Google, Making Copyright Work Better Online
Cari Tutti, Come avrete forse già letto, abbiamo annunciato oggi alcuni cambiamenti alle nostre procedure di rimozione dei contenuti in violazione con il diritto d’autore. Riteniamo infatti che il sistema di “notice and take down” (segnalazione e rimozione) introdotto negli Stati Uniti con il Digital Millenium Copyright Act e in Europa con la Direttiva sul Commercio elettronico (D.Lgs 70/2003) sia il modo migliore per combattere il fenomeno della pirateria: in conformità con queste leggi, Google risponde velocemente alle richieste di rimozione e lavora costantemente allo sviluppo di nuove procedure e strumenti con i quali affrontare questo grave problema. I cambiamenti che annunciamo oggi sono 4, e saranno implementati nel corso dei prossimi mesi: 1. Daremo seguito alle richieste di rimozione per motivi di copyright entro 24 ore 2. Impediremo che i termini strettamente associati con attività di pirateria elettronica appaiano su Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> . 3. Miglioreremo le procedure di revisione antipirateria di AdSense 4. Faremo sperimentazioni su come rendere le preview di contenuti autorizzati più direttamente accessibili sui risultati di ricerca. Troverete ulteriori dettagli su questi cambiamenti sul post pubblicato sul nostro blog ufficiale <http://googlepublicpolicy.blogspot.com/2010/12/making-copyright-work-better-online.html>che per vostra comodità riporto qui di seguito: *Making Copyright Work Better Online* Posted by Kent Walker, General Counsel There are more than 1 trillion unique URLs<http://googleblog.blogspot.com/2008/07/we-knew-web-was-big.html>on the Web and more than 35 hours of video uploaded<http://youtube-global.blogspot.com/2010/11/great-scott-over-35-hours-of-video.html>to YouTube every minute. It’s some pretty fantastic stuff - content that makes usthink <http://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_philosophy>, laugh<http://www.youtube.com/user/montypython?blend=1&ob=4>, and learn new things <http://www.propublica.org/>. Services we couldn’t have imagined ten years ago - iTunes, NetFlix, YouTube, and many others - help us access this content and let traditional and emerging creators profit from and share their work with the world. But along with this new wave of creators come some bad apples who use the Internet to infringe copyright. As the Web has grown, we have seen a growing number of issues relating to infringing content. We respond expeditiously to requests to remove such content from our services, and have been improving our procedures over time. But as the Web grows, and the number of requests grows with it, we are working to develop new ways to better address the underlying problem. That’s why today we’re announcing four changes that we’ll be implementing over the next several months: - We’ll act on reliable copyright takedown requests within 24 hours. We will build tools to improve the submission process to make it easier for rightsholders to submit DMCA <http://www.google.com/dmca.html> takedown requests for Google products (starting with Blogger and Web Search). And for copyright owners who use the tools responsibly, we’ll reduce our average response time to 24 hours or less. At the same time, we’ll improve our “counter-notice”<http://www.chillingeffects.org/question.cgi?QuestionID=132>tools for those who believe their content was wrongly removed and enable public searching of takedown requests. - We will prevent terms that are closely associated with piracy from appearing in Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> . While it’s hard to know for sure when search terms are being used to find infringing content, we’ll do our best to prevent Autocomplete from displaying the terms most frequently used for that purpose. - We will improve our AdSense anti-piracy review. We have always prohibited<https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=en&answer=48182>the use of our AdSense program on web pages that provide infringing materials. Building on our existing DMCA takedown procedures, we will be working with rightsholders to identify, and, when appropriate, expel violators from the AdSense program. - We will experiment to make authorised preview content more readily accessible in search results. Not surprisingly, we’re big fans of making authorised content more accessible<http://googleblog.blogspot.com/2009/10/making-search-more-musical.html>on the Internet. Most users want to access legitimate content and are interested in sites that make that content available to them (even if only on a preview basis). We’ll be looking at ways to make this content easier to index and find. These changes build on our continuing efforts, such as Content ID<http://www.youtube.com/t/contentid>, to give rightsholders choice and control over the use of their content, and we look forward to further refining and improving our processes in ways that help both rightsholders and users. Sono a vostra disposizione per ogni informazione aggiuntiva. -- Marco Pancini European Senior Policy Counsel Google Italy Corso Europa, 2 20122 Milano, Italia Tel. +39 02 36618524 Cell. +39.348.9946222 pancini@google.com Follow me on Twitter: http://twitter.com/googlepolicyit This email may be confidential or privileged. If you received this communication by mistake, please don't forward it to anyone else, please erase all copies and attachments, and please let me know that it went to the wrong person. Thanks.
Caro Marco, sono molto deluso da questa decisione e negativamente colpito dalla tua affermazione. Molto deluso perché il notice-and-takedown ha completamente fallito lo scopo in ormai 12 anni di applicazione del DMCA ed è diventato uno strumento usato in percentuale statisticamente molto significativa per censura "economica" (rimozione delle recensioni negative dei prodotti dai siti delle associazioni dei consumatori ed altri) e per censura politica (d'altra parte è successo anche in Italia come saprai meglio di me) - basta guardare, fra altri, ai rapporti della EFF. Applicare una pessima legge americana nell'Unione unilateralmente come attore privato, all'interno di un quadro regolatorio che non la prevede, è un passo che considero profondamente errato perché peserà molto, vista l'importanza primaria di Google nel panorama delle UGC platforms (oltre che in tutti gli altri settori), nel processo di revisione del quadro stesso e potrebbe favorire l'inclusione di questa disposizione sgangherata e fallita. E' inoltre negativa perché ha il sapore di compromesso con i massimalisti del copyright americani: anche dove non prevista, viene esportata di fatto una parte di legge americana. Negativamente colpito perche la Direttiva 2000/31/EC non prevede affatto il notice-and-takedown come erroneamente riporti/Google riporta: ci sono delle differenze sostanziali fra esso e il concetto di "essere a conoscenza" degli intermediari esposto nella direttiva agli articoli 12, 13 e 14. Inoltre insistere sui filtri automatici, sui monitoraggi tecnici, non fa altro che andare nella direzione di indebolimento dell'articolo 15, indebolimento che potrà ritorcersi contro Google stessa - non ritengo che una qualsiasi UGC platform, e men che meno YouTube, possa sopravvivere con un obbligo generale di sorveglianza e secondary liability per i contenuti immessi dagli utenti. Confesso comunque di non aver ancora letto (se c'è) il contributo di Google alla consultazione della Commissione Europea per la procedura di revisione della 2000/31/EC ufficialmente aperta pochi mesi fa e in cui per l'appunto si chiede se l'introduzione del notice-and-takewdown viene ritenuta utile o meno. Se applicato estesamente, senza verifiche e in maniera realmente effettiva, ritengo che nel giro di pochi anni o addirittura mesi il notice-and-takedown possa portare al declino delle piattaforme UGC di Google a favore di altre che applichino norme più distanti dalla visione degli squilibrati del copyright (notice & notice per esempio). Ciao, Paolo Il 02/12/2010 18:22, Marco Pancini ha scritto:
Cari Tutti,
Come avrete forse già letto, abbiamo annunciato oggi alcuni cambiamenti alle nostre procedure di rimozione dei contenuti in violazione con il diritto d’autore. Riteniamo infatti che il sistema di “notice and take down” (segnalazione e rimozione) introdotto negli Stati Uniti con il Digital Millenium Copyright Act e in Europa con la Direttiva sul Commercio elettronico (D.Lgs 70/2003) sia il modo migliore per combattere il fenomeno della pirateria: in conformità con queste leggi, Google risponde velocemente alle richieste di rimozione e lavora costantemente allo sviluppo di nuove procedure e strumenti con i quali affrontare questo grave problema.
I cambiamenti che annunciamo oggi sono 4, e saranno implementati nel corso dei prossimi mesi:
1. Daremo seguito alle richieste di rimozione per motivi di copyright entro 24 ore 2. Impediremo che i termini strettamente associati con attività di pirateria elettronica appaiano su Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> . 3. Miglioreremo le procedure di revisione antipirateria di AdSense 4. Faremo sperimentazioni su come rendere le preview di contenuti autorizzati più direttamente accessibili sui risultati di ricerca.
Troverete ulteriori dettagli su questi cambiamenti sul post pubblicato sul nostro blog ufficiale <http://googlepublicpolicy.blogspot.com/2010/12/making-copyright-work-better-online.html>che per vostra comodità riporto qui di seguito: *Making Copyright Work Better Online* Posted by Kent Walker, General Counsel
There are more than 1 trillion unique URLs<http://googleblog.blogspot.com/2008/07/we-knew-web-was-big.html>on the Web and more than 35 hours of video uploaded<http://youtube-global.blogspot.com/2010/11/great-scott-over-35-hours-of-video.html>to YouTube every minute. It’s some pretty fantastic stuff - content that makes usthink <http://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_philosophy>, laugh<http://www.youtube.com/user/montypython?blend=1&ob=4>, and learn new things <http://www.propublica.org/>. Services we couldn’t have imagined ten years ago - iTunes, NetFlix, YouTube, and many others - help us access this content and let traditional and emerging creators profit from and share their work with the world.
But along with this new wave of creators come some bad apples who use the Internet to infringe copyright. As the Web has grown, we have seen a growing number of issues relating to infringing content. We respond expeditiously to requests to remove such content from our services, and have been improving our procedures over time. But as the Web grows, and the number of requests grows with it, we are working to develop new ways to better address the underlying problem.
That’s why today we’re announcing four changes that we’ll be implementing over the next several months:
- We’ll act on reliable copyright takedown requests within 24 hours. We will build tools to improve the submission process to make it easier for rightsholders to submit DMCA <http://www.google.com/dmca.html> takedown requests for Google products (starting with Blogger and Web Search). And for copyright owners who use the tools responsibly, we’ll reduce our average response time to 24 hours or less. At the same time, we’ll improve our “counter-notice”<http://www.chillingeffects.org/question.cgi?QuestionID=132>tools for those who believe their content was wrongly removed and enable public searching of takedown requests.
- We will prevent terms that are closely associated with piracy from appearing in Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> . While it’s hard to know for sure when search terms are being used to find infringing content, we’ll do our best to prevent Autocomplete from displaying the terms most frequently used for that purpose.
- We will improve our AdSense anti-piracy review. We have always prohibited<https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=en&answer=48182>the use of our AdSense program on web pages that provide infringing materials. Building on our existing DMCA takedown procedures, we will be working with rightsholders to identify, and, when appropriate, expel violators from the AdSense program.
- We will experiment to make authorised preview content more readily accessible in search results. Not surprisingly, we’re big fans of making authorised content more accessible<http://googleblog.blogspot.com/2009/10/making-search-more-musical.html>on the Internet. Most users want to access legitimate content and are interested in sites that make that content available to them (even if only on a preview basis). We’ll be looking at ways to make this content easier to index and find.
These changes build on our continuing efforts, such as Content ID<http://www.youtube.com/t/contentid>, to give rightsholders choice and control over the use of their content, and we look forward to further refining and improving our processes in ways that help both rightsholders and users.
Sono a vostra disposizione per ogni informazione aggiuntiva.
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Sottoscrivo parola per parola quanto scritto da Paolo Brini. Il fondamento giuridico di una simile scelta è evanescente (anche se è una scelta non "nuova"). Mi chiedo peraltro quale sia il comportamento che Google/YouTube debba assumere in caso di counternotice posto che l'istituto non trova albergo nel nostro panorama normativo. In particolare mi chiedo quale sia a quel punto la collocazione giuridica di Google/YouTube qualora decida autonomante di ripristinare un contenuto perchè a seguito della "notifica" della counternotice al soggetto che ha effettuato la segnalazione quest'ultimo non si pronunci in alcun modo. A mio avviso non ci sarebbe dubbio che da quel momento in poi (rispetto a quel particolare contenuto) YouTube operi come content provider e non come mero hosting provider. IMHO 2010/12/2 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>
Caro Marco,
sono molto deluso da questa decisione e negativamente colpito dalla tua affermazione.
Molto deluso perché il notice-and-takedown ha completamente fallito lo scopo in ormai 12 anni di applicazione del DMCA ed è diventato uno strumento usato in percentuale statisticamente molto significativa per censura "economica" (rimozione delle recensioni negative dei prodotti dai siti delle associazioni dei consumatori ed altri) e per censura politica (d'altra parte è successo anche in Italia come saprai meglio di me) - basta guardare, fra altri, ai rapporti della EFF.
Applicare una pessima legge americana nell'Unione unilateralmente come attore privato, all'interno di un quadro regolatorio che non la prevede, è un passo che considero profondamente errato perché peserà molto, vista l'importanza primaria di Google nel panorama delle UGC platforms (oltre che in tutti gli altri settori), nel processo di revisione del quadro stesso e potrebbe favorire l'inclusione di questa disposizione sgangherata e fallita. E' inoltre negativa perché ha il sapore di compromesso con i massimalisti del copyright americani: anche dove non prevista, viene esportata di fatto una parte di legge americana.
Negativamente colpito perche la Direttiva 2000/31/EC non prevede affatto il notice-and-takedown come erroneamente riporti/Google riporta: ci sono delle differenze sostanziali fra esso e il concetto di "essere a conoscenza" degli intermediari esposto nella direttiva agli articoli 12, 13 e 14. Inoltre insistere sui filtri automatici, sui monitoraggi tecnici, non fa altro che andare nella direzione di indebolimento dell'articolo 15, indebolimento che potrà ritorcersi contro Google stessa - non ritengo che una qualsiasi UGC platform, e men che meno YouTube, possa sopravvivere con un obbligo generale di sorveglianza e secondary liability per i contenuti immessi dagli utenti.
Confesso comunque di non aver ancora letto (se c'è) il contributo di Google alla consultazione della Commissione Europea per la procedura di revisione della 2000/31/EC ufficialmente aperta pochi mesi fa e in cui per l'appunto si chiede se l'introduzione del notice-and-takewdown viene ritenuta utile o meno.
Se applicato estesamente, senza verifiche e in maniera realmente effettiva, ritengo che nel giro di pochi anni o addirittura mesi il notice-and-takedown possa portare al declino delle piattaforme UGC di Google a favore di altre che applichino norme più distanti dalla visione degli squilibrati del copyright (notice & notice per esempio).
Ciao, Paolo
Il 02/12/2010 18:22, Marco Pancini ha scritto:
Cari Tutti,
Come avrete forse già letto, abbiamo annunciato oggi alcuni cambiamenti alle nostre procedure di rimozione dei contenuti in violazione con il diritto d’autore. Riteniamo infatti che il sistema di “notice and take down” (segnalazione e rimozione) introdotto negli Stati Uniti con il Digital Millenium Copyright Act e in Europa con la Direttiva sul Commercio elettronico (D.Lgs 70/2003) sia il modo migliore per combattere il fenomeno della pirateria:
in conformità con queste leggi, Google risponde velocemente alle richieste di rimozione e lavora costantemente allo sviluppo di nuove procedure e strumenti con i quali affrontare questo grave problema.
I cambiamenti che annunciamo oggi sono 4, e saranno implementati nel corso dei prossimi mesi:
1. Daremo seguito alle richieste di rimozione per motivi di copyright entro 24 ore 2. Impediremo che i termini strettamente associati con attività di pirateria elettronica appaiano su Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> <http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230>
. 3. Miglioreremo le procedure di revisione antipirateria di AdSense 4. Faremo sperimentazioni su come rendere le preview di contenuti autorizzati più direttamente accessibili sui risultati di ricerca.
Troverete ulteriori dettagli su questi cambiamenti sul post pubblicato sul nostro blog ufficiale <http://googlepublicpolicy.blogspot.com/2010/12/making-copyright-work-better-...> <http://googlepublicpolicy.blogspot.com/2010/12/making-copyright-work-better-online.html>che per vostra comodità riporto qui di seguito: *Making Copyright Work Better Online* Posted by Kent Walker, General Counsel
There are more than 1 trillion unique URLs<http://googleblog.blogspot.com/2008/07/we-knew-web-was-big.html> <http://googleblog.blogspot.com/2008/07/we-knew-web-was-big.html>on the Web and more than 35 hours of video uploaded<http://youtube-global.blogspot.com/2010/11/great-scott-over-35-hours-of-vide...> <http://youtube-global.blogspot.com/2010/11/great-scott-over-35-hours-of-video.html>to YouTube every minute. It’s some pretty fantastic stuff - content that makes usthink <http://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_philosophy> <http://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_philosophy>, laugh<http://www.youtube.com/user/montypython?blend=1&ob=4> <http://www.youtube.com/user/montypython?blend=1&ob=4>, and learn new things <http://www.propublica.org/> <http://www.propublica.org/>. Services we couldn’t have imagined ten years ago - iTunes, NetFlix, YouTube, and many others - help us access this content and let traditional and emerging creators profit from and share their work with the world.
But along with this new wave of creators come some bad apples who use the Internet to infringe copyright. As the Web has grown, we have seen a growing number of issues relating to infringing content. We respond expeditiously to requests to remove such content from our services, and have been improving our procedures over time. But as the Web grows, and the number of requests grows with it, we are working to develop new ways to better address the underlying problem.
That’s why today we’re announcing four changes that we’ll be implementing over the next several months:
- We’ll act on reliable copyright takedown requests within 24 hours. We will build tools to improve the submission process to make it easier for rightsholders to submit DMCA <http://www.google.com/dmca.html> <http://www.google.com/dmca.html> takedown requests for Google products (starting with Blogger and Web Search). And for copyright owners who use the tools responsibly, we’ll reduce our average response time to 24 hours or less. At the same time, we’ll improve our “counter-notice”<http://www.chillingeffects.org/question.cgi?QuestionID=132> <http://www.chillingeffects.org/question.cgi?QuestionID=132>tools for those who believe their content was wrongly removed and enable public searching of takedown requests.
- We will prevent terms that are closely associated with piracy from appearing in Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> <http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> . While it’s hard to know for sure when search terms are being used to find infringing content, we’ll do our best to prevent Autocomplete from displaying the terms most frequently used for that purpose.
- We will improve our AdSense anti-piracy review. We have always prohibited<https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=en&answer=48182> <https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=en&answer=48182>the use of our AdSense program on web pages that provide infringing materials. Building on our existing DMCA takedown procedures, we will be working with rightsholders to identify, and, when appropriate, expel violators from the AdSense program.
- We will experiment to make authorised preview content more readily accessible in search results. Not surprisingly, we’re big fans of making authorised content more accessible<http://googleblog.blogspot.com/2009/10/making-search-more-musical.html> <http://googleblog.blogspot.com/2009/10/making-search-more-musical.html>on the Internet. Most users want to access legitimate content and are interested in sites that make that content available to them (even if only on a preview basis). We’ll be looking at ways to make this content easier to index and find.
These changes build on our continuing efforts, such as Content ID<http://www.youtube.com/t/contentid> <http://www.youtube.com/t/contentid>, to give rightsholders choice and control over the use of their content, and we look forward to further refining and improving our processes in ways that help both rightsholders and users.
Sono a vostra disposizione per ogni informazione aggiuntiva.
_______________________________________________ nexa mailing listnexa@server-nexa.polito.ithttps://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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-- Avv. Marco Scialdone Blog: http://scialdone.blogspot.com Site: www.computerlaw.it PEC: marcoscialdone@ordineavvocatiroma.org Flavors me <http://flavors.me/marcoscialdone> My profile: www.linkedin.com/in/marcoscialdone CC Network: https://creativecommons.net/marcoscialdone/
I also subscribe to Paolo's analysis. In addition, I would add that it show how urgent it is to reinvest, develop and disseminate usage of distributed hosting using P2P protocols for scalability. It seems clearer and clearer that we can count on the large hosting companies to hold firm against preventive measures and private copyright polices. At least not if they don't have a solid societal competition. Philippe Aigrain marco scialdone a écrit :
Sottoscrivo parola per parola quanto scritto da Paolo Brini.
Il fondamento giuridico di una simile scelta è evanescente (anche se è una scelta non "nuova").
Mi chiedo peraltro quale sia il comportamento che Google/YouTube debba assumere in caso di counternotice posto che l'istituto non trova albergo nel nostro panorama normativo.
In particolare mi chiedo quale sia a quel punto la collocazione giuridica di Google/YouTube qualora decida autonomante di ripristinare un contenuto perchè a seguito della "notifica" della counternotice al soggetto che ha effettuato la segnalazione quest'ultimo non si pronunci in alcun modo.
A mio avviso non ci sarebbe dubbio che da quel momento in poi (rispetto a quel particolare contenuto) YouTube operi come content provider e non come mero hosting provider.
IMHO
2010/12/2 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com <mailto:paolo.brini@iridiumpg.com>>
Caro Marco,
sono molto deluso da questa decisione e negativamente colpito dalla tua affermazione.
Molto deluso perché il notice-and-takedown ha completamente fallito lo scopo in ormai 12 anni di applicazione del DMCA ed è diventato uno strumento usato in percentuale statisticamente molto significativa per censura "economica" (rimozione delle recensioni negative dei prodotti dai siti delle associazioni dei consumatori ed altri) e per censura politica (d'altra parte è successo anche in Italia come saprai meglio di me) - basta guardare, fra altri, ai rapporti della EFF.
Applicare una pessima legge americana nell'Unione unilateralmente come attore privato, all'interno di un quadro regolatorio che non la prevede, è un passo che considero profondamente errato perché peserà molto, vista l'importanza primaria di Google nel panorama delle UGC platforms (oltre che in tutti gli altri settori), nel processo di revisione del quadro stesso e potrebbe favorire l'inclusione di questa disposizione sgangherata e fallita. E' inoltre negativa perché ha il sapore di compromesso con i massimalisti del copyright americani: anche dove non prevista, viene esportata di fatto una parte di legge americana.
Negativamente colpito perche la Direttiva 2000/31/EC non prevede affatto il notice-and-takedown come erroneamente riporti/Google riporta: ci sono delle differenze sostanziali fra esso e il concetto di "essere a conoscenza" degli intermediari esposto nella direttiva agli articoli 12, 13 e 14. Inoltre insistere sui filtri automatici, sui monitoraggi tecnici, non fa altro che andare nella direzione di indebolimento dell'articolo 15, indebolimento che potrà ritorcersi contro Google stessa - non ritengo che una qualsiasi UGC platform, e men che meno YouTube, possa sopravvivere con un obbligo generale di sorveglianza e secondary liability per i contenuti immessi dagli utenti.
Confesso comunque di non aver ancora letto (se c'è) il contributo di Google alla consultazione della Commissione Europea per la procedura di revisione della 2000/31/EC ufficialmente aperta pochi mesi fa e in cui per l'appunto si chiede se l'introduzione del notice-and-takewdown viene ritenuta utile o meno.
Se applicato estesamente, senza verifiche e in maniera realmente effettiva, ritengo che nel giro di pochi anni o addirittura mesi il notice-and-takedown possa portare al declino delle piattaforme UGC di Google a favore di altre che applichino norme più distanti dalla visione degli squilibrati del copyright (notice & notice per esempio).
Ciao, Paolo
Il 02/12/2010 18:22, Marco Pancini ha scritto:
Cari Tutti,
Come avrete forse già letto, abbiamo annunciato oggi alcuni cambiamenti alle nostre procedure di rimozione dei contenuti in violazione con il diritto d’autore. Riteniamo infatti che il sistema di “notice and take down” (segnalazione e rimozione) introdotto negli Stati Uniti con il Digital Millenium Copyright Act e in Europa con la Direttiva sul Commercio elettronico (D.Lgs 70/2003) sia il modo migliore per combattere il fenomeno della pirateria: in conformità con queste leggi, Google risponde velocemente alle richieste di rimozione e lavora costantemente allo sviluppo di nuove procedure e strumenti con i quali affrontare questo grave problema.
I cambiamenti che annunciamo oggi sono 4, e saranno implementati nel corso dei prossimi mesi:
1. Daremo seguito alle richieste di rimozione per motivi di copyright entro 24 ore 2. Impediremo che i termini strettamente associati con attività di pirateria elettronica appaiano su Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> <http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> . 3. Miglioreremo le procedure di revisione antipirateria di AdSense 4. Faremo sperimentazioni su come rendere le preview di contenuti autorizzati più direttamente accessibili sui risultati di ricerca. Troverete ulteriori dettagli su questi cambiamenti sul post pubblicato sul nostro blog ufficiale <http://googlepublicpolicy.blogspot.com/2010/12/making-copyright-work-better-online.html>che per vostra comodità riporto qui di seguito: *Making Copyright Work Better Online* Posted by Kent Walker, General Counsel
There are more than 1 trillion unique URLs<http://googleblog.blogspot.com/2008/07/we-knew-web-was-big.html>on the Web and more than 35 hours of video uploaded<http://youtube-global.blogspot.com/2010/11/great-scott-over-35-hours-of-video.html>to YouTube every minute. It’s some pretty fantastic stuff - content that makes usthink <http://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_philosophy>, laugh<http://www.youtube.com/user/montypython?blend=1&ob=4> <http://www.youtube.com/user/montypython?blend=1&ob=4>, and learn new things <http://www.propublica.org/>. Services we couldn’t have imagined ten years ago - iTunes, NetFlix, YouTube, and many others - help us access this content and let traditional and emerging creators profit from and share their work with the world.
But along with this new wave of creators come some bad apples who use the Internet to infringe copyright. As the Web has grown, we have seen a growing number of issues relating to infringing content. We respond expeditiously to requests to remove such content from our services, and have been improving our procedures over time. But as the Web grows, and the number of requests grows with it, we are working to develop new ways to better address the underlying problem.
That’s why today we’re announcing four changes that we’ll be implementing over the next several months:
- We’ll act on reliable copyright takedown requests within 24 hours. We will build tools to improve the submission process to make it easier for rightsholders to submit DMCA <http://www.google.com/dmca.html> takedown requests for Google products (starting with Blogger and Web Search). And for copyright owners who use the tools responsibly, we’ll reduce our average response time to 24 hours or less. At the same time, we’ll improve our “counter-notice”<http://www.chillingeffects.org/question.cgi?QuestionID=132>tools for those who believe their content was wrongly removed and enable public searching of takedown requests.
- We will prevent terms that are closely associated with piracy from appearing in Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> <http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> . While it’s hard to know for sure when search terms are being used to find infringing content, we’ll do our best to prevent Autocomplete from displaying the terms most frequently used for that purpose.
- We will improve our AdSense anti-piracy review. We have always prohibited<https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=en&answer=48182> <https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=en&answer=48182>the use of our AdSense program on web pages that provide infringing materials. Building on our existing DMCA takedown procedures, we will be working with rightsholders to identify, and, when appropriate, expel violators from the AdSense program.
- We will experiment to make authorised preview content more readily accessible in search results. Not surprisingly, we’re big fans of making authorised content more accessible<http://googleblog.blogspot.com/2009/10/making-search-more-musical.html>on the Internet. Most users want to access legitimate content and are interested in sites that make that content available to them (even if only on a preview basis). We’ll be looking at ways to make this content easier to index and find.
These changes build on our continuing efforts, such as Content ID<http://www.youtube.com/t/contentid>, to give rightsholders choice and control over the use of their content, and we look forward to further refining and improving our processes in ways that help both rightsholders and users.
Sono a vostra disposizione per ogni informazione aggiuntiva.
-- Avv. Marco Scialdone Blog: http://scialdone.blogspot.com Site: www.computerlaw.it <http://www.computerlaw.it> PEC: marcoscialdone@ordineavvocatiroma.org <mailto:marcoscialdone@ordineavvocatiroma.org> Flavors me <http://flavors.me/marcoscialdone> My profile: www.linkedin.com/in/marcoscialdone <http://www.linkedin.com/in/marcoscialdone> CC Network: https://creativecommons.net/marcoscialdone/
You will have corrected "we can't count". Sorry. Philippe Philippe Aigrain a écrit :
I also subscribe to Paolo's analysis. In addition, I would add that it shows how urgent it is to reinvest, develop and disseminate usage of distributed hosting using P2P protocols for scalability. It seems clearer and clearer that we can count on the large hosting companies to hold firm against preventive measures and private copyright polices. At least not if they don't have a solid societal competition.
Philippe Aigrain
marco scialdone a écrit :
Sottoscrivo parola per parola quanto scritto da Paolo Brini.
Il fondamento giuridico di una simile scelta è evanescente (anche se è una scelta non "nuova").
Mi chiedo peraltro quale sia il comportamento che Google/YouTube debba assumere in caso di counternotice posto che l'istituto non trova albergo nel nostro panorama normativo.
In particolare mi chiedo quale sia a quel punto la collocazione giuridica di Google/YouTube qualora decida autonomante di ripristinare un contenuto perchè a seguito della "notifica" della counternotice al soggetto che ha effettuato la segnalazione quest'ultimo non si pronunci in alcun modo.
A mio avviso non ci sarebbe dubbio che da quel momento in poi (rispetto a quel particolare contenuto) YouTube operi come content provider e non come mero hosting provider.
IMHO
2010/12/2 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com <mailto:paolo.brini@iridiumpg.com>>
Caro Marco,
sono molto deluso da questa decisione e negativamente colpito dalla tua affermazione.
Molto deluso perché il notice-and-takedown ha completamente fallito lo scopo in ormai 12 anni di applicazione del DMCA ed è diventato uno strumento usato in percentuale statisticamente molto significativa per censura "economica" (rimozione delle recensioni negative dei prodotti dai siti delle associazioni dei consumatori ed altri) e per censura politica (d'altra parte è successo anche in Italia come saprai meglio di me) - basta guardare, fra altri, ai rapporti della EFF.
Applicare una pessima legge americana nell'Unione unilateralmente come attore privato, all'interno di un quadro regolatorio che non la prevede, è un passo che considero profondamente errato perché peserà molto, vista l'importanza primaria di Google nel panorama delle UGC platforms (oltre che in tutti gli altri settori), nel processo di revisione del quadro stesso e potrebbe favorire l'inclusione di questa disposizione sgangherata e fallita. E' inoltre negativa perché ha il sapore di compromesso con i massimalisti del copyright americani: anche dove non prevista, viene esportata di fatto una parte di legge americana.
Negativamente colpito perche la Direttiva 2000/31/EC non prevede affatto il notice-and-takedown come erroneamente riporti/Google riporta: ci sono delle differenze sostanziali fra esso e il concetto di "essere a conoscenza" degli intermediari esposto nella direttiva agli articoli 12, 13 e 14. Inoltre insistere sui filtri automatici, sui monitoraggi tecnici, non fa altro che andare nella direzione di indebolimento dell'articolo 15, indebolimento che potrà ritorcersi contro Google stessa - non ritengo che una qualsiasi UGC platform, e men che meno YouTube, possa sopravvivere con un obbligo generale di sorveglianza e secondary liability per i contenuti immessi dagli utenti.
Confesso comunque di non aver ancora letto (se c'è) il contributo di Google alla consultazione della Commissione Europea per la procedura di revisione della 2000/31/EC ufficialmente aperta pochi mesi fa e in cui per l'appunto si chiede se l'introduzione del notice-and-takewdown viene ritenuta utile o meno.
Se applicato estesamente, senza verifiche e in maniera realmente effettiva, ritengo che nel giro di pochi anni o addirittura mesi il notice-and-takedown possa portare al declino delle piattaforme UGC di Google a favore di altre che applichino norme più distanti dalla visione degli squilibrati del copyright (notice & notice per esempio).
Ciao, Paolo
Il 02/12/2010 18:22, Marco Pancini ha scritto:
Cari Tutti,
Come avrete forse già letto, abbiamo annunciato oggi alcuni cambiamenti alle nostre procedure di rimozione dei contenuti in violazione con il diritto d’autore. Riteniamo infatti che il sistema di “notice and take down” (segnalazione e rimozione) introdotto negli Stati Uniti con il Digital Millenium Copyright Act e in Europa con la Direttiva sul Commercio elettronico (D.Lgs 70/2003) sia il modo migliore per combattere il fenomeno della pirateria: in conformità con queste leggi, Google risponde velocemente alle richieste di rimozione e lavora costantemente allo sviluppo di nuove procedure e strumenti con i quali affrontare questo grave problema.
I cambiamenti che annunciamo oggi sono 4, e saranno implementati nel corso dei prossimi mesi:
1. Daremo seguito alle richieste di rimozione per motivi di copyright entro 24 ore 2. Impediremo che i termini strettamente associati con attività di pirateria elettronica appaiano su Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> <http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> . 3. Miglioreremo le procedure di revisione antipirateria di AdSense 4. Faremo sperimentazioni su come rendere le preview di contenuti autorizzati più direttamente accessibili sui risultati di ricerca. Troverete ulteriori dettagli su questi cambiamenti sul post pubblicato sul nostro blog ufficiale <http://googlepublicpolicy.blogspot.com/2010/12/making-copyright-work-better-online.html>che per vostra comodità riporto qui di seguito: *Making Copyright Work Better Online* Posted by Kent Walker, General Counsel
There are more than 1 trillion unique URLs<http://googleblog.blogspot.com/2008/07/we-knew-web-was-big.html>on the Web and more than 35 hours of video uploaded<http://youtube-global.blogspot.com/2010/11/great-scott-over-35-hours-of-video.html>to YouTube every minute. It’s some pretty fantastic stuff - content that makes usthink <http://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_philosophy>, laugh<http://www.youtube.com/user/montypython?blend=1&ob=4> <http://www.youtube.com/user/montypython?blend=1&ob=4>, and learn new things <http://www.propublica.org/>. Services we couldn’t have imagined ten years ago - iTunes, NetFlix, YouTube, and many others - help us access this content and let traditional and emerging creators profit from and share their work with the world.
But along with this new wave of creators come some bad apples who use the Internet to infringe copyright. As the Web has grown, we have seen a growing number of issues relating to infringing content. We respond expeditiously to requests to remove such content from our services, and have been improving our procedures over time. But as the Web grows, and the number of requests grows with it, we are working to develop new ways to better address the underlying problem.
That’s why today we’re announcing four changes that we’ll be implementing over the next several months:
- We’ll act on reliable copyright takedown requests within 24 hours. We will build tools to improve the submission process to make it easier for rightsholders to submit DMCA <http://www.google.com/dmca.html> takedown requests for Google products (starting with Blogger and Web Search). And for copyright owners who use the tools responsibly, we’ll reduce our average response time to 24 hours or less. At the same time, we’ll improve our “counter-notice”<http://www.chillingeffects.org/question.cgi?QuestionID=132>tools for those who believe their content was wrongly removed and enable public searching of takedown requests.
- We will prevent terms that are closely associated with piracy from appearing in Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> <http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> . While it’s hard to know for sure when search terms are being used to find infringing content, we’ll do our best to prevent Autocomplete from displaying the terms most frequently used for that purpose.
- We will improve our AdSense anti-piracy review. We have always prohibited<https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=en&answer=48182> <https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=en&answer=48182>the use of our AdSense program on web pages that provide infringing materials. Building on our existing DMCA takedown procedures, we will be working with rightsholders to identify, and, when appropriate, expel violators from the AdSense program.
- We will experiment to make authorised preview content more readily accessible in search results. Not surprisingly, we’re big fans of making authorised content more accessible<http://googleblog.blogspot.com/2009/10/making-search-more-musical.html>on the Internet. Most users want to access legitimate content and are interested in sites that make that content available to them (even if only on a preview basis). We’ll be looking at ways to make this content easier to index and find.
These changes build on our continuing efforts, such as Content ID<http://www.youtube.com/t/contentid>, to give rightsholders choice and control over the use of their content, and we look forward to further refining and improving our processes in ways that help both rightsholders and users.
Sono a vostra disposizione per ogni informazione aggiuntiva.
-- Avv. Marco Scialdone Blog: http://scialdone.blogspot.com Site: www.computerlaw.it <http://www.computerlaw.it> PEC: marcoscialdone@ordineavvocatiroma.org <mailto:marcoscialdone@ordineavvocatiroma.org> Flavors me <http://flavors.me/marcoscialdone> My profile: www.linkedin.com/in/marcoscialdone <http://www.linkedin.com/in/marcoscialdone> CC Network: https://creativecommons.net/marcoscialdone/
nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Ovviamente condivido quanto è stato scritto da chi ha replicato prima di me, ma vorrei porre una domanda diretta, se vi chiedono di filtrare dalle ricerche tutti i siti che indicizzano torrent/link che puntano opere protette o mettono a dispozione motori di ricerca per queste cose, voi cosa fate? Giusto per capire se dobbiamo cominciare a passare parola che bisogna prepararsi a cambiare motore di ricerca :( -- Luigi Di Liberto (Coordinatore Movimento ScambioEtico) http://www.scambioetico.org
Grazie per i commenti. Provo a fare qualche considerazione aggiuntiva: - Nessuna delle misure indicate prevede attività di filtraggio dei contenuti in via preventiva. - Internet ha portato a due grandi risultati nell'ambito della creazione dei contenuti: ha abbassato le barriere all’ingresso - oggi ogni utente che abbia talento può diventare un creatore di contenuti professionale - e ha fatto crescere il mercato, riducendo drasticamente i costi di creazione e conservazione dei contenuti (dando vita alla cosiddetta "coda lunga"). - Siamo tutti alla ricerca del giusto bilanciamento fra tutela del diritto d'autore e diritto all’accesso. Google ad esempio cerca di attenersi il più possibile al principio del meccanismo meno invasivo offrendo ai creatori di contenuti sempre nuove soluzioni per la gestione e la monetizzazione delle loro opere. Le iniziative che abbiamo lanciato oggi vanno in questa direzione. - Il fine ultimo della legislazione in materia di diritto d'autore dovrebbe essere quello di promuovere la creazione di valore per autori e utenti, in particolare attraverso il supporto a nuove forme di monetizzazione. La tutela del copyright non dovrebbe rappresentare la finalità, ma il mezzo per raggiungere questo obiettivo. La nostra posizione è che i Paesi europei dovrebbero identificare le modalità con le quali sostenere l’innovazione, la creatività e la competitività attraverso l’utilizzo del regime di eccezioni al copyright. Secondo un nuovo studio<http://www.ccianet.org/index.asp?sid=5&artid=175&evtflg=False>pubblicato dalla Computer & Communications Industry Association, le imprese che si affidano ad un regime di eccezione al copyright crescono mediamente del 3% in più rispetto al resto dell'economia dell'UE. Secondo la CCIA, nel 2007 la cosiddetta "economia del fair use" ha contribuito alla creazione di profitti dell’ordine di 4.700 miliardi di dollari, corrispondenti a 1/6 del PIL totale degli Stati Uniti e favorendo l’impiego di 1 lavoratore su 8. - Le vostre riflessioni sulla Dlgs 70/2003 sono sensate. Resta il fatto che sia i policy makers (AGCOM, MISE) che i giudici, hanno dato chiari segnali che quell'impianto non è più considerato il punto di riferimento. La nostra risposta non può che essere tecnologica e finalizzata a tutelare il sistema del Notice & Takedown, che rimane ancora l'unica seria alternativa alla criminalizzazione dell'utente finale. On Thu, Dec 2, 2010 at 10:05 PM, Luigi Di Liberto <luigi.diliberto@gmail.com
wrote:
Ovviamente condivido quanto è stato scritto da chi ha replicato prima di me, ma vorrei porre una domanda diretta, se vi chiedono di filtrare dalle ricerche tutti i siti che indicizzano torrent/link che puntano opere protette o mettono a dispozione motori di ricerca per queste cose, voi cosa fate? Giusto per capire se dobbiamo cominciare a passare parola che bisogna prepararsi a cambiare motore di ricerca :(
-- Luigi Di Liberto (Coordinatore Movimento ScambioEtico) http://www.scambioetico.org
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-- Marco Pancini European Senior Policy Counsel Google Italy Corso Europa, 2 20122 Milano, Italia Tel. +39 02 36618524 Cell. +39.348.9946222 pancini@google.com Follow me on Twitter: http://twitter.com/googlepolicyit This email may be confidential or privileged. If you received this communication by mistake, please don't forward it to anyone else, please erase all copies and attachments, and please let me know that it went to the wrong person. Thanks.
Ce ne potrebbero essere altre due: (1) meccanismi conciliazione / adr contrattualizzati e svolte da persone con una specifica preparazione in materia e coscienza sia degli aspetti costituzionali e di diritto comparato che degli aspetti cardine dei diritti IP (remunerazione dei titolari, innovazione/concorrenza, pubblico dominio, accesso ai fruitori), nonché della forensics in ambito IT&C; (2) sistemi di assicurazioni obbligatorie per chi pubblica contenuti (sulla falsa riga delle assicurazioni RC auto). A presto, V Il giorno 03/dic/2010, alle ore 09.49, Marco Pancini ha scritto:
La nostra risposta non può che essere tecnologica e finalizzata a tutelare il sistema del Notice & Takedown, che rimane ancora l'unica seria alternativa alla criminalizzazione dell'utente finale.
Il 03/12/2010 09:49, Marco Pancini ha scritto:
Grazie per i commenti. Provo a fare qualche considerazione aggiuntiva: - Nessuna delle misure indicate prevede attività di filtraggio dei contenuti in via preventiva.
Buongiorno Marco, questa frase mi sembra non del tutto compatibile con questa:
- We will prevent terms that are closely associated with piracy from appearing in Autocomplete
Questo è un filtro preventivo nei risultati di ricerca dell'autocomplete, è vero, ma crea un precedente altrettanto pericoloso (censura preventiva basata su parole), e comunque qualsiasi attività di monitoraggio preventiva come questa può potenzialmente annullare i safe harbors per gli intermediari. Inoltre credo sia evidente che questo precedente darà lo stimolo a certi attori privati di chiedere l'estensione di tale filtraggio preventivo dall'autocomplete a tutto il motore di ricerca e via via anche agli spazi UGC gestiti da Google, sulla base del fatto che a quel punto sarebbe "tecnicamente attuabile" (come sai meglio di me, ci si deve confrontare con persone che hanno smesso di fare campagne o dichiarazioni grottesche per la criminalizzazione dell'uso del telecomando solo 7 anni fa, nel 2003, visto che nel 2002 ancora si affermava da quelle parti che "chi usa un telecomando per saltare la pubblicità di fatto STA RUBANDO [sic] il programma trasmesso" - documentato nel recentissimo rapporto WIPO sul copyright). Ancora, sulla censura preventiva basata sulle parole, mi permetto di citare TorrentFreak, che con una semplice frase evidenzia con efficacia il problema e costringe ad interrogarci su chi al mondo, attore privato o pubblico, possa arrogarsi il diritto di censurare le parole: "And then there’s Google of course. The search engine that pulled out of China over censorship concerns, announced just a few hours ago that it will censor auto completion on ‘piracy’ related searches worldwide. Apparently censorship is not that bad in some cases."
sia i policy makers (AGCOM, MISE) che i giudici, hanno dato chiari segnali che quell'impianto non è più considerato il punto di riferimento. La nostra
Mi piacerebbe sapere, se ne hai la possibilità, quali sono le basi per le quali sostieni che una Direttiva europea non è un punto di riferimento per l'AGCom e quali sarebbero le sentenze dei giudici nell'Unione che violano una direttiva europea.
risposta non può che essere tecnologica e finalizzata a tutelare il sistema del Notice & Takedown, che rimane ancora l'unica seria alternativa alla criminalizzazione dell'utente finale.
Sfortunatamente per l'utente finale questa frase mi sembra falsa. La rimozione del contenuto da parte dell'intermediario non tutela né dal punto di vista civile né dal punto di vista penale l'utente finale: ovviamente il diritto del detentore del copyright di rivalersi sull'utente finale/uploader non viene pregiudicato dalla fruizione del notice e del takedown. Se poi si parla di criminalizzazione, l'azione penale è obbligatoria e non può essere certo fermata da un atto privato, oltre tutto non definito da alcuna legge. La tutela di questo sistema favorisce soltanto, come ampiamente dimostrato da 12 anni di attuazione, la censura di vario tipo e certamente il sistema stesso non si è rivelato efficace per gli scopi dei massimalisti del copyright, in quanto quegli stessi massimalisti ora prevedono, in ACTA, che qualsiasi violazione, anche non a scopo di lucro, e qualsiasi "aiding and abetting" alle violazioni (nebulosissimo quadro legale che può addirittura sconfinare nei reati d'opinione) siano configurati come reati penali da punire con "imprisonment", INDIPENDENTEMENTE dal notice-and-takedown (che è stato cancellato da ACTA). Riconosco comunque che questa presa di posizione sia forse un tentativo per "lisciare il pelo" ai detentori del copyright che con ACTA avranno nuovi poteri e opportunità per attaccare realtà come Google ma soprattutto per segmentare la Rete in generale. Temo quindi che si tratti di un indizio: Google si aspetta che ACTA verrà ratificato e implementato in tempi brevi? Mi piacerebbe poi sapere, naturalmente solo se hai tempo e voglia di spiegarlo, perché riteniate il notice-and-takedown superiore al notice & notice. Ciao, Paolo
Caro Marco, vorrei chiederti una cosa: come pensate di gestire i conflitti tra le parti delle situazioni giuridiche che si presenteranno, chi allega di essere titolare di diritti esclusivi e chi nega la titolarità in capo all'avversario di tali diritti o eccepisce ipotesi di utilizzo lecito dei materiali pubblicati? Non mi pare sia un tema di poco, considerata la sostanziale frammentarietà dei diritti esclusivi su creazioni intellettuali, le ipotesi di tragedie degli anticommons e il conflitto tra tutela dei diritti sulle creazioni intellettuali (come anche dei diritti della personalità) e la tutela della libertà di espressione e del diritto all'informazione che ne derivano. A presto, Dott. Valentin Vitkov vale.it@gmail.com Il giorno 02/dic/2010, alle ore 18.22, Marco Pancini ha scritto:
Cari Tutti,
Come avrete forse già letto, abbiamo annunciato oggi alcuni cambiamenti alle nostre procedure di rimozione dei contenuti in violazione con il diritto d’autore. Riteniamo infatti che il sistema di “notice and take down” (segnalazione e rimozione) introdotto negli Stati Uniti con il Digital Millenium Copyright Act e in Europa con la Direttiva sul Commercio elettronico (D.Lgs 70/2003) sia il modo migliore per combattere il fenomeno della pirateria: in conformità con queste leggi, Google risponde velocemente alle richieste di rimozione e lavora costantemente allo sviluppo di nuove procedure e strumenti con i quali affrontare questo grave problema.
I cambiamenti che annunciamo oggi sono 4, e saranno implementati nel corso dei prossimi mesi:
1. Daremo seguito alle richieste di rimozione per motivi di copyright entro 24 ore 2. Impediremo che i termini strettamente associati con attività di pirateria elettronica appaiano su Autocomplete. 3. Miglioreremo le procedure di revisione antipirateria di AdSense 4. Faremo sperimentazioni su come rendere le preview di contenuti autorizzati più direttamente accessibili sui risultati di ricerca.
Troverete ulteriori dettagli su questi cambiamenti sul post pubblicato sul nostro blog ufficiale che per vostra comodità riporto qui di seguito: Making Copyright Work Better Online
Posted by Kent Walker, General Counsel
There are more than 1 trillion unique URLs on the Web and more than 35 hours of video uploaded to YouTube every minute. It’s some pretty fantastic stuff - content that makes usthink, laugh, and learn new things. Services we couldn’t have imagined ten years ago - iTunes, NetFlix, YouTube, and many others - help us access this content and let traditional and emerging creators profit from and share their work with the world.
But along with this new wave of creators come some bad apples who use the Internet to infringe copyright. As the Web has grown, we have seen a growing number of issues relating to infringing content. We respond expeditiously to requests to remove such content from our services, and have been improving our procedures over time. But as the Web grows, and the number of requests grows with it, we are working to develop new ways to better address the underlying problem.
That’s why today we’re announcing four changes that we’ll be implementing over the next several months: We’ll act on reliable copyright takedown requests within 24 hours. We will build tools to improve the submission process to make it easier for rightsholders to submit DMCA takedown requests for Google products (starting with Blogger and Web Search). And for copyright owners who use the tools responsibly, we’ll reduce our average response time to 24 hours or less. At the same time, we’ll improve our “counter-notice” tools for those who believe their content was wrongly removed and enable public searching of takedown requests. We will prevent terms that are closely associated with piracy from appearing in Autocomplete. While it’s hard to know for sure when search terms are being used to find infringing content, we’ll do our best to prevent Autocomplete from displaying the terms most frequently used for that purpose. We will improve our AdSense anti-piracy review. We have always prohibited the use of our AdSense program on web pages that provide infringing materials. Building on our existing DMCA takedown procedures, we will be working with rightsholders to identify, and, when appropriate, expel violators from the AdSense program. We will experiment to make authorised preview content more readily accessible in search results. Not surprisingly, we’re big fans of making authorised content more accessible on the Internet. Most users want to access legitimate content and are interested in sites that make that content available to them (even if only on a preview basis). We’ll be looking at ways to make this content easier to index and find. These changes build on our continuing efforts, such as Content ID, to give rightsholders choice and control over the use of their content, and we look forward to further refining and improving our processes in ways that help both rightsholders and users.
Sono a vostra disposizione per ogni informazione aggiuntiva.
-- Marco Pancini European Senior Policy Counsel Google Italy Corso Europa, 2 20122 Milano, Italia Tel. +39 02 36618524 Cell. +39.348.9946222 pancini@google.com Follow me on Twitter: http://twitter.com/googlepolicyit
This email may be confidential or privileged. If you received this communication by mistake, please don't forward it to anyone else, please erase all copies and attachments, and please let me know that it went to the wrong person. Thanks. _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Personalmente nutro forti dubbi sulla decisione, in un contesto quale quello italiano e comunitario che non mi pare abbiano "introdotto" il modello di notice and take down del 17 U.S.C. § 512. Comprendo la propensione per l'uniformità, funzionale ad un'impresa multinazionale, ma purtroppo tale uniformità non si riscontra nelle legislazioni. Soprattutto in Italia il d. lgs. 70/2003 non adotta tale soluzione, da qui potrebbero sorgere problemi sulla legittimità del comportamento di chi la "importi". Per chi volesse approfondire le argomentazioni rinvio all'allegato (in generale sul tema la migliore dottrina è Riccio, La responsabilità civile degli internet providers, Torino 2002). Saluti. Avv. Alessandro Mantelero, PhD Confirmed Assistant Professor Department of Production Systems and Business Economics Politecnico di Torino Corso Duca degli Abruzzi, 24 10129 Torino - Italy http://staff.polito.it/alessandro.mantelero On Thu, 2 Dec 2010 18:22:50 +0100 Marco Pancini <pancini@google.com> wrote:
Cari Tutti,
Come avrete forse già letto, abbiamo annunciato oggi alcuni cambiamenti alle nostre procedure di rimozione dei contenuti in violazione con il diritto d’autore. Riteniamo infatti che il sistema di “notice and take down” (segnalazione e rimozione) introdotto negli Stati Uniti con il Digital Millenium Copyright Act e in Europa con la Direttiva sul Commercio elettronico (D.Lgs 70/2003) sia il modo migliore per combattere il fenomeno della pirateria: in conformità con queste leggi, Google risponde velocemente alle richieste di rimozione e lavora costantemente allo sviluppo di nuove procedure e strumenti con i quali affrontare questo grave problema.
I cambiamenti che annunciamo oggi sono 4, e saranno implementati nel corso dei prossimi mesi:
1. Daremo seguito alle richieste di rimozione per motivi di copyright entro 24 ore 2. Impediremo che i termini strettamente associati con attività di pirateria elettronica appaiano su Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> . 3. Miglioreremo le procedure di revisione antipirateria di AdSense 4. Faremo sperimentazioni su come rendere le preview di contenuti autorizzati più direttamente accessibili sui risultati di ricerca.
Troverete ulteriori dettagli su questi cambiamenti sul post pubblicato sul nostro blog ufficiale <http://googlepublicpolicy.blogspot.com/2010/12/making-copyright-work-better-online.html>che per vostra comodità riporto qui di seguito: *Making Copyright Work Better Online* Posted by Kent Walker, General Counsel
There are more than 1 trillion unique URLs<http://googleblog.blogspot.com/2008/07/we-knew-web-was-big.html>on the Web and more than 35 hours of video uploaded<http://youtube-global.blogspot.com/2010/11/great-scott-over-35-hours-of-video.html>to YouTube every minute. It’s some pretty fantastic stuff - content that makes usthink <http://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_philosophy>, laugh<http://www.youtube.com/user/montypython?blend=1&ob=4>, and learn new things <http://www.propublica.org/>. Services we couldn’t have imagined ten years ago - iTunes, NetFlix, YouTube, and many others - help us access this content and let traditional and emerging creators profit from and share their work with the world.
But along with this new wave of creators come some bad apples who use the Internet to infringe copyright. As the Web has grown, we have seen a growing number of issues relating to infringing content. We respond expeditiously to requests to remove such content from our services, and have been improving our procedures over time. But as the Web grows, and the number of requests grows with it, we are working to develop new ways to better address the underlying problem.
That’s why today we’re announcing four changes that we’ll be implementing over the next several months:
- We’ll act on reliable copyright takedown requests within 24 hours. We will build tools to improve the submission process to make it easier for rightsholders to submit DMCA <http://www.google.com/dmca.html> takedown requests for Google products (starting with Blogger and Web Search). And for copyright owners who use the tools responsibly, we’ll reduce our average response time to 24 hours or less. At the same time, we’ll improve our “counter-notice”<http://www.chillingeffects.org/question.cgi?QuestionID=132>tools for those who believe their content was wrongly removed and enable public searching of takedown requests.
- We will prevent terms that are closely associated with piracy from appearing in Autocomplete<http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&answer=106230> . While it’s hard to know for sure when search terms are being used to find infringing content, we’ll do our best to prevent Autocomplete from displaying the terms most frequently used for that purpose.
- We will improve our AdSense anti-piracy review. We have always prohibited<https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=en&answer=48182>the use of our AdSense program on web pages that provide infringing materials. Building on our existing DMCA takedown procedures, we will be working with rightsholders to identify, and, when appropriate, expel violators from the AdSense program.
- We will experiment to make authorised preview content more readily accessible in search results. Not surprisingly, we’re big fans of making authorised content more accessible<http://googleblog.blogspot.com/2009/10/making-search-more-musical.html>on the Internet. Most users want to access legitimate content and are interested in sites that make that content available to them (even if only on a preview basis). We’ll be looking at ways to make this content easier to index and find.
These changes build on our continuing efforts, such as Content ID<http://www.youtube.com/t/contentid>, to give rightsholders choice and control over the use of their content, and we look forward to further refining and improving our processes in ways that help both rightsholders and users.
Sono a vostra disposizione per ogni informazione aggiuntiva.
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per chi avesse fretta il punto è trattato nell'allegato che vi ho inviato a pag. 535. Le norme sono gli artt. 16 e 17 d. lgs. 70/2003 (v. www.normattiva.it) Alessandro Mantelero
Marco, come prima cosa ti esprimo simpatia e solidarietà, probabilmente non c'è posto più in trincea del tuo, di questi tempi, un po' come in microsoft tempo fa. ti è già stato illustrato cosa si intende con questa frase ?
4. Faremo sperimentazioni su come rendere le preview di contenuti autorizzati più direttamente accessibili sui risultati di ricerca.
io sarei portato ad interpretare che.. "più direttamente accessibili sui risultati di ricerca." significa o implica "in maggiore evidenza "preview" non capisco a cosa si riferisca, forse le 3 righe del contenuto ? "contenuti autorizzati" mi pare implchi una autorizzazione che, se è una cosa nuova dq sperimentare, non può essere l'assenza di robots.txt (il modo attuale per gestire l'autorizzazione), quindi un procedimento nuovo per cui alcuni contenuti saranno "autorizzati" diversamente da altri. il mio blog sarà autorizzato come panorama/espresso ? potresti spiegare cosa significa questa frase ? ciao, s.
Ciao Stefano, Credo ancora che ci siano molte peculiarità nel nostro approccio: - molti nostri prodotti di punta sono open source (Chrome e Android su tutti); - la portabilità dei dati per i nostri utenti è un valore assoluto per noi (DLF <http://www.dataliberation.org/>); - la concorrenza è sempre ad un click di distanza. La frase significa che lavoreremo per rendere l'offerta di contenuti legittimi online sempre più prominente. Esempio cerco Negramaro su Google, trovo in modo chiaro ed evidente i link su dove acquistare la loro musica online. Se decidi ad esempio di mettere un pay-wall sul tuo blog, faremo in modo che gli utenti siano guidati chiaramente nel processo di acquisto dei contenuti sul tuo sito. A presto. marco On Fri, Dec 3, 2010 at 7:19 AM, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it>wrote:
Marco,
come prima cosa ti esprimo simpatia e solidarietà, probabilmente non c'è posto più in trincea del tuo, di questi tempi, un po' come in microsoft tempo fa.
ti è già stato illustrato cosa si intende con questa frase ?
4. Faremo sperimentazioni su come rendere le preview di contenuti autorizzati più direttamente accessibili sui risultati di ricerca.
io sarei portato ad interpretare che..
"più direttamente accessibili sui risultati di ricerca." significa o implica "in maggiore evidenza
"preview" non capisco a cosa si riferisca, forse le 3 righe del contenuto ?
"contenuti autorizzati" mi pare implchi una autorizzazione che, se è una cosa nuova dq sperimentare, non può essere l'assenza di robots.txt (il modo attuale per gestire l'autorizzazione), quindi un procedimento nuovo per cui alcuni contenuti saranno "autorizzati" diversamente da altri.
il mio blog sarà autorizzato come panorama/espresso ?
potresti spiegare cosa significa questa frase ?
ciao, s.
-- Marco Pancini European Senior Policy Counsel Google Italy Corso Europa, 2 20122 Milano, Italia Tel. +39 02 36618524 Cell. +39.348.9946222 pancini@google.com Follow me on Twitter: http://twitter.com/googlepolicyit This email may be confidential or privileged. If you received this communication by mistake, please don't forward it to anyone else, please erase all copies and attachments, and please let me know that it went to the wrong person. Thanks.
Il giorno 03/dic/2010, alle ore 10.02, Marco Pancini <pancini@google.com> ha scritto:
Ciao Stefano, Credo ancora che ci siano molte peculiarità nel nostro approccio: molti nostri prodotti di punta sono open source (Chrome e Android su tutti); la portabilità dei dati per i nostri utenti è un valore assoluto per noi (DLF); la concorrenza è sempre ad un click di distanza. questo va assolutamente riconosciuto.
La frase significa che lavoreremo per rendere l'offerta di contenuti legittimi online sempre più prominente. Esempio cerco Negramaro su Google, trovo in modo chiaro ed evidente i link su dove acquistare la loro musica online.
non è il mio caso, perchè non tratto musica.. ;-) ma se io parlassi di musica e avessi un blog che parla di Negramaro, oggi molto popolare (ipotizziamo), oggi nelle prime posizioni in homepage dei search results, questo significa che domani potrei avere sulla pagina, in maggiore evidenza, i venditori di musica ? altra sottodomanda, il criterio di ranking degli N venditori di musica, si sa già se sarà basato su una algoritmica tipo quella che sottende le ricerche o se sarà più basato su un meccanismo tipo inserzioni a pagamento ? è chiaro che io, da utente appassionato, ho un pò un timore di uno snaturamento da "engine" di ricerca a "catalogo" ... grazie per le risposte... ciao, s.
Se decidi ad esempio di mettere un pay-wall sul tuo blog, faremo in modo che gli utenti siano guidati chiaramente nel processo di acquisto dei contenuti sul tuo sito. A presto. marco
On Fri, Dec 3, 2010 at 7:19 AM, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote: Marco,
come prima cosa ti esprimo simpatia e solidarietà, probabilmente non c'è posto più in trincea del tuo, di questi tempi, un po' come in microsoft tempo fa.
ti è già stato illustrato cosa si intende con questa frase ?
4. Faremo sperimentazioni su come rendere le preview di contenuti autorizzati più direttamente accessibili sui risultati di ricerca.
io sarei portato ad interpretare che..
"più direttamente accessibili sui risultati di ricerca." significa o implica "in maggiore evidenza
"preview" non capisco a cosa si riferisca, forse le 3 righe del contenuto ?
"contenuti autorizzati" mi pare implchi una autorizzazione che, se è una cosa nuova dq sperimentare, non può essere l'assenza di robots.txt (il modo attuale per gestire l'autorizzazione), quindi un procedimento nuovo per cui alcuni contenuti saranno "autorizzati" diversamente da altri.
il mio blog sarà autorizzato come panorama/espresso ?
potresti spiegare cosa significa questa frase ?
ciao, s.
-- Marco Pancini European Senior Policy Counsel Google Italy Corso Europa, 2 20122 Milano, Italia Tel. +39 02 36618524 Cell. +39.348.9946222 pancini@google.com Follow me on Twitter: http://twitter.com/googlepolicyit
This email may be confidential or privileged. If you received this communication by mistake, please don't forward it to anyone else, please erase all copies and attachments, and please let me know that it went to the wrong person. Thanks.
Il 03/12/10 12:33, Stefano Quintarelli ha scritto:
ma se io parlassi di musica e avessi un blog che parla di Negramaro, oggi molto popolare (ipotizziamo), oggi nelle prime posizioni in homepage dei search results, questo significa che domani potrei avere sulla pagina, in maggiore evidenza, i venditori di musica ?
altra sottodomanda, il criterio di ranking degli N venditori di musica, si sa già se sarà basato su una algoritmica tipo quella che sottende le ricerche o se sarà più basato su un meccanismo tipo inserzioni a pagamento ?
è chiaro che io, da utente appassionato, ho un pò un timore di uno snaturamento da "engine" di ricerca a "catalogo" ...
Ma infatti, mi sembra che siano sempre più frequenti i casi in cui Google (su pressione delle lobby dei contenuti tradizionali) si comporta come un editore, privilegiando dei contenuti o eliminandone altri anche se tutt'altro che illegittimi... e questo dovrebbe essere preoccupante soprattutto per loro! Ciao, -- vb. Vittorio Bertola - vb [a] bertola.eu <-------- --------> now blogging & more at http://bertola.eu/ <--------
Scusate l’intervento a gamba tesa e fuori tempo massimo, ma l’argomento mi sta a cuore. Importare modelli da altri ordinamenti giuridici, come sanno i comparatisti, è sempre un esercizio complicato. L’ordinamento statunitense ha la sua storia e la sua coerenza interna, ma è il portato di una cultura che non è la nostra. Da figlio della cultura giuridica europea (ma ho studiato anche negli Stati Uniti, e ne apprezzo – pur con alcune riserve – il modello) personalmente mi preoccupano le spinte verso la “privatizzazione” del diritto. In un altro *thread*, quello legato alla proposta del Prof. Rodotà e alle critiche (che personalmente trovo incomprensibili) che gli sono state rivolte, Fiorello Cortiana ha richiamato la funzione di garanzia collettiva delle regole giuridiche. Il meccanismo del Notice-and-Take-Down, oltre ad essere un corpo estraneo in un ordinamento che è fondato sulla centralità della legge e dei suoi interpreti esclusivi (i giudici, per espresso dettato costituzionale), è il trionfo della presunta efficienza sulla giustizia, lo scardinamento della funzione di garanzia del diritto. Mi fa sinceramente sorridere (ma è un sorriso amaro), l’idea di un * copyright* che *work better*, “funziona meglio”. Una Mac può “funzionare meglio” di un PC (o viceversa, a seconda dei punti di vista). Non una norma o, in questo caso, un sistema giuridico, che deve anche e soprattutto “esprimere valori” e non soltanto “funzionare”, “produrre risultati”. D’altra parte, l’idea del *copyright* che funziona meglio è uno degli inevitabili corollari della tendenza a ritenere che il diritto d’autore sia esclusivamente *ius privatorum*, un affare tra privati. Va da sé che, in quanto attore privato, Google è (relativamente) padrona di fare ciò che ritiene. Tuttavia, eliminare l’intermediazione degli interpreti (i giudici) nel delicato equilibrio di interessi proprio del diritto d’autore, lasciandolo al confronto tra due soli portatori di interessi, *inaudita altera parte*, mi sembra davvero una prospettiva “contro”. Contro la nostra cultura giuridica, contro il senso profondo della nostra costituzione, contro le leggi vigenti nel nostro ordinamento giuridico. Leggi a cui – vivaddio! – qualunque diverso e contrastante “punto di riferimento” non sembra ancora poter togliere vigenza. Un cordiale saluto a tutti. Giorgio Spedicato Il giorno 04 dicembre 2010 19:34, Vittorio Bertola <vb@bertola.eu> ha scritto:
Il 03/12/10 12:33, Stefano Quintarelli ha scritto:
ma se io parlassi di musica e avessi un blog che parla di Negramaro,
oggi molto popolare (ipotizziamo), oggi nelle prime posizioni in homepage dei search results, questo significa che domani potrei avere sulla pagina, in maggiore evidenza, i venditori di musica ?
altra sottodomanda, il criterio di ranking degli N venditori di musica, si sa già se sarà basato su una algoritmica tipo quella che sottende le ricerche o se sarà più basato su un meccanismo tipo inserzioni a pagamento ?
è chiaro che io, da utente appassionato, ho un pò un timore di uno snaturamento da "engine" di ricerca a "catalogo" ...
Ma infatti, mi sembra che siano sempre più frequenti i casi in cui Google (su pressione delle lobby dei contenuti tradizionali) si comporta come un editore, privilegiando dei contenuti o eliminandone altri anche se tutt'altro che illegittimi... e questo dovrebbe essere preoccupante soprattutto per loro! Ciao, -- vb. Vittorio Bertola - vb [a] bertola.eu <-------- --------> now blogging & more at http://bertola.eu/ <--------
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