p.s. non avevo idea quanto fosse frammentato l'IT pubblico. comprensibili tutte le lamentele contro lo stato e la burocrazia. gli attuali sistemi sono solo il frutto della meccanizzazione: quando i comuni gestivano l'anagrafe sulla carta non poteva che essere così. l'integrazione appòlicativa la fanno i cittadini che sono il bus per fare comunicare due sistemi informativi con i device di I/O che sono impiegati e la portante e' la carta al giorno d'oggi non DEVE più essere così e per farlo occorre coordinamento. e per poterlo consentire occorreva togliere il tappo che lo rendeva incostituzionale. (ammesso la riforma arrivi in fondo) ciao,s. -- meet me at http://me.quintarelli.it blog: http://blog.quintarelli.it web clips: http://clips.quintarelli.it tumblr: http://stefanoquintarelli.tumblr.com
On 13/02/2015 16:48, Stefano Quintarelli wrote:
p.s. non avevo idea quanto fosse frammentato l'IT pubblico. comprensibili tutte le lamentele contro lo stato e la burocrazia.
gli attuali sistemi sono solo il frutto della meccanizzazione: quando i comuni gestivano l'anagrafe sulla carta non poteva che essere così. l'integrazione appòlicativa la fanno i cittadini che sono il bus per fare comunicare due sistemi informativi con i device di I/O che sono impiegati e la portante e' la carta al giorno d'oggi non DEVE più essere così e per farlo occorre coordinamento. e per poterlo consentire occorreva togliere il tappo che lo rendeva incostituzionale. (ammesso la riforma arrivi in fondo) Caro Stefano,
vero è che l'IT pubblico è frammentato. Mi pare anche vero che le istituzioni centrali che si occupano di IT siano ancor più disastrate di quelle regionali... ergo, la preoccupazione che qualsiasi strumento che favorisca il centralismo possa anche essere abusato mi pare fondata. Ovviamente, tutto può essere abusato... però questo non risolve il dibattito, perché il caso in esame mi pare ancor più delicato di altri, e i precedenti di scarsa efficienza di CNIPA, DigitPA e AgID non mi paiono facilmente liquidabili come off-topic. Insomma, in ottica costruttiva, *mi pare importante cominciare fin d'ora a pensare/costruire strumenti di legge ordinaria che declinino la riforma costituzionale di cui sei papà nella direzione che auspichi tu*, e non nella direzione che teme chi ha bene a mente alcuni difetti di CNIPA, DigitPA, AgID. La "critica", quindi, è secondo me costruttiva: teniamoci pronti ad indirizzare le opportunità di standardizzazione per il bene, cercando di evitare gli effetti collaterali che il centralismo può avere (così come l'eccessiva frammentazione). My two cents, Federico
non mi ho spiegato ... l'IT pubblico include anche quello centrale una delle cause principali - non l'unica - e' la impossibilita' di stabilire un coordinamento. poi ci sono tutte le altre, mala gestio incluse, che sono una invariante On 13/02/2015 17:01, Federico Morando wrote:
On 13/02/2015 16:48, Stefano Quintarelli wrote:
p.s. non avevo idea quanto fosse frammentato l'IT pubblico. comprensibili tutte le lamentele contro lo stato e la burocrazia.
gli attuali sistemi sono solo il frutto della meccanizzazione: quando i comuni gestivano l'anagrafe sulla carta non poteva che essere così. l'integrazione appòlicativa la fanno i cittadini che sono il bus per fare comunicare due sistemi informativi con i device di I/O che sono impiegati e la portante e' la carta al giorno d'oggi non DEVE più essere così e per farlo occorre coordinamento. e per poterlo consentire occorreva togliere il tappo che lo rendeva incostituzionale. (ammesso la riforma arrivi in fondo) Caro Stefano,
vero è che l'IT pubblico è frammentato. Mi pare anche vero che le istituzioni centrali che si occupano di IT siano ancor più disastrate di quelle regionali... ergo, la preoccupazione che qualsiasi strumento che favorisca il centralismo possa anche essere abusato mi pare fondata. Ovviamente, tutto può essere abusato... però questo non risolve il dibattito, perché il caso in esame mi pare ancor più delicato di altri, e i precedenti di scarsa efficienza di CNIPA, DigitPA e AgID non mi paiono facilmente liquidabili come off-topic. Insomma, in ottica costruttiva, *mi pare importante cominciare fin d'ora a pensare/costruire strumenti di legge ordinaria che declinino la riforma costituzionale di cui sei papà nella direzione che auspichi tu*, e non nella direzione che teme chi ha bene a mente alcuni difetti di CNIPA, DigitPA, AgID.
La "critica", quindi, è secondo me costruttiva: teniamoci pronti ad indirizzare le opportunità di standardizzazione per il bene, cercando di evitare gli effetti collaterali che il centralismo può avere (così come l'eccessiva frammentazione).
My two cents,
Federico
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In data venerdì 13 febbraio 2015 17:03:28, Stefano Quintarelli ha scritto: > poi ci sono tutte le altre, mala gestio incluse, che sono una invariante Io non penso che siano una "invariante". Ci sono diversi modi per ridurre l'incidenza della mala gestio. Per esempio: - stabilire obiettivi chiari (per es., obbligo d'uso di sw libero e formati aperti); - attribuire responsabilità precise a persone determinate e sanzionare la violazione (per es., incidenza sui parametri di valutazione della performance dirigenziale ai sensi dell'articolo 11, comma 9, del d. lgs. 150/2009); - istituire organismi con efficaci poteri di controllo ed intervento (per es., autorità indipendente di controllo). m.c.
In realtà l'obbligo dei formati aperti c'è già, anche se largamente disatteso per l'amore per la scansione dei documenti in firma olografa e timbro di gomma. Quanto al SW libero, ci ho provato per qualche mese, poi ho dovuto capitolare: open (o libre) office non si interfaccia a sufficienza con gli applicativi professionali (programmi di gestione di anagrafe, stato civile, delibere...) e si perde troppo tempo a sistemare manualmente i campi, con perdita di produttività e rischio di errori. In parte è un fatto culturale, dato che detti applicativi sono testati principlamente su office. In parte anche un fatto tecnico, dato che alcune funzioni avanzate, mi dicono i programmatori, non sono presenti in openoffice. Infine la responsabilità dirigenziale. Ad es l'art 47 del CAD già la prevede, ma tutti quei dirigenti che "anticipano" via PEC una richiesta e poi ti fanno pervenire la lettera affrancata a questione ormai risolta sono giudicati da chi dell'art 47 del CAD non sa nulla. Il problema è sempre di chi controlla i controllori! Scusate se continuo a ribattere su questi punti, ma è indispensabile che ci si renda conto delle condizioni reali della PA, dove chi cerca di implementare questi concetti viene nella migliore delle ipotisi bollato come originale, quando rompiscatole o peggio Un saluto a tutti diego > From: ciurcina@studiolegale.it > To: nexa@server-nexa.polito.it > Date: Sat, 14 Feb 2015 10:59:46 +0100 > Subject: Re: [nexa] p.s. > > In data venerdì 13 febbraio 2015 17:03:28, Stefano Quintarelli ha scritto: > > poi ci sono tutte le altre, mala gestio incluse, che sono una invariante > Io non penso che siano una "invariante". > Ci sono diversi modi per ridurre l'incidenza della mala gestio. > Per esempio: > - stabilire obiettivi chiari (per es., obbligo d'uso di sw libero e formati > aperti); > - attribuire responsabilità precise a persone determinate e sanzionare la > violazione (per es., incidenza sui parametri di valutazione della performance > dirigenziale ai sensi dell'articolo 11, comma 9, del d. lgs. 150/2009); > - istituire organismi con efficaci poteri di controllo ed intervento (per es., > autorità indipendente di controllo). > m.c. > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Invariante nel senso che non cambiano con l'emendamento... Il 14 febbraio 2015 11:02:50 Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> ha scritto: > In data venerdì 13 febbraio 2015 17:03:28, Stefano Quintarelli ha scritto: > > poi ci sono tutte le altre, mala gestio incluse, che sono una invariante > Io non penso che siano una "invariante". > Ci sono diversi modi per ridurre l'incidenza della mala gestio. > Per esempio: > - stabilire obiettivi chiari (per es., obbligo d'uso di sw libero e formati > aperti); > - attribuire responsabilità precise a persone determinate e sanzionare la > violazione (per es., incidenza sui parametri di valutazione della performance > dirigenziale ai sensi dell'articolo 11, comma 9, del d. lgs. 150/2009); > - istituire organismi con efficaci poteri di controllo ed intervento (per es., > autorità indipendente di controllo). > m.c. > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
E tra i difetti del centralismo aggiungiamo la maggior sensibilità alle pressioni delle lobbies, in un sistema che è privo di regolamentazione in materia. Speriamo poi che il centralismo non uccida le idee dal basso che hanno offerto interessanti risultati in passato (penso ad es. all'informatica nella scuola), a fronte di progetti centralizzati assai confusi (chiedete nel settore scuola come hanno lavorato bene con due gestionali in parte sovrapposti fra loro ed entrambi non certo noti per efficacia di funzionamento). My two cents, Alessandro On Fri, 13 Feb 2015 17:01:15 +0100 Federico Morando <federico.morando@polito.it> wrote:
On 13/02/2015 16:48, Stefano Quintarelli wrote:
p.s. non avevo idea quanto fosse frammentato l'IT pubblico. comprensibili tutte le lamentele contro lo stato e la burocrazia.
gli attuali sistemi sono solo il frutto della meccanizzazione: quando i comuni gestivano l'anagrafe sulla carta non poteva che essere così. l'integrazione appòlicativa la fanno i cittadini che sono il bus per fare comunicare due sistemi informativi con i device di I/O che sono impiegati e la portante e' la carta al giorno d'oggi non DEVE più essere così e per farlo occorre coordinamento. e per poterlo consentire occorreva togliere il tappo che lo rendeva incostituzionale. (ammesso la riforma arrivi in fondo) Caro Stefano,
vero è che l'IT pubblico è frammentato. Mi pare anche vero che le istituzioni centrali che si occupano di IT siano ancor più disastrate di quelle regionali... ergo, la preoccupazione che qualsiasi strumento che favorisca il centralismo possa anche essere abusato mi pare fondata. Ovviamente, tutto può essere abusato... però questo non risolve il dibattito, perché il caso in esame mi pare ancor più delicato di altri, e i precedenti di scarsa efficienza di CNIPA, DigitPA e AgID non mi paiono facilmente liquidabili come off-topic. Insomma, in ottica costruttiva, *mi pare importante cominciare fin d'ora a pensare/costruire strumenti di legge ordinaria che declinino la riforma costituzionale di cui sei papà nella direzione che auspichi tu*, e non nella direzione che teme chi ha bene a mente alcuni difetti di CNIPA, DigitPA, AgID.
La "critica", quindi, è secondo me costruttiva: teniamoci pronti ad indirizzare le opportunità di standardizzazione per il bene, cercando di evitare gli effetti collaterali che il centralismo può avere (così come l'eccessiva frammentazione).
My two cents,
Federico
mi sa che c'e' un filo di confusione tra procurement (che c'e' gia) con coordinamento (che non c'e') On 13/02/2015 17:09, Alessandro Mantelero wrote:
E tra i difetti del centralismo aggiungiamo la maggior sensibilità alle pressioni delle lobbies, in un sistema che è privo di regolamentazione in materia. Speriamo poi che il centralismo non uccida le idee dal basso che hanno offerto interessanti risultati in passato (penso ad es. all'informatica nella scuola), a fronte di progetti centralizzati assai confusi (chiedete nel settore scuola come hanno lavorato bene con due gestionali in parte sovrapposti fra loro ed entrambi non certo noti per efficacia di funzionamento).
My two cents,
Alessandro
On Fri, 13 Feb 2015 17:01:15 +0100 Federico Morando <federico.morando@polito.it> wrote:
On 13/02/2015 16:48, Stefano Quintarelli wrote:
p.s. non avevo idea quanto fosse frammentato l'IT pubblico. comprensibili tutte le lamentele contro lo stato e la burocrazia.
gli attuali sistemi sono solo il frutto della meccanizzazione: quando i comuni gestivano l'anagrafe sulla carta non poteva che essere così. l'integrazione appòlicativa la fanno i cittadini che sono il bus per fare comunicare due sistemi informativi con i device di I/O che sono impiegati e la portante e' la carta al giorno d'oggi non DEVE più essere così e per farlo occorre coordinamento. e per poterlo consentire occorreva togliere il tappo che lo rendeva incostituzionale. (ammesso la riforma arrivi in fondo) Caro Stefano,
vero è che l'IT pubblico è frammentato. Mi pare anche vero che le istituzioni centrali che si occupano di IT siano ancor più disastrate di quelle regionali... ergo, la preoccupazione che qualsiasi strumento che favorisca il centralismo possa anche essere abusato mi pare fondata. Ovviamente, tutto può essere abusato... però questo non risolve il dibattito, perché il caso in esame mi pare ancor più delicato di altri, e i precedenti di scarsa efficienza di CNIPA, DigitPA e AgID non mi paiono facilmente liquidabili come off-topic. Insomma, in ottica costruttiva, *mi pare importante cominciare fin d'ora a pensare/costruire strumenti di legge ordinaria che declinino la riforma costituzionale di cui sei papà nella direzione che auspichi tu*, e non nella direzione che teme chi ha bene a mente alcuni difetti di CNIPA, DigitPA, AgID.
La "critica", quindi, è secondo me costruttiva: teniamoci pronti ad indirizzare le opportunità di standardizzazione per il bene, cercando di evitare gli effetti collaterali che il centralismo può avere (così come l'eccessiva frammentazione).
My two cents,
Federico
----- Nessun virus nel messaggio. Controllato da AVG - www.avg.com Versione: 2015.0.5646 / Database dei virus: 4284/9106 - Data di rilascio: 13/02/2015
On 13/02/2015 17:13, Stefano Quintarelli wrote:
mi sa che c'e' un filo di confusione tra procurement (che c'e' gia) con coordinamento (che non c'e') Sicuramente di confusione ce n'è parecchia, perché molti di noi sono neofiti, ma forse ci puoi aiutare a capire meglio la tua "visione" di quel che ora si può (potrà) fare, con esempi pratici? (Ovviamente, i link sono ben accetti, se l'hai già chiarito ampiamente altrove :-)) Il mio problema è, ad esempio, che la metafora calcistica è stata efficace e obbligata dai tempi dell'aula, ma a me non è chiaro cosa rappresentino la dimensione del pallone (quello si capiva: il coordinamento dei dati), le regole sul fuori gioco, etc. ;-)
Federico
es. 1 supponi di voler dare delle linee guida di UX a tutti i siti della PA (tipo i siti pubblici in UK https://www.gov.uk/service-manual l'amministrazione A puo' ignorarle. cosi' vengono fuori siti verybelli. es. 2 supponi di voler fare un portale unico del cittadino. immagina un tale servizio fatto come un framework di identificazione con incastrate delle webapp, fatte da ciascuna amministrazione l'amministrazione A puo' decidere di non metttercele... due prime cose che mi vengono in mente.. On 13/02/2015 17:23, Federico Morando wrote:
On 13/02/2015 17:13, Stefano Quintarelli wrote:
mi sa che c'e' un filo di confusione tra procurement (che c'e' gia) con coordinamento (che non c'e') Sicuramente di confusione ce n'è parecchia, perché molti di noi sono neofiti, ma forse ci puoi aiutare a capire meglio la tua "visione" di quel che ora si può (potrà) fare, con esempi pratici? (Ovviamente, i link sono ben accetti, se l'hai già chiarito ampiamente altrove :-)) Il mio problema è, ad esempio, che la metafora calcistica è stata efficace e obbligata dai tempi dell'aula, ma a me non è chiaro cosa rappresentino la dimensione del pallone (quello si capiva: il coordinamento dei dati), le regole sul fuori gioco, etc. ;-)
Federico
----- Nessun virus nel messaggio. Controllato da AVG - www.avg.com Versione: 2015.0.5646 / Database dei virus: 4284/9106 - Data di rilascio: 13/02/2015
Il 13 febbraio 2015 18:00, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
es. 1 supponi di voler dare delle linee guida di UX a tutti i siti della PA (tipo i siti pubblici in UK https://www.gov.uk/service-manual l'amministrazione A puo' ignorarle. cosi' vengono fuori siti verybelli.
Questo, in Italia, avviene a prescindere dalla normativa e dalle linee guida. I siti verybelli si fanno NONOSTANTE la normativa imponga cose diverse ... O sbaglio?
es. 2 supponi di voler fare un portale unico del cittadino.
A parte che dobbiamo intenderci su "portale" ... Vuol dire l'home page di "smistamento" di tutti i servizi possibili e immaginabili forniti dalla PA?
immagina un tale servizio fatto come un framework di identificazione con incastrate delle webapp, fatte da ciascuna amministrazione l'amministrazione A puo' decidere di non metttercele...
due prime cose che mi vengono in mente..
Faccio anch'io 1 esempio: Perche' in Italia non c'e' un unico protocollo informatico, prodotto dallo "stato" e magari rilasciato con licenza Open? Dopo questa riforma della Costituzione, lo avremo? Quanto dovremo aspettare? Ciao. luca
Anzitutto mi unisco ai complimenti generali per come è stata condotto "l'emendamento Quintarelli", a dimostrazione di come una sola persona, competente e di buona volontà, possa fare la differenza. Da dipendente pubblico, che ha cercato di informatizzare il possibile e di sensibilizzare i colleghi attraverso corsi ed articoli sulle riviste di settore, vorrei aggiungere un elemento di riflessione: la complessità normativa è certamente un ostacolo, l'inerzia degli uffici pure, l'età media anche. Va anche considerato, tuttavia, che almeno nei Comuni (non ho esperienza diretta nelle altre PA, ma, da quel che sento, non sono messe molto meglio), ci sono risorse per la formazione sempre più scarse. Per la formazione abbiamo a bilancio 85euro/dipendente per l'intero anno. Di fatto gli unici corsi possibili sono quelli gratuiti delle ditte che li offrono per far pubblicità (e non tutti sono di buon livello) o quelli che alla fine ci paghiamo di tasca nostra, tipo questo a cui parteciperò la prossima settimana http://shop.altalex.com/index.php/corsi-in-aula/master-diritto-nuove-tecnolo.... Se vogliamo evitare che qualcuno che deve spedire un pdf lo stampi e lo scansioni anzichè salvarlo semplicemente (visto con i miei occhi) forse un minimo di investimento in più nella formazione dei propri dipendenti lo Stato dovrebbe considerarlo. Un saluto a tutti
Date: Fri, 13 Feb 2015 16:48:34 +0100 From: stefano@quintarelli.it To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: [nexa] p.s.
p.s. non avevo idea quanto fosse frammentato l'IT pubblico. comprensibili tutte le lamentele contro lo stato e la burocrazia.
gli attuali sistemi sono solo il frutto della meccanizzazione: quando i comuni gestivano l'anagrafe sulla carta non poteva che essere così. l'integrazione appòlicativa la fanno i cittadini che sono il bus per fare comunicare due sistemi informativi con i device di I/O che sono impiegati e la portante e' la carta al giorno d'oggi non DEVE più essere così e per farlo occorre coordinamento. e per poterlo consentire occorreva togliere il tappo che lo rendeva incostituzionale. (ammesso la riforma arrivi in fondo)
ciao,s. -- meet me at http://me.quintarelli.it blog: http://blog.quintarelli.it web clips: http://clips.quintarelli.it tumblr: http://stefanoquintarelli.tumblr.com _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
On 2015-02-13 17:04, Diego Giorio wrote:
Va anche considerato, tuttavia, che almeno nei Comuni (non ho esperienza diretta nelle altre PA, ma, da quel che sento, non sono messe molto meglio), ci sono risorse per la formazione sempre più scarse. Per la formazione abbiamo a bilancio 85euro/ dipendente per l'intero anno. Di fatto gli unici corsi possibili sono quelli gratuiti delle ditte che li offrono per far pubblicità (e non tutti sono di buon livello) o quelli che alla fine ci paghiamo di tasca nostra... Se vogliamo evitare che qualcuno che deve spedire un pdf lo stampi e lo scansioni anzichè salvarlo semplicemente (visto con i miei occhi) forse un minimo di investimento in più nella formazione dei propri dipendenti lo Stato dovrebbe considerarlo.
scusate, nulla di personale ovviamente ma... sul trovare più risorse per la **formazione** dei dipendenti pubblici concordo senz'altro, ma solo per le cose serie. Pagare per spiegare passo passo a pensionati che non hanno mai toccato un pc come fare una prenotazione medica online è un conto. Ma per dipendenti pubblici che i PC sul lavoro come minimo li VEDONO ogni giorno da anni, evolvere fino al livello in cui un PDF da spedire non lo stampi e scansioni non è più da un pezzo "formazione" che DOVREBBE essere pagata con soldi pubblici. Pure SE ci fossero, nel 2015 anche cinque euro pubblici spesi per formazione a QUEL livello NELLE PA sarebbero troppi, nella maggior parte dei casi. é come dire che a uno che ha da dieci anni vede la TV tutti i giorni, ma del telecomando usa solo due tasti su venti, serve ancora un corso per usarli tutti. Magari gli serve anche, ma ormai è un problema SOLO suo. Potrei continuare, ma ripeterei quanto ho già scritto in "Formazione? Come, formazione? Ancora?" qui http://stop.zona-m.net/it/2014/12/openoffice-e-libre-office-servono-ancora-n... e qui: http://stop.zona-m.net/it/2014/12/darwinismo-digitale-avanti-tutta/ Marco F. -- http://mfioretti.com
Quella del pdf, infatti, andava nell'altro punto del mio intervento, ovvero età media del personale. Chi l'ha fatto è una persona che sarebbe già in pensione, se non ci fossero stati interventi per rimandare, che usa la biro in forma primaria e vede il PC come un inutile duplicato. Però resta il fatto che vedo enormi lacune, magari anche di base, nel comprendere le problematiche di sicurezza (password nel primo cassetto della scrivania o appiccicate al monitor) nessuna idea di disaster recovery (giusto ieri un comune si è perso tutte le multe dal 2012 perchè, per sicurezza, non aveva messo i dati sul server ma non ha pensato al backup del PC del vigile) convinzione che la scansione di un foglio firmato in modo olografo valga qualcosa, o valga di più di una firma digitale (questo a cominciare dal Ministero dell'Interno, come già una volta segnalato in questa lista). E se chi legge ritiene queste cose talmente elementari da essere date per assodate, può aver ragione nel suo mondo, ma non si rende conto della realtà purtrroppo diffusa, che a sua volta deriva dalla mancanza di formazione a monte, sia da parte della scuola che avrebbe dovuto preparare la nuove generazioni, sia da parte della PA che non ha preparato in passato i suoi dipendenti, per cui oggi si trova ad affrontare le sfide dell'agenda digitale senza avere un minimo di base. D'altra parte, e qui vado leggeremente out of topic ma forse l'esempio rende l'idea, quest'anno ci sono stati affidati separazioni e divorzi, quindi questioni delicate che investono lo status e la sfera patrimoniale delle persone. Molti colleghi hanno respinto l'utenza con la motivazione "non abbiamo ricevuto formazione e non lo sappiamo fare" - e questi sono almeno stati intelletualmente onesti - altri hanno fatto pasticci, altri hanno approfittato dei pochi corsi gratuiti, quello che ho organizzato nella mia zona con la SEPEL è stato preso d'assalto, oppure si sono accontentati della prima puntata del mio videocorso (le altre due la ditta le ha offerte a pagamento). Certo che io ritengo scontato che un pdf posso compilarlo in forma digitale senza stamparlo, ad esempio con Foxit, ma quando lo faccio vedere ai colleghi mi guardano come un marziano. A marzo uscirà un mio articolo su queste utility, ma quanti comuni hanno ancora i soldi per l'abbonamento? Un buon fine settimana a tutti Diego
Date: Sat, 14 Feb 2015 06:26:16 +0100 From: mfioretti@nexaima.net To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: [nexa] sulla formazione dei dipendenti pubblici, era: p.s.
On 2015-02-13 17:04, Diego Giorio wrote:
Va anche considerato, tuttavia, che almeno nei Comuni (non ho esperienza diretta nelle altre PA, ma, da quel che sento, non sono messe molto meglio), ci sono risorse per la formazione sempre più scarse. Per la formazione abbiamo a bilancio 85euro/ dipendente per l'intero anno. Di fatto gli unici corsi possibili sono quelli gratuiti delle ditte che li offrono per far pubblicità (e non tutti sono di buon livello) o quelli che alla fine ci paghiamo di tasca nostra... Se vogliamo evitare che qualcuno che deve spedire un pdf lo stampi e lo scansioni anzichè salvarlo semplicemente (visto con i miei occhi) forse un minimo di investimento in più nella formazione dei propri dipendenti lo Stato dovrebbe considerarlo.
scusate, nulla di personale ovviamente ma...
sul trovare più risorse per la **formazione** dei dipendenti pubblici concordo senz'altro, ma solo per le cose serie.
Pagare per spiegare passo passo a pensionati che non hanno mai toccato un pc come fare una prenotazione medica online è un conto.
Ma per dipendenti pubblici che i PC sul lavoro come minimo li VEDONO ogni giorno da anni, evolvere fino al livello in cui un PDF da spedire non lo stampi e scansioni non è più da un pezzo "formazione" che DOVREBBE essere pagata con soldi pubblici.
Pure SE ci fossero, nel 2015 anche cinque euro pubblici spesi per formazione a QUEL livello NELLE PA sarebbero troppi, nella maggior parte dei casi.
é come dire che a uno che ha da dieci anni vede la TV tutti i giorni, ma del telecomando usa solo due tasti su venti, serve ancora un corso per usarli tutti. Magari gli serve anche, ma ormai è un problema SOLO suo.
Potrei continuare, ma ripeterei quanto ho già scritto in
"Formazione? Come, formazione? Ancora?" qui
http://stop.zona-m.net/it/2014/12/openoffice-e-libre-office-servono-ancora-n...
e qui:
http://stop.zona-m.net/it/2014/12/darwinismo-digitale-avanti-tutta/
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Buongiorno Giorgio, e grazie delle ulteriori informazioni, rispondo punto per punto On 2015-02-14 08:16, Diego Giorio wrote:
Quella del pdf, infatti, andava nell'altro punto del mio intervento, ovvero età media del personale. Chi l'ha fatto è una persona che sarebbe già in pensione...
si potrebbe rispondere che se oggi ha quell'età, a meno che non abbia mai lavorato in un ufficio con computer fino all'anno prima, dovrebbe averlo scoperto da anni che i pdf sono spedibili, semplicemente guardandosi intorno. Ma questo è secondario, davvero. Sto parlando di competenze elementari che anche ai cosiddetti nativi digitali mancano spessissimo.
Però resta il fatto che vedo enormi lacune, magari anche di base... E se chi legge ritiene queste cose talmente elementari da essere date per assodate, può aver ragione nel suo mondo, ma non si rende conto della realtà purtroppo diffusa, che a sua volta deriva da...
chi legge se ne rende conto eccome. Limitandomi a questa settimana, ho appena discusso con un segretario scolastico che pretendeva copia cartacea del bonifico per una gita, ma la pretendeva o consegnata a mano o via fax (ci metterei più a trovare un call center col fax che ad andare a scuola), anzichè stamparsi lo stesso identico documento che gli avevo mandato all'indirizzo email che SA usare, perché è così che mi aveva mandato l'IBAN della scuola stessa. Lo so benissimo che le cause sono tante e complesse eccetera. Ma ormai è assolutamente inutile, se non dannoso, perdere tempo a discuterne, se non per capire CHI dovrebbe pagare e soprattutto FARLO pagare. Sono anche convinto che molti impiegati non abbiano alcuna "colpa" personale. Ma ormai è inutile stare ad analizzare se e quanto è colpa del singolo impiegato pubblico se ancora è di un'ignoranza spaventosa su usi ELEMENTARI di tecnologie che erano nuove vent'anni fa, e che bene o male usa o vede "in azione" in ufficio da magari dieci anni. L'ho spiegato in dettaglio nei due post che ho già segnalato: qui stiamo parlando di gente che vuole, o per cui si propone, l'equivalente di un corso per imparare a usare un nuovo ascensore con i bottoni di un altro colore, sull'altro lato della cabina. Basta, col discutere se gli serve un corso o no per impararlo, se lo vogliono se lo paghino. Se non altro per una questione di priorità. Coi pochissimi soldi e tutte le cose in sospeso che ci sono oggi, avrebbe molto più senso pagare queste persone per stare a casa per passare così a servizi rifatti da capo, informatizzati se/dove serve e gestiti da molte meno persone. Marco -- http://mfioretti.com
Il 13 febbraio 2015 16:48, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
gli attuali sistemi sono solo il frutto della meccanizzazione: quando i comuni gestivano l'anagrafe sulla carta non poteva che essere così.
Questo e' sicuramente vero. Pero' non credo che lo "stato" non abbiamo prodotto, per esempio, un unico software di protocollo informatico perche' glielo "impediva" la Costituzione :-) Giusto?
al giorno d'oggi non DEVE più essere così e per farlo occorre coordinamento.
Gia' oggi pero' nessuno "impedisce" il coordinamento. Purtroppo e' vero che, in tutti i settori, non solo nell'informatica della PA, si preferisce il "campanile" al "coordinamento". O sbaglio?
e per poterlo consentire occorreva togliere il tappo che lo rendeva incostituzionale.
Quest'affermazione mi pare, sinceramente, un po' esagerata ... Non credo che prima di questa riforma fosse "incostituzionale" coordinarsi tra "stato", "regioni" ed "enti locali". O sbaglio? luca -- Passa al software libero!
Il 14 febbraio 2015 14:32:20 luca menini <menini.luca@gmail.com> ha scritto:
Il 13 febbraio 2015 16:48, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
gli attuali sistemi sono solo il frutto della meccanizzazione: quando i comuni gestivano l'anagrafe sulla carta non poteva che essere così.
Questo e' sicuramente vero. Pero' non credo che lo "stato" non abbiamo prodotto, per esempio, un unico software di protocollo informatico perche' glielo "impediva" la Costituzione :-) Giusto?
No, anche per quello.
al giorno d'oggi non DEVE più essere così e per farlo occorre coordinamento.
Gia' oggi pero' nessuno "impedisce" il coordinamento. Purtroppo e' vero che, in tutti i settori, non solo nell'informatica della PA, si preferisce il "campanile" al "coordinamento". O sbaglio?
e per poterlo consentire occorreva togliere il tappo che lo rendeva incostituzionale.
Quest'affermazione mi pare, sinceramente, un po' esagerata ... Non credo che prima di questa riforma fosse "incostituzionale" coordinarsi tra "stato", "regioni" ed "enti locali". O sbaglio?
Era incostituzionale fare norme che imponessero un coordinamento, vedi caso siope da mail precedente. Per cui coopera solo chi vuole
luca
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participants (7)
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Alessandro Mantelero -
Diego Giorio -
Federico Morando -
luca menini -
M. Fioretti -
Marco Ciurcina -
Stefano Quintarelli