On 27/10/2026 19:28, Giacomo Tesio via nexa wrote:
Ciao Maurizio, On Tue, 27 Oct 2026 18:11:50 +0100 maurizio lana via nexa wrote:
qualcuno ha mai avuto pensieri su questa questione e su come si può diminuire il rischio?
non è proprio una risposta al tuo problema attuale, ma se posso divagare, da tempo sogno di potermi recare fisicamente in comune, portare la mia chiave pubblica PGP su una chiavetta (o pubblicarla ad una URI facilmente raggiungibile) e poter chiedere all'anagrafe di firmarla digitalmente con la PROPRIA chiave PGP pubblica, così da poter garantire legalmente l'associazione fra quella chiave PGP e la mia persona.
Se disponessimo di chiavi PGP con valore legale, potremmo utilizzarle in moltissime occasioni, per ricevere comunicazioni cifrate dallo Stato (e se fossero pubblicamente disponibili su un registro) dalle aziende, e potremmo firmare e cifrare le comunicazioni verso lo Stato, fornendo loro valore legale (e reciproca non ripudiabilità).
... e dalle banche!!! che a quel punto potrebbero mandarmi tutte le comunicazioni (estratti conto, etc.) via mail senza costringermi ogni volta a loggarmi sul loro mer***o sito col loro mer***o meccanismo di autenticazione proprietario integrity-certified-smartphone-based... -- Andrea Trentini ⠠⠵ - http://atrent.it - public key ID: 0xA7A91E3B RU - Dip.to di Informatica - Università degli Studi di Milano Cittadinanza Digitale e Tecnocivismo: 1) https://www.ledizioni.it/prodotto/cittadinanza-digitale-tecnocivismo 2) https://edizionithemis.it/catalogo/digitale-e-societa/dal-tecnocivismo-alla-...