cose che ogni insegnante... Eccone una da Mantellini
On Fri, Sep 05, 2025 04:41:32 AM +0000, Marco Fioretti wrote:
Buongiorno a tutti,
come da oggetto, devo preparare una lista di link a "cose legate al DIGITALE che ogni insegnante ITALIANO di scuola media o superiore dovrebbe fare/sapere/ conoscere"...
La verita' che come **specie** siamo assolutamente incapaci di padroneggiare qualcosa cosi' alieno e veloce come il software, dai compilatori all'IA alle app, e che quindi dovremmo usarne **meno**, l'avevo raccontata anche io ma di sfuggita e non ero certo fra i primi, per esempio qui, vedi "In the same days when Oliver and every other adult with comparable natural skills...": https://mfioretti.substack.com/p/smartphones-are-the-source-of-a-huge Questa settimana Mantellini l'ha spiegata tutta, benissimo e con tanto di riassunto storico: "L’educazione digitale non funziona. E non funziona non perché non sia un’idea opportuna necessaria e ragionevole, al contrario, ma perché i tempi di una sua eventuale ricaduta nelle consuetudini sociali dei cittadini (di tutti i cittadini) sono incompatibili con la velocità con la quale, dall’altro lato, la tecnologia impone sé stessa." https://www.mantellini.it/2025/09/02/la-preistoria-digitale/ vale per tutto, dal Manifesto GNU a chatGPT, e questa e' una lettura che mettero' senz'altro nella lista dell'altro thread che ho iniziato qui oggi. Marco
Personalmente mi sono un po' stufato di chi pontifica su cose che non ha capito, e non mi riferisco certo a te, Marco, ma alla citazione che riporti. Nello specifico: "educazione digitale" è un termine completamente sbagliato ed è quindi ovvio che non possa funzionare. 1) è sbagliato linguisticamente, perché è un calco scorretto di "education" che in inglese vuol dire "istruzione" e non educazione 2) è sbagliato contenutisticamente, perché parlare di "digitale" implica parlare di un tutto indistinto in cui non si coglie ciò che è rilevante, cioè che TUTTE le tecnologie e i dispositivi digitali sono basati sul linguaggio dell'Informatica. E se non conosci quello è tutta una magia che non puoi capire. Così come se non conosci matematica e fisica e chimica OGNI macchina o dispositivo industriale è magia. E se non conosci matematica e biologia e chimica OGNI essere vivente è magia (poi la vita è ben più di un semplice meccanismo, ma non è questo il punto). Ma se si vogliono far capire le macchine digitali bisogna insegnare l'informatica. È l'informatica che è un linguaggio, così come lo è la matematica, non il digitale (non voglio entrare in discussione con chi su questa lista sostiene che il digitale è un linguaggio, sono ugualmente contento anche se c'è chi la pensa in modo diverso dal mio). È quindi l'informatica che deve essere insegnata, non il digitale. Insegnare l'informatica funziona, con buona pace di tanti illustri opinionisti che - ormai saranno almeno 15 anni - hanno scritto in lungo e in largo di digitale senza capir molto di cosa andava fatto per prepare le persone a comprenderla. I concetti dell'informatica sono ormai stabili da quasi un secolo e quelli spiegano il funzionamento di TUTTE le tecnologie digitali. Però serve tempo per capirli ed assimilarli. Quanto tempo ci mettono i ragazzi a scuola per capire il significato della matematica e delle leggi di fisica, chimica e biologia che spiegano la componente scientifico-tecnologica del mondo intorno a noi? Almeno i 10 anni dell'istruzione obbligatoria. Certo, se però poi qualche opinionista o politico pensa che basti fare un po' di /coding/ o imparare un po' di /prompt/ per l'IA generativa per padroneggiare "il linguaggio del digitale", poi è chiaro che le cose non funzionano. Negli Stati Uniti si parla solo di "computer science education" cioè "insegnamento dell'informatica" fin dall'inizio della scuola. Non gli è mai pensato di parlare di "digital education", e forse negli USA qualcuno la conosce la valenza strategica della tecnologia digitale, no? Che ne dite? In Europa ci abbiamo messo 10 anni per convincere la Commissione Europea a preparare una risoluzione che il Parlamento Europeo ha poi approvato in cui finalmente si parla di "insegnamento dell'informatica". Ne ho scritto qua https://link-and-think.blogspot.com/2023/12/raccomandazione-europea-insegnam... In Italia, dopo 12 anni di attività del progetto Programma il Futuro, nelle nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo dell'istruzione scolastica si parla finalmente di insegnamento dell'informatica. Ne ho scritto qua https://link-and-think.blogspot.com/2025/03/la-rivoluzione-informatica-entra... Ecco, caro Marco, forse nella tua lista di letture per la scuola potresti mettere qualcuno dei tanti articoli divulgativi che ho scritto a proposito dell'importanza di insegnare l'informatica. Sono tutti qua https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli/dissemination-articles.html e non hai che l'imbarazzo della scelta Mi permetto addirittura di raccomandare la serie "A passeggio con l'informatica" che ho scritto per l'Osservatorio sullo Stato Digitale dell'IRPA (Istituto di Ricerche sulla Pubblica Amministrazione) https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-la-informatica/ che ho scritto Buona serata a tutti, Enrico Il 05/09/2025 19:46, Marco Fioretti ha scritto:
On Fri, Sep 05, 2025 04:41:32 AM +0000, Marco Fioretti wrote:
Buongiorno a tutti,
come da oggetto, devo preparare una lista di link a "cose legate al DIGITALE che ogni insegnante ITALIANO di scuola media o superiore dovrebbe fare/sapere/ conoscere"... La verita' che come **specie** siamo assolutamente incapaci di padroneggiare qualcosa cosi' alieno e veloce come il software, dai compilatori all'IA alle app, e che quindi dovremmo usarne **meno**, l'avevo raccontata anche io ma di sfuggita e non ero certo fra i primi, per esempio qui, vedi "In the same days when Oliver and every other adult with comparable natural skills...":
https://mfioretti.substack.com/p/smartphones-are-the-source-of-a-huge
Questa settimana Mantellini l'ha spiegata tutta, benissimo e con tanto di riassunto storico:
"L’educazione digitale non funziona. E non funziona non perché non sia un’idea opportuna necessaria e ragionevole, al contrario, ma perché i tempi di una sua eventuale ricaduta nelle consuetudini sociali dei cittadini (di tutti i cittadini) sono incompatibili con la velocità con la quale, dall’altro lato, la tecnologia impone sé stessa."
https://www.mantellini.it/2025/09/02/la-preistoria-digitale/
vale per tutto, dal Manifesto GNU a chatGPT, e questa e' una lettura che mettero' senz'altro nella lista dell'altro thread che ho iniziato qui oggi.
Marco
-- -- EN https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html ====================================================== Prof. Enrico Nardelli Past President di "Informatics Europe" Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: https://link-and-think.blogspot.it/ tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont ====================================================== --
Buongiorno Enrico, chiedo scusa a te e alla lista per questa risposta sostanzialmente inutile (non aggiunge nulla), ma non riesco proprio a esimermi da questa specie di rant... On Fri, Sep 05 2025, Enrico Nardelli wrote:
Personalmente mi sono un po' stufato di chi pontifica su cose che non ha capito,
volevo solo che sapessi che quì è partita la ola! :-D [...]
Nello specifico: "educazione digitale" è un termine completamente sbagliato ed è quindi ovvio che non possa funzionare.
oltre che essere sbagliato comincia a nausearmi, letteralmente [...]
2) è sbagliato contenutisticamente, perché parlare di "digitale" implica parlare di un tutto indistinto in cui non si coglie ciò che è rilevante, cioè che TUTTE le tecnologie e i dispositivi digitali sono basati sul linguaggio dell'Informatica. E se non conosci quello è tutta una magia che non puoi capire. [...] Ma se si vogliono far capire le macchine digitali bisogna insegnare l'informatica.
io davvero non riesco a capire _cosa_ ci sia di difficile da capire in quello che hai scritto sopra (e sotto)... ma che è _evidente_ - e dannatamente sconsolante - non sia affatto capito da moltissime persone, anche intelligenti: informatica, non "digitale", per l'amor del cielo! tra l'altro, le basi dell'informatica _e_ delle macchine programmabili sono così semplici che bisogna proprio _volerlo_ a non introdurre /obbligatoriamente/ informatica nella formazione delle persone... ...ma a partire dai _vecchi_, che sono quelli che hanno potere di spesa e decisione, non dai bambini a cui insegnano "giovani vecchi" senza sufficienti competenze informatiche [...]
Insegnare l'informatica funziona, con buona pace di tanti illustri opinionisti che - ormai saranno almeno 15 anni - hanno scritto in lungo e in largo di digitale senza capir molto di cosa andava fatto per prepare le persone a comprenderla.
io direi che il livello di cultura informatica è infimo e questo si evidenzia _soprattutto_ nella "produzione culturale di massa" che straparla di "digitale" [...]
Certo, se però poi qualche opinionista o politico pensa che basti fare un po' di /coding/ o imparare un po' di /prompt/ per l'IA generativa per padroneggiare "il linguaggio del digitale", poi è chiaro che le cose non funzionano.
c'è anche una estrema carenza di umiltà, non credi? [...]
Ecco, caro Marco, forse nella tua lista di letture per la scuola potresti mettere qualcuno dei tanti articoli divulgativi che ho scritto a proposito dell'importanza di insegnare l'informatica. Sono tutti qua https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli/dissemination-articles.html e non hai che l'imbarazzo della scelta
Mi permetto addirittura di raccomandare la serie "A passeggio con l'informatica" che ho scritto per l'Osservatorio sullo Stato Digitale dell'IRPA (Istituto di Ricerche sulla Pubblica Amministrazione) https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-la-informatica/ che ho scritto
non sarebbe male avere un ebook/PDF di "A passeggio con l'informatica" comunque, anche io mi permetto /addirittura/ di raccomandare di raccomandare (ricorsivamente, cą va sanse dire!) a tutti gli insegnanti la lettura di un tuo articolo che ricorda di non dimenticare _mai_ di studiare filosofia: «La tragedia dell’istruzione digitale ovvero la rivincita di Platone» https://link-and-think.blogspot.com/2024/07/la-tragedia-dellistruzione-digit... di quell'articolo mi piace citare questo divertentissimo commento: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- i grandi giornali d’opinione che avevano invece sottolineato come effetto positivo il fatto che la pandemia avesse costretto gli insegnanti italiani a “diventare digitali” (che mi sembra un po’ come tessere le lodi del Titanic perché è importante saper nuotare – ma lasciamo stare queste divagazioni). --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- [...] Grazie Enrico. Saluti, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Grazie mille Giovanni per i tuoi apprezzatissimi commenti, che mi mettono quasi in imbarazzo, ma fanno comunque molto piacere. Per chi volesse leggere una versione meno "di pancia" e più meditata di quanto scritto qua su Nexa eccola https://www.startmag.it/innovazione/che-senso-ha-parlare-di-educazione-digit... Buona serata a tutti, Enrico Il 08/09/2025 16:19, 380° ha scritto:
Buongiorno Enrico,
chiedo scusa a te e alla lista per questa risposta sostanzialmente inutile (non aggiunge nulla), ma non riesco proprio a esimermi da questa specie di rant...
On Fri, Sep 05 2025, Enrico Nardelli wrote:
Personalmente mi sono un po' stufato di chi pontifica su cose che non ha capito, volevo solo che sapessi che quì è partita la ola! :-D
[...]
Nello specifico: "educazione digitale" è un termine completamente sbagliato ed è quindi ovvio che non possa funzionare. oltre che essere sbagliato comincia a nausearmi, letteralmente
[...]
2) è sbagliato contenutisticamente, perché parlare di "digitale" implica parlare di un tutto indistinto in cui non si coglie ciò che è rilevante, cioè che TUTTE le tecnologie e i dispositivi digitali sono basati sul linguaggio dell'Informatica. E se non conosci quello è tutta una magia che non puoi capire. [...] Ma se si vogliono far capire le macchine digitali bisogna insegnare l'informatica. io davvero non riesco a capire _cosa_ ci sia di difficile da capire in quello che hai scritto sopra (e sotto)... ma che è _evidente_ - e dannatamente sconsolante - non sia affatto capito da moltissime persone, anche intelligenti: informatica, non "digitale", per l'amor del cielo!
tra l'altro, le basi dell'informatica _e_ delle macchine programmabili sono così semplici che bisogna proprio _volerlo_ a non introdurre /obbligatoriamente/ informatica nella formazione delle persone...
...ma a partire dai _vecchi_, che sono quelli che hanno potere di spesa e decisione, non dai bambini a cui insegnano "giovani vecchi" senza sufficienti competenze informatiche
[...]
Insegnare l'informatica funziona, con buona pace di tanti illustri opinionisti che - ormai saranno almeno 15 anni - hanno scritto in lungo e in largo di digitale senza capir molto di cosa andava fatto per prepare le persone a comprenderla. io direi che il livello di cultura informatica è infimo e questo si evidenzia _soprattutto_ nella "produzione culturale di massa" che straparla di "digitale"
[...]
Certo, se però poi qualche opinionista o politico pensa che basti fare un po' di /coding/ o imparare un po' di /prompt/ per l'IA generativa per padroneggiare "il linguaggio del digitale", poi è chiaro che le cose non funzionano. c'è anche una estrema carenza di umiltà, non credi?
[...]
Ecco, caro Marco, forse nella tua lista di letture per la scuola potresti mettere qualcuno dei tanti articoli divulgativi che ho scritto a proposito dell'importanza di insegnare l'informatica. Sono tutti qua https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli/dissemination-articles.html e non hai che l'imbarazzo della scelta
Mi permetto addirittura di raccomandare la serie "A passeggio con l'informatica" che ho scritto per l'Osservatorio sullo Stato Digitale dell'IRPA (Istituto di Ricerche sulla Pubblica Amministrazione) https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-la-informatica/ che ho scritto non sarebbe male avere un ebook/PDF di "A passeggio con l'informatica"
comunque, anche io mi permetto /addirittura/ di raccomandare di raccomandare (ricorsivamente, cą va sanse dire!) a tutti gli insegnanti la lettura di un tuo articolo che ricorda di non dimenticare _mai_ di studiare filosofia:
«La tragedia dell’istruzione digitale ovvero la rivincita di Platone» https://link-and-think.blogspot.com/2024/07/la-tragedia-dellistruzione-digit...
di quell'articolo mi piace citare questo divertentissimo commento:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
i grandi giornali d’opinione che avevano invece sottolineato come effetto positivo il fatto che la pandemia avesse costretto gli insegnanti italiani a “diventare digitali” (che mi sembra un po’ come tessere le lodi del Titanic perché è importante saper nuotare – ma lasciamo stare queste divagazioni).
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[...]
Grazie Enrico.
Saluti, 380°
-- -- EN https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html ====================================================== Prof. Enrico Nardelli Past President di "Informatics Europe" Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: https://link-and-think.blogspot.it/ tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont ====================================================== --
Scusate, ma continuo a non capire (...e ciononostante "pontifico") l'utilità "sociale" di insegnare informatica: a me sembrerebbe decisamente più utile fornire concetti base di economia e diritto... Ci sono "distanze abissali" fra come un computer funziona e come si utilizza, e altrettante fra come si utilizza e funziona, e che impatti eco-socio-politici può avere un certo strapotere di nuovi mezzi e nuovi potentati. O mi sono perso qualcosa fra ALU + program counter e AI + GAFAM? Piuttosto -- ma è solo una mia idea fissa da 36 anni... -- inventerei linguaggi che "colleghino meglio l'utente alla macchina" (come questo che potrebbe sostituire molti applicativi di business: http://www.ybnd.eu/docs/YBN_brief.pdf). Non risolverebbe nessuno dei "grandi problemi" (a mio parere inevitabili, perché radicati altrove, rispetto all'informatica), ma ne risolverebbe parecchi "all'interno" dell'informatica, ...che per l'utente "normale" ne ha anche troppi. Altra cosa da fare -- a livello ancora più basso -- sarebbe normare le interfacce web più diffuse (es. privacy e autenticazione), per semplificare la vita agli over-tot che devono ricorrere sempre all'aiuto di altri per cavarsela. A furia di parlare di massimi sistemi, ci dimentichiamo di fare "pulizia in casa"... (e c'è ne sarebbe un gran bisogno, come anche nelle telecomunicazioni). Un "falcidiatore di stronzate", un "exterminator" di pratiche commerciali più o meno immonde, un "riorganizzatore" -- poco capitalistico / liberistico e molto "cinese" / impositivo -- lo vedreste male? Niente su questi fronti, miei prodi? Il 2025-09-08 22:54 Enrico Nardelli ha scritto:
Grazie mille Giovanni per i tuoi apprezzatissimi commenti, che mi mettono quasi in imbarazzo, ma fanno comunque molto piacere.
Per chi volesse leggere una versione meno "di pancia" e più meditata di quanto scritto qua su Nexa eccola
https://www.startmag.it/innovazione/che-senso-ha-parlare-di-educazione-digit...
Buona serata a tutti, Enrico
Il 08/09/2025 16:19, 380° ha scritto:
Buongiorno Enrico,
chiedo scusa a te e alla lista per questa risposta sostanzialmente inutile (non aggiunge nulla), ma non riesco proprio a esimermi da questa specie di rant...
On Fri, Sep 05 2025, Enrico Nardelli wrote:
Personalmente mi sono un po' stufato di chi pontifica su cose che non ha capito,
volevo solo che sapessi che quì è partita la ola! :-D
[...]
Nello specifico: "educazione digitale" è un termine completamente
sbagliato ed è quindi ovvio che non possa funzionare.
oltre che essere sbagliato comincia a nausearmi, letteralmente
[...]
2) è sbagliato contenutisticamente, perché parlare di "digitale" implica parlare di un tutto indistinto in cui non si coglie ciò che è rilevante, cioè che TUTTE le tecnologie e i dispositivi digitali sono basati sul linguaggio dell'Informatica. E se non conosci quello è tutta una magia che non puoi capire.
[...]
Ma se si vogliono far capire le macchine digitali bisogna insegnare l'informatica.
io davvero non riesco a capire _cosa_ ci sia di difficile da capire in quello che hai scritto sopra (e sotto)... ma che è _evidente_ - e dannatamente sconsolante - non sia affatto capito da moltissime persone, anche intelligenti: informatica, non "digitale", per l'amor del cielo!
tra l'altro, le basi dell'informatica _e_ delle macchine programmabili sono così semplici che bisogna proprio _volerlo_ a non introdurre /obbligatoriamente/ informatica nella formazione delle persone...
...ma a partire dai _vecchi_, che sono quelli che hanno potere di spesa e decisione, non dai bambini a cui insegnano "giovani vecchi" senza sufficienti competenze informatiche
[...]
Insegnare l'informatica funziona, con buona pace di tanti illustri
opinionisti che - ormai saranno almeno 15 anni - hanno scritto in lungo e in largo di digitale senza capir molto di cosa andava fatto per prepare le persone a comprenderla.
io direi che il livello di cultura informatica è infimo e questo si evidenzia _soprattutto_ nella "produzione culturale di massa" che straparla di "digitale"
[...]
Certo, se però poi qualche opinionista o politico pensa che basti fare un po' di /coding/ o imparare un po' di /prompt/ per l'IA generativa per padroneggiare "il linguaggio del digitale", poi è chiaro che le cose non funzionano.
c'è anche una estrema carenza di umiltà, non credi?
[...]
Ecco, caro Marco, forse nella tua lista di letture per la scuola potresti mettere qualcuno dei tanti articoli divulgativi che ho scritto a proposito dell'importanza di insegnare l'informatica. Sono tutti qua https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli/dissemination-articles.html e non hai che l'imbarazzo della scelta
Mi permetto addirittura di raccomandare la serie "A passeggio con l'informatica" che ho scritto per l'Osservatorio sullo Stato Digitale dell'IRPA (Istituto di Ricerche sulla Pubblica Amministrazione) https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-la-informatica/ che ho scritto
non sarebbe male avere un ebook/PDF di "A passeggio con l'informatica"
comunque, anche io mi permetto /addirittura/ di raccomandare di raccomandare (ricorsivamente, cą va sanse dire!) a tutti gli insegnanti la lettura di un tuo articolo che ricorda di non dimenticare _mai_ di studiare filosofia:
«La tragedia dell’istruzione digitale ovvero la rivincita di Platone»
https://link-and-think.blogspot.com/2024/07/la-tragedia-dellistruzione-digit...
di quell'articolo mi piace citare questo divertentissimo commento:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
i grandi giornali d’opinione che avevano invece sottolineato come effetto positivo il fatto che la pandemia avesse costretto gli insegnanti italiani a “diventare digitali” (che mi sembra un po’ come tessere le lodi del Titanic perché è importante saper nuotare – ma lasciamo stare queste divagazioni).
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
[...]
Grazie Enrico.
Saluti, 380°
-- -- EN https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
====================================================== Prof. Enrico Nardelli Past President di "Informatics Europe" Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: https://link-and-think.blogspot.it/ tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont ======================================================
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Parafrasando potremmo anche dire: «/Scusate, ma continuo a non capire l'utilità sociale di insegnare fisica... Ci sono "distanze abissali" fra come un aereo vola e come si utilizza, e altrettante fra come si utilizza e funziona, e che impatti può avere un certo strapotere di questo nuovo mezzo. O mi sono perso qualcosa...?/» Ecco, seguendo l'argomento di Alfredo, si potrebbe fare anche questa riflessione o altre simili. Siamo a questo punto? Io non riesco a spiegare il mio punto di vista più chiaramente di come l'ho scritto nell'articolo in questione e in decine di articoli divulgativi e nel mio libro. Accetto quindi di essere limitato nelle mie capacità. Aggiungo solo che nessuno nega che "avere linguaggi che colleghino meglio l'utente alla macchina" (e altre cose che facilitino la vita all'utente) sarebbe molto utile, ma senza una vera comprensione di cos'è la macchina saremmo comunque solo dei semplici utenti, come saper guidare un'automobile ma non sapere la fisica e la chimica sono alla base del suo funzionamento. Buona giornata, Enrico Il 09/09/2025 08:40, abregni ha scritto:
Scusate, ma continuo a non capire (...e ciononostante "pontifico") l'utilità "sociale" di insegnare informatica: a me sembrerebbe decisamente più utile fornire concetti base di economia e diritto...
Ci sono "distanze abissali" fra come un computer funziona e come si utilizza, e altrettante fra come si utilizza e funziona, e che impatti eco-socio-politici può avere un certo strapotere di nuovi mezzi e nuovi potentati. O mi sono perso qualcosa fra ALU + program counter e AI + GAFAM?
Piuttosto -- ma è solo una mia idea fissa da 36 anni... -- inventerei linguaggi che "colleghino meglio l'utente alla macchina" (come questo che potrebbe sostituire molti applicativi di business: http://www.ybnd.eu/docs/YBN_brief.pdf). Non risolverebbe nessuno dei "grandi problemi" (a mio parere inevitabili, perché radicati altrove, rispetto all'informatica), ma ne risolverebbe parecchi "all'interno" dell'informatica, ...che per l'utente "normale" ne ha anche troppi.
Altra cosa da fare -- a livello ancora più basso -- sarebbe normare le interfacce web più diffuse (es. privacy e autenticazione), per semplificare la vita agli over-tot che devono ricorrere sempre all'aiuto di altri per cavarsela. A furia di parlare di massimi sistemi, ci dimentichiamo di fare "pulizia in casa"... (e c'è ne sarebbe un gran bisogno, come anche nelle telecomunicazioni).
Un "falcidiatore di stronzate", un "exterminator" di pratiche commerciali più o meno immonde, un "riorganizzatore" -- poco capitalistico / liberistico e molto "cinese" / impositivo -- lo vedreste male?
Niente su questi fronti, miei prodi?
Il 2025-09-08 22:54 Enrico Nardelli ha scritto:
Grazie mille Giovanni per i tuoi apprezzatissimi commenti, che mi mettono quasi in imbarazzo, ma fanno comunque molto piacere.
Per chi volesse leggere una versione meno "di pancia" e più meditata di quanto scritto qua su Nexa eccola
https://www.startmag.it/innovazione/che-senso-ha-parlare-di-educazione-digit...
Buona serata a tutti, Enrico
Il 08/09/2025 16:19, 380° ha scritto:
Buongiorno Enrico,
chiedo scusa a te e alla lista per questa risposta sostanzialmente inutile (non aggiunge nulla), ma non riesco proprio a esimermi da questa specie di rant...
On Fri, Sep 05 2025, Enrico Nardelli wrote:
Personalmente mi sono un po' stufato di chi pontifica su cose che non ha capito,
volevo solo che sapessi che quì è partita la ola! :-D
[...]
Nello specifico: "educazione digitale" è un termine completamente
sbagliato ed è quindi ovvio che non possa funzionare.
oltre che essere sbagliato comincia a nausearmi, letteralmente
[...]
2) è sbagliato contenutisticamente, perché parlare di "digitale" implica parlare di un tutto indistinto in cui non si coglie ciò che è rilevante, cioè che TUTTE le tecnologie e i dispositivi digitali sono basati sul linguaggio dell'Informatica. E se non conosci quello è tutta una magia che non puoi capire.
[...]
Ma se si vogliono far capire le macchine digitali bisogna insegnare l'informatica.
io davvero non riesco a capire _cosa_ ci sia di difficile da capire in quello che hai scritto sopra (e sotto)... ma che è _evidente_ - e dannatamente sconsolante - non sia affatto capito da moltissime persone, anche intelligenti: informatica, non "digitale", per l'amor del cielo!
tra l'altro, le basi dell'informatica _e_ delle macchine programmabili sono così semplici che bisogna proprio _volerlo_ a non introdurre /obbligatoriamente/ informatica nella formazione delle persone...
...ma a partire dai _vecchi_, che sono quelli che hanno potere di spesa e decisione, non dai bambini a cui insegnano "giovani vecchi" senza sufficienti competenze informatiche
[...]
Insegnare l'informatica funziona, con buona pace di tanti illustri
opinionisti che - ormai saranno almeno 15 anni - hanno scritto in lungo e in largo di digitale senza capir molto di cosa andava fatto per prepare le persone a comprenderla.
io direi che il livello di cultura informatica è infimo e questo si evidenzia _soprattutto_ nella "produzione culturale di massa" che straparla di "digitale"
[...]
Certo, se però poi qualche opinionista o politico pensa che basti fare un po' di /coding/ o imparare un po' di /prompt/ per l'IA generativa per padroneggiare "il linguaggio del digitale", poi è chiaro che le cose non funzionano.
c'è anche una estrema carenza di umiltà, non credi?
[...]
Ecco, caro Marco, forse nella tua lista di letture per la scuola potresti mettere qualcuno dei tanti articoli divulgativi che ho scritto a proposito dell'importanza di insegnare l'informatica. Sono tutti qua https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli/dissemination-articles.html e non hai che l'imbarazzo della scelta
Mi permetto addirittura di raccomandare la serie "A passeggio con l'informatica" che ho scritto per l'Osservatorio sullo Stato Digitale dell'IRPA (Istituto di Ricerche sulla Pubblica Amministrazione) https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-la-informatica/ che ho scritto
non sarebbe male avere un ebook/PDF di "A passeggio con l'informatica"
comunque, anche io mi permetto /addirittura/ di raccomandare di raccomandare (ricorsivamente, cą va sanse dire!) a tutti gli insegnanti la lettura di un tuo articolo che ricorda di non dimenticare _mai_ di studiare filosofia:
«La tragedia dell’istruzione digitale ovvero la rivincita di Platone»
https://link-and-think.blogspot.com/2024/07/la-tragedia-dellistruzione-digit...
di quell'articolo mi piace citare questo divertentissimo commento:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
i grandi giornali d’opinione che avevano invece sottolineato come effetto positivo il fatto che la pandemia avesse costretto gli insegnanti italiani a “diventare digitali” (che mi sembra un po’ come tessere le lodi del Titanic perché è importante saper nuotare – ma lasciamo stare queste divagazioni).
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
[...]
Grazie Enrico.
Saluti, 380°
-- -- EN https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html
====================================================== Prof. Enrico Nardelli Past President di "Informatics Europe" Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: https://link-and-think.blogspot.it/ tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont ======================================================
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-- EN https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html ====================================================== Prof. Enrico Nardelli Past President di "Informatics Europe" Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: https://link-and-think.blogspot.it/ tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont ====================================================== --
Ciao a tutti/e sono d'accordo con Enrico Nardelli. Potremmo parlarne per ore, anche perché sono argomenti di cui si discute da anni, in alcuni casi con contributi corposi e rilevanti, che richiedono tempo per essere letti e capiti. Aggiungo con un veloce argomento paradossale. Se un extraterrestre arrivasse sulla Terra e vedesse come funzionano il mondo, il sistema didattico, e il sistema della ricerca universitaria, secondo me capirebbe queste 3 cose: 1) l'informatica domina il mondo; 2) gli esseri umani la insegnano poco ai loro figli ("come mai?"); 3) in una bella e irrilevante penisola del piccolo mare Mediterraneo, lo Stato locale ha creato un sistema universitario in cui il numero di divisioni in settori disciplinari è inversamente proporzionale alla rilevanza della disciplina nel mondo (molti settori disciplinari in aree "irrilevanti" vs. un solo INF-01) . Lo dico da laureato in Filosofia e da umanista digitale e linguista computazionale, faccio cose cose interdisciplinari. Anche l'economia e il diritto sono importanti, oltre all'informatica; anche la storia della letteratura (come gli esseri umani si raccontano) e la storia in generale. Ovviamente è importante la fisica (anche solo per le bombe atomiche), la chimica, la biologia, la religione (vedi Gaza), ecc. Andrea On Tue, Sep 9, 2025 at 9:37 AM Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> wrote:
Parafrasando potremmo anche dire: «*Scusate, ma continuo a non capire l'utilità sociale di insegnare fisica... Ci sono "distanze abissali" fra come un aereo vola e come si utilizza, e altrettante fra come si utilizza e funziona, e che impatti può avere un certo strapotere di questo nuovo mezzo. O mi sono perso qualcosa...?*»
Ecco, seguendo l'argomento di Alfredo, si potrebbe fare anche questa riflessione o altre simili. Siamo a questo punto?
Io non riesco a spiegare il mio punto di vista più chiaramente di come l'ho scritto nell'articolo in questione e in decine di articoli divulgativi e nel mio libro. Accetto quindi di essere limitato nelle mie capacità.
Aggiungo solo che nessuno nega che "avere linguaggi che colleghino meglio l'utente alla macchina" (e altre cose che facilitino la vita all'utente) sarebbe molto utile, ma senza una vera comprensione di cos'è la macchina saremmo comunque solo dei semplici utenti, come saper guidare un'automobile ma non sapere la fisica e la chimica sono alla base del suo funzionamento.
Buona giornata, Enrico
Buongiorno, vedete quanto è utile confrontarsi _nel merito_ :-)... On Tue, Sep 09 2025, abregni wrote:
Scusate, ma continuo a non capire (...e ciononostante "pontifico") l'utilità "sociale" di insegnare informatica: a me sembrerebbe decisamente più utile fornire concetti base di economia e diritto...
L'informatica è _estremamente_ utile perché è /meta/ (è sostanzialmente /lo/ strumento della metafisica); in altre parole l'informatica /in potenza/ _contempla_ [1] tutte le discipline: economia, diritto, matematica, fisica, biologia... Cito: «l’informatica è la disciplina che studia l’elaborazione automatica di rappresentazioni» [2]: ciò significa che _chiunque_ abbia a che fare con l'elaborazione automatica di rappresentazioni [3] ha a che fare con l'informatica Sfido io a trovare una sola attività umana oggi che non ha a che fare con l'elaborazione automatica; quindi, anche avendo concetti avanzati di X, /se/ non si ha _padronanza_ dell'informatica si rischia di prendere delle _colossali_ cantonate (o di credere ai /baracconai/ di snake oil), ci sono tonnellate di esempi. Saluti, 380° [1] https://www.unaparolaalgiorno.it/significato/contemplare: «il grado forse massimo della mente analitica» [2] https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-linformatica-01-cose-linformatica/ nel testo segue una precisa analisi di ogni termine della definizione, che invito a studiare, in particolare il sostantivo "rappresentazioni" [3] https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-linformatica-02-la-rappresentazione-dei-... -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Il punto è che sapere "come funziona" l'informatica serve molto poco a capire come poi funzionano le "rappresentazioni", specie se si guardano come sono in macchina, invece di come funzionano verso la realtà. Avevo già notato questo problema, di "dimenticare" la semantica esterna, pensando alla rappresentazione "tecnica" interna (anche ammesso che io sappia come funziona Alpha Go, ...come faccio a sapere come lo posso "ingannare", notizia che mi ha molto sorpreso, considerato il tipo di programma?). Il 2025-09-09 11:06 380° via nexa ha scritto:
Buongiorno,
vedete quanto è utile confrontarsi _nel merito_ :-)...
On Tue, Sep 09 2025, abregni wrote:
Scusate, ma continuo a non capire (...e ciononostante "pontifico") l'utilità "sociale" di insegnare informatica: a me sembrerebbe decisamente più utile fornire concetti base di economia e diritto...
L'informatica è _estremamente_ utile perché è /meta/ (è sostanzialmente /lo/ strumento della metafisica); in altre parole l'informatica /in potenza/ _contempla_ [1] tutte le discipline: economia, diritto, matematica, fisica, biologia...
Cito: «l’informatica è la disciplina che studia l’elaborazione automatica di rappresentazioni» [2]: ciò significa che _chiunque_ abbia a che fare con l'elaborazione automatica di rappresentazioni [3] ha a che fare con l'informatica
Sfido io a trovare una sola attività umana oggi che non ha a che fare con l'elaborazione automatica; quindi, anche avendo concetti avanzati di X, /se/ non si ha _padronanza_ dell'informatica si rischia di prendere delle _colossali_ cantonate (o di credere ai /baracconai/ di snake oil), ci sono tonnellate di esempi.
Saluti, 380°
[1] https://www.unaparolaalgiorno.it/significato/contemplare: «il grado forse massimo della mente analitica»
[2] https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-linformatica-01-cose-linformatica/ nel testo segue una precisa analisi di ogni termine della definizione, che invito a studiare, in particolare il sostantivo "rappresentazioni"
[3] https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-linformatica-02-la-rappresentazione-dei-...
Alfredo, nessun informatico che non sia un puro tecnico (ma ne abbiamo sempre di meno - vedi ad esempio il movimento sull'Umanesimo Digitale https://caiml.org/dighum/) dimentica che la rappresentazione è solo una rappresentazione e concordo con te che è la semantica esterna delle rappresentazioni che conta a livello di uso. Però è fondamentale avere una piena consapevolezza che le "rappresentazioni" non hanno una "comprensione" all'interno della macchina simile alla comprensione che noi umani abbiamo delle "rappresentazioni". Questo è un punto fondamentale, perché siccome noi proiettiamo su qualunque dispositivo che emula ciò che facciamo la nostra comprensione di ciò che facciamo, se non si capisce bene questo punto si pensa che la macchina sia come una persona (o addirittura superiore perché incapace di commettere errori o di male interpretare). Avevo scritto più di due anni fa a proposito di ChatGTP e simili «poiché ciò che fanno lo esprimono in una forma che per noi ha significato, proiettiamo su di essa il significato che è in noi» https://www.startmag.it/innovazione/dibattito-intelligenza-artificiale-chatg... a seguito di una discussione avviata qui in lista https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2023-March/025111.html) Io personalmente insisto proprio sull'uso del termine "rappresentazione" invece di "dato" o "informazione" proprio per sottolineare questo aspetto. Insegnare e apprendere l'informatica serve a capire questo. Altrimenti, appunto, uno si sorprende che si possa ingannare AlphaGo (che è comunque a un livello diverso dal resto dei sistemi di IA generativa perché ha anche funzioni di rappresentazione simbolica). Infine, l'uso delle rappresentazioni nelle comunicazioni e nelle interazioni è materia degli esperti di area umanistica e sociale, che è il motivo per cui bisogna continuare nella scuola storia, filosofia, letteratura, arte, musica, etc. etc. Sintetizzando,vanno insegnate sia le materie scientifiche perché spiegano come funzionano i meccanismi intorno a noi che le materie umanistiche perché insegnano come noi usiamo o decidiamo di usare i meccanismi intorno a noi. Ciao, Enrico Il 09/09/2025 12:01, abregni ha scritto:
Il punto è che sapere "come funziona" l'informatica serve molto poco a capire come poi funzionano le "rappresentazioni", specie se si guardano come sono in macchina, invece di come funzionano verso la realtà.
Avevo già notato questo problema, di "dimenticare" la semantica esterna, pensando alla rappresentazione "tecnica" interna (anche ammesso che io sappia come funziona Alpha Go, ...come faccio a sapere come lo posso "ingannare", notizia che mi ha molto sorpreso, considerato il tipo di programma?).
Il 2025-09-09 11:06 380° via nexa ha scritto:
Buongiorno,
vedete quanto è utile confrontarsi _nel merito_ :-)...
On Tue, Sep 09 2025, abregni wrote:
Scusate, ma continuo a non capire (...e ciononostante "pontifico") l'utilità "sociale" di insegnare informatica: a me sembrerebbe decisamente più utile fornire concetti base di economia e diritto...
L'informatica è _estremamente_ utile perché è /meta/ (è sostanzialmente /lo/ strumento della metafisica); in altre parole l'informatica /in potenza/ _contempla_ [1] tutte le discipline: economia, diritto, matematica, fisica, biologia...
Cito: «l’informatica è la disciplina che studia l’elaborazione automatica di rappresentazioni» [2]: ciò significa che _chiunque_ abbia a che fare con l'elaborazione automatica di rappresentazioni [3] ha a che fare con l'informatica
Sfido io a trovare una sola attività umana oggi che non ha a che fare con l'elaborazione automatica; quindi, anche avendo concetti avanzati di X, /se/ non si ha _padronanza_ dell'informatica si rischia di prendere delle _colossali_ cantonate (o di credere ai /baracconai/ di snake oil), ci sono tonnellate di esempi.
Saluti, 380°
[1] https://www.unaparolaalgiorno.it/significato/contemplare: «il grado forse massimo della mente analitica»
[2] https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-linformatica-01-cose-linformatica/ nel testo segue una precisa analisi di ogni termine della definizione, che invito a studiare, in particolare il sostantivo "rappresentazioni"
[3] https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-linformatica-02-la-rappresentazione-dei-...
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Io insisterei, ma il discorso diventerebbe troppo vasto, che sarebbe ora di "debellare" strati su strati di rappresentazioni, e avvicinare l'uomo alla macchina, ...mentre invece all'informatica come settore fa comodo di avere gli apprendisti stregoni (o gli stregoni veri) che sanno solo loro come metterci le mani (mi vengono in mente i Sappisti di livello 4...), cosicché poi non si ha mai il supporto informatico all'organizzazione che si vuole, e tantomeno qualcosa di flessibile. Detto brutaliter, invece di insegnare macchine di Turing (conosciute le quali non sappiamo che farcene), sarebbe ora di fare di meglio e/o di più. Se invece vogliamo insegnare di tutto, perché tutto serve, ...lasciando peraltro al povero discente di cavarcene qualcosa, allora va bene. Il 2025-09-09 12:36 Enrico Nardelli ha scritto:
Alfredo, nessun informatico che non sia un puro tecnico (ma ne abbiamo sempre di meno - vedi ad esempio il movimento sull'Umanesimo Digitale https://caiml.org/dighum/) dimentica che la rappresentazione è solo una rappresentazione e concordo con te che è la semantica esterna delle rappresentazioni che conta a livello di uso.
Però è fondamentale avere una piena consapevolezza che le "rappresentazioni" non hanno una "comprensione" all'interno della macchina simile alla comprensione che noi umani abbiamo delle "rappresentazioni". Questo è un punto fondamentale, perché siccome noi proiettiamo su qualunque dispositivo che emula ciò che facciamo la nostra comprensione di ciò che facciamo, se non si capisce bene questo punto si pensa che la macchina sia come una persona (o addirittura superiore perché incapace di commettere errori o di male interpretare). Avevo scritto più di due anni fa a proposito di ChatGTP e simili «poiché ciò che fanno lo esprimono in una forma che per noi ha significato, proiettiamo su di essa il significato che è in noi» https://www.startmag.it/innovazione/dibattito-intelligenza-artificiale-chatg... a seguito di una discussione avviata qui in lista https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2023-March/025111.html)
Io personalmente insisto proprio sull'uso del termine "rappresentazione" invece di "dato" o "informazione" proprio per sottolineare questo aspetto. Insegnare e apprendere l'informatica serve a capire questo. Altrimenti, appunto, uno si sorprende che si possa ingannare AlphaGo (che è comunque a un livello diverso dal resto dei sistemi di IA generativa perché ha anche funzioni di rappresentazione simbolica).
Infine, l'uso delle rappresentazioni nelle comunicazioni e nelle interazioni è materia degli esperti di area umanistica e sociale, che è il motivo per cui bisogna continuare nella scuola storia, filosofia, letteratura, arte, musica, etc. etc.
Sintetizzando,vanno insegnate sia le materie scientifiche perché spiegano come funzionano i meccanismi intorno a noi che le materie umanistiche perché insegnano come noi usiamo o decidiamo di usare i meccanismi intorno a noi.
Ciao, Enrico
Il 09/09/2025 12:01, abregni ha scritto:
Il punto è che sapere "come funziona" l'informatica serve molto poco a capire come poi funzionano le "rappresentazioni", specie se si guardano come sono in macchina, invece di come funzionano verso la realtà.
Avevo già notato questo problema, di "dimenticare" la semantica esterna, pensando alla rappresentazione "tecnica" interna (anche ammesso che io sappia come funziona Alpha Go, ...come faccio a sapere come lo posso "ingannare", notizia che mi ha molto sorpreso, considerato il tipo di programma?).
Il 2025-09-09 11:06 380° via nexa ha scritto: Buongiorno,
vedete quanto è utile confrontarsi _nel merito_ :-)...
On Tue, Sep 09 2025, abregni wrote:
Scusate, ma continuo a non capire (...e ciononostante "pontifico") l'utilità "sociale" di insegnare informatica: a me sembrerebbe decisamente più utile fornire concetti base di economia e diritto...
L'informatica è _estremamente_ utile perché è /meta/ (è sostanzialmente /lo/ strumento della metafisica); in altre parole l'informatica /in potenza/ _contempla_ [1] tutte le discipline: economia, diritto, matematica, fisica, biologia...
Cito: «l’informatica è la disciplina che studia l’elaborazione
automatica di rappresentazioni» [2]: ciò significa che _chiunque_ abbia a che fare con l'elaborazione automatica di rappresentazioni [3] ha a che fare con l'informatica
Sfido io a trovare una sola attività umana oggi che non ha a che fare con l'elaborazione automatica; quindi, anche avendo concetti avanzati di X, /se/ non si ha _padronanza_ dell'informatica si rischia di prendere delle _colossali_ cantonate (o di credere ai /baracconai/ di snake oil), ci sono tonnellate di esempi.
Saluti, 380°
[1] https://www.unaparolaalgiorno.it/significato/contemplare: «il grado forse massimo della mente analitica»
[2]
https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-linformatica-01-cose-linformatica/
nel testo segue una precisa analisi di ogni termine della definizione, che invito a studiare, in particolare il sostantivo "rappresentazioni"
[3]
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====================================================== Prof. Enrico Nardelli Past President di "Informatics Europe" Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: https://link-and-think.blogspot.it/ tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont ======================================================
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Ciao Marco, Ottima iniziativa! Settimana scorsa è stata presentato a Parigi, alla Digital Learning Week organizzata dall'UNESCO, i risultati di una interessante ricerca, la trovi seguendo il link 1149_25_Promoting and Protecting Teacher Agency_FINAL_3Sep.pdf <https://teachertaskforce.org/sites/default/files/2025-09/1149_25_Promoting%2...> Alessandro On Fri, 5 Sept 2025 at 19:46, Marco Fioretti <mfioretti@nexaima.net> wrote:
On Fri, Sep 05, 2025 04:41:32 AM +0000, Marco Fioretti wrote:
Buongiorno a tutti,
come da oggetto, devo preparare una lista di link a "cose legate al DIGITALE che ogni insegnante ITALIANO di scuola media o superiore dovrebbe fare/sapere/ conoscere"...
La verita' che come **specie** siamo assolutamente incapaci di padroneggiare qualcosa cosi' alieno e veloce come il software, dai compilatori all'IA alle app, e che quindi dovremmo usarne **meno**, l'avevo raccontata anche io ma di sfuggita e non ero certo fra i primi, per esempio qui, vedi "In the same days when Oliver and every other adult with comparable natural skills...":
https://mfioretti.substack.com/p/smartphones-are-the-source-of-a-huge
Questa settimana Mantellini l'ha spiegata tutta, benissimo e con tanto di riassunto storico:
"L’educazione digitale non funziona. E non funziona non perché non sia un’idea opportuna necessaria e ragionevole, al contrario, ma perché i tempi di una sua eventuale ricaduta nelle consuetudini sociali dei cittadini (di tutti i cittadini) sono incompatibili con la velocità con la quale, dall’altro lato, la tecnologia impone sé stessa."
https://www.mantellini.it/2025/09/02/la-preistoria-digitale/
vale per tutto, dal Manifesto GNU a chatGPT, e questa e' una lettura che mettero' senz'altro nella lista dell'altro thread che ho iniziato qui oggi.
Marco
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