Ciao a tutti, ieri sera al concerto (molto bello), Jovanotti ha raccontato : "Ho chiesto a ChatGPT quali sono le parole che ho utilizzato di più nelle mie canzoni. ChatGPT ha risposto "amore", "vita", "mondo", "libertà", "sole"". Dando per scontato che ChatGPT dicesse la cosa giusta, ha approfondito il senso di queste parole per lui. Eravamo tutti contenti. Se questo dialogo è stato ripetuto per le 6 serate dei concerti torinesi, migliaia di torinesi (dai 14 anni ai 60) sono stati rinforzati nella credenza che ChatGPT sappia quasi tutto e dica la verità. Jovanotti mi ha colto alla sprovvista... Questa credenza diffusa nel concerto pop ci dice qualcosa sul potere della comunicazione, il potere dei leader, la malleabilità delle masse, la velocità con cui si diffondo le credenze, il desiderio infantile di avere risposte sicure e veloci (dalla mamma e dal papà), il desiderio di conoscenza facile insito in tutti quanti, ecc Ho chiesto a ChatGPT adesso : "Parole più ricorrenti nei testi di Jovanotti: Vita: Un tema fondamentale nella sua musica. Jovanotti celebra la vita in tutte le sue sfumature, come nell'inno "Oh vita", dove esprime gratitudine per l'esistenza. Donboscoland.it | MGS Triveneto Ballo/Ballare: La danza è un elemento ricorrente, simbolo di libertà e gioia, come in "Balla... (Remix)" e "Il ballo di San Vito". Sole: Simbolo di energia, speranza e positività, appare in brani come "Sole" e "La mia moto". Amore: Un tema centrale, trattato in molte canzoni, tra cui "A te", una dichiarazione d'amore alla sua compagna. Casa: Rappresenta il concetto di famiglia e appartenenza, come in "Casa mia". Salto: Simbolo di cambiamento e crescita, presente nell'album "Lorenzo 2015 CC.". Ho pensato che quando avrò tempo proverò a fare la lista di frequenza corretta delle parole dei testi di Jovanotti... Ma poi in fondo, ci serve davvero una lista di frequenza fatta correttamente? Forse preferiamo le favole, i racconti... Scusate l'intermezzo pop. Buona giornata, Andrea
caro Andrea, grazie del messaggio, così en passant noto nel tuo messaggio che il chiacchierone attribuisce a Jovanotti una canzone di Vinicio Capossela; e infila un "Donboscoland.it | MGS Triveneto" ma soprattutto come tu scrivi
... sono stati rinforzati nella credenza che ChatGPT sappia quasi tutto e dica la verità. Questa credenza diffusa nel concerto pop ci dice qualcosa sul potere della comunicazione, il potere dei leader, la malleabilità delle masse, la velocità con cui si diffondono le credenze, il desiderio infantile di avere risposte sicure e veloci (dalla mamma e dal papà), il desiderio di conoscenza facile insito in tutti quanti, ecc cioè nel nostro tempo dove per un verso il 'knowledge work' è sempre più specialistico, sulle conoscenze specialistiche chiunque può dire di tutto. e avere più ascolto di chi davvero ne sa. avendo passato la mia vita a insegnare, e quindi a confrontarmi sia tra me sia con i miei interlocutori su come si procede per ragionare bene e costruire conoscenza valida, mi chiedo come possiamo contrastare questa situazione Maurizio
Il 17/04/25 12:44, Andrea Bolioli ha scritto:
ieri sera al concerto (molto bello), Jovanotti ha raccontato : "Ho chiesto a ChatGPT quali sono le parole che ho utilizzato di più nelle mie canzoni. ChatGPT ha risposto "amore", "vita", "mondo", "libertà", "sole"". Dando per scontato che ChatGPT dicesse la cosa giusta, ha approfondito il senso di queste parole per lui. Eravamo tutti contenti.
Se questo dialogo è stato ripetuto per le 6 serate dei concerti torinesi, migliaia di torinesi (dai 14 anni ai 60) sono stati rinforzati nella credenza che ChatGPT sappia quasi tutto e dica la verità. Jovanotti mi ha colto alla sprovvista... Questa credenza diffusa nel concerto pop ci dice qualcosa sul potere della comunicazione, il potere dei leader, la malleabilità delle masse, la velocità con cui si diffondo le credenze, il desiderio infantile di avere risposte sicure e veloci (dalla mamma e dal papà), il desiderio di conoscenza facile insito in tutti quanti, ecc
Ho chiesto a ChatGPT adesso :
"Parole più ricorrenti nei testi di Jovanotti:
Vita: Un tema fondamentale nella sua musica. Jovanotti celebra la vita in tutte le sue sfumature, come nell'inno "Oh vita", dove esprime gratitudine per l'esistenza. Donboscoland.it | MGS Triveneto Ballo/Ballare: La danza è un elemento ricorrente, simbolo di libertà e gioia, come in "Balla... (Remix)" e "Il ballo di San Vito". Sole: Simbolo di energia, speranza e positività, appare in brani come "Sole" e "La mia moto". Amore: Un tema centrale, trattato in molte canzoni, tra cui "A te", una dichiarazione d'amore alla sua compagna. Casa: Rappresenta il concetto di famiglia e appartenenza, come in "Casa mia". Salto: Simbolo di cambiamento e crescita, presente nell'album "Lorenzo 2015 CC.".
Ho pensato che quando avrò tempo proverò a fare la lista di frequenza corretta delle parole dei testi di Jovanotti... Ma poi in fondo, ci serve davvero una lista di frequenza fatta correttamente? Forse preferiamo le favole, i racconti... Scusate l'intermezzo pop.
Buona giornata, Andrea
------------------------------------------------------------------------ the knowledge gap between rich and poor is widening Witten & Bainbridge, How to build a digital library ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana Università del Piemonte Orientale Dipartimento di Studi Umanistici Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
ho un json con l'elenco di tutte le canzoni di jovanotti (non cantate, quelle in cui lui e' registrato come autore) una volta ripulito (e' possibile ci siano duplicazioni), non e' che qualcuno mi aiuterebbe a scaricare tutti i testi e contare le parole ? vorrei farci un articolo per repubblica.. il tema e' rilevante e ne parlo spesso, questo e' un esempio preclaro. chi fosse disponibile, se mi scrive, gli giro il file.. grazie!, s. On 17/04/25 12:44, Andrea Bolioli wrote:
Ciao a tutti,
ieri sera al concerto (molto bello), Jovanotti ha raccontato : "Ho chiesto a ChatGPT quali sono le parole che ho utilizzato di più nelle mie canzoni. ChatGPT ha risposto "amore", "vita", "mondo", "libertà", "sole"". Dando per scontato che ChatGPT dicesse la cosa giusta, ha approfondito il senso di queste parole per lui. Eravamo tutti contenti.
Se questo dialogo è stato ripetuto per le 6 serate dei concerti torinesi, migliaia di torinesi (dai 14 anni ai 60) sono stati rinforzati nella credenza che ChatGPT sappia quasi tutto e dica la verità. Jovanotti mi ha colto alla sprovvista... Questa credenza diffusa nel concerto pop ci dice qualcosa sul potere della comunicazione, il potere dei leader, la malleabilità delle masse, la velocità con cui si diffondo le credenze, il desiderio infantile di avere risposte sicure e veloci (dalla mamma e dal papà), il desiderio di conoscenza facile insito in tutti quanti, ecc
Ho chiesto a ChatGPT adesso :
"Parole più ricorrenti nei testi di Jovanotti:
Vita: Un tema fondamentale nella sua musica. Jovanotti celebra la vita in tutte le sue sfumature, come nell'inno "Oh vita", dove esprime gratitudine per l'esistenza. Donboscoland.it | MGS Triveneto Ballo/Ballare: La danza è un elemento ricorrente, simbolo di libertà e gioia, come in "Balla... (Remix)" e "Il ballo di San Vito". Sole: Simbolo di energia, speranza e positività, appare in brani come "Sole" e "La mia moto". Amore: Un tema centrale, trattato in molte canzoni, tra cui "A te", una dichiarazione d'amore alla sua compagna. Casa: Rappresenta il concetto di famiglia e appartenenza, come in "Casa mia". Salto: Simbolo di cambiamento e crescita, presente nell'album "Lorenzo 2015 CC.".
Ho pensato che quando avrò tempo proverò a fare la lista di frequenza corretta delle parole dei testi di Jovanotti... Ma poi in fondo, ci serve davvero una lista di frequenza fatta correttamente? Forse preferiamo le favole, i racconti... Scusate l'intermezzo pop.
Buona giornata, Andrea
-- You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, no Telegram)
una volta ripulito (e' possibile ci siano duplicazioni), non e' che qualcuno mi aiuterebbe a scaricare tutti i testi e contare le parole ?
ChatGPT ha risposto "amore", "vita", "mondo", "libertà", "sole".
Tre su cinque le ha azzeccate (anche se non in quest'ordine), "libertà" invece è una ... "allucinazione". Ho preso i testi delle canzoni da questo sito [1]. Non so se sono tutte, comunque più di trecento. [mondo] => 446 [amore] => 385 [vita] => 366 [cuore] => 264 [tempo] => 211 [giorno] => 198 [sole] => 185 [notte] => 181 [mare] => 170 [casa] => 163 [gente] => 161 [occhi] => 160 [musica] => 154 [luna] => 147 [cielo] => 139 [ritmo] => 125 [vento] => 122 [terra] => 110 [libertà] => 104 A. [1] https://www.angolotesti.it/J/testi_canzoni_jovanotti_168/tutti.html
Possiamo dire che il risultato di questo bel lavoro ci dice che l'AI lavora sicuramente bene ma che da sola non basta? Io mi sento di dire questo: un ottimo supporto se lo si sa usare bene, da maneggiare con cura e sempre sotto un occhio vigile e attento. Tanti sono stati anche i casi in cui vi siano state allucinazioni legate a sentenze inesistenti citate da colleghi in atti, i quali hanno dichiarato apertamente e candidamente di essersi affidati e fidati in toto di chatGpt, senza procedere ad alcun controllo. Questo fa male e fa male al sistema. Ma ci dice che, almeno per ora, siamo ancora noi uomini (e donne ovviamente) ad essere il fulcro insostituibile. E non è poco. Buona serata Dottore di ricerca in diritto processuale penale Patrocinante in Cassazione ed avanti le giurisdizioni superiori CASTELMARTE (CO) - via Trieste n. 25 MILANO - via Larga n. 8 cell. 00393382435843 tel. 0039031620321 fax 00390289097116 e-mail: avveleonoracolombo@gmail.com posta certificata: eleonora.colombo@pec.it skype: avv.eleonora.colombo www.eclex.eu Le informazioni contenute in questa comunicazione sono riservate e destinate a persone o enti sopra indicati.E' vietato qualsiasi uso, copia e/o diffusione di quanto in essa contenuto sia ai sensi dell'art. 616 c.p., sia ai sensi del D.Lgs 196/03 e del Regolamento UE 2016/679. Se questa comunicazione vi è pervenuta per errore, vi preghiamo di rispondere a questa mail e successivamente cancellarla dal vostro sistema. This email and any file attached hereto are confidential and intended solely for the individual or entity addressed. If you are not the intended recipient, you are notified that any use, dissemination, forwarding, printing or copying of this email is strictly prohibited by Law. If you have received erroneously this email please inform us and permanently erase this message and each and every attachment from your system. Il gio 17 apr 2025, 19:06 Antonio <antonio@piumarossa.it> ha scritto:
una volta ripulito (e' possibile ci siano duplicazioni), non e' che qualcuno mi aiuterebbe a scaricare tutti i testi e contare le parole ?
ChatGPT ha risposto "amore", "vita", "mondo", "libertà", "sole".
Tre su cinque le ha azzeccate (anche se non in quest'ordine), "libertà" invece è una ... "allucinazione". Ho preso i testi delle canzoni da questo sito [1]. Non so se sono tutte, comunque più di trecento.
[mondo] => 446 [amore] => 385 [vita] => 366 [cuore] => 264 [tempo] => 211 [giorno] => 198 [sole] => 185 [notte] => 181 [mare] => 170 [casa] => 163 [gente] => 161 [occhi] => 160 [musica] => 154 [luna] => 147 [cielo] => 139 [ritmo] => 125 [vento] => 122 [terra] => 110 [libertà] => 104
A.
[1] https://www.angolotesti.it/J/testi_canzoni_jovanotti_168/tutti.html
Scusa Eleonora, Il 17 Aprile 2025 19:20:19 UTC, Eleonora Colombo ha scritto:
Possiamo dire che il risultato di questo bel lavoro ci dice che l'AI lavora sicuramente bene ma che da sola non basta?
a ChatGPT sono state richieste, più volte, le 5 parole più frequenti in un certo corpus testuale. La risposta corretta è (assumo che l'analisi di Antonio sia corretta) questa lista: - mondo - amore - vita - cuore - tempo E ChatGPT non ha (ovviamente) risposto tale lista nemmeno una volta. Ovvero ha fornito risposte errate il 100% delle volte. In che senso "l'AI lavora bene"? Non mi viene in mente nessun mestiere in cui sbagliare il 100% delle volte è considerato "lavorare bene". Giacomo
Forse non ho capito bene io ma mi pare non abbia dato tutte parole scorrette, quindi diciamo che parte del lavoro era stato fatto comunque in maniera non errata. In ogni caso, credo che l'AI sia una risorsa non da santificare ma nemmeno da demonizzare. Da prendere con le pinze sicuramente e con un necessario intervento dell'uomo che, ripeto, per fortuna, resta ancora il perno fondamentale. Grazie della risposta e, se posso, colgo l'occasione per augurara una Buona Pasqua. Eleonora Dottore di ricerca in diritto processuale penale Patrocinante in Cassazione ed avanti le giurisdizioni superiori CASTELMARTE (CO) - via Trieste n. 25 MILANO - via Larga n. 8 cell. 00393382435843 tel. 0039031620321 fax 00390289097116 e-mail: avveleonoracolombo@gmail.com posta certificata: eleonora.colombo@pec.it skype: avv.eleonora.colombo www.eclex.eu Le informazioni contenute in questa comunicazione sono riservate e destinate a persone o enti sopra indicati.E' vietato qualsiasi uso, copia e/o diffusione di quanto in essa contenuto sia ai sensi dell'art. 616 c.p., sia ai sensi del D.Lgs 196/03 e del Regolamento UE 2016/679. Se questa comunicazione vi è pervenuta per errore, vi preghiamo di rispondere a questa mail e successivamente cancellarla dal vostro sistema. This email and any file attached hereto are confidential and intended solely for the individual or entity addressed. If you are not the intended recipient, you are notified that any use, dissemination, forwarding, printing or copying of this email is strictly prohibited by Law. If you have received erroneously this email please inform us and permanently erase this message and each and every attachment from your system. Il gio 17 apr 2025, 23:01 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Scusa Eleonora,
Il 17 Aprile 2025 19:20:19 UTC, Eleonora Colombo ha scritto:
Possiamo dire che il risultato di questo bel lavoro ci dice che l'AI lavora sicuramente bene ma che da sola non basta?
a ChatGPT sono state richieste, più volte, le 5 parole più frequenti in un certo corpus testuale.
La risposta corretta è (assumo che l'analisi di Antonio sia corretta) questa lista:
- mondo - amore - vita - cuore - tempo
E ChatGPT non ha (ovviamente) risposto tale lista nemmeno una volta.
Ovvero ha fornito risposte errate il 100% delle volte.
In che senso "l'AI lavora bene"?
Non mi viene in mente nessun mestiere in cui sbagliare il 100% delle volte è considerato "lavorare bene".
Giacomo
In ogni caso, credo che l'AI sia una risorsa non da santificare ma nemmeno da demonizzare. Da prendere con le pinze sicuramente e con un necessario intervento dell'uomo che, ripeto, per fortuna, resta ancora il perno fondamentale.
Oggi, forse, è così, ma siamo proprio sicuri che andando avanti di questo passo si riuscirà sempre ad instillare nelle persone (e nei giudicanti) quel "ragionevole dubbio" che, tu ci insegni, è alla base del diritto? L'aneddoto che ci ha raccontato Andrea ci deve invece far riflettere. Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità assoluta, inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente considerata sovrumana. Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la procedura che ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le occorrenze. Ma non è per niente così, non funziona così. A differenza mia, lui e il suo staff hanno il testo "esatto" e, quindi, in pochi minuti, avrebbe potuto farne calcolare le occorrenze "esatte". Perché ha voluto tirare in ballo ChatGPT? Semplicemente perché va di moda? L'AI (anzi, la ChatAI) è un "giocattolo", diverte tanto quanto i giocattoli parlanti che si regalano ai bambini, ma dopo un po' stancano anche loro. Così come mai a nessuno verrebbe in mente di prendere seriamente quanto detto da un "robot parlante", non capisco (non capiamo) come ciò possa avvenire con un software statistico. Se è una moda, beh, passerà. Ma se con la "scusa" dei datacenter AI, si debbano costruire (anche) reattori nucleari allora no, non è una moda e non passerà. In una delle canzoni più belle di Jovanotti ("Mi fido di te") c'è la frase: "Cosa sei disposto a perdere". Già, cosa siamo disposti a perdere. A.
Concordo su tutta la linea. Si, ormai credo che anche nella vita reale (purtroppo) ragioniamo un po' come se fossimo sui social, cioè per trend. Non credo che Jovanotti, che spesso ragiona su temi di assoluta profondità (indipendentemente dall'essere o meno in accordo con i suoi pensieri), avesse altre ragioni, ma potrei sbagliarmi. Personalmente mi preoccupa leggere, anche in questi giorni, notizie (su cui mi piacerebbe andare un po' più a fondo) di miei Colleghi che citano sentenze inesistenti solo perchè suggerite da ChatGpt e senza farne alcun controllo. Rinnovo anche il pensiero finale di Antonio sulle parole di questa bellissima canzone di Jovanotti: quanto siamo disposti a perdere su tantissime cose, con ChatGpt e non solo mi viene da dire Dottore di ricerca in diritto processuale penale Patrocinante in Cassazione ed avanti le giurisdizioni superiori CASTELMARTE (CO) - via Trieste n. 25 MILANO - via Larga n. 8 cell. 00393382435843 tel. 0039031620321 fax 00390289097116 e-mail: avveleonoracolombo@gmail.com posta certificata: eleonora.colombo@pec.it skype: avv.eleonora.colombo www.eclex.eu Le informazioni contenute in questa comunicazione sono riservate e destinate a persone o enti sopra indicati.E' vietato qualsiasi uso, copia e/o diffusione di quanto in essa contenuto sia ai sensi dell'art. 616 c.p., sia ai sensi del D.Lgs 196/03 e del Regolamento UE 2016/679. Se questa comunicazione vi è pervenuta per errore, vi preghiamo di rispondere a questa mail e successivamente cancellarla dal vostro sistema. This email and any file attached hereto are confidential and intended solely for the individual or entity addressed. If you are not the intended recipient, you are notified that any use, dissemination, forwarding, printing or copying of this email is strictly prohibited by Law. If you have received erroneously this email please inform us and permanently erase this message and each and every attachment from your system. Il giorno ven 18 apr 2025 alle ore 09:13 Antonio <antonio@piumarossa.it> ha scritto:
In ogni caso, credo che l'AI sia una risorsa non da santificare ma nemmeno da demonizzare. Da prendere con le pinze sicuramente e con un necessario intervento dell'uomo che, ripeto, per fortuna, resta ancora il perno fondamentale.
Oggi, forse, è così, ma siamo proprio sicuri che andando avanti di questo passo si riuscirà sempre ad instillare nelle persone (e nei giudicanti) quel "ragionevole dubbio" che, tu ci insegni, è alla base del diritto?
L'aneddoto che ci ha raccontato Andrea ci deve invece far riflettere. Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità assoluta, inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente considerata sovrumana.
Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la procedura che ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le occorrenze. Ma non è per niente così, non funziona così.
A differenza mia, lui e il suo staff hanno il testo "esatto" e, quindi, in pochi minuti, avrebbe potuto farne calcolare le occorrenze "esatte". Perché ha voluto tirare in ballo ChatGPT? Semplicemente perché va di moda?
L'AI (anzi, la ChatAI) è un "giocattolo", diverte tanto quanto i giocattoli parlanti che si regalano ai bambini, ma dopo un po' stancano anche loro. Così come mai a nessuno verrebbe in mente di prendere seriamente quanto detto da un "robot parlante", non capisco (non capiamo) come ciò possa avvenire con un software statistico. Se è una moda, beh, passerà. Ma se con la "scusa" dei datacenter AI, si debbano costruire (anche) reattori nucleari allora no, non è una moda e non passerà.
In una delle canzoni più belle di Jovanotti ("Mi fido di te") c'è la frase: "Cosa sei disposto a perdere". Già, cosa siamo disposti a perdere.
A.
Buongiorno a tutti, grazie mille Antonio per la lista di frequenza, sei stato velocissimo. Se hai raccolto i testi, puoi condividere il "corpus" di Jovanotti? Grazie a Stefano Quintarelli per l'interesse e a tutti per le riflessioni stimolanti. Sono d'accordo in particolare con Antonio: "Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità assoluta, inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente considerata sovrumana. Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la procedura che ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le occorrenze. Ma non è per niente così, non funziona così." Aggiungo che la risposta di GPT era evidentemente verosimile e "consolatoria": ha scritto una cosa che ha fatto piacere a Jovanotti e poi a tutti quelli che erano al concerto. Ci ha anche stimolato a riflettere. L'interazione con GPT ha qualcosa di simile con l'interazione che abbiamo avuto per anni con la TV broadcasting: non si sapeva come funzionasse, tutti quanti la guardavamo e pensavamo che dicesse la verità o comunque cose autorevoli. Ancora adesso è così in molti Paesi, la TV unica parla con autorevolezza. GPT ha molta autorevolezza. Oltre ad essere, per molti, divertente, utile, interessante, colto, meraviglioso, o perlomeno stimolante. Buona Pasqua, Andrea On Fri, Apr 18, 2025 at 9:33 AM Eleonora Colombo < avveleonoracolombo@gmail.com> wrote:
Concordo su tutta la linea. Si, ormai credo che anche nella vita reale (purtroppo) ragioniamo un po' come se fossimo sui social, cioè per trend. Non credo che Jovanotti, che spesso ragiona su temi di assoluta profondità (indipendentemente dall'essere o meno in accordo con i suoi pensieri), avesse altre ragioni, ma potrei sbagliarmi.
Personalmente mi preoccupa leggere, anche in questi giorni, notizie (su cui mi piacerebbe andare un po' più a fondo) di miei Colleghi che citano sentenze inesistenti solo perchè suggerite da ChatGpt e senza farne alcun controllo.
Rinnovo anche il pensiero finale di Antonio sulle parole di questa bellissima canzone di Jovanotti: quanto siamo disposti a perdere su tantissime cose, con ChatGpt e non solo mi viene da dire
Dottore di ricerca in diritto processuale penale Patrocinante in Cassazione ed avanti le giurisdizioni superiori
CASTELMARTE (CO) - via Trieste n. 25
MILANO - via Larga n. 8
cell. 00393382435843
tel. 0039031620321
fax 00390289097116
e-mail: avveleonoracolombo@gmail.com
posta certificata: eleonora.colombo@pec.it skype: avv.eleonora.colombo
www.eclex.eu
Le informazioni contenute in questa comunicazione sono riservate e destinate a persone o enti sopra indicati.E' vietato qualsiasi uso, copia e/o diffusione di quanto in essa contenuto sia ai sensi dell'art. 616 c.p., sia ai sensi del D.Lgs 196/03 e del Regolamento UE 2016/679. Se questa comunicazione vi è pervenuta per errore, vi preghiamo di rispondere a questa mail e successivamente cancellarla dal vostro sistema.
This email and any file attached hereto are confidential and intended solely for the individual or entity addressed. If you are not the intended recipient, you are notified that any use, dissemination, forwarding, printing or copying of this email is strictly prohibited by Law. If you have received erroneously this email please inform us and permanently erase this message and each and every attachment from your system.
Il giorno ven 18 apr 2025 alle ore 09:13 Antonio <antonio@piumarossa.it> ha scritto:
In ogni caso, credo che l'AI sia una risorsa non da santificare ma nemmeno da demonizzare. Da prendere con le pinze sicuramente e con un necessario intervento dell'uomo che, ripeto, per fortuna, resta ancora il perno fondamentale.
Oggi, forse, è così, ma siamo proprio sicuri che andando avanti di questo passo si riuscirà sempre ad instillare nelle persone (e nei giudicanti) quel "ragionevole dubbio" che, tu ci insegni, è alla base del diritto?
L'aneddoto che ci ha raccontato Andrea ci deve invece far riflettere. Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità assoluta, inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente considerata sovrumana.
Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la procedura che ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le occorrenze. Ma non è per niente così, non funziona così.
A differenza mia, lui e il suo staff hanno il testo "esatto" e, quindi, in pochi minuti, avrebbe potuto farne calcolare le occorrenze "esatte". Perché ha voluto tirare in ballo ChatGPT? Semplicemente perché va di moda?
L'AI (anzi, la ChatAI) è un "giocattolo", diverte tanto quanto i giocattoli parlanti che si regalano ai bambini, ma dopo un po' stancano anche loro. Così come mai a nessuno verrebbe in mente di prendere seriamente quanto detto da un "robot parlante", non capisco (non capiamo) come ciò possa avvenire con un software statistico. Se è una moda, beh, passerà. Ma se con la "scusa" dei datacenter AI, si debbano costruire (anche) reattori nucleari allora no, non è una moda e non passerà.
In una delle canzoni più belle di Jovanotti ("Mi fido di te") c'è la frase: "Cosa sei disposto a perdere". Già, cosa siamo disposti a perdere.
A.
Sarebbe interessante testare il dataset anche su altri LLM e tentare un benchmarking/explanation mediante Chain of Thought. Testarlo mediante diversi pattern di prompt e fare un assessment. E' un ottimo caso d'uso da portare nelle scuole per formare le nuove generazioni all'utilizzo dell'AI generativa (semmai non su Jovanotti :-). mp Il 18/04/2025 12:50, Andrea Bolioli ha scritto:
Buongiorno a tutti,
grazie mille Antonio per la lista di frequenza, sei stato velocissimo. Se hai raccolto i testi, puoi condividere il "corpus" di Jovanotti? Grazie a Stefano Quintarelli per l'interesse e a tutti per le riflessioni stimolanti.
Sono d'accordo in particolare con Antonio: "Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità assoluta, inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente considerata sovrumana. Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la procedura che ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le occorrenze. Ma non è per niente così, non funziona così." Aggiungo che la risposta di GPT era evidentemente verosimile e "consolatoria": ha scritto una cosa che ha fatto piacere a Jovanotti e poi a tutti quelli che erano al concerto. Ci ha anche stimolato a riflettere.
L'interazione con GPT ha qualcosa di simile con l'interazione che abbiamo avuto per anni con la TV broadcasting: non si sapeva come funzionasse, tutti quanti la guardavamo e pensavamo che dicesse la verità o comunque cose autorevoli. Ancora adesso è così in molti Paesi, la TV unica parla con autorevolezza. GPT ha molta autorevolezza. Oltre ad essere, per molti, divertente, utile, interessante, colto, meraviglioso, o perlomeno stimolante.
Buona Pasqua, Andrea
On Fri, Apr 18, 2025 at 9:33 AM Eleonora Colombo <avveleonoracolombo@gmail.com> wrote:
Concordo su tutta la linea. Si, ormai credo che anche nella vita reale (purtroppo) ragioniamo un po' come se fossimo sui social, cioè per trend. Non credo che Jovanotti, che spesso ragiona su temi di assoluta profondità (indipendentemente dall'essere o meno in accordo con i suoi pensieri), avesse altre ragioni, ma potrei sbagliarmi.
Personalmente mi preoccupa leggere, anche in questi giorni, notizie (su cui mi piacerebbe andare un po' più a fondo) di miei Colleghi che citano sentenze inesistenti solo perchè suggerite da ChatGpt e senza farne alcun controllo.
Rinnovo anche il pensiero finale di Antonio sulle parole di questa bellissima canzone di Jovanotti: quanto siamo disposti a perdere su tantissime cose, con ChatGpt e non solo mi viene da dire
Dottore di ricerca in diritto processuale penale Patrocinante in Cassazione ed avanti le giurisdizioni superiori
CASTELMARTE (CO) - via Trieste n. 25
MILANO - via Larga n. 8
cell. 00393382435843
tel. 0039031620321
fax 00390289097116
e-mail: avveleonoracolombo@gmail.com
posta certificata: eleonora.colombo@pec.it
skype: avv.eleonora.colombo
www.eclex.eu <http://www.eclex.eu>
Le informazioni contenute in questa comunicazione sono riservate e destinate a persone o enti sopra indicati.E' vietato qualsiasi uso, copia e/o diffusione di quanto in essa contenuto sia ai sensi dell'art. 616 c.p., sia ai sensi del D.Lgs 196/03 e del Regolamento UE 2016/679. Se questa comunicazione vi è pervenuta per errore, vi preghiamo di rispondere a questa mail e successivamente cancellarla dal vostro sistema.
This email and any file attached hereto are confidential and intended solely for the individual or entity addressed. If you are not the intended recipient, you are notified that any use, dissemination, forwarding, printing or copying of this email is strictly prohibited by Law. If you have received erroneously this email please inform us and permanently erase this message and each and every attachment from your system.
Il giorno ven 18 apr 2025 alle ore 09:13 Antonio <antonio@piumarossa.it> ha scritto:
> In ogni caso, credo che l'AI sia una risorsa non da santificare ma nemmeno > da demonizzare. Da prendere con le pinze sicuramente e con un necessario > intervento dell'uomo che, ripeto, per fortuna, resta ancora il perno > fondamentale.
Oggi, forse, è così, ma siamo proprio sicuri che andando avanti di questo passo si riuscirà sempre ad instillare nelle persone (e nei giudicanti) quel "ragionevole dubbio" che, tu ci insegni, è alla base del diritto?
L'aneddoto che ci ha raccontato Andrea ci deve invece far riflettere. Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità assoluta, inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente considerata sovrumana.
Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la procedura che ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le occorrenze. Ma non è per niente così, non funziona così.
A differenza mia, lui e il suo staff hanno il testo "esatto" e, quindi, in pochi minuti, avrebbe potuto farne calcolare le occorrenze "esatte". Perché ha voluto tirare in ballo ChatGPT? Semplicemente perché va di moda?
L'AI (anzi, la ChatAI) è un "giocattolo", diverte tanto quanto i giocattoli parlanti che si regalano ai bambini, ma dopo un po' stancano anche loro. Così come mai a nessuno verrebbe in mente di prendere seriamente quanto detto da un "robot parlante", non capisco (non capiamo) come ciò possa avvenire con un software statistico. Se è una moda, beh, passerà. Ma se con la "scusa" dei datacenter AI, si debbano costruire (anche) reattori nucleari allora no, non è una moda e non passerà.
In una delle canzoni più belle di Jovanotti ("Mi fido di te") c'è la frase: "Cosa sei disposto a perdere". Già, cosa siamo disposti a perdere.
A.
-- =================================== Full professor of Legal Informatics Department of Legal Studies Alma Mater Studiorum Università di Bologna Alma-AI Head of Unit of Research “AI for Law and Governance” Coordinator of PhD International Programme Law, Science and Technology President of International Association for Artificial Intelligence and Law Member of the Scientific Committee of the Società Italiana di Filosofia del Diritto Winner of ERC HyperModeLex:https://site.unibo.it/hypermodelex/en Palazzo Dal Monte Gaudenzi - Via Galliera, 3 I - 40121 BOLOGNA (ITALY) Tel +39 051 277217 Fax +39 051 260782 E-mailmonica.palmirani@unibo.it https://www.unibo.it/sitoweb/monica.palmirani ====================================
Si sarebbe un lavoro molto interessante su cui riflettere sui risultati Dottore di ricerca in diritto processuale penale Patrocinante in Cassazione ed avanti le giurisdizioni superiori CASTELMARTE (CO) - via Trieste n. 25 MILANO - via Larga n. 8 cell. 00393382435843 tel. 0039031620321 fax 00390289097116 e-mail: avveleonoracolombo@gmail.com posta certificata: eleonora.colombo@pec.it skype: avv.eleonora.colombo www.eclex.eu Le informazioni contenute in questa comunicazione sono riservate e destinate a persone o enti sopra indicati.E' vietato qualsiasi uso, copia e/o diffusione di quanto in essa contenuto sia ai sensi dell'art. 616 c.p., sia ai sensi del D.Lgs 196/03 e del Regolamento UE 2016/679. Se questa comunicazione vi è pervenuta per errore, vi preghiamo di rispondere a questa mail e successivamente cancellarla dal vostro sistema. This email and any file attached hereto are confidential and intended solely for the individual or entity addressed. If you are not the intended recipient, you are notified that any use, dissemination, forwarding, printing or copying of this email is strictly prohibited by Law. If you have received erroneously this email please inform us and permanently erase this message and each and every attachment from your system. Il ven 18 apr 2025, 12:59 monica.palmirani <monica.palmirani@unibo.it> ha scritto:
Sarebbe interessante testare il dataset anche su altri LLM e tentare un benchmarking/explanation mediante Chain of Thought. Testarlo mediante diversi pattern di prompt e fare un assessment.
E' un ottimo caso d'uso da portare nelle scuole per formare le nuove generazioni all'utilizzo dell'AI generativa (semmai non su Jovanotti :-).
mp Il 18/04/2025 12:50, Andrea Bolioli ha scritto:
Buongiorno a tutti,
grazie mille Antonio per la lista di frequenza, sei stato velocissimo. Se hai raccolto i testi, puoi condividere il "corpus" di Jovanotti? Grazie a Stefano Quintarelli per l'interesse e a tutti per le riflessioni stimolanti.
Sono d'accordo in particolare con Antonio: "Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità assoluta, inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente considerata sovrumana. Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la procedura che ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le occorrenze. Ma non è per niente così, non funziona così." Aggiungo che la risposta di GPT era evidentemente verosimile e "consolatoria": ha scritto una cosa che ha fatto piacere a Jovanotti e poi a tutti quelli che erano al concerto. Ci ha anche stimolato a riflettere.
L'interazione con GPT ha qualcosa di simile con l'interazione che abbiamo avuto per anni con la TV broadcasting: non si sapeva come funzionasse, tutti quanti la guardavamo e pensavamo che dicesse la verità o comunque cose autorevoli. Ancora adesso è così in molti Paesi, la TV unica parla con autorevolezza. GPT ha molta autorevolezza. Oltre ad essere, per molti, divertente, utile, interessante, colto, meraviglioso, o perlomeno stimolante.
Buona Pasqua, Andrea
On Fri, Apr 18, 2025 at 9:33 AM Eleonora Colombo < avveleonoracolombo@gmail.com> wrote:
Concordo su tutta la linea. Si, ormai credo che anche nella vita reale (purtroppo) ragioniamo un po' come se fossimo sui social, cioè per trend. Non credo che Jovanotti, che spesso ragiona su temi di assoluta profondità (indipendentemente dall'essere o meno in accordo con i suoi pensieri), avesse altre ragioni, ma potrei sbagliarmi.
Personalmente mi preoccupa leggere, anche in questi giorni, notizie (su cui mi piacerebbe andare un po' più a fondo) di miei Colleghi che citano sentenze inesistenti solo perchè suggerite da ChatGpt e senza farne alcun controllo.
Rinnovo anche il pensiero finale di Antonio sulle parole di questa bellissima canzone di Jovanotti: quanto siamo disposti a perdere su tantissime cose, con ChatGpt e non solo mi viene da dire
Dottore di ricerca in diritto processuale penale Patrocinante in Cassazione ed avanti le giurisdizioni superiori
CASTELMARTE (CO) - via Trieste n. 25
MILANO - via Larga n. 8
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Le informazioni contenute in questa comunicazione sono riservate e destinate a persone o enti sopra indicati.E' vietato qualsiasi uso, copia e/o diffusione di quanto in essa contenuto sia ai sensi dell'art. 616 c.p., sia ai sensi del D.Lgs 196/03 e del Regolamento UE 2016/679. Se questa comunicazione vi è pervenuta per errore, vi preghiamo di rispondere a questa mail e successivamente cancellarla dal vostro sistema.
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Il giorno ven 18 apr 2025 alle ore 09:13 Antonio <antonio@piumarossa.it> ha scritto:
In ogni caso, credo che l'AI sia una risorsa non da santificare ma nemmeno da demonizzare. Da prendere con le pinze sicuramente e con un necessario intervento dell'uomo che, ripeto, per fortuna, resta ancora il perno fondamentale.
Oggi, forse, è così, ma siamo proprio sicuri che andando avanti di questo passo si riuscirà sempre ad instillare nelle persone (e nei giudicanti) quel "ragionevole dubbio" che, tu ci insegni, è alla base del diritto?
L'aneddoto che ci ha raccontato Andrea ci deve invece far riflettere. Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità assoluta, inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente considerata sovrumana.
Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la procedura che ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le occorrenze. Ma non è per niente così, non funziona così.
A differenza mia, lui e il suo staff hanno il testo "esatto" e, quindi, in pochi minuti, avrebbe potuto farne calcolare le occorrenze "esatte". Perché ha voluto tirare in ballo ChatGPT? Semplicemente perché va di moda?
L'AI (anzi, la ChatAI) è un "giocattolo", diverte tanto quanto i giocattoli parlanti che si regalano ai bambini, ma dopo un po' stancano anche loro. Così come mai a nessuno verrebbe in mente di prendere seriamente quanto detto da un "robot parlante", non capisco (non capiamo) come ciò possa avvenire con un software statistico. Se è una moda, beh, passerà. Ma se con la "scusa" dei datacenter AI, si debbano costruire (anche) reattori nucleari allora no, non è una moda e non passerà.
In una delle canzoni più belle di Jovanotti ("Mi fido di te") c'è la frase: "Cosa sei disposto a perdere". Già, cosa siamo disposti a perdere.
A.
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Grazie mille Antonio per il corpus. Anche "oh" è molto frequente (tra "mondo" e "amore") : non è un nome semanticamente rilevante ma ci dice qualcosa sulle canzoni di Jovanotti . Allora non ho potuto non chiedere a GPT un parere al riguardo: "Nei testi delle sue canzoni, Jovanotti usa spesso "oh", oltre a "mondo" e "amore". Che ne dici? ChatGPT said: Assolutamente sì! Jovanotti è famosissimo per il suo stile entusiasta, quasi "esclamativo", e parole come *"oh"* sono proprio parte del suo modo di comunicare energia, sorpresa, gioia o intensità emotiva. È come se dicesse: “Ehi, guarda qui, senti questo!” Poi ci sono i suoi grandi temi ricorrenti, e hai beccato i più forti: - *"Mondo"*: Jovanotti ha sempre avuto una visione globale, curiosa, aperta. In molte sue canzoni il "mondo" è un luogo da scoprire, da amare, da vivere pienamente. Pensiamo a *"L'ombelico del mondo"* o *"Questo è il mio mondo"*. - *"Amore"*: è quasi onnipresente. Ma non solo in senso romantico: per lui l’amore è forza universale, connessione tra le persone, motore di cambiamento. E tornando a *"oh"*, non è solo un intercalare: è anche ritmo, è suono, è musicalità. In un pezzo come *"Penso positivo"*, ad esempio, quell’"oh" diventa quasi un coro trascinante." Che dire, le sa tutte, maledetto GPT ;-) Buone feste, Andrea On Fri, Apr 18, 2025 at 1:45 PM Eleonora Colombo < avveleonoracolombo@gmail.com> wrote:
Si sarebbe un lavoro molto interessante su cui riflettere sui risultati
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Il ven 18 apr 2025, 12:59 monica.palmirani <monica.palmirani@unibo.it> ha scritto:
Sarebbe interessante testare il dataset anche su altri LLM e tentare un benchmarking/explanation mediante Chain of Thought. Testarlo mediante diversi pattern di prompt e fare un assessment.
E' un ottimo caso d'uso da portare nelle scuole per formare le nuove generazioni all'utilizzo dell'AI generativa (semmai non su Jovanotti :-).
mp Il 18/04/2025 12:50, Andrea Bolioli ha scritto:
Buongiorno a tutti,
grazie mille Antonio per la lista di frequenza, sei stato velocissimo. Se hai raccolto i testi, puoi condividere il "corpus" di Jovanotti? Grazie a Stefano Quintarelli per l'interesse e a tutti per le riflessioni stimolanti.
Sono d'accordo in particolare con Antonio: "Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità assoluta, inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente considerata sovrumana. Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la procedura che ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le occorrenze. Ma non è per niente così, non funziona così." Aggiungo che la risposta di GPT era evidentemente verosimile e "consolatoria": ha scritto una cosa che ha fatto piacere a Jovanotti e poi a tutti quelli che erano al concerto. Ci ha anche stimolato a riflettere.
L'interazione con GPT ha qualcosa di simile con l'interazione che abbiamo avuto per anni con la TV broadcasting: non si sapeva come funzionasse, tutti quanti la guardavamo e pensavamo che dicesse la verità o comunque cose autorevoli. Ancora adesso è così in molti Paesi, la TV unica parla con autorevolezza. GPT ha molta autorevolezza. Oltre ad essere, per molti, divertente, utile, interessante, colto, meraviglioso, o perlomeno stimolante.
Buona Pasqua, Andrea
On Fri, Apr 18, 2025 at 9:33 AM Eleonora Colombo < avveleonoracolombo@gmail.com> wrote:
Concordo su tutta la linea. Si, ormai credo che anche nella vita reale (purtroppo) ragioniamo un po' come se fossimo sui social, cioè per trend. Non credo che Jovanotti, che spesso ragiona su temi di assoluta profondità (indipendentemente dall'essere o meno in accordo con i suoi pensieri), avesse altre ragioni, ma potrei sbagliarmi.
Personalmente mi preoccupa leggere, anche in questi giorni, notizie (su cui mi piacerebbe andare un po' più a fondo) di miei Colleghi che citano sentenze inesistenti solo perchè suggerite da ChatGpt e senza farne alcun controllo.
Rinnovo anche il pensiero finale di Antonio sulle parole di questa bellissima canzone di Jovanotti: quanto siamo disposti a perdere su tantissime cose, con ChatGpt e non solo mi viene da dire
Dottore di ricerca in diritto processuale penale Patrocinante in Cassazione ed avanti le giurisdizioni superiori
CASTELMARTE (CO) - via Trieste n. 25
MILANO - via Larga n. 8
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tel. 0039031620321
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Il giorno ven 18 apr 2025 alle ore 09:13 Antonio <antonio@piumarossa.it> ha scritto:
In ogni caso, credo che l'AI sia una risorsa non da santificare ma nemmeno da demonizzare. Da prendere con le pinze sicuramente e con un necessario intervento dell'uomo che, ripeto, per fortuna, resta ancora il perno fondamentale.
Oggi, forse, è così, ma siamo proprio sicuri che andando avanti di questo passo si riuscirà sempre ad instillare nelle persone (e nei giudicanti) quel "ragionevole dubbio" che, tu ci insegni, è alla base del diritto?
L'aneddoto che ci ha raccontato Andrea ci deve invece far riflettere. Jovanotti non ha preso con le pinze la risposta di ChatGPT, non si è posto il dubbio che l'AI possa aver detto fesserie, l'ha data come verità assoluta, inequivocabile, perché prodotta da una intelligenza evidentemente considerata sovrumana.
Probabilmente ha pensato che ChatGPT abbia effettivamente eseguito la procedura che ho fatto io, ovvero scaricare da qualche parte i testi e calcolarne le occorrenze. Ma non è per niente così, non funziona così.
A differenza mia, lui e il suo staff hanno il testo "esatto" e, quindi, in pochi minuti, avrebbe potuto farne calcolare le occorrenze "esatte". Perché ha voluto tirare in ballo ChatGPT? Semplicemente perché va di moda?
L'AI (anzi, la ChatAI) è un "giocattolo", diverte tanto quanto i giocattoli parlanti che si regalano ai bambini, ma dopo un po' stancano anche loro. Così come mai a nessuno verrebbe in mente di prendere seriamente quanto detto da un "robot parlante", non capisco (non capiamo) come ciò possa avvenire con un software statistico. Se è una moda, beh, passerà. Ma se con la "scusa" dei datacenter AI, si debbano costruire (anche) reattori nucleari allora no, non è una moda e non passerà.
In una delle canzoni più belle di Jovanotti ("Mi fido di te") c'è la frase: "Cosa sei disposto a perdere". Già, cosa siamo disposti a perdere.
A.
-- =================================== Full professor of Legal Informatics Department of Legal Studies Alma Mater Studiorum Università di Bologna Alma-AI Head of Unit of Research “AI for Law and Governance” Coordinator of PhD International Programme Law, Science and Technology President of International Association for Artificial Intelligence and Law Member of the Scientific Committee of the Società Italiana di Filosofia del Diritto Winner of ERC HyperModeLex: https://site.unibo.it/hypermodelex/en Palazzo Dal Monte Gaudenzi - Via Galliera, 3 I - 40121 BOLOGNA (ITALY) Tel +39 051 277217 Fax +39 051 260782 E-mail monica.palmirani@unibo.ithttps://www.unibo.it/sitoweb/monica.palmirani ====================================
Il 18/04/2025 12:59, monica.palmirani ha scritto:
E' un ottimo caso d'uso da portare nelle scuole per formare le nuove generazioni all'utilizzo dell'AI generativa (semmai non su Jovanotti :-).
Ecco, io non sono così convinto che in una scuola che non riesce più nemmeno a fornire un'istruzione di base di buona qualità abbia senso perdere tempo a "formare le nuove generazioni all'utilizzo dell'IA generativa". Perché dovremmo fornire ulteriore forza lavoro gratuita a multinazionali che non vedono l'ora di rivenderci ciò che forse riusciranno a realizzare col nostro aiuto? Ho discusso diverse volte le mie perplessità dell'uso dell'IA generativa nella scuola, questo è un esempio https://www.startmag.it/innovazione/il-ciclone-chatgpt-e-la-scuola-5-punti-c... Il che non vuol dire nasconderla o far finta che non esista, sia ben chiaro. Nell'ambito di una generale educazione ai temi della "consapevolezza digitale" ci può stare il parlare di questi strumenti, così come si parla dei pregiudizi e stereotipi che possono essere codificarti in tutti i sistemi informatici. Ciao, Enrico -- -- EN https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html ====================================================== Prof. Enrico Nardelli Past President di "Informatics Europe" Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: https://link-and-think.blogspot.it/ tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont ====================================================== --
Ho letto il tuo articolo, molto interessante, e concordo che è proprio per creare strumenti di "cittadinanza digitale" attiva e non passiva che occorre fare casi d'uso nelle scuole in grado di far comprendere limiti, rischi, bias, discriminazioni della GenAI. Il fenomeno difficilmente si arresterà, meglio educare all'uso consapevole e creare antidoti. UNIBO ha iniziato una campagna di sensibilizzazione interna, rivolta a docenti, ricercatori, studenti, amministrativi ed ha elaborato delle Policy per un uso etico e responsabile dell’Intelligenza Artificiale Generativa nelle attività di didattica e ricerca <https://www.unibo.it/it/allegati/policy-per-un-uso-etico-e-responsabile-dell...>: https://www.unibo.it/it/ateneo/chi-siamo/intelligenza-artificiale/intelligen... m. Il 18/04/2025 20:14, Enrico Nardelli ha scritto:
Il 18/04/2025 12:59, monica.palmirani ha scritto:
E' un ottimo caso d'uso da portare nelle scuole per formare le nuove generazioni all'utilizzo dell'AI generativa (semmai non su Jovanotti :-).
Ecco, io non sono così convinto che in una scuola che non riesce più nemmeno a fornire un'istruzione di base di buona qualità abbia senso perdere tempo a "formare le nuove generazioni all'utilizzo dell'IA generativa".
Perché dovremmo fornire ulteriore forza lavoro gratuita a multinazionali che non vedono l'ora di rivenderci ciò che forse riusciranno a realizzare col nostro aiuto? Ho discusso diverse volte le mie perplessità dell'uso dell'IA generativa nella scuola, questo è un esempio https://www.startmag.it/innovazione/il-ciclone-chatgpt-e-la-scuola-5-punti-c...
Il che non vuol dire nasconderla o far finta che non esista, sia ben chiaro. Nell'ambito di una generale educazione ai temi della "consapevolezza digitale" ci può stare il parlare di questi strumenti, così come si parla dei pregiudizi e stereotipi che possono essere codificarti in tutti i sistemi informatici.
Ciao, Enrico
--
-- EN
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Grazie Monica per le informazioni. Un punto che viene troppo spesso sottovalutato da tanti è che una cosa è l'uso di GenAI che si può fare all'università (meritoria l'iniziativa del tuo ateneo), una questione completamente diversa è il suo utilizzo nel mondo della scuola (in cui vedo una forte pressione verso il suo uso, che può essere secondo me deleterio per menti che si stanno ancora formando). Ho scorso solo sommariamente la vostra policy e ho notato che in alcuni casi si richiede la citazione dell'uso di GenAI e in altri no e non mi sono chiare le motivazioni per l'una o l'altra scelta. Quando rappresento i miei dati con un grafico 3-D non mi si chiede se ho usato un foglio elettronico o un altro strumento di visualizzazione. Perché chiedere in casi analoghi la dichiarazione dell'uso di uno strumento di GenAI? La mia visione sull'uso di GenAI (di cui non sono un grande fan) è infatti molto più laica: se uno la vuole usare è sua facoltà dichiarare se e come l'ha usata, dal momento che la responsabilità finale è comunque interamente sua e il prodotto finito potrebbe essere anche abbastanza diverso da ciò che lo strumento di GenAI ha inizialmente prodotto. Ad esempio, chi di noi in passato (una volta arrivati i motori di ricerca, ovviamente) per gli esercizi d'esame non ha "fatto un giro" sulle pagine di colleghi in tutto il mondo per trovare ispirazione e poi produrre i suoi esercizi? Adesso con GenAI si può fare più rapidamente ma mi sembra concettualmente lo stesso processo. Alla fin fine, ciò che conta è se uno usa il risultato dello strumento solo come ispirazione o lo prende in modo letterale. Chiaramente, le mie osservazioni si riferiscono allo stretto ambito di ricerca e didattica universitaria. Per tutto l'enorme settore della creazioni di "opere dell'ingegno" mi rendo conto che il discorso è molto più complicato e delicato. Ciao, Enrico Il 18/04/2025 20:38, monica.palmirani ha scritto:
Ho letto il tuo articolo, molto interessante, e concordo che è proprio per creare strumenti di "cittadinanza digitale" attiva e non passiva che occorre fare casi d'uso nelle scuole in grado di far comprendere limiti, rischi, bias, discriminazioni della GenAI.
Il fenomeno difficilmente si arresterà, meglio educare all'uso consapevole e creare antidoti.
UNIBO ha iniziato una campagna di sensibilizzazione interna, rivolta a docenti, ricercatori, studenti, amministrativi ed ha elaborato delle Policy per un uso etico e responsabile dell’Intelligenza Artificiale Generativa nelle attività di didattica e ricerca <https://www.unibo.it/it/allegati/policy-per-un-uso-etico-e-responsabile-dell...>: https://www.unibo.it/it/ateneo/chi-siamo/intelligenza-artificiale/intelligen...
m.
Il 18/04/2025 20:14, Enrico Nardelli ha scritto:
Il 18/04/2025 12:59, monica.palmirani ha scritto:
E' un ottimo caso d'uso da portare nelle scuole per formare le nuove generazioni all'utilizzo dell'AI generativa (semmai non su Jovanotti :-).
Ecco, io non sono così convinto che in una scuola che non riesce più nemmeno a fornire un'istruzione di base di buona qualità abbia senso perdere tempo a "formare le nuove generazioni all'utilizzo dell'IA generativa".
Perché dovremmo fornire ulteriore forza lavoro gratuita a multinazionali che non vedono l'ora di rivenderci ciò che forse riusciranno a realizzare col nostro aiuto? Ho discusso diverse volte le mie perplessità dell'uso dell'IA generativa nella scuola, questo è un esempio https://www.startmag.it/innovazione/il-ciclone-chatgpt-e-la-scuola-5-punti-c...
Il che non vuol dire nasconderla o far finta che non esista, sia ben chiaro. Nell'ambito di una generale educazione ai temi della "consapevolezza digitale" ci può stare il parlare di questi strumenti, così come si parla dei pregiudizi e stereotipi che possono essere codificarti in tutti i sistemi informatici.
Ciao, Enrico
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https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
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-- =================================== Full professor of Legal Informatics Department of Legal Studies Alma Mater Studiorum Università di Bologna Alma-AI Head of Unit of Research “AI for Law and Governance” Coordinator of PhD International Programme Law, Science and Technology President of International Association for Artificial Intelligence and Law Member of the Scientific Committee of the Società Italiana di Filosofia del Diritto Winner of ERC HyperModeLex:https://site.unibo.it/hypermodelex/en Palazzo Dal Monte Gaudenzi - Via Galliera, 3 I - 40121 BOLOGNA (ITALY) Tel +39 051 277217 Fax +39 051 260782 E-mailmonica.palmirani@unibo.it https://www.unibo.it/sitoweb/monica.palmirani ==================================== --
-- EN https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html ====================================================== Prof. Enrico Nardelli Past President di "Informatics Europe" Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: https://link-and-think.blogspot.it/ tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont ====================================================== --
Ciao Enrico, Il 21 Aprile 2025 18:19:14 UTC, Enrico Nardelli ha scritto:
Quando rappresento i miei dati con un grafico 3-D non mi si chiede se ho usato un foglio elettronico o un altro strumento di visualizzazione. Perché chiedere in casi analoghi la dichiarazione dell'uso di uno strumento di GenAI?
Onestamente mi sembra un parallelo azzardato. (a meno di bug) Un foglio di calcolo produce risultati esclusivamente dipendenti dai dati forniti in input, cui vengono applicati algoritmi noti. I sistemi di GenAI SaaS introducono variabili nascoste (pseudocasuali o meno) ignote all'utente che, omesse nell'output, rendono il processo non riproducibile. E anche quando usati offline e senza variabili preudocasuali aggiuntive, questi software applicano algoritmi ignoti a chi li esegue. Rispetto al foglio di calcolo si pongono dunque due problemi, uno "contenutistico" e l'altro didattico - l'elevata probabilità di risultati errati (artefatti) - l'irrilevanza della competenze acquisite anche in presenza di contenuti corretti.
se uno la vuole usare è sua facoltà dichiarare se e come l'ha usata, dal momento che la responsabilità finale è comunque interamente sua
Sì, la prima differenza può essere razionalizzata attraverso la presunta responsabilità che lo studente si assume. Ma come razionalizzare le competenze non acquisite dagli studenti universitari?
Ad esempio, chi di noi in passato (una volta arrivati i motori di ricerca, ovviamente) per gli esercizi d'esame non ha "fatto un giro" sulle pagine di colleghi in tutto il mondo per trovare ispirazione e poi produrre i suoi esercizi?
Anche questo è un paragone azzardato, seppur meno. Sì un LLM non è altro che un archivio compresso con perdita dei testi usati per programmarlo statisticamente. Ma quel "con perdita" non è li a caso. Poi usarlo per "trarre ispirazione" (pur ignorando da cosa) rispetto a domande ed esercizi che comunque scrivi tu non causerà grossi danni. Richiederà semplicemente _più_ tempo che usare farina del tuo sacco. Usarlo invece per velocizzare la produzione di esercizi, invece sì. Ricordo sempre come l'esame di stato per medicina sia composto di migliaia di domande a scelta multipla corrette automaticamente da un software... nel cui database una frazione rilevante delle risposte è notoriamente sbagliata. I candidati sono costretti a studiare a memoria le risposte errate, sapendole errate, per superare l'esame. E non è possibile correggerli per evitare i ricorsi. Domande e risposte che peraltro saranno sicuramente finiti nei vari LLM. Ora tu pensa ad un docente universitario di medicina che pensa di velocizzare l'incombenza di preparare un test d'esame affidandosi ad una GenAI! E pensa se quell'output finisse a sua volta in un test d'esame standardizzato!
Adesso con GenAI si può fare più rapidamente ma mi sembra concettualmente lo stesso processo.
A meno degli artefatti di compressione, appunto. Giacomo
Grazie Giacomo a me è chiaro che gli strumenti di GenAI, fanno un po' come ca...volo gli pare, però - ripeto - se io sto visualizzando dei dati, il fatto che il grafico di visualizzazione sia generato con uno strumento GenAI non è secondo me un elemento interessante. Ciò che è rilevante è quali sono i dati e quali sono i metodi con cui li ho ottenuti e se il grafico aderisce a questi dati. Sono i dati a dover essere riproducibili, il grafico è solo una modalità per la loro comunicazione. La modalità può essere fuorviante (tutti sappiamo come si può mentire con un bel grafico), ma questo è compito del revisore osservarlo e chiedere all'autore una modifica: il tutto è indipendente dallo strumento usato per generare la visualizzazione. Anche quando uno non sa usare un foglio elettronico può generare visualizzazioni incoerenti con i dati. Sul problema dell'ispirazione, penso che ognuno sia libero di farsi ispirare da quello che ritiene più utile per sé stesso e che ritiene gli sia utile. Di nuovo, la responsabilità è della persona che produce il risultato. Il fatto che l'esame di stato per medicina sia composto di migliaia di domande a scelta multipla in cui una frazione rilevante delle risposte è notoriamente sbagliata, ma gli studenti le devono comunque imparare a memoria, nonostante siano sbagliate, penso sia un problema antecedente all'arrivo degli strumenti di GenAI. Ma se anche non fosse, in ogni caso non rimuove la responsabilità delle persone o degli enti che li hanno realizzati. Concludendo, non sono per niente un fan di questi strumenti, ma non li demonizzo e ritengo che abbiano un loro spazio di utilizzo per velocizzare alcune attività cognitive di routine. Quali siano e quanto spesso gli strumenti siano utili è una risposta che ognuno deve trovare per sé stesso. Il punto essenziale è che bisogna essere esperti del dominio in cui uno li usa. Come ho scritto recentemente qua https://www.startmag.it/innovazione/tutti-i-nodi-dellia-vengono-al-pettine/ «Attenzione, questo non vuol dire che gli strumenti di IAG siano inutili. Al contrario, essi sono utilissimi, se li usi come bruta forza lavoro in un settore che conosci bene, avendo contezza della loro incapacità di comprensione. Sono degli amplificatori delle nostre capacità cognitive, come le macchine industriali lo sono delle nostre capacità fisiche. Ma come in quel caso, se non le sai usare, rischi di fare dei disastri. Mettersi alla guida di un aeroplano senza preparazione non ti farà volare sopra i mari come un uccello ma, più probabilmente, ti porterà a una brutta fine. Usare l’IAG in un settore che non si conosce espone agli stessi rischi. Se padroneggi la materia, invece, puoi in molti casi – ma non tutti! – lavorare più veloce, purché continui a fare attenzione a ciò che essa ti propone.» Ciao, Enrico Il 22/04/2025 09:42, Giacomo Tesio ha scritto:
Ciao Enrico,
Il 21 Aprile 2025 18:19:14 UTC, Enrico Nardelli ha scritto:
Quando rappresento i miei dati con un grafico 3-D non mi si chiede se ho usato un foglio elettronico o un altro strumento di visualizzazione. Perché chiedere in casi analoghi la dichiarazione dell'uso di uno strumento di GenAI? Onestamente mi sembra un parallelo azzardato.
(a meno di bug) Un foglio di calcolo produce risultati esclusivamente dipendenti dai dati forniti in input, cui vengono applicati algoritmi noti.
I sistemi di GenAI SaaS introducono variabili nascoste (pseudocasuali o meno) ignote all'utente che, omesse nell'output, rendono il processo non riproducibile.
E anche quando usati offline e senza variabili preudocasuali aggiuntive, questi software applicano algoritmi ignoti a chi li esegue.
Rispetto al foglio di calcolo si pongono dunque due problemi, uno "contenutistico" e l'altro didattico - l'elevata probabilità di risultati errati (artefatti) - l'irrilevanza della competenze acquisite anche in presenza di contenuti corretti.
se uno la vuole usare è sua facoltà dichiarare se e come l'ha usata, dal momento che la responsabilità finale è comunque interamente sua Sì, la prima differenza può essere razionalizzata attraverso la presunta responsabilità che lo studente si assume.
Ma come razionalizzare le competenze non acquisite dagli studenti universitari?
Ad esempio, chi di noi in passato (una volta arrivati i motori di ricerca, ovviamente) per gli esercizi d'esame non ha "fatto un giro" sulle pagine di colleghi in tutto il mondo per trovare ispirazione e poi produrre i suoi esercizi? Anche questo è un paragone azzardato, seppur meno.
Sì un LLM non è altro che un archivio compresso con perdita dei testi usati per programmarlo statisticamente.
Ma quel "con perdita" non è li a caso.
Poi usarlo per "trarre ispirazione" (pur ignorando da cosa) rispetto a domande ed esercizi che comunque scrivi tu non causerà grossi danni. Richiederà semplicemente _più_ tempo che usare farina del tuo sacco.
Usarlo invece per velocizzare la produzione di esercizi, invece sì.
Ricordo sempre come l'esame di stato per medicina sia composto di migliaia di domande a scelta multipla corrette automaticamente da un software... nel cui database una frazione rilevante delle risposte è notoriamente sbagliata.
I candidati sono costretti a studiare a memoria le risposte errate, sapendole errate, per superare l'esame.
E non è possibile correggerli per evitare i ricorsi.
Domande e risposte che peraltro saranno sicuramente finiti nei vari LLM.
Ora tu pensa ad un docente universitario di medicina che pensa di velocizzare l'incombenza di preparare un test d'esame affidandosi ad una GenAI!
E pensa se quell'output finisse a sua volta in un test d'esame standardizzato!
Adesso con GenAI si può fare più rapidamente ma mi sembra concettualmente lo stesso processo. A meno degli artefatti di compressione, appunto.
Giacomo --
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Buongiorno Enrico, On lun, apr 21 2025, Enrico Nardelli wrote: [...]
Quando rappresento i miei dati con un grafico 3-D non mi si chiede se ho usato un foglio elettronico o un altro strumento di visualizzazione. Perché chiedere in casi analoghi la dichiarazione dell'uso di uno strumento di GenAI?
La mia visione sull'uso di GenAI (di cui non sono un grande fan) è infatti molto più laica: se uno la vuole usare è sua facoltà dichiarare se e come l'ha usata, dal momento che la responsabilità finale è comunque interamente sua e il prodotto finito potrebbe essere anche abbastanza diverso da ciò che lo strumento di GenAI ha inizialmente prodotto.
Sì ma come la mettiamo con la riproducibilità della ricerca? Un grafico 3D senza i dati e senza i parametri di visualizzazione... o ancora peggio senza i calcoli intermedi, quando effettuati, che senso ha? Ovviamente questo discorso vale per _tutto_ il software utilizzato nella ricerca... solo che quando si utilizza un sistema "GenAI" i risultati NON sono riproducibili. [...] Saluti, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Se in un articolo, di ricerca o meno, c'è un grafico di cui non si capiscono quali sono i dati su cui si è basato e quali sono i metodi con cui li ho ricavati, il grafico è inutile (e forse l'intero articolo). Io come revisore scientifico richiederei, per la pubblicazione, la correzione di queste mancanze. Poi se stiamo pubblicando a scopo divulgativo, ognuno fa un po' quello che vuole e il tutto è lasciato al giudizio del lettore. Ma non penso che dichiarare se c'è o non c'è la mano di uno strumento GenAI faccia differenza. Ciao, Enrico Il 28/04/2025 17:20, 380° ha scritto:
Buongiorno Enrico,
On lun, apr 21 2025, Enrico Nardelli wrote:
[...]
Quando rappresento i miei dati con un grafico 3-D non mi si chiede se ho usato un foglio elettronico o un altro strumento di visualizzazione. Perché chiedere in casi analoghi la dichiarazione dell'uso di uno strumento di GenAI?
La mia visione sull'uso di GenAI (di cui non sono un grande fan) è infatti molto più laica: se uno la vuole usare è sua facoltà dichiarare se e come l'ha usata, dal momento che la responsabilità finale è comunque interamente sua e il prodotto finito potrebbe essere anche abbastanza diverso da ciò che lo strumento di GenAI ha inizialmente prodotto. Sì ma come la mettiamo con la riproducibilità della ricerca?
Un grafico 3D senza i dati e senza i parametri di visualizzazione... o ancora peggio senza i calcoli intermedi, quando effettuati, che senso ha?
Ovviamente questo discorso vale per _tutto_ il software utilizzato nella ricerca... solo che quando si utilizza un sistema "GenAI" i risultati NON sono riproducibili.
[...]
Saluti, 380°
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venerdì 18 aprile 2025 12:50, Andrea Bolioli <andrea.bolioli@gmail.com> ha scritto:
L'interazione con GPT ha qualcosa di simile con l'interazione che abbiamo avuto per anni con la TV broadcasting: non si sapeva come funzionasse, tutti quanti la guardavamo e pensavamo che dicesse la verità o comunque cose autorevoli. Ancora adesso è così in molti Paesi, la TV unica parla con autorevolezza. GPT ha molta autorevolezza. Oltre ad essere, per molti, divertente, utile, interessante, colto, meraviglioso, o perlomeno stimolante.
Dissento: ChatGPT non ha nulla a che vedere con la televisione (che non prevedeva alcuna interazione, al contrario di ChatGPT che è molto più manipolatorio proprio perché offre l'illusione dell'interazione), lo si capisce anche senza scomodare McLuhan, ma in caso di dubbi ... basta scomodare McLuhan. 😜 Concordo invece sul "non sappiamo come funziona" ossia non lo conosciamo. Mi viene in mente una battutaccia, tratta da una famosa pubblicità sull'AIDS degli anni '80: "ChatGPT, se lo conosci lo eviti. Se lo conosci non ti uccide (*)." <grin> Stefano (*) il pensiero critico
Buongiorno Eleonora, On ven, apr 18 2025, Eleonora Colombo wrote: [...]
Personalmente mi preoccupa leggere, anche in questi giorni, notizie (su cui mi piacerebbe andare un po' più a fondo) di miei Colleghi che citano sentenze inesistenti solo perchè suggerite da ChatGpt e senza farne alcun controllo.
anche io ho sentito di nuovi casi del genere ma non ho avuto modo di approfondire... quindi ne parlo un po' in generale (ma avendo una certa esperienza nell'interazione software-utente) avrei una domanda: se io fossi il cliente di cotale professionista del foro e a causa degli errori nei suoi riferimenti a cause inesistenti perdessi un ricorso in Cassazione... avrei o no il diritto di chiedere i danni per COLPA GRAVE all'avvocato? lo chiedo perché a me pare che "in giro" si stia parlando e _agendo_ con INSOPPORTABILE leggerezza in merito alle _stronzate_ (cit.) che sparano ChatGPT e compagnia cantante posso sopportare che Jovanotti sia convinto che ChatGPT gli abbia dato una risposta corretta quando ha chiesto le parole più usate, ma per cose più serie direi che la cosa sta cominciando a diventare grave [...] grazie per l'attenzione e cordiali saluti, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Caro Antonio, cara lista Sant'iGNUzio perdona loro perché non sanno quello che fanno. B-) On ven, apr 18 2025, Antonio wrote: [...]
A differenza mia, lui e il suo staff hanno il testo "esatto" e, quindi, in pochi minuti, avrebbe potuto farne calcolare le occorrenze "esatte". Perché ha voluto tirare in ballo ChatGPT? Semplicemente perché va di moda?
Scusate, ma la risposta è davvero semplicissima: il motivo è che c'è una ignoranza informatica INCOMMENSURABILE che manco ChatGPT sarebbe in grado di... _stimare_ :-D Cercare le occorrenze delle parole utilizzando un sistema generativo basato su LLM è - tecnicamente parlando - una _boiata_ pazzesca, che può fare solo chi non ha compreso come funzionano gli LLM. Gli LLM sono _strumenti_ software e in quanto tale adatto per /determinati/ usi [1] : come guardereste una persona che sostiene che usa il martello pneumatico per piantare chiodi?!? (uno su cento ce la fa) Ah, per la cronaca: https://www.tidytextmining.com/tfidf «Analyzing word and document frequency: tf-idf» ...o sono "solo" ignorante di LLM a mia insaputa? [...] ...oppure sono semplicemente uno spocchioso che si scandalizza inutilmente per l'ignoranza informatica che osserva?!? Saluti, 380° [1] certo /determinare/ gli usi _ragionevoli_ di un LLM è un bello sforzo -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Ho chiesto a ChatGPT di indicarmi tutte le volte che nei Promessi Sposi di Manzoni e nello Zibaldone di pensieri di Leopardi si parlava di denaro e lui ha eseguito il compito con le adeguate citazioni, con le date e tutto quanto. ________________________________ Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> Inviato: giovedì 17 aprile 2025 23:00 A: nexa@server-nexa.polito.it <nexa@server-nexa.polito.it>; Eleonora Colombo <avveleonoracolombo@gmail.com>; Antonio <antonio@piumarossa.it> Oggetto: Re: [nexa] Jovanotti e ChatGPT Scusa Eleonora, Il 17 Aprile 2025 19:20:19 UTC, Eleonora Colombo ha scritto:
Possiamo dire che il risultato di questo bel lavoro ci dice che l'AI lavora sicuramente bene ma che da sola non basta?
a ChatGPT sono state richieste, più volte, le 5 parole più frequenti in un certo corpus testuale. La risposta corretta è (assumo che l'analisi di Antonio sia corretta) questa lista: - mondo - amore - vita - cuore - tempo E ChatGPT non ha (ovviamente) risposto tale lista nemmeno una volta. Ovvero ha fornito risposte errate il 100% delle volte. In che senso "l'AI lavora bene"? Non mi viene in mente nessun mestiere in cui sbagliare il 100% delle volte è considerato "lavorare bene". Giacomo
On 18/04/25 19:12, Bruno Gambarotta wrote:
Ho chiesto a ChatGPT di indicarmi tutte le volte che nei Promessi Sposi di Manzoni e nello Zibaldone di pensieri di Leopardi si parlava di denaro e lui ha eseguito il compito con le adeguate citazioni, con le date e tutto quanto.
puo' essere benissimo la probabilita' che questi sistemi generino sequenze testuali cui noi riconosciamo un significato compiuto e corretto aumenta con la probabilita' che nella loro memoria "compressa" sia stato inserito un testo affine all'output riichiesto. Buona Pasqua! p.s. sarebbe interessante verificare se l'output al quesito posto risultasse corretto e completo ad una verifica puntuale -- You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, no Telegram)
mah. esistono da anni ottimi software free specificamente destinati a fare questi conteggi (e anche molto altro) senza bisogno di intelligenza artificiale, quindi senza dilapidare energia e inquinare l'ambiente e le menti, 'stupidamente' (oggi è quasi un titolo di merito) precisi. cito per primi i Voyant tools (operano come web service o come docker), e poi AntConc (disponibile per tutte le piattaforme). Maurizio Il 18/04/25 19:12, Bruno Gambarotta ha scritto:
Ho chiesto a ChatGPT di indicarmi tutte le volte che nei Promessi Sposi di Manzoni e nello Zibaldone di pensieri di Leopardi si parlava di denaro e lui ha eseguito il compito con le adeguate citazioni, con le date e tutto quanto. ------------------------------------------------------------------------ *Da:* nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> *Inviato:* giovedì 17 aprile 2025 23:00 *A:* nexa@server-nexa.polito.it <nexa@server-nexa.polito.it>; Eleonora Colombo <avveleonoracolombo@gmail.com>; Antonio <antonio@piumarossa.it> *Oggetto:* Re: [nexa] Jovanotti e ChatGPT Scusa Eleonora,
Il 17 Aprile 2025 19:20:19 UTC, Eleonora Colombo ha scritto:
Possiamo dire che il risultato di questo bel lavoro ci dice che l'AI lavora sicuramente bene ma che da sola non basta?
a ChatGPT sono state richieste, più volte, le 5 parole più frequenti in un certo corpus testuale.
La risposta corretta è (assumo che l'analisi di Antonio sia corretta) questa lista:
- mondo - amore - vita - cuore - tempo
E ChatGPT non ha (ovviamente) risposto tale lista nemmeno una volta.
Ovvero ha fornito risposte errate il 100% delle volte.
In che senso "l'AI lavora bene"?
Non mi viene in mente nessun mestiere in cui sbagliare il 100% delle volte è considerato "lavorare bene".
Giacomo
------------------------------------------------------------------------ altri prenderanno il mio posto Giovanni Falcone ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana Università del Piemonte Orientale Dipartimento di Studi Umanistici Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
Salve Bruno, quanto tempo hai speso a verificare la correttezza dell'output? In altri termini, hai riletto i due testi appuntando a parte i riferimenti al denaro per poi verificare che fossero citati tutti e che tutti quelli citati fossero corretti? Se sì, qualcuno prima di te ha fatto tale lavoro pubblicandone i risultati in ciò che poi è diventato parte del dataset sorgente di chatgpt. In altri termini chatgpt non ha individuato le occorrenze del denaro nei testi, ma solo recitato il lavoro fatto precedentemente da altri. Senza menzionare tale lavoro, ovviamente. Se non hai fatto tale scrupolosa verifica, scommetto una pizza che ne ha come minimo omessi alcuni, nonostante si tratti di testi classici su cui simili analisi sono già state condotte <https://philpapers.org/rec/DANIDN> Ma d'altro canto se non hai fatto scrupolosamente tale verifica, ti sei fidato acriticamente del software, esattamente come Jovannotti. Questi software possono essere utili solo quando la correttezza dell'output non è applicabile. Se gli chiediamo cosa pensa della torta alla nocciola, qualunque output sarà equamente (in)utile... e disconnesso dall'esperrienza di cucinarla e mangiarla. Se però una risposta corretta esiste, come nel caso delle 5 parole più frequenti in un corpus, allora qualunque risposta diversa da quella corretta è... sbagliata. Se anche l'output contenesse 4 delle parole più frequenti, ma la quinta non fosse una delle 5 più frequenti, quell'output sarebbe sbagliato. Se anche l'output sul denaro nei promessi sposi avesse omesso o fabbricato una sola occorrenza del concetto, tale output sarebbe errato. Naturalmente, diffondere informazioni false o incomplete non è ancora reato, ma è importante comprendere che "l'ha detto chatgpt" significa "non ha alcuna attinenza con la realtà" (né alcun significato). Giacomo Il 18 Aprile 2025 17:12:00 UTC, Bruno Gambarotta <brunogambarotta@hotmail.it> ha scritto:
Ho chiesto a ChatGPT di indicarmi tutte le volte che nei Promessi Sposi di Manzoni e nello Zibaldone di pensieri di Leopardi si parlava di denaro e lui ha eseguito il compito con le adeguate citazioni, con le date e tutto quanto. ________________________________ Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> Inviato: giovedì 17 aprile 2025 23:00 A: nexa@server-nexa.polito.it <nexa@server-nexa.polito.it>; Eleonora Colombo <avveleonoracolombo@gmail.com>; Antonio <antonio@piumarossa.it> Oggetto: Re: [nexa] Jovanotti e ChatGPT
Scusa Eleonora,
Il 17 Aprile 2025 19:20:19 UTC, Eleonora Colombo ha scritto:
Possiamo dire che il risultato di questo bel lavoro ci dice che l'AI lavora sicuramente bene ma che da sola non basta?
a ChatGPT sono state richieste, più volte, le 5 parole più frequenti in un certo corpus testuale.
La risposta corretta è (assumo che l'analisi di Antonio sia corretta) questa lista:
- mondo - amore - vita - cuore - tempo
E ChatGPT non ha (ovviamente) risposto tale lista nemmeno una volta.
Ovvero ha fornito risposte errate il 100% delle volte.
In che senso "l'AI lavora bene"?
Non mi viene in mente nessun mestiere in cui sbagliare il 100% delle volte è considerato "lavorare bene".
Giacomo
On gio, 2025-04-17 at 21:20 +0200, Eleonora Colombo wrote:
Possiamo dire che il risultato di questo bel lavoro ci dice che l'AI lavora sicuramente bene ma che da sola non basta? Io mi sento di dire questo: un ottimo supporto se lo si sa usare bene, da maneggiare con cura e sempre sotto un occhio vigile e attento. Tanti sono stati anche i casi in cui vi siano state allucinazioni legate a sentenze inesistenti citate da colleghi in atti, i quali hanno dichiarato apertamente e candidamente di essersi affidati e fidati in toto di chatGpt, senza procedere ad alcun controllo. Questo fa male e fa male al sistema. Ma ci dice che, almeno per ora, siamo ancora noi uomini (e donne ovviamente) ad essere il fulcro insostituibile. E non è poco.
Ciao, poni una domanda, ti devo una risposta. No, non lo possiamo dire. Anche io sono un professionista, faccio l'ingegnere. Tu saresti contenta di sapere, dopo avermi dato l'incarico di progettare la tua nuova casa ed esserci entrata, di sapere che avevo fatto i calcoli del cemento armato con ChatGPT, e li avevo revisionati con la mia professionalità? Oppure, chessò, se mi fossi messo a fare il programmatore, che era la mia passione da piccolo, che avevo programmato il software del tuo pace-maker facendo vibe-coding con Copilot? Intanto ti do la mia risposta. Qualsiasi professionista che usi un LLM come oracolo (in questa lista non credo serva spiegare la frase) appartiene ad una di queste due categorie. 1) non ha la più pallida idea di cosa sia e come funzioni un LLM, e lo usa per comodità e produttività scaricando i rischi di questa scelta sul cliente. 2) sa cosa è e come funziona un LLM, ma lo usa lo stesso per comodità e produttività, scaricando i rischi di questa scelta sul cliente. Io personalmente non vorrei affidarmi a nessuno dei due. Scelta personale, ovviamente. JM2C. Marco
Buona serata
Dottore di ricerca in diritto processuale penale Patrocinante in Cassazione ed avanti le giurisdizioni superiori CASTELMARTE (CO) - via Trieste n. 25 MILANO - via Larga n. 8 cell. 00393382435843 tel. 0039031620321 fax 00390289097116 e-mail: avveleonoracolombo@gmail.com posta certificata: eleonora.colombo@pec.it skype: avv.eleonora.colombo
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Il gio 17 apr 2025, 19:06 Antonio <antonio@piumarossa.it> ha scritto:
una volta ripulito (e' possibile ci siano duplicazioni), non e' che qualcuno mi aiuterebbe a scaricare tutti i testi e contare le parole ?
ChatGPT ha risposto "amore", "vita", "mondo", "libertà", "sole".
Tre su cinque le ha azzeccate (anche se non in quest'ordine), "libertà" invece è una ... "allucinazione". Ho preso i testi delle canzoni da questo sito [1]. Non so se sono tutte, comunque più di trecento.
[mondo] => 446 [amore] => 385 [vita] => 366 [cuore] => 264 [tempo] => 211 [giorno] => 198 [sole] => 185 [notte] => 181 [mare] => 170 [casa] => 163 [gente] => 161 [occhi] => 160 [musica] => 154 [luna] => 147 [cielo] => 139 [ritmo] => 125 [vento] => 122 [terra] => 110 [libertà] => 104
A.
[1] https://www.angolotesti.it/J/testi_canzoni_jovanotti_168/tutti.html
Caro Marco Anselmo Giovanni (;-D) Francamente preferirei di gran lunga usare un pace-maker programmato da GitHub CopyALot che debuggarne il codice. Molto meno doloroso. :-p Giacomo Il 18 Aprile 2025 17:00:18 UTC, "Marco A. Calamari" ha scritto:
Tu saresti contenta di sapere, dopo avermi dato l'incarico di progettare la tua nuova casa ed esserci entrata, di sapere che avevo fatto i calcoli del cemento armato con ChatGPT, e li avevo revisionati con la mia professionalità?
Oppure, chessò, se mi fossi messo a fare il programmatore, che era la mia passione da piccolo, che avevo programmato il software del tuo pace-maker facendo vibe-coding con Copilot?
[...] Qualsiasi professionista che usi un LLM come oracolo (in questa lista non credo serva spiegare la frase) appartiene ad una di queste due categorie.
1) non ha la più pallida idea di cosa sia e come funzioni un LLM, e lo usa per comodità e produttività scaricando i rischi di questa scelta sul cliente.
2) sa cosa è e come funziona un LLM, ma lo usa lo stesso per comodità e produttività, scaricando i rischi di questa scelta sul cliente.
Io personalmente non vorrei affidarmi a nessuno dei due.
I Language model sono notoriamente dissociati (Mahowald et al, 2023, Dissociating language and thought in large language models, https://arxiv.org/abs/2301.06627) e in difficoltà con i conteggi. Fino a qualche tempo fa sbagliavano perfino a contare le occorrenze di una lettera in una frase, figuriamoci le parole nelle canzoni di Jovanotti. Questo accade perché, come ormai sappiamo tutti, la loro capacità di base è quella di predire il prossimo token, il resto viene dalle successive 'istruzioni'. Non ho dubbi che sistemi capaci di 'ragionare' (so to say) su ampi contesti saranno istruiti a fare quello che si faceva cinquant'anni fa con i primi lemmatizzatori (il lessico di frequenza di De Mauro è fatto con IBM a Pisa negli anni '70). Questo significa che un giorno li potremo considerare 'oracoli'? Certo che no. Tuttavia, per citare un aneddoto personale, senza GPT4 ieri non me la sarei cavata facilmente con un problema di configurazione del mio laptop. Né avrei avuto tempo e voglia di andare a compulsare manuali. Che mi importa se non sa contare le parole di Jovanotti? (lo capisco pure, eh, che palle!) Morale: dovremo imparare a usare questi sistemi in modo tattico e con le dovute cautele. La sfida portata dall'IA generativa è epistemica, più che etica. G. On Fri, 18 Apr 2025 at 23:46, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
Caro Marco Anselmo Giovanni (;-D)
Francamente preferirei di gran lunga usare un pace-maker programmato da GitHub CopyALot che debuggarne il codice.
Molto meno doloroso. :-p
Giacomo
Il 18 Aprile 2025 17:00:18 UTC, "Marco A. Calamari" ha scritto:
Tu saresti contenta di sapere, dopo avermi dato l'incarico di progettare la tua nuova casa ed esserci entrata, di sapere che avevo fatto i calcoli del cemento armato con ChatGPT, e li avevo revisionati con la mia professionalità?
Oppure, chessò, se mi fossi messo a fare il programmatore, che era la mia passione da piccolo, che avevo programmato il software del tuo pace-maker facendo vibe-coding con Copilot?
[...] Qualsiasi professionista che usi un LLM come oracolo (in questa lista non credo serva spiegare la frase) appartiene ad una di queste due categorie.
1) non ha la più pallida idea di cosa sia e come funzioni un LLM, e lo usa per comodità e produttività scaricando i rischi di questa scelta sul cliente.
2) sa cosa è e come funziona un LLM, ma lo usa lo stesso per comodità e produttività, scaricando i rischi di questa scelta sul cliente.
Io personalmente non vorrei affidarmi a nessuno dei due.
Buongiorno Qui potete vedere l'analisi del corpus di Jovanotti fatta con Voyant Tools https://voyant-tools.org/?corpus=a44425f9cfc778bbcc0e948c22139153 Ho caricato il file di Antonio senza togliere i titoli nè altro e quindi i numeri sono leggermente più alti di quelli di Antonio, ma il senso del discorso non cambia. Voyant Tools non usa IA generativa, è un vecchio programma. Anche io non credo che GPT abbia generato i risultati corretti per i Promessi sposi e lo Zibaldone: li vogliamo vedere e vogliamo riprodurre l'analisi 😁 (per i Promessi sposi lo avevo fatto, per li Zibaldone no). A noi piace il metodo scientifico. Se GPT li genera, vuol dire che sono già stati pubblicati. Buon sabato, Andrea Il giorno sab 19 apr 2025 alle 07:10 Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com> ha scritto:
I Language model sono notoriamente dissociati (Mahowald et al, 2023, Dissociating language and thought in large language models, https://arxiv.org/abs/2301.06627) e in difficoltà con i conteggi. Fino a qualche tempo fa sbagliavano perfino a contare le occorrenze di una lettera in una frase, figuriamoci le parole nelle canzoni di Jovanotti. Questo accade perché, come ormai sappiamo tutti, la loro capacità di base è quella di predire il prossimo token, il resto viene dalle successive 'istruzioni'. Non ho dubbi che sistemi capaci di 'ragionare' (so to say) su ampi contesti saranno istruiti a fare quello che si faceva cinquant'anni fa con i primi lemmatizzatori (il lessico di frequenza di De Mauro è fatto con IBM a Pisa negli anni '70). Questo significa che un giorno li potremo considerare 'oracoli'? Certo che no. Tuttavia, per citare un aneddoto personale, senza GPT4 ieri non me la sarei cavata facilmente con un problema di configurazione del mio laptop. Né avrei avuto tempo e voglia di andare a compulsare manuali. Che mi importa se non sa contare le parole di Jovanotti? (lo capisco pure, eh, che palle!) Morale: dovremo imparare a usare questi sistemi in modo tattico e con le dovute cautele. La sfida portata dall'IA generativa è epistemica, più che etica.
G.
On Fri, 18 Apr 2025 at 23:46, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
Caro Marco Anselmo Giovanni (;-D)
Francamente preferirei di gran lunga usare un pace-maker programmato da GitHub CopyALot che debuggarne il codice.
Molto meno doloroso. :-p
Giacomo
Il 18 Aprile 2025 17:00:18 UTC, "Marco A. Calamari" ha scritto:
Tu saresti contenta di sapere, dopo avermi dato l'incarico di progettare la tua nuova casa ed esserci entrata, di sapere che avevo fatto i calcoli del cemento armato con ChatGPT, e li avevo revisionati con la mia professionalità?
Oppure, chessò, se mi fossi messo a fare il programmatore, che era la mia passione da piccolo, che avevo programmato il software del tuo pace-maker facendo vibe-coding con Copilot?
[...] Qualsiasi professionista che usi un LLM come oracolo (in questa lista non credo serva spiegare la frase) appartiene ad una di queste due categorie.
1) non ha la più pallida idea di cosa sia e come funzioni un LLM, e lo usa per comodità e produttività scaricando i rischi di questa scelta sul cliente.
2) sa cosa è e come funziona un LLM, ma lo usa lo stesso per comodità e produttività, scaricando i rischi di questa scelta sul cliente.
Io personalmente non vorrei affidarmi a nessuno dei due.
Temo, purtroppo, che nell'immediato la realtà sia destinata a soccombere, almeno nel discorso collettivo "mainstream". Sta venendo sostituita rapidamente da una specie di morchia, un blob nauseabondo (simile a quello dell'omonimo B-movie) che alcuni hanno etichettato come "post-verità". Non è un fenomeno "naturale", nel senso che non è stato sempre presente in questa forma, ma non siamo certo nuovi alla manipolazione della realtà, soprattutto a danno della popolazione priva di strumenti culturali: parlo della propaganda. La grande differenza è che le "sorgenti" di propaganda erano poche: a lungo siamo stati testimoni, per esempio, del bipolarismo capitalismo/socialismo reale (il primo Sting cantava "I don't subscribe to this point of view", tanto a Khrushchev come a Reagan). Credo che "l'effetto morchia" sia legato alla liquefazione di quel bipolarismo in migliaia di rivoli, torrenti portatori di voci e interessi più "piccoli", che si contendono il "palcoscenico della narrazione", a volte in concorrenza, a volte in collaborazione tra loro. In questo fenomeno la tecnologia ha un ruolo che mi pare importante: la velocità che lamenta Andrea è legata in una certa percentuale alle reti informatiche, che sono in grado di propagare queste "piccole pseudo-verità" in giro per il mondo a un ritmo senza precedenti, moltiplicandole, rafforzandole, a volte rendendole "virali". Con la televisione e i giornali questo era impossibile. Promuovere un "ritorno alla realtà", al momento, mi pare possibile solo alleandosi con il "generale tempo". Se usiamo il passare del tempo come "colino", le descrizioni del mondo più coerenti con la realtà restano "intrappolate" all'interno mentre le stronzate (bullshit) scivolano via, sebbene con una lentezza straziante. È un processo che si può stimolare, grazie a un paziente e prezioso lavoro di divulgazione, ma è lavoro che richiede pazienza e perseveranza e, probabilmente, la ferma convinzione di essere dalla parte giusta della Storia. Stefano P.S.: alla luce di quanto scritto sopra l'operazione "Ipnocrazia" mi pare condividere le stesse caratteristiche della propaganda della Silicon Valley sull'intelligenza artificiale. Emerge dall'esatto contrario dei valori che avevano generato Luther Blissett a suo tempo, anche per questo non ha alcun senso paragonarla a quell'esperienza. Inviato con l'email sicura [Proton Mail](https://proton.me/mail/home). giovedì 17 aprile 2025 12:44, Andrea Bolioli <andrea.bolioli@gmail.com> ha scritto:
Ciao a tutti,
ieri sera al concerto (molto bello), Jovanotti ha raccontato : "Ho chiesto a ChatGPT quali sono le parole che ho utilizzato di più nelle mie canzoni. ChatGPT ha risposto "amore", "vita", "mondo", "libertà", "sole"". Dando per scontato che ChatGPT dicesse la cosa giusta, ha approfondito il senso di queste parole per lui. Eravamo tutti contenti.
Se questo dialogo è stato ripetuto per le 6 serate dei concerti torinesi, migliaia di torinesi (dai 14 anni ai 60) sono stati rinforzati nella credenza che ChatGPT sappia quasi tutto e dica la verità. Jovanotti mi ha colto alla sprovvista... Questa credenza diffusa nel concerto pop ci dice qualcosa sul potere della comunicazione, il potere dei leader, la malleabilità delle masse, la velocità con cui si diffondo le credenze, il desiderio infantile di avere risposte sicure e veloci (dalla mamma e dal papà), il desiderio di conoscenza facile insito in tutti quanti, ecc
Ho chiesto a ChatGPT adesso :
"Parole più ricorrenti nei testi di Jovanotti:
Vita: Un tema fondamentale nella sua musica. Jovanotti celebra la vita in tutte le sue sfumature, come nell'inno "Oh vita", dove esprime gratitudine per l'esistenza. Donboscoland.it | MGS Triveneto Ballo/Ballare: La danza è un elemento ricorrente, simbolo di libertà e gioia, come in "Balla... (Remix)" e "Il ballo di San Vito". Sole: Simbolo di energia, speranza e positività, appare in brani come "Sole" e "La mia moto". Amore: Un tema centrale, trattato in molte canzoni, tra cui "A te", una dichiarazione d'amore alla sua compagna. Casa: Rappresenta il concetto di famiglia e appartenenza, come in "Casa mia". Salto: Simbolo di cambiamento e crescita, presente nell'album "Lorenzo 2015 CC.".
Ho pensato che quando avrò tempo proverò a fare la lista di frequenza corretta delle parole dei testi di Jovanotti... Ma poi in fondo, ci serve davvero una lista di frequenza fatta correttamente? Forse preferiamo le favole, i racconti... Scusate l'intermezzo pop.
Buona giornata, Andrea
Salve. Si sono scatenati tutti con Jovanotti e chatGPT...! Così dico anche la mia: NON C'E' NIENTE DA FARE. La tecnologia va per i fatti suoi, il potere va per le sue vie, e l'istruzione dà lo spirito critico solo a chi uno straccio di "germoglio" l'ha già prima di cominciare (DNA? famiglia? ...?). Prima la scuola (che ci ha raccontato il Risorgimento dei vincitori; se nessuno me l'avesse detto, sarei rimasto di quell'idea), poi la TV ("dice la verità"), poi lo spreadsheet ("da lì vengono fuori i numeri giusti"), poi i social (e giù con le fake news ricondivise a manetta, ...ma non è novità: qualcuno molto tempo prima aveva detto che "la menzogna ha già fatto il giro del mondo quando la verità si sta ancora allacciando le scarpe"), ora ce la vogliamo prendere con l'LLM di turno, che ...è solo una novità? Ho provato a chiedere a più di un LLM qualcosa di numerico / tangibile / oggettivo, e sono venute fuori solo panzane; ho chiesto una specie di pamphlet propagandistico, ed è venuto un discorso migliore di Shakespeare (che non si sa se sia inglese o di Messina, tanto per continuare con la "fake reality": ...neologismo. o già detto? lo chiedo a chatGPT che di pagine web ne ha passate tante: risponde "già detto, ma con significato variabile / formula non cristallzzata"). Siamo alle solite: sta tutto nel manico (in chi lo tiene, intendo); se il ragazzino è sveglio, e il docente serio, ne viene fuori qualcosa; se sono capre tutti e due, beh... Idem per chi usa chatGPT (meglio sapere con cos'hai a che fare). Il vero brutto è che se trovi qualcuno che riesce a rendere virale qualcosa, poi la fake reality si autoavvera. Un post su due di facebook è di gente che ti dice quali azioni hanno potenziale di crescita; e, se lo fanno (lo dicono a tanti), è perché "l'aiuto" di tutti quelli che poi comprano fa avverare la previsione (solo se sono tanti davvero, però). Ma anche questo è cosa già vista. NON C'E' DIFESA: se tutti sono scemi a comprar tulipani, e tu non li compri, ...perdi il treno; se li compri, ...rimani poi con il cerino in mano; stessa cosa oggi con le criptozucchine (come io chiamo le criptovalute). Il mondo è fatto di cicli con retroazione positiva che si autoavverano e poi si schiantano su qualche "saturazione" (a meno che non siano origine a qualche "emergenza", che allora la cosa è più interessante); e nessuno ci ha messo -- in economia o finanza, soprattutto -- un "regolatore di Watt" per far andare le cose a una velocità ragionevole (e nessuno ti insegna a scuola uno straccio di nozione su economia e diritto, che invece dovrebbero essere obbligatori). Finisco con una opinione personale: una macchina nata per stabilire quale possa essere la prossima parola più "giusta" da dire, in un discorso tutto sommato aperto, può imboccare letteralmente qualsiasi strada... Non lamentiamoci, se l'abbiamo fatta così, invece che "pensante" come si voleva una volta. Quello che non capisco, invece, è come si possa "ingannare" la macchina che vince a Go (che non "penserà", ma è molto efficace nella sua specializzazione) - così dice Nello Cristianini nel libro "Sovrumano"; se è così, siamo messi più che male, non male soltanto... Saluti, A ----- Original Message ----- From: Stefano Borroni Barale To: nexa Sent: Thursday, April 17, 2025 2:17 PM Subject: Re: [nexa] Jovanotti e ChatGPT Temo, purtroppo, che nell'immediato la realtà sia destinata a soccombere, almeno nel discorso collettivo "mainstream". Sta venendo sostituita rapidamente da una specie di morchia, un blob nauseabondo (simile a quello dell'omonimo B-movie) che alcuni hanno etichettato come "post-verità". Non è un fenomeno "naturale", nel senso che non è stato sempre presente in questa forma, ma non siamo certo nuovi alla manipolazione della realtà, soprattutto a danno della popolazione priva di strumenti culturali: parlo della propaganda. La grande differenza è che le "sorgenti" di propaganda erano poche: a lungo siamo stati testimoni, per esempio, del bipolarismo capitalismo/socialismo reale (il primo Sting cantava "I don't subscribe to this point of view", tanto a Khrushchev come a Reagan). Credo che "l'effetto morchia" sia legato alla liquefazione di quel bipolarismo in migliaia di rivoli, torrenti portatori di voci e interessi più "piccoli", che si contendono il "palcoscenico della narrazione", a volte in concorrenza, a volte in collaborazione tra loro. In questo fenomeno la tecnologia ha un ruolo che mi pare importante: la velocità che lamenta Andrea è legata in una certa percentuale alle reti informatiche, che sono in grado di propagare queste "piccole pseudo-verità" in giro per il mondo a un ritmo senza precedenti, moltiplicandole, rafforzandole, a volte rendendole "virali". Con la televisione e i giornali questo era impossibile. Promuovere un "ritorno alla realtà", al momento, mi pare possibile solo alleandosi con il "generale tempo". Se usiamo il passare del tempo come "colino", le descrizioni del mondo più coerenti con la realtà restano "intrappolate" all'interno mentre le stronzate (bullshit) scivolano via, sebbene con una lentezza straziante. È un processo che si può stimolare, grazie a un paziente e prezioso lavoro di divulgazione, ma è lavoro che richiede pazienza e perseveranza e, probabilmente, la ferma convinzione di essere dalla parte giusta della Storia. Stefano P.S.: alla luce di quanto scritto sopra l'operazione "Ipnocrazia" mi pare condividere le stesse caratteristiche della propaganda della Silicon Valley sull'intelligenza artificiale. Emerge dall'esatto contrario dei valori che avevano generato Luther Blissett a suo tempo, anche per questo non ha alcun senso paragonarla a quell'esperienza. Inviato con l'email sicura Proton Mail. giovedì 17 aprile 2025 12:44, Andrea Bolioli <andrea.bolioli@gmail.com> ha scritto: Ciao a tutti, ieri sera al concerto (molto bello), Jovanotti ha raccontato : "Ho chiesto a ChatGPT quali sono le parole che ho utilizzato di più nelle mie canzoni. ChatGPT ha risposto "amore", "vita", "mondo", "libertà", "sole"". Dando per scontato che ChatGPT dicesse la cosa giusta, ha approfondito il senso di queste parole per lui. Eravamo tutti contenti. Se questo dialogo è stato ripetuto per le 6 serate dei concerti torinesi, migliaia di torinesi (dai 14 anni ai 60) sono stati rinforzati nella credenza che ChatGPT sappia quasi tutto e dica la verità. Jovanotti mi ha colto alla sprovvista... Questa credenza diffusa nel concerto pop ci dice qualcosa sul potere della comunicazione, il potere dei leader, la malleabilità delle masse, la velocità con cui si diffondo le credenze, il desiderio infantile di avere risposte sicure e veloci (dalla mamma e dal papà), il desiderio di conoscenza facile insito in tutti quanti, ecc Ho chiesto a ChatGPT adesso : "Parole più ricorrenti nei testi di Jovanotti: Vita: Un tema fondamentale nella sua musica. Jovanotti celebra la vita in tutte le sue sfumature, come nell'inno "Oh vita", dove esprime gratitudine per l'esistenza. Donboscoland.it | MGS Triveneto Ballo/Ballare: La danza è un elemento ricorrente, simbolo di libertà e gioia, come in "Balla... (Remix)" e "Il ballo di San Vito". Sole: Simbolo di energia, speranza e positività, appare in brani come "Sole" e "La mia moto". Amore: Un tema centrale, trattato in molte canzoni, tra cui "A te", una dichiarazione d'amore alla sua compagna. Casa: Rappresenta il concetto di famiglia e appartenenza, come in "Casa mia". Salto: Simbolo di cambiamento e crescita, presente nell'album "Lorenzo 2015 CC.". Ho pensato che quando avrò tempo proverò a fare la lista di frequenza corretta delle parole dei testi di Jovanotti... Ma poi in fondo, ci serve davvero una lista di frequenza fatta correttamente? Forse preferiamo le favole, i racconti... Scusate l'intermezzo pop. Buona giornata, Andrea
Mi permetto di chiosare solo su questo: "NON C'E' DIFESA: se tutti sono scemi a comprar tulipani, e tu non li compri, ...perdi il treno; se li compri, ...rimani poi con il cerino in mano; stessa cosa oggi con le criptozucchine (come io chiamo le criptovalute)..." [cut!] Questo è la postura che tutti gli autoritari del mondo (l'1% di sociopatici libertariani non fa eccezione) sperano di generare nella maggioranza: che la maggioranza si arrenda senza nemmeno provare a lottare. Motivo per cui trovo Ipnocrazia un esperimento a favore della morchia montante. Personalmente credo che si possa farci qualcosa. Senza alcuna garanzia di ottenere validi risultati, ovvio, ma per quanto mi riguarda con la garanzia di spendere meglio il proprio tempo e in migliore compagnia. Son gusti, insomma 😀 Stefano
Ciao. Non mi va molto di aprire una discussione, che sarebbe probabilmente off topic rispetto agli intendimenti di nexa, ma ritengo siano fatti a) l'aumento costante di disordine / entropia e complessità / emergenze (trend tanto fisico quanto sociale / economico / politico / culturale), e b) che il singolo non sia nella posizione di ...governarlo. Si potrebbe agire in millanta modi -- di speranza si vive, ma poi si muore, e dire che bisogna fare qualcosa richiederebbe poi un qualche progetto -- e molti di questi sono anche ben noti (che so: "isolare l'economia dalle crisi della finanza"? "pagare, per legge, il lavoro precario il doppio di quello a tempo indeterminato, visto che non ha garanzie"? "costruire una rete in fibra di proprietà diffusa, per una vera concorrenza fra operatori e un'ipotesi di vera democrazia" (http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf)? magari, prima, "fare una lista di cose da fare (http://www.ybnd.eu/docs/Todo_list.pdf)"? "..."?). Ho fatto un tentativo di cambiamento politico e ho scoperto che la gente, invece di provare a progettare in proprio il proprio futuro, si aspetta la ricetta salvifica dal primo politico che passa, per poi poter tornare a farsi i fatti propri. Come del resto ho visto naufragare tutto quello che il '68 ha provato a fare nella melassa di una restaurazione nemmeno troppo strisciante (e non vorrei mettermi a discutere di quanto male il femminismo abbia poi declinato tutto quanto fatto allora da, e per, le donne). Non voglio dire che oggettivamente ci sia ben poco da fare, ma: - Ho perso più speranze di quante non me ne siano venute di nuove; - "Raccontare il bello" senza un progetto (che poi il divertimento è vedere quanti seguaci riesci a trovare...) è solo parlare; - Provare con un progetto (o anche più) è un'interessante avventura (che nel mio caso, però, ha portato a quanto sopra). L'ultima occasione fallita è stato presentare la "settimana di 8gg" (http://www.ybnd.eu/docs/8_day_week.pdf) al convegno di Taiwan SZC 2025 (Smart ZeroCity). Fuori tempo massimo per le risposte, mi hanno detto di no; poi, con 13h(!!) di anticipo sul momento in cui avrei avuto 15' per dire qualcosa, probabilmente per tappare un buco, mi hanno detto di sì, ...e ovviamente ho dovuto rinunciare. Magari, può invece interessare qui tutti come si è espresso DeepSeek sul tema (a fare pamphlet pubblicitari gli LLM sono dei leoni!! v. Allegato). Se pensi di fare qualcosa, ci sarò. Ma, prima, pensaci bene. Abbracci, A ----- Original Message ----- From: Stefano Borroni Barale To: nexa Sent: Monday, April 21, 2025 1:54 PM Subject: Re: [nexa] Jovanotti e ChatGPT Mi permetto di chiosare solo su questo: "NON C'E' DIFESA: se tutti sono scemi a comprar tulipani, e tu non li compri, ...perdi il treno; se li compri, ...rimani poi con il cerino in mano; stessa cosa oggi con le criptozucchine (come io chiamo le criptovalute)..." [cut!] Questo è la postura che tutti gli autoritari del mondo (l'1% di sociopatici libertariani non fa eccezione) sperano di generare nella maggioranza: che la maggioranza si arrenda senza nemmeno provare a lottare. Motivo per cui trovo Ipnocrazia un esperimento a favore della morchia montante. Personalmente credo che si possa farci qualcosa. Senza alcuna garanzia di ottenere validi risultati, ovvio, ma per quanto mi riguarda con la garanzia di spendere meglio il proprio tempo e in migliore compagnia. Son gusti, insomma 😀 Stefano
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