riconoscimento facciale in Cina e india
Riassumo una serie di notizie "Biometriche" di oggi. 1/ Bloomberg riferisce un uso del riconoscimento facciale per controllare la minoranza uigura in Xinjang tanto massiccio e pesante da apparire inverosimile. <https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-01-17/china-said-to-test-facial...> China’s state surveillance apparatus is trying out a new tool in one of its favorite test beds, the restive region of Xinjiang. The Muslim-dominated villages on China’s western frontier are testing facial-recognition systems that alert authorities when targeted people venture more than 300 meters (1,000 feet) beyond designated “safe areas,” according to a person familiar with the project. The areas comprise individuals’ homes and workplaces, said the person, who requested anonymity to speak to the media without authorization. [...] The alert project is another example of how Xinjiang -- a region boarding Pakistan and Afghanistan that’s home to about 10 million Muslim ethnic Uighurs -- has become a laboratory for technologies that track large groups simultaneously. Spurred on by President Xi Jinping’s orders to “strike first” against Islamist extremism after deadly attacks involving Uighurs in 2013 and 2014, as well as reports of some fighting in Syria, the region has become one of the world’s most heavily policed places. 2/ In India, il sistema di indentificazione biometrico Adhaar passerà al riconoscimento facciale per superare i limiti del sistema basato sulle impronte digitali che non reggono nel tempo. Aadhaar to have facial recognition <https://fusion.werindia.com/hot-from-the-oven/aadhaar-facial-recognition> For quite a while, the recognition requirement for a person’s Aadhaar card has been a fingerprint recognition. However, this form of identification is beginning to cause problems, since people with fingerprints that have worn from age or people with fingerprints that have faded from intense agricultural labor cannot have their identity recognized for their Aadhaar card. The Unique Identification Authority of India (UIDAI) has been coming up with some alternative identification methods in order to solve this problem.[...] 3/ Il mercato registra la sostituzione delle impronte digitali con riconoscimento facciale: Report says fingerprint sensors market facing a major disruption: The number of traditional standalone fingerprint sensors shipped has peaked, as in-display sensors and 3D facial recognition replace them, according to research by IHS Markit.<http://www.biometricupdate.com/201801/report-says-fingerprint-sensors-market...> 4/ Uso del Blockchain per memorizzare le features biometriche <https://medium.com/@dzakipurwanto97/biometrids-decentralised-and-anonymous-i...> Biometrids Decentralised and Anonymous ID by Facial Recognition on the Blockchain Alberto
le persone ripongono una fiducia salvifica assolutista nella tecnologia. speriamo che le botte che si prenderanno in questo learning path non si rivelino troppo dure. ciao, s. On 19/01/2018 11:03, Alberto Cammozzo wrote:
Riassumo una serie di notizie "Biometriche" di oggi.
1/ Bloomberg riferisce un uso del riconoscimento facciale per controllare la minoranza uigura in Xinjang tanto massiccio e pesante da apparire inverosimile. <https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-01-17/china-said-to-test-facial...> China’s state surveillance apparatus is trying out a new tool in one of its favorite test beds, the restive region of Xinjiang. The Muslim-dominated villages on China’s western frontier are testing facial-recognition systems that alert authorities when targeted people venture more than 300 meters (1,000 feet) beyond designated “safe areas,” according to a person familiar with the project. The areas comprise individuals’ homes and workplaces, said the person, who requested anonymity to speak to the media without authorization. [...] The alert project is another example of how Xinjiang -- a region boarding Pakistan and Afghanistan that’s home to about 10 million Muslim ethnic Uighurs -- has become a laboratory for technologies that track large groups simultaneously. Spurred on by President Xi Jinping’s orders to “strike first” against Islamist extremism after deadly attacks involving Uighurs in 2013 and 2014, as well as reports of some fighting in Syria, the region has become one of the world’s most heavily policed places.
2/ In India, il sistema di indentificazione biometrico Adhaar passerà al riconoscimento facciale per superare i limiti del sistema basato sulle impronte digitali che non reggono nel tempo. Aadhaar to have facial recognition <https://fusion.werindia.com/hot-from-the-oven/aadhaar-facial-recognition> For quite a while, the recognition requirement for a person’s Aadhaar card has been a fingerprint recognition. However, this form of identification is beginning to cause problems, since people with fingerprints that have worn from age or people with fingerprints that have faded from intense agricultural labor cannot have their identity recognized for their Aadhaar card. The Unique Identification Authority of India (UIDAI) has been coming up with some alternative identification methods in order to solve this problem.[...]
3/ Il mercato registra la sostituzione delle impronte digitali con riconoscimento facciale: Report says fingerprint sensors market facing a major disruption: The number of traditional standalone fingerprint sensors shipped has peaked, as in-display sensors and 3D facial recognition replace them, according to research by IHS Markit.<http://www.biometricupdate.com/201801/report-says-fingerprint-sensors-market...>
4/ Uso del Blockchain per memorizzare le features biometriche <https://medium.com/@dzakipurwanto97/biometrids-decentralised-and-anonymous-i...> Biometrids Decentralised and Anonymous ID by Facial Recognition on the Blockchain
Alberto _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
oggi riflettevo su alcune cose https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/twitter-spia-tutti-mess... twitter dichiara che legge e analizza anche i Direct Message tra due utenti https://www.theguardian.com/technology/2017/jun/26/google-will-stop-scanning... per anni la pubblicità su Google era basata anche sulla lettura della nostra email, e comunque il titolo è fuorviante perchè continuerà a leggere le email per motivi diversi dalla pubblicità. ma la libertà e SEGRETEZZA della corrispondenza (che è intesa in senso ampio) non è un diritto costituzionale in Italia? ma questi comportamenti sono "corretti"? nessuno solleva il problema? il fatto che i term of service di Twitter, Google etc dicono che leggeranno i messaggi è sufficiente a far cadere un diritto costituzionale? o io sbaglio, la questione è chiarita e non c'è protezione di queste comunicazioni per la giurisprudenza? grazie dell'attenzione gabriele
Bella osservazione! Il 20 gen 2018 08:50, "gabriele elia" <gabriele.elia@live.com> ha scritto:
oggi riflettevo su alcune cose
https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/twitter-spia- tutti-messaggi-le-rivelazioni-un-video/ twitter dichiara che legge e analizza anche i Direct Message tra due utenti
https://www.theguardian.com/technology/2017/jun/26/google- will-stop-scanning-content-of-personal-emails per anni la pubblicità su Google era basata anche sulla lettura della nostra email, e comunque il titolo è fuorviante perchè continuerà a leggere le email per motivi diversi dalla pubblicità.
ma la libertà e SEGRETEZZA della corrispondenza (che è intesa in senso ampio) non è un diritto costituzionale in Italia?
*ma questi comportamenti sono "corretti"? *nessuno solleva il problema? il fatto che i term of service di Twitter, Google etc dicono che leggeranno i messaggi è sufficiente a far cadere un diritto costituzionale? o io sbaglio, la questione è chiarita e non c'è protezione di queste comunicazioni per la giurisprudenza?
grazie dell'attenzione gabriele
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La domanda sul rapporto fra term of service e diritti costituzionali è ottima e secondo me merita una risposta competente, che io non ti so dare. Dal punto di vista tecnico però, tutta la corrispondenza digitale non criptata è leggibile da un sacco di persone. Quando mandi una email non criptata è come se mandassi una lettera senza busta. Puoi ridurre un pochino il problema gestendo personalmente server smtps e imap su un tuo pc, a casa, così da avere il controllo dello storage una volta che la mail arriva. Ma a seconda del mittente o del destinatario, per tutto il viaggio la email può restare leggibile. In questo senso Google era particolarmente avanti perché non faceva accedere i propri dipendenti alle email ma utilizzava dei programmi per analizzare i messaggi. (O almeno così diceva). Credo che twitter faccia la stessa cosa. E facebook. In generale se usi questi servizi online devi essere consapevole che i dipendenti di queste aziende possono tecnicamente leggere la tua corrispondenza. Poi magari non lo fanno... ma tecnicamente possono. In generale comunque se tieni alla riservatezza della tua corrispondenza devi criptarla. Giacomo Il 20/Gen/2018 08:50, "gabriele elia" <gabriele.elia@live.com> ha scritto:
oggi riflettevo su alcune cose
https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/twitter-spia- tutti-messaggi-le-rivelazioni-un-video/ twitter dichiara che legge e analizza anche i Direct Message tra due utenti
https://www.theguardian.com/technology/2017/jun/26/google- will-stop-scanning-content-of-personal-emails per anni la pubblicità su Google era basata anche sulla lettura della nostra email, e comunque il titolo è fuorviante perchè continuerà a leggere le email per motivi diversi dalla pubblicità.
ma la libertà e SEGRETEZZA della corrispondenza (che è intesa in senso ampio) non è un diritto costituzionale in Italia?
*ma questi comportamenti sono "corretti"? *nessuno solleva il problema? il fatto che i term of service di Twitter, Google etc dicono che leggeranno i messaggi è sufficiente a far cadere un diritto costituzionale? o io sbaglio, la questione è chiarita e non c'è protezione di queste comunicazioni per la giurisprudenza?
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Non sono molto certo del parallelo con la corrispondenza aperta. Nel viaggio della comunicazione tra A e B i contenuti sono inaccessibili in quanto cifrati con ssl. Vengono aperti solo una volta a destinazione Ciao, s. In data 20 gennaio 2018 10:52:34 PM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
La domanda sul rapporto fra term of service e diritti costituzionali è ottima e secondo me merita una risposta competente, che io non ti so dare.
Dal punto di vista tecnico però, tutta la corrispondenza digitale non criptata è leggibile da un sacco di persone.
Quando mandi una email non criptata è come se mandassi una lettera senza busta.
Puoi ridurre un pochino il problema gestendo personalmente server smtps e imap su un tuo pc, a casa, così da avere il controllo dello storage una volta che la mail arriva. Ma a seconda del mittente o del destinatario, per tutto il viaggio la email può restare leggibile.
In questo senso Google era particolarmente avanti perché non faceva accedere i propri dipendenti alle email ma utilizzava dei programmi per analizzare i messaggi. (O almeno così diceva).
Credo che twitter faccia la stessa cosa. E facebook.
In generale se usi questi servizi online devi essere consapevole che i dipendenti di queste aziende possono tecnicamente leggere la tua corrispondenza. Poi magari non lo fanno... ma tecnicamente possono.
In generale comunque se tieni alla riservatezza della tua corrispondenza devi criptarla.
Giacomo
Il 20/Gen/2018 08:50, "gabriele elia" <gabriele.elia@live.com> ha scritto:
oggi riflettevo su alcune cose
https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/twitter-spia- tutti-messaggi-le-rivelazioni-un-video/ twitter dichiara che legge e analizza anche i Direct Message tra due utenti
https://www.theguardian.com/technology/2017/jun/26/google- will-stop-scanning-content-of-personal-emails per anni la pubblicità su Google era basata anche sulla lettura della nostra email, e comunque il titolo è fuorviante perchè continuerà a leggere le email per motivi diversi dalla pubblicità.
ma la libertà e SEGRETEZZA della corrispondenza (che è intesa in senso ampio) non è un diritto costituzionale in Italia?
*ma questi comportamenti sono "corretti"? *nessuno solleva il problema? il fatto che i term of service di Twitter, Google etc dicono che leggeranno i messaggi è sufficiente a far cadere un diritto costituzionale? o io sbaglio, la questione è chiarita e non c'è protezione di queste comunicazioni per la giurisprudenza?
grazie dell'attenzione gabriele
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Questo e' vero nella comunicazione con il server, ma una volta sul server i messaggi sono in chiaro. Se io ti scrivo un messaggio privato su facebook (o su linkedin etc...) la comunicazione avviene cosi': 1. Io scrivo il messaggio in una pagina HTML che invia il messaggio su un canale cifrato TLS al server. Questa comunicazione e' sicura rispetto alle terze parti. 2. Il server salva il messaggio, in chiaro (e anche se lo criptasse sarebbe comunque in grado di decriptarlo). 3. Tu accedi a facebook e ricevi attraverso un canale cifrato TLS una pagina HTML contenente il messaggio. Anche questa comunicazione e' sicura rispetto alle terze parti. Durante 1 e 3 nessuno puo' leggere il tuo messaggio (in teoria, in pratica negli anni sono emersi diversi attacchi che lo hanno concretamente permesso). Ma per 2. non c'e' soluzione al di fuori di inviare un messaggio effettivamente criptato. Quindi qualunque sysadmin di Facebook puo' leggere tali messaggi. Per quanto riguarda la classica email, invece il protocollo SMTP classico trasferisce i messaggi in chiaro. A questo facevo riferimento quando parlavo di lettere senza busta. Il canale SSL puo' esserci o meno, ma comunque cripta le comunicazioni fra i server, non end-to-end. Quindi ciascuno dei server SMTP che il messaggio attraversa puo' leggerlo o salvarne una copia in chiaro e diffonderla. Inoltre il server IMAP/POP da cui scarichi il messaggio lo detiene in chiaro. Di nuovo gli amministratori della casella di posta possono leggere la corrispondenza. E anche applicazioni che forniscono canali cifrati end-to-end, possono garantirne l'efficacia solo per comunicazioni fra 2 client, non credo funzioni con comunicazioni fra 3 o piu' persone (come nei gruppi). Questo perche' lo scambio di chiavi Diffie Helmann funziona solo fra due nodi. Ho un vago ricordo di una tecnica che lo permette per 3 nodi, ma non ricordo i dettagli, e potrei sbagliarmi. Quindi, almeno per i gruppi, vi e' comunque un server che detiene i messaggi in chiaro. Giacomo Il giorno 21 gennaio 2018 09:06, Stefano Quintarelli <Stefano@quintarelli.it
ha scritto:
Non sono molto certo del parallelo con la corrispondenza aperta. Nel viaggio della comunicazione tra A e B i contenuti sono inaccessibili in quanto cifrati con ssl. Vengono aperti solo una volta a destinazione Ciao, s.
In data 20 gennaio 2018 10:52:34 PM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
La domanda sul rapporto fra term of service e diritti costituzionali è
ottima e secondo me merita una risposta competente, che io non ti so dare.
Dal punto di vista tecnico però, tutta la corrispondenza digitale non criptata è leggibile da un sacco di persone.
Quando mandi una email non criptata è come se mandassi una lettera senza busta.
Puoi ridurre un pochino il problema gestendo personalmente server smtps e imap su un tuo pc, a casa, così da avere il controllo dello storage una volta che la mail arriva. Ma a seconda del mittente o del destinatario, per tutto il viaggio la email può restare leggibile.
In questo senso Google era particolarmente avanti perché non faceva accedere i propri dipendenti alle email ma utilizzava dei programmi per analizzare i messaggi. (O almeno così diceva).
Credo che twitter faccia la stessa cosa. E facebook.
In generale se usi questi servizi online devi essere consapevole che i dipendenti di queste aziende possono tecnicamente leggere la tua corrispondenza. Poi magari non lo fanno... ma tecnicamente possono.
In generale comunque se tieni alla riservatezza della tua corrispondenza devi criptarla.
Giacomo
Il 20/Gen/2018 08:50, "gabriele elia" <gabriele.elia@live.com> ha scritto:
oggi riflettevo su alcune cose
https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/twitter-spia- tutti-messaggi-le-rivelazioni-un-video/ twitter dichiara che legge e analizza anche i Direct Message tra due utenti
https://www.theguardian.com/technology/2017/jun/26/google- will-stop-scanning-content-of-personal-emails per anni la pubblicità su Google era basata anche sulla lettura della nostra email, e comunque il titolo è fuorviante perchè continuerà a leggere le email per motivi diversi dalla pubblicità.
ma la libertà e SEGRETEZZA della corrispondenza (che è intesa in senso ampio) non è un diritto costituzionale in Italia?
*ma questi comportamenti sono "corretti"? *nessuno solleva il problema? il fatto che i term of service di Twitter, Google etc dicono che leggeranno i messaggi è sufficiente a far cadere un diritto costituzionale? o io sbaglio, la questione è chiarita e non c'è protezione di queste comunicazioni per la giurisprudenza?
grazie dell'attenzione gabriele
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grazie ma non sposta la mia osservazione. e' vero che qualunque sysadmin di FBK e' in grado di leggere, cosi' come qualunque colf del ricevente e' in grado di leggere. il parallelo non e' perfetto, in ogni caso. la comunicazione viaggia in rete chiusa e viene aperta alla deposizione nelle caselle postali. non e' corrispondenza aperta in quanto non viaggia in chiaro (se c'e' SSL) non e' corrispoendeza chiusa in quanto non si da' il caso di "casella postale fisica che automaticamente apre le buste in arrivo". IANAL, AFAIK l'art. 15 della costituzione non parla di corrispondenza aperta o chiusa, ma solo di corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione. il distinguo tra aperta e chiusa nasce come eccezione per le cartoline. ovvero, se cartoline, allora e' (un po') diverso. ma queste non sono cartoline, quindi si ricade nell'obbligo di sicurezza, o al limite occorrerebbe un pronunciamento ciao, s. On 21/01/2018 12:36, Giacomo Tesio wrote:
Questo e' vero nella comunicazione con il server, ma una volta sul server i messaggi sono in chiaro.
Se io ti scrivo un messaggio privato su facebook (o su linkedin etc...) la comunicazione avviene cosi':
1. Io scrivo il messaggio in una pagina HTML che invia il messaggio su un canale cifrato TLS al server. Questa comunicazione e' sicura rispetto alle terze parti.
2. Il server salva il messaggio, in chiaro (e anche se lo criptasse sarebbe comunque in grado di decriptarlo).
3. Tu accedi a facebook e ricevi attraverso un canale cifrato TLS una pagina HTML contenente il messaggio. Anche questa comunicazione e' sicura rispetto alle terze parti.
Durante 1 e 3 nessuno puo' leggere il tuo messaggio (in teoria, in pratica negli anni sono emersi diversi attacchi che lo hanno concretamente permesso).
Ma per 2. non c'e' soluzione al di fuori di inviare un messaggio effettivamente criptato. Quindi qualunque sysadmin di Facebook puo' leggere tali messaggi.
Per quanto riguarda la classica email, invece il protocollo SMTP classico trasferisce i messaggi in chiaro. A questo facevo riferimento quando parlavo di lettere senza busta. Il canale SSL puo' esserci o meno, ma comunque cripta le comunicazioni fra i server, non end-to-end. Quindi ciascuno dei server SMTP che il messaggio attraversa puo' leggerlo o salvarne una copia in chiaro e diffonderla. Inoltre il server IMAP/POP da cui scarichi il messaggio lo detiene in chiaro. Di nuovo gli amministratori della casella di posta possono leggere la corrispondenza.
E anche applicazioni che forniscono canali cifrati end-to-end, possono garantirne l'efficacia solo per comunicazioni fra 2 client, non credo funzioni con comunicazioni fra 3 o piu' persone (come nei gruppi). Questo perche' lo scambio di chiavi Diffie Helmann funziona solo fra due nodi. Ho un vago ricordo di una tecnica che lo permette per 3 nodi, ma non ricordo i dettagli, e potrei sbagliarmi. Quindi, almeno per i gruppi, vi e' comunque un server che detiene i messaggi in chiaro.
Giacomo
Il giorno 21 gennaio 2018 09:06, Stefano Quintarelli <Stefano@quintarelli.it <mailto:Stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
Non sono molto certo del parallelo con la corrispondenza aperta. Nel viaggio della comunicazione tra A e B i contenuti sono inaccessibili in quanto cifrati con ssl. Vengono aperti solo una volta a destinazione Ciao, s.
In data 20 gennaio 2018 10:52:34 PM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it>> ha scritto:
La domanda sul rapporto fra term of service e diritti costituzionali è ottima e secondo me merita una risposta competente, che io non ti so dare.
Dal punto di vista tecnico però, tutta la corrispondenza digitale non criptata è leggibile da un sacco di persone.
Quando mandi una email non criptata è come se mandassi una lettera senza busta.
Puoi ridurre un pochino il problema gestendo personalmente server smtps e imap su un tuo pc, a casa, così da avere il controllo dello storage una volta che la mail arriva. Ma a seconda del mittente o del destinatario, per tutto il viaggio la email può restare leggibile.
In questo senso Google era particolarmente avanti perché non faceva accedere i propri dipendenti alle email ma utilizzava dei programmi per analizzare i messaggi. (O almeno così diceva).
Credo che twitter faccia la stessa cosa. E facebook.
In generale se usi questi servizi online devi essere consapevole che i dipendenti di queste aziende possono tecnicamente leggere la tua corrispondenza. Poi magari non lo fanno... ma tecnicamente possono.
In generale comunque se tieni alla riservatezza della tua corrispondenza devi criptarla.
Giacomo
Il 20/Gen/2018 08:50, "gabriele elia" <gabriele.elia@live.com <mailto:gabriele.elia@live.com>> ha scritto:
oggi riflettevo su alcune cose
https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/twitter-spia- <https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/twitter-spia-> tutti-messaggi-le-rivelazioni-un-video/ twitter dichiara che legge e analizza anche i Direct Message tra due utenti
https://www.theguardian.com/technology/2017/jun/26/google- <https://www.theguardian.com/technology/2017/jun/26/google-> will-stop-scanning-content-of-personal-emails per anni la pubblicità su Google era basata anche sulla lettura della nostra email, e comunque il titolo è fuorviante perchè continuerà a leggere le email per motivi diversi dalla pubblicità.
ma la libertà e SEGRETEZZA della corrispondenza (che è intesa in senso ampio) non è un diritto costituzionale in Italia?
*ma questi comportamenti sono "corretti"? *nessuno solleva il problema? il fatto che i term of service di Twitter, Google etc dicono che leggeranno i messaggi è sufficiente a far cadere un diritto costituzionale? o io sbaglio, la questione è chiarita e non c'è protezione di queste comunicazioni per la giurisprudenza?
grazie dell'attenzione gabriele
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... e di qualunque altra forma di comunicazione... Forse non ho capito bene il punto, ma sembra che la Corte di Cassazione faccia dei distinguo: http://privacyitaliana.com/2018/01/21/sms-messaggi-whatsapp-possono-acquisit... Buona domenica a tutti. D.
ciao, la discussione non verteva sull'attivita' delle forze dell'ordine ma degli intermediari. nel merito della tua ossrrvazione per quanto riguarda le investigazioni, mi sorprenderebbe non poco se le sezioni riunite confermassero una tale lettura.. ciao, s. On 21/01/2018 13:17, Diego Giorio wrote:
... e di qualunque altra forma di comunicazione...
Forse non ho capito bene il punto, ma sembra che la Corte di Cassazione faccia dei distinguo: http://privacyitaliana.com/2018/01/21/sms-messaggi-whatsapp-possono-acquisit...
Buona domenica a tutti. D.
Qui c'è un soggetto commerciale che ha costruito sistemi di comunicazione , chiusi talvolta e interoperanti talaltra, e legge i dati dei messaggi per fare business. A me sembra strano che il problema non si ponga. Se gli operatori mobili leggessero gli sms scatenerebbe una reazione sia di opinioni che di legge. Mah! Gabriele ________________________________ Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> Inviato: domenica 21 gennaio 2018 13:44:06 Cc: Nexa Oggetto: Re: [nexa] "riservatezza della corrispondenza" in Costituzione e Twitter legge i Messaggi Diretti, Google le mail ... mi spiegate? ciao, la discussione non verteva sull'attivita' delle forze dell'ordine ma degli intermediari. nel merito della tua ossrrvazione per quanto riguarda le investigazioni, mi sorprenderebbe non poco se le sezioni riunite confermassero una tale lettura.. ciao, s. On 21/01/2018 13:17, Diego Giorio wrote:
... e di qualunque altra forma di comunicazione...
Forse non ho capito bene il punto, ma sembra che la Corte di Cassazione faccia dei distinguo: http://privacyitaliana.com/2018/01/21/sms-messaggi-whatsapp-possono-acquisit...
Buona domenica a tutti. D.
nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
La riservatezza delle comunicazioni è un diritto costituzionale disponibile: io posso dare esplicito consenso a che una data corrispondenza non sia riservata o non lo sia nei confronti di determinate soggetti, compreso il mio datore di lavoro o il service provider. Accedendo al servizio GMail ad esempio io acconsento a che Google legga i miei contenuti. Questo il passaggio del TOS che accettiamo (https://www.google.com/policies/terms/) <I nostri sistemi automatizzati analizzano i contenuti dell'utente (incluse le email) al fine di offrire funzionalità dei prodotti rilevanti a livello personale, come risultati di ricerca personalizzati, pubblicità su misura e rilevamento di spam e malware. Questa analisi si verifica nel momento in cui i contenuti vengono trasmessi, ricevuti e memorizzati> Se non ci va bene, paghiamo un servizio che non contenga tale clausola e ci fidiamo, come ci fidiamo del servizio postale o della Telecom. L’art.15 Cost. è pienamente rispettato dal consenso dell’avente diritto. Diversa la condotta di chi prende cognizione del contenuto della corrispondenza senza consenso: l’art. 616 del c.p. sanziona <Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 516...Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza.> L’interpretazione di questa norma da parte della giurisprudenza (sul concetto di “aperta” o “chiusa” e sul concetto stesso di “corrispondenza”) è per altro delirante, soprattutto se a violare comunicazioni telematiche varie è la polizia giudiziaria, ma questo esula dal tread. In ogni caso tutti i servizi che accedono ai contenuti della corrispondenza devono avere (e usualmente hanno) il nostro consenso, così che nessuna violazione sia ravvisabile nelle loro condotte. CB In mobilità
Il giorno 21 gen 2018, alle ore 16:03, gabriele elia <gabriele.elia@live.com> ha scritto:
Qui c'è un soggetto commerciale che ha costruito sistemi di comunicazione , chiusi talvolta e interoperanti talaltra, e legge i dati dei messaggi per fare business.
A me sembra strano che il problema non si ponga.
Se gli operatori mobili leggessero gli sms scatenerebbe una reazione sia di opinioni che di legge.
Mah!
Gabriele
Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> Inviato: domenica 21 gennaio 2018 13:44:06 Cc: Nexa Oggetto: Re: [nexa] "riservatezza della corrispondenza" in Costituzione e Twitter legge i Messaggi Diretti, Google le mail ... mi spiegate?
ciao, la discussione non verteva sull'attivita' delle forze dell'ordine ma degli intermediari. nel merito della tua ossrrvazione per quanto riguarda le investigazioni, mi sorprenderebbe non poco se le sezioni riunite confermassero una tale lettura.. ciao, s.
On 21/01/2018 13:17, Diego Giorio wrote:
... e di qualunque altra forma di comunicazione...
Forse non ho capito bene il punto, ma sembra che la Corte di Cassazione faccia dei distinguo: http://privacyitaliana.com/2018/01/21/sms-messaggi-whatsapp-possono-acquisit...
Buona domenica a tutti. D.
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Infatti quella sentenza mi ha lasciato perplesso. Anche lasciando da parte l'aspetto elettronico, quand'è che un foglio smette di essere corrispondenza e diventa documento? Ciao a tutti. Il 21/Gen/2018 17:18, Carlo Blengino <blengino@penalistiassociati.it> ha scritto: La riservatezza delle comunicazioni è un diritto costituzionale disponibile: io posso dare esplicito consenso a che una data corrispondenza non sia riservata o non lo sia nei confronti di determinate soggetti, compreso il mio datore di lavoro o il service provider. Accedendo al servizio GMail ad esempio io acconsento a che Google legga i miei contenuti. Questo il passaggio del TOS che accettiamo (https://www.google.com/policies/terms/) <I nostri sistemi automatizzati analizzano i contenuti dell'utente (incluse le email) al fine di offrire funzionalità dei prodotti rilevanti a livello personale, come risultati di ricerca personalizzati, pubblicità su misura e rilevamento di spam e malware. Questa analisi si verifica nel momento in cui i contenuti vengono trasmessi, ricevuti e memorizzati> Se non ci va bene, paghiamo un servizio che non contenga tale clausola e ci fidiamo, come ci fidiamo del servizio postale o della Telecom. L’art.15 Cost. è pienamente rispettato dal consenso dell’avente diritto. Diversa la condotta di chi prende cognizione del contenuto della corrispondenza senza consenso: l’art. 616 del c.p. sanziona <Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 516...Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza.> L’interpretazione di questa norma da parte della giurisprudenza (sul concetto di “aperta” o “chiusa” e sul concetto stesso di “corrispondenza”) è per altro delirante, soprattutto se a violare comunicazioni telematiche varie è la polizia giudiziaria, ma questo esula dal tread. In ogni caso tutti i servizi che accedono ai contenuti della corrispondenza devono avere (e usualmente hanno) il nostro consenso, così che nessuna violazione sia ravvisabile nelle loro condotte. CB In mobilità Il giorno 21 gen 2018, alle ore 16:03, gabriele elia <gabriele.elia@live.com<mailto:gabriele.elia@live.com>> ha scritto: Qui c'è un soggetto commerciale che ha costruito sistemi di comunicazione , chiusi talvolta e interoperanti talaltra, e legge i dati dei messaggi per fare business. A me sembra strano che il problema non si ponga. Se gli operatori mobili leggessero gli sms scatenerebbe una reazione sia di opinioni che di legge. Mah! Gabriele ________________________________ Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>> per conto di Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it<mailto:stefano@quintarelli.it>> Inviato: domenica 21 gennaio 2018 13:44:06 Cc: Nexa Oggetto: Re: [nexa] "riservatezza della corrispondenza" in Costituzione e Twitter legge i Messaggi Diretti, Google le mail ... mi spiegate? ciao, la discussione non verteva sull'attivita' delle forze dell'ordine ma degli intermediari. nel merito della tua ossrrvazione per quanto riguarda le investigazioni, mi sorprenderebbe non poco se le sezioni riunite confermassero una tale lettura.. ciao, s. On 21/01/2018 13:17, Diego Giorio wrote:
... e di qualunque altra forma di comunicazione...
Forse non ho capito bene il punto, ma sembra che la Corte di Cassazione faccia dei distinguo: http://privacyitaliana.com/2018/01/21/sms-messaggi-whatsapp-possono-acquisit...
Buona domenica a tutti. D.
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Il giorno 21 gennaio 2018 18:19, Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> ha scritto:
Infatti quella sentenza mi ha lasciato perplesso. Anche lasciando da parte l'aspetto elettronico, quand'è che un foglio smette di essere corrispondenza e diventa documento? Ciao a tutti.
Perdonate la mia ignoranza, ma di quale sentenza state parlando? Giacomo
Grazie Carlo, quindi, se io mando una mail ad un utente che usa gmail, dove scrivo che non do' il consenso a google di leggere la mia mail, google non lo puo' fare ? ciao, s. On 21/01/2018 17:18, Carlo Blengino wrote:
La riservatezza delle comunicazioni è un diritto costituzionale disponibile: io posso dare esplicito consenso a che una data corrispondenza non sia riservata o non lo sia nei confronti di determinate soggetti, compreso il mio datore di lavoro o il service provider. Accedendo al servizio GMail ad esempio io acconsento a che Google legga i miei contenuti. Questo il passaggio del TOS che accettiamo (https://www.google.com/policies/terms/) <I nostri sistemi automatizzati analizzano i contenuti dell'utente (incluse le email) al fine di offrire funzionalità dei prodotti rilevanti a livello personale, come risultati di ricerca personalizzati, pubblicità su misura e rilevamento di spam e malware. Questa analisi si verifica nel momento in cui i contenuti vengono trasmessi, ricevuti e memorizzati>
Se non ci va bene, paghiamo un servizio che non contenga tale clausola e ci fidiamo, come ci fidiamo del servizio postale o della Telecom. L’art.15 Cost. è pienamente rispettato dal consenso dell’avente diritto.
Diversa la condotta di chi prende cognizione del contenuto della corrispondenza senza consenso: l’art. 616 del c.p. sanziona <Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 516...Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza.>
L’interpretazione di questa norma da parte della giurisprudenza (sul concetto di “aperta” o “chiusa” e sul concetto stesso di “corrispondenza”) è per altro delirante, soprattutto se a violare comunicazioni telematiche varie è la polizia giudiziaria, ma questo esula dal tread. In ogni caso tutti i servizi che accedono ai contenuti della corrispondenza devono avere (e usualmente hanno) il nostro consenso, così che nessuna violazione sia ravvisabile nelle loro condotte.
CB
In mobilità
Il giorno 21 gen 2018, alle ore 16:03, gabriele elia <gabriele.elia@live.com <mailto:gabriele.elia@live.com>> ha scritto:
Qui c'è un soggetto commerciale che ha costruito sistemi di comunicazione , chiusi talvolta e interoperanti talaltra, e legge i dati dei messaggi per fare business.
A me sembra strano che il problema non si ponga.
Se gli operatori mobili leggessero gli sms scatenerebbe una reazione sia di opinioni che di legge.
Mah!
Gabriele
------------------------------------------------------------------------ *Da:* nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>> per conto di Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> *Inviato:* domenica 21 gennaio 2018 13:44:06 *Cc:* Nexa *Oggetto:* Re: [nexa] "riservatezza della corrispondenza" in Costituzione e Twitter legge i Messaggi Diretti, Google le mail ... mi spiegate? ciao, la discussione non verteva sull'attivita' delle forze dell'ordine ma degli intermediari. nel merito della tua ossrrvazione per quanto riguarda le investigazioni, mi sorprenderebbe non poco se le sezioni riunite confermassero una tale lettura.. ciao, s.
On 21/01/2018 13:17, Diego Giorio wrote:
... e di qualunque altra forma di comunicazione...
Forse non ho capito bene il punto, ma sembra che la Corte di Cassazione faccia dei distinguo: http://privacyitaliana.com/2018/01/21/sms-messaggi-whatsapp-possono-acquisit...
Buona domenica a tutti. D.
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Il giorno 21 gennaio 2018 20:02, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it
ha scritto:
On 21/01/2018 17:18, Carlo Blengino wrote:
Accedendo al servizio GMail ad esempio io acconsento a che Google legga i miei contenuti. Questo il passaggio del TOS che accettiamo (https://www.google.com/polici es/terms/) <I nostri sistemi automatizzati analizzano i contenuti dell'utente (incluse le email) al fine di offrire funzionalità dei prodotti rilevanti a livello personale, come risultati di ricerca personalizzati, pubblicità su misura e rilevamento di spam e malware. Questa analisi si verifica nel momento in cui i contenuti vengono trasmessi, ricevuti e memorizzati>
quindi, se io mando una mail ad un utente che usa gmail, dove scrivo che
non do' il consenso a google di leggere la mia mail, google non lo puo' fare ?
La domanda e' ottima. Ma se da un lato qualunque sysadmin di Google con i permessi appropriati potrebbe tecnicamente leggere la posta degli utenti di GMail (cosa che vale per qualsiasi fornitore del servizio di posta elettronica), l'utilizzo di software automatizzato li mette al riparo da questo tipo problemi legali. Il software automatizzato classificherà l'utente sulla base dei contenuti delle email, dei contatti etc... ma senza rivelare a persone fisiche la tua corrispondenza. Tale software non funziona molto diversamente da un filtro antispam o da un antivirus che giri sul server di posta invece che sul pc del ricevente. Google può sapere quasi tutto dei propri utenti senza mai mostrare ad un essere umano la loro corrispondenza. Giacomo
Google tramite sistemi automatizzati dovrebbe prende conoscenza solo del contenuto delle mail dei suoi utenti, ovvero di coloro che hanno acconsentito alle TOS. Comunicando con un utente gmail è il tuo interlocutore che espone il tuo contenuto a probabile scansione. È passaggio delicato, già discusso per il trattamento di dati di utenti che non sono su Facebook (e dunque non hanno accettato le TOS) ma i cui dati (es.foto) sono postati su FB. Teoricamente Google non legge o non dovrebbe leggere la tua mail se non sei utente Google (non è necessario scriverlo: è riservato ex sé), ma può legittimamente leggere la mail del tuo interlocutore utente Google che probabilmente espone, per sua scelta più o meno cosciente, il tuo contenuto a scansione. È evidente che il sistema è in sé intrinsecamente debole, però teoricamente sta in piedi, giuridicamente e formalmente. Cosi come FB non dovrebbe fare facial recognition su visi di non-utenti (o meglio, lo fa e poi deve cancellare il dato se non trova match con utente che ha dato il consenso), del pari G. non dovrebbe "leggere" contenuti di non-utenti Google. Poi va a sapere... In realtà sono ormai battaglie quasi di retroguardia, perse in partenza. Per un dato riservato che (legittimamente) proteggi, 1000 ne esponi in rete che nulla hanno di riservato e consentono identica granulare profilazione. Il fronte di battaglia a tutela della vita privata (che non è solo riservatezza o protezione dati) mi pare si sia ormai spostato e necessiti di nuovi approcci. CB Il 21 gen 2018 8:02 PM, "Stefano Quintarelli" <stefano@quintarelli.it> ha scritto: Grazie Carlo, quindi, se io mando una mail ad un utente che usa gmail, dove scrivo che non do' il consenso a google di leggere la mia mail, google non lo puo' fare ? ciao, s. On 21/01/2018 17:18, Carlo Blengino wrote:
La riservatezza delle comunicazioni è un diritto costituzionale disponibile: io posso dare esplicito consenso a che una data corrispondenza non sia riservata o non lo sia nei confronti di determinate soggetti, compreso il mio datore di lavoro o il service provider. Accedendo al servizio GMail ad esempio io acconsento a che Google legga i miei contenuti. Questo il passaggio del TOS che accettiamo (https://www.google.com/polici es/terms/) <I nostri sistemi automatizzati analizzano i contenuti dell'utente (incluse le email) al fine di offrire funzionalità dei prodotti rilevanti a livello personale, come risultati di ricerca personalizzati, pubblicità su misura e rilevamento di spam e malware. Questa analisi si verifica nel momento in cui i contenuti vengono trasmessi, ricevuti e memorizzati>
Se non ci va bene, paghiamo un servizio che non contenga tale clausola e ci fidiamo, come ci fidiamo del servizio postale o della Telecom. L’art.15 Cost. è pienamente rispettato dal consenso dell’avente diritto.
Diversa la condotta di chi prende cognizione del contenuto della corrispondenza senza consenso: l’art. 616 del c.p. sanziona <Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 516...Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza.>
L’interpretazione di questa norma da parte della giurisprudenza (sul concetto di “aperta” o “chiusa” e sul concetto stesso di “corrispondenza”) è per altro delirante, soprattutto se a violare comunicazioni telematiche varie è la polizia giudiziaria, ma questo esula dal tread. In ogni caso tutti i servizi che accedono ai contenuti della corrispondenza devono avere (e usualmente hanno) il nostro consenso, così che nessuna violazione sia ravvisabile nelle loro condotte.
CB
In mobilità
Il giorno 21 gen 2018, alle ore 16:03, gabriele elia < gabriele.elia@live.com <mailto:gabriele.elia@live.com>> ha scritto:
Qui c'è un soggetto commerciale che ha costruito sistemi di comunicazione
, chiusi talvolta e interoperanti talaltra, e legge i dati dei messaggi per fare business.
A me sembra strano che il problema non si ponga.
Se gli operatori mobili leggessero gli sms scatenerebbe una reazione sia di opinioni che di legge.
Mah!
Gabriele
------------------------------------------------------------------------ *Da:* nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it <mailto: nexa-bounces@server-nexa.polito.it>> per conto di Stefano Quintarelli < stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> *Inviato:* domenica 21 gennaio 2018 13:44:06 *Cc:* Nexa *Oggetto:* Re: [nexa] "riservatezza della corrispondenza" in Costituzione e Twitter legge i Messaggi Diretti, Google le mail ... mi spiegate?
ciao, la discussione non verteva sull'attivita' delle forze dell'ordine ma degli intermediari. nel merito della tua ossrrvazione per quanto riguarda le investigazioni, mi sorprenderebbe non poco se le sezioni riunite confermassero una tale lettura.. ciao, s.
On 21/01/2018 13:17, Diego Giorio wrote:
... e di qualunque altra forma di comunicazione...
Forse non ho capito bene il punto, ma sembra che la Corte di Cassazione > faccia dei > distinguo: http://privacyitaliana.com/201 8/01/21/sms-messaggi-whatsapp-possono-acquisiti-prova/ Buona domenica a tutti. D.
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Grazie delle spiegazione Il fatto che il contenuto della corrispondenza sia usata per definire un profilo delle persone a mio avviso è comunque da non sottovalutare vi racconto un episodio che riguarda una persona che conosco, avvenuto qualche mese fa: ha tardato alcuni giorni a pagare l'affitto, il proprietario gli ha scritto (su Gmail) chiedendogli come mai; il problema si è risolto il 24 ore, ma per 15 gg il mio amico ha ricevuto offerte da società di prestiti personali; il suo "profilo" (presumibilmente non molto anonimizzato , qualcosa tipo "nome.cognome@gmail.com"<mailto:nome.cognome@gmail.com> ) era stato venduto per targhettizzare la pubblicità. Recentemente Google ha detto che non usa più il contenuto dell'email per fare pubblicità, ma per altre cose si'. a me sembra un caso come descritto sotto da CB ricordando l'art. 616: l’art. 616 del c.p. sanziona <Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, Ci sono almeno due punti - rischi che vorrei sottolineare: - il rischio sulla reputation:se il profilo fosse stato venduto a banche per conoscere il rischio di morosità, il mio amico non avrebbe avuto un mutuo? - i rischi di attacchi "ad arte" per rovinare la reputation: p.es. se so che una persona andrà a un colloquio di lavoro in competizione con me, e so che il suo possibile futuro datore di lavoro chiederà un "profilo" a google, posso rovinargli la reputazione magari per un breve tempo ma sufficiente ai miei scopi inviando una mezza dozzina di richieste via mail di solleciti di pagamenti magari inesistenti? scusate la lunghezza, saran battaglie di retroguardia ma , se spesso si parla dei social, non trascurerei che si mandano comunque oltre 200 miliardi di email al giorno nel mondo ... https://www.radicati.com/wp/wp-content/uploads/2016/01/Email_Statistics_Repo... e i servizi "a la gmail" hanno una quota rilevante! ciao e grazie gabriele Il 21/01/2018 23:30, Carlo Blengino ha scritto: Google tramite sistemi automatizzati dovrebbe prende conoscenza solo del contenuto delle mail dei suoi utenti, ovvero di coloro che hanno acconsentito alle TOS. Comunicando con un utente gmail è il tuo interlocutore che espone il tuo contenuto a probabile scansione. È passaggio delicato, già discusso per il trattamento di dati di utenti che non sono su Facebook (e dunque non hanno accettato le TOS) ma i cui dati (es.foto) sono postati su FB. Teoricamente Google non legge o non dovrebbe leggere la tua mail se non sei utente Google (non è necessario scriverlo: è riservato ex sé), ma può legittimamente leggere la mail del tuo interlocutore utente Google che probabilmente espone, per sua scelta più o meno cosciente, il tuo contenuto a scansione. È evidente che il sistema è in sé intrinsecamente debole, però teoricamente sta in piedi, giuridicamente e formalmente. Cosi come FB non dovrebbe fare facial recognition su visi di non-utenti (o meglio, lo fa e poi deve cancellare il dato se non trova match con utente che ha dato il consenso), del pari G. non dovrebbe "leggere" contenuti di non-utenti Google. Poi va a sapere... In realtà sono ormai battaglie quasi di retroguardia, perse in partenza. Per un dato riservato che (legittimamente) proteggi, 1000 ne esponi in rete che nulla hanno di riservato e consentono identica granulare profilazione. Il fronte di battaglia a tutela della vita privata (che non è solo riservatezza o protezione dati) mi pare si sia ormai spostato e necessiti di nuovi approcci. CB Il 21 gen 2018 8:02 PM, "Stefano Quintarelli" <stefano@quintarelli.it<mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto: Grazie Carlo, quindi, se io mando una mail ad un utente che usa gmail, dove scrivo che non do' il consenso a google di leggere la mia mail, google non lo puo' fare ? ciao, s. On 21/01/2018 17:18, Carlo Blengino wrote: La riservatezza delle comunicazioni è un diritto costituzionale disponibile: io posso dare esplicito consenso a che una data corrispondenza non sia riservata o non lo sia nei confronti di determinate soggetti, compreso il mio datore di lavoro o il service provider. Accedendo al servizio GMail ad esempio io acconsento a che Google legga i miei contenuti. Questo il passaggio del TOS che accettiamo (https://www.google.com/policies/terms/) <I nostri sistemi automatizzati analizzano i contenuti dell'utente (incluse le email) al fine di offrire funzionalità dei prodotti rilevanti a livello personale, come risultati di ricerca personalizzati, pubblicità su misura e rilevamento di spam e malware. Questa analisi si verifica nel momento in cui i contenuti vengono trasmessi, ricevuti e memorizzati> Se non ci va bene, paghiamo un servizio che non contenga tale clausola e ci fidiamo, come ci fidiamo del servizio postale o della Telecom. L’art.15 Cost. è pienamente rispettato dal consenso dell’avente diritto. Diversa la condotta di chi prende cognizione del contenuto della corrispondenza senza consenso: l’art. 616 del c.p. sanziona <Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 516...Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per corrispondenza si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza.> L’interpretazione di questa norma da parte della giurisprudenza (sul concetto di “aperta” o “chiusa” e sul concetto stesso di “corrispondenza”) è per altro delirante, soprattutto se a violare comunicazioni telematiche varie è la polizia giudiziaria, ma questo esula dal tread. In ogni caso tutti i servizi che accedono ai contenuti della corrispondenza devono avere (e usualmente hanno) il nostro consenso, così che nessuna violazione sia ravvisabile nelle loro condotte. CB In mobilità Il giorno 21 gen 2018, alle ore 16:03, gabriele elia <gabriele.elia@live.com<mailto:gabriele.elia@live.com> <mailto:gabriele.elia@live.com<mailto:gabriele.elia@live.com>>> ha scritto: Qui c'è un soggetto commerciale che ha costruito sistemi di comunicazione , chiusi talvolta e interoperanti talaltra, e legge i dati dei messaggi per fare business. A me sembra strano che il problema non si ponga. Se gli operatori mobili leggessero gli sms scatenerebbe una reazione sia di opinioni che di legge. Mah! Gabriele ------------------------------------------------------------------------ *Da:* nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>>> per conto di Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it<mailto:stefano@quintarelli.it> <mailto:stefano@quintarelli.it<mailto:stefano@quintarelli.it>>> *Inviato:* domenica 21 gennaio 2018 13:44:06 *Cc:* Nexa *Oggetto:* Re: [nexa] "riservatezza della corrispondenza" in Costituzione e Twitter legge i Messaggi Diretti, Google le mail ... mi spiegate? ciao, la discussione non verteva sull'attivita' delle forze dell'ordine ma degli intermediari. nel merito della tua ossrrvazione per quanto riguarda le investigazioni, mi sorprenderebbe non poco se le sezioni riunite confermassero una tale lettura.. ciao, s. On 21/01/2018 13:17, Diego Giorio wrote:
... e di qualunque altra forma di comunicazione...
Forse non ho capito bene il punto, ma sembra che la Corte di Cassazione > faccia dei > distinguo: http://privacyitaliana.com/2018/01/21/sms-messaggi-whatsapp-possono-acquisit... Buona domenica a tutti. D.
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Il giorno 22 gennaio 2018 01:50, gabriele elia <gabriele.elia@live.com> ha scritto:
Il fatto che il contenuto della corrispondenza sia usata per definire un profilo delle persone a mio avviso è comunque da non sottovalutare
vi racconto un episodio che riguarda una persona che conosco, avvenuto qualche mese fa:
ha tardato alcuni giorni a pagare l'affitto, il proprietario gli ha scritto (su Gmail) chiedendogli come mai; il problema si è risolto il 24 ore, ma per 15 gg il mio amico ha ricevuto offerte da società di prestiti personali; il suo "profilo" (presumibilmente non molto anonimizzato , qualcosa tipo "nome.cognome@gmail.com" <nome.cognome@gmail.com> ) era stato venduto per targhettizzare la pubblicità. Recentemente Google ha detto che non usa più il contenuto dell'email per fare pubblicità, ma per altre cose si'.
a me sembra un caso come descritto sotto da CB ricordando l'art. 616: *l’art. 616 del c.p. sanziona <Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, *
Lungi da me voler difendere Google, che di sicuro non ha bisogno di altri fan. :-) Ma "chiunque", che io sappia, si applica solo alle persone fisiche. Credo (ma sono felice di essere smentito) che non si configuri alcun reato fino a quando una persona fisica non prende visione del profilo creato attraverso l'analisi automatizzata della mail.
Ci sono almeno due punti - rischi che vorrei sottolineare:
- il rischio sulla reputation:se il profilo fosse stato venduto a banche per conoscere il rischio di morosità, il mio amico non avrebbe avuto un mutuo?
- i rischi di attacchi "ad arte" per rovinare la reputation: p.es. se so che una persona andrà a un colloquio di lavoro in competizione con me, e so che il suo possibile futuro datore di lavoro chiederà un "profilo" a google, posso rovinargli la reputazione magari per un breve tempo ma sufficiente ai miei scopi inviando una mezza dozzina di richieste via mail di solleciti di pagamenti magari inesistenti?
Il fatto e' che Google non ha bisogno di vendere il profilo agli inserzionisti. Addirittura non le conviene. Google vende proprio l'inserzione pubblicitaria, la cui efficacia e' (statisticamente) garantita dalla conoscenza del ricevente. L'esempio dell'attacco alla reputazione che proponi non funzionerebbe perche' il datore di lavoro non riceve (a quanto ne so) un profilo per pinco.pallino@gmail.com. Funzionerebbe invece per servizi come LinkedIn, o StackOverflow, se mettessero a disposizione mail gratuite. E potrebbe funzionare per altri servizi di webmail, che offrano servizi di posta elettronica gratuitamente per poi rivendere profili dettagliati dei propri utenti. Vale la solita regola che, se non sei il cliente, sei il prodotto. Una grande azienda di job placement per cui ho lavorato 10 anni fa, stimava il valore economico di un generico CV della propria base dati (inserito gratuitamente dai candidati sul loro sito) fra i 250 e i 500 euro. E su un CV si può mentire. Pensate cosa potrebbe fare una azienda di recruting oggi se oltre alla gestione dei CV fornisse una mail gratuita ai propri candidati, magari con qualche fronzolo come la PEC integrata. scusate la lunghezza,
saran battaglie di retroguardia ma , se spesso si parla dei social, non trascurerei che si mandano comunque oltre 200 miliardi di email al giorno nel mondo ... https://www.radicati.com/wp/wp-content/uploads/2016/01/ Email_Statistics_Report_2016-2020_Executive_Summary.pdf e i servizi "a la gmail" hanno una quota rilevante!
Io non so proprio dire se siano battaglie di retroguardia da un punto di vista giuridico. E mi chiedo: come lo sono diventate? L'incompetenza di chi le ha rese tali? E quali sono le battaglie "d'avanguardia" che vale ancora la pena combattere? Purtroppo, si tratta di domande Politiche. :-( Comunque, da un punto di vista tecnico sono ancora problemi piuttosto affascinanti. Tutta la ricerca sulla cifratura pienamente omomorfica ha come obbiettivo eliminare questi rischi. Ieri sera leggevo questo articolo di Stallman https://www.gnu.org/philosophy/who-does-that-server-really-serve.html (in italiano qui: https://www.gnu.org/philosophy/who-does-that-server-really-serve.it.html ) E' molto interessante, in particolare per chi, come me, sviluppa software libero utilizzando la licenza GNU Affero GPL v3. Al momento, non riesco ad intravvedere una soluzione tecnica. Ma come dice Stallman, il punto non è tanto il dove l'elaborazione avviene ma chi la esegue. L'errore di fondo è illudersi di potersi fidare di sconosciuti. Giacomo
Se io costruisco una macchina per violare una legge, poco rileva che sia una macchina a farlo. Imho.. In data 22 gennaio 2018 10:07:17 AM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Il giorno 22 gennaio 2018 01:50, gabriele elia <gabriele.elia@live.com> ha scritto:
Il fatto che il contenuto della corrispondenza sia usata per definire un profilo delle persone a mio avviso è comunque da non sottovalutare
vi racconto un episodio che riguarda una persona che conosco, avvenuto qualche mese fa:
ha tardato alcuni giorni a pagare l'affitto, il proprietario gli ha scritto (su Gmail) chiedendogli come mai; il problema si è risolto il 24 ore, ma per 15 gg il mio amico ha ricevuto offerte da società di prestiti personali; il suo "profilo" (presumibilmente non molto anonimizzato , qualcosa tipo "nome.cognome@gmail.com" <nome.cognome@gmail.com> ) era stato venduto per targhettizzare la pubblicità. Recentemente Google ha detto che non usa più il contenuto dell'email per fare pubblicità, ma per altre cose si'.
a me sembra un caso come descritto sotto da CB ricordando l'art. 616: *l’art. 616 del c.p. sanziona <Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, *
Lungi da me voler difendere Google, che di sicuro non ha bisogno di altri fan. :-)
Ma "chiunque", che io sappia, si applica solo alle persone fisiche.
Credo (ma sono felice di essere smentito) che non si configuri alcun reato fino a quando una persona fisica non prende visione del profilo creato attraverso l'analisi automatizzata della mail.
Ci sono almeno due punti - rischi che vorrei sottolineare:
- il rischio sulla reputation:se il profilo fosse stato venduto a banche per conoscere il rischio di morosità, il mio amico non avrebbe avuto un mutuo?
- i rischi di attacchi "ad arte" per rovinare la reputation: p.es. se so che una persona andrà a un colloquio di lavoro in competizione con me, e so che il suo possibile futuro datore di lavoro chiederà un "profilo" a google, posso rovinargli la reputazione magari per un breve tempo ma sufficiente ai miei scopi inviando una mezza dozzina di richieste via mail di solleciti di pagamenti magari inesistenti?
Il fatto e' che Google non ha bisogno di vendere il profilo agli inserzionisti. Addirittura non le conviene.
Google vende proprio l'inserzione pubblicitaria, la cui efficacia e' (statisticamente) garantita dalla conoscenza del ricevente.
L'esempio dell'attacco alla reputazione che proponi non funzionerebbe perche' il datore di lavoro non riceve (a quanto ne so) un profilo per pinco.pallino@gmail.com.
Funzionerebbe invece per servizi come LinkedIn, o StackOverflow, se mettessero a disposizione mail gratuite. E potrebbe funzionare per altri servizi di webmail, che offrano servizi di posta elettronica gratuitamente per poi rivendere profili dettagliati dei propri utenti.
Vale la solita regola che, se non sei il cliente, sei il prodotto.
Una grande azienda di job placement per cui ho lavorato 10 anni fa, stimava il valore economico di un generico CV della propria base dati (inserito gratuitamente dai candidati sul loro sito) fra i 250 e i 500 euro. E su un CV si può mentire. Pensate cosa potrebbe fare una azienda di recruting oggi se oltre alla gestione dei CV fornisse una mail gratuita ai propri candidati, magari con qualche fronzolo come la PEC integrata.
scusate la lunghezza,
saran battaglie di retroguardia ma , se spesso si parla dei social, non trascurerei che si mandano comunque oltre 200 miliardi di email al giorno nel mondo ... https://www.radicati.com/wp/wp-content/uploads/2016/01/ Email_Statistics_Report_2016-2020_Executive_Summary.pdf e i servizi "a la gmail" hanno una quota rilevante!
Io non so proprio dire se siano battaglie di retroguardia da un punto di vista giuridico. E mi chiedo: come lo sono diventate? L'incompetenza di chi le ha rese tali? E quali sono le battaglie "d'avanguardia" che vale ancora la pena combattere? Purtroppo, si tratta di domande Politiche. :-(
Comunque, da un punto di vista tecnico sono ancora problemi piuttosto affascinanti. Tutta la ricerca sulla cifratura pienamente omomorfica ha come obbiettivo eliminare questi rischi.
Ieri sera leggevo questo articolo di Stallman https://www.gnu.org/philosophy/who-does-that-server-really-serve.html (in italiano qui: https://www.gnu.org/philosophy/who-does-that-server-really-serve.it.html )
E' molto interessante, in particolare per chi, come me, sviluppa software libero utilizzando la licenza GNU Affero GPL v3.
Al momento, non riesco ad intravvedere una soluzione tecnica. Ma come dice Stallman, il punto non è tanto il dove l'elaborazione avviene ma chi la esegue. L'errore di fondo è illudersi di potersi fidare di sconosciuti.
Giacomo
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Il giorno 22 gennaio 2018 11:37, Stefano Quintarelli <Stefano@quintarelli.it
ha scritto:
Se io costruisco una macchina per violare una legge, poco rileva che sia una macchina a farlo. Imho..
Naturalmente! Sono assolutamente d'accordo. Tutto il mio pippotto sull'applicazione del machine learning alle persone voleva chiarire proprio questo. ;-) Tuttavia il punto è se la legge venga violata o meno. Io non lo so. Intuitivamente direi di no. Il gergo giuridico non è preciso come un linguaggio di programmazione, ma "chiunque prende cognizione" temo non si possa proprio applicare alle macchine. Una macchina non "prende cognizione". E non è un "chiunque". E' una cosa. (ma ripeto, potrei sbagliarmi... il diritto non è fra i miei ambiti di competenza) Il fatto è, temo, che il legislatore non comprende appieno l'ambiente tecnologico in cui opera. Quindi, anche senza malizia, rischia di definire/lasciare "vuoti" dei quali player più accorti possono approfittare. Sia chiaro, non si tratta di un attacco qualunquista alla politica: ci sono controesempi brillanti come il GDPR europeo. Una legge, come un programma, viene interpretato. La differenza è che correggere un programma è molto più semplice. E che non si può debuggare le persone. :-) Giacomo
Il giorno 21 gennaio 2018 13:06, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it
ha scritto:
grazie
ma non sposta la mia osservazione. e' vero che qualunque sysadmin di FBK e' in grado di leggere, cosi' come qualunque colf del ricevente e' in grado di leggere.
il parallelo non e' perfetto, in ogni caso.
Hai ragione. Scusa, non intendevo suggerire un parallelo da punto di vista giuridico, sul quale, come detto, non sono competente. Intendevo semplicemente che da un punto di vista tecnico (non giuridico) qualsiasi messaggio non criptato prima dell'invio e' accessibile a terze parti, La Costituzione pone una tutela giuridica sulla riservatezza del messaggio che permette di punire chi viola tale riservatezza (se scoperto). La crittografia impedisce tale violazione (se utilizzata correttamente). Giacomo
e che riescano a capire PRIMA che sia troppo tardi per tornare indietro... Il 19/01/2018 20:14, Stefano Quintarelli ha scritto:
le persone ripongono una fiducia salvifica assolutista nella tecnologia. speriamo che le botte che si prenderanno in questo learning path non si rivelino troppo dure.
-- EN ===================================================================== Prof. Enrico Nardelli Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it home page: http://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/ ===================================================================== --
Ho scritto recentemente sulla falsa dicotomia tra privacy e sicurezza. Una società che rinuncia alla prima per una ricerca illusoria della seconda diventa incapace di evolversi, rigida e si frantuma. http://davidorban.com/2017/12/society-has-the-most-to-lose-by-disrespecting-... http://davidorban.com/it/2017/12/la-societa-ha-il-tutto-da-perdere-se-non-ri... ᐧ David Orban "What is the question that I should be asking?" twitter, linkedin, etc: davidorban 2018-01-20 10:14 GMT+01:00 Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it>:
e che riescano a capire PRIMA che sia troppo tardi per tornare indietro...
Il 19/01/2018 20:14, Stefano Quintarelli ha scritto:
le persone ripongono una fiducia salvifica assolutista nella tecnologia. speriamo che le botte che si prenderanno in questo learning path non si rivelino troppo dure.
-- EN
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Gent.mi, per chi fosse interessato il link allo speciale tg1 Datacrazia con: l'intervista al Ministro digitale di Taiwan, alla Presidente di Smart Dubai, all'imprenditore che ha lavorato per il riconoscimento facciale in Cina, a Roger Ver, Joseph Lubin (cofounder Ethereum fondatore Consensys), Geoff Mulgan CEO di Nesta, a Jacqueline Poh presidente di Govetch Singapore e al fondatore di Liberland, Santiago Siri di Democracy Earth, Lior Tabansky dell'università di Tel Aviv e Mariarosaria Taddeo di Oxford sulla sorveglianza di massa in Gran Bretagna è da ieri su youtube a questo link https://www.youtube.com/watch?v=AdaBzkuCRBw&t=2502s https://www.youtube.com/watch?v=AdaBzkuCRBw&t=2502s
Il 20 gennaio 2018 alle 10.31 David Orban <david@davidorban.com> ha scritto:
Ho scritto recentemente sulla falsa dicotomia tra privacy e sicurezza. Una società che rinuncia alla prima per una ricerca illusoria della seconda diventa incapace di evolversi, rigida e si frantuma.
http://davidorban.com/2017/12/society-has-the-most-to-lose-by-disrespecting-... http://davidorban.com/it/2017/12/la-societa-ha-il-tutto-da-perdere-se-non-ri...
ᐧ
David Orban "What is the question that I should be asking?" twitter, linkedin, etc: davidorban
2018-01-20 10:14 GMT+01:00 Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it mailto:nardelli@mat.uniroma2.it >:
> > e che riescano a capire PRIMA che sia troppo tardi per tornare indietro...
Il 19/01/2018 20:14, Stefano Quintarelli ha scritto:
> > > le persone ripongono una fiducia salvifica assolutista nella tecnologia.
speriamo che le botte che si prenderanno in questo learning path non si rivelino troppo dure.
> > -- EN
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