grazie per gli apprezzamenti e per le critiche

Giacomo fa giustamente notare che il tema è antico:

> Almeno dal 1984, alla prima "hacker conference" del 1984, fu Brand a
> sostenere (in una prospettiva assolutamente statunitense) [etc]

Ma il fatto è che l'episodio di Trump, cioè il momento in cui quel "salto di qualità" a cui accennavo nell'articolo diventa non più eludibile, avviene oggi.

Oggi, a mio modo di vedere, ci rendiamo conto che la libertà di parola non può essere solo formale (e qui torna l'eco di Marx) ma deve essere garantita concretamente. Per far questo, io non vedo altro che una 'pubblica agentività' estesa oltre i limiti dei divieti e delle sanzioni.

> Una considerazione simile a quella proposta da Juan Carlos in questo articolo sulla stampa

purtroppo non sono abbonato a La Stampa, sarebbe perfetto se @Juan Carlos De Martin potesse condividere l'articolo qui.

Comunque, che io dica (peggio) le stesse cose J.C. è ovvio: da piccoli, siamo entrambi stati esposti alle radiazioni di Rodotà :-)

Un caro saluto,
Guido






On Tue, 19 Jan 2021 at 13:09, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> wrote:
On Mon, Jan 18, 2021 19:15:36 PM +0100, Guido Vetere wrote:
> Illustri,
> qui potete leggere qualche mia riflessione sul tema che stiamo
> appassionatamente discutendo
> https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/
> democrazia-dei-social-perche-e-un-problema-gigantesco-e-come-uscirne/
>

Grazie, e... mi permetto di ripetere qui l'appello fatto stamattina
via Twitter:

https://twitter.com/mfioretti_en/status/1351407547782209537

come soluzione certo non sufficiente, ma necessaria come primo
(relativamente) semplicissimo passo per ridimensionare **tutti** i
problemi dei social media attuali, quelli strutturali di cui tanti
(non certo qui) non si sarebbero ancora accorti, se Trump fosse stato la
reincarnazione di Madre Teresa.

                Marco
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