Parafrasando potremmo anche dire:
«Scusate, ma continuo a non capire l'utilità sociale di insegnare fisica... Ci sono "distanze abissali" fra come un aereo vola e come si utilizza, e altrettante fra come si utilizza e funziona, e che impatti può avere un certo strapotere di questo nuovo mezzo. O mi sono perso qualcosa...?»

Ecco, seguendo l'argomento di Alfredo, si potrebbe fare anche questa riflessione o altre simili. Siamo a questo punto?

Io non riesco a spiegare il mio punto di vista più chiaramente di come l'ho scritto nell'articolo in questione e in decine di articoli divulgativi e nel mio libro. Accetto quindi di essere limitato nelle mie capacità.

Aggiungo solo che nessuno nega che "avere linguaggi che colleghino meglio l'utente alla macchina" (e altre cose che facilitino la vita all'utente) sarebbe molto utile, ma senza una vera comprensione di cos'è la macchina saremmo comunque solo dei semplici utenti, come saper guidare un'automobile ma non sapere la fisica e la chimica sono alla base del suo funzionamento.

Buona giornata, Enrico


Il 09/09/2025 08:40, abregni ha scritto:
Scusate, ma continuo a non capire (...e ciononostante "pontifico") l'utilità "sociale" di insegnare informatica: a me sembrerebbe decisamente più utile fornire concetti base di economia e diritto...

Ci sono "distanze abissali" fra come un computer funziona e come si utilizza, e altrettante fra come si utilizza e funziona, e che impatti eco-socio-politici può avere un certo strapotere di nuovi mezzi e nuovi potentati.
O mi sono perso qualcosa fra ALU + program counter e AI + GAFAM?

Piuttosto -- ma è solo una mia idea fissa da 36 anni... -- inventerei linguaggi che "colleghino meglio l'utente alla macchina" (come questo che potrebbe sostituire molti applicativi di business: http://www.ybnd.eu/docs/YBN_brief.pdf). Non risolverebbe nessuno dei "grandi problemi" (a mio parere inevitabili, perché radicati altrove, rispetto all'informatica), ma ne risolverebbe parecchi "all'interno" dell'informatica, ...che per l'utente "normale" ne ha anche troppi.

Altra cosa da fare -- a livello ancora più basso -- sarebbe normare le interfacce web più diffuse (es. privacy e autenticazione), per semplificare la vita agli over-tot che devono ricorrere sempre all'aiuto di altri per cavarsela.
A furia di parlare di massimi sistemi, ci dimentichiamo di fare "pulizia in casa"... (e c'è ne sarebbe un gran bisogno, come anche nelle telecomunicazioni).

Un "falcidiatore di stronzate", un "exterminator" di pratiche commerciali più o meno immonde, un "riorganizzatore" -- poco capitalistico / liberistico e molto "cinese" / impositivo -- lo vedreste male?

Niente su questi fronti, miei prodi?



Il 2025-09-08 22:54 Enrico Nardelli ha scritto:
Grazie mille Giovanni per i tuoi apprezzatissimi commenti, che mi
mettono quasi in imbarazzo, ma fanno comunque molto piacere.

Per chi volesse leggere una versione meno "di pancia" e più meditata
di quanto scritto qua su Nexa eccola

https://www.startmag.it/innovazione/che-senso-ha-parlare-di-educazione-digitale/


Buona serata a tutti, Enrico

Il 08/09/2025 16:19, 380° ha scritto:

Buongiorno Enrico,

chiedo scusa a te e alla lista per questa risposta sostanzialmente
inutile (non aggiunge nulla), ma non riesco proprio a esimermi da
questa
specie di rant...

On Fri, Sep 05 2025, Enrico Nardelli wrote:

Personalmente mi sono un po' stufato di chi pontifica su cose che
non ha
capito,

volevo solo che sapessi che quì è partita la ola! :-D

[...]

Nello specifico: "educazione digitale" è un termine completamente

sbagliato ed è quindi ovvio che non possa funzionare.

oltre che essere sbagliato comincia a nausearmi, letteralmente

[...]

2) è sbagliato contenutisticamente, perché parlare di "digitale"
implica
parlare di un tutto indistinto in cui non si coglie ciò che è
rilevante,
cioè che TUTTE le tecnologie e i dispositivi digitali sono basati
sul
linguaggio dell'Informatica. E se non conosci quello è tutta una
magia
che non puoi capire.

[...]

Ma se si vogliono far capire le macchine digitali bisogna
insegnare
l'informatica.

io davvero non riesco a capire _cosa_ ci sia di difficile da capire
in
quello che hai scritto sopra (e sotto)... ma che è _evidente_ - e
dannatamente sconsolante - non sia affatto capito da moltissime
persone,
anche intelligenti: informatica, non "digitale", per l'amor del
cielo!

tra l'altro, le basi dell'informatica _e_ delle macchine
programmabili
sono così semplici che bisogna proprio _volerlo_ a non introdurre
/obbligatoriamente/ informatica nella formazione delle persone...

...ma a partire dai _vecchi_, che sono quelli che hanno potere di
spesa
e decisione, non dai bambini a cui insegnano "giovani vecchi" senza
sufficienti competenze informatiche

[...]

Insegnare l'informatica funziona, con buona pace di tanti illustri

opinionisti che - ormai saranno almeno 15 anni - hanno scritto in
lungo
e in largo di digitale senza capir molto di cosa andava fatto per
prepare le persone a comprenderla.

io direi che il livello di cultura informatica è infimo e questo si
evidenzia _soprattutto_ nella "produzione culturale di massa" che
straparla di "digitale"

[...]

Certo, se però poi qualche opinionista o politico pensa che basti
fare
un po' di /coding/ o imparare un po' di /prompt/ per l'IA
generativa
per padroneggiare "il linguaggio del digitale", poi è chiaro che
le
cose non funzionano.

c'è anche una estrema carenza di umiltà, non credi?

[...]

Ecco, caro Marco, forse nella tua lista di letture per la scuola
potresti mettere qualcuno dei tanti articoli divulgativi che ho
scritto
a proposito dell'importanza di insegnare l'informatica. Sono tutti
qua
https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli/dissemination-articles.html
e non
hai che l'imbarazzo della scelta

Mi permetto addirittura di raccomandare la serie "A passeggio con
l'informatica" che ho scritto per l'Osservatorio sullo Stato
Digitale
dell'IRPA (Istituto di Ricerche sulla Pubblica Amministrazione)
https://www.irpa.eu/a-passeggio-con-la-informatica/ che ho scritto

non sarebbe male avere un ebook/PDF di "A passeggio con
l'informatica"

comunque, anche io mi permetto /addirittura/ di raccomandare di
raccomandare (ricorsivamente, cą va sanse dire!) a tutti gli
insegnanti
la lettura di un tuo articolo che ricorda di non dimenticare _mai_
di
studiare filosofia:

«La tragedia dell’istruzione digitale ovvero la rivincita di
Platone»

https://link-and-think.blogspot.com/2024/07/la-tragedia-dellistruzione-digitale.html

di quell'articolo mi piace citare questo divertentissimo commento:

--8<---------------cut here---------------start------------->8---

i grandi giornali d’opinione che avevano invece sottolineato come
effetto positivo il fatto che la pandemia avesse costretto gli
insegnanti italiani a “diventare digitali” (che mi sembra un
po’ come
tessere le lodi del Titanic perché è importante saper nuotare –
ma
lasciamo stare queste divagazioni).

--8<---------------cut here---------------end--------------->8---

[...]

Grazie Enrico.

Saluti, 380°

--
-- EN
https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html


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Prof. Enrico Nardelli
Past President di "Informatics Europe"
Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI
Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: https://link-and-think.blogspot.it/
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it
online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont
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