Proposta: illegali le Creative Commons (NO pesce d'Aprile)
Scusate, ma.. E` molto tempo che non mi occupo di copyright/diritto d'autore (uso "copyright" per facilita`, nel resto della email) e/o di licenze Creative Commons, e dunque potrei tranquillamente dire una baggianata. Ma a me pare che la proposta di legge portoghese, cosi` come riportata nel blog indicato da Paolo, si riferisca non a tutti i diritti esclusivi propri del copyright, ma soltanto al cosiddetto "equo compenso" previsto, almeno nelle leggi nazionali che conosco io, per determinati atti compiuti senza l'autorizzazione del titolare dei diritti (p.e. in caso di noleggio etc). Anche nelle licenze CC italiane e` previsto il caso in cui un equo compenso non sia rinunciabile (vedi art. 3(g) della licenza BY 2.5: "Al Licenziante spettano in ogni caso i compensi irrinunciabili a lui attribuiti dalla medesima legge (ad es. l’equo compenso spettante all’autore di opere musicali, cinematografiche, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento nel caso di noleggio ai sensi dell’art. 18-bis l. 633/1941)"). Come ho detto, e` molto tempo che non mi occupo direttamente di queste faccende.Quindi scusate in anticipo se ho capito male io. Ciao, Andrea 2011/5/3 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>:
Ci avevo fatto un pesce d'aprile ma come talvolta accade la realtà supera la fantasia. In Portogallo il Partito Socialista presenterà un disegno di legge per rendere illegali le Creative Commons. La "motivazione" (le virgolette sono d'obbligo): sono nocive per la cultura. Io sospetto sia un primo test contro le CC orchestrato dalla lunga mano dei soliti noti che hanno cominciato ad essere infastiditi dalla concorrenza del copyleft che, almeno nel campo del software e in quello musicale, è significativa (ricordate le richieste di takedown nell'ultimo anno contro opere rilasciate sotto licenze GPL e CC, che peraltro in Scambioetico abbiamo visto direttamente anche in TNT Village) e le manovre antipirateria portoghesi iniziate dall'anno scorso e coordinate dagli americani).
C'è anche da notare che il disegno di legge arriva subito dopo dopo le dichiarazioni anti-Creative Commons della MPAA in Brasile e non credo proprio si tratti di una coincidenza. Le dichiarazioni dei massimi vertici della MPAA (cfr. Frazier) vogliono deliberatamente fondere pirateria, violazioni del copyright e Creative Commons in un unico calderone da trattare senza discernimento, come peraltro si erano già accorti alla FSF un anno e mezzo fa (mi riferisco alla lettera aperta di FSF pubblicata da TorrentFreak in cui si spiegava perché la FSF ritiene che gli attacchi contro le violazioni prive di scopo di lucro del copyright online siano anche attacchi contro il software libero - e alla presa di posizione di Stallman che ha firmato la Carta di Barcellona).
In generale l'enorme castello di menzogne costruito costruito da alcune industrie con l'approvazione di policy maker corrotti sta portando ad un vero e proprio ribaltamento della realtà. Affermare infatti che le CC sono nocive per la cultura significa essere consapevoli di potersi permettere di diffondere ufficialmente le menzogne più grandi certi di poterne uscire impuniti.
Nella pratica la legge portoghese sancirebbe la "inalienabilità" e la "non rinunciabilità" dei diritti esclusivi tipici del copyright, rendendo nulle tutte le clausole contrattuali o di altra natura diverse (e quindi anche le varie CC). Farebbe però eccezione il software.
Per ora la mia fonte è questa, sto cercando altre verifiche:
<http://mindboosternoori.blogspot.com/2011/05/portugals-biggest-political-par...>
Credo che se questo esperimento dovesse essere coronato da successo anche parziale, vedremo nel giro di pochi anni leggi-fotocopia un po' in tutta Europa, esattamente come accade con le leggi-fotocopia scritte dagli americani in merito all'enforcemente del copyright.
Ciao, Paolo
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Il 04/05/2011 08:14, Andrea Glorioso ha scritto:
Scusate, ma..
E` molto tempo che non mi occupo di copyright/diritto d'autore (uso "copyright" per facilita`, nel resto della email) e/o di licenze Creative Commons, e dunque potrei tranquillamente dire una baggianata. Ma a me pare che la proposta di legge portoghese, cosi` come riportata nel blog indicato da Paolo, si riferisca non a tutti i diritti esclusivi propri del copyright, ma soltanto al cosiddetto "equo compenso" previsto, almeno nelle leggi nazionali che conosco io, per determinati atti compiuti senza l'autorizzazione del titolare dei diritti (p.e. in caso di noleggio etc).
Buongiorno Andrea, appena ho tempo approfondisco la cosa. Non si spiegherebbe la presa di posizione teorica contro le Creative Commons come nocive per la cultura, però c'è un commento interessante all'articolo che sostiene quello che dici, tuttavia sottolineando che le CC restano comunque illegali in Portogallo per motivi pre-esistenti. Ciao, Paolo "Esta medida da “compensação equitativa” que foi agora regulada e aprovada, nada tem a ver com as Creative Commons. Passo a explicar: As CC sempre foram ilegais em Portugal por força do regime da autorização aplicável à transmissão das obras previsto no CDADC que o exige que, do documento escrito que lhe dá forma, constem as respectivas condições de tempo, lugar e preço com reconhecimento notarial das assinaturas no caso de a transmissão ser parcial e por escritura pública no caso de ser total. É isto que invalida as CC e nada tem a ver com esta PL sobre a cópia privada que (oportunisticamente e deficientemente é verdade) vem estabelecer um regime de compensações que pertencem aos autores e aristas mas que são exigidas aos fabricantes e importadores daqueles equipamentos que possibilitam e facilitam a cópia privada por seres aparelhos de reprodução. Não são os autores / artistas que vão suportar estes valores. Aliás, vão beneficiar deles. " Ciao, Paolo
Ecco un'analisi più accurata in cui si dubita che la nuova legge possa essere usata per rendere illegali le Creative Commons, e in cui si ipotizza che le dichiarazioni anti-CC abbiano favorito questa visione. <http://translate.google.pt/translate?js=n&prev=_t&hl=pt-PT&ie=UTF-8&layout=2...> Il 04/05/2011 10:57, Paolo Brini ha scritto:
Il 04/05/2011 08:14, Andrea Glorioso ha scritto:
Scusate, ma..
E` molto tempo che non mi occupo di copyright/diritto d'autore (uso "copyright" per facilita`, nel resto della email) e/o di licenze Creative Commons, e dunque potrei tranquillamente dire una baggianata. Ma a me pare che la proposta di legge portoghese, cosi` come riportata nel blog indicato da Paolo, si riferisca non a tutti i diritti esclusivi propri del copyright, ma soltanto al cosiddetto "equo compenso" previsto, almeno nelle leggi nazionali che conosco io, per determinati atti compiuti senza l'autorizzazione del titolare dei diritti (p.e. in caso di noleggio etc). Buongiorno Andrea,
appena ho tempo approfondisco la cosa. Non si spiegherebbe la presa di posizione teorica contro le Creative Commons come nocive per la cultura, però c'è un commento interessante all'articolo che sostiene quello che dici, tuttavia sottolineando che le CC restano comunque illegali in Portogallo per motivi pre-esistenti.
Ciao, Paolo
"Esta medida da “compensação equitativa” que foi agora regulada e aprovada, nada tem a ver com as Creative Commons. Passo a explicar:
As CC sempre foram ilegais em Portugal por força do regime da autorização aplicável à transmissão das obras previsto no CDADC que o exige que, do documento escrito que lhe dá forma, constem as respectivas condições de tempo, lugar e preço com reconhecimento notarial das assinaturas no caso de a transmissão ser parcial e por escritura pública no caso de ser total.
É isto que invalida as CC e nada tem a ver com esta PL sobre a cópia privada que (oportunisticamente e deficientemente é verdade) vem estabelecer um regime de compensações que pertencem aos autores e aristas mas que são exigidas aos fabricantes e importadores daqueles equipamentos que possibilitam e facilitam a cópia privada por seres aparelhos de reprodução. Não são os autores / artistas que vão suportar estes valores. Aliás, vão beneficiar deles. "
Ciao, Paolo
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La vedo esattamente come Andrea... potrei sbagliarmi, ma - per una volta - penso che sia un "falso allarme". Più in generale, è possibile che qualche revisione normativa costringa a fare qualche adattamento nelle licenze CC di alcuni paesi, ma rendere "illegali" le licenza CC è parecchio difficile, finché si lascia autonomia negoziale ai detentori dei diritti d'autore... e dubito fortemente che andare contro questa autonomia negoziale sia un'opzione praticabile (specie per i fautori del copyright massimalista). Se si segue la via di quanto succede, ad esempio, per le fotocopie, il peggio che può capitare è che, di tanto in tanto, un autore di opere licenziate in CC si ritrovi in credito di qualche euro con SIAE ;-) Ciao, Federico On 05/04/2011 08:14 AM, Andrea Glorioso wrote:
Scusate, ma..
E` molto tempo che non mi occupo di copyright/diritto d'autore (uso "copyright" per facilita`, nel resto della email) e/o di licenze Creative Commons, e dunque potrei tranquillamente dire una baggianata. Ma a me pare che la proposta di legge portoghese, cosi` come riportata nel blog indicato da Paolo, si riferisca non a tutti i diritti esclusivi propri del copyright, ma soltanto al cosiddetto "equo compenso" previsto, almeno nelle leggi nazionali che conosco io, per determinati atti compiuti senza l'autorizzazione del titolare dei diritti (p.e. in caso di noleggio etc).
Anche nelle licenze CC italiane e` previsto il caso in cui un equo compenso non sia rinunciabile (vedi art. 3(g) della licenza BY 2.5: "Al Licenziante spettano in ogni caso i compensi irrinunciabili a lui attribuiti dalla medesima legge (ad es. l’equo compenso spettante all’autore di opere musicali, cinematografiche, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento nel caso di noleggio ai sensi dell’art. 18-bis l. 633/1941)").
Come ho detto, e` molto tempo che non mi occupo direttamente di queste faccende.Quindi scusate in anticipo se ho capito male io.
Ciao,
Andrea
2011/5/3 Paolo Brini<paolo.brini@iridiumpg.com>:
Ci avevo fatto un pesce d'aprile ma come talvolta accade la realtà supera la fantasia. In Portogallo il Partito Socialista presenterà un disegno di legge per rendere illegali le Creative Commons. La "motivazione" (le virgolette sono d'obbligo): sono nocive per la cultura. Io sospetto sia un primo test contro le CC orchestrato dalla lunga mano dei soliti noti che hanno cominciato ad essere infastiditi dalla concorrenza del copyleft che, almeno nel campo del software e in quello musicale, è significativa (ricordate le richieste di takedown nell'ultimo anno contro opere rilasciate sotto licenze GPL e CC, che peraltro in Scambioetico abbiamo visto direttamente anche in TNT Village) e le manovre antipirateria portoghesi iniziate dall'anno scorso e coordinate dagli americani).
C'è anche da notare che il disegno di legge arriva subito dopo dopo le dichiarazioni anti-Creative Commons della MPAA in Brasile e non credo proprio si tratti di una coincidenza. Le dichiarazioni dei massimi vertici della MPAA (cfr. Frazier) vogliono deliberatamente fondere pirateria, violazioni del copyright e Creative Commons in un unico calderone da trattare senza discernimento, come peraltro si erano già accorti alla FSF un anno e mezzo fa (mi riferisco alla lettera aperta di FSF pubblicata da TorrentFreak in cui si spiegava perché la FSF ritiene che gli attacchi contro le violazioni prive di scopo di lucro del copyright online siano anche attacchi contro il software libero - e alla presa di posizione di Stallman che ha firmato la Carta di Barcellona).
In generale l'enorme castello di menzogne costruito costruito da alcune industrie con l'approvazione di policy maker corrotti sta portando ad un vero e proprio ribaltamento della realtà. Affermare infatti che le CC sono nocive per la cultura significa essere consapevoli di potersi permettere di diffondere ufficialmente le menzogne più grandi certi di poterne uscire impuniti.
Nella pratica la legge portoghese sancirebbe la "inalienabilità" e la "non rinunciabilità" dei diritti esclusivi tipici del copyright, rendendo nulle tutte le clausole contrattuali o di altra natura diverse (e quindi anche le varie CC). Farebbe però eccezione il software.
Per ora la mia fonte è questa, sto cercando altre verifiche:
<http://mindboosternoori.blogspot.com/2011/05/portugals-biggest-political-par...>
Credo che se questo esperimento dovesse essere coronato da successo anche parziale, vedremo nel giro di pochi anni leggi-fotocopia un po' in tutta Europa, esattamente come accade con le leggi-fotocopia scritte dagli americani in merito all'enforcemente del copyright.
Ciao, Paolo
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Avete visto questo? http://www.technollama.co.uk/is-portugal-about-to-make-creative-commons-ille... -----Messaggio originale----- Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Federico Morando Inviato: sabato 7 maggio 2011 19.31 A: Andrea Glorioso Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Proposta: illegali le Creative Commons (NO pesce d'Aprile) La vedo esattamente come Andrea... potrei sbagliarmi, ma - per una volta - penso che sia un "falso allarme". Più in generale, è possibile che qualche revisione normativa costringa a fare qualche adattamento nelle licenze CC di alcuni paesi, ma rendere "illegali" le licenza CC è parecchio difficile, finché si lascia autonomia negoziale ai detentori dei diritti d'autore... e dubito fortemente che andare contro questa autonomia negoziale sia un'opzione praticabile (specie per i fautori del copyright massimalista). Se si segue la via di quanto succede, ad esempio, per le fotocopie, il peggio che può capitare è che, di tanto in tanto, un autore di opere licenziate in CC si ritrovi in credito di qualche euro con SIAE ;-) Ciao, Federico On 05/04/2011 08:14 AM, Andrea Glorioso wrote:
Scusate, ma..
E` molto tempo che non mi occupo di copyright/diritto d'autore (uso "copyright" per facilita`, nel resto della email) e/o di licenze Creative Commons, e dunque potrei tranquillamente dire una baggianata. Ma a me pare che la proposta di legge portoghese, cosi` come riportata nel blog indicato da Paolo, si riferisca non a tutti i diritti esclusivi propri del copyright, ma soltanto al cosiddetto "equo compenso" previsto, almeno nelle leggi nazionali che conosco io, per determinati atti compiuti senza l'autorizzazione del titolare dei diritti (p.e. in caso di noleggio etc).
Anche nelle licenze CC italiane e` previsto il caso in cui un equo compenso non sia rinunciabile (vedi art. 3(g) della licenza BY 2.5: "Al Licenziante spettano in ogni caso i compensi irrinunciabili a lui attribuiti dalla medesima legge (ad es. l'equo compenso spettante all'autore di opere musicali, cinematografiche, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento nel caso di noleggio ai sensi dell'art. 18-bis l. 633/1941)").
Come ho detto, e` molto tempo che non mi occupo direttamente di queste faccende.Quindi scusate in anticipo se ho capito male io.
Ciao,
Andrea
2011/5/3 Paolo Brini<paolo.brini@iridiumpg.com>:
Ci avevo fatto un pesce d'aprile ma come talvolta accade la realtà supera la fantasia. In Portogallo il Partito Socialista presenterà un disegno di legge per rendere illegali le Creative Commons. La "motivazione" (le virgolette sono d'obbligo): sono nocive per la cultura. Io sospetto sia un primo test contro le CC orchestrato dalla lunga mano dei soliti noti che hanno cominciato ad essere infastiditi dalla concorrenza del copyleft che, almeno nel campo del software e in quello musicale, è significativa (ricordate le richieste di takedown nell'ultimo anno contro opere rilasciate sotto licenze GPL e CC, che peraltro in Scambioetico abbiamo visto direttamente anche in TNT Village) e le manovre antipirateria portoghesi iniziate dall'anno scorso e coordinate dagli americani).
C'è anche da notare che il disegno di legge arriva subito dopo dopo le dichiarazioni anti-Creative Commons della MPAA in Brasile e non credo proprio si tratti di una coincidenza. Le dichiarazioni dei massimi vertici della MPAA (cfr. Frazier) vogliono deliberatamente fondere pirateria, violazioni del copyright e Creative Commons in un unico calderone da trattare senza discernimento, come peraltro si erano già accorti alla FSF un anno e mezzo fa (mi riferisco alla lettera aperta di FSF pubblicata da TorrentFreak in cui si spiegava perché la FSF ritiene che gli attacchi contro le violazioni prive di scopo di lucro del copyright online siano anche attacchi contro il software libero - e alla presa di posizione di Stallman che ha firmato la Carta di Barcellona).
In generale l'enorme castello di menzogne costruito costruito da alcune industrie con l'approvazione di policy maker corrotti sta portando ad un vero e proprio ribaltamento della realtà. Affermare infatti che le CC sono nocive per la cultura significa essere consapevoli di potersi permettere di diffondere ufficialmente le menzogne più grandi certi di poterne uscire impuniti.
Nella pratica la legge portoghese sancirebbe la "inalienabilità" e la "non rinunciabilità" dei diritti esclusivi tipici del copyright, rendendo nulle tutte le clausole contrattuali o di altra natura diverse (e quindi anche le varie CC). Farebbe però eccezione il software.
Per ora la mia fonte è questa, sto cercando altre verifiche:
<http://mindboosternoori.blogspot.com/2011/05/portugals-biggest-polit ical-party-wants.html>
Credo che se questo esperimento dovesse essere coronato da successo anche parziale, vedremo nel giro di pochi anni leggi-fotocopia un po' in tutta Europa, esattamente come accade con le leggi-fotocopia scritte dagli americani in merito all'enforcemente del copyright.
Ciao, Paolo
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Probabilmente il caso portoghese è un pò più delicato, ma non mi pare così drasticamente diverso dalle previsioni della nostra legge sul diritto d'autore: Art. 18-bis (...) 3. L'autore ha il potere esclusivo di autorizzare il noleggio o il prestito da parte di terzi. 4. I suddetti diritti e poteri non si esauriscono con la vendita o con la distribuzione in qualsiasi forma degli originali, di copie o di supporti delle opere. 5. L'autore, anche in caso di cessione del diritto di noleggio ad un produttore di fonogrammi o di opere cinematografiche o audiovisive o sequenze di immagini in movimento, conserva il diritto di ottenere un'equa remunerazione per il noleggio da questi a sua volta concluso con terzi. Ogni patto contrario è nullo. (...) Art. 68 (...) 4. I responsabili dei punti o centri di riproduzione, i quali utilizzino nel proprio ambito o mettano a disposizione di terzi, anche gratuitamente, apparecchi per fotocopia, xerocopia o analogo sistema di riproduzione, devono corrispondere un compenso agli autori ed agli editori delle opere dell'ingegno pubblicate per le stampe che, mediante tali apparecchi, vengono riprodotte per gli usi previsti nel comma 3. La misura di detto compenso e le modalità per la riscossione e la ripartizione sono determinate secondo i criteri posti all'art. 181- ter della presente legge. Salvo diverso accordo tra la SIAE e le associazione delle categorie interessate, tale compenso non può essere inferiore per ciascuna pagina riprodotta al prezzo medio a pagina rilevato annualmente dall'ISTAT per i libri. 5. Le riproduzioni per uso personale delle opere esistenti nelle biblioteche pubbliche, fatte all'interno delle stesse con i mezzi di cui al comma 3, possono essere effettuate liberamente nei limiti stabiliti dal medesimo comma 3 con corresponsione di un compenso in forma forfetaria a favore degli aventi diritto di cui al comma 2 dell'articolo 181-ter, determinato ai sensi del secondo periodo del comma 1 del medesimo articolo 181-ter. Tale compenso è versato direttamente ogni anno dalle biblioteche, nei limiti degli introiti riscossi per il servizio, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato o degli enti dai quali le biblioteche dipendono. I limiti di cui al comma 3 non si applicano alle opere fuori dai cataloghi editoriali e rare in quanto di difficile reperibilità sul mercato. Insomma, l'idea di diritti economici inalienabili non è poi così nuova. Ciao, Federico Il giorno 08/mag/2011, alle ore 10.14 p., Masera Anna <Anna.MASERA@lastampa.it> ha scritto:
Avete visto questo? http://www.technollama.co.uk/is-portugal-about-to-make-creative-commons-ille...
-----Messaggio originale----- Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Federico Morando Inviato: sabato 7 maggio 2011 19.31 A: Andrea Glorioso Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Proposta: illegali le Creative Commons (NO pesce d'Aprile)
La vedo esattamente come Andrea... potrei sbagliarmi, ma - per una volta - penso che sia un "falso allarme".
Più in generale, è possibile che qualche revisione normativa costringa a fare qualche adattamento nelle licenze CC di alcuni paesi, ma rendere "illegali" le licenza CC è parecchio difficile, finché si lascia autonomia negoziale ai detentori dei diritti d'autore... e dubito fortemente che andare contro questa autonomia negoziale sia un'opzione praticabile (specie per i fautori del copyright massimalista). Se si segue la via di quanto succede, ad esempio, per le fotocopie, il peggio che può capitare è che, di tanto in tanto, un autore di opere licenziate in CC si ritrovi in credito di qualche euro con SIAE ;-)
Ciao,
Federico
On 05/04/2011 08:14 AM, Andrea Glorioso wrote:
Scusate, ma..
E` molto tempo che non mi occupo di copyright/diritto d'autore (uso "copyright" per facilita`, nel resto della email) e/o di licenze Creative Commons, e dunque potrei tranquillamente dire una baggianata. Ma a me pare che la proposta di legge portoghese, cosi` come riportata nel blog indicato da Paolo, si riferisca non a tutti i diritti esclusivi propri del copyright, ma soltanto al cosiddetto "equo compenso" previsto, almeno nelle leggi nazionali che conosco io, per determinati atti compiuti senza l'autorizzazione del titolare dei diritti (p.e. in caso di noleggio etc).
Anche nelle licenze CC italiane e` previsto il caso in cui un equo compenso non sia rinunciabile (vedi art. 3(g) della licenza BY 2.5: "Al Licenziante spettano in ogni caso i compensi irrinunciabili a lui attribuiti dalla medesima legge (ad es. l'equo compenso spettante all'autore di opere musicali, cinematografiche, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento nel caso di noleggio ai sensi dell'art. 18-bis l. 633/1941)").
Come ho detto, e` molto tempo che non mi occupo direttamente di queste faccende.Quindi scusate in anticipo se ho capito male io.
Ciao,
Andrea
2011/5/3 Paolo Brini<paolo.brini@iridiumpg.com>:
Ci avevo fatto un pesce d'aprile ma come talvolta accade la realtà supera la fantasia. In Portogallo il Partito Socialista presenterà un disegno di legge per rendere illegali le Creative Commons. La "motivazione" (le virgolette sono d'obbligo): sono nocive per la cultura. Io sospetto sia un primo test contro le CC orchestrato dalla lunga mano dei soliti noti che hanno cominciato ad essere infastiditi dalla concorrenza del copyleft che, almeno nel campo del software e in quello musicale, è significativa (ricordate le richieste di takedown nell'ultimo anno contro opere rilasciate sotto licenze GPL e CC, che peraltro in Scambioetico abbiamo visto direttamente anche in TNT Village) e le manovre antipirateria portoghesi iniziate dall'anno scorso e coordinate dagli americani).
C'è anche da notare che il disegno di legge arriva subito dopo dopo le dichiarazioni anti-Creative Commons della MPAA in Brasile e non credo proprio si tratti di una coincidenza. Le dichiarazioni dei massimi vertici della MPAA (cfr. Frazier) vogliono deliberatamente fondere pirateria, violazioni del copyright e Creative Commons in un unico calderone da trattare senza discernimento, come peraltro si erano già accorti alla FSF un anno e mezzo fa (mi riferisco alla lettera aperta di FSF pubblicata da TorrentFreak in cui si spiegava perché la FSF ritiene che gli attacchi contro le violazioni prive di scopo di lucro del copyright online siano anche attacchi contro il software libero - e alla presa di posizione di Stallman che ha firmato la Carta di Barcellona).
In generale l'enorme castello di menzogne costruito costruito da alcune industrie con l'approvazione di policy maker corrotti sta portando ad un vero e proprio ribaltamento della realtà. Affermare infatti che le CC sono nocive per la cultura significa essere consapevoli di potersi permettere di diffondere ufficialmente le menzogne più grandi certi di poterne uscire impuniti.
Nella pratica la legge portoghese sancirebbe la "inalienabilità" e la "non rinunciabilità" dei diritti esclusivi tipici del copyright, rendendo nulle tutte le clausole contrattuali o di altra natura diverse (e quindi anche le varie CC). Farebbe però eccezione il software.
Per ora la mia fonte è questa, sto cercando altre verifiche:
<http://mindboosternoori.blogspot.com/2011/05/portugals-biggest-polit ical-party-wants.html>
Credo che se questo esperimento dovesse essere coronato da successo anche parziale, vedremo nel giro di pochi anni leggi-fotocopia un po' in tutta Europa, esattamente come accade con le leggi-fotocopia scritte dagli americani in merito all'enforcemente del copyright.
Ciao, Paolo
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