Voto e/o firma on-line e autonomia dei Comuni italiani: aiuto
Cari tutti, scrivo per chiedere consigli a chi in lista, più di me, si occupa di diritto amministrativo e in particolare di amministrazione digitale. A Roma stiamo pensando a un progetto consistente nell'elaborazione di un sistema di voto online per gli istituti di iniziativa popolare a livello comunale (delibere, referendum, ecc) che sia fruibile nel modo più semplice e meno oneroso possibile per i cittadini dal punto di vista delle competenze informatiche e degli strumenti tecnici necessari, pur essendo conforme agli indispensabili requisiti di identificazione e sicurezza dei dati. Qual è il grado di autonomia dei Comuni nel dotarsi di tali strumenti, e quali ostacoli potrebbero materializzarsi nell'ambito della normativa nazionale se un determinato Comune, con una delibera apposita, decidesse di adottarli in concreto? Vi ringrazio fin da ora! Giuseppe -- Giuseppe Mazziotti Mobile: +39 347 3018306 Skype: giuseppe.mazziotti Website: http://mediartis.it
non so per il tema di voto per il tema identificazione, invece, si. il provvedimento SPID e' pronto dal giorno che e' caduto il governo Letta (non c'e' correlazione.. ;-) si attende l'handover e la emanazione dalla presidenza del consiglio poi ci saranno le regole tecniche da AGID e la notifica formale a BXL che pero' informalmente ha gia' visto e plaudito al provvedimento. poi la sperimentazione. diciamo che a partire dalla sperimentazione si puo' iniziare ad implementare ed usare. (sapendo che a valle della sperimentazione esiste la pur remota possibilita' di qualche cambiamento alle regole tecniche) le regole tecniche sono previste dopo tre mesi dall'emissione del decreto legislativo. sono moderatamente ottimista sul rispetto della scadenza in quanto in agid stanno gia' lavorando, in attesa dell'emeanzione da parte della presdelcons. On 27/03/2014 13:07, Giuseppe Mazziotti wrote:
Cari tutti,
scrivo per chiedere consigli a chi in lista, più di me, si occupa di diritto amministrativo e in particolare di amministrazione digitale.
A Roma stiamo pensando a un progetto consistente nell’elaborazione di un sistema di voto online per gli istituti di iniziativa popolare a livello comunale (delibere, referendum, ecc) che sia fruibile nel modo più semplice e meno oneroso possibile per i cittadini dal punto di vista delle competenze informatiche e degli strumenti tecnici necessari, pur essendo conforme agli indispensabili requisiti di identificazione e sicurezza dei dati.
Qual è il grado di autonomia dei Comuni nel dotarsi di tali strumenti, e quali ostacoli potrebbero materializzarsi nell'ambito della normativa nazionale se un determinato Comune, con una delibera apposita, decidesse di adottarli in concreto?
Vi ringrazio fin da ora!
Giuseppe
-- Giuseppe Mazziotti Mobile: +39 347 3018306 Skype: giuseppe.mazziotti Website: http://mediartis.it
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Caro Stefano, grazie molte, mi hai messo sulla strada giusta dello Sistema Pubblico di Identità Digitale (legge n. 98/2013, che è la conversione del c.d. Decreto del Fare del 2013): Amministrazione digitale Gli articoli 13, 15 e 16 del provvedimento concernono il potenziamento dell'*Agenda digitale italiana <http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/>,* perseguito mediante misure che intervengono sui soggetti che operano in materia. A tal fine sono apportate diverse modifiche: - alla Cabina di regia, cioè il soggetto a cui, con l'art. 47 del D.L. 5/2012,<http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2012;5~art...> sono state conferite attribuzioni di indirizzo e coordinamento per la realizzazione dell'Agenda; - all'Agenzia per l'Italia digitale, cioè il soggetto cui sono state attribuite funzioni operative nel settore; - alla Commissione per il sistema pubblico di connettività*,*cioè il soggetto preposto dall'art. 79 del Codice dell'amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005<http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005...>) agli indirizzi strategici del *Sistema Pubblico di Connettività <http://www.digitpa.gov.it/spc>*(SPC). Per l'attuazione dell'Agenda digitale, agli articoli 10, 14 e 17 sono previste misure di: - semplificazione di adempimenti per i gestori di postazioni di accesso ad internet; - incentivazione dei cittadini all'utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti con le amministrazioni pubbliche; - uniformità temporale per l'utilizzo del *fascicolo sanitario elettronico <http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2512&area=eHealth&menu=vuoto>* (FSE) su tutto il territorio nazionale e la realizzazione della relativa infrastruttura centrale. Due articoli aggiuntivi (16-*bis* e 17-*ter*) hanno inoltre disposto: modifiche alla disciplina dei furti di identità di cui alD.Lgs.141/2010,<http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010...> consentendo di effettuare ulteriori richieste di verifica dell'autenticità dei dati contenuti nella documentazione al fine di accertare l'identità dei soggetti; l'istituzione del sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID) modificando conseguentemente il Codice dell'amministrazione digitale. Viene poi rafforzata la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, *escludendosi la trasmissione via fax* delle comunicazioni di documenti tra le amministrazioni, prevedendosi inoltre che le stesse procedano alla consultazione degli atti ai fini degli accertamenti d'ufficio esclusivamente per via telematica (vale a dire escludendo l'utilizzo del fax). Il giorno 27 marzo 2014 19:10, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it>ha scritto:
non so per il tema di voto per il tema identificazione, invece, si. il provvedimento SPID e' pronto dal giorno che e' caduto il governo Letta (non c'e' correlazione.. ;-) si attende l'handover e la emanazione dalla presidenza del consiglio
Se il tema dell'identificazione digitale si risolve così, credo che a livello comunale una raccolta firme (per esempio per una delibera di iniziativa popolare) possa avvalersi di questo strumento, anche in assenza di una specifica disposizione di legge sul voto elettronico (non trattandosi in questo caso di 'voto'). Sarei curioso di conoscere l'opinione dei
poi ci saranno le regole tecniche da AGID e la notifica formale a BXL che pero' informalmente ha gia' visto e plaudito al provvedimento. poi la sperimentazione. diciamo che a partire dalla sperimentazione si puo' iniziare ad implementare ed usare. (sapendo che a valle della sperimentazione esiste la pur remota possibilita' di qualche cambiamento alle regole tecniche) le regole tecniche sono previste dopo tre mesi dall'emissione del decreto legislativo. sono moderatamente ottimista sul rispetto della scadenza in quanto in agid stanno gia' lavorando, in attesa dell'emeanzione da parte della presdelcons.
Non resta che attendere il DPCM, quindi. Grazie ancora! Giuseppe
On 27/03/2014 13:07, Giuseppe Mazziotti wrote:
Cari tutti,
scrivo per chiedere consigli a chi in lista, più di me, si occupa di diritto amministrativo e in particolare di amministrazione digitale.
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Qual è il grado di autonomia dei Comuni nel dotarsi di tali strumenti, e quali ostacoli potrebbero materializzarsi nell'ambito della normativa nazionale se un determinato Comune, con una delibera apposita, decidesse di adottarli in concreto?
Vi ringrazio fin da ora!
Giuseppe
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su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno.. ;-) se avete domande specifiche, nei limiti del possibile, rispondo. ciao, s. On 28/03/2014 13:55, Giuseppe Mazziotti wrote:
Caro Stefano,
grazie molte, mi hai messo sulla strada giusta dello Sistema Pubblico di Identità Digitale (legge n. 98/2013, che è la conversione del c.d. Decreto del Fare del 2013):
Amministrazione digitale
Gli articoli 13, 15 e 16 del provvedimento concernono il potenziamento dell’*Agenda digitale italiana <http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/>,* perseguito mediante misure che intervengono sui soggetti che operano in materia. A tal fine sono apportate diverse modifiche: - alla Cabina di regia, cioè il soggetto a cui, con l’art. 47 del D.L. 5/2012, <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2012;5%7Ea...> sono state conferite attribuzioni di indirizzo e coordinamento per la realizzazione dell’Agenda; - all’Agenzia per l’Italia digitale, cioè il soggetto cui sono state attribuite funzioni operative nel settore; - alla Commissione per il sistema pubblico di connettività*,*cioè il soggetto preposto dall’art. 79 del Codice dell’amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005 <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005...>) agli indirizzi strategici del *Sistema Pubblico di Connettività <http://www.digitpa.gov.it/spc>*(SPC). Per l’attuazione dell’Agenda digitale, agli articoli 10, 14 e 17 sono previste misure di: - semplificazione di adempimenti per i gestori di postazioni di accesso ad internet; - incentivazione dei cittadini all’utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti con le amministrazioni pubbliche; - uniformità temporale per l’utilizzo del *fascicolo sanitario elettronico <http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2512&area=eHealth&menu=vuoto>* (FSE) su tutto il territorio nazionale e la realizzazione della relativa infrastruttura centrale. Due articoli aggiuntivi (16-/bis/ e 17-/ter/) hanno inoltre disposto: modifiche alla disciplina dei furti di identità di cui alD.Lgs.141/2010, <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010...> consentendo di effettuare ulteriori richieste di verifica dell'autenticità dei dati contenuti nella documentazione al fine di accertare l'identità dei soggetti; l’istituzione del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID) modificando conseguentemente il Codice dell’amministrazione digitale. Viene poi rafforzata la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, *escludendosi la trasmissione via fax* delle comunicazioni di documenti tra le amministrazioni, prevedendosi inoltre che le stesse procedano alla consultazione degli atti ai fini degli accertamenti d'ufficio esclusivamente per via telematica (vale a dire escludendo l'utilizzo del fax).
Il giorno 27 marzo 2014 19:10, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
non so per il tema di voto per il tema identificazione, invece, si. il provvedimento SPID e' pronto dal giorno che e' caduto il governo Letta (non c'e' correlazione.. ;-) si attende l'handover e la emanazione dalla presidenza del consiglio
Se il tema dell'identificazione digitale si risolve così, credo che a livello comunale una raccolta firme (per esempio per una delibera di iniziativa popolare) possa avvalersi di questo strumento, anche in assenza di una specifica disposizione di legge sul voto elettronico (non trattandosi in questo caso di 'voto'). Sarei curioso di conoscere l'opinione dei
poi ci saranno le regole tecniche da AGID e la notifica formale a BXL che pero' informalmente ha gia' visto e plaudito al provvedimento. poi la sperimentazione. diciamo che a partire dalla sperimentazione si puo' iniziare ad implementare ed usare. (sapendo che a valle della sperimentazione esiste la pur remota possibilita' di qualche cambiamento alle regole tecniche) le regole tecniche sono previste dopo tre mesi dall'emissione del decreto legislativo. sono moderatamente ottimista sul rispetto della scadenza in quanto in agid stanno gia' lavorando, in attesa dell'emeanzione da parte della presdelcons.
Non resta che attendere il DPCM, quindi. Grazie ancora!
Giuseppe
On 27/03/2014 13:07, Giuseppe Mazziotti wrote:
Cari tutti,
scrivo per chiedere consigli a chi in lista, più di me, si occupa di diritto amministrativo e in particolare di amministrazione digitale.
A Roma stiamo pensando a un progetto consistente nell’elaborazione di un sistema di voto online per gli istituti di iniziativa popolare a livello comunale (delibere, referendum, ecc) che sia fruibile nel modo più semplice e meno oneroso possibile per i cittadini dal punto di vista delle competenze informatiche e degli strumenti tecnici necessari, pur essendo conforme agli indispensabili requisiti di identificazione e sicurezza dei dati.
Qual è il grado di autonomia dei Comuni nel dotarsi di tali strumenti, e quali ostacoli potrebbero materializzarsi nell'ambito della normativa nazionale se un determinato Comune, con una delibera apposita, decidesse di adottarli in concreto?
Vi ringrazio fin da ora!
Giuseppe
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Ciao, si tratta di una iniziativa che definire meritoria è poco, Stefano: grazie! ovviamente il tema è di una tale rilevanza che le domande potrebbero essere decine, e le conseguenze legali molteplici. In attesa del decreto del governo, e non conoscendone l'impostazione, mi chiedo: sarà possibile utilizzare subito lo SPID in ogni circostanza in cui l'identità di un cittadino è requisito essenziale per l'esercizio di un certo diritto civile o politico, anche a livello locale? O ci sarà bisogno di norme di raccordo in ogni singola ipotesi in cui l'identità è requisito imprescindibile? Mi auguro sia la prima impostazione orizzontale a prevalere. Ciò comporterebbe un immediato cambio di scenario in tutte le attività che presuppongono la firma del cittadino (per es. raccolta firme per referendum nazionali e, se previsti, locali, petizioni al Parlamento UE, petizioni indirizzate a regioni e comuni, se previste, leggi e delibere di iniziativa popolare, etc.) Mi documento meglio e passo alla fase delle domande specifiche, presto. Grazie ancora! Giuseppe Il giorno 28 marzo 2014 17:39, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it>ha scritto:
su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno.. ;-) se avete domande specifiche, nei limiti del possibile, rispondo. ciao, s.
On 28/03/2014 13:55, Giuseppe Mazziotti wrote:
Caro Stefano,
grazie molte, mi hai messo sulla strada giusta del Sistema Pubblico di Identità Digitale (legge n. 98/2013, che è la conversione del c.d. Decreto del Fare del 2013):
Amministrazione digitale
Gli articoli 13, 15 e 16 del provvedimento concernono il potenziamento dell'*Agenda digitale italiana <http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/>,* perseguito mediante
misure che intervengono sui soggetti che operano in materia. A tal fine sono apportate diverse modifiche: - alla Cabina di regia, cioè il soggetto a cui, con l'art. 47 del D.L. 5/2012, <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato: decreto.legge:2012;5%7Eart47> sono
state conferite attribuzioni di indirizzo e coordinamento per la realizzazione dell'Agenda; - all'Agenzia per l'Italia digitale, cioè il soggetto cui sono state attribuite funzioni operative nel settore; - alla Commissione per il sistema pubblico di connettività*,*cioè il
soggetto preposto dall'art. 79 del Codice dell'amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005 <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato: decreto.legislativo:2005;82>) agli indirizzi strategici del *Sistema Pubblico di Connettività <http://www.digitpa.gov.it/spc>*(SPC). Per l'attuazione dell'Agenda
digitale, agli articoli 10, 14 e 17 sono previste misure di: - semplificazione di adempimenti per i gestori di postazioni di accesso ad internet; - incentivazione dei cittadini all'utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti con le amministrazioni pubbliche; - uniformità temporale per l'utilizzo del *fascicolo sanitario elettronico <http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua= italiano&id=2512&area=eHealth&menu=vuoto>* (FSE)
su tutto il territorio nazionale e la realizzazione della relativa infrastruttura centrale. Due articoli aggiuntivi (16-/bis/ e 17-/ter/)
hanno inoltre disposto: modifiche alla disciplina dei furti di identità di cui alD.Lgs.141/2010, <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato: decreto.legislativo:2010;141> consentendo
di effettuare ulteriori richieste di verifica dell'autenticità dei dati contenuti nella documentazione al fine di accertare l'identità dei soggetti; l'istituzione del sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID) modificando conseguentemente il Codice dell'amministrazione digitale. Viene poi rafforzata la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, *escludendosi la trasmissione via fax* delle comunicazioni di documenti
tra le amministrazioni, prevedendosi inoltre che le stesse procedano alla consultazione degli atti ai fini degli accertamenti d'ufficio esclusivamente per via telematica (vale a dire escludendo l'utilizzo del fax).
Il giorno 27 marzo 2014 19:10, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
non so per il tema di voto per il tema identificazione, invece, si. il provvedimento SPID e' pronto dal giorno che e' caduto il governo Letta (non c'e' correlazione.. ;-) si attende l'handover e la emanazione dalla presidenza del consiglio
Se il tema dell'identificazione digitale si risolve così, credo che a livello comunale una raccolta firme (per esempio per una delibera di iniziativa popolare) possa avvalersi di questo strumento, anche in assenza di una specifica disposizione di legge sul voto elettronico (non trattandosi in questo caso di 'voto'). Sarei curioso di conoscere l'opinione dei
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On 27/03/2014 13:07, Giuseppe Mazziotti wrote:
Cari tutti,
scrivo per chiedere consigli a chi in lista, più di me, si occupa di diritto amministrativo e in particolare di amministrazione digitale.
A Roma stiamo pensando a un progetto consistente nell'elaborazione di un sistema di voto online per gli istituti di iniziativa popolare a livello comunale (delibere, referendum, ecc) che sia fruibile nel modo più semplice e meno oneroso possibile per i cittadini dal punto di vista delle competenze informatiche e degli strumenti tecnici necessari, pur essendo conforme agli indispensabili requisiti di identificazione e sicurezza dei dati.
Qual è il grado di autonomia dei Comuni nel dotarsi di tali strumenti, e quali ostacoli potrebbero materializzarsi nell'ambito della normativa nazionale se un determinato Comune, con una delibera apposita, decidesse di adottarli in concreto?
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In data venerdì 28 marzo 2014 17:39:59, Stefano Quintarelli ha scritto:
su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno.. se avete domande specifiche, nei limiti del possibile, rispondo. le specifiche di SPID saranno tali da permetterne l'implementazione con solo software libero? l'implemetazione sarà possibile senza violare diritti di terzi (brevetti od altri diritti di privativa)? ciao, m.c.
SPID prescrive una architettura di riferimento, non una tecnologia. l'unico riferimento, se vogliamo, tecnologico, e' allo standard ISO/IEC DIS 29115 ciao, s. On 28/03/2014 18:31, Marco Ciurcina wrote:
In data venerdì 28 marzo 2014 17:39:59, Stefano Quintarelli ha scritto:
su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno.. se avete domande specifiche, nei limiti del possibile, rispondo. le specifiche di SPID saranno tali da permetterne l'implementazione con solo software libero? l'implemetazione sarà possibile senza violare diritti di terzi (brevetti od altri diritti di privativa)? ciao, m.c.
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aggiungo una domanda: nel definire le modalità ed i requisiti necessari per l'accreditamento dei gestori (privati) dell'identità digitale si terrà conto delle implicazioni di data protection in termini di differenti approcci adottati nell'ambito UE e al di fuori dello stesso, con relative conseguenze sulle modalità di gestione dati delle imprese basate in tali diversi contesti? AM On Fri, 28 Mar 2014 18:31:14 +0100 Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> wrote:
In data venerdì 28 marzo 2014 17:39:59, Stefano Quintarelli ha scritto:
su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno.. se avete domande specifiche, nei limiti del possibile, rispondo. le specifiche di SPID saranno tali da permetterne l'implementazione con solo software libero? l'implemetazione sarà possibile senza violare diritti di terzi (brevetti od altri diritti di privativa)? ciao, m.c.
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-- Avv. Alessandro Mantelero, PhD Aggregate Professor, Politecnico di Torino Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society Research Consultant, Sino-Italian Research Center for Internet Torts at Nanjing University of Information Science & Technology Programme Coordinator, Double Degree program in Management and IP Law, Politecnico di Torino–Tongji University of Shanghai http://staff.polito.it/alessandro.mantelero Politecnico di Torino Corso Duca degli Abruzzi, 24 10129 Torino - Italy in libertate fortitudo
vi sono prescrizioni generali relative alla protezione dei dati personali le prescrizioni di dettaglio devono essere incluse nel regolamento tecnico che dovra' avere il parere favorevole di GPDP inoltre amministratori e personale di controllo devono avere i requisiti di onorabilita' come quelli del sistema bancario ciao, s. On 28/03/2014 19:02, Alessandro Mantelero wrote:
aggiungo una domanda: nel definire le modalità ed i requisiti necessari per l'accreditamento dei gestori (privati) dell'identità digitale si terrà conto delle implicazioni di data protection in termini di differenti approcci adottati nell'ambito UE e al di fuori dello stesso, con relative conseguenze sulle modalità di gestione dati delle imprese basate in tali diversi contesti?
AM
On Fri, 28 Mar 2014 18:31:14 +0100 Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> wrote:
In data venerdì 28 marzo 2014 17:39:59, Stefano Quintarelli ha scritto:
su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno.. se avete domande specifiche, nei limiti del possibile, rispondo. le specifiche di SPID saranno tali da permetterne l'implementazione con solo software libero? l'implemetazione sarà possibile senza violare diritti di terzi (brevetti od altri diritti di privativa)? ciao, m.c.
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Arduino Day Milano 29 marzo 9,00 SIAM via Santa Marta 18 Questi i concetti chiave del mio intervento all'Arduino Day di Milano domani al SIAM in via Santa Marta a partire dalle 9,00. - Internet,con la sua interattività e il superamento della condizione di scarsità nello scambio di contenuti, ha generato una condizione di disintermediazione per lo cambio di informazioni e la condivisione di conoscenza. Ciò ha interessato e discusso: a) le rendite di posizione che certificavano la qualità delle notizie, filtrandole, impaginandole e costruendole; b) i detentori dei diritti editoriali; c) le affermazioni/promesse/ricostruzioni degli esponenti politici attraverso il sistema mediatico tradizionale. - i detentori della rendita di posizione pregressa hanno provato e provano a ricreare, per via tecnologica e normativa, la condizione di scarsità e controllo. Buon ultimo Erdogan, ma l'Europa non scherza visto lo scontro in atto al PE sulla neutralità della Rete, che ha visto la campagna Save the Internet sollevare il velo sulla posta in gioco della lobby delle Telecom. - la natura aperta e relazionale della rete e la condizione disintermediata del suo ecosistema cognitivo hanno generato nuovi protagonismi, tanto per i linguaggi e le grammatiche digitali del software libero, quanto per le tutele autoriali delle licenze Creative Commons, quanto per la possibilità di attivismo sociale e politico nel proporre e gestire campagne. - Arduino ha sviluppato in una logica aperta di condivisione un micro controllore, in un ambiente di sviluppo integrato di programmazione, per creare dispositivi di rilevazione e controllo nei quali gli schemi del circuito e il software sono liberi. - Così l'ecosistema cognitivo entra in relazione diretta con il sistema fisico e la sfera biologica del vivente, dalla domotica ai sistemi di irrigazione. La combinazione con stampanti 3D e AutoCAD permette infatti sviluppi inediti della prototipizzazione verso una produzione diffusa e differenziata. - L'economia della conoscenza entra in una relazione diretta con la materialità degli oggetti e con i materiali che servono a produrli. Una modalità di risignificazione dell'homo faber segnata da una consapevolezza ed una potenzialità realizzative fino ad ora sconosciute per l'intensità e la diffusione che conoscono e ancor più conosceranno. -I Fab Lab come i LUG diventano così luoghi di apprendimento e condivisione dentro i processi di personalizzazione della fabbricazione digitale. Si genera così "coda lunga" della produzione, non solo della relazione tra domanda/produzione/distribuzione. - I Fab Lab diventano spazi dove i makers tradizionali, che la robotizzazione delle catene di montaggio aveva espulso dai processi produttivi, possono condividere la propria professionalità e la sapienza ad essa legata in un sistema connettivo con altissima capacità progettuale. - L'estensione della dimensione digitale alla produzione e alla relazione con/tra gli oggetti e gli elementi naturali si accompagna all'estensione degli attori protagonisti di questo processo. Questa combinazione ha una portata di natura rivoluzionaria per la consapevolezza culturale e sociale che può generare. - La condizione aperta, libera e condivisa degli schemi, del software, della progettazione, dentro geografie variabili e indipendenti dalla sincronia spaziale e temporale, costituisce la condizione fondamentale. - La Conoscenza come Bene Comune diventa una consapevolezza esperita anche nella concretezza del processo produttivo. La non brevettabilità delle stringhe di algoritmi, la neutralità della rete, l'accessibilità, la condivisione della conoscenza,diventano così una necessità immediatamente politica. - I diritti nello spazio pubblico esteso nella rete, a partire dalla gestione consapevole della propria definizione identitaria fino ad arrivare alla partecipazione informata ai processi deliberativi, si coniugano con le nuove dimensioni della giustizia sociale, come le opportunità di disporre delle condizioni della produzione cognitiva e materiale, così come le condizioni previdenziali e di welfare per le Partite IVA della Conoscenza. - Che spazi pubblici vengono messi a disposizione per la cittadinanza attiva e la sua capacità di intrapresa? Che siano GAS-Gruppi di Acquisto Solidale o Fab Lab per i Makers. Che ricompongano consapevolmente la filiera agroalimentare dal campo al piatto o quella produttiva dalla progettazione online alla stampa tridimensionale e l'attivazione di circuiti per il controllo di sistemi. - Una politica pubblica non lunare si deve occupare della garanzie fondamentali per le esperienze di responsabilità connettiva e di condivisione, per passare dallo spread della virtualità finanziaria alla viralità della rete e della sua condivisione cognitiva e produttiva. - Un'Europa politica federata si può occupare di produrre e condividere questa politica. Nel Trattato Costituzionale dell'Unione Europea di Lisbona c'è uno strumento che permette ad ognuno di noi di agire connettivamente per impegnare ufficialmente l'Agenda europea. Si tratta dell'Iniziativa dei Cittadini Europei. Seguendo norme e procedure definite e raccogliendo le adesioni anche online i « Cittadini dell'Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l'iniziativa d'invitare la Commissione europea, nell'ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell'Unione ai fini dell'attuazione dei trattati. ». http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/basic-facts - Proprio il SIAM nel quale si tengono il Linux Day e l'Arduino Day può ospitare un gruppo promotore che definisca i temi e le proposte sulle quali lanciare l'iniziativa dei cittadini europei. Effettiva Neutralità della rete, Riuso del software e diffusione del software libero, Condivisione della Conoscenza per l'apprendimento nell'era digitale, controllo e definizione consapevole della propria identità, in rete, incontro formalizzato tra Creatività e Credito, Partecipazione Informata ai processi deliberativi, Diritto allo Studio effettivo e non vincolato da selezioni demenziali quanto dissipative di intelligenza. Questi sono alcuni dei temi costitutivi di un ambiente culturale, sociale, imprenditoriale, creativo e fecondo che possono trovare una istruttoria di qualità collettiva/connettiva efficace.
participants (5)
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Alessandro Mantelero -
Fiorello Cortiana -
Giuseppe Mazziotti -
Marco Ciurcina -
Stefano Quintarelli