Re: [nexa] [NEXA]Internet, la Costituzione italiana e i fanatici della Rete | Sotto Un Cielo di Bit
Caro, Juan Carlos, la tua domanda è legittima: la differenza, a parte quanto sottolinei tu, non c'è. La proposta di Rodotà è cruciale per poter dare esplicita copertura costituzionale ad un diritto fondamentale, il diritto di accesso ad Internet, che ormai gode (o dovrebbe godere) di uno status materialmente costituzionale. D'altronde, in prospettiva comparata, basta guardare il valore superprimario che il Conseil Constitutionnel ha riconosciuto al diritto di accesso alla rete, così come le iniziative recentissime, nello stesso senso, del legislatore costituzionale estone e finnico. Nessun mette in dubbio la" capacità profetica" dei nostri padri costituenti a proposito della clausola di apertura prevista dall'art. 21, c. I., che ovviamente tutela anche internet, ma nessuno può neanche negare che il fatto di non aver incluso esplicitamente nella codificazione costituzionale lo strumento radiofonico, ben conosciuto ed adoperato come mezzo di "manipolazione" di massa dal regime fascista, non abbia aiutato il compito di interpretazione adeguatrice della Corte costituzionale. Quindi ben venga, specialmente in questo periodo di contingenza politica del nostro Paese, una codificazione espressa del diritto di accesso ad internet o. ----- Messaggio originale ----- Da: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> A: "Center Nexa" <nexa@server-nexa.polito.it> Inviato: Mercoledì, 1 dicembre 2010 12:40:04 GMT +01:00 Amsterdam/Berlino/Berna/Roma/Stoccolma/Vienna Oggetto: Re: [nexa] [NEXA]Internet, la Costituzione italiana e i fanatici della Rete | Sotto Un Cielo di Bit Da tecnologo trovo piuttosto buffo che da centinaia di anni le costituzioni possano menzionare tranquillamente una specifica tecnologia, la stampa, dato il suo rilievo nel formare l'opinione pubblica, ma, secondo alcuni, non possano invece menzionare un'altra tecnologia, Internet, altrettanto rilevante e generatrice. Da perfetto ignorante di diritto costituzionale, chiedo: "What's the difference?" A parte il fatto che la stampa e' una tecnologia antica, mentre Internet e' recente. juan carlos On 01/12/10 11:47, Angelo Raffaele Meo wrote: vale.it@gmail.com ha scritto: Vi segnalo alcune argomentazioni in tema di Internet, interessanti e da tener presente ma che non mi trovano d'accordo: http://www.massimomelica.net/tecnologie-societa/794/internet-costituzione-it... A presto, Valentin _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa sinceramente non ho capito il senso di quell'intervento. Qualcuno può spiegarlo? Grazie. Meo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
----- Messaggio originale ----- Da: "oreste pollicino" <oreste.pollicino@unibocconi.it> A: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> Cc: "Center Nexa" <nexa@server-nexa.polito.it> Inviato: Mercoledì, 1 dicembre 2010 13:25:18 GMT +01:00 Amsterdam/Berlino/Berna/Roma/Stoccolma/Vienna Oggetto: Re: [nexa] [NEXA]Internet, la Costituzione italiana e i fanatici della Rete | Sotto Un Cielo di Bit Caro Juan Carlos, la tua domanda è legittima: la differenza, a parte quanto sottolinei tu, non c'è. La proposta di Rodotà è cruciale per poter dare esplicita copertura costituzionale ad un diritto fondamentale, il diritto di accesso ad Internet, che ormai gode (o dovrebbe godere) di uno status materialmente costituzionale. D'altronde, in prospettiva comparata, basta guardare il valore superprimario che il Conseil Constitutionnel ha riconosciuto al diritto di accesso alla rete, così come le iniziative recentissime, nello stesso senso, del legislatore costituzionale estone e finnico. Nessun mette in dubbio la" capacità profetica" dei nostri padri costituenti a proposito della clausola di apertura prevista dall'art. 21, c. I., che ovviamente tutela anche internet, ma nessuno può neanche negare che il fatto di non aver incluso esplicitamente nella codificazione costituzionale lo strumento radiofonico, ben conosciuto ed adoperato come mezzo di "manipolazione" di massa dal regime fascista, non abbia aiutato il compito di interpretazione adeguatrice della Corte costituzionale. Quindi ben venga, specialmente in questo periodo di contingenza politica del nostro Paese, una codificazione espressa del diritto di accesso ad internet o. ----- Messaggio originale ----- Da: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> A: "Center Nexa" <nexa@server-nexa.polito.it> Inviato: Mercoledì, 1 dicembre 2010 12:40:04 GMT +01:00 Amsterdam/Berlino/Berna/Roma/Stoccolma/Vienna Oggetto: Re: [nexa] [NEXA]Internet, la Costituzione italiana e i fanatici della Rete | Sotto Un Cielo di Bit Da tecnologo trovo piuttosto buffo che da centinaia di anni le costituzioni possano menzionare tranquillamente una specifica tecnologia, la stampa, dato il suo rilievo nel formare l'opinione pubblica, ma, secondo alcuni, non possano invece menzionare un'altra tecnologia, Internet, altrettanto rilevante e generatrice. Da perfetto ignorante di diritto costituzionale, chiedo: "What's the difference?" A parte il fatto che la stampa e' una tecnologia antica, mentre Internet e' recente. juan carlos On 01/12/10 11:47, Angelo Raffaele Meo wrote: vale.it@gmail.com ha scritto: Vi segnalo alcune argomentazioni in tema di Internet, interessanti e da tener presente ma che non mi trovano d'accordo: http://www.massimomelica.net/tecnologie-societa/794/internet-costituzione-it... A presto, Valentin _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa sinceramente non ho capito il senso di quell'intervento. Qualcuno può spiegarlo? Grazie. Meo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Trovo molto interessante la discussione e concordo con molte delle cose scritte da Oreste Pollicino. Anche io avevo mentalmente annotato il riferimento ad una specifica tecnologia (la stampa) all'interno della nostra (ma non solo) carta costituzionale. L'altra cosa che avevo mentalmente annotato e mi ero riproposto di cercare era la traccia del primo inserimento della stampa in un testo costituzionale. A questo punto mi chiedo se qualcuno di voi abbia già la risposta e mi eviti la ricerca :-) 2010/12/1 Oreste Pollicino <oreste.pollicino@unibocconi.it>
----- Messaggio originale ----- Da: "oreste pollicino" <oreste.pollicino@unibocconi.it>
A: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> Cc: "Center Nexa" <nexa@server-nexa.polito.it> Inviato: Mercoledì, 1 dicembre 2010 13:25:18 GMT +01:00 Amsterdam/Berlino/Berna/Roma/Stoccolma/Vienna
Oggetto: Re: [nexa] [NEXA]Internet, la Costituzione italiana e i fanatici della Rete | Sotto Un Cielo di Bit
Caro Juan Carlos, la tua domanda è legittima: la differenza, a parte quanto sottolinei tu, non c'è. La proposta di Rodotà è cruciale per poter dare esplicita copertura costituzionale ad un diritto fondamentale, il diritto di accesso ad Internet, che ormai gode (o dovrebbe godere) di uno status materialmente costituzionale. D'altronde, in prospettiva comparata, basta guardare il valore superprimario che il Conseil Constitutionnel ha riconosciuto al diritto di accesso alla rete, così come le iniziative recentissime, nello stesso senso, del legislatore costituzionale estone e finnico.
Nessun mette in dubbio la" capacità profetica" dei nostri padri costituenti a proposito della clausola di apertura prevista dall'art. 21, c. I., che ovviamente tutela anche internet, ma nessuno può neanche negare che il fatto di non aver incluso esplicitamente nella codificazione costituzionale lo strumento radiofonico, ben conosciuto ed adoperato come mezzo di "manipolazione" di massa dal regime fascista, non abbia aiutato il compito di interpretazione adeguatrice della Corte costituzionale. Quindi ben venga, specialmente in questo periodo di contingenza politica del nostro Paese, una codificazione espressa del diritto di accesso ad internet
o. ----- Messaggio originale ----- Da: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> A: "Center Nexa" <nexa@server-nexa.polito.it> Inviato: Mercoledì, 1 dicembre 2010 12:40:04 GMT +01:00 Amsterdam/Berlino/Berna/Roma/Stoccolma/Vienna Oggetto: Re: [nexa] [NEXA]Internet, la Costituzione italiana e i fanatici della Rete | Sotto Un Cielo di Bit
Da tecnologo trovo piuttosto buffo che da centinaia di anni le costituzioni possano menzionare tranquillamente una specifica tecnologia, la stampa, dato il suo rilievo nel formare l'opinione pubblica, ma, secondo alcuni, non possano invece menzionare un'altra tecnologia, Internet, altrettanto rilevante e generatrice.
Da perfetto ignorante di diritto costituzionale, chiedo: "What's the difference?"
A parte il fatto che la stampa e' una tecnologia antica, mentre Internet e' recente.
juan carlos
On 01/12/10 11:47, Angelo Raffaele Meo wrote:
vale.it@gmail.com ha scritto:
Vi segnalo alcune argomentazioni in tema di Internet, interessanti e da tener presente ma che non mi trovano d'accordo:
http://www.massimomelica.net/tecnologie-societa/794/internet-costituzione-it... A presto, Valentin
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sinceramente non ho capito il senso di quell'intervento. Qualcuno può spiegarlo? Grazie. Meo
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Il 01/12/2010 14:17, marco scialdone ha scritto:Anche io avevo mentalmente annotato il riferimento ad una specifica
tecnologia (la stampa) all'interno della nostra (ma non solo) carta costituzionale. L'altra cosa che avevo mentalmente annotato e mi ero riproposto di cercare era la traccia del primo inserimento della stampa in un testo costituzionale.
A questo punto mi chiedo se qualcuno di voi abbia già la risposta e mi eviti la ricerca :-)
La Costituzione del Massachusetts del 1780 (oppure, ma non so se si possa assimilare ad una carta costituzionale, la Dichiarazione dei Diritti della Virginia del 1776). Ciao, Paolo
Grazie Paolo! Dunque, se la memoria non mi inganna l'invenzione della stampa è del 1455. La prima "costituzionalizzazione" della stampa, considerato il dato indicato da Paolo, avviene circa 300 anni dopo. Ormai approfitto ... per caso sapete se la televisione è stata costituzionalizzata espressamente da qualche paese? 2010/12/1 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>
Il 01/12/2010 14:17, marco scialdone ha scritto:Anche io avevo mentalmente annotato il riferimento ad una specifica
tecnologia (la stampa) all'interno della nostra (ma non solo) carta costituzionale. L'altra cosa che avevo mentalmente annotato e mi ero riproposto di cercare era la traccia del primo inserimento della stampa in un testo costituzionale.
A questo punto mi chiedo se qualcuno di voi abbia già la risposta e mi eviti la ricerca :-)
La Costituzione del Massachusetts del 1780 (oppure, ma non so se si possa assimilare ad una carta costituzionale, la Dichiarazione dei Diritti della Virginia del 1776).
Ciao, Paolo
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Il 01/12/2010 14:54, marco scialdone ha scritto:
Grazie Paolo!
Dunque, se la memoria non mi inganna l'invenzione della stampa è del 1455. La prima "costituzionalizzazione" della stampa, considerato il dato indicato da Paolo, avviene circa 300 anni dopo.
Ora che ci penso, può essere un dato fuorviante però, perché è vero che tale tutela avviene 300 anni dopo l'invenzione della tecnologia (che venne immediatamente regolamentata a scopo censorio), ma è anche vero che fra il 1500 e il 1780 vere e nuove carte costituzionali non ce ne sono e non ci sono nemmeno vere democrazie (non considero la "Costituzione" di San Marino del 1600 una carta costituzionale, e la Magna Charta fu scritta ben prima dell'invenzione della stampa). Inoltre, c'è un dato interessante che può servire. Ancora oggi la libertà di stampa non è esplicitamente tutelata nelle Costituzioni di diversi paesi (i primi che mi vengono in mente sono l'Australia e l'India). Questa mancanza di esplicitazione di tutela, lasciata ad una generica tutela della "libertà di parola/pensiero", tramite la combinazione "letale" di alcune leggi ad hoc (per es. l'Atto anti-Terrorismo dell'India, che consentiva l'arresto senza processo e senza mandato di chiunque sospettato di avere contatti con potenziali terroristi, ha stroncato la stampa lì) ha portato ad una effettiva limitazione della libertà di stampa in quei paesi. Questi sono dati forse da tenere in considerazione in relazione alla proposta di Rodotà e alle critiche di "esplicitazione": una Costituzione vera deve essere prescrittiva, non descrittiva. :) Ciao, Paolo
La mia curiosità era capire se ci fosse stato qualche caso di immediata "costitutionalizzazione" di una tecnologia o meglio di accesso ad una tecnologia. Mi chiedo cioè se in realtà la stampa entri in alcune carte costituzionali quando ha ormai perso una connotazione "tecnologica" per via del decorso del tempo. Ovviamente, sono chiacchiere da bar del diritto :-) 2010/12/1 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>
Grazie Paolo!
Dunque, se la memoria non mi inganna l'invenzione della stampa è del
Il 01/12/2010 14:54, marco scialdone ha scritto: 1455.
La prima "costituzionalizzazione" della stampa, considerato il dato indicato da Paolo, avviene circa 300 anni dopo.
Ora che ci penso, può essere un dato fuorviante però, perché è vero che tale tutela avviene 300 anni dopo l'invenzione della tecnologia (che venne immediatamente regolamentata a scopo censorio), ma è anche vero che fra il 1500 e il 1780 vere e nuove carte costituzionali non ce ne sono e non ci sono nemmeno vere democrazie (non considero la "Costituzione" di San Marino del 1600 una carta costituzionale, e la Magna Charta fu scritta ben prima dell'invenzione della stampa).
Inoltre, c'è un dato interessante che può servire. Ancora oggi la libertà di stampa non è esplicitamente tutelata nelle Costituzioni di diversi paesi (i primi che mi vengono in mente sono l'Australia e l'India). Questa mancanza di esplicitazione di tutela, lasciata ad una generica tutela della "libertà di parola/pensiero", tramite la combinazione "letale" di alcune leggi ad hoc (per es. l'Atto anti-Terrorismo dell'India, che consentiva l'arresto senza processo e senza mandato di chiunque sospettato di avere contatti con potenziali terroristi, ha stroncato la stampa lì) ha portato ad una effettiva limitazione della libertà di stampa in quei paesi. Questi sono dati forse da tenere in considerazione in relazione alla proposta di Rodotà e alle critiche di "esplicitazione": una Costituzione vera deve essere prescrittiva, non descrittiva. :)
Ciao, Paolo
-- Avv. Marco Scialdone Blog: http://scialdone.blogspot.com Site: www.computerlaw.it PEC: marcoscialdone@ordineavvocatiroma.org Flavors me <http://flavors.me/marcoscialdone> My profile: www.linkedin.com/in/marcoscialdone CC Network: https://creativecommons.net/marcoscialdone/
Il 01/12/2010 15:23, marco scialdone ha scritto:
La mia curiosità era capire se ci fosse stato qualche caso di immediata "costitutionalizzazione" di una tecnologia o meglio di accesso ad una tecnologia.
Secondo Emendamento (1791) della Costituzione degli Stati Uniti, il diritto di portare armi. Sebbene le armi da fuoco esistessero da secoli, è solo negli anni immediatamente precedenti all'approvazione dell'emendamento che esse erano diventate accessibili anche alle persone meno abbienti e più facilmente utilizzabili (anzi, lo diventeranno ancor di più dopo il 1791, con l'invenzione del fulminato di mercurio nel 1799 e del revolver nella prima metà dell'800). Un po' il contrario della stampa, che come insegna Lessig diventò, con il passare dei secoli, sempre più inutilizzabile ed economicamente insostenibile per i singoli cittadini. Non un esempio particolarmente felice... :) Ciao, Paolo
Si pone però la domanda se la prima costituzionalizzazione della stampa coincide con le prime costituzioni, nel senso in cui le intendiamo oggi. Valentin Il giorno 01/dic/2010, alle ore 14.54, marco scialdone ha scritto:
Grazie Paolo!
Dunque, se la memoria non mi inganna l'invenzione della stampa è del 1455. La prima "costituzionalizzazione" della stampa, considerato il dato indicato da Paolo, avviene circa 300 anni dopo.
Ormai approfitto ... per caso sapete se la televisione è stata costituzionalizzata espressamente da qualche paese?
2010/12/1 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> Il 01/12/2010 14:17, marco scialdone ha scritto:Anche io avevo mentalmente annotato il riferimento ad una specifica
tecnologia (la stampa) all'interno della nostra (ma non solo) carta costituzionale. L'altra cosa che avevo mentalmente annotato e mi ero riproposto di cercare era la traccia del primo inserimento della stampa in un testo costituzionale.
A questo punto mi chiedo se qualcuno di voi abbia già la risposta e mi eviti la ricerca :-)
La Costituzione del Massachusetts del 1780 (oppure, ma non so se si possa assimilare ad una carta costituzionale, la Dichiarazione dei Diritti della Virginia del 1776).
Ciao, Paolo
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