*Demystifying the MOOC* By JEFFREY J. SELINGOOCT. 29, 2014 When massive open online courses first grabbed the spotlight in 2011, many saw in them promise of a revolutionary force that would disrupt traditional higher education by expanding access and reducing costs. The hope was that MOOCs — classes from elite universities, most of them free, in some cases enrolling hundreds of thousands of students each — would make it possible for anyone to acquire an education, from a villager in Turkey to a college dropout in the United States. Following the “hype cycle” model for new technology products developed by the Gartner research group, MOOCs have fallen from their “peak of inflated expectations” in 2012 to the “trough of disillusionment.” There are several reasons for the disillusionment. First, the average student in a MOOC is not a Turkish villager with no other access to higher education but a young white American man with a bachelor’s degree and a full-time job. […] Continua qui: http://www.nytimes.com/2014/11/02/education/edlife/demystifying-the-mooc.htm...
De-mistificare i mooc non puo' che fare un gran bene a tutti coloro che si occupano di educazione L'articolo citato di fatto dice cose gia' in larga parte condivise da chi si occupa del tema: ovviamente questa e' la versione delle universita' americane piu' ricche e famose. Ma ci sono molte universita' anche in Europa che stanno valutando pro e contro dei corsi massivi online, e ovviamente ci sono molti modi di interpretare i concetti racchiusi in ognuna delle lettere che compongono l'acronimo (massive -open-online-courses) Ci sono piattaforme nazionali in europa per i mooc (come future learn, fun e iversity) e ci sono progetti supportati dalla UE come ECHO che si focalizza sugli open data ed EMMA (www.europeanmoocs.eu) che si focalizza sul multilinguismo: la buona notizia per noi che quest'ultimo ha come capofila un'universita' italiana. Certo i dubbi sono molti, e come spesso accade per le innovazioni tecnologiche in questi settori, non si tratta di qualcosa che sostituisce o azzera i sistemi precedenti, ma di soluzioni che possono intercettare bisogni di una parte della popolazione. Ci sono mooc fatti anche da ong e da altre organizzazioni internazionali - es. European schoolnet ha gia' lanciato un paio di mooc per gli insegnanti europei (gli ultimi sul coding e sul games) sono strumenti di marketing? forse, non servono a ridurre il gap educativo nel mondo? forse - sicuramente questo fenomeno dovrebbe essere almeno riconosciuto e identificato e utilizzato meglio per quello che puo' offrire... ad esempio per l'orientamento, o per la riqualificazione oppure per evitare che ogni singola amministrazione del regno si faccia il proprio corso online sull'ultima norma :) Il 30/10/2014 13:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
*Demystifying the MOOC*
By JEFFREY J. SELINGOOCT. 29, 2014
When massive open online courses first grabbed the spotlight in 2011, many saw in them promise of a revolutionary force that would disrupt traditional higher education by expanding access and reducing costs. The hope was that MOOCs --- classes from elite universities, most of them free, in some cases enrolling hundreds of thousands of students each --- would make it possible for anyone to acquire an education, from a villager in Turkey to a college dropout in the United States.
Following the "hype cycle" model for new technology products developed by the Gartner research group, MOOCs have fallen from their "peak of inflated expectations" in 2012 to the "trough of disillusionment."
There are several reasons for the disillusionment. First, the average student in a MOOC is not a Turkish villager with no other access to higher education but a young white American man with a bachelor's degree and a full-time job.
[...]
Continua qui: http://www.nytimes.com/2014/11/02/education/edlife/demystifying-the-mooc.htm...
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Eleonora Pantò Learning, Inclusion and Social Innovation Program Developer CSP - Innovazione nelle ICT s.c.a r.l. http://www.csp.it Sede: Via Nizza, 150 - 10126 - Torino - Italy Ingresso: Via Alassio, 11/C tel. +390114815111 - cell +393486086090 skype/twitter: epanto Follow CSP on social media: http://www.youtube.com/cspscarl http://www.facebook.com/cspscarl http://www.twitter.com/cspscarl -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Associazione Dschola http://www.associazionedschola.it http://www.dschola.it http://www.youtube.com/dscholatv http://www.facebook.com/groups/dschola -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Medea - Media&Learning Association http://www.media-and-learning.eu http://www.medea-awards.com -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Please don't print this e-mail unless you really need to
Credo infatti sia sbagliato affrontare la questione dei MOOC come un'alternativa o una contrapposizione alle Università classiche, dove si insegna, si fa ricerca, ci si confronta, si sperimenta in laboratori. Pensare che questo si possa fare on line, sostituendo così una laurea al Poli piuttosto che a Oxford è semplicemente assurdo. Pensare che per lo studente filippino che può permettersi un portatile ed un caffè all'IKEA da dove seguire un corso on line, che gli sarà certo utile, sia un'opportunità, è invece ragionevole. Come può essere un'opportunità per uno studente del Poli seguire una lezione di un'altra università, magari in lingua, per sentire un punto di vista diverso, per un professionista seguire un aggiornamento o ripassare quei concetti di base che tutti sanno ma nessuno ricorda, per un dilettante o un appasionato seguirsi qualcosa, magari di un livello superiore ai documentari di focus. Io ad esempio mi sono iscritto ad un MOOC di egittologia di un'università spagnola: non me ne viene nulla per la carriera, ma imparo qualcosa ed esercito la lingua, perchè non sfruttare queste occasioni? Saluti a tutti Diego Date: Thu, 30 Oct 2014 13:45:58 +0100 From: eleonora.panto@csp.it To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] NYT: "Demystifying the MOOC" De-mistificare i mooc non puo' che fare un gran bene a tutti coloro che si occupano di educazione L'articolo citato di fatto dice cose gia' in larga parte condivise da chi si occupa del tema: ovviamente questa e' la versione delle universita' americane piu' ricche e famose. Ma ci sono molte universita' anche in Europa che stanno valutando pro e contro dei corsi massivi online, e ovviamente ci sono molti modi di interpretare i concetti racchiusi in ognuna delle lettere che compongono l'acronimo (massive -open-online-courses) Ci sono piattaforme nazionali in europa per i mooc (come future learn, fun e iversity) e ci sono progetti supportati dalla UE come ECHO che si focalizza sugli open data ed EMMA (www.europeanmoocs.eu) che si focalizza sul multilinguismo: la buona notizia per noi che quest'ultimo ha come capofila un'universita' italiana. Certo i dubbi sono molti, e come spesso accade per le innovazioni tecnologiche in questi settori, non si tratta di qualcosa che sostituisce o azzera i sistemi precedenti, ma di soluzioni che possono intercettare bisogni di una parte della popolazione. Ci sono mooc fatti anche da ong e da altre organizzazioni internazionali - es. European schoolnet ha gia' lanciato un paio di mooc per gli insegnanti europei (gli ultimi sul coding e sul games) sono strumenti di marketing? forse, non servono a ridurre il gap educativo nel mondo? forse - sicuramente questo fenomeno dovrebbe essere almeno riconosciuto e identificato e utilizzato meglio per quello che puo' offrire... ad esempio per l'orientamento, o per la riqualificazione oppure per evitare che ogni singola amministrazione del regno si faccia il proprio corso online sull'ultima norma :) Il 30/10/2014 13:05, J.C. DE MARTIN ha scritto: Demystifying the MOOC By JEFFREY J. SELINGOOCT. 29, 2014 When massive open online courses first grabbed the spotlight in 2011, many saw in them promise of a revolutionary force that would disrupt traditional higher education by expanding access and reducing costs. The hope was that MOOCs — classes from elite universities, most of them free, in some cases enrolling hundreds of thousands of students each — would make it possible for anyone to acquire an education, from a villager in Turkey to a college dropout in the United States. Following the “hype cycle” model for new technology products developed by the Gartner research group, MOOCs have fallen from their “peak of inflated expectations” in 2012 to the “trough of disillusionment.” There are several reasons for the disillusionment. First, the average student in a MOOC is not a Turkish villager with no other access to higher education but a young white American man with a bachelor’s degree and a full-time job. […] Continua qui: http://www.nytimes.com/2014/11/02/education/edlife/demystifying-the-mooc.htm... _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa -- -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Eleonora Pantò Learning, Inclusion and Social Innovation Program Developer CSP - Innovazione nelle ICT s.c.a r.l. http://www.csp.it Sede: Via Nizza, 150 - 10126 - Torino - Italy Ingresso: Via Alassio, 11/C tel. +390114815111 - cell +393486086090 skype/twitter: epanto Follow CSP on social media: http://www.youtube.com/cspscarl http://www.facebook.com/cspscarl http://www.twitter.com/cspscarl -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Associazione Dschola http://www.associazionedschola.it http://www.dschola.it http://www.youtube.com/dscholatv http://www.facebook.com/groups/dschola -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Medea - Media&Learning Association http://www.media-and-learning.eu http://www.medea-awards.com -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Please don't print this e-mail unless you really need to _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
E infatti, se arrivate fino in fondo all'articolo di Selingo, è esattamente la sua conclusione, che condivido. Ma ricordiamoci che appena fino a ieri c'era gente con molti soldi e/o molto potere che brandivano i MOOC come rimpiazzo dell'università fisica... Ciao! juan carlos On 30/10/14 14:03, Diego Giorio wrote:
Credo infatti sia sbagliato affrontare la questione dei MOOC come un'alternativa o una contrapposizione alle Università classiche, dove si insegna, si fa ricerca, ci si confronta, si sperimenta in laboratori. Pensare che questo si possa fare on line, sostituendo così una laurea al Poli piuttosto che a Oxford è semplicemente assurdo. Pensare che per lo studente filippino che può permettersi un portatile ed un caffè all'IKEA da dove seguire un corso on line, che gli sarà certo utile, sia un'opportunità, è invece ragionevole. Come può essere un'opportunità per uno studente del Poli seguire una lezione di un'altra università, magari in lingua, per sentire un punto di vista diverso, per un professionista seguire un aggiornamento o ripassare quei concetti di base che tutti sanno ma nessuno ricorda, per un dilettante o un appasionato seguirsi qualcosa, magari di un livello superiore ai documentari di focus. Io ad esempio mi sono iscritto ad un MOOC di egittologia di un'università spagnola: non me ne viene nulla per la carriera, ma imparo qualcosa ed esercito la lingua, perchè non sfruttare queste occasioni?
Saluti a tutti
Diego
------------------------------------------------------------------------ Date: Thu, 30 Oct 2014 13:45:58 +0100 From: eleonora.panto@csp.it To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] NYT: "Demystifying the MOOC"
De-mistificare i mooc non puo' che fare un gran bene a tutti coloro che si occupano di educazione
L'articolo citato di fatto dice cose gia' in larga parte condivise da chi si occupa del tema: ovviamente questa e' la versione delle universita' americane piu' ricche e famose. Ma ci sono molte universita' anche in Europa che stanno valutando pro e contro dei corsi massivi online, e ovviamente ci sono molti modi di interpretare i concetti racchiusi in ognuna delle lettere che compongono l'acronimo (massive -open-online-courses)
Ci sono piattaforme nazionali in europa per i mooc (come future learn, fun e iversity) e ci sono progetti supportati dalla UE come ECHO che si focalizza sugli open data ed EMMA (www.europeanmoocs.eu <http://www.europeanmoocs.eu>) che si focalizza sul multilinguismo: la buona notizia per noi che quest'ultimo ha come capofila un'universita' italiana.
Certo i dubbi sono molti, e come spesso accade per le innovazioni tecnologiche in questi settori, non si tratta di qualcosa che sostituisce o azzera i sistemi precedenti, ma di soluzioni che possono intercettare bisogni di una parte della popolazione.
Ci sono mooc fatti anche da ong e da altre organizzazioni internazionali - es. European schoolnet ha gia' lanciato un paio di mooc per gli insegnanti europei (gli ultimi sul coding e sul games) sono strumenti di marketing? forse, non servono a ridurre il gap educativo nel mondo? forse - sicuramente questo fenomeno dovrebbe essere almeno riconosciuto e identificato e utilizzato meglio per quello che puo' offrire... ad esempio per l'orientamento, o per la riqualificazione oppure per evitare che ogni singola amministrazione del regno si faccia il proprio corso online sull'ultima norma :)
Il 30/10/2014 13:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
*Demystifying the MOOC*
By JEFFREY J. SELINGOOCT. 29, 2014
When massive open online courses first grabbed the spotlight in 2011, many saw in them promise of a revolutionary force that would disrupt traditional higher education by expanding access and reducing costs. The hope was that MOOCs — classes from elite universities, most of them free, in some cases enrolling hundreds of thousands of students each — would make it possible for anyone to acquire an education, from a villager in Turkey to a college dropout in the United States.
Following the “hype cycle” model for new technology products developed by the Gartner research group, MOOCs have fallen from their “peak of inflated expectations” in 2012 to the “trough of disillusionment.”
There are several reasons for the disillusionment. First, the average student in a MOOC is not a Turkish villager with no other access to higher education but a young white American man with a bachelor’s degree and a full-time job.
[…]
Continua qui: http://www.nytimes.com/2014/11/02/education/edlife/demystifying-the-mooc.htm...
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
--
-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Eleonora Pantò Learning, Inclusion and Social Innovation Program Developer CSP - Innovazione nelle ICT s.c.a r.l. http://www.csp.it Sede: Via Nizza, 150 - 10126 - Torino - Italy Ingresso: Via Alassio, 11/C tel. +390114815111 - cell +393486086090 skype/twitter: epanto Follow CSP on social media: http://www.youtube.com/cspscarl http://www.facebook.com/cspscarl http://www.twitter.com/cspscarl -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Associazione Dschola http://www.associazionedschola.it http://www.dschola.it http://www.youtube.com/dscholatv http://www.facebook.com/groups/dschola -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Medea - Media&Learning Association http://www.media-and-learning.eu http://www.medea-awards.com -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Please don't print this e-mail unless you really need to
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
il dato positivo e' che la durata dell'hype cycle si e' ridotta di un ordine di grandezza... On 30/10/2014 14:30, J.C. DE MARTIN wrote:
E infatti, se arrivate fino in fondo all'articolo di Selingo, è esattamente la sua conclusione, che condivido.
Ma ricordiamoci che appena fino a ieri c'era gente con molti soldi e/o molto potere che brandivano i MOOC come rimpiazzo dell'università fisica...
Ciao! juan carlos
On 30/10/14 14:03, Diego Giorio wrote:
Credo infatti sia sbagliato affrontare la questione dei MOOC come un'alternativa o una contrapposizione alle Università classiche, dove si insegna, si fa ricerca, ci si confronta, si sperimenta in laboratori. Pensare che questo si possa fare on line, sostituendo così una laurea al Poli piuttosto che a Oxford è semplicemente assurdo. Pensare che per lo studente filippino che può permettersi un portatile ed un caffè all'IKEA da dove seguire un corso on line, che gli sarà certo utile, sia un'opportunità, è invece ragionevole. Come può essere un'opportunità per uno studente del Poli seguire una lezione di un'altra università, magari in lingua, per sentire un punto di vista diverso, per un professionista seguire un aggiornamento o ripassare quei concetti di base che tutti sanno ma nessuno ricorda, per un dilettante o un appasionato seguirsi qualcosa, magari di un livello superiore ai documentari di focus. Io ad esempio mi sono iscritto ad un MOOC di egittologia di un'università spagnola: non me ne viene nulla per la carriera, ma imparo qualcosa ed esercito la lingua, perchè non sfruttare queste occasioni?
Saluti a tutti
Diego
------------------------------------------------------------------------ Date: Thu, 30 Oct 2014 13:45:58 +0100 From: eleonora.panto@csp.it To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] NYT: "Demystifying the MOOC"
De-mistificare i mooc non puo' che fare un gran bene a tutti coloro che si occupano di educazione
L'articolo citato di fatto dice cose gia' in larga parte condivise da chi si occupa del tema: ovviamente questa e' la versione delle universita' americane piu' ricche e famose. Ma ci sono molte universita' anche in Europa che stanno valutando pro e contro dei corsi massivi online, e ovviamente ci sono molti modi di interpretare i concetti racchiusi in ognuna delle lettere che compongono l'acronimo (massive -open-online-courses)
Ci sono piattaforme nazionali in europa per i mooc (come future learn, fun e iversity) e ci sono progetti supportati dalla UE come ECHO che si focalizza sugli open data ed EMMA (www.europeanmoocs.eu <http://www.europeanmoocs.eu>) che si focalizza sul multilinguismo: la buona notizia per noi che quest'ultimo ha come capofila un'universita' italiana.
Certo i dubbi sono molti, e come spesso accade per le innovazioni tecnologiche in questi settori, non si tratta di qualcosa che sostituisce o azzera i sistemi precedenti, ma di soluzioni che possono intercettare bisogni di una parte della popolazione.
Ci sono mooc fatti anche da ong e da altre organizzazioni internazionali - es. European schoolnet ha gia' lanciato un paio di mooc per gli insegnanti europei (gli ultimi sul coding e sul games) sono strumenti di marketing? forse, non servono a ridurre il gap educativo nel mondo? forse - sicuramente questo fenomeno dovrebbe essere almeno riconosciuto e identificato e utilizzato meglio per quello che puo' offrire... ad esempio per l'orientamento, o per la riqualificazione oppure per evitare che ogni singola amministrazione del regno si faccia il proprio corso online sull'ultima norma :)
Il 30/10/2014 13:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
*Demystifying the MOOC*
By JEFFREY J. SELINGOOCT. 29, 2014
When massive open online courses first grabbed the spotlight in 2011, many saw in them promise of a revolutionary force that would disrupt traditional higher education by expanding access and reducing costs. The hope was that MOOCs — classes from elite universities, most of them free, in some cases enrolling hundreds of thousands of students each — would make it possible for anyone to acquire an education, from a villager in Turkey to a college dropout in the United States.
Following the “hype cycle” model for new technology products developed by the Gartner research group, MOOCs have fallen from their “peak of inflated expectations” in 2012 to the “trough of disillusionment.”
There are several reasons for the disillusionment. First, the average student in a MOOC is not a Turkish villager with no other access to higher education but a young white American man with a bachelor’s degree and a full-time job.
[…]
Continua qui: http://www.nytimes.com/2014/11/02/education/edlife/demystifying-the-mooc.htm...
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
--
-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Eleonora Pantò Learning, Inclusion and Social Innovation Program Developer CSP - Innovazione nelle ICT s.c.a r.l. http://www.csp.it Sede: Via Nizza, 150 - 10126 - Torino - Italy Ingresso: Via Alassio, 11/C tel. +390114815111 - cell +393486086090 skype/twitter: epanto Follow CSP on social media: http://www.youtube.com/cspscarl http://www.facebook.com/cspscarl http://www.twitter.com/cspscarl -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Associazione Dschola http://www.associazionedschola.it http://www.dschola.it http://www.youtube.com/dscholatv http://www.facebook.com/groups/dschola -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Medea - Media&Learning Association http://www.media-and-learning.eu http://www.medea-awards.com -*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-* Please don't print this e-mail unless you really need to
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Nessun virus nel messaggio. Controllato da AVG - www.avg.com <http://www.avg.com> Versione: 2015.0.5315 / Database dei virus: 4189/8479 - Data di rilascio: 30/10/2014
participants (4)
-
Diego Giorio -
Eleonora Panto -
J.C. DE MARTIN -
Stefano Quintarelli