Scusate l’intervento a gamba tesa e fuori tempo massimo, ma l’argomento mi sta a cuore.
Importare modelli da altri ordinamenti giuridici, come sanno i comparatisti, è sempre un esercizio complicato. L’ordinamento statunitense ha la sua storia e la sua coerenza interna, ma è il portato di una cultura che non è la nostra.
Da figlio della cultura giuridica europea (ma ho studiato anche negli Stati Uniti, e ne apprezzo – pur con alcune riserve – il modello) personalmente mi preoccupano le spinte verso la “privatizzazione” del diritto.
In un altro thread, quello legato alla proposta del Prof. Rodotà e alle critiche (che personalmente trovo incomprensibili) che gli sono state rivolte, Fiorello Cortiana ha richiamato la funzione di garanzia collettiva delle regole giuridiche.
Il meccanismo del Notice-and-Take-Down, oltre ad essere un corpo estraneo in un ordinamento che è fondato sulla centralità della legge e dei suoi interpreti esclusivi (i giudici, per espresso dettato costituzionale), è il trionfo della presunta efficienza sulla giustizia, lo scardinamento della funzione di garanzia del diritto.
Mi fa sinceramente sorridere (ma è un sorriso amaro), l’idea di un copyright che work better, “funziona meglio”. Una Mac può “funzionare meglio” di un PC (o viceversa, a seconda dei punti di vista). Non una norma o, in questo caso, un sistema giuridico, che deve anche e soprattutto “esprimere valori” e non soltanto “funzionare”, “produrre risultati”. D’altra parte, l’idea del copyright che funziona meglio è uno degli inevitabili corollari della tendenza a ritenere che il diritto d’autore sia esclusivamente ius privatorum, un affare tra privati.
Va da sé che, in quanto attore privato, Google è (relativamente) padrona di fare ciò che ritiene. Tuttavia, eliminare l’intermediazione degli interpreti (i giudici) nel delicato equilibrio di interessi proprio del diritto d’autore, lasciandolo al confronto tra due soli portatori di interessi, inaudita altera parte, mi sembra davvero una prospettiva “contro”. Contro la nostra cultura giuridica, contro il senso profondo della nostra costituzione, contro le leggi vigenti nel nostro ordinamento giuridico. Leggi a cui – vivaddio! – qualunque diverso e contrastante “punto di riferimento” non sembra ancora poter togliere vigenza.
Un cordiale saluto a tutti.
Giorgio Spedicato
Il 03/12/10 12:33, Stefano Quintarelli ha scritto:Ma infatti, mi sembra che siano sempre più frequenti i casi in cui Google (su pressione delle lobby dei contenuti tradizionali) si comporta come un editore, privilegiando dei contenuti o eliminandone altri anche se tutt'altro che illegittimi... e questo dovrebbe essere preoccupante soprattutto per loro!
ma se io parlassi di musica e avessi un blog che parla di Negramaro,
oggi molto popolare (ipotizziamo), oggi nelle prime posizioni in
homepage dei search results, questo significa che domani potrei avere
sulla pagina, in maggiore evidenza, i venditori di musica ?
altra sottodomanda, il criterio di ranking degli N venditori di musica,
si sa già se sarà basato su una algoritmica tipo quella che sottende le
ricerche o se sarà più basato su un meccanismo tipo inserzioni a pagamento ?
è chiaro che io, da utente appassionato, ho un pò un timore di uno
snaturamento da "engine" di ricerca a "catalogo" ...
Ciao,
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