Ciao,

si tratta di una iniziativa che definire meritoria è poco, Stefano: grazie!
ovviamente il tema è di una tale rilevanza che le domande potrebbero essere decine, e le conseguenze legali molteplici.

In attesa del decreto del governo, e non conoscendone l'impostazione, mi chiedo: sarà possibile utilizzare subito lo SPID in ogni circostanza in cui l'identità di un cittadino è requisito essenziale per l'esercizio di un certo diritto civile o politico, anche a livello locale? O ci sarà bisogno di norme di raccordo in ogni singola ipotesi in cui l'identità è requisito imprescindibile? Mi auguro sia la prima impostazione orizzontale a prevalere. Ciò comporterebbe un immediato cambio di scenario in tutte le attività che presuppongono la firma del cittadino (per es. raccolta firme per referendum nazionali e, se previsti, locali, petizioni al Parlamento UE, petizioni indirizzate a regioni e comuni, se previste, leggi e delibere di iniziativa popolare, etc.)

Mi documento meglio e passo alla fase delle domande specifiche, presto.
Grazie ancora!
Giuseppe




Il giorno 28 marzo 2014 17:39, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno.. ;-)
se avete domande specifiche, nei limiti del possibile, rispondo.
ciao, s.


On 28/03/2014 13:55, Giuseppe Mazziotti wrote:
Caro Stefano,

grazie molte, mi hai messo sulla strada giusta del Sistema Pubblico di
Identità Digitale (legge n. 98/2013, che è la conversione del c.d.
Decreto del Fare del 2013):


            Amministrazione digitale

Gli articoli 13, 15 e 16 del provvedimento concernono il potenziamento
dell’*Agenda digitale italiana
<http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/>,* perseguito mediante

misure che intervengono sui soggetti che operano in materia. A tal fine
sono apportate diverse modifiche: - alla Cabina di regia, cioè il
soggetto a cui, con l’art. 47 del D.L. 5/2012,
<http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2012;5%7Eart47> sono

state conferite attribuzioni di indirizzo e coordinamento per la
realizzazione dell’Agenda; - all’Agenzia per l’Italia digitale, cioè il
soggetto cui sono state attribuite funzioni operative nel settore; -
alla Commissione per il sistema pubblico di connettività*,*cioè il

soggetto preposto dall’art. 79 del Codice dell’amministrazione digitale
(D.Lgs. 82/2005
<http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005;82>)
agli indirizzi strategici del *Sistema Pubblico di Connettività
<http://www.digitpa.gov.it/spc>*(SPC). Per l’attuazione dell’Agenda

digitale, agli articoli 10, 14 e 17 sono previste misure di: -
semplificazione di adempimenti per i gestori di postazioni di accesso ad
internet; - incentivazione dei cittadini all’utilizzo della posta
elettronica certificata nei rapporti con le amministrazioni pubbliche; -
uniformità temporale per l’utilizzo del *fascicolo sanitario elettronico
<http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2512&area=eHealth&menu=vuoto>* (FSE)

su tutto il territorio nazionale e la realizzazione della relativa
infrastruttura centrale. Due articoli aggiuntivi (16-/bis/ e 17-/ter/)

hanno inoltre disposto: modifiche alla disciplina dei furti di identità
di cui alD.Lgs.141/2010,
<http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010;141> consentendo

di effettuare ulteriori richieste di verifica dell'autenticità dei dati
contenuti nella documentazione al fine di accertare l'identità dei
soggetti; l’istituzione  del sistema pubblico per la gestione
dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID) modificando
conseguentemente il Codice dell’amministrazione digitale. Viene poi
rafforzata la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni,
*escludendosi la trasmissione via fax* delle comunicazioni di documenti

tra le amministrazioni, prevedendosi inoltre che le stesse procedano
alla consultazione degli atti ai fini degli accertamenti d'ufficio
esclusivamente per via telematica (vale a dire escludendo l'utilizzo del
fax).


Il giorno 27 marzo 2014 19:10, Stefano Quintarelli
<stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:


    non so per il tema di voto
    per il tema identificazione, invece, si.
    il provvedimento SPID e' pronto dal giorno che e' caduto il governo
    Letta (non c'e' correlazione.. ;-)
    si attende l'handover e la emanazione dalla presidenza del consiglio


Se il tema dell'identificazione digitale si risolve così, credo che a
livello comunale una raccolta firme (per esempio per una delibera di
iniziativa popolare) possa avvalersi di questo strumento, anche in
assenza di una specifica disposizione di legge sul voto elettronico (non
trattandosi in questo caso di 'voto'). Sarei curioso di conoscere
l'opinione dei

    poi ci saranno le regole tecniche da AGID e la notifica formale a
    BXL che pero' informalmente ha gia' visto e plaudito al provvedimento.
    poi la sperimentazione.
    diciamo che a partire dalla sperimentazione si puo' iniziare ad
    implementare ed usare.
    (sapendo che a valle della sperimentazione esiste la pur remota
    possibilita' di qualche cambiamento alle regole tecniche)
    le regole tecniche sono previste dopo tre mesi dall'emissione del
    decreto legislativo.
    sono moderatamente ottimista sul rispetto della scadenza in quanto
    in agid stanno gia' lavorando, in attesa dell'emeanzione da parte
    della presdelcons.


Non resta che attendere il DPCM, quindi.
Grazie ancora!

Giuseppe



    On 27/03/2014 13:07, Giuseppe Mazziotti wrote:

        Cari tutti,


        scrivo per chiedere consigli a chi in lista, più di me, si occupa di
        diritto amministrativo e in particolare di amministrazione digitale.


        A Roma stiamo pensando a un progetto consistente
        nell’elaborazione di un
        sistema di voto online per gli istituti di iniziativa popolare a
        livello
        comunale (delibere, referendum, ecc) che sia fruibile nel modo più
        semplice e meno oneroso possibile per i cittadini dal punto di vista
        delle competenze informatiche e degli strumenti tecnici
        necessari, pur
        essendo conforme agli indispensabili requisiti di identificazione e
        sicurezza dei dati.


        Qual è il grado di autonomia dei Comuni nel dotarsi di tali
        strumenti, e
        quali ostacoli potrebbero materializzarsi nell'ambito della
        normativa
        nazionale se un determinato Comune, con una delibera apposita,
        decidesse
        di adottarli in concreto?


        Vi ringrazio fin da ora!

        Giuseppe


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