Valutazione e comparazione di software open source per le Pubbliche Amministrazioni.
carissimi, ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto. Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per le seguenti ragioni: 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda "il numero di dipendenze dal software proprietario"? 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"), famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale - e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento. Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte a favore di questo ultimo. Pertanto il proporrei due enendamenti: 1. Mai parlare di software proprietario. 2. Mai parlare di TCO. Scusate il mio fanatismo. Raf
Caro Prof. Meo, io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti- ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software, i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi. Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità. Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software, maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari. Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza. Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa. Un caro saluto, Marco Conoscenti [1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13... Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it> ha scritto:
carissimi, ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto. Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per le seguenti ragioni: 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda "il numero di dipendenze dal software proprietario"? 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"), famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale - e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento. Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte a favore di questo ultimo. Pertanto il proporrei due enendamenti: 1. Mai parlare di software proprietario. 2. Mai parlare di TCO. Scusate il mio fanatismo. Raf _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Caro Prof. Meo, Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori. Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ). Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione... <https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione...> Aggiungo: - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3, ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source. - Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio, quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti - Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129 <https://nexa.polito.it/mercoledi-129>), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG, che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica): se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore. Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario, allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo. Ti ringrazio ancora, Un caro saluto, antonio -- Antonio Vetrò, PhD Habil. Assistant Professor (RTD-A) Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino Senior research fellow at: Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it/> FULL <https://full.polito.it/> | Future Urban Legacy Lab Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on Software Engineering http://www.antoniovetro.it <http://www.antoniovetro.it/> Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz>
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti@gmail.com> ha scritto:
Caro Prof. Meo,
io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti- ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software, i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software, maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
Un caro saluto,
Marco Conoscenti
[1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13... <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...> Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto: carissimi, ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto. Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per le seguenti ragioni: 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda "il numero di dipendenze dal software proprietario"? 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"), famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale - e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento. Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte a favore di questo ultimo. Pertanto il proporrei due enendamenti: 1. Mai parlare di software proprietario. 2. Mai parlare di TCO. Scusate il mio fanatismo. Raf _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa> _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
carissimi, io ero fermo sulle linee guida del Team per l'Italia Digitale. Ora comprendo le ragioni per cui quel team è stato soppresso. Le nuove linee guida aono state riscritte da AGID (https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...). Ho letto rapidamente le nuove linee guida ma ho capito l'obiettivo centrale di AGID già perseguito in altre circostanze: difendere il software proprietario, con grave danno per l'economia del Paese. A questo punto ritiro le due proposte di emendamento e ne propongo una nuova: togliere "open source" dal titolo della vostra valutazione, perchè le vostre regole si riferiscono a tutto il software, software proprietario compreso (per cui il famigerato TCO torna al potere). Che tristezza!!!!! Raf Il 14/05/20 15:45, Antonio Vetro' ha scritto:
Caro Prof. Meo,
Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori.
Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ).
Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione...
Aggiungo: - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3, ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source.
- Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio, quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti
- Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG, che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica): se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore.
Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario, allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo.
Ti ringrazio ancora, Un caro saluto, antonio
--
Antonio Vetrò, PhD Habil. Assistant Professor (RTD-A) Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino
Senior research fellow at: Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it> F/UL/L <https://full.polito.it> | Future /Urban Legacy/ Lab
Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on Software Engineering
http://www.antoniovetro.it Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz>
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com>> ha scritto:
Caro Prof. Meo,
io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti- ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software, i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software, maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
Un caro saluto,
Marco Conoscenti
[1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...
Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto:
carissimi, ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto. Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per le seguenti ragioni: 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda "il numero di dipendenze dal software proprietario"? 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"), famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale - e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento. Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte a favore di questo ultimo. Pertanto il proporrei due enendamenti: 1. Mai parlare di software proprietario. 2. Mai parlare di TCO. Scusate il mio fanatismo. Raf _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Caro Professore, A pag. 13 delle slide della nostra presentazione (disponibili su https://nexa.polito.it/nexacenterfiles/129-mercoledi-nexa-agid.pdf <https://nexa.polito.it/mercoledi-129>) , è evidenziato come il nostro lavoro si sia concentrato sulle Fasi 2.2 e 2., ovvero: valutazione soluzioni riusabili per PA / open source. Alcuni aspetti del modello TCO, obbligatorio perché previsto nelle Linee Guida, potrebbero riguardare anche per la sotto-fase 3.3, che per questo è tratteggiata in quella slide (e forse proprio perché il concetto di TCO deriva da lì): ma è l’unico elemento, quindi, con rispetto, non toglieremo l’ "open source" dal titolo della metodologia proposta per la valutazione comparativa. Spero questi chiarimenti siano utili a te e chi altro in questa lista è interessato alla questione. Sono disponibile ad approfondire privatamente, lasciando ad altri la possibilità di inserirsi qui. Permettimi, però, di dissociarmi pubblicamente dalle tue affermazioni sul Team Digitale e AGID. Un caro saluto, e ancora grazie per l’occasione di approfondimento e confronto Antonio
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 17:27, Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it> ha scritto:
carissimi, io ero fermo sulle linee guida del Team per l'Italia Digitale. Ora comprendo le ragioni per cui quel team è stato soppresso. Le nuove linee guida aono state riscritte da AGID (https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13... <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...>). Ho letto rapidamente le nuove linee guida ma ho capito l'obiettivo centrale di AGID già perseguito in altre circostanze: difendere il software proprietario, con grave danno per l'economia del Paese. A questo punto ritiro le due proposte di emendamento e ne propongo una nuova: togliere "open source" dal titolo della vostra valutazione, perchè le vostre regole si riferiscono a tutto il software, software proprietario compreso (per cui il famigerato TCO torna al potere). Che tristezza!!!!! Raf
Il 14/05/20 15:45, Antonio Vetro' ha scritto:
Caro Prof. Meo, Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori. Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ). Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione... Aggiungo: - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3, ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source. - Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio, quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti - Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG, che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica): se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore. Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario, allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo. Ti ringrazio ancora, Un caro saluto, antonio -- Antonio Vetrò, PhD Habil. Assistant Professor (RTD-A) Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino Senior research fellow at: Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it <https://nexa.polito.it/>> F/UL/L <https://full.polito.it <https://full.polito.it/>> | Future /Urban Legacy/ Lab Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality Member UNINFO <https://www.uninfo.it/ <https://www.uninfo.it/>> - Technical Commission on Software Engineering http://www.antoniovetro.it <http://www.antoniovetro.it/> Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz <https://twitter.com/phisaz>>
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com> <mailto:mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com>>> ha scritto:
Caro Prof. Meo,
io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti- ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software, i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software, maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
Un caro saluto,
Marco Conoscenti
[1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13... <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...>
Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it> <mailto:meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>>> ha scritto:
carissimi, ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto. Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per le seguenti ragioni: 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda "il numero di dipendenze dal software proprietario"? 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"), famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale - e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento. Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte a favore di questo ultimo. Pertanto il proporrei due enendamenti: 1. Mai parlare di software proprietario. 2. Mai parlare di TCO. Scusate il mio fanatismo. Raf _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
-- Antonio Vetrò, PhD Habil. Assistant Professor (RTD-A) Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino Senior research fellow at: Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it/> FULL <https://full.polito.it/> | Future Urban Legacy Lab Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on Software Engineering http://www.antoniovetro.it <http://www.antoniovetro.it/> Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz> Correggo il refuso: " il nostro lavoro si sia concentrato sulle Fasi 2.2 e 2.5”
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 18:07, Antonio Vetro' <antonio.vetro@polito.it> ha scritto:
Caro Professore,
A pag. 13 delle slide della nostra presentazione (disponibili su https://nexa.polito.it/nexacenterfiles/129-mercoledi-nexa-agid.pdf <https://nexa.polito.it/mercoledi-129>) , è evidenziato come il nostro lavoro si sia concentrato sulle Fasi 2.2 e 2., ovvero: valutazione soluzioni riusabili per PA / open source.
Alcuni aspetti del modello TCO, obbligatorio perché previsto nelle Linee Guida, potrebbero riguardare anche per la sotto-fase 3.3, che per questo è tratteggiata in quella slide (e forse proprio perché il concetto di TCO deriva da lì): ma è l’unico elemento, quindi, con rispetto, non toglieremo l’ "open source" dal titolo della metodologia proposta per la valutazione comparativa.
Spero questi chiarimenti siano utili a te e chi altro in questa lista è interessato alla questione. Sono disponibile ad approfondire privatamente, lasciando ad altri la possibilità di inserirsi qui.
Permettimi, però, di dissociarmi pubblicamente dalle tue affermazioni sul Team Digitale e AGID.
Un caro saluto, e ancora grazie per l’occasione di approfondimento e confronto
Antonio
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 17:27, Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto:
carissimi, io ero fermo sulle linee guida del Team per l'Italia Digitale. Ora comprendo le ragioni per cui quel team è stato soppresso. Le nuove linee guida aono state riscritte da AGID (https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13... <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...>). Ho letto rapidamente le nuove linee guida ma ho capito l'obiettivo centrale di AGID già perseguito in altre circostanze: difendere il software proprietario, con grave danno per l'economia del Paese. A questo punto ritiro le due proposte di emendamento e ne propongo una nuova: togliere "open source" dal titolo della vostra valutazione, perchè le vostre regole si riferiscono a tutto il software, software proprietario compreso (per cui il famigerato TCO torna al potere). Che tristezza!!!!! Raf
Il 14/05/20 15:45, Antonio Vetro' ha scritto:
Caro Prof. Meo, Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori. Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ). Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione... <https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione...> Aggiungo: - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3, ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source. - Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio, quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti - Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129 <https://nexa.polito.it/mercoledi-129>), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG, che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica): se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore. Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario, allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo. Ti ringrazio ancora, Un caro saluto, antonio -- Antonio Vetrò, PhD Habil. Assistant Professor (RTD-A) Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino Senior research fellow at: Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it <https://nexa.polito.it/>> F/UL/L <https://full.polito.it <https://full.polito.it/>> | Future /Urban Legacy/ Lab Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality Member UNINFO <https://www.uninfo.it/ <https://www.uninfo.it/>> - Technical Commission on Software Engineering http://www.antoniovetro.it <http://www.antoniovetro.it/> Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz <https://twitter.com/phisaz>>
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com> <mailto:mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com>>> ha scritto:
Caro Prof. Meo,
io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti- ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software, i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software, maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
Un caro saluto,
Marco Conoscenti
[1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13... <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...>
Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it> <mailto:meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>>> ha scritto:
carissimi, ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto. Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per le seguenti ragioni: 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda "il numero di dipendenze dal software proprietario"? 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"), famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale - e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento. Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte a favore di questo ultimo. Pertanto il proporrei due enendamenti: 1. Mai parlare di software proprietario. 2. Mai parlare di TCO. Scusate il mio fanatismo. Raf _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- Antonio Vetrò, PhD Habil. Assistant Professor (RTD-A) Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino Senior research fellow at: Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it/> FULL <https://full.polito.it/> | Future Urban Legacy Lab Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on Software Engineering http://www.antoniovetro.it <http://www.antoniovetro.it/> Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz> Correggo il refuso: " il nostro lavoro si sia concentrato sulle Fasi 2.2 e 2.5”
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 18:07, Antonio Vetro' <antonio.vetro@polito.it <mailto:antonio.vetro@polito.it>> ha scritto:
Caro Professore,
A pag. 13 delle slide della nostra presentazione (disponibili su https://nexa.polito.it/nexacenterfiles/129-mercoledi-nexa-agid.pdf <https://nexa.polito.it/mercoledi-129>) , è evidenziato come il nostro lavoro si sia concentrato sulle Fasi 2.2 e 2., ovvero: valutazione soluzioni riusabili per PA / open source.
Alcuni aspetti del modello TCO, obbligatorio perché previsto nelle Linee Guida, potrebbero riguardare anche per la sotto-fase 3.3, che per questo è tratteggiata in quella slide (e forse proprio perché il concetto di TCO deriva da lì): ma è l’unico elemento, quindi, con rispetto, non toglieremo l’ "open source" dal titolo della metodologia proposta per la valutazione comparativa.
Spero questi chiarimenti siano utili a te e chi altro in questa lista è interessato alla questione. Sono disponibile ad approfondire privatamente, lasciando ad altri la possibilità di inserirsi qui.
Permettimi, però, di dissociarmi pubblicamente dalle tue affermazioni sul Team Digitale e AGID.
Un caro saluto, e ancora grazie per l’occasione di approfondimento e confronto
Antonio
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 17:27, Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto:
carissimi, io ero fermo sulle linee guida del Team per l'Italia Digitale. Ora comprendo le ragioni per cui quel team è stato soppresso. Le nuove linee guida aono state riscritte da AGID (https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13... <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...>). Ho letto rapidamente le nuove linee guida ma ho capito l'obiettivo centrale di AGID già perseguito in altre circostanze: difendere il software proprietario, con grave danno per l'economia del Paese. A questo punto ritiro le due proposte di emendamento e ne propongo una nuova: togliere "open source" dal titolo della vostra valutazione, perchè le vostre regole si riferiscono a tutto il software, software proprietario compreso (per cui il famigerato TCO torna al potere). Che tristezza!!!!! Raf
Il 14/05/20 15:45, Antonio Vetro' ha scritto:
Caro Prof. Meo, Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori. Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ). Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione... <https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione...> Aggiungo: - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3, ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source. - Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio, quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti - Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129 <https://nexa.polito.it/mercoledi-129>), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG, che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica): se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore. Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario, allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo. Ti ringrazio ancora, Un caro saluto, antonio -- Antonio Vetrò, PhD Habil. Assistant Professor (RTD-A) Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino Senior research fellow at: Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it <https://nexa.polito.it/>> F/UL/L <https://full.polito.it <https://full.polito.it/>> | Future /Urban Legacy/ Lab Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality Member UNINFO <https://www.uninfo.it/ <https://www.uninfo.it/>> - Technical Commission on Software Engineering http://www.antoniovetro.it <http://www.antoniovetro.it/> Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz <https://twitter.com/phisaz>>
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com> <mailto:mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com>>> ha scritto:
Caro Prof. Meo,
io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti- ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software, i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software, maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
Un caro saluto,
Marco Conoscenti
[1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13... <https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...>
Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it> <mailto:meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>>> ha scritto:
carissimi, ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto. Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per le seguenti ragioni: 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda "il numero di dipendenze dal software proprietario"? 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"), famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale - e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento. Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte a favore di questo ultimo. Pertanto il proporrei due enendamenti: 1. Mai parlare di software proprietario. 2. Mai parlare di TCO. Scusate il mio fanatismo. Raf _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
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Gent.mo professore, intanto grazie per la sua consueta trasparenza e fermezza. Spero di non essere invadente, permettendomi questo inserimento nella discussione. Ben lungi dal voler difendere Agid, o il Team digitale, ma solo con l'auspicio di contribuire con qualche elemento oggettivo, volevo solo segnalare che le linee guida in oggetto fanno seguito alle modifiche del CAD che ha introdotto l'obbligo - per tutte le PA - di rilasciare con licenza aperta su repertorio pubblico tutto il proprio software (inteso il sw in titolarità, non di cui sia licenziataria, questo inevitabilmente). Rispetto a ciò, le nuove Linee guida forniscono nella loro seconda parte indicazioni funzionali a detta pubblicazione. E' presente anche un nuovo portale, developers Italia, che funge da collettore - vetrina per le iniziative free software di PA e terzi. Accanto a ciò, le nuove linee guida, nella loro prima parte, sono dedicate alla valutazione comparativa ex art. 68 CAD, sostituendo la precedente circolare 63 Agid del 2013. In esse, a differenza del previo suddetto documento, è richiesta una primaria valutazione di software libero, prima di altre PA, poi di terzi, prima di passare a valutare eventualmente sw make o proprietario. I criteri di valutazione ulteriori rispetto ai requisiti funzionali sono espressamente tratti dal medesimo art. 68 che al suo art. 1-ter (spero di ricordare bene il comma, ne) prevedono una serie di criteri obbligatori tra cui proprio il TCO. Ciò riassunto, volevo solo provare a condividere un pensiero che avevo, probabilmente malamente, già provato a introdurre mercoledì: credo che una valutazione economica, in sé e per sé, non sia evitabile in un contesto in cui, di fatto, si deve comunque spendere e di tale denarosi deve, giustamente, tenere conto. Tuttavia, ciò che sarebbe interessante potrebbe essere riuscire finalmente ad intervenire su ciò che va a comporre questo TCO, e sui relativi criteri, adottando una vista di medio e lungo periodo, e non una vista a breve termine, introducendo magari anche elementi di strategia. Per dirla con uno slogan, il Total cost of ownership dovrebbe diventare un TOTAL VALUE OF OWNERSHIP: cosa mi porto in casa? con quali rischi? quale è il valore che posso spendere e con quali potenzialità di sinergia? esattamente come quando in una società si fa una due diligence sui beni immateriali, se riesco sinteticamente a farmi comprendere. Sarei molto interessata alla sua posizione sul tema e intanto ringrazio per l'attenzione, mi scuso nuovamente per l'intromissione e auguro a tutti un bel venerdì (che è sempre un giorno simpatico della settimana ;-)). Laura Garbati
Il 14 maggio 2020 alle 17.27 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it> ha scritto:
carissimi, io ero fermo sulle linee guida del Team per l'Italia Digitale. Ora comprendo le ragioni per cui quel team è stato soppresso. Le nuove linee guida aono state riscritte da AGID (https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...). Ho letto rapidamente le nuove linee guida ma ho capito l'obiettivo centrale di AGID già perseguito in altre circostanze: difendere il software proprietario, con grave danno per l'economia del Paese. A questo punto ritiro le due proposte di emendamento e ne propongo una nuova: togliere "open source" dal titolo della vostra valutazione, perchè le vostre regole si riferiscono a tutto il software, software proprietario compreso (per cui il famigerato TCO torna al potere). Che tristezza!!!!! Raf
Il 14/05/20 15:45, Antonio Vetro' ha scritto:
Caro Prof. Meo,
Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori.
Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ).
Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione...
Aggiungo: - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3, ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source.
- Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio, quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti
- Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG, che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica): se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore.
Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario, allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo.
Ti ringrazio ancora, Un caro saluto, antonio
--
Antonio Vetrò, PhD Habil. Assistant Professor (RTD-A) Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino
Senior research fellow at: Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it> F/UL/L <https://full.polito.it> | Future /Urban Legacy/ Lab
Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on Software Engineering
http://www.antoniovetro.it Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz>
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com>> ha scritto:
Caro Prof. Meo,
io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti- ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software, i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software, maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
Un caro saluto,
Marco Conoscenti
[1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...
Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto:
carissimi, ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto. Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per le seguenti ragioni: 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda "il numero di dipendenze dal software proprietario"? 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"), famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale - e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento. Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte a favore di questo ultimo. Pertanto il proporrei due enendamenti: 1. Mai parlare di software proprietario. 2. Mai parlare di TCO. Scusate il mio fanatismo. Raf _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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carissimi, ecco la posizione di un fanatico malpensante. Il TCO è un'antica invenzione di Microsoft che presuppone che Windows e Office abbiano funzionalità superiori e richiedano competenze molto care per l'attuazione di quelle funzionalità con altre soluzioni. Io affermo che la valutazione di quella suoeriorità è tecnicamente impossibile (e contraria agli interessi del nostro Paese) e pertanto affermo: "Solo software libero nella Pubblica Amministrazione". La mia malpensante impressione è che da sempre AGID dica: "Bene il software libero per i programmi applicativi ma non toccate Windows e Office". Io speriamo che mi sbaglio. Ok a parlare di Total Value ma anche questo è di difficile valutazione. Grazie molte e moltissime scuse per il tempo che vi faccio perdere (inutilmente perchè quelli importanti non ci ascoltano) Raf Il 15/05/20 09:14, Laura Garbati ha scritto:
Gent.mo professore, intanto grazie per la sua consueta trasparenza e fermezza.
Spero di non essere invadente, permettendomi questo inserimento nella discussione.
Ben lungi dal voler difendere Agid, o il Team digitale, ma solo con l'auspicio di contribuire con qualche elemento oggettivo, volevo solo segnalare che le linee guida in oggetto fanno seguito alle modifiche del CAD che ha introdotto l'obbligo - per tutte le PA - di rilasciare con licenza aperta su repertorio pubblico tutto il proprio software (inteso il sw in titolarità, non di cui sia licenziataria, questo inevitabilmente). Rispetto a ciò, le nuove Linee guida forniscono nella loro seconda parte indicazioni funzionali a detta pubblicazione. E' presente anche un nuovo portale, developers Italia, che funge da collettore - vetrina per le iniziative free software di PA e terzi.
Accanto a ciò, le nuove linee guida, nella loro prima parte, sono dedicate alla valutazione comparativa ex art. 68 CAD, sostituendo la precedente circolare 63 Agid del 2013. In esse, a differenza del previo suddetto documento, è richiesta una primaria valutazione di software libero, prima di altre PA, poi di terzi, prima di passare a valutare eventualmente sw make o proprietario.
I criteri di valutazione ulteriori rispetto ai requisiti funzionali sono espressamente tratti dal medesimo art. 68 che al suo art. 1-ter (spero di ricordare bene il comma, ne) prevedono una serie di criteri obbligatori tra cui proprio il TCO.
Ciò riassunto, volevo solo provare a condividere un pensiero che avevo, probabilmente malamente, già provato a introdurre mercoledì: credo che una valutazione economica, in sé e per sé, non sia evitabile in un contesto in cui, di fatto, si deve comunque spendere e di tale denarosi deve, giustamente, tenere conto.
Tuttavia, ciò che sarebbe interessante potrebbe essere riuscire finalmente ad intervenire su ciò che va a comporre questo TCO, e sui relativi criteri, adottando una vista di medio e lungo periodo, e non una vista a breve termine, introducendo magari anche elementi di strategia.
Per dirla con uno slogan, il Total cost of ownership dovrebbe diventare un TOTAL VALUE OF OWNERSHIP: cosa mi porto in casa? con quali rischi? quale è il valore che posso spendere e con quali potenzialità di sinergia? esattamente come quando in una società si fa una due diligence sui beni immateriali, se riesco sinteticamente a farmi comprendere.
Sarei molto interessata alla sua posizione sul tema e intanto ringrazio per l'attenzione, mi scuso nuovamente per l'intromissione e auguro a tutti un bel venerdì (che è sempre un giorno simpatico della settimana ;-)). Laura Garbati
Il 14 maggio 2020 alle 17.27 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it> ha scritto:
carissimi, io ero fermo sulle linee guida del Team per l'Italia Digitale. Ora comprendo le ragioni per cui quel team è stato soppresso. Le nuove linee guida aono state riscritte da AGID (https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...). Ho letto rapidamente le nuove linee guida ma ho capito l'obiettivo centrale di AGID già perseguito in altre circostanze: difendere il software proprietario, con grave danno per l'economia del Paese. A questo punto ritiro le due proposte di emendamento e ne propongo una nuova: togliere "open source" dal titolo della vostra valutazione, perchè le vostre regole si riferiscono a tutto il software, software proprietario compreso (per cui il famigerato TCO torna al potere). Che tristezza!!!!! Raf
Il 14/05/20 15:45, Antonio Vetro' ha scritto:
Caro Prof. Meo,
Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori.
Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ).
Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione...
Aggiungo: - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3, ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source.
- Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio, quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti
- Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG, che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica): se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore.
Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario, allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo.
Ti ringrazio ancora, Un caro saluto, antonio
--
Antonio Vetrò, PhD Habil. Assistant Professor (RTD-A) Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino
Senior research fellow at: Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it> F/UL/L <https://full.polito.it> | Future /Urban Legacy/ Lab
Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on Software Engineering
http://www.antoniovetro.it Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz>
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com>> ha scritto:
Caro Prof. Meo,
io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti- ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software, i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software, maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
Un caro saluto,
Marco Conoscenti
[1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13...
Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto:
carissimi, ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto. Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per le seguenti ragioni: 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda "il numero di dipendenze dal software proprietario"? 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"), famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale - e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento. Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte a favore di questo ultimo. Pertanto il proporrei due enendamenti: 1. Mai parlare di software proprietario. 2. Mai parlare di TCO. Scusate il mio fanatismo. Raf _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Caro Prof. capisco perfettamente la tua preoccupazione. D'altronde, la Direttiva 19 Dicembre 2003 "Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni" della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie (che era la conseguenza del lavoro della Commissione sul software libero nella PA che presiedevi nel 2003) indicava criteri di comparazione molto ben ragionati che sono spariti dall'art. 68 del CAD. Per esempio: - il costo d'uscita (oltre al TCO), - la valorizzazione delle competenze tecniche acquisite, - l'indipendenza da un unico fornitore o da un'unica tecnologia proprietaria. Insomma: l'art. 68 del CAD è stato un downgrade rispetto alla Direttiva 19 dicembre 2003. Ma è anche vero che: - l'art. 68 del CAD nella versione vigente è meglio dell'art. 68 nella versione originaria, - le Linee Guida del 9 maggio 2019 sono meglio della Circolare 63/2013. Insomma: un pezzettino alla volta le cose migliorano. Penso anche che sarebbe importante riprendere il lavoro di razionalizzazione dell'art. 68 per rendere la valutazione comparativa uno strumento più efficace di quanto non sia oggi per permettere alle PA di fare le scelte migliori, magari anche favorendo la mutualizzazione dei costi (come suggerivo nella call). Ciao, m.c. In data venerdì 15 maggio 2020 12:55:12 CEST, Angelo Raffaele Meo ha scritto:
carissimi, ecco la posizione di un fanatico malpensante. Il TCO è un'antica invenzione di Microsoft che presuppone che Windows e Office abbiano funzionalità superiori e richiedano competenze molto care per l'attuazione di quelle funzionalità con altre soluzioni. Io affermo che la valutazione di quella suoeriorità è tecnicamente impossibile (e contraria agli interessi del nostro Paese) e pertanto affermo: "Solo software libero nella Pubblica Amministrazione". La mia malpensante impressione è che da sempre AGID dica: "Bene il software libero per i programmi applicativi ma non toccate Windows e Office". Io speriamo che mi sbaglio. Ok a parlare di Total Value ma anche questo è di difficile valutazione. Grazie molte e moltissime scuse per il tempo che vi faccio perdere (inutilmente perchè quelli importanti non ci ascoltano) Raf
Il 15/05/20 09:14, Laura Garbati ha scritto:
Gent.mo professore, intanto grazie per la sua consueta trasparenza e fermezza.
Spero di non essere invadente, permettendomi questo inserimento nella discussione.
Ben lungi dal voler difendere Agid, o il Team digitale, ma solo con l'auspicio di contribuire con qualche elemento oggettivo, volevo solo segnalare che le linee guida in oggetto fanno seguito alle modifiche del CAD che ha introdotto l'obbligo - per tutte le PA - di rilasciare con licenza aperta su repertorio pubblico tutto il proprio software (inteso il sw in titolarità, non di cui sia licenziataria, questo inevitabilmente). Rispetto a ciò, le nuove Linee guida forniscono nella loro seconda parte indicazioni funzionali a detta pubblicazione. E' presente anche un nuovo portale, developers Italia, che funge da collettore - vetrina per le iniziative free software di PA e terzi.
Accanto a ciò, le nuove linee guida, nella loro prima parte, sono dedicate alla valutazione comparativa ex art. 68 CAD, sostituendo la precedente circolare 63 Agid del 2013. In esse, a differenza del previo suddetto documento, è richiesta una primaria valutazione di software libero, prima di altre PA, poi di terzi, prima di passare a valutare eventualmente sw make o proprietario.
I criteri di valutazione ulteriori rispetto ai requisiti funzionali sono espressamente tratti dal medesimo art. 68 che al suo art. 1-ter (spero di ricordare bene il comma, ne) prevedono una serie di criteri obbligatori tra cui proprio il TCO.
Ciò riassunto, volevo solo provare a condividere un pensiero che avevo, probabilmente malamente, già provato a introdurre mercoledì: credo che una valutazione economica, in sé e per sé, non sia evitabile in un contesto in cui, di fatto, si deve comunque spendere e di tale denarosi deve, giustamente, tenere conto.
Tuttavia, ciò che sarebbe interessante potrebbe essere riuscire finalmente ad intervenire su ciò che va a comporre questo TCO, e sui relativi criteri, adottando una vista di medio e lungo periodo, e non una vista a breve termine, introducendo magari anche elementi di strategia.
Per dirla con uno slogan, il Total cost of ownership dovrebbe diventare un TOTAL VALUE OF OWNERSHIP: cosa mi porto in casa? con quali rischi? quale è il valore che posso spendere e con quali potenzialità di sinergia? esattamente come quando in una società si fa una due diligence sui beni immateriali, se riesco sinteticamente a farmi comprendere.
Sarei molto interessata alla sua posizione sul tema e intanto ringrazio per l'attenzione, mi scuso nuovamente per l'intromissione e auguro a tutti un bel venerdì (che è sempre un giorno simpatico della settimana ;-)). Laura Garbati
Il 14 maggio 2020 alle 17.27 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it> ha scritto:
carissimi,
io ero fermo sulle linee guida del Team per l'Italia
Digitale. Ora comprendo le ragioni per cui quel team è stato soppresso. Le nuove linee guida aono state riscritte da AGID (https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/0 5/13/pubblicate-linee-guida-agid-sullacquisizione-il-riuso-del-software-n ella-pa). Ho letto rapidamente le nuove linee guida ma ho capito l'obiettivo centrale di AGID già perseguito in altre circostanze: difendere il software proprietario, con grave danno per l'economia del Paese. A questo punto ritiro le due proposte di emendamento e ne propongo una nuova: togliere "open source" dal titolo della vostra valutazione, perchè le vostre regole si riferiscono a tutto il software, software proprietario compreso (per cui il famigerato TCO torna al potere). Che tristezza!!!!! Raf
Il 14/05/20 15:45, Antonio Vetro' ha scritto:
Caro Prof. Meo,
Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori.
Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ).
Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisiz ione-e-riuso-software-per-pa-docs_pubblicata.pdf
Aggiungo: - come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3, ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source.
- Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio, quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti
- Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG, che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica): se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore.
Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario, allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo.
Ti ringrazio ancora, Un caro saluto, antonio
--
Antonio Vetrò, PhD Habil. Assistant Professor (RTD-A) Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino
Senior research fellow at: Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it> F/UL/L <https://full.polito.it> | Future /Urban Legacy/ Lab
Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6 Software Product and System Quality Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on Software Engineering
http://www.antoniovetro.it Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz>
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com>> ha scritto:
Caro Prof. Meo,
io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti- ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software, i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.
Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.
Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software, maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.
Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.
Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.
Un caro saluto,
Marco Conoscenti
[1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/ 05/13/pubblicate-linee-guida-agid-sullacquisizione-il-riuso-del-softwar e-nella-pa
Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo
<meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto: carissimi, ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto. Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per le seguenti ragioni: 1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda "il numero di dipendenze dal software proprietario"? 2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"), famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale - e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento. Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte a favore di questo ultimo. Pertanto il proporrei due enendamenti: 1. Mai parlare di software proprietario. 2. Mai parlare di TCO. Scusate il mio fanatismo. Raf _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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