Buongiorno,
provvedo a dare una risposta breve (quasi) e molto pratica, in modo da favorire la discussione quanto più concretamente possibile, non potendo entrare molto nel merito degli aspetti informatici delle tecnologie in questione.
Introduco anche un'altra applicazione, ancora in via di sviluppo: essa deriva dal progetto CO3 .
https://www.projectco3.eu/it/ - (sono lieto di essere parte anche di questa esperienza di innovazione per il sociale), coordinato sempre da Guido Boella. Esso include anche altre tecnologie. 1) un meccanismo di voto gestito da Liquid Feedback; 2) FirstLife
https://www.firstlife.org/ la piattaforma di civc network con geolocalizzazione, ed infine 3) la realtà aumentata. Questo insieme di strumenti è volto a favorire una trasformazione della PA locale con una partecipazione dei cittadini alla gestione di servizi. Ci sono tre pilot in corso - ad Atene e Parigi oltre che a Torino, e l'orientamento generale è verso un'economia del commoning.
Il virus Sars CoV-2 sta modificando la nostra vita in maniera per certi aspetti permanente. Se connesso ad altre emergenze, che attirano meno l'attenzione pubblica, ma sono anche più gravi, la fase che stiamo vivendo è a dir poco preoccupante. Questo è in sintonia con quanto in sociologia è definito da tempo l'emergere delle politiche della vita, un orizzonte che travalica le politiche emancipatorie tipiche della società industriale (vedi A. Giddens, Z. Bauman C. Lash etc. e per gli aspetti di bio-medicina Nikolas Rose). Ma su ciò mi fermo qui per non prendere troppo spazio...
Aggiungo solo che Il virus agisce da acceleratore di dinamiche già operanti, come il ruolo delle aziende piattaforma nella raccolta e gestione dei dati personali - di cui si discute con ricchezza di argomenti in questo sito - e dell'alleanza tra esse e lo stato. Sebbene per qualcuno sia di nuovo in auge l'idea di uno stato imprenditore con focus su ambiente e sanità, a me pare più realistica una prospettiva basata su comunità resilienti che si auto-organizzano e che interagiscono con istituzioni locali e mercato. Ciò acquista più senso se teniamo anche conto del ruolo dell'automazione e della rottura del nesso lavoro-reddito, con la conseguente necessità di trovare modalità alternative di provvedere a sè e agli altri.
Per chiudere, mi permetto di suggerire di sperimentare questi wallet, a partire dal primo ora disponibile, Commonshood.
E sottolineo che, come queste, vi sono varie altre esperienze a livello europeo e internazionale, tutte rigorosamente basate su tecnologie di archiviazione distribuita - in genere
permissioned blockchain - che, a mio avviso, sono di grande interesse per il sociale. Cinque hanno di recente vinto il Blockchain for Social Good Prize
https://www.ngi.eu/news/2020/06/30/blockchains-for-social-good-eic-prize-winners-announced/ ( C03 project era tra i 23 finalisti).
Un saluto,
Vincenzo Giorgino