Il giorno 14 mag 2020, alle ore 15:17, Marco Conoscenti <mrconoscenti@gmail.com> ha scritto:Caro Prof. Meo,io mi sono occupato unicamente della parte pratica di questo lavoro, ossia -in termini concreti-ho tradotto in un foglio di calcolo la procedura di valutazione comparativa dei software,i cui criteri di valutazione sono già stati definiti nelle "Linee guida su acquisizione e riuso del softwareper la PA" di AgID [1]. Inoltre, non sono esattamente un esperto di questi temi.Ciononostante, provo a dare una prima risposta alle tue perplessità.Per quanto riguarda le dipendenze con il software proprietario, è sì un criterio di valutazionedel software, ma ha un impatto negativo. Intendo dire che, in fase di valutazione di un software,maggiore è il numero di dipendenze che tale software ha con software proprietari, minore èil punteggio ottenuto dal software nella valutazione. Questo dovrebbe in qualche misuradisincentivare l'adozione di software che abbiano dipendenze con software proprietari.Per quanto riguarda invece il TCO, ammetto di non conoscere esattamente quali vocidella bilancia commerciale vada ad impattare. Tuttavia, seguendo il modello che abbiamoformulato, immagino che il TCO di un software le cui licenze abbiano un costo nullo siainferiore a quello di un software con licenze a pagamento; in questo modo, nella valutazionecomparativa, il software con licenze a costo zero verrebbe preferito a quello con costi di licenza.Certamente questa mia risposta non è esaustiva, e le tue domande meriterebbero approfondimentiche vadano al di là dei meri aspetti pratici della procedura di valutazione comparativa.Un caro saluto,Marco Conoscenti_______________________________________________Il giorno gio 14 mag 2020 alle ore 13:48 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it> ha scritto:carissimi,
ho assistito ieri , nell'ambito dei "Mercoledì di
Nexa", alla presentazione del documento citato in oggetto.
Sulla base dell'esperienza pregressa manifesto la mia perplessità per
le seguenti ragioni:
1. Il documento ha il titolo sopracitato, ma perchè si parla anche di
software proprietario? Perchè uno dei parametri di valutazione riguarda
"il numero di dipendenze dal software proprietario"?
2. Uno dei criteri di scelta è il TCO (Total Cost of Ownership"),
famigerata invenzione dei tempi in cui presiedevo la Commissione
Stanca. A mio giudizio, quello è un concetto truffaldino, perchè dal
punto di vista dell'economia del nostro Paese non è la stessa cosa
spendere denaro per licenze - perdita secca sulla bilancia commerciale -
e spendere soldi per l'assistenza tecnica - un vero e proprio investimento.
Io temo che il documento venga in futuro adottato come "relazione
comparativa" fra software libero e proprietario per giustificare scelte
a favore di questo ultimo.
Pertanto il proporrei due enendamenti:
1. Mai parlare di software proprietario.
2. Mai parlare di TCO.
Scusate il mio fanatismo.
Raf
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