Anche se le domande non sono rivolte a me le trovo troppo ghiotte per non dare la mia personale opinione.
 
A partire da alcune domande: come si fa a compensare gli autori delle opere creative diffuse in Rete?

Si sono nel tempo fatte diverse proposte, da una flat sulle connessioni a banda larga alle licenze collettive, tutte cose di cui le major non ne vogliono neppure sentire parlare, però se non si danno una mossa alla veloce (visto che ci sono parecchi studi indipendenti che mostrano come il P2P non abbia, per gli interessi economici dei signori del copyright, effetti negativi e che invece ce ne siano addirittura di positivi) finisce che questa offerta di mediazione verrà ritirata. Insomma se tra qualche anno si vedrà che gli effetti della HADOPI oltre a dissuadere una buona parte degli sharers faranno anche calare gli introiti, non e che poi potranno pretendere di volere anche anche dei soldi, a quel punto dovranno pregare che, con la loro benedizione, ricomincino liberamente le condivisioni attaccandosi al tramvay dal lato economico.
 
E' giusto tassare Internet per chi non scarica file?

Potrei chiedere la stessa cosa per molte altre tasse, ma preferisco rispondere (qualora si decidesse di percorrere quella strada prima che sia troppo tardi per quanto detto sopra) che a quel punto anche i più legalisti si sentirebbero autorizzati a condivedere e credo che lo farebbero ben volentieri.
 
E' possibile proteggere il diritto d'autore senza violare la privacy di tutti?

Mi sembra proprio di no
 
Un amante del "peer-to-peer" deve andare in galera?

E' una provocazione? Se questo è provo ad invertire la domanda: è giusto che chi evade anche un solo centesimo di tasse vada in galera? E' giusto che chi scoperto ad evadere il fisco faccia un concordato attraverso il quale paga dal 40% ai 2/3 del sottratto e chi trovato con un MP3 illegale debba avere una ammenda di circa 150 volte il suo costo (un Mp3 99 cent di $ vs sanzione da 103 €)?
 
...non è che un secolo e mezzo (o due secoli, dipende...) di proprietà intellettuale e di politiche culturali perseguite attraverso di essa si possono smantellare per compiacere l'hiphopper o il teenager giapponese di turno.

Le monarchie sono durate anche più a lungo, ma poi è venuto un momento in cui sono state spazzate via. Comunque il tempo di protezione dello sfruttamento commerciale delle opere dell'ingegno è aumentato a dismisura solo negli ultimi 50 anni, mentre per molti fattori economici sarebbe stato giusto diminuirlo. Ma la cosa alla quale nessuno mi vuole a dare una risposta logica è il motivo per cui l'ingegno creativo di protegge il proprio lavoro attraverso i brevetti deve valere mooolto meno di chi scrive una canzonetta o anche solo di chi esegue una musica del pubblico dominio.
 
Non capisco francamente questo odio smisurato per le multinazionali...

Basta guardare il documentario di Moore, ma per restare all'attuale mi spieghi per quale motivo si sta pensando a salvare le banche centrali con prestiti ad interessi zero? Per dare dei soldi a loro gli stati si devono maggiormente indebitare con emissione di titoli pubblici in gran parte poi acquistati delle stesse banche. In sostanza gli dobbiamo dare dei soldi per poi pagargli gli interessi e indebitandoci maggiormente.
 
Vorrei capire in che misura il Partito Pirata giustifica il "free riding".

Io invece vorrei capire il motivo per cui in nome dell'incentivazione ai creativi per produrre altre opere costoro abbiano l'esclusiva totale addirittura per 70 anni dopo la loro morte, forse perché in questo modo la creatività del defunto si riesce a trasferire negli eredi? Eppure è noto che nella maggior parte dei casi il massimo della creatività viene espresso quando gli autori non sono benestanti.
 

Buona domenica
Giuseppe


Altrettanto,
Luigi.