documentazione su caso Google-Vividown
Considerata l'incredibile quantita' di imprecisioni e di sciocchezze fattuali dette e scritte sul caso Google-Vividown, segnalo queste URL preziose: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/02/26/bullismo-su-goog... http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/23309734 http://espresso.repubblica.it/dettaglio/caso-google-come-andata/2121920 juan carlos
Questo e' l'audio di un estratto dell' intervista rilasciata dal PM Alfredo Robledo a Radio24. C. http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=promo-storiacce... On Feb 28, 2010, at 8:49 AM, J.C. DE MARTIN wrote:
Considerata l'incredibile quantita' di imprecisioni e di sciocchezze fattuali dette e scritte sul caso Google-Vividown, segnalo queste URL preziose:
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/02/26/bullismo-su-goog... http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/23309734 http://espresso.repubblica.it/dettaglio/caso-google-come-andata/ 2121920
juan carlos
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Il 28/02/2010 20:34, Carmelo Fontana ha scritto:
Questo e' l'audio di un estratto dell' intervista rilasciata dal PM Alfredo Robledo a Radio24.
C.
http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=promo-storiacce...
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati". "Siccome Google agisce a fini di lucro non si applica la normativa sul commercio elettronico". Quindi una normativa per il COMMERCIO elettronico non si applica se si fa COMMERCIO elettronico? I fornitori di servizi della società dell'informazione, in primis gli ISP, non sono più mere conduit se non offrono il servizio di connettività alla rete gratuitamente e senza nemmeno guadagnarci indirettamente? In alcuni casi (al momento mi sovviene Time Warner et al. vs. The Pirate Bay) la questione sollevata era opposta, ossia se un sito che NON fa commercio elettronico possa godere della limitazione delle responsabilità (secondo la Corte di Stoccolma, si). Ciao, Paolo
Convido le tue impressioni. L'ascolto dell'MP3 mi ha parecchio confuso; avrei bisogno di chiarimenti quasi per ogni affermazione del PM. jc Paolo Brini wrote (on 2/28/10 9:07 PM):
Il 28/02/2010 20:34, Carmelo Fontana ha scritto:
Questo e' l'audio di un estratto dell' intervista rilasciata dal PM Alfredo Robledo a Radio24.
C.
http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=promo-storiacce...
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati".
"Siccome Google agisce a fini di lucro non si applica la normativa sul commercio elettronico". Quindi una normativa per il COMMERCIO elettronico non si applica se si fa COMMERCIO elettronico? I fornitori di servizi della società dell'informazione, in primis gli ISP, non sono più mere conduit se non offrono il servizio di connettività alla rete gratuitamente e senza nemmeno guadagnarci indirettamente?
In alcuni casi (al momento mi sovviene Time Warner et al. vs. The Pirate Bay) la questione sollevata era opposta, ossia se un sito che NON fa commercio elettronico possa godere della limitazione delle responsabilità (secondo la Corte di Stoccolma, si).
Ciao, Paolo
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mamma mia... spero che il giudice sia stato piu' avveduto... J.C. DE MARTIN wrote:
Convido le tue impressioni. L'ascolto dell'MP3 mi ha parecchio confuso; avrei bisogno di chiarimenti quasi per ogni affermazione del PM.
jc
Paolo Brini wrote (on 2/28/10 9:07 PM):
Il 28/02/2010 20:34, Carmelo Fontana ha scritto:
Questo e' l'audio di un estratto dell' intervista rilasciata dal PM Alfredo Robledo a Radio24.
C.
http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=promo-storiacce...
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati".
"Siccome Google agisce a fini di lucro non si applica la normativa sul commercio elettronico". Quindi una normativa per il COMMERCIO elettronico non si applica se si fa COMMERCIO elettronico? I fornitori di servizi della società dell'informazione, in primis gli ISP, non sono più mere conduit se non offrono il servizio di connettività alla rete gratuitamente e senza nemmeno guadagnarci indirettamente?
In alcuni casi (al momento mi sovviene Time Warner et al. vs. The Pirate Bay) la questione sollevata era opposta, ossia se un sito che NON fa commercio elettronico possa godere della limitazione delle responsabilità (secondo la Corte di Stoccolma, si).
Ciao, Paolo
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Io trovo agghiacciante OGNI singola frase...... ________________________________________ Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [nexa-bounces@server-nexa.polito.it] per conto di Stefano Quintarelli [stefano@quintarelli.it] Inviato: domenica 28 febbraio 2010 21.20 A: J.C. DE MARTIN Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] documentazione su caso Google-Vividown mamma mia... spero che il giudice sia stato piu' avveduto... J.C. DE MARTIN wrote:
Convido le tue impressioni. L'ascolto dell'MP3 mi ha parecchio confuso; avrei bisogno di chiarimenti quasi per ogni affermazione del PM.
jc
Paolo Brini wrote (on 2/28/10 9:07 PM):
Il 28/02/2010 20:34, Carmelo Fontana ha scritto:
Questo e' l'audio di un estratto dell' intervista rilasciata dal PM Alfredo Robledo a Radio24.
C.
http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=promo-storiacce...
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati".
"Siccome Google agisce a fini di lucro non si applica la normativa sul commercio elettronico". Quindi una normativa per il COMMERCIO elettronico non si applica se si fa COMMERCIO elettronico? I fornitori di servizi della società dell'informazione, in primis gli ISP, non sono più mere conduit se non offrono il servizio di connettività alla rete gratuitamente e senza nemmeno guadagnarci indirettamente?
In alcuni casi (al momento mi sovviene Time Warner et al. vs. The Pirate Bay) la questione sollevata era opposta, ossia se un sito che NON fa commercio elettronico possa godere della limitazione delle responsabilità (secondo la Corte di Stoccolma, si).
Ciao, Paolo
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Con il disclaimer che second-guessing le motivazioni della decisione e' rischioso e metodologicamente sbagliatissimo: immagino che il PM si riferisse all'art. 1, comma 2 lett. b, del D.lgs n. 70, 2003 in cui si prevede che le questioni riguardanti il diritto alla riservatezza non sono oggetto del regime di safe-harbor di cui agli artt. 14 e ss dello stesso decreto. On Feb 28, 2010, at 12:14 PM, J.C. DE MARTIN wrote:
Convido le tue impressioni. L'ascolto dell'MP3 mi ha parecchio confuso; avrei bisogno di chiarimenti quasi per ogni affermazione del PM.
jc
Paolo Brini wrote (on 2/28/10 9:07 PM):
Il 28/02/2010 20:34, Carmelo Fontana ha scritto:
Questo e' l'audio di un estratto dell' intervista rilasciata dal PM Alfredo Robledo a Radio24.
C.
http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=promo-storiacce...
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati".
"Siccome Google agisce a fini di lucro non si applica la normativa sul commercio elettronico". Quindi una normativa per il COMMERCIO elettronico non si applica se si fa COMMERCIO elettronico? I fornitori di servizi della società dell'informazione, in primis gli ISP, non sono più mere conduit se non offrono il servizio di connettività alla rete gratuitamente e senza nemmeno guadagnarci indirettamente?
In alcuni casi (al momento mi sovviene Time Warner et al. vs. The Pirate Bay) la questione sollevata era opposta, ossia se un sito che NON fa commercio elettronico possa godere della limitazione delle responsabilità (secondo la Corte di Stoccolma, si).
Ciao, Paolo
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le mie risposte in "multimediale" alle dichiarazioni di Robledo: http://www.guidoscorza.it/?p=1575 mi auguro che la Sentenza abbia reinterpretato le tesi para-giuridiche e piuttosto etico-morali snocciolate dal pm alla radio. sarebbe un peccato se una questione tanto importante venisse decisa sulla basa di tanta confusione. buona settimana a tutti. gs J.C. DE MARTIN ha scritto:
Convido le tue impressioni. L'ascolto dell'MP3 mi ha parecchio confuso; avrei bisogno di chiarimenti quasi per ogni affermazione del PM.
jc
Paolo Brini wrote (on 2/28/10 9:07 PM):
Il 28/02/2010 20:34, Carmelo Fontana ha scritto:
Questo e' l'audio di un estratto dell' intervista rilasciata dal PM Alfredo Robledo a Radio24.
C.
http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=promo-storiacce...
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati".
"Siccome Google agisce a fini di lucro non si applica la normativa sul commercio elettronico". Quindi una normativa per il COMMERCIO elettronico non si applica se si fa COMMERCIO elettronico? I fornitori di servizi della società dell'informazione, in primis gli ISP, non sono più mere conduit se non offrono il servizio di connettività alla rete gratuitamente e senza nemmeno guadagnarci indirettamente?
In alcuni casi (al momento mi sovviene Time Warner et al. vs. The Pirate Bay) la questione sollevata era opposta, ossia se un sito che NON fa commercio elettronico possa godere della limitazione delle responsabilità (secondo la Corte di Stoccolma, si).
Ciao, Paolo
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Buongiorno, probabilmente avete già avuto modo di prendere visione del parere pro veritate espresso Prof. Sgubbi e pubblicato sul sito di vividown. In ogni caso, sperando di fare cosa gradita, lo spedisco così come pubblicato su www.vividown.org. buona settimana Il giorno 01 marzo 2010 09.52, Guido Scorza <gscorza@guidoscorza.it> ha scritto:
le mie risposte in "multimediale" alle dichiarazioni di Robledo: http://www.guidoscorza.it/?p=1575
mi auguro che la Sentenza abbia reinterpretato le tesi para-giuridiche e piuttosto etico-morali snocciolate dal pm alla radio.
sarebbe un peccato se una questione tanto importante venisse decisa sulla basa di tanta confusione.
buona settimana a tutti.
gs
J.C. DE MARTIN ha scritto:
Convido le tue impressioni. L'ascolto dell'MP3 mi ha parecchio confuso; avrei bisogno di chiarimenti quasi per ogni affermazione del PM.
jc
Paolo Brini wrote (on 2/28/10 9:07 PM):
Il 28/02/2010 20:34, Carmelo Fontana ha scritto:
Questo e' l'audio di un estratto dell' intervista rilasciata dal PM Alfredo Robledo a Radio24.
C.
http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=promo-storiacce...
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati".
"Siccome Google agisce a fini di lucro non si applica la normativa sul commercio elettronico". Quindi una normativa per il COMMERCIO elettronico non si applica se si fa COMMERCIO elettronico? I fornitori di servizi della società dell'informazione, in primis gli ISP, non sono più mere conduit se non offrono il servizio di connettività alla rete gratuitamente e senza nemmeno guadagnarci indirettamente?
In alcuni casi (al momento mi sovviene Time Warner et al. vs. The Pirate Bay) la questione sollevata era opposta, ossia se un sito che NON fa commercio elettronico possa godere della limitazione delle responsabilità (secondo la Corte di Stoccolma, si).
Ciao, Paolo
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Grazie. Per tutti: il link diretto e' http://www.vividown.org/news/Vivi_down_parere_pro_veritate.pdf juan carlos Marco Berte wrote (on 3/1/10 10:14 AM):
Buongiorno, probabilmente avete già avuto modo di prendere visione del parere pro veritate espresso Prof. Sgubbi e pubblicato sul sito di vividown. In ogni caso, sperando di fare cosa gradita, lo spedisco così come pubblicato su www.vividown.org <http://www.vividown.org/>. buona settimana
Il giorno 01 marzo 2010 09.52, Guido Scorza <gscorza@guidoscorza.it <mailto:gscorza@guidoscorza.it>> ha scritto:
le mie risposte in "multimediale" alle dichiarazioni di Robledo: http://www.guidoscorza.it/?p=1575
mi auguro che la Sentenza abbia reinterpretato le tesi para-giuridiche e piuttosto etico-morali snocciolate dal pm alla radio.
sarebbe un peccato se una questione tanto importante venisse decisa sulla basa di tanta confusione.
buona settimana a tutti.
gs
J.C. DE MARTIN ha scritto: > Convido le tue impressioni. L'ascolto dell'MP3 > mi ha parecchio confuso; avrei bisogno di chiarimenti > quasi per ogni affermazione del PM. > > jc > > Paolo Brini wrote (on 2/28/10 9:07 PM): >> Il 28/02/2010 20:34, Carmelo Fontana ha scritto: >> >>> Questo e' l'audio di un estratto dell' intervista rilasciata dal PM >>> Alfredo Robledo a Radio24. >>> >>> C. >>> >>> http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=promo-storiacce... >>> >>> >> Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel >> servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si >> limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai >> contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio >> economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di >> Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay >> che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il >> trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le >> piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video >> uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 >> della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione >> "scopo di lucro-->trattamento dei dati". >> >> "Siccome Google agisce a fini di lucro non si applica la normativa sul >> commercio elettronico". Quindi una normativa per il COMMERCIO >> elettronico non si applica se si fa COMMERCIO elettronico? I fornitori >> di servizi della società dell'informazione, in primis gli ISP, non sono >> più mere conduit se non offrono il servizio di connettività alla rete >> gratuitamente e senza nemmeno guadagnarci indirettamente? >> >> In alcuni casi (al momento mi sovviene Time Warner et al. vs. The Pirate >> Bay) la questione sollevata era opposta, ossia se un sito che NON fa >> commercio elettronico possa godere della limitazione delle >> responsabilità (secondo la Corte di Stoccolma, si). >> >> Ciao, >> Paolo >> >> _______________________________________________ >> nexa mailing list >> nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> >> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa >> >> > > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa > > _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Grazie per il link a questo parere del prof. Sgubbi. Una cosa che mi ha colpito è che nel parere ce la seguente affermazione: La fattibilità delloperazione di controllo, mi pare poi confermata dalla consulenza del Dott. Battiato là dove attesta la sussistenza di strumenti tecnici in grado di automatizzare il processo di analisi e di inferire informazioni rispetto ad un certo numero di classi semantiche. Una successiva frase sulla deposizione di uno dei responsabili di Google conferma che a parere del giudice sono emerse significative carenze organizzative rispetto al livello di rischiosità dellattività svolta. Sembra quindi essere confermato che una delle principali motivazioni sta nella possibilità di Google di controllare, anche automaticamente, il contenuto dei video caricati. Ora da tecnologo vorrei davvero vedere questa consulenza e capire come si può fare a metter su un sistema che filtri contenuti di questo genere automaticamente, semmai discriminando da video nei quali adulti maggiorenni e consenzienti se le danno di santa ragione ma questa volta per gioco/scherzo/sport/lavoro. Grazie davvero per tutti questi posting sulla questione. Saluti Giorgio Ventre Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Marco Berte Inviato: lunedì 1 marzo 2010 10.14 A: Guido Scorza Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] documentazione su caso Google-Vividown Buongiorno, probabilmente avete già avuto modo di prendere visione del parere pro veritate espresso Prof. Sgubbi e pubblicato sul sito di vividown. In ogni caso, sperando di fare cosa gradita, lo spedisco così come pubblicato su www.vividown.org <http://www.vividown.org/> . buona settimana Il giorno 01 marzo 2010 09.52, Guido Scorza <gscorza@guidoscorza.it> ha scritto: le mie risposte in "multimediale" alle dichiarazioni di Robledo: http://www.guidoscorza.it/?p=1575 mi auguro che la Sentenza abbia reinterpretato le tesi para-giuridiche e piuttosto etico-morali snocciolate dal pm alla radio. sarebbe un peccato se una questione tanto importante venisse decisa sulla basa di tanta confusione. buona settimana a tutti. gs J.C. DE MARTIN ha scritto:
Convido le tue impressioni. L'ascolto dell'MP3 mi ha parecchio confuso; avrei bisogno di chiarimenti quasi per ogni affermazione del PM.
jc
Paolo Brini wrote (on 2/28/10 9:07 PM):
Il 28/02/2010 20:34, Carmelo Fontana ha scritto:
Questo e' l'audio di un estratto dell' intervista rilasciata dal PM Alfredo Robledo a Radio24.
C.
http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=promo-storiacce 270210.mp3
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati".
"Siccome Google agisce a fini di lucro non si applica la normativa sul commercio elettronico". Quindi una normativa per il COMMERCIO elettronico non si applica se si fa COMMERCIO elettronico? I fornitori di servizi della società dell'informazione, in primis gli ISP, non sono più mere conduit se non offrono il servizio di connettività alla rete gratuitamente e senza nemmeno guadagnarci indirettamente?
In alcuni casi (al momento mi sovviene Time Warner et al. vs. The Pirate Bay) la questione sollevata era opposta, ossia se un sito che NON fa commercio elettronico possa godere della limitazione delle responsabilità (secondo la Corte di Stoccolma, si).
Ciao, Paolo
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Paolo Brini a écrit :
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati".
I share your critical view of this reasoning (that Google would not be a mere intermediary), but I would also point to the fact that this notion is NOT the basis of the "mere conduit" protection in European law. This protection defined in whereas 43 and 44 and article 12.1 00/31/CE DO NOT exclude the case where the information service provider would benefit economically from the nature of the contents that are object of the service, provided that it (a) does not initiate the transmission; (b) does not select the receiver of the transmission; and (c) does not select or modify the information contained in the transmission. Philippe Philippe Aigrain
Dear Philippe, perhaps we should take into account that there's a flaw in the e-commerce Directive? http://www.out-law.com//default.aspx?page=10805 Il 28/02/2010 21:21, Philippe Aigrain ha scritto:
Paolo Brini a écrit :
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati".
I share your critical view of this reasoning (that Google would not be a mere intermediary), but I would also point to the fact that this notion is NOT the basis of the "mere conduit" protection in European law.
This protection defined in whereas 43 and 44 and article 12.1 00/31/CE DO NOT exclude the case where the information service provider would benefit economically from the nature of the contents that are object of the service, provided that it (a) does not initiate the transmission; (b) does not select the receiver of the transmission; and (c) does not select or modify the information contained in the transmission.
Philippe
Philippe Aigrain
Grazie per la segnalazione Paolo. Piano piano si comincia a valutare l'accaduto con maggiore serenità e meno tifo da stadio. Continuiamo a ragionarci. M. 2010/3/3 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>
Dear Philippe,
perhaps we should take into account that there's a flaw in the e-commerce Directive?
http://www.out-law.com//default.aspx?page=10805
Il 28/02/2010 21:21, Philippe Aigrain ha scritto:
Paolo Brini a écrit :
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati".
I share your critical view of this reasoning (that Google would not be a mere intermediary), but I would also point to the fact that this notion is NOT the basis of the "mere conduit" protection in European law.
This protection defined in whereas 43 and 44 and article 12.1 00/31/CE DO NOT exclude the case where the information service provider would benefit economically from the nature of the contents that are object of the service, provided that it (a) does not initiate the transmission; (b) does not select the receiver of the transmission; and (c) does not select or modify the information contained in the transmission.
Philippe
Philippe Aigrain
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-- Avv. Marco Scialdone Blog: http://scialdone.blogspot.com Site: www.computerlaw.it PEC: marcoscialdone@ordineavvocatiroma.org BlackBerry PIN:20D30DDB My profile: www.linkedin.com/in/marcoscialdone CC Network: https://creativecommons.net/marcoscialdone/
Il 03/03/2010 14:19, marco scialdone ha scritto:
Grazie per la segnalazione Paolo.
Piano piano si comincia a valutare l'accaduto con maggiore serenità e meno tifo da stadio.
Continuiamo a ragionarci.
Scusate, ho sbadatamente dimenticato il link che ritenevo più importante! :) http://elvlog.wordpress.com/2010/02/25/the-google-files-in-italy-a-short-sum...
Entrambi i link sono estremamente interessanti, grazie per averli postati! jc Paolo Brini wrote (on 3/3/10 2:50 PM):
Il 03/03/2010 14:19, marco scialdone ha scritto:
Grazie per la segnalazione Paolo.
Piano piano si comincia a valutare l'accaduto con maggiore serenità e meno tifo da stadio.
Continuiamo a ragionarci.
Scusate, ho sbadatamente dimenticato il link che ritenevo più importante! :)
http://elvlog.wordpress.com/2010/02/25/the-google-files-in-italy-a-short-sum...
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Dopo aver lasciato decantare nella mia testa il problema per qualche giorno, e dopo aver letto la replica della procura pubblicata da Gilioli http://espresso.repubblica.it/dettaglio/caso-google-la-replica-della-procura... mi sembra che se l'interpretazione dei PM fosse corretta gli articoli 14 e 15 della 2000/31/CE potrebbero essere *mai* applicabili per l'hosting video, e probabilmente nemmeno per molti altri tipi di hosting (penso alla piattaforme che ospitano fisicamente centinaia o migliaia di blog, per esempio, o alle decine di migliaia di forum aperti in scrittura senza moderazione preventiva), semplicemente perché qualsiasi contenuto potenzialmente potrebbe contenere dati sensibili. Nel caso di Google inoltre c'è una semplificazione, e cioè che i server di Google risiedono nelle farm di Google: i vari livelli di hosting coincidono, mentre in moltissimi altri casi, gli amministratori della piattaforma ospita i contenuti non coincidono con gli amministratori dei server che fanno hosting delle piattaforme (per es. le cosiddette web farm) e non sarebbe chiaro quando la catena della responsabilità degli intermediari si debba interrompere. Si tratterebbe di un loophole molto grave nel quadro legale dell'Unione che non vedo come potrebbe essere sanato se non emendando la direttiva. Ritengo però che questa strada sia irta di pericoli, perché la direttiva 2000/31/CE è attualmente un baluardo formidabile contro ACTA (che come forse avrete visto dalle FAQ che abbiamo realizzato con EDRi, FFII e EFF prevede la riscrittura delle condizioni per la limitazione delle responsabilità per gli intermediari, subordinate a vari strumenti tecnici come filtri preventivi, blocco di contenuti, disconnessione automatica di clienti da parte degli ISP) http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=5435 Riaprire la direttiva significa entrare in un campo minato perché, oltre alla pressioni per la ridefinizione o l'abolizione del mere conduit, pochi giorni fa il Consiglio dei Ministri UE ha adottato una risoluzione http://www.eplawpatentblog.com/2010/March/Council%20Resolution%20Enhancing%2... che invita la Commissione e (con una stranissima formulazione) i Paesi Membri a modificare l'acquis per adattarlo ad ACTA (executive summary: http://arebentisch.wordpress.com/2010/03/03/eu-member-states-making-acta-fit... ). Il cerchio si chiuderebbe e la manovra per la ridefinizione di Internet (da mezzo di comunicazione a puro medium broadcast con relativo stop ai creatori privati di contenuti) subirebbe un impulso temo determinante, contrastabile concretamente solo a livello tecnico (portali, siti e blog serverless, piattaforme di hosting che risiedano fuori dai territori dell'Unione e/o fuori dai territori dei paesi che aderiscono ad ACTA, blog su server esterni all'Unione ecc.). Il 03/03/2010 14:52, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Entrambi i link sono estremamente interessanti, grazie per averli postati!
jc
Paolo Brini wrote (on 3/3/10 2:50 PM):
Il 03/03/2010 14:19, marco scialdone ha scritto:
Grazie per la segnalazione Paolo.
Piano piano si comincia a valutare l'accaduto con maggiore serenità e meno tifo da stadio.
Continuiamo a ragionarci.
Scusate, ho sbadatamente dimenticato il link che ritenevo più importante! :)
http://elvlog.wordpress.com/2010/02/25/the-google-files-in-italy-a-short-sum...
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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condivido e sottoscrivo <aspettiamo a leggere le motivazioni, spesso i giudici sono piu' razionali e realisti di quanto appaia a prima vista, per esperienza diretta in un caso di pedopornografia> anche negli USA qualcuno sta ipotizzando di equiparare AT&T a Comcast... ciao, s Paolo Brini wrote:
Dopo aver lasciato decantare nella mia testa il problema per qualche giorno, e dopo aver letto la replica della procura pubblicata da Gilioli http://espresso.repubblica.it/dettaglio/caso-google-la-replica-della-procura...
mi sembra che se l'interpretazione dei PM fosse corretta gli articoli 14 e 15 della 2000/31/CE potrebbero essere *mai* applicabili per l'hosting video, e probabilmente nemmeno per molti altri tipi di hosting (penso alla piattaforme che ospitano fisicamente centinaia o migliaia di blog, per esempio, o alle decine di migliaia di forum aperti in scrittura senza moderazione preventiva), semplicemente perché qualsiasi contenuto potenzialmente potrebbe contenere dati sensibili.
Nel caso di Google inoltre c'è una semplificazione, e cioè che i server di Google risiedono nelle farm di Google: i vari livelli di hosting coincidono, mentre in moltissimi altri casi, gli amministratori della piattaforma ospita i contenuti non coincidono con gli amministratori dei server che fanno hosting delle piattaforme (per es. le cosiddette web farm) e non sarebbe chiaro quando la catena della responsabilità degli intermediari si debba interrompere.
Si tratterebbe di un loophole molto grave nel quadro legale dell'Unione che non vedo come potrebbe essere sanato se non emendando la direttiva.
Ritengo però che questa strada sia irta di pericoli, perché la direttiva 2000/31/CE è attualmente un baluardo formidabile contro ACTA (che come forse avrete visto dalle FAQ che abbiamo realizzato con EDRi, FFII e EFF prevede la riscrittura delle condizioni per la limitazione delle responsabilità per gli intermediari, subordinate a vari strumenti tecnici come filtri preventivi, blocco di contenuti, disconnessione automatica di clienti da parte degli ISP) http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=5435
Riaprire la direttiva significa entrare in un campo minato perché, oltre alla pressioni per la ridefinizione o l'abolizione del mere conduit, pochi giorni fa il Consiglio dei Ministri UE ha adottato una risoluzione http://www.eplawpatentblog.com/2010/March/Council%20Resolution%20Enhancing%2...
che invita la Commissione e (con una stranissima formulazione) i Paesi Membri a modificare l'acquis per adattarlo ad ACTA (executive summary: http://arebentisch.wordpress.com/2010/03/03/eu-member-states-making-acta-fit... ).
Il cerchio si chiuderebbe e la manovra per la ridefinizione di Internet (da mezzo di comunicazione a puro medium broadcast con relativo stop ai creatori privati di contenuti) subirebbe un impulso temo determinante, contrastabile concretamente solo a livello tecnico (portali, siti e blog serverless, piattaforme di hosting che risiedano fuori dai territori dell'Unione e/o fuori dai territori dei paesi che aderiscono ad ACTA, blog su server esterni all'Unione ecc.).
Il 03/03/2010 14:52, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Entrambi i link sono estremamente interessanti, grazie per averli postati!
jc
Paolo Brini wrote (on 3/3/10 2:50 PM):
Il 03/03/2010 14:19, marco scialdone ha scritto:
Grazie per la segnalazione Paolo.
Piano piano si comincia a valutare l'accaduto con maggiore serenità e meno tifo da stadio.
Continuiamo a ragionarci.
Scusate, ho sbadatamente dimenticato il link che ritenevo più importante! :)
http://elvlog.wordpress.com/2010/02/25/the-google-files-in-italy-a-short-sum...
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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-- blog.quintarelli.it www.eximia.it www.reeplay.it
Ecco un buon esempio di zona grigia: http://www.facebook.com/group.php?v=wall&ref=mf&gid=358735789264 Al di là delle riflessioni politiche (che del tutto irrilevanti in questa sede), chi decide se questo gruppo del social network è legittima espressione di dissenso (in forma piuttosto forte ma pur sempre dissenso) oppure eversione, o condotta penalmente rilevante adottando la catalogazione del codice penale (p.es. art. 290 cp)? In questo esempio, l'aspetto privacy non rileva, ma se rilevasse sarebbe più importante la privacy o la libertà di espressione? E ancora: deve sindacare il privato (service provider o terzo) o la pubblica autorità? Serve un contraddittorio? Deve prevalere l'interesse del singolo ad esprimersi (con conseguente diritto di non veder rimosso il gruppo e correlativo obbligo di non rimuoverlo), del gestore del servizio (con conseguente facoltà di rimuovere il gruppo), i terzi (ovvero chi a sua volta ritiene di subire presunti effetti violenti o illeciti dell'esercizio della libertà di espressione) o la pubblica autorità (e quale pubblica autorità per l'esattezza?). A presto, Valentin
In data domenica 28 febbraio 2010 21:07:50, Paolo Brini ha scritto:
Trovo discutibili queste due frasi (la seconda agghiacciante): "nel servizio Google Video, Google non è un intermediario ... perché non si limita a mettere in comunicazione i soggetti in modo indifferente ai contenuti immessi, come fa eBay per esempio, ma trae un vantaggio economico dai contenuti, attenzione, che veicola con il servizio di Google Video, e così tratta i dati". Tralasciando il riferimento a eBay che pure non mi pare corretto, non capisco tecnicamente come il trattamento automatico dei dati (per esempio, nel caso di tutte le piattaforme che ospitano video, conversione di qualsiasi formato video uploadato in Flash) faccia uscire l'hosting dai parametri dell'art. 14 della 2000/31, ma soprattutto non capisco l'automatica implicazione "scopo di lucro-->trattamento dei dati". non voglio difendere il PM (che in Italia si rischia di essere messi al bando per una cosa del genere ;-). mi limito a chiedere: c'è qualcuno che ha letto gli atti del processo e/o conosce la requisitoria e può confermare che il sillogismo di Paolo regge anche alla luce dell'ampia documentazione del documentazione ? in altre parole: per il PM, cosa ha fatto Google ? Da quel che capisco, per il PM, il trattamento che fa eBay è legittimo. Questo è un dato molto interessante. Quindi se sotto processo ci fosse stata eBay sarebbe stata assolta. Cosa fa di diverso Google rispetto ad eBay ? La differenza tra i 2 non sta certo nel fine di lucro (anche eBay guadagna fornendo il suo servizio). Mi sembra che in questa differenza possa stare la ragione della condanna... m.c.
"Siccome Google agisce a fini di lucro non si applica la normativa sul commercio elettronico". Quindi una normativa per il COMMERCIO elettronico non si applica se si fa COMMERCIO elettronico? I fornitori di servizi della società dell'informazione, in primis gli ISP, non sono più mere conduit se non offrono il servizio di connettività alla rete gratuitamente e senza nemmeno guadagnarci indirettamente?
In alcuni casi (al momento mi sovviene Time Warner et al. vs. The Pirate Bay) la questione sollevata era opposta, ossia se un sito che NON fa commercio elettronico possa godere della limitazione delle responsabilità (secondo la Corte di Stoccolma, si).
participants (12)
-
Camilla Sebastiani -
Carmelo Fontana -
Dott. Valentin Vitkov -
Giorgio Ventre -
Guido Scorza -
J.C. DE MARTIN -
Marco Berte -
Marco Ciurcina -
marco scialdone -
Paolo Brini -
Philippe Aigrain -
Stefano Quintarelli