28/1/2011
Arriva la "lista nera" delle ricerche:
così Google sfida la pirateria online
Il colosso del Web a difesa del copyright: meno facile trovare
parole come "BitTorrent" o "RapidShare".
Il Web in rivolta: «E' un tentativo di censura»
CLAUDIO LEONARDI
Sulla
pornografia e sulla pirateria online, Google ha scelto la via della
resistenza passiva. Non si può ancora parlare di censura, ma
sicuramente di disincentivo: il motore di ricerca ha iniziato
giovedì a trattare diversamente alcuni termini che ruotano intorno
al mondo del porno e del download illegale, nonché qualche parolina
che le mamme americane non vorrebbero mai sentire pronunciare dai
propri figli.
Se si prova a digitare, per esempio, “torrent” o “megaupload” (nomi
legati alla pratica del p2p e dello scaricamento abusivo di file),
Google non fornisce il servizio di completamento automatico della
query (che di solito decifra e anticipa le vostre richieste), non
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