I decided to publish this anonymously so that the message would not be dismissed as virtue signaling. Anyone who communicates this message would be rejected by the decentralized finance (“defi”) community. There is an unspoken agreement between defi insiders and the bad actors that they protect. The insiders do not challenge malfeasance, and for their leniency they are rewarded with privileged information. If an outsider draws attention to the corruption, the insiders dutifully defend the bad actors by saying it only looks bad from the outside. The rationalization goes like this — it’s really hard to understand how legitimate everything is unless you contribute to the space. Non-contributors who feel victimized by insiders should blame themselves. They volunteered for abuse. It is a permissionless system. This is the twisted song and dance that drove defi profit-making in late 2020. Offer something to the space, and draw closer to the center. See something suspect? Keep quiet to draw further in, or raise a fuss and be phased out. A community that rewards bad actors and punishes good ones will soon find itself full of people who are openly hostile to discussions of virtue. New recruits will fit a certain mold, and the oldest members will look away and acquiesce to the turpitude. Stunningly, in an industry full of technical analysts, no one seems concerned about the long-term trajectory of this arrangement. Continua con diversi esempi su https://medium.com/@crypto_angel/the-corruption-of-defi-in-2020-bbcdadccf201 (anche su https://archive.is/w4wYT ) La definizione corretta di blockchain è "large-scale math-washed scam-factory" Lo è da sempre e lo sarà fino allo scoppio definitivo della bolla. Questo articolo di autodenuncia da un insider è solo l'ennesimo sintomo del lento collasso in corso. Giacomo
Caro Giacomo, grazie per la perseveranza con la quale punti il faro su questo fenomeno. Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes: [...]
Continua con diversi esempi su https://medium.com/@crypto_angel/the-corruption-of-defi-in-2020-bbcdadccf201 (anche su https://archive.is/w4wYT )
Mi permetto di citare la questione più significativa dell'intero articolo: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- There was something wrong with these organizations. Capital and informational asymmetries were built into the design. Image for poThe temptation for corruption was great. Insiders were able to rush into farms minutes (or hours) before the farm was announced to the public. Proliferation of the pools created demand for every imaginable crop, compounding the incentive to keep these “open orgs” temporarily secret. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (il resto dell'articolo l'ho scorso superficialmente, confesso che mi annoia leggere le cronache di questa classe di truffe) «Capital and informational asymmetries», non so perché ho un dejavù… forse perché è il leitmotif del mercato finanziario degli (almeno) ultimi 40 anni, tipo dagli anni '80 in poi del secolo scorso?
La definizione corretta di blockchain è
"large-scale math-washed scam-factory"
Lo è da sempre e lo sarà fino allo scoppio definitivo della bolla.
Non sono un esperto di modi creativi di diventare ricchi oltre ogni decenza spillando soldi agli altri, ma credo che più che di bolla (economica) è *analiticamente* più corretto parlare di Schema Ponzi, come hai già fatto tu in passato. Wikipedia [1] classifica le Cryptocurrencies tra gli schemi *simili* al Ponzi, ma se si vanno a leggere le analisi non è difficile ritrovare nel «defi» (anche l'uso spregiudicato degli acronimi attiva in me l'istinto di autodifesa) parte o tutti dei «red flags» che sono tipici di questi schemi, secondo la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) [2]. La storia dello Schema Ponzi NON inizia con Charles Ponzi, da cui ha preso il nome, ma con Adele Spitzeder nel 1869, che *pare* mettere in pratica lo schema raccontato da Charles Dickens in un paio di novelle di qualche decennio prima. In ogni caso la storia delle frodi di Charles Ponzi terminò il 1 Novembre 1920 con la senzenza di condanna a cinque anni di carcere; cento anni fa, cento anni dopo la SEC è ancora lenta come una lumaca a fermare queste speculazioni.
Questo articolo di autodenuncia da un insider è solo l'ennesimo sintomo del lento collasso in corso.
É tutto sempre lentissimo quando sei dentro (chiedere ai cittadini della ex RDF prima della caduta del muro di Berlino per una conferma) ma visto da "lontano" è molto diverso. Non so se sopra ti riferisci "solo" al collasso di questo ennesimo fenomeno di «Schema Ponzi Social 4.0», ma forse no eh :-) . La storia non si ripete MAI, però è una singolare coincidenza che Charles Ponzi ha visto infranto il suo giocattolino nel 1920 e a distanza di pochi anni, nel 1929, c'è stato il crollo della borsa di Londra seguito a ruota da Wall Street seguito da circa dieci anni di Great Depression dalla quale la maggior parte degli stati ne uscirono pienamente solo con la fine della Seconda Guerra Mondiale. Quasi contemporaneamente al crollo del mito di Charles Ponzi, tra il 1918 e il 1920 c'è stata l'epidemina di influenza Spagnola [3] che ha prodotto quello che sappiamo in termini di vite umane, anche se sugli impatti sul corso della Prima Guerra Mondiale e sull'economia c'è ancora molto dibattito interessante tra gli accademici, in particolare sugli effetti a lungo termine [4]: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- A 2006 study in the Journal of Political Economy found that "cohorts in utero during the pandemic displayed reduced educational attainment, increased rates of physical disability, lower income, lower socioeconomic status, and higher transfer payments received compared with other birth cohorts." --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Adesso siamo nel pieno dell'epidemia COVID-19 - solo Trump è sufficientemente politicamente scorretto da chiamarla Epidemia Cinese, probabilmente nel 1918 l'avrebbero chiamata così - e "da vicino" le cose sembrano sempre molto oscure se paragonate a quello che riusciamo a vedere "da lontano" a quello che accadde con l'analoga Influenza Spagnola. Quello che accadde tra la prima istanza di Schema Ponzi nel 1869 e la vera fine della Grande Depressione nel 1945 a chi c'era deve essere sembrato estremamente lento, dopo un paio di generazioni assume l'aspetto di Storia e per chi la studia è successo un "cataclisma" nel giro di poco più di 70 anni. Seriamente: la storia non si ripete MAI, ma mi chiedo se una serie di coincidenze facciano un indizio. [...] Saluti, Giovanni. [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Ponzi_scheme#Similar_schemes [2] https://www.sec.gov/fast-answers/answersponzihtm.html#RedFlags [3] anche se il primo caso documentato fu di un militare USA, in Kansas; si chiama "Spagnola" solo perché in Spagna non fu possibile censurare le notizie come nel resto del mondo. [4] https://en.wikipedia.org/wiki/Spanish_flu#Long-term_effects -- Giovanni Biscuolo
Ciao Giovanni, On Wed, 30 Sep 2020 10:52:01 +0200 Giovanni Biscuolo <giovanni@biscuolo.net> wrote:
ma credo che più che di bolla (economica) è *analiticamente* più corretto parlare di Schema Ponzi, come hai già fatto tu in passato.
Le cripto-valute basate sulla blockchain sono TUTTE schemi Ponzi. Il segreto del loro successo è del tutto analogo a quello delle aziende che portarono alla DotCom bubble nel marzo 2000: l'ignoranza informatica Ma definivo la blockchain come "large-scale math-washed scam-factory" perché mi sono reso conto che, anche ignorando le cripto-valute, ogni applicazione della blockchain emersa negli ultimi 10 anni è una truffa. Talvolta truffe di piccole dimensioni, come ottenere finanziamenti pubblici o privati sottraendoli a ricerche o prodotti migliori perché... "blockchain". Talvolta truffe su larga scala, come il tentativo di impegnare lo Stato nell'uso di questa pseudo-tecnologia prima che il collasso sia palese. E poi ci sono le truffe di livello planetario di cui le cripto-valute sono quelle che causeranno maggiori danni all'economia reale. Dunque la blockchain non è più una singola truffa da anni. E' diventata un framework per produrre truffe di varia natura. La bolla di cui parlo è quella definita da questo insieme di truffe. Sta scoppiando da Gennaio. Ma fin che la barca va... la fanno andare. Giacomo
...
Ma definivo la blockchain come "large-scale math-washed scam-factory" perché mi sono reso conto che, anche ignorando le cripto-valute, ogni applicazione della blockchain emersa negli ultimi 10 anni è una truffa. Talvolta truffe di piccole dimensioni, come ottenere finanziamenti pubblici o privati sottraendoli a ricerche o prodotti migliori perché... "blockchain". ...
Caro Giacomo, anch'io già varie volte mi sono espresso contro blockchain e bitcoin, vorrei tuttavia aggiungere qualche altra considerazione. Il 2017 è stato l'anno del "boom" del bitcoin. In quell'estate/autunno non c'era giornale, non c'era rivista, tecnica o generalista che ne vaticinasse l'esplosione definitiva, l'utilizzo di blockchain e criptovalute avrebbe occupato pervasivamente ogni angolo della vita quotidiana di ciascuno di noi. Eravamo davvero in pochi (soprattutto tra gli informatici) a dubitarne fortemente. Ma io ero talmente convinto delle mie idee che, pensa l'ingenuità, mi sono messo a inviare email di "protesta" alle redazioni dei giornali/agenzie che mettevano notizie del genere [1]. Ovviamente nessuno mi ha mai risposto. A fine 2017 il valore ha quasi toccato i 20000 dollari, tanto che qualche dubbio mi è cominciato a venire, vuoi vedere che chi ha previsto valori da capogiro (qualcuno ipotizzava 100000 dollari) aveva ragione? Nel 2018 la "bolla" è in parte scoppiata, tanto che a fine anno valeva "solo" 3000 dollari. Per poi tornare a salire negli anni successivi. A questo punto non ho più avuto dubbi, il bitcoin è il "tulipano" [2] del ventunesimo secolo. Bisogna guardare ad esso solo come strumento speculativo, l'aspetto tecnologico è chiaramente una fuffa. Antonio [1] https://www.agi.it/blog-italia/digitale/bitcoin_oro_prezzo_valore-2071419/po... [2] https://it.wikipedia.org/wiki/Bolla_dei_tulipani
Buonasera a tutti, mi pare che stiate confondendo le tecnologie di archiviazione distribuita con *una* applicazione finanziaria, la bitcoin, sviluppata con *una sola *di esse (cioè la blockchain o catena a blocchi, una delle possibili tecnologie di questo tipo). Il primo passo è questo. Poi ci preoccupiamo anche dei tulipani, e magari troviamo il pane e le rose, ma il discorso diventa lungo... Passo dopo passo ci si arriva, se il pregiudizio non vela il giudizio consapevole... E se c'è interesse reciproco non solo a conoscere, ma anche a co-progettare sistemi socio-economici che sono pensati per essere gestiti dalle comunità che li creano. Molti stanno sperimentando tutto ciò alla luce delle emergenze che stiamo vivendo, delle quali solo il virus Sars CoV-2 sembra attirare davvero l'attenzione, ma c'è altro purtroppo, come ormai sappiamo. E le politiche della vita, vero nodo strategico delle nostre società, hanno estrema necessità di essere ripensate con strumenti di interazione e transazione all'altezza delle sfide che abbiamo di fronte. Un caro saluto, Vincenzo Giorgino Il giorno mer 30 set 2020 alle ore 15:42 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> ha scritto:
...
Ma definivo la blockchain come "large-scale math-washed scam-factory" perché mi sono reso conto che, anche ignorando le cripto-valute, ogni applicazione della blockchain emersa negli ultimi 10 anni è una truffa. Talvolta truffe di piccole dimensioni, come ottenere finanziamenti pubblici o privati sottraendoli a ricerche o prodotti migliori perché... "blockchain". ...
Caro Giacomo,
anch'io già varie volte mi sono espresso contro blockchain e bitcoin, vorrei tuttavia aggiungere qualche altra considerazione.
Il 2017 è stato l'anno del "boom" del bitcoin. In quell'estate/autunno non c'era giornale, non c'era rivista, tecnica o generalista che ne vaticinasse l'esplosione definitiva, l'utilizzo di blockchain e criptovalute avrebbe occupato pervasivamente ogni angolo della vita quotidiana di ciascuno di noi. Eravamo davvero in pochi (soprattutto tra gli informatici) a dubitarne fortemente. Ma io ero talmente convinto delle mie idee che, pensa l'ingenuità, mi sono messo a inviare email di "protesta" alle redazioni dei giornali/agenzie che mettevano notizie del genere [1]. Ovviamente nessuno mi ha mai risposto. A fine 2017 il valore ha quasi toccato i 20000 dollari, tanto che qualche dubbio mi è cominciato a venire, vuoi vedere che chi ha previsto valori da capogiro (qualcuno ipotizzava 100000 dollari) aveva ragione? Nel 2018 la "bolla" è in parte scoppiata, tanto che a fine anno valeva "solo" 3000 dollari. Per poi tornare a salire negli anni successivi. A questo punto non ho più avuto dubbi, il bitcoin è il "tulipano" [2] del ventunesimo secolo. Bisogna guardare ad esso solo come strumento speculativo, l'aspetto tecnologico è chiaramente una fuffa.
Antonio
[1]
https://www.agi.it/blog-italia/digitale/bitcoin_oro_prezzo_valore-2071419/po... [2] https://it.wikipedia.org/wiki/Bolla_dei_tulipani _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- A new book https://www.palgrave.com/de/book/9783319665917 "One of the great liabilities of life is that all too many people find themselves living amid a great period of social change and yet they fail to develop the new attitudes, the new mental responses that the new situation demands. They end up sleeping through a revolution." - Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution" Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D. Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics University of Torino - Italy
mi pare che stiate confondendo le tecnologie di archiviazione distribuita con una applicazione finanziaria, la bitcoin, sviluppata con una sola di esse (cioè la blockchain o catena a blocchi, una delle possibili tecnologie di questo tipo). Il primo passo è questo.
E' chiaro, nessuno sta confondendo tecnologie di archiviazione distribuita (cosa buona e giusta) con una di essa (blockchain) o, a maggior ragione, con l'applicazione finanziaria (bitcoin). Sulla speculazione finanziaria non entro nei particolari, non è il mio campo (quella dei tulipani era poco più di una battuta), dico solo che se non ci fosse stato il bitcoin, second me non si sarebbe nemmeno parlato così tanto di blockchain. Certo, bitcoin poteva essere la "killer application", ma la miriade di progetti basati sulla blockchain falliti mi fanno pensare che non lo sia stata. Antonio
On Wed, 30 Sep 2020 16:51:48 +0200 Vincenzo Mario Bruno Giorgino <vincenzo.giorgino@unito.it> wrote:
Buonasera a tutti,
Buona sera Vincenzo
mi pare che stiate confondendo le tecnologie di archiviazione distribuita con *una* applicazione finanziaria, la bitcoin, sviluppata con *una sola *di esse (cioè la blockchain o catena a blocchi, una delle possibili tecnologie di questo tipo).
Nell'ultimo intervento, Antonio ha parlato di bitcoin, ma io parlo di TUTTE le offerte tecnologiche che si presentano come "blockchain". Attenzione però, non parlo di algoritmi specifici come un hashchain o un merkle tree, ciascuno dei quali può essere adatto a scopi specifici. Parlo delle aziende che combinano questi algoritmi come "DLT", permissioned, permissionless, con PoW, con PoS, con BS etc... o che forniscono servizi legati alla "blockchain". Che si tratti di tracciatura alimentare, stipula di contratti, smart contracts o anche di speculazione finanziaria basata appunto sulle criptovalute.
E se c'è interesse reciproco non solo a conoscere, ma anche a co-progettare sistemi socio-economici che sono pensati per essere gestiti dalle comunità che li creano.
Anzitutto, una comunità che si fida della blockchain più di quanto non si fidi dei propri membri... non è una comunità. E poi è stata presa in giro. Non ha bisogno della blockchain. Se mi spieghi come la usi, ti dico come realizzare un sistema più efficace, efficente ed economico che offre almeno tutte le garanzie che credi di ottenere dalla blockchain... ma senza blockchain. Ho già fatto questo gioco in passato con CTO di diverse aziende "blockchain-based", qualche volta anche in pubblico. Ci sono SEMPRE riuscito. Tutti però poi continuano come prima... perché? Quanto al co-progettare, so che non è il tuo caso, ma qualche volta mi sono anche sentito dire "se non ci entri dentro, non puoi capire". Dallo schema Ponzi alla setta religiosa, è un attimo!
E le politiche della vita, vero nodo strategico delle nostre società, hanno estrema necessità di essere ripensate con strumenti di interazione e transazione all'altezza delle sfide che abbiamo di fronte.
Non mi è chiaro cosa intendi per "politiche della vita", ma posso assicurarti che qualsiasi sia l'altezza delle sfide che abbiamo di fronte, la blockchain può solo... MINARE le soluzioni. ;-)
Un caro saluto,
Vincenzo Giorgino
A presto! Giacomo
Buonasera, grazie del contributo alla discussione, vorrei capire meglio la sua critica. Vincenzo Mario Bruno Giorgino <vincenzo.giorgino@unito.it> writes:
mi pare che stiate confondendo le tecnologie di archiviazione distribuita con *una* applicazione finanziaria, la bitcoin, sviluppata con *una sola *di esse (cioè la blockchain o catena a blocchi, una delle possibili tecnologie di questo tipo). Il primo passo è questo.
Mi pare che in questo thread nessuno abbia confuso le tencologie di archiviazione distribuita con la blockchain e quest'ultima coi bitcoin: in vaso contrario potrebbe indicare il passo nel quale vede questa confusione?
Poi ci preoccupiamo anche dei tulipani, e magari troviamo il pane e le rose, ma il discorso diventa lungo... Passo dopo passo ci si arriva, se il pregiudizio non vela il giudizio consapevole...
Potrebbe indicare più precisamente il passo che rivela pregiudizio nell'email citata o in altra di questo thread?
E se c'è interesse reciproco non solo a conoscere, ma anche a co-progettare sistemi socio-economici che sono pensati per essere gestiti dalle comunità che li creano.
Credo che in questa lista di interesse a progettare ce ne sia in abbondanza, chiarendosi reciprocamente su quali basi ciascuno intende co-progettare [...]
E le politiche della vita, vero nodo strategico delle nostre società, hanno estrema necessità di essere ripensate con strumenti di interazione e transazione all'altezza delle sfide che abbiamo di fronte.
Contemporaneamente al ripensamento delle nostre società io mi occuperei anche del _ripensamento gli strumenti_ attraverso i quali interagiamo; nello specifico non sono d'accordo sul fatto che la blockchain (io sono legato al concetto "classico", quella con proof of work) sia uno strumento utile. Se non è d'accordo su questo punto, potrebbe spiegarne le ragioni? Anche un puntatore a qualche pubblicazione o articolo sul web mi basterebbe :-)
Un caro saluto,
Vincenzo Giorgino
Grazie e un caro saluto anche a lei.
Il giorno mer 30 set 2020 alle ore 15:42 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> ha scritto:
...
Ma definivo la blockchain come "large-scale math-washed scam-factory" perché mi sono reso conto che, anche ignorando le cripto-valute, ogni applicazione della blockchain emersa negli ultimi 10 anni è una truffa. Talvolta truffe di piccole dimensioni, come ottenere finanziamenti pubblici o privati sottraendoli a ricerche o prodotti migliori perché... "blockchain". ...
Caro Giacomo,
anch'io già varie volte mi sono espresso contro blockchain e bitcoin, vorrei tuttavia aggiungere qualche altra considerazione.
[...]
--
A new book https://www.palgrave.com/de/book/9783319665917
"One of the great liabilities of life is that all too many people find themselves living amid a great period of social change and yet they fail to develop the new attitudes, the new mental responses that the new situation demands. They end up sleeping through a revolution." - Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D. Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics University of Torino - Italy _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- Giovanni Biscuolo
Buongiorno, provvedo a dare una risposta breve (quasi) e molto pratica, in modo da favorire la discussione quanto più concretamente possibile, non potendo entrare molto nel merito degli aspetti informatici delle tecnologie in questione. A Torino è in via di sperimentazione Commonshood ( https://www.commonshood.eu/ ), vale a dire una piattaforma che permette l'apertura di un portafoglio elettronico per le transazioni tra pari attraverso la tokenizzazione con *smart contract*. Essa è nata dal progetto Co-City di cui ho fatto parte, coordinato dal Comune di Torino con la partecipazione dell'Università di Torino e della rete delle Case del quartiere. Lo sviluppo dell'applicazione si deve al coordinatore di questa parte del progetto Co-City, Guido Boella, del dipartimento di Informatica. La rete tecnologica è quella della blockchain di Ethereum, che presto passerà dalla proof of work alla proof of stake ( https://consensys.net/blog/blockchain-explained/what-is-proof-of-stake/#:~:t... . Introduco anche un'altra applicazione, ancora in via di sviluppo: essa deriva dal progetto CO3 . https://www.projectco3.eu/it/ - (sono lieto di essere parte anche di questa esperienza di innovazione per il sociale), coordinato sempre da Guido Boella. Esso include anche altre tecnologie. 1) un meccanismo di voto gestito da Liquid Feedback; 2) FirstLife https://www.firstlife.org/ la piattaforma di civc network con geolocalizzazione, ed infine 3) la realtà aumentata. Questo insieme di strumenti è volto a favorire una trasformazione della PA locale con una partecipazione dei cittadini alla gestione di servizi. Ci sono tre pilot in corso - ad Atene e Parigi oltre che a Torino, e l'orientamento generale è verso un'economia del commoning. Il virus Sars CoV-2 sta modificando la nostra vita in maniera per certi aspetti permanente. Se connesso ad altre emergenze, che attirano meno l'attenzione pubblica, ma sono anche più gravi, la fase che stiamo vivendo è a dir poco preoccupante. Questo è in sintonia con quanto in sociologia è definito da tempo l'emergere delle politiche della vita, un orizzonte che travalica le politiche emancipatorie tipiche della società industriale (vedi A. Giddens, Z. Bauman C. Lash etc. e per gli aspetti di bio-medicina Nikolas Rose). Ma su ciò mi fermo qui per non prendere troppo spazio... Aggiungo solo che Il virus agisce da acceleratore di dinamiche già operanti, come il ruolo delle aziende piattaforma nella raccolta e gestione dei dati personali - di cui si discute con ricchezza di argomenti in questo sito - e dell'alleanza tra esse e lo stato. Sebbene per qualcuno sia di nuovo in auge l'idea di uno stato imprenditore con focus su ambiente e sanità, a me pare più realistica una prospettiva basata su comunità resilienti che si auto-organizzano e che interagiscono con istituzioni locali e mercato. Ciò acquista più senso se teniamo anche conto del ruolo dell'automazione e della rottura del nesso lavoro-reddito, con la conseguente necessità di trovare modalità alternative di provvedere a sè e agli altri. Per chiudere, mi permetto di suggerire di sperimentare questi wallet, a partire dal primo ora disponibile, Commonshood. E sottolineo che, come queste, vi sono varie altre esperienze a livello europeo e internazionale, tutte rigorosamente basate su tecnologie di archiviazione distribuita - in genere *permissioned blockchain *- che, a mio avviso, sono di grande interesse per il sociale. Cinque hanno di recente vinto il Blockchain for Social Good Prize https://www.ngi.eu/news/2020/06/30/blockchains-for-social-good-eic-prize-win... ( C03 project era tra i 23 finalisti). Un saluto, Vincenzo Giorgino Il giorno mer 30 set 2020 alle ore 17:51 Giovanni Biscuolo < giovanni@biscuolo.net> ha scritto:
Buonasera,
grazie del contributo alla discussione, vorrei capire meglio la sua critica.
Vincenzo Mario Bruno Giorgino <vincenzo.giorgino@unito.it> writes:
mi pare che stiate confondendo le tecnologie di archiviazione distribuita con *una* applicazione finanziaria, la bitcoin, sviluppata con *una sola *di esse (cioè la blockchain o catena a blocchi, una delle possibili tecnologie di questo tipo). Il primo passo è questo.
Mi pare che in questo thread nessuno abbia confuso le tencologie di archiviazione distribuita con la blockchain e quest'ultima coi bitcoin: in vaso contrario potrebbe indicare il passo nel quale vede questa confusione?
Poi ci preoccupiamo anche dei tulipani, e magari troviamo il pane e le rose, ma il discorso diventa lungo... Passo dopo passo ci si arriva, se il pregiudizio non vela il giudizio consapevole...
Potrebbe indicare più precisamente il passo che rivela pregiudizio nell'email citata o in altra di questo thread?
E se c'è interesse reciproco non solo a conoscere, ma anche a co-progettare sistemi socio-economici che sono pensati per essere gestiti dalle comunità che li creano.
Credo che in questa lista di interesse a progettare ce ne sia in abbondanza, chiarendosi reciprocamente su quali basi ciascuno intende co-progettare
[...]
E le politiche della vita, vero nodo strategico delle nostre società, hanno estrema necessità di essere ripensate con strumenti di interazione e transazione all'altezza delle sfide che abbiamo di fronte.
Contemporaneamente al ripensamento delle nostre società io mi occuperei anche del _ripensamento gli strumenti_ attraverso i quali interagiamo; nello specifico non sono d'accordo sul fatto che la blockchain (io sono legato al concetto "classico", quella con proof of work) sia uno strumento utile. Se non è d'accordo su questo punto, potrebbe spiegarne le ragioni? Anche un puntatore a qualche pubblicazione o articolo sul web mi basterebbe :-)
Un caro saluto,
Vincenzo Giorgino
Grazie e un caro saluto anche a lei.
Il giorno mer 30 set 2020 alle ore 15:42 Antonio Iacono < antiac@gmail.com> ha scritto:
...
Ma definivo la blockchain come "large-scale math-washed scam-factory" perché mi sono reso conto che, anche ignorando le cripto-valute, ogni applicazione della blockchain emersa negli ultimi 10 anni è una truffa. Talvolta truffe di piccole dimensioni, come ottenere finanziamenti pubblici o privati sottraendoli a ricerche o prodotti migliori perché... "blockchain". ...
Caro Giacomo,
anch'io già varie volte mi sono espresso contro blockchain e bitcoin, vorrei tuttavia aggiungere qualche altra considerazione.
[...]
--
A new book https://www.palgrave.com/de/book/9783319665917
"One of the great liabilities of life is that all too many people find themselves living amid a great period of social change and yet they fail to develop the new attitudes, the new mental responses that the new situation demands. They end up sleeping through a revolution." - Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D. Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics University of Torino - Italy _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- Giovanni Biscuolo
-- A new book https://www.palgrave.com/de/book/9783319665917 "One of the great liabilities of life is that all too many people find themselves living amid a great period of social change and yet they fail to develop the new attitudes, the new mental responses that the new situation demands. They end up sleeping through a revolution." - Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution" Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D. Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics University of Torino - Italy
A Torino è in via di sperimentazione Commonshood (https://www.commonshood.eu/ )
Gli obiettivi sono sicuramente condivisibili, sulla tecnologia mi riservo di parlarne non appena ne avrò chiaro il funzionamento.
La rete tecnologica è quella della blockchain di Ethereum, che presto passerà dalla proof of work alla proof of stake ..
Anni fa ho scritto il "dialogo di due amici su bitcoin e blockchain" [1]. Di "proof of stake" se ne accennava appena, forse perché qualcuno più lungimirante aveva capito che prima o poi non sarebbe stato più possibile "minare", per impossibilità "matematica". Rimando al testo di cui al link [1], per spiegare cosa intendo. Del PoS il funzionamento esatto non l'ho ancora studiato, da quello che ho capito sarà una sorta di "scommessa" tra chi già possiede tante criptovalute a decidere i successivi blocchi. Appena lo avrò chiaro lo aggiungerò alla "chiacchierata di Paolo e Mario" [1]. Antonio [1] https://www.blia.it/blog/bitcoin-blockchain/
Ciao, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
On Wed, 30 Sep 2020 10:52:01 +0200 Giovanni Biscuolo <giovanni@biscuolo.net> wrote:
ma credo che più che di bolla (economica) è *analiticamente* più corretto parlare di Schema Ponzi, come hai già fatto tu in passato.
Le cripto-valute basate sulla blockchain sono TUTTE schemi Ponzi.
Concordiamo
Il segreto del loro successo è del tutto analogo a quello delle aziende che portarono alla DotCom bubble nel marzo 2000: l'ignoranza informatica
L'ignoranza informatica da sola non basta *e* quelli che avrebbero dovuto regolare il mercato finanziario affinché queste cose non si ripetessero (dopo 100 anni) non sono così informaticamente deficienti come vorrebbero fare sembrare; detto in altro modo, la deregolamentazione del mercato finanziario lo ha riportato indietro di 100 anni e ha consentito questo "nuovo" fenomeno, non è avvenuto per cause naturali e non solo perché la tecnica usata si basa sulla blockchain. Girato "dall'altra parte", ovvero da chi è convinto che ci si possa guadagnare, direi che nemmeno in quel caso l'ignoranza informatica (una sorta di ubriacatura in un certo senso) è sufficiente a spiegare la propensione a entrare in uno Schema Ponzi a 100 anni dal suo riconoscimento mediatico internazionale. Però tra chi stabilisce le regole e chi "gioca nel mercato" direi che ci sono diversi ordini di grandezza di differenza di responsabilità. ...a meno che si voglia seriamente discutere che "il mercato si regola da solo", ma a questa discussione non intendo partecipare. [...]
Dunque la blockchain non è più una singola truffa da anni. E' diventata un framework per produrre truffe di varia natura.
Purtroppo (e non per mia volontà) la definizione tecnica di blockchain può essere manipolata a piacimento, quindi vuol dire un po' di tutto in un range che va dal "ottima tecnica" a "specchietto per le allodole". Le criptovalute invece sono una cosa completamente diversa e chiaramente identificata e identificabile, blockchain o meno. Ti confesso che non mi dispiacerebbe che "blockchain" finisse tra le parole "sconce" e quindi da evitare, ma mi interessa di più che le criptovalute siano messe in condizione di non nuocere all'economia.
La bolla di cui parlo è quella definita da questo insieme di truffe.
Ho capito, grazie
Sta scoppiando da Gennaio. Ma fin che la barca va... la fanno andare.
Basta scendere dalla barca prima che affondi, no? :-D (cioè: quella barca NON è il Titanic, molti hanno preso le scialuppe e sono scappati col malloppo già da tempo) Ciao, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo
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