Il giorno 22 gennaio 2018 11:37, Stefano Quintarelli <Stefano@quintarelli.it> ha scritto:
Se io costruisco una macchina per violare una legge, poco rileva che sia una macchina a farlo.
Imho..
Naturalmente! Sono assolutamente d'accordo.
Tutto il mio pippotto sull'applicazione del machine learning alle persone voleva chiarire proprio questo. ;-)
Tuttavia il punto è se la legge venga violata o meno. Io non lo so. Intuitivamente direi di no.
Il gergo giuridico non è preciso come un linguaggio di programmazione, ma "chiunque prende cognizione" temo non si possa proprio applicare alle macchine.
Una macchina non "prende cognizione". E non è un "chiunque". E' una cosa.
(ma ripeto, potrei sbagliarmi... il diritto non è fra i miei ambiti di competenza)
Il fatto è, temo, che il legislatore non comprende appieno l'ambiente tecnologico in cui opera.
Quindi, anche senza malizia, rischia di definire/lasciare "vuoti" dei quali player più accorti possono approfittare.
Sia chiaro, non si tratta di un attacco qualunquista alla politica: ci sono controesempi brillanti come il GDPR europeo.
Una legge, come un programma, viene interpretato.
La differenza è che correggere un programma è molto più semplice. E che non si può debuggare le persone. :-)