Democrazia in tempo di guerra. Disciplinare la cultura e la scienza, censurare l'informazione
C'era una data. C'erano due nomi pesanti come macigni della coscienza critica italiana: Alessandro Barbero e Angelo D'Orsi. C'era un titolo: "Democrazia in tempo di guerra. Disciplinare la cultura e la scienza, censurare l'informazione". Ora non c'è più niente. L'evento previsto per domani, 9 dicembre 2025 al Teatro Grande Valdocco di Torino è stato cancellato per revoca della concessione della sala. Una decisione comunicata dall'alto, secca, asettica. Ma che ha un odore preciso, inconfondibile: puzza di censura. Chi prova a raccontarla come una "questione organizzativa" prende in giro l'intelligenza delle persone. Qui non salta un concerto per un problema all'impianto elettrico. Qui viene tolta una sala a un evento che parlava di censura, guerra, propaganda, libertà di informazione. La coincidenza è così grossa da diventare una confessione. ... Torino non è una città qualunque. È città operaia, partigiana, universitaria, critica. È città di ANPI, di memoria, di lotte civili. Ed è proprio per questo che questa cancellazione pesa doppio. Perché è uno strappo simbolico. La storia insegna una cosa semplice: la censura non inizia mai con un boato. Inizia con una sala negata. Oggi tocca a due storici. Domani a un giornalista. Dopodomani a un insegnante. Poi, quando il silenzio sarà diventato abitudine, toccherà a tutti. https://wordnews.it/2025/12/08/democrazia-in-tempo-di-guerra-a-torino-salta-... A.
ah, decisamente in topic, parlando di censura, solo nelle ultime 24 ore (ops, l'email mi è rimasta in bozza per una settimana o più) ho appreso dei tre casi sottostanti. - questa storia https://www.msn.com/en-us/politics/government/reith-lecturer-accuses-bbc-of-... da parte di Rutger Bregman, che per essere validata va ascoltata quest'ora di lecture: https://www.bbc.com/audio/play/m002mmrv ma in pratica porta un professore che parla di censura dei regimi autoritari, ad essere censurato dalla BBC mentre parla di Trump. - da tiktok ho appreso anche https://www.tiktok.com/@myvoicemychoice0/video/7580495533844843798 facebook censura i contenuti sull'aborto e questo viene lamentato dai membri del parlamento europeo (no shit sherlock) - e dall'internet apprendiamo pure che youtube ha cancellato senza preavviso e con giustificazioni ad cazzum il canale di un giornalista che raccontava i progressi della colonizzazione israeliana https://theintercept.com/2025/12/07/youtube-deleted-journalist-israel-palest... Per fare eco alla mail precedente: ma ste autorità insignite di esercitare il potere del DSA, sapete dirmi perché non si muovono? Possono muoversi in questi casi? hanno spazio e potere d'azione? Lato "autodifesa", non dovrebbe essere chiaro che si deve ridondare e duplicare la propria presenza, così da avere dei paracaduti nel caso di censure improvvise? voi conoscere content creators che adottano queste o altre soluzioni? (non vale dire "stanno su mastodon", dobbiamo riconoscere che la massa critica è il problema irrisolto che porta anche persone in buona fede a starsene su queste piattaforme dello sfruttamento) Grazie, cari saluti, Claudio On Mon, Dec 8, 2025 at 6:37 PM antonio <antonio@piumarossa.it> wrote:
C'era una data. C'erano due nomi pesanti come macigni della coscienza critica italiana: Alessandro Barbero e Angelo D'Orsi. C'era un titolo: "Democrazia in tempo di guerra. Disciplinare la cultura e la scienza, censurare l'informazione". Ora non c'è più niente. L'evento previsto per domani, 9 dicembre 2025 al Teatro Grande Valdocco di Torino è stato cancellato per revoca della concessione della sala. Una decisione comunicata dall'alto, secca, asettica. Ma che ha un odore preciso, inconfondibile: puzza di censura. Chi prova a raccontarla come una "questione organizzativa" prende in giro l'intelligenza delle persone. Qui non salta un concerto per un problema all'impianto elettrico. Qui viene tolta una sala a un evento che parlava di censura, guerra, propaganda, libertà di informazione. La coincidenza è così grossa da diventare una confessione. ... Torino non è una città qualunque. È città operaia, partigiana, universitaria, critica. È città di ANPI, di memoria, di lotte civili. Ed è proprio per questo che questa cancellazione pesa doppio. Perché è uno strappo simbolico. La storia insegna una cosa semplice: la censura non inizia mai con un boato. Inizia con una sala negata. Oggi tocca a due storici. Domani a un giornalista. Dopodomani a un insegnante. Poi, quando il silenzio sarà diventato abitudine, toccherà a tutti.
https://wordnews.it/2025/12/08/democrazia-in-tempo-di-guerra-a-torino-salta-...
A.
Beh, che dire dei provvedimenti amministrativi molto invasivi che il Consiglio dell'Unione Europea continua ad adottare contro persone accusate di sostenere in pubblico opinioni tecnicamente lecite (per quel che posso capire), ma sgradite ai governi? Da ultimo il bersaglio, tra gli altri, è stato un noto ufficiale svizzero in pensione (70 anni), Jacques Baud <https://www.rsi.ch/info/svizzera/%E2%80%9CDestabilizzazione-russa%E2%80%9D-l...>, autore di vari libri, ma in precedenza anche due giornalisti tedeschi, Alina Lipp e Thomas Röper, e uno turco, Hüseyin Doğru. Nel caso di Baud, Lipp e Roper l'accusa è di essere pro-Russia (varie fonti online spiegano i dettagli), mentre nel caso di Doğru la colpa è quella di aver messo in evidenza la complicità della Germania nel genocidio palestinese <https://www.reddit.com/r/europeanunion/comments/1levy3g/interview_with_h%C3%...>. Non sono un giurista, ma da quel leggo pare sia molto difficile difendersi da queste "sanzioni". Come azioni simili siano conciliabili con la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, oltre che con le Costituzioni nazionali, non mi è dato di capire, ma di sicuro per limiti miei. A meno che non sia stata dichiarata, a nostra insaputa, la guerra, facendo scattare, sempre a nostra insaputa, la legge marziale. Juan Carlos On 18/12/25 13:56, Claudio Agosti wrote:
ah, decisamente in topic, parlando di censura, solo nelle ultime 24 ore (ops, l'email mi è rimasta in bozza per una settimana o più) ho appreso dei tre casi sottostanti.
* questa storia https://www.msn.com/en-us/politics/government/reith-lecturer-accuses-bbc-of-... da parte di Rutger Bregman, che per essere validata va ascoltata quest'ora di lecture: https://www.bbc.com/audio/play/m002mmrv ma in pratica porta un professore che parla di censura dei regimi autoritari, ad essere censurato dalla BBC mentre parla di Trump. * da tiktok ho appreso anche https://www.tiktok.com/@myvoicemychoice0/video/7580495533844843798 facebook censura i contenuti sull'aborto e questo viene lamentato dai membri del parlamento europeo (no shit sherlock) * e dall'internet apprendiamo pure che youtube ha cancellato senza preavviso e con giustificazioni ad cazzum il canale di un giornalista che raccontava i progressi della colonizzazione israeliana https://theintercept.com/2025/12/07/youtube-deleted-journalist-israel-palest...
Per fare eco alla mail precedente: ma ste autorità insignite di esercitare il potere del DSA, sapete dirmi perché non si muovono? Possono muoversi in questi casi? hanno spazio e potere d'azione? Lato "autodifesa", non dovrebbe essere chiaro che si deve ridondare e duplicare la propria presenza, così da avere dei paracaduti nel caso di censure improvvise? voi conoscere content creators che adottano queste o altre soluzioni? (non vale dire "stanno su mastodon", dobbiamo riconoscere che la massa critica è il problema irrisolto che porta anche persone in buona fede a starsene su queste piattaforme dello sfruttamento)
Grazie, cari saluti, Claudio
On Mon, Dec 8, 2025 at 6:37 PM antonio <antonio@piumarossa.it> wrote:
C'era una data. C'erano due nomi pesanti come macigni della coscienza critica italiana: Alessandro Barbero e Angelo D'Orsi. C'era un titolo: "Democrazia in tempo di guerra. Disciplinare la cultura e la scienza, censurare l'informazione". Ora non c'è più niente. L'evento previsto per domani, 9 dicembre 2025 al Teatro Grande Valdocco di Torino è stato cancellato per revoca della concessione della sala. Una decisione comunicata dall'alto, secca, asettica. Ma che ha un odore preciso, inconfondibile: puzza di censura. Chi prova a raccontarla come una "questione organizzativa" prende in giro l'intelligenza delle persone. Qui non salta un concerto per un problema all'impianto elettrico. Qui viene tolta una sala a un evento che parlava di censura, guerra, propaganda, libertà di informazione. La coincidenza è così grossa da diventare una confessione. ... Torino non è una città qualunque. È città operaia, partigiana, universitaria, critica. È città di ANPI, di memoria, di lotte civili. Ed è proprio per questo che questa cancellazione pesa doppio. Perché è uno strappo simbolico. La storia insegna una cosa semplice: la censura non inizia mai con un boato. Inizia con una sala negata. Oggi tocca a due storici. Domani a un giornalista. Dopodomani a un insegnante. Poi, quando il silenzio sarà diventato abitudine, toccherà a tutti.
https://wordnews.it/2025/12/08/democrazia-in-tempo-di-guerra-a-torino-salta-...
A.
Buonasera, On 2025-12-18, J.C. DE MARTIN via nexa wrote: [...]
Non sono un giurista, ma da quel leggo pare sia molto difficile difendersi da queste "sanzioni".
Come azioni simili siano conciliabili con la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, oltre che con le Costituzioni nazionali, non mi è dato di capire, ma di sicuro per limiti miei.
«Ogni indagine sulla politica è viziata da un’ambiguità terminologica preliminare, che condanna al malinteso coloro che la intraprendono.» [1] --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] «che cosa resta del regno, se si toglie il governo»? È venuto infatti il momento di chiedersi se la frattura della macchina politica dell’Occidente abbia raggiunto in questi anni una soglia al di là della quale essa non può più funzionare. Già nel XX secolo il fascismo e il nazismo avevano risposto a loro modo al quesito attraverso l’istaurazione di quello che è stato a ragione definito come uno «stato duale», in cui allo stato legittimo, fondato sulla legge e la costituzione, si affianca uno stato discrezionale solo parzialmente formalizzato e l’unità della macchina politica è quindi soltanto apparente . Lo stato amministrativo in cui sono più o meno consapevolmente scivolate le democrazie parlamentari europee, non è in questo senso dal punto di vista tecnico che una discendenza del modello nazifascista, in cui organi discrezionali estranei ai poteri costituzionali si affiancano a quelli dello stato parlamentare, progressivamente svuotato delle sue funzioni. [...] La dimostrazione più estrema della frattura della macchina politica è però l’emergere dello stato di eccezione come paradigma normale di governo che, ormai in atto da decenni, ha raggiunto la sua forma ultimativa negli anni della cosiddetta pandemia. Ciò che, nella prospettiva che qui c’interessa, definisce lo stato di eccezione, è la rottura fra costituzione e governo, legittimità e legalità – e, insieme, la creazione di una zona in cui essi diventano indiscernibili. La sovranità si manifesta qui infatti nella forma di una sospensione della legge e nella conseguente istaurazione di una zona di anomia, nella quale tuttavia il governo afferma di agire legalmente. Pur sospendendo l’ordine giuridico, lo stato di eccezione pretende, infatti, di essere ancora in relazione con esso, di essere, per così dire, legalmente al di fuori della legge. Da un punto di vista tecnico, lo stato di eccezione invera, infatti, uno «stato della legge», in cui da una parte la legge teoricamente vige, ma non ha forza e dall’altra provvedimenti e misure che non hanno valore di legge ne acquistano la forza. Si potrebbe dire che, al limite, la posta in gioco nello stato di eccezione è una forza-di-legge fluttuante senza la legge, una legittimità illegale cui fa riscontro una legalità illegittima, nella quale la distinzione fra norma e decisione perde il suo senso. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-le-due-facce-del-potere-4-anarchia-... Saluti, 380° [...] [1] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-le-due-facce-del-potere P.S.: ...e se la seconda guerra mondiale in realtà non fosse mai terminata?!? -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
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380° -
antonio -
Claudio Agosti -
J.C. DE MARTIN