Caro Alfredo, non fornisco una risposta precisa alla tua domanda, ma segnalo sull'argomento questo lavoro di un collega francese (professore in ambito software engineering), che è stato anche campione nazionale francese di scacchi: https://blog.mathieuacher.com/FromScratchChessEnginesPolyglot/ in quel post, e successivi, descrive la sua esperienza di fare implementare a degli LLM dei motori software che giocano a scacchi, in vari linguaggi di programmazione (tra i quali anche TeX!). L'ho trovata una lettura molto divertente, Saluti. On Thu, Apr 02, 2026 at 08:54:49AM +0200, Alfredo Bregni via nexa wrote:
Salve.
Qualcuno per caso ha provato a far giocare a scacchi un "confezionatore statistico di testi" (come chiamo io l'IA)? Dovrebbe essere più facile addestrarlo che non con tutta la conoscenza inquinata del web... E potrebbe giocare contro un altro se stesso, così da acquisire esperienza.
Alla fine, se gli viene "l'istinto" (statistico) del gran maestro, ...allora sì che l'idea che si deve essere "intelligenti" per fare certe cose comincerebbe a mostrare crepe.
[Quanto sopra mi è venuto in mente a seguito di tentativi vari di scegliere un processo produttivo, percorso lungo il quale mi è sembrato di capire che la conoscenza "pratica / vissuta" -- che l'IA potrebbe riprodurre statisticamente ("se in quella posizione fai quella mossa, poi finisci male...") -- pesa alla fine più di molto altro (sempreché non mi raccontino solo balle, tipo "la mia macchina utensile è molto meglio quell'altra ...che guarda caso non ho").]
Saluti, Alfredo
-- Stefano Zacchiroli - https://upsilon.cc/zack Full professor of Computer Science, Polytechnic Institute of Paris Co-founder & CSO Software Heritage