La Stampa: "Arriva la "lista nera" delle ricerche:,così Google sfida la pirateria online"
28/1/2011 *Arriva la "lista nera" delle ricerche: così Google sfida la pirateria online Il colosso del Web a difesa del copyright: meno facile trovare parole come "BitTorrent" o "RapidShare". Il Web in rivolta: «E' un tentativo di censura»* * *CLAUDIO LEONARDI Sulla pornografia e sulla pirateria online, Google ha scelto la via della resistenza passiva. Non si può ancora parlare di censura, ma sicuramente di disincentivo: il motore di ricerca ha iniziato giovedì a trattare diversamente alcuni termini che ruotano intorno al mondo del porno e del download illegale, nonché qualche parolina che le mamme americane non vorrebbero mai sentire pronunciare dai propri figli. Se si prova a digitare, per esempio, "torrent" o "megaupload" (nomi legati alla pratica del p2p e dello scaricamento abusivo di file), Google non fornisce il servizio di completamento automatico della query (che di solito decifra e anticipa le vostre richieste), non ... [...] Continua qui: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_bl...
Se questa lista e' gia' problematica (BitTorrent e Megaupload hanno importanti usi perfettamente leciti), sara' interessante capire come fara' Google ad argomentare contro le assai probabili pressioni per estendere la lista. juan carlos On 29/01/11 08:03, J.C. DE MARTIN wrote:
28/1/2011
*Arriva la "lista nera" delle ricerche: così Google sfida la pirateria online
Il colosso del Web a difesa del copyright: meno facile trovare parole come "BitTorrent" o "RapidShare". Il Web in rivolta: «E' un tentativo di censura»* * *CLAUDIO LEONARDI Sulla pornografia e sulla pirateria online, Google ha scelto la via della resistenza passiva. Non si può ancora parlare di censura, ma sicuramente di disincentivo: il motore di ricerca ha iniziato giovedì a trattare diversamente alcuni termini che ruotano intorno al mondo del porno e del download illegale, nonché qualche parolina che le mamme americane non vorrebbero mai sentire pronunciare dai propri figli.
Se si prova a digitare, per esempio, "torrent" o "megaupload" (nomi legati alla pratica del p2p e dello scaricamento abusivo di file), Google non fornisce il servizio di completamento automatico della query (che di solito decifra e anticipa le vostre richieste), non ...
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Caro Juan Carlos, il groviglio di problemi diventa sempre maggiore. In attesa dell'interpretazione autentica di Marco Pancini su questa lista (e altrove), segnalo intanto due punti: 1. Aria di riforma all'Unione europea sui fronti delle direttive sul copyright e data protection (con inevitabile ripercussioni anche per l'e-commerce). Il Report del 22.12.10 della Commissione, e le modalita' a dir poco bizzarre con cui detto rapporto ha visto la luce, sono eloquenti delle pressioni in corso sugli internet service providers; 2. Con l'aria di riforma e forme (anche salutari) di collaborazione tra ISPs e istituzioni, un nodo delicato riguarda, quantomeno in Europa, la neutralita' dei servizi in rete e la china scivolosa di chi, selezionando l'informazione, potrebbe alla fine ritrovarsi ad essere vero e proprio editore digitale dell'informazione (con tutte le conseguenze legali del caso). Su questi (e altri) temi segnalo un interessante workshop organizzato proprio in collaborazione con Google: http://web-apps.herts.ac.uk/uhweb/conferences/ispworkshop/default/ Buon weekend a tutti, u.
------------------ Messaggio originale ------------------- Oggetto: Re: [nexa]La Stampa: "Arriva la "lista nera" delle ricerche:,così Google sfida la pirateria online" Da: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> Data: Sab, 29 Gennaio 2011, 8:09 am A: nexa@server-nexa.polito.it ----------------------------------------------------------
Se questa lista e' gia' problematica (BitTorrent e Megaupload hanno importanti usi perfettamente leciti), sara' interessante capire come fara' Google ad argomentare contro le assai probabili pressioni per estendere la lista.
juan carlos
On 29/01/11 08:03, J.C. DE MARTIN wrote:
28/1/2011
*Arriva la "lista nera" delle ricerche: così Google sfida la pirateria online
Il colosso del Web a difesa del copyright: meno facile trovare parole come "BitTorrent" o "RapidShare". Il Web in rivolta: «E' un tentativo di censura»* * *CLAUDIO LEONARDI Sulla pornografia e sulla pirateria online, Google ha scelto la via della resistenza passiva. Non si può ancora parlare di censura, ma sicuramente di disincentivo: il motore di ricerca ha iniziato giovedì a trattare diversamente alcuni termini che ruotano intorno al mondo del porno e del download illegale, nonché qualche parolina che le mamme americane non vorrebbero mai sentire pronunciare dai propri figli.
Se si prova a digitare, per esempio, "torrent" o "megaupload" (nomi legati alla pratica del p2p e dello scaricamento abusivo di file), Google non fornisce il servizio di completamento automatico della query (che di solito decifra e anticipa le vostre richieste), non ...
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Presentato giovedi' scorso a Bruxelles: buona lettura https://www.privacyinternational.org/ephr u.
La mossa non farà che incentivare la creazione di nuovi motori di ricerca, ritorcendosi, in definitiva, contro la Google stessa. Ancora una volta, giova ripetere che le applicazioni e i servizi di filesharing sono un veicolo efficiente per la diffusione di creazioni intellettuali rilasciate sotto licenze cosiddette floss (pensate, banalmente, a Libreoffice, o all'ultima edizione di Ubuntu o al film Torno Subito (https://ilmiofilm.wordpress.com/), o ai contenuti distribuiti sotto licenze CC da Jamendo). "Oscurarli" danneggia i titolari di diritti di esclusiva che hanno pari diritti dei titolari di diritti di esclusiva che rilasciano le opere sotto le cosiddette licenze proprietarie. Si crea una situazione di fatto di concorrenza sleale dei secondi nei confronti dei primi. E di questo aspetto i maggiori detentori di potere di "voice" (capacità di comunicare a una ampia platea di destinatari privati ed istituzionali) non parlano tanto. V Il giorno 29/gen/2011, alle ore 08.03, J.C. DE MARTIN ha scritto:
28/1/2011 <pixel.gif>
Arriva la "lista nera" delle ricerche: così Google sfida la pirateria online
Il colosso del Web a difesa del copyright: meno facile trovare parole come "BitTorrent" o "RapidShare". Il Web in rivolta: «E' un tentativo di censura»
CLAUDIO LEONARDI <pixel.gif> Sulla pornografia e sulla pirateria online, Google ha scelto la via della resistenza passiva. Non si può ancora parlare di censura, ma sicuramente di disincentivo: il motore di ricerca ha iniziato giovedì a trattare diversamente alcuni termini che ruotano intorno al mondo del porno e del download illegale, nonché qualche parolina che le mamme americane non vorrebbero mai sentire pronunciare dai propri figli.
Se si prova a digitare, per esempio, “torrent” o “megaupload” (nomi legati alla pratica del p2p e dello scaricamento abusivo di file), Google non fornisce il servizio di completamento automatico della query (che di solito decifra e anticipa le vostre richieste), non ...
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Personalmente continuo a pensare che sia ora di stimolate una maggior competizione, specie dal lato UE, nell'offerta dei servizi essenziali on-line. La forte concentrazione di tali servizi cui si sta assistendo, unita a forme di auto-censura o accondiscendenza ai desiderata dalla politica, nonché alla mancanza di trasparenza, mi pare rischino di rendere apparente la libertà ed il pluralismo on-line. Con l'aggiunta che la localizzazione negli USA di molti servizi finisce per ridurre l'UE ed i suoi cittadini ad essere potenzialmente soggetti alle scelte di tipo normativo, politico ed economico di tale nazione. Sarebbe utile una più ampia riflessione su questo punto, come emerso anche nell'incontro di inizio di anno di Nexa; io nel mio piccolo ho provato a lanciare un sasso in maniera informale con questo: http://www.medialaws.eu/concentrazioni-pericolose-spunti-per-una-riflessione... Alessandro Avv. Alessandro Mantelero, PhD Confirmed Assistant Professor Department of Production Systems and Business Economics Politecnico di Torino Corso Duca degli Abruzzi, 24 10129 Torino - Italy http://staff.polito.it/alessandro.mantelero On Sat, 29 Jan 2011 08:03:01 +0100 "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> wrote:
28/1/2011
*Arriva la "lista nera" delle ricerche: così Google sfida la pirateria online
Il colosso del Web a difesa del copyright: meno facile trovare parole come "BitTorrent" o "RapidShare". Il Web in rivolta: «E' un tentativo di censura»* * *CLAUDIO LEONARDI Sulla pornografia e sulla pirateria online, Google ha scelto la via della resistenza passiva. Non si può ancora parlare di censura, ma sicuramente di disincentivo: il motore di ricerca ha iniziato giovedì a trattare diversamente alcuni termini che ruotano intorno al mondo del porno e del download illegale, nonché qualche parolina che le mamme americane non vorrebbero mai sentire pronunciare dai propri figli.
Se si prova a digitare, per esempio, "torrent" o "megaupload" (nomi legati alla pratica del p2p e dello scaricamento abusivo di file), Google non fornisce il servizio di completamento automatico della query (che di solito decifra e anticipa le vostre richieste), non ...
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Caro Alessandro, cari tutti, On 1/29/2011 4:30 PM, MANTELERO ALESSANDRO wrote:
Personalmente continuo a pensare che sia ora di stimolate una maggior competizione, specie dal lato UE, nell'offerta dei servizi essenziali on-line. La forte concentrazione di tali servizi cui si sta assistendo, unita a forme di auto-censura o accondiscendenza ai desiderata dalla politica, nonché alla mancanza di trasparenza, mi pare rischino di rendere apparente la libertà ed il pluralismo on-line. Con l'aggiunta che la localizzazione negli USA di molti servizi finisce per ridurre l'UE ed i suoi cittadini ad essere potenzialmente soggetti alle scelte di tipo normativo, politico ed economico di tale nazione. Sarebbe utile una più ampia riflessione su questo punto, come emerso anche nell'incontro di inizio di anno di Nexa; io nel mio piccolo ho provato a lanciare un sasso in maniera informale con questo: http://www.medialaws.eu/concentrazioni-pericolose-spunti-per-una-riflessione...
Senza entrare nel merito del caso specifico che ha originato questo scambio, mi sento di concordare pienamente con te (e posso garantire, senza rivelare nulla di nuovo, che si tratta di una questione molto chiara all'interno della Commissione Europea, o almeno di alcuni Direttorati Generali). Ho letto con interesse la tua riflessione. Ti chiederei però di elaborare meglio cosa tu intenda per "organismi sovranazionali davvero indipendenti" e "sviluppo di competenze autonome". Ciao, grazie, Andrea
caro Andrea, hai toccato il punto cruciale della questione che concerne sia il profilo di politica industriale ("sviluppo di competenze autonome") che di gestione della rete ("organismi sovranazionali davvero indipendenti"). Sul primo aspetto mi pare siano auspicabili investimenti volti a stimolare l'imprenditoria europea nel fornire servizi competitivi ed alternativi rispetto a quelli erogati dai grandi colossi USA. Su questo gli economisti in lista potrebbero aggiungere molto di più a quelli che per il giurista sono spunti di riflessione. Circa i profili inerenti la creazione di organismi di garanzia che assicurino in maniera sovranazionale il rispetto di alcuni principi minimi inerenti la funzionalità e la gestione democratica della rete vari sono le opinioni ed i contributi a riguardo. Personalmente sarei per scelte di co-regolamentazione, che evitino gli estremi delle scelte dall'alto in capo agli Stati e di quelle dal basso attribuite a gruppi a volte autoreferenziali. Evitando però di ridurre tutto a semplici indicazioni di principio lasciate alla buona volontà dei diversi soggetti interessati. Il tema è molto complesso dal punto di vista giuridico e, in ragione del luogo di pubblicazione, non poteva essere sviluppato a dovere, certo il dibattito in lista potrebbe servire per una riflessione a riguardo all'interno di NEXA. A. On Sat, 29 Jan 2011 17:36:18 +0100 Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> wrote:
Caro Alessandro, cari tutti,
On 1/29/2011 4:30 PM, MANTELERO ALESSANDRO wrote:
Personalmente continuo a pensare che sia ora di stimolate una maggior competizione, specie dal lato UE, nell'offerta dei servizi essenziali on-line. La forte concentrazione di tali servizi cui si sta assistendo, unita a forme di auto-censura o accondiscendenza ai desiderata dalla politica, nonché alla mancanza di trasparenza, mi pare rischino di rendere apparente la libertà ed il pluralismo on-line. Con l'aggiunta che la localizzazione negli USA di molti servizi finisce per ridurre l'UE ed i suoi cittadini ad essere potenzialmente soggetti alle scelte di tipo normativo, politico ed economico di tale nazione. Sarebbe utile una più ampia riflessione su questo punto, come emerso anche nell'incontro di inizio di anno di Nexa; io nel mio piccolo ho provato a lanciare un sasso in maniera informale con questo: http://www.medialaws.eu/concentrazioni-pericolose-spunti-per-una-riflessione...
Senza entrare nel merito del caso specifico che ha originato questo scambio, mi sento di concordare pienamente con te (e posso garantire, senza rivelare nulla di nuovo, che si tratta di una questione molto chiara all'interno della Commissione Europea, o almeno di alcuni Direttorati Generali).
Ho letto con interesse la tua riflessione. Ti chiederei però di elaborare meglio cosa tu intenda per "organismi sovranazionali davvero indipendenti" e "sviluppo di competenze autonome".
Ciao, grazie,
Andrea
Avv. Alessandro Mantelero, PhD Confirmed Assistant Professor Department of Production Systems and Business Economics Politecnico di Torino Corso Duca degli Abruzzi, 24 10129 Torino - Italy http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
Cari tutti, La notizia è un po' vecchia: http://googlepublicpolicy.blogspot.com/2010/12/making-copyright-work-better-... Tra l'altro abbiamo ne abbiamo già discusso in lista. Non ritengo che si possa parlare di filtraggio, visto che Google suggest è solo un servizio aggiuntivo che non cambia la funzionalità del motore di ricerca. Lo conferma indirettamente anche il giornalista: 'In pratica, dovrete fare la “fatica” di digitare per intero il vocabolo nella casella di ricerca, confermare la richiesta e attendere le risposte del motore di ricerca, come avveniva non molto tempo fa per qualunque parola.' A proposito delle considerazioni di Alessandro ed Andrea, come cittadino non posso che essere contento che le istituzioni siano sempre più attive nel sorvegliare il corretto funzionamento del mercato e la trasparenza degli operatori, mentre come Googler sono sereno: come dimostra il recente esito dell'indagine dell'AGCM su Google News, la nostra disponibilità al dialogo e alla collaborazione con le autorità è totale. Un caro saluto. marco On Sat, Jan 29, 2011 at 6:13 PM, MANTELERO ALESSANDRO < alessandro.mantelero@polito.it> wrote:
caro Andrea,
hai toccato il punto cruciale della questione che concerne sia il profilo di politica industriale ("sviluppo di competenze autonome") che di gestione della rete ("organismi sovranazionali davvero indipendenti"). Sul primo aspetto mi pare siano auspicabili investimenti volti a stimolare l'imprenditoria europea nel fornire servizi competitivi ed alternativi rispetto a quelli erogati dai grandi colossi USA. Su questo gli economisti in lista potrebbero aggiungere molto di più a quelli che per il giurista sono spunti di riflessione. Circa i profili inerenti la creazione di organismi di garanzia che assicurino in maniera sovranazionale il rispetto di alcuni principi minimi inerenti la funzionalità e la gestione democratica della rete vari sono le opinioni ed i contributi a riguardo. Personalmente sarei per scelte di co-regolamentazione, che evitino gli estremi delle scelte dall'alto in capo agli Stati e di quelle dal basso attribuite a gruppi a volte autoreferenziali. Evitando però di ridurre tutto a semplici indicazioni di principio lasciate alla buona volontà dei diversi soggetti interessati. Il tema è molto complesso dal punto di vista giuridico e, in ragione del luogo di pubblicazione, non poteva essere sviluppato a dovere, certo il dibattito in lista potrebbe servire per una riflessione a riguardo all'interno di NEXA. A.
On Sat, 29 Jan 2011 17:36:18 +0100 Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> wrote:
Caro Alessandro, cari tutti,
On 1/29/2011 4:30 PM, MANTELERO ALESSANDRO wrote:
Personalmente continuo a pensare che sia ora di stimolate una maggior competizione, specie dal lato UE, nell'offerta dei servizi essenziali on-line. La forte concentrazione di tali servizi cui si sta assistendo, unita a forme di auto-censura o accondiscendenza ai desiderata dalla politica, nonché alla mancanza di trasparenza, mi pare rischino di rendere apparente la libertà ed il pluralismo on-line. Con l'aggiunta che la localizzazione negli USA di molti servizi finisce per ridurre l'UE ed i suoi cittadini ad essere potenzialmente soggetti alle scelte di tipo normativo, politico ed economico di tale nazione. Sarebbe utile una più ampia riflessione su questo punto, come emerso anche nell'incontro di inizio di anno di Nexa; io nel mio piccolo ho provato a lanciare un sasso in maniera informale con questo:
http://www.medialaws.eu/concentrazioni-pericolose-spunti-per-una-riflessione...
Senza entrare nel merito del caso specifico che ha originato questo scambio, mi sento di concordare pienamente con te (e posso garantire, senza rivelare nulla di nuovo, che si tratta di una questione molto chiara all'interno della Commissione Europea, o almeno di alcuni Direttorati Generali).
Ho letto con interesse la tua riflessione. Ti chiederei però di elaborare meglio cosa tu intenda per "organismi sovranazionali davvero indipendenti" e "sviluppo di competenze autonome".
Ciao, grazie,
Andrea
Avv. Alessandro Mantelero, PhD Confirmed Assistant Professor Department of Production Systems and Business Economics Politecnico di Torino Corso Duca degli Abruzzi, 24 10129 Torino - Italy http://staff.polito.it/alessandro.mantelero _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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