponda una persona fisica o giuridica chiaramente (certifica?!?) identificata
buono a sapersi grazie!
[...]
-- 380° (lost in /traslation/)
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