Roio, "La verifica dell’età in rete non solo non protegge i minori, ma ci mette tutti a rischio"
*La verifica dell’età in rete non solo non protegge i minori, ma ci mette tutti a rischio* /Pensata come misura di tutela, la verifica dell’età rischia di creare più problemi di quanti ne risolva, tra inefficacia, perdita di privacy e maggiore centralizzazione del controllo online / Denis "Jaromil" Roio 31 marzo 2026 I governi di mezzo mondo stanno imponendo la *verifica dell’età* <https://www.wired.it/article/verifica-delleta-spiegazione-colossi-online-del...> *per un crescente numero di servizi su Internet*, come una misura di tutela per i minori. In realtà stanno *aggravando la raccolta di dati su tutto quel che facciamo in rete*, usando argomenti che confondono la moderazione dei contenuti con il ruolo educativo di genitori e scuole. Di verifica dell’età obbligatoria per l'accesso a certi servizi di rete se ne parla da tanto. Dovrebbe servire, si dice spesso, a limitare *l'accesso dei minori alla pornografia*, al gioco d'azzardo o a contenuti particolarmente espliciti. Ma in un numero crescente di casi *i controlli si stanno estendendo* a social network, piattaforme video, servizi di messaggistica, giochi e motori di ricerca e perfino agli stessi sistemi operativi che girano su computer e telefonini. [...] continua qui: https://www.wired.it/article/verifica-eta-rete-non-protegge-minori-rischio/
dall'articolo non ho capito a quali rischi ci mette tutti... On 31/03/26 10:19, J.C. DE MARTIN via nexa wrote:
*La verifica dell’età in rete non solo non protegge i minori, ma ci mette tutti a rischio*
/Pensata come misura di tutela, la verifica dell’età rischia di creare più problemi di quanti ne risolva, tra inefficacia, perdita di privacy e maggiore centralizzazione del controllo online / Denis "Jaromil" Roio
31 marzo 2026
I governi di mezzo mondo stanno imponendo la *verifica dell’età* <https://www.wired.it/article/verifica-delleta-spiegazione-colossi- online-del-porno-hanno-tempo-fino-a-febbraio-2026/> *per un crescente numero di servizi su Internet*, come una misura di tutela per i minori. In realtà stanno *aggravando la raccolta di dati su tutto quel che facciamo in rete*, usando argomenti che confondono la moderazione dei contenuti con il ruolo educativo di genitori e scuole.
Di verifica dell’età obbligatoria per l'accesso a certi servizi di rete se ne parla da tanto. Dovrebbe servire, si dice spesso, a limitare *l'accesso dei minori alla pornografia*, al gioco d'azzardo o a contenuti particolarmente espliciti. Ma in un numero crescente di casi *i controlli si stanno estendendo* a social network, piattaforme video, servizi di messaggistica, giochi e motori di ricerca e perfino agli stessi sistemi operativi che girano su computer e telefonini.
[...]
continua qui: https://www.wired.it/article/verifica-eta-rete-non- protegge-minori-rischio/
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Salve. Qualcuno per caso ha provato a far giocare a scacchi un "confezionatore statistico di testi" (come chiamo io l'IA)? Dovrebbe essere più facile addestrarlo che non con tutta la conoscenza inquinata del web... E potrebbe giocare contro un altro se stesso, così da acquisire esperienza. Alla fine, se gli viene "l'istinto" (statistico) del gran maestro, ...allora sì che l'idea che si deve essere "intelligenti" per fare certe cose comincerebbe a mostrare crepe. [Quanto sopra mi è venuto in mente a seguito di tentativi vari di scegliere un processo produttivo, percorso lungo il quale mi è sembrato di capire che la conoscenza "pratica / vissuta" -- che l'IA potrebbe riprodurre statisticamente ("se in quella posizione fai quella mossa, poi finisci male...") -- pesa alla fine più di molto altro (sempreché non mi raccontino solo balle, tipo "la mia macchina utensile è molto meglio quell'altra ...che guarda caso non ho").] Saluti, Alfredo
Caro Alfredo, non fornisco una risposta precisa alla tua domanda, ma segnalo sull'argomento questo lavoro di un collega francese (professore in ambito software engineering), che è stato anche campione nazionale francese di scacchi: https://blog.mathieuacher.com/FromScratchChessEnginesPolyglot/ in quel post, e successivi, descrive la sua esperienza di fare implementare a degli LLM dei motori software che giocano a scacchi, in vari linguaggi di programmazione (tra i quali anche TeX!). L'ho trovata una lettura molto divertente, Saluti. On Thu, Apr 02, 2026 at 08:54:49AM +0200, Alfredo Bregni via nexa wrote:
Salve.
Qualcuno per caso ha provato a far giocare a scacchi un "confezionatore statistico di testi" (come chiamo io l'IA)? Dovrebbe essere più facile addestrarlo che non con tutta la conoscenza inquinata del web... E potrebbe giocare contro un altro se stesso, così da acquisire esperienza.
Alla fine, se gli viene "l'istinto" (statistico) del gran maestro, ...allora sì che l'idea che si deve essere "intelligenti" per fare certe cose comincerebbe a mostrare crepe.
[Quanto sopra mi è venuto in mente a seguito di tentativi vari di scegliere un processo produttivo, percorso lungo il quale mi è sembrato di capire che la conoscenza "pratica / vissuta" -- che l'IA potrebbe riprodurre statisticamente ("se in quella posizione fai quella mossa, poi finisci male...") -- pesa alla fine più di molto altro (sempreché non mi raccontino solo balle, tipo "la mia macchina utensile è molto meglio quell'altra ...che guarda caso non ho").]
Saluti, Alfredo
-- Stefano Zacchiroli - https://upsilon.cc/zack Full professor of Computer Science, Polytechnic Institute of Paris Co-founder & CSO Software Heritage
Ringrazio, ...ma: - Non vedo molto il senso di valutare i linguaggi usati: possono avere un impatto, ma non capisco la differenza -- a parte la difficoltà di programmazione -- fra generare un programma in Python, Java, ...o Assembler: perché un programma che gioca a scacchi dovrebbe dipendere dal linguaggio in cui è scritto? - E l'idea, in realtà, era di far giocare gli LLM "in prima persona", non di generare programmi che giocano; ovvero, di decidere le mosse su base statìstica perché "hanno funzionato in quell'occasione" (in FIAT si sarebbe detto "uma semper fait parei"...), avendo una base statistica "massiva". . ----- Original Message ----- From: Stefano Zacchiroli via nexa To: Nexa Sent: Thursday, April 02, 2026 3:08 PM Subject: [nexa] Re: IA che gioca a scacchi Caro Alfredo, non fornisco una risposta precisa alla tua domanda, ma segnalo sull'argomento questo lavoro di un collega francese (professore in ambito software engineering), che è stato anche campione nazionale francese di scacchi: https://blog.mathieuacher.com/FromScratchChessEnginesPolyglot/ in quel post, e successivi, descrive la sua esperienza di fare implementare a degli LLM dei motori software che giocano a scacchi, in vari linguaggi di programmazione (tra i quali anche TeX!). L'ho trovata una lettura molto divertente, Saluti. On Thu, Apr 02, 2026 at 08:54:49AM +0200, Alfredo Bregni via nexa wrote:
Salve.
Qualcuno per caso ha provato a far giocare a scacchi un "confezionatore statistico di testi" (come chiamo io l'IA)? Dovrebbe essere più facile addestrarlo che non con tutta la conoscenza inquinata del web... E potrebbe giocare contro un altro se stesso, così da acquisire esperienza.
Alla fine, se gli viene "l'istinto" (statistico) del gran maestro, ...allora sì che l'idea che si deve essere "intelligenti" per fare certe cose comincerebbe a mostrare crepe.
[Quanto sopra mi è venuto in mente a seguito di tentativi vari di scegliere un processo produttivo, percorso lungo il quale mi è sembrato di capire che la conoscenza "pratica / vissuta" -- che l'IA potrebbe riprodurre statisticamente ("se in quella posizione fai quella mossa, poi finisci male...") -- pesa alla fine più di molto altro (sempreché non mi raccontino solo balle, tipo "la mia macchina utensile è molto meglio quell'altra ...che guarda caso non ho").]
Saluti, Alfredo
-- Stefano Zacchiroli - https://upsilon.cc/zack Full professor of Computer Science, Polytechnic Institute of Paris Co-founder & CSO Software Heritage
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