De-mistificare i mooc non puo' che fare un gran bene a tutti coloro
che si occupano di educazione
L'articolo citato di fatto dice cose gia' in larga parte condivise
da chi si occupa del tema: ovviamente questa e' la versione delle
universita' americane piu' ricche e famose. Ma ci sono molte
universita' anche in Europa che stanno valutando pro e contro dei
corsi massivi online, e ovviamente ci sono molti modi di
interpretare i concetti racchiusi in ognuna delle lettere che
compongono l'acronimo (massive -open-online-courses)
Ci sono piattaforme nazionali in europa per i mooc (come future
learn, fun e iversity) e ci sono progetti supportati dalla UE come
ECHO che si focalizza sugli open data ed EMMA (www.europeanmoocs.eu)
che si focalizza sul multilinguismo: la buona notizia per noi che
quest'ultimo ha come capofila un'universita' italiana.
Certo i dubbi sono molti, e come spesso accade per le innovazioni
tecnologiche in questi settori, non si tratta di qualcosa che
sostituisce o azzera i sistemi precedenti, ma di soluzioni che
possono intercettare bisogni di una parte della popolazione.
Ci sono mooc fatti anche da ong e da altre organizzazioni
internazionali - es. European schoolnet ha gia' lanciato un paio di
mooc per gli insegnanti europei (gli ultimi sul coding e sul games)
sono strumenti di marketing? forse, non servono a ridurre il gap
educativo nel mondo? forse - sicuramente questo fenomeno dovrebbe
essere almeno riconosciuto e identificato e utilizzato meglio per
quello che puo' offrire... ad esempio per l'orientamento, o per la
riqualificazione oppure per evitare che ogni singola
amministrazione del regno si faccia il proprio corso online
sull'ultima norma :)
Il 30/10/2014 13:05, J.C. DE MARTIN ha
scritto:
Demystifying the MOOC
By JEFFREY J. SELINGOOCT. 29, 2014
When massive open online courses first grabbed the spotlight in
2011, many saw in them promise of a revolutionary force that would
disrupt traditional higher education by expanding access and
reducing costs. The hope was that MOOCs — classes from elite
universities, most of them free, in some cases enrolling hundreds
of thousands of students each — would make it possible for anyone
to acquire an education, from a villager in Turkey to a college
dropout in the United States.
Following the “hype cycle” model for new technology products
developed by the Gartner research group, MOOCs have fallen from
their “peak of inflated expectations” in 2012 to the “trough of
disillusionment.”
There are several reasons for the disillusionment. First, the
average student in a MOOC is not a Turkish villager with no other
access to higher education but a young white American man with a
bachelor’s degree and a full-time job.
[…]
Continua qui:
http://www.nytimes.com/2014/11/02/education/edlife/demystifying-the-mooc.html?_r=0
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