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Antonio Vetrò, PhD Habil. 
Assistant Professor (RTD-A)
Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino

Senior research fellow at:
Nexa Center for Internet & Society 
FULL | Future Urban Legacy Lab

Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6  Software Product and System Quality 
Member  UNINFO - Technical Commission on Software Engineering

http://www.antoniovetro.it
Twitter: @phisaz






Correggo il refuso: " il nostro lavoro si sia concentrato sulle Fasi 2.2 e 2.5” 


Il giorno 14 mag 2020, alle ore 18:07, Antonio Vetro' <antonio.vetro@polito.it> ha scritto:

Caro Professore,

A pag. 13 delle slide della nostra presentazione (disponibili su https://nexa.polito.it/nexacenterfiles/129-mercoledi-nexa-agid.pdf)  , 
è evidenziato come il nostro lavoro si sia concentrato sulle Fasi 2.2 e 2., ovvero: valutazione soluzioni riusabili per PA / open source.

Alcuni aspetti del modello TCO, obbligatorio perché previsto nelle Linee Guida, potrebbero riguardare anche per la sotto-fase 3.3,
che per questo è tratteggiata in quella slide (e forse proprio perché il concetto di TCO deriva da lì): ma è l’unico elemento,
quindi, con rispetto, non toglieremo l’ "open source" dal titolo della metodologia proposta per la valutazione comparativa.

Spero questi chiarimenti siano utili a te e chi altro in questa lista è interessato alla questione.
Sono disponibile ad approfondire privatamente, lasciando ad altri la possibilità di inserirsi qui.

Permettimi, però, di dissociarmi pubblicamente dalle tue affermazioni sul Team Digitale e AGID.

Un caro saluto,
e ancora grazie per l’occasione di approfondimento e confronto 

Antonio


Il giorno 14 mag 2020, alle ore 17:27, Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it> ha scritto:

carissimi,
           io ero fermo sulle linee guida del Team per l'Italia Digitale. Ora comprendo le ragioni per cui quel team è stato soppresso.
Le nuove linee guida aono state riscritte da AGID (https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13/pubblicate-linee-guida-agid-sullacquisizione-il-riuso-del-software-nella-pa).
Ho letto rapidamente le nuove linee guida ma ho capito l'obiettivo centrale di AGID già perseguito in  altre circostanze: difendere il software proprietario, con grave danno per l'economia del Paese.
A questo punto ritiro le due proposte di emendamento e ne propongo una nuova: togliere "open source" dal titolo della vostra valutazione, perchè le vostre regole si riferiscono a tutto il software, software proprietario compreso (per cui il famigerato TCO torna al potere).
Che tristezza!!!!!
Raf

Il 14/05/20 15:45, Antonio Vetro' ha scritto:
Caro Prof. Meo,
Ti ringrazio molto per il tuo contributo all’incontro di ieri sera, e per queste tue pertinenti osservazioni e fondati timori.
Vorrei rassicurarti, e mi allineo con la risposta di Marco Conoscenti, ma sottolineando che la metodologia proposta dal Centro Nexa
deve essere conforme alle Linee Guida sul riuso e dunque deve per forza prevedere il TCO ( il quale però è solo uno dei tanti criteri ).
Link al pdf delle linee guida: https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/lg-acquisizione-e-riuso-software-per-pa-docs_pubblicata.pdf Aggiungo:
- come si evince dallo schema a pag. 10 e dettagli seguenti nelle pagine successive, la soluzione c.d. “Off the shelf” è prevista solo in Fase 3,
ovvero laddove la Fase 2 non abbia individuato nessun software già presente nelle PA o nel mondo dell’Open Source.
- Pag. 15-16: potrai apprezzare il ventaglio di criteri che si sommano al TCO, il quale deve sottostare ai vincoli di bilancio,
quindi si ricade nel ragionamento riportato da Marco Conoscenti
- Dalle slide e registrazione dell’incontro di ieri (https://nexa.polito.it/mercoledi-129), si potrà evincere come è stato sottolineato la proposta di integrazione delle LG,
che verte su criteri tecnici di qualità del software (secondo modello ISO 25010) e aspetti di contesto organizzato (in particolare le comunità di pratica):
se accettate, il TCO avrà un ruolo ancora minore.
Se invece il tuo punto è a priori, ovvero proprio nella presenza del TCO tra i criteri e nella possibilità di una Fase 3 con software proprietario,
allora il nostro consiglio è di rivolgerti direttamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, per sottolineare la tua posizione a riguardo.
Ti ringrazio ancora,
Un caro saluto,
antonio
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Antonio Vetrò, PhD Habil.
Assistant Professor (RTD-A)
Department of Control and Computer Engineering, Politecnico di Torino
Senior research fellow at:
Nexa Center for Internet & Society <https://nexa.polito.it>
F/UL/L <https://full.polito.it> | Future /Urban Legacy/ Lab
Member ISO/IEC JTC1 SC7/WG6  Software Product and System Quality
Member UNINFO <https://www.uninfo.it/> - Technical Commission on Software Engineering
http://www.antoniovetro.it
Twitter: @phisaz <https://twitter.com/phisaz>
Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti@gmail.com <mailto:mrconoscenti@gmail.com>> ha scritto:

Caro Prof. Meo,

io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti-
ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software,
i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del software
per la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.

Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.

Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazione
del software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software,
maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore è
il punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misura
disincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.

Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali voci
della bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamo
formulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo sia
inferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazione
comparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.

Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimenti
che vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.

Un caro saluto,

Marco Conoscenti


[1] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2019/05/13/pubblicate-linee-guida-agid-sullacquisizione-il-riuso-del-software-nella-pa

Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto:

   carissimi,
                    ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di
   Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto.
           Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia
   perplessità per
   le seguenti ragioni:
   1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di
   software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione
   riguarda
   "il numero di dipendenze dal software proprietario"?
   2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"),
   famigerata invenzione dei tempi in  cui presiedevo la Commissione
   Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal
   punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa
   spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia
   commerciale -
   e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio
   investimento.
           Io temo che il documento venga in futuro adottato come
   "relazione
   comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare
   scelte
   a favore di questo ultimo.
           Pertanto il proporrei due enendamenti:
   1. Mai parlare di software proprietario.
   2. Mai parlare di TCO.
           Scusate il mio  fanatismo.
   Raf
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