Ringrazio, ...ma:
 
- Non vedo molto il senso di valutare i linguaggi usati: possono avere un impatto, ma non capisco la differenza -- a parte la difficoltà di programmazione -- fra generare un programma in Python, Java, ...o Assembler: perché un programma che gioca a scacchi dovrebbe dipendere dal linguaggio in cui è scritto?
 
- E l'idea, in realtà, era di far giocare gli LLM "in prima persona", non di generare programmi che giocano; ovvero, di decidere le mosse su base statìstica perché "hanno funzionato in quell'occasione" (in FIAT si sarebbe detto "uma semper fait parei"...), avendo una base statistica "massiva". .
 
 
----- Original Message -----
From: Stefano Zacchiroli via nexa
To: Nexa
Sent: Thursday, April 02, 2026 3:08 PM
Subject: [nexa] Re: IA che gioca a scacchi

Caro Alfredo, non fornisco una risposta precisa alla tua domanda, ma
segnalo sull'argomento questo lavoro di un collega francese (professore
in ambito software engineering), che è stato anche campione nazionale
francese di scacchi:

  https://blog.mathieuacher.com/FromScratchChessEnginesPolyglot/

in quel post, e successivi, descrive la sua esperienza di fare
implementare a degli LLM dei motori software che giocano a scacchi, in
vari linguaggi di programmazione (tra i quali anche TeX!).

L'ho trovata una lettura molto divertente,
Saluti.

On Thu, Apr 02, 2026 at 08:54:49AM +0200, Alfredo Bregni via nexa wrote:
> Salve.
>
> Qualcuno per caso ha provato a far giocare a scacchi un "confezionatore statistico di testi" (come chiamo io l'IA)?
> Dovrebbe essere più facile addestrarlo che non con tutta la conoscenza inquinata del web...
> E potrebbe giocare contro un altro se stesso, così da acquisire esperienza.
>
> Alla fine, se gli viene "l'istinto" (statistico) del gran maestro, ...allora sì che l'idea che si deve essere "intelligenti" per fare certe cose comincerebbe a mostrare crepe.
>
> [Quanto sopra mi è venuto in mente a seguito di tentativi vari di scegliere un processo produttivo, percorso lungo il quale mi è sembrato di capire che la conoscenza "pratica / vissuta" -- che l'IA potrebbe riprodurre statisticamente ("se in quella posizione fai quella mossa, poi finisci male...") -- pesa alla fine più di molto altro (sempreché non mi raccontino solo balle, tipo "la mia macchina utensile è molto meglio quell'altra ...che guarda caso non ho").]
>
> Saluti,
> Alfredo

--
Stefano Zacchiroli - https://upsilon.cc/zack
Full professor of Computer Science, Polytechnic Institute of Paris
Co-founder & CSO Software Heritage