i social come bene comune?
Illustri, qui potete leggere qualche mia riflessione sul tema che stiamo appassionatamente discutendo https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/democrazia-dei-social-perche-... Guido
https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/democrazia-dei-social-perche-...
"Si tratta di un ragionamento ancora da sviluppare nel dibattito pubblico, anche affrontando a viso aperto alcuni dogmi liberisti. Allo stato attuale delle cose, l’ipotesi che siano agenzie pubbliche anche sovranazionali a gestire lo spazio delle interazioni sociali, per quanto non priva di difficoltà, andrebbe percorsa. D’altra parte, per regolare le comunicazioni radiofoniche e televisive, abbiamo a suo tempo fatto ricorso alla nozione di etere come bene pubblico, pur sapendo benissimo che l’etere non esiste. Un colpo d’ingegno ideativo da cui si può trarre ispirazione spingendosi su un piano di astrazione ancora più alto: la stessa facoltà del linguaggio è un bene comune, e nessuno, nell’infosfera, può di fatto impadronirsene." Uau, una proposta choc e, almeno in questo periodo, controcorrente. Per quello che possa valere ha tutto il mio appoggio. Antonio
Ciao Guido e Antonio On Tue, 19 Jan 2021 09:11:32 +0100 Antonio Iacono wrote:
"D’altra parte, per regolare le comunicazioni radiofoniche e televisive, abbiamo a suo tempo fatto ricorso alla nozione di etere come bene pubblico, pur sapendo benissimo che l’etere non esiste. Un colpo d’ingegno ideativo da cui si può trarre ispirazione spingendosi su un piano di astrazione ancora più alto: la stessa facoltà del linguaggio è un bene comune, e nessuno, nell’infosfera, può di fatto impadronirsene."
Uau, una proposta choc e, almeno in questo periodo, controcorrente. Per quello che possa valere ha tutto il mio appoggio.
Non so se tu sia ironico ma che "l'informazione vuole essere libera", che la Conoscenza, OGNI forma di Conoscenza, debba essere Patrimonio inalientabile dell'Umanità intera è un tema piuttosto antico. Almeno dal 1984, alla prima "hacker conference" del 1984, fu Brand a sostenere (in una prospettiva assolutamente statunitense) che
On the one hand information wants to be expensive, because it’s so valuable. The right information in the right place just changes your life. On the other hand, information wants to be free, because the cost of getting it out is getting lower and lower all the time. So you have these two fighting against each other.
Tema poi ripreso e rielaborato da Stallman, Barlow etc... Forse ne abbiamo rimosso la memoria, ma sono DECENNI che gli hacker sostengono proprio questo! D'altro canto, non stiamo parlando di Informazione, che esiste solo nella mente umana come esperienza soggettiva di pensiero comunicabile (e dunque essendo qualificata per la propria comunicabilità... l'informazione NASCE ed ESISTE per essere comunicata, messa in comune). Stiamo parlando di DATI, ovvero rappresentaioni di INFORMAZIONI. E stiamo parlando in particolare di dati ESPRESSI, non di dati EMESSI (entrambi componenti rilevanti della infosfera contemporanea) E questi due tipi di dato vanno regolamentati in modo diverso. (e personalmente non credo che il concetto di privacy colga appieno l'essenza della protezione necessaria ai dati emessi dalle persone) D'altronde, se la comunicazione e la conoscenza sono patrimonio comune di cui nessuno può impadronirsi, questo non vale solo per i social! Vale per chiunque possa impedire accesso alla conoscenza col copyright. E d'altro canto deve anche garantire ad ogni persona il diritto di NON esprimere un concetto che NON condivide. Che sia il saluto al Führer in una Germania nazista (ovvero qualcosa di condiviso dalla maggioranza) o l'opinione disgustosa ed irritante che personalmente non condivide.
Allo stato attuale delle cose, l’ipotesi che siano agenzie pubbliche anche sovranazionali a gestire lo spazio delle interazioni sociali, per quanto non priva di difficoltà, andrebbe percorsa.
Una considerazione simile a quella proposta da Juan Carlos in questo articolo sulla stampa https://www.lastampa.it/topnews/tempi-moderni/2021/01/13/news/missione-socia... E' probabile che sia un compromesso comprensibile (e dunque accettabile) da molti nel breve periodo, ma attenzione che rischia di spostare il problema, senza risolverlo. E' un po' come se dicessimo che lo Stato dovrebbe fornire gratuitamente a tutti scribi capaci e professionali... per scrivere e leggere le proprie comunicazioni: forse risolverebbe il problema del potere della IWriteForEverybodyForFree Corp. ma non libererebbe alcun cittadino. Lo Stato deve mettere tutti in condizione di leggere e scrivere da sé.
Si tratta di un ragionamento ancora da sviluppare nel dibattito pubblico, anche affrontando a viso aperto alcuni dogmi liberisti.
Beh finalmente questo iniziano a sostenerlo anche diversi liberisti! :-D Tuttavia lo fanno a denti stretti e con una profonda insicurezza (assolutamente comprensibile, sia chiaro! non è facile accettare di aver ciccato per decenni la propria interpretazione del mondo!) Attenzione però a non perdere di vista il nucleo del problema. Lo esprimo con le parole di Juan Carlos:
l’estrema concentrazione di potere (economico, civile, politico) delle piattaforme. Un pugno di uomini residenti negli Stati Uniti prende decisioni - non di rado opportunistiche - che riguardano la sfera comunicativa di miliardi di persone.
E' facile risolvere questo problema se ignoriamo per un momento i "dogmi liberisti" (purtroppo profondamente radicati nella coscienza di molti): basta porre limiti superiori. Al numero di utenti che una azienda privata può servire. Alla ricchezza individuale. E così via. Se poniamo limiti superiori, vincolati magari a quelli inferiori, molti degli incentivi a competere vengono bilanciati da incentivi a collaborare. Ma quanti liberisti potranno anche solo accettare di prendere in considerazione una soluzione così semplice? Ad oggi, temo, ancora pochi. Temo che serviranno ancora molti altri traumi collettivi. Giacomo
Antonio Iacono <antiac@gmail.com> writes:
https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/democrazia-dei-social-perche-...
"Si tratta di un ragionamento ancora da sviluppare nel dibattito pubblico, anche affrontando a viso aperto alcuni dogmi liberisti. Allo stato attuale delle cose, l’ipotesi che siano agenzie pubbliche anche sovranazionali a gestire lo spazio delle interazioni sociali, per quanto non priva di difficoltà, andrebbe percorsa. D’altra parte, per regolare le comunicazioni radiofoniche e televisive, abbiamo a suo tempo fatto ricorso alla nozione di etere come bene pubblico, pur sapendo benissimo che l’etere non esiste. Un colpo d’ingegno ideativo da cui si può trarre ispirazione spingendosi su un piano di astrazione ancora più alto: la stessa facoltà del linguaggio è un bene comune, e nessuno, nell’infosfera, può di fatto impadronirsene."
Uau, una proposta choc e, almeno in questo periodo, controcorrente.
Detto in altre parole, per connetterlo a discrosi a noi cari, si tratta di _estendere_ - applicandolo cum granu salis - il concetto di net neutrality ai livelli CDT:L1 (services) e CDT:L2 (access) per fare in modo che NON ci sia nessun attore con sufficienti "poteri cibernetici" al quale sia permesso controllare non solo il livello "network" (Internet) ma nemmeno il livelo di "consegna del messaggio in funzione del contenuto" o di "accesso al servizio in funzione del social scoring". Quindi è davvero ora, prima che sia troppo tardi, mettersi d'accordo sul fatto che - pubblico o privato che sia - non ci DEVE essere nessuno che può impedire la diffusione di certe IDEE "in etere" (Internet *è* etere, eh) così come non ci può essere nessuno che le impedisce nel mondo degli atomi... a meno che non sia illegale, e su questo ho già detto altrove. So benissimo che dare quel "potere di controllo e censura cibernetico" ci illude di poter agire per il bene comune, ma non è così... anzi è il contrario. [...] Saluti, Giovanni -- Giovanni Biscuolo
Davvero una proposta interessante... sul bene comune in senso più lato mi permetto di condividere un pezzo scritto qualche mese fa sul medesimo portale https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/preservare-lumano-nella-socie... Buon lavoro a noi tutti dl Il giorno lun 18 gen 2021 alle ore 19:16 Guido Vetere < vetere.guido@gmail.com> ha scritto:
Illustri, qui potete leggere qualche mia riflessione sul tema che stiamo appassionatamente discutendo
https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/democrazia-dei-social-perche-...
Guido _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- _________________________ don Luca Peyron Direttore Ufficio per la Pastorale Universitaria Arcidiocesi di Torino www.universitari.to.it via XX settembre 83, Torino tel. 011 5156239
Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com> writes:
Illustri, qui potete leggere qualche mia riflessione sul tema che stiamo appassionatamente discutendo https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/democrazia-dei-social-perche-...
Oh mamma, complimenti! Devo ammettere che mi sono letteralmente sciolto su questo passo --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Oltre alle nozioni giuridiche di ruolo sociale delle imprese presenti negli ordinamenti democratici, vale la pena di richiamare quella hegeliana (e marxiana) di ‘salto di qualità’: vi sono situazioni in cui gli aspetti quantitativi producono qualcosa di sostanziale sul piano ontologico. In questo caso, la distribuzione dell’utenza dei servizi, fortemente concentrata, cambia la natura di questi ultimi. Una piattaforma che gestisce miliardi di interazioni, configurandosi come medium indispensabile per la comunicazione politica, si trova di fatto a mettere in esercizio diritti fondamentali, come quello di opinione, incardinati nelle costituzioni dell’era moderna. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- ...quindi poi il resto l'ho assorbito *quasi* acriticamente :-) Grazie! Giovanni. -- Giovanni Biscuolo
Qualunque limitazione alla libertà di informazione è una limitazione alla libertà dell'essere umano. Però va anche detto che se l'informazione pregiudica la libertà o persino la vita di qualcuno, va gestita e segretata finché questo pericolo svanisce. Molto bello grazie Il giorno lun 18 gen 2021 alle ore 19:16 Guido Vetere < vetere.guido@gmail.com> ha scritto:
Illustri, qui potete leggere qualche mia riflessione sul tema che stiamo appassionatamente discutendo
https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/democrazia-dei-social-perche-...
Guido _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- -- *Enio Gemmo* TDF Member #339-Ubuntu User #27206-FSFE #4057 Telegram @geenio <geenio@gmail.com> TDF enio.gemmo@libreoffice.org LibreItalia enio@libreitalia.it PEC enio.gemmo@pec.itGPG Key ID - 0xF50EA5CC FC9E C670 069C 125B 47C9 5377 36B0 48BA F50E A5CC
On Mon, Jan 18, 2021 19:15:36 PM +0100, Guido Vetere wrote:
Illustri, qui potete leggere qualche mia riflessione sul tema che stiamo appassionatamente discutendo https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/ democrazia-dei-social-perche-e-un-problema-gigantesco-e-come-uscirne/
Grazie, e... mi permetto di ripetere qui l'appello fatto stamattina via Twitter: https://twitter.com/mfioretti_en/status/1351407547782209537 come soluzione certo non sufficiente, ma necessaria come primo (relativamente) semplicissimo passo per ridimensionare **tutti** i problemi dei social media attuali, quelli strutturali di cui tanti (non certo qui) non si sarebbero ancora accorti, se Trump fosse stato la reincarnazione di Madre Teresa. Marco -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
grazie per gli apprezzamenti e per le critiche Giacomo fa giustamente notare che il tema è antico:
Almeno dal 1984, alla prima "hacker conference" del 1984, fu Brand a sostenere (in una prospettiva assolutamente statunitense) [etc]
Ma il fatto è che l'episodio di Trump, cioè il momento in cui quel "salto di qualità" a cui accennavo nell'articolo diventa non più eludibile, avviene oggi. Oggi, a mio modo di vedere, ci rendiamo conto che la libertà di parola non può essere solo formale (e qui torna l'eco di Marx) ma deve essere garantita concretamente. Per far questo, io non vedo altro che una 'pubblica agentività' estesa oltre i limiti dei divieti e delle sanzioni.
Una considerazione simile a quella proposta da Juan Carlos in questo articolo sulla stampa
purtroppo non sono abbonato a La Stampa, sarebbe perfetto se @Juan Carlos De Martin <demartin@polito.it> potesse condividere l'articolo qui. Comunque, che io dica (peggio) le stesse cose J.C. è ovvio: da piccoli, siamo entrambi stati esposti alle radiazioni di Rodotà :-) Un caro saluto, Guido On Tue, 19 Jan 2021 at 13:09, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> wrote:
On Mon, Jan 18, 2021 19:15:36 PM +0100, Guido Vetere wrote:
Illustri, qui potete leggere qualche mia riflessione sul tema che stiamo appassionatamente discutendo https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/ democrazia-dei-social-perche-e-un-problema-gigantesco-e-come-uscirne/
Grazie, e... mi permetto di ripetere qui l'appello fatto stamattina via Twitter:
https://twitter.com/mfioretti_en/status/1351407547782209537
come soluzione certo non sufficiente, ma necessaria come primo (relativamente) semplicissimo passo per ridimensionare **tutti** i problemi dei social media attuali, quelli strutturali di cui tanti (non certo qui) non si sarebbero ancora accorti, se Trump fosse stato la reincarnazione di Madre Teresa.
Marco -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
:-) Il mio articolo è ora disponibile qui (oltre che sul sito de La Stampa dietro paywall): http://demartin.polito.it/socialmediaresponsabili jc On 19/01/21 16:13, Guido Vetere wrote:
grazie per gli apprezzamenti e per le critiche
Giacomo fa giustamente notare che il tema è antico:
Almeno dal 1984, alla prima "hacker conference" del 1984, fu Brand a sostenere (in una prospettiva assolutamente statunitense) [etc]
Ma il fatto è che l'episodio di Trump, cioè il momento in cui quel "salto di qualità" a cui accennavo nell'articolo diventa non più eludibile, avviene oggi.
Oggi, a mio modo di vedere, ci rendiamo conto che la libertà di parola non può essere solo formale (e qui torna l'eco di Marx) ma deve essere garantita concretamente. Per far questo, io non vedo altro che una 'pubblica agentività' estesa oltre i limiti dei divieti e delle sanzioni.
Una considerazione simile a quella proposta da Juan Carlos in questo articolo sulla stampa
purtroppo non sono abbonato a La Stampa, sarebbe perfetto se @Juan Carlos De Martin <mailto:demartin@polito.it> potesse condividere l'articolo qui.
Comunque, che io dica (peggio) le stesse cose J.C. è ovvio: da piccoli, siamo entrambi stati esposti alle radiazioni di Rodotà :-)
Un caro saluto, Guido
On Tue, 19 Jan 2021 at 13:09, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net <mailto:mfioretti@nexaima.net>> wrote:
On Mon, Jan 18, 2021 19:15:36 PM +0100, Guido Vetere wrote: > Illustri, > qui potete leggere qualche mia riflessione sul tema che stiamo > appassionatamente discutendo > https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/ <https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/> > democrazia-dei-social-perche-e-un-problema-gigantesco-e-come-uscirne/ >
Grazie, e... mi permetto di ripetere qui l'appello fatto stamattina via Twitter:
https://twitter.com/mfioretti_en/status/1351407547782209537 <https://twitter.com/mfioretti_en/status/1351407547782209537>
come soluzione certo non sufficiente, ma necessaria come primo (relativamente) semplicissimo passo per ridimensionare **tutti** i problemi dei social media attuali, quelli strutturali di cui tanti (non certo qui) non si sarebbero ancora accorti, se Trump fosse stato la reincarnazione di Madre Teresa.
Marco -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/ <https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/>
e' l'appeal che e' difficile... On 19/01/21 16:19, J.C. DE MARTIN wrote:
:-)
Il mio articolo è ora disponibile qui (oltre che sul sito de La Stampa dietro paywall): http://demartin.polito.it/socialmediaresponsabili
jc
On 19/01/21 16:13, Guido Vetere wrote:
grazie per gli apprezzamenti e per le critiche
Giacomo fa giustamente notare che il tema è antico:
Almeno dal 1984, alla prima "hacker conference" del 1984, fu Brand a sostenere (in una prospettiva assolutamente statunitense) [etc]
Ma il fatto è che l'episodio di Trump, cioè il momento in cui quel "salto di qualità" a cui accennavo nell'articolo diventa non più eludibile, avviene oggi.
Oggi, a mio modo di vedere, ci rendiamo conto che la libertà di parola non può essere solo formale (e qui torna l'eco di Marx) ma deve essere garantita concretamente. Per far questo, io non vedo altro che una 'pubblica agentività' estesa oltre i limiti dei divieti e delle sanzioni.
Una considerazione simile a quella proposta da Juan Carlos in questo articolo sulla stampa
purtroppo non sono abbonato a La Stampa, sarebbe perfetto se @Juan Carlos De Martin <mailto:demartin@polito.it> potesse condividere l'articolo qui.
Comunque, che io dica (peggio) le stesse cose J.C. è ovvio: da piccoli, siamo entrambi stati esposti alle radiazioni di Rodotà :-)
Un caro saluto, Guido
On Tue, 19 Jan 2021 at 13:09, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net <mailto:mfioretti@nexaima.net>> wrote:
On Mon, Jan 18, 2021 19:15:36 PM +0100, Guido Vetere wrote: > Illustri, > qui potete leggere qualche mia riflessione sul tema che stiamo > appassionatamente discutendo > https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/ <https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/> > democrazia-dei-social-perche-e-un-problema-gigantesco-e-come-uscirne/ >
Grazie, e... mi permetto di ripetere qui l'appello fatto stamattina via Twitter:
https://twitter.com/mfioretti_en/status/1351407547782209537 <https://twitter.com/mfioretti_en/status/1351407547782209537>
come soluzione certo non sufficiente, ma necessaria come primo (relativamente) semplicissimo passo per ridimensionare **tutti** i problemi dei social media attuali, quelli strutturali di cui tanti (non certo qui) non si sarebbero ancora accorti, se Trump fosse stato la reincarnazione di Madre Teresa.
Marco -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/ <https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/>
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On Tue, 19 Jan 2021 16:13:28 +0100 Guido Vetere wrote:
Una considerazione simile a quella proposta da Juan Carlos in questo articolo sulla stampa
purtroppo non sono abbonato a La Stampa
Chiedo scusa... avendo JavaScript disabilitato, non avevo notato il paywall. ;-) Grazie Juan Carlos per aver risolto il problema anche per gli altri! Giacomo
Grazie dell'articolo e degli interessanti spunti, scusate se mi permetto di intervenire, vi leggo quando posso, ma con molto piacere. Anche in filosofia della tecnologia si sta diffondendo la cosiddetta "tesi della indispensabilità" (per esempio in questo articolo https://bit.ly/3qDiRS2) secondo cui la gestione e regolamentazione dei social non possono essere comparate a quelle di altri prodotti commerciali, perché si tratta di servizi ormai essenziali. Inoltre, proprio il fatto di essere diventati essenziali è una enorme responsabilità anche riguardo ai pericoli di manipolazione, che non sono esattamente trascurabili, considerati la mole dei dati personali raccolti in questi anni e la possibilità di impiegare tecniche comportamentali come l'hypernudge. Tra l'altro, senza dover rendere conto a nessuno del modo in cui gli algoritmi sono costruiti. Solo un motivo in più per pensare una gestione diversa dei social. ;) Un caro saluto Marco Fasoli Il giorno mar 19 gen 2021 alle ore 18:21 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
On Tue, 19 Jan 2021 16:13:28 +0100 Guido Vetere wrote:
Una considerazione simile a quella proposta da Juan Carlos in questo articolo sulla stampa
purtroppo non sono abbonato a La Stampa
Chiedo scusa...
avendo JavaScript disabilitato, non avevo notato il paywall. ;-)
Grazie Juan Carlos per aver risolto il problema anche per gli altri!
Giacomo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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