Fwd: TorrentFreak: "European Greens Want to Legalize File-Sharing, Ban DRM"
---------- Messaggio inoltrato ---------- Da: athos gualazzi <athosgualazzi@gmail.com> Date: 08 ottobre 2011 14:14 Oggetto: Re: [nexa] TorrentFreak: "European Greens Want to Legalize File-Sharing, Ban DRM" A: giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com> Il 08 ottobre 2011 13:10, giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com> ha scritto:
Ciao Juan Carlos, cerco di chiarire la mia posizione, come mi chiedi. Premetto di aver scritto l'email ieri sera senza aver letto il position paper dei Verdi, ma avendo semplicemente letto l'articolo di TorrentFreak che hai segnalato. Ho avuto modo di leggere il position paper soltanto stamattina. 1. Non ho mai detto o scritto che il Partito Pirata non possa avere e/o promuovere le sue idee sul diritto d'autore. Dico solo che mi sembra esagerata l'enfasi che si è posta in questa lista sulle proposte di questo Partito, come se fosse l'unica entità politica o "think tank" in grado di proporre riforme sensate e evolutive del diritto d'autore. A un certo punto si è pure proposto di prendere il PP a modello per la formazione di un nuovo movimento politico in Italia. Risposi in quell'occasione che l'idea non mi convinceva per nulla. poiché si tratta di un messaggio in lista e non privato mi sento "tirato per la giacca". Lei ha perfettamente ragione nel ritenere che non siamo " l'unica entità politica o "think tank" in grado di proporre riforme sensate e evolutive del diritto d'autore" infatti cerchiamo e collaboriamo con tutti coloro che pensiamo abbiano alcuni dei i nostri stessi obiettivi. 2 & 3. Nell'articolo che hai segnalato mi è parso che le posizioni dei Verdi sul diritto d'autore, che l'articolo riporta in modo parziale, siano state strumentalizzate da Christian Engstrom (PP), che ha pure detto che il Partito Pirata e i Verdi propongono le stesse riforme del diritto d'autore (a questo mi riferivo accennando alle giacche "tirate"). Non mi pare proprio: il paper dei Verdi - a differenza delle posizioni propagandistiche dei pirati - è ben articolato e si spinge a prefigurare riforme del diritto europeo dei contratti (per evitare che gli autori, gli interpreti e altre figure deboli rinuncino facilmente ai propri diritti) e del diritto europeo dei consumatori (per evitare che, con lo strumento del DRM, "le multinazionali si scrivano le regole da soli": v. §24 del position paper). Sono riforme queste cui io già accennavo in una mia monografia del 2008, e quindi non posso che guardare ad esse con interesse. e poiché queste stesse cose sono propugnate e *non* strumentalizzate anche dai Pirati di tutto il mondo Lei ritiene che le strumentalizzi C. Engstrom? 4. Personalmente, avrei preferito leggere direttamente il position paper dei Verdi, che è comunque sintetico. Trovo quantomeno curioso che TorrentFreak abbia intervistato uno del PP per commentare un'iniziativa dei Verdi. Non si poteva sentire direttamente qualcuno degli Verdi, o degli estensori del documento? potrebbe scrivere in tal senso a TorrentFreak, qui, in lista, sono passati tutti i documenti cui Lei fa riferimento 5 & 6. Il riferimento a Creative Commons non aveva nulla a che fare con l'articolo segnalato. Il mio era ed è un timore, e cioè che la retorica e la propaganda del Partito Pirata, basata su una contestazione radicale (e sul sostanziale incoraggiamento alla violazione) del diritto d'autore vigente, possa indebolire o far perdere credibilità al movimento CC, che invece prende le mosse dal diritto d'autore attuale e si muove nella più totale legalità. La mia era una considerazione conseguente alla lettura dell'articolo e all'ennesima finestra dedicata in questa lista alle idee del suddetto partito. nonostante ciò che Lei può pensare noi riteniamo che le CC siano sicuramente un passo nella direzione da noi auspicata e, mi scusi, ma dove ha letto "...sostanziale incoraggiamento alla violazione.."? La prego di leggere l'art. 1 del nostro manifesto, non essere concordi con una legge non significa automaticamente incoraggiarne l'elusione, riconoscere un dato di fatto e chiederne una valutazione non criminale in sede legislativa mi pare cosa democratica e giusta. Infine, nel merito, a me pare che occorra distinguere, nel "pacchetto" proposto dai Verdi, le proposte con qualche possibilità di realizzazione da quelle politicamente irrealistiche, come per esempio quella sulla durata della protezione, che per andare sotto i 50 anni dalla morte dell'autore - v. Berna, art. 7 - o dalla pubblicazione o realizzazione dell'opera protetta - v. TRIPS, art. 12 - dovrebbe passare al vaglio delle convenzioni internazionali e dell'OMC. L'Europa dovrebbe farsi carico di queste proposte nella comunità internazionale per poi adottarle nel diritto europeo.. vi sembra realistico? per giunta in un momento in cui l'Europa ha esteso la durata dei diritti connessi? Un caro saluto a tutti, Giuseppe ringrazi anche noi se le lobby hanno ottenuto "solo" 70 anni anzicché i 90 che chiedevano e, mi creda, non sarei così scettico sulla possibilità di abrogare/emendare/modificare regolamenti e convenzioni internazionali, siamo *molto* più diffusi e coesi a livello mondiale di quanto Lei possa immaginare e mi permetta di consigliarLe una lettura meno superficiale dei manifesti e degli statuti dei Partiti Pirata sparsi in tutti i continenti.
2011/10/8 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>
Ciao Giuseppe,
ti confesso che diversi aspetti del tuo intervento mi lasciano perplesso.
E' sicuramente colpa del jet-lag che mi affligge, ma nel dubbio provero' comunque a elencare i punti di perplessita' in ordine di apparizione:
1. perche' il Partito Pirata - come chiunque altro - non puo' avere - e quindi promuovere - le sue idee sul diritto d'autore? O stai dicendo che non ti piace che se ne parli in questa lista?
cut
juan carlos
evidentemente si tratta di preconcetti dovuti alla mancanza d'informazioni corrette. Grazie dell'attenzione e buon fine settimana Athos -- Athos Gualazzi presidente Associazione Partito Pirata http://www.partito-pirata.it http://www.piratpartiet.it http://www.anonet.it
Vorrei rispondere in breve a Athos Gualazzi, che ringrazio per i suggerimenti e le precisazioni. Posso sapere da una fonte autorevole come la Sua perché il Partito Pirata si chiama così, non mi pare un gran nome per un partito, alla fine dei conti, stando alle proposte che ho letto, riformista. Quanto alle strumentalizzazioni di Engstrom, riconoscerà che tra i suoi proclami alla stampa e le sue esternazioni sui media, da un lato, e i contenuti del position paper cui facciamo riferimento ci sia una qualche differenza di approccio e di sostanza.. o no? Un'altra curiosità: secondo Lei perché il primo partito pirata è nato in Svezia e non, per esempio, in Francia, Italia, Stati Uniti o Inghilterra? io un'idea ce l'ho, visto che all'Università di Copenhagen ho avuto diversi attivisti del PP come exchange students e con loro ho parlato varie volte, apertamente.. Infine, ho molto apprezzato la dialettica parlamentare che ha portato agli emendamenti della proposta originaria della Commissione europea in materia di durata dei diritti connessi. A questo serve il processo democratico! peccato non aver letto abbastanza a proposito di questi correttivi nei commenti che si sono succeduti su questa lista all'indomani dell'approvazione della direttiva. Cercherò in ogni caso di avvalermi sempre di informazioni migliori delle attuali. Buon week end, G. l giorno 08 ottobre 2011 15:18, athos gualazzi <athosgualazzi@gmail.com> ha scritto:
---------- Messaggio inoltrato ---------- Da: athos gualazzi <athosgualazzi@gmail.com> Date: 08 ottobre 2011 14:14 Oggetto: Re: [nexa] TorrentFreak: "European Greens Want to Legalize File-Sharing, Ban DRM" A: giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com>
Il 08 ottobre 2011 13:10, giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com> ha scritto:
Ciao Juan Carlos, cerco di chiarire la mia posizione, come mi chiedi. Premetto di aver scritto l'email ieri sera senza aver letto il position paper dei Verdi, ma avendo semplicemente letto l'articolo di TorrentFreak che hai segnalato. Ho avuto modo di leggere il position paper soltanto stamattina. 1. Non ho mai detto o scritto che il Partito Pirata non possa avere e/o promuovere le sue idee sul diritto d'autore. Dico solo che mi sembra esagerata l'enfasi che si è posta in questa lista sulle proposte di questo Partito, come se fosse l'unica entità politica o "think tank" in grado di proporre riforme sensate e evolutive del diritto d'autore. A un certo punto si è pure proposto di prendere il PP a modello per la formazione di un nuovo movimento politico in Italia. Risposi in quell'occasione che l'idea non mi convinceva per nulla.
poiché si tratta di un messaggio in lista e non privato mi sento "tirato per la giacca".
2 & 3. Nell'articolo che hai segnalato mi è parso che le posizioni dei Verdi sul diritto d'autore, che l'articolo riporta in modo parziale, siano state strumentalizzate da Christian Engstrom (PP), che ha pure detto che il Partito Pirata e i Verdi propongono le stesse riforme del diritto d'autore (a questo mi riferivo accennando alle giacche "tirate"). Non mi pare proprio: il paper dei Verdi - a differenza delle posizioni propagandistiche dei pirati - è ben articolato e si spinge a prefigurare riforme del diritto europeo dei contratti (per evitare che gli autori, gli interpreti e altre figure deboli rinuncino facilmente ai propri diritti) e del diritto europeo dei consumatori (per evitare che, con lo strumento del DRM, "le multinazionali si scrivano le regole da soli": v. §24 del position paper). Sono riforme queste cui io già accennavo in una mia monografia del 2008, e quindi non posso che guardare ad esse con interesse. e poiché queste stesse cose sono propugnate e *non* strumentalizzate anche dai Pirati di tutto il mondo Lei ritiene che le strumentalizzi C. Engstrom? 4. Personalmente, avrei preferito leggere direttamente il position paper dei Verdi, che è comunque sintetico. Trovo quantomeno curioso che TorrentFreak abbia intervistato uno del PP per commentare un'iniziativa dei Verdi. Non si poteva sentire direttamente qualcuno degli Verdi, o degli estensori del documento? potrebbe scrivere in tal senso a TorrentFreak, qui, in lista, sono passati tutti i documenti cui Lei fa riferimento 5 & 6. Il riferimento a Creative Commons non aveva nulla a che fare con l'articolo segnalato. Il mio era ed è un timore, e cioè che la retorica e la propaganda del Partito Pirata, basata su una contestazione radicale (e sul sostanziale incoraggiamento alla violazione) del diritto d'autore vigente, possa indebolire o far perdere credibilità al movimento CC, che invece prende le mosse dal diritto d'autore attuale e si muove nella più totale legalità. La mia era una considerazione conseguente alla lettura dell'articolo e all'ennesima finestra dedicata in questa lista alle idee del suddetto partito. nonostante ciò che Lei può pensare noi riteniamo che le CC siano sicuramente un passo nella direzione da noi auspicata e, mi scusi, ma dove ha letto "...sostanziale incoraggiamento alla violazione.."? La prego di leggere l'art. 1 del nostro manifesto, non essere concordi con una legge non significa automaticamente incoraggiarne l'elusione, riconoscere un dato di fatto e chiederne una valutazione non criminale in sede legislativa mi pare cosa democratica e giusta. Infine, nel merito, a me pare che occorra distinguere, nel "pacchetto" proposto dai Verdi, le proposte con qualche possibilità di realizzazione da quelle politicamente irrealistiche, come per esempio quella sulla durata della protezione, che per andare sotto i 50 anni dalla morte dell'autore
Lei ha perfettamente ragione nel ritenere che non siamo " l'unica entità politica o "think tank" in grado di proporre riforme sensate e evolutive del diritto d'autore" infatti cerchiamo e collaboriamo con tutti coloro che pensiamo abbiano alcuni dei i nostri stessi obiettivi. -
v. Berna, art. 7 - o dalla pubblicazione o realizzazione dell'opera protetta - v. TRIPS, art. 12 - dovrebbe passare al vaglio delle convenzioni internazionali e dell'OMC. L'Europa dovrebbe farsi carico di queste proposte nella comunità internazionale per poi adottarle nel diritto europeo.. vi sembra realistico? per giunta in un momento in cui l'Europa ha esteso la durata dei diritti connessi? Un caro saluto a tutti, Giuseppe ringrazi anche noi se le lobby hanno ottenuto "solo" 70 anni anzicché i 90 che chiedevano e, mi creda, non sarei così scettico sulla possibilità di abrogare/emendare/modificare regolamenti e convenzioni internazionali, siamo *molto* più diffusi e coesi a livello mondiale di quanto Lei possa immaginare e mi permetta di consigliarLe una lettura meno superficiale dei manifesti e degli statuti dei Partiti Pirata sparsi in tutti i continenti.
2011/10/8 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>
Ciao Giuseppe,
ti confesso che diversi aspetti del tuo intervento mi lasciano
perplesso.
E' sicuramente colpa del jet-lag che mi affligge, ma nel dubbio provero' comunque a elencare i punti di perplessita' in ordine di apparizione:
1. perche' il Partito Pirata - come chiunque altro - non puo' avere - e quindi promuovere - le sue idee sul diritto d'autore? O stai dicendo che non ti piace che
se
ne parli in questa lista?
cut
juan carlos
evidentemente si tratta di preconcetti dovuti alla mancanza d'informazioni corrette. Grazie dell'attenzione e buon fine settimana Athos
-- Athos Gualazzi presidente Associazione Partito Pirata http://www.partito-pirata.it http://www.piratpartiet.it http://www.anonet.it _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- Giuseppe Mazziotti, Ph.D. (0039) 347 30 18 306 Skype: giuseppe.mazziotti Writings <http://works.bepress.com/mazziotti/>
Il 08 ottobre 2011 18:57, giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com> ha scritto:
Vorrei rispondere in breve a Athos Gualazzi, che ringrazio per i suggerimenti e le precisazioni. Posso sapere da una fonte autorevole come la Sua perché il Partito Pirata si chiama così, non mi pare un gran nome per un partito, alla fine dei conti, stando alle proposte che ho letto, riformista.
Onestamente come ci avrebbe "sprezzantemente" chiamati dopo aver letto il nostro manifesto? Abbiamo pensato di negare questa soddisfazione ai nostri antagonisti semplicemente. Tenga presente che siamo convinti che i nostri temi siano, nonostante la prassi diffusa, percepiti come secondari rispetto ad altri più immediatamente riscontrabili come il lavoro e l'economia. Sentire comune è che il pane sia più importante della "cultura" (Tremonti:"....con la cultura non si mangia .....) perciò chi sostiene, come noi, che senza la cultura il pane è solo elemosina più che "pirati della cultura" come vorrebbe chiamarci?
Quanto alle strumentalizzazioni di Engstrom, riconoscerà che tra i suoi proclami alla stampa e le sue esternazioni sui media, da un lato, e i contenuti del position paper cui facciamo riferimento ci sia una qualche differenza di approccio e di sostanza.. o no? leggendo tutto l'articolo cui Lei, mi pare, fa riferimento <http://www.debatingeurope.eu/2011/09/09/piracy2/>, cioè l'intera intervista, proprio non mi pare manchi la coerenza. Un'altra curiosità: secondo Lei perché il primo partito pirata è nato in Svezia e non, per esempio, in Francia, Italia, Stati Uniti o Inghilterra? io un'idea ce l'ho, visto che all'Università di Copenhagen ho avuto diversi attivisti del PP come exchange students e con loro ho parlato varie volte, apertamente.. credo che la goliardia abbia avuto una buona influenza sulla nascita del PP-Se, come da noi del resto, cui si è aggiunta una certa insofferenza ai continui tentativi di delimitare e irregimentare quella che può essere una agorà senza barriere aggiungendo (Berlino) ora le richieste di una società più giusta, credo sia cresciuto il PPinternazionale dagli albori per includere richieste che esulano dal diritto d'autore. Infine, ho molto apprezzato la dialettica parlamentare che ha portato agli emendamenti della proposta originaria della Commissione europea in materia di durata dei diritti connessi. A questo serve il processo democratico! peccato non aver letto abbastanza a proposito di questi correttivi nei commenti che si sono succeduti su questa lista all'indomani dell'approvazione della direttiva. credo che la delusione sia cattiva consigliera per proficue discussioni. Cercherò in ogni caso di avvalermi sempre di informazioni migliori delle attuali. Buon week end, G. cut anche a Lei sinceramente Athos -- Athos Gualazzi presidente Associazione Partito Pirata http://www.partito-pirata.it http://www.piratpartiet.it http://www.anonet.it
Il giorno 08 ottobre 2011 18:57, giuseppe mazziotti < giuseppe.mazziotti@gmail.com> ha scritto:
perché il Partito Pirata si chiama così, non mi pare un gran nome per un partito
Pirati è il nome che è stato dalle major affibbiato alle persone che condividono con altri, senza alcun profitto ma anzi spendendo soldi e tempo, opere più o meno culturali che fanno parte di quello che si chiama conoscenza. Questa denominazione nei tempi era stata usata per le persone che commettevano gravissimi crimini e che non meritavano alcuna pietà nè equo processo e da mettere immediatamente appendere per il collo al pennone del fuso centrale. Questo è l'intento con cui questo nome è stato dato ai filesharers, screditare questa categoria di persone e metterli al bando peggio degli evasori fiscali che invece sono definiti dei furboni e godono di continui condoni e concordati attraverso i quali pagano meno di quanto hanno evaso. Invece di stare a contestarlo ne e stata fatta una bandiera per identificarsi con i Pirati della Malesia che lottavano per liberare il loro popolo dal giogo oppressore e sfruttatore del tiranno. con le Radio Pirata prima che fossero plagiate e diventate ora radio private, con il i Radicali che entrati in parlamento hanno portato il palazzo senza filtri nell'etere, e per stare nell'attualità come ha fatto WikiLeaks. Perché assumere questo nome per presentare una lista di nuclei riformatori rivoluzionanti alle prossime elezioni? Perchè a parte pochissime eccezioni questa classe politica ed i partiti in cui sguazzano sono i James Brooke da detronizzare ed i galeoni da affondare per liberare il paese oppresso. Perché è necessario offrire agli italiani qualcosa di realmente alternativo alla putrefazione politica incurabile e che necessita di amputazioni. Perchè attaccare i signori del copiright? Perchè rappresentano il culmine di quel putrido capitalismo d'accatto che vive di sovvenzioni, privilegi e monopoli, di cui e piena l'Italia. Sono l'espressione massima delle corporation, con il vestito buono, che ci ha mostrato Michael Moore. Buon fine settimana LDL
Ciao Arturo, Partito Corsaro quindi non andrebbe altrettanto bene :) ti leggo sull'Espresso, e credo di aver letto anche l'articolo da cui ricominciare la discussione (e che ho appena riletto). La mia non è difficoltà a capire (altrimenti avrei bisogno non di un oculista, ma di un insegnante che mi dia ripetizioni - fuori tempo massimo, vista l'età - di storia e di lingua italiana); è curiosità che riguarda il programma del Partito, e alla luce del suo nome e della percezione di tale nome da parte dell'opinione pubblica, e i suoi obiettivi di politica del diritto, che nel copyright sono coincidenti con quelli dei Verdi, ho scoperto in questo week end. Sono un giurista e un avvocato, ma non per questo ho una vocazione censoria e noiosa nei confronti delle nuove tecnologie e delle nuove forme di creatività. Gli avvocati sono una categoria non riconducibile a unità, ti assicuro: come i giornalisti del resto, no? Per rispondere alle domande qui sotto... A partire da alcune domande: come si fa a compensare gli autori delle opere creative diffuse in Rete? E' giusto tassare Internet per chi non scarica file? E' possibile proteggere il diritto d'autore senza violare la privacy di tutti? Un amante del "peer-to-peer" deve andare in galera? .. i giuristi servono, non (o non solo) portando nuovi casi davanti alla giurisprudenza, ma anche giocando il ruolo di consulenti e di policy makers, perché non è che un secolo e mezzo (o due secoli, dipende...) di proprietà intellettuale e di politiche culturali perseguite attraverso di essa si possono smantellare per compiacere l'hiphopper o il teenager giapponese di turno. Non capisco francamente questo odio smisurato per le multinazionali (non tuo, ma di un intero movimento) i cui contenuti sono imprescindibili per molte forme di creatività "cumulativa". Vorrei capire in che misura il Partito Pirata giustifica il "free riding". Credo sia una domanda legittima, e confido in una tua illuminante e come sempre divertente risposta :) Buona domenica Giuseppe Il giorno 09 ottobre 2011 12:04, <a.dicorinto@uniroma1.it> ha scritto:
Caro Giuseppe-- il nome Partito Pirata è azzeccatissimo... basterebbe essere capaci di fare la distinzione fra pirati e corsari... ma se hai delle difficoltà a capire perchè lo considero azzeccato forse possiamo ragionare insieme sul significato del termine, oppure ricominciare la discussione da qui: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/a-roma-la-festa-dei-pirati/2122864 un caro saluto a tutti Viva il Partito Pirata ;-) (l'unica cosa nuova che si muove nella vecchia politica e stanca europea)
********************** “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” – John Gilmore
-----nexa-bounces@server-nexa.polito.it ha scritto: -----
Per: athos gualazzi <athosgualazzi@gmail.com> <athosgualazzi@gmail.com> Da: giuseppe mazziotti ** Inviato da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it Data: 08/10/2011 10.03PM Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Fwd: TorrentFreak: "European Greens Want to Legalize File-Sharing, Ban DRM"
Vorrei rispondere in breve a Athos Gualazzi, che ringrazio per i suggerimenti e le precisazioni. Posso sapere da una fonte autorevole come la Sua perché il Partito Pirata si chiama così, non mi pare un gran nome per un partito, alla fine dei conti, stando alle proposte che ho letto, riformista. Quanto alle strumentalizzazioni di Engstrom, riconoscerà che tra i suoi proclami alla stampa e le sue esternazioni sui media, da un lato, e i contenuti del position paper cui facciamo riferimento ci sia una qualche differenza di approccio e di sostanza.. o no? Un'altra curiosità: secondo Lei perché il primo partito pirata è nato in Svezia e non, per esempio, in Francia, Italia, Stati Uniti o Inghilterra? io un'idea ce l'ho, visto che all'Università di Copenhagen ho avuto diversi attivisti del PP come exchange students e con loro ho parlato varie volte, apertamente.. Infine, ho molto apprezzato la dialettica parlamentare che ha portato agli emendamenti della proposta originaria della Commissione europea in materia di durata dei diritti connessi. A questo serve il processo democratico! peccato non aver letto abbastanza a proposito di questi correttivi nei commenti che si sono succeduti su questa lista all'indomani dell'approvazione della direttiva. Cercherò in ogni caso di avvalermi sempre di informazioni migliori delle attuali. Buon week end, G.
l giorno 08 ottobre 2011 15:18, athos gualazzi <athosgualazzi@gmail.com>ha scritto:
---------- Messaggio inoltrato ---------- Da: athos gualazzi <athosgualazzi@gmail.com> Date: 08 ottobre 2011 14:14 Oggetto: Re: [nexa] TorrentFreak: "European Greens Want to Legalize File-Sharing, Ban DRM" A: giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com>
Il 08 ottobre 2011 13:10, giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com> ha scritto:
Ciao Juan Carlos, cerco di chiarire la mia posizione, come mi chiedi. Premetto di aver scritto l'email ieri sera senza aver letto il position paper dei Verdi, ma avendo semplicemente letto l'articolo di TorrentFreak che hai segnalato. Ho avuto modo di leggere il position paper soltanto stamattina. 1. Non ho mai detto o scritto che il Partito Pirata non possa avere e/o promuovere le sue idee sul diritto d'autore. Dico solo che mi sembra esagerata l'enfasi che si è posta in questa lista sulle proposte di questo Partito, come se fosse l'unica entità politica o "think tank" in grado di proporre riforme sensate e evolutive del diritto d'autore. A un certo punto si è pure proposto di prendere il PP a modello per la formazione di un nuovo movimento politico in Italia. Risposi in quell'occasione che l'idea non mi convinceva per nulla.
poiché si tratta di un messaggio in lista e non privato mi sento "tirato per la giacca".
2 & 3. Nell'articolo che hai segnalato mi è parso che le posizioni dei Verdi sul diritto d'autore, che l'articolo riporta in modo parziale, siano state strumentalizzate da Christian Engstrom (PP), che ha pure detto che il Partito Pirata e i Verdi propongono le stesse riforme del diritto d'autore (a questo mi riferivo accennando alle giacche "tirate"). Non mi pare proprio: il paper dei Verdi - a differenza delle posizioni propagandistiche dei pirati - è ben articolato e si spinge a prefigurare riforme del diritto europeo dei contratti (per evitare che gli autori, gli interpreti e altre figure deboli rinuncino facilmente ai propri diritti) e del diritto europeo dei consumatori (per evitare che, con lo strumento del DRM, "le multinazionali si scrivano le regole da soli": v. §24 del position paper). Sono riforme queste cui io già accennavo in una mia monografia del 2008, e quindi non posso che guardare ad esse con interesse. e poiché queste stesse cose sono propugnate e *non* strumentalizzate anche dai Pirati di tutto il mondo Lei ritiene che le strumentalizzi C. Engstrom? 4. Personalmente, avrei preferito leggere direttamente il position paper dei Verdi, che è comunque sintetico. Trovo quantomeno curioso che TorrentFreak abbia intervistato uno del PP per commentare un'iniziativa dei Verdi. Non si poteva sentire direttamente qualcuno degli Verdi, o degli estensori del documento? potrebbe scrivere in tal senso a TorrentFreak, qui, in lista, sono passati tutti i documenti cui Lei fa riferimento 5 & 6. Il riferimento a Creative Commons non aveva nulla a che fare con l'articolo segnalato. Il mio era ed è un timore, e cioè che la retorica e la propaganda del Partito Pirata, basata su una contestazione radicale (e sul sostanziale incoraggiamento alla violazione) del diritto d'autore vigente, possa indebolire o far perdere credibilità al movimento CC, che invece prende le mosse dal diritto d'autore attuale e si muove nella più totale legalità. La mia era una considerazione conseguente alla lettura dell'articolo e all'ennesima finestra dedicata in questa lista alle idee del suddetto partito. nonostante ciò che Lei può pensare noi riteniamo che le CC siano sicuramente un passo nella direzione da noi auspicata e, mi scusi, ma dove ha letto "...sostanziale incoraggiamento alla violazione.."? La prego di leggere l'art. 1 del nostro manifesto, non essere concordi con una legge non significa automaticamente incoraggiarne l'elusione, riconoscere un dato di fatto e chiederne una valutazione non criminale in sede legislativa mi pare cosa democratica e giusta. Infine, nel merito, a me pare che occorra distinguere, nel "pacchetto" proposto dai Verdi, le proposte con qualche possibilità di realizzazione da quelle politicamente irrealistiche, come per esempio quella sulla durata della protezione, che per andare sotto i 50 anni dalla morte dell'autore
Lei ha perfettamente ragione nel ritenere che non siamo " l'unica entità politica o "think tank" in grado di proporre riforme sensate e evolutive del diritto d'autore" infatti cerchiamo e collaboriamo con tutti coloro che pensiamo abbiano alcuni dei i nostri stessi obiettivi. -
v. Berna, art. 7 - o dalla pubblicazione o realizzazione dell'opera protetta - v. TRIPS, art. 12 - dovrebbe passare al vaglio delle convenzioni internazionali e dell'OMC. L'Europa dovrebbe farsi carico di queste proposte nella comunità internazionale per poi adottarle nel diritto europeo.. vi sembra realistico? per giunta in un momento in cui l'Europa ha esteso la durata dei diritti connessi? Un caro saluto a tutti, Giuseppe ringrazi anche noi se le lobby hanno ottenuto "solo" 70 anni anzicché i 90 che chiedevano e, mi creda, non sarei così scettico sulla possibilità di abrogare/emendare/modificare regolamenti e convenzioni internazionali, siamo *molto* più diffusi e coesi a livello mondiale di quanto Lei possa immaginare e mi permetta di consigliarLe una lettura meno superficiale dei manifesti e degli statuti dei Partiti Pirata sparsi in tutti i continenti.
2011/10/8 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>
Ciao Giuseppe,
ti confesso che diversi aspetti del tuo intervento mi lasciano
perplesso.
E' sicuramente colpa del jet-lag che mi affligge, ma nel dubbio provero' comunque a elencare i punti di perplessita' in ordine di apparizione:
1. perche' il Partito Pirata - come chiunque altro - non puo' avere - e quindi promuovere - le sue idee sul diritto d'autore? O stai dicendo che non ti piace che
se
ne parli in questa lista?
cut
juan carlos
evidentemente si tratta di preconcetti dovuti alla mancanza d'informazioni corrette. Grazie dell'attenzione e buon fine settimana Athos
-- Athos Gualazzi presidente Associazione Partito Pirata http://www.partito-pirata.it http://www.piratpartiet.it http://www.anonet.it _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- Giuseppe Mazziotti, Ph.D. (0039) 347 30 18 306 Skype: giuseppe.mazziotti Writings <http://works.bepress.com/mazziotti/>
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa **
-- Giuseppe Mazziotti, Ph.D. (0039) 347 30 18 306 Skype: giuseppe.mazziotti Writings <http://works.bepress.com/mazziotti/>
Anche se le domande non sono rivolte a me le trovo troppo ghiotte per non dare la mia personale opinione.
A partire da alcune domande: come si fa a compensare gli autori delle opere creative diffuse in Rete?
Si sono nel tempo fatte diverse proposte, da una flat sulle connessioni a banda larga alle licenze collettive, tutte cose di cui le major non ne vogliono neppure sentire parlare, però se non si danno una mossa alla veloce (visto che ci sono parecchi studi indipendenti che mostrano come il P2P non abbia, per gli interessi economici dei signori del copyright, effetti negativi e che invece ce ne siano addirittura di positivi) finisce che questa offerta di mediazione verrà ritirata. Insomma se tra qualche anno si vedrà che gli effetti della HADOPI oltre a dissuadere una buona parte degli sharers faranno anche calare gli introiti, non e che poi potranno pretendere di volere anche anche dei soldi, a quel punto dovranno pregare che, con la loro benedizione, ricomincino liberamente le condivisioni attaccandosi al tramvay dal lato economico.
E' giusto tassare Internet per chi non scarica file?
Potrei chiedere la stessa cosa per molte altre tasse, ma preferisco rispondere (qualora si decidesse di percorrere quella strada prima che sia troppo tardi per quanto detto sopra) che a quel punto anche i più legalisti si sentirebbero autorizzati a condivedere e credo che lo farebbero ben volentieri.
E' possibile proteggere il diritto d'autore senza violare la privacy di tutti?
Mi sembra proprio di no
Un amante del "peer-to-peer" deve andare in galera?
E' una provocazione? Se questo è provo ad invertire la domanda: è giusto che chi evade anche un solo centesimo di tasse vada in galera? E' giusto che chi scoperto ad evadere il fisco faccia un concordato attraverso il quale paga dal 40% ai 2/3 del sottratto e chi trovato con un MP3 illegale debba avere una ammenda di circa 150 volte il suo costo (un Mp3 99 cent di $ vs sanzione da 103 €)?
...non è che un secolo e mezzo (o due secoli, dipende...) di proprietà intellettuale e di politiche culturali perseguite attraverso di essa si possono smantellare per compiacere l'hiphopper o il teenager giapponese di turno.
Le monarchie sono durate anche più a lungo, ma poi è venuto un momento in cui sono state spazzate via. Comunque il tempo di protezione dello sfruttamento commerciale delle opere dell'ingegno è aumentato a dismisura solo negli ultimi 50 anni, mentre per molti fattori economici sarebbe stato giusto diminuirlo. Ma la cosa alla quale nessuno mi vuole a dare una risposta logica è il motivo per cui l'ingegno creativo di protegge il proprio lavoro attraverso i brevetti deve valere mooolto meno di chi scrive una canzonetta o anche solo di chi esegue una musica del pubblico dominio.
Non capisco francamente questo odio smisurato per le multinazionali...
Basta guardare il documentario di Moore, ma per restare all'attuale mi spieghi per quale motivo si sta pensando a salvare le banche centrali con prestiti ad interessi zero? Per dare dei soldi a loro gli stati si devono maggiormente indebitare con emissione di titoli pubblici in gran parte poi acquistati delle stesse banche. In sostanza gli dobbiamo dare dei soldi per poi pagargli gli interessi e indebitandoci maggiormente.
Vorrei capire in che misura il Partito Pirata giustifica il "free riding".
Io invece vorrei capire il motivo per cui in nome dell'incentivazione ai creativi per produrre altre opere costoro abbiano l'esclusiva totale addirittura per 70 anni dopo la loro morte, forse perché in questo modo la creatività del defunto si riesce a trasferire negli eredi? Eppure è noto che nella maggior parte dei casi il massimo della creatività viene espresso quando gli autori non sono benestanti.
Buona domenica Giuseppe
Altrettanto, Luigi.
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Paolo Brini