ah, decisamente in topic, parlando di censura, solo nelle ultime 24 ore (ops, l'email mi è rimasta in bozza per una settimana o più) ho appreso dei tre casi sottostanti.
Per fare eco alla mail precedente: ma ste autorità insignite di esercitare il potere del DSA, sapete dirmi perché non si muovono? Possono muoversi in questi casi? hanno spazio e potere d'azione? 
Lato "autodifesa", non dovrebbe essere chiaro che si deve ridondare e duplicare la propria presenza, così da avere dei paracaduti nel caso di censure improvvise? voi conoscere content creators che adottano queste o altre soluzioni? (non vale dire "stanno su mastodon", dobbiamo riconoscere che la massa critica è il problema irrisolto che porta anche persone in buona fede a starsene su queste piattaforme dello sfruttamento) 

Grazie, cari saluti, Claudio 



On Mon, Dec 8, 2025 at 6:37 PM antonio <antonio@piumarossa.it> wrote:
C'era una data. C'erano due nomi pesanti come macigni della coscienza critica italiana: Alessandro Barbero e Angelo D'Orsi. C'era un titolo: "Democrazia in tempo di guerra. Disciplinare la cultura e la scienza, censurare l'informazione".
Ora non c'è più niente. L'evento previsto per domani, 9 dicembre 2025 al Teatro Grande Valdocco di Torino è stato cancellato per revoca della concessione della sala. Una decisione comunicata dall'alto, secca, asettica. Ma che ha un odore preciso, inconfondibile: puzza di censura.
Chi prova a raccontarla come una "questione organizzativa" prende in giro l'intelligenza delle persone. Qui non salta un concerto per un problema all'impianto elettrico. Qui viene tolta una sala a un evento che parlava di censura, guerra, propaganda, libertà di informazione. La coincidenza è così grossa da diventare una confessione.
...
Torino non è una città qualunque. È città operaia, partigiana, universitaria, critica. È città di ANPI, di memoria, di lotte civili. Ed è proprio per questo che questa cancellazione pesa doppio. Perché è uno strappo simbolico. La storia insegna una cosa semplice: la censura non inizia mai con un boato. Inizia con una sala negata. Oggi tocca a due storici. Domani a un giornalista. Dopodomani a un insegnante. Poi, quando il silenzio sarà diventato abitudine, toccherà a tutti.

https://wordnews.it/2025/12/08/democrazia-in-tempo-di-guerra-a-torino-salta-levento-con-barbero-e-dorsi-una-revoca-che-puzza-di-censura/

A.