sentenze sul web vs privacy: la storia di JurisWiki
Alcuni dei partecipanti di questa lista (che ringrazio sentitamente) hanno già fornito il loro prezioso contributo al dibattito attraverso i social media e anche scrivendomi in privato; ci tenevo però a coinvolgere tutti, visto il tema delicato che mi tocca personalmente e che di sicura incrocia in più punti l'area di interesse di questa lista. Nelle scorse settimane sono andato online con un mio nuovo progetto in ambito open access/open data: una piattaforma aperta e collaborativa per l'informazione giuridica e la raccolta di giurisprudenza. Si chiama JurisWiki e si trova all'indirizzo http://juriswiki.it/; attualmente è ancora in fase beta ma contiene già più di seicentomila sentenze e quasi ventimila massime. Io non ho fatto altro che scaricare e impastare secondo criteri più "web-friendly" le sentenze già messe a disposizione sui loro siti ufficiali da Corte Costituzionale, Consiglio di Stato e Cassazione. Qualcuno mi ha fatto notare le problematiche in merito alla privacy e al diritto all'oblio che ovviamente avevo già messo in conto. Tuttavia non sono ancora arrivato ad avere pareri netti e concordanti. In questo articolo http://www.mysolutionpost.it/blogs/it-law/piana/2015/04/sentenze-juriswiki-p... (pubblicato ieri) ho esplicitato con massima trasparenza (dato che credo di non avere nulla da nascondere in merito alle scelte effettuate) tutte le mie riflessioni su questo specifico aspetto. Attualmente, buona parte dei provvedimenti è oscurata in attesa che la questione si faccia più chiara (spero anche con l'emissione di più chiare linee guida da parte del Garante). Tuttavia continuo a non aver chiaro questo strano principio giuridico secondo cui se i dati personali giudiziari li espone la Cassazione è un atto a favore della trasparenza, se invece Aliprandi li prende così come sono e li raccoglie in altro database allora è un atto contro la privacy. Lo dico ovviamente come "becera" provocazione al dibattito. Commenti, critiche e pareri sono bene accetti. Un caro saluto a tutti. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu
Il problema, IMHO, è che è proprio la Cassazione a fare un trattamento illecito di (alcuni) dati personali e, per la parte relativa alla pubblicazione delle sentenze penali, è ravvisabile anche una violazione del principio di legalità sancito dall'art.25 della Costituzione. Un caro saluto a tutti, Monica Il giorno 30/apr/2015, alle ore 10:37, Simone Aliprandi <simone.aliprandi@gmail.com> ha scritto: Alcuni dei partecipanti di questa lista (che ringrazio sentitamente) hanno già fornito il loro prezioso contributo al dibattito attraverso i social media e anche scrivendomi in privato; ci tenevo però a coinvolgere tutti, visto il tema delicato che mi tocca personalmente e che di sicura incrocia in più punti l'area di interesse di questa lista. Nelle scorse settimane sono andato online con un mio nuovo progetto in ambito open access/open data: una piattaforma aperta e collaborativa per l'informazione giuridica e la raccolta di giurisprudenza. Si chiama JurisWiki e si trova all'indirizzo http://juriswiki.it/; attualmente è ancora in fase beta ma contiene già più di seicentomila sentenze e quasi ventimila massime. Io non ho fatto altro che scaricare e impastare secondo criteri più "web-friendly" le sentenze già messe a disposizione sui loro siti ufficiali da Corte Costituzionale, Consiglio di Stato e Cassazione. Qualcuno mi ha fatto notare le problematiche in merito alla privacy e al diritto all'oblio che ovviamente avevo già messo in conto. Tuttavia non sono ancora arrivato ad avere pareri netti e concordanti. In questo articolo http://www.mysolutionpost.it/blogs/it-law/piana/2015/04/sentenze-juriswiki-p... (pubblicato ieri) ho esplicitato con massima trasparenza (dato che credo di non avere nulla da nascondere in merito alle scelte effettuate) tutte le mie riflessioni su questo specifico aspetto. Attualmente, buona parte dei provvedimenti è oscurata in attesa che la questione si faccia più chiara (spero anche con l'emissione di più chiare linee guida da parte del Garante). Tuttavia continuo a non aver chiaro questo strano principio giuridico secondo cui se i dati personali giudiziari li espone la Cassazione è un atto a favore della trasparenza, se invece Aliprandi li prende così come sono e li raccoglie in altro database allora è un atto contro la privacy. Lo dico ovviamente come "becera" provocazione al dibattito. Commenti, critiche e pareri sono bene accetti. Un caro saluto a tutti. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
E il Garante Privacy che sul suo sito pubblica nomi e cognomi di chi ha fatto segnalazioni e ricorsi? Saluti a tutti Diego From: senor@penalistiassociati.it Date: Thu, 30 Apr 2015 10:47:28 +0200 To: simone.aliprandi@gmail.com CC: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] sentenze sul web vs privacy: la storia di JurisWiki Il problema, IMHO, è che è proprio la Cassazione a fare un trattamento illecito di (alcuni) dati personali e, per la parte relativa alla pubblicazione delle sentenze penali, è ravvisabile anche una violazione del principio di legalità sancito dall'art.25 della Costituzione. Un caro saluto a tutti,Monica Il giorno 30/apr/2015, alle ore 10:37, Simone Aliprandi <simone.aliprandi@gmail.com> ha scritto: Alcuni dei partecipanti di questa lista (che ringrazio sentitamente) hanno già fornito il loro prezioso contributo al dibattito attraverso i social media e anche scrivendomi in privato; ci tenevo però a coinvolgere tutti, visto il tema delicato che mi tocca personalmente e che di sicura incrocia in più punti l'area di interesse di questa lista.Nelle scorse settimane sono andato online con un mio nuovo progetto in ambito open access/open data: una piattaforma aperta e collaborativa per l'informazione giuridica e la raccolta di giurisprudenza. Si chiama JurisWiki e si trova all'indirizzo http://juriswiki.it/; attualmente è ancora in fase beta ma contiene già più di seicentomila sentenze e quasi ventimila massime.Io non ho fatto altro che scaricare e impastare secondo criteri più "web-friendly" le sentenze già messe a disposizione sui loro siti ufficiali da Corte Costituzionale, Consiglio di Stato e Cassazione.Qualcuno mi ha fatto notare le problematiche in merito alla privacy e al diritto all'oblio che ovviamente avevo già messo in conto. Tuttavia non sono ancora arrivato ad avere pareri netti e concordanti.In questo articolo http://www.mysolutionpost.it/blogs/it-law/piana/2015/04/sentenze-juriswiki-p... (pubblicato ieri) ho esplicitato con massima trasparenza (dato che credo di non avere nulla da nascondere in merito alle scelte effettuate) tutte le mie riflessioni su questo specifico aspetto.Attualmente, buona parte dei provvedimenti è oscurata in attesa che la questione si faccia più chiara (spero anche con l'emissione di più chiare linee guida da parte del Garante). Tuttavia continuo a non aver chiaro questo strano principio giuridico secondo cui se i dati personali giudiziari li espone la Cassazione è un atto a favore della trasparenza, se invece Aliprandi li prende così come sono e li raccoglie in altro database allora è un atto contro la privacy. Lo dico ovviamente come "becera" provocazione al dibattito.Commenti, critiche e pareri sono bene accetti.Un caro saluto a tutti.-- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Cari tutti, Come molti sanno, la penso esattamente come Monica, ed anzi proprio la finalità di trasparenza (e non di informazione giuridica), sostenuta dalla Cassazione, imporrebbe l'anonimizzazione, non trattandosi di atti a pubblicazione obbligatoria ex d.lgs 33/13. Un saluto a tutti G.Battista Gallus Il 30/Apr/2015 10:48, "Diego Giorio" <dgiorio@hotmail.com> ha scritto:
E il Garante Privacy che sul suo sito pubblica nomi e cognomi di chi ha fatto segnalazioni e ricorsi?
Saluti a tutti
Diego
------------------------------ From: senor@penalistiassociati.it Date: Thu, 30 Apr 2015 10:47:28 +0200 To: simone.aliprandi@gmail.com CC: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] sentenze sul web vs privacy: la storia di JurisWiki
Il problema, IMHO, è che è proprio la Cassazione a fare un trattamento illecito di (alcuni) dati personali e, per la parte relativa alla pubblicazione delle sentenze penali, è ravvisabile anche una violazione del principio di legalità sancito dall'art.25 della Costituzione.
Un caro saluto a tutti, Monica
Il giorno 30/apr/2015, alle ore 10:37, Simone Aliprandi < simone.aliprandi@gmail.com> ha scritto:
Alcuni dei partecipanti di questa lista (che ringrazio sentitamente) hanno già fornito il loro prezioso contributo al dibattito attraverso i social media e anche scrivendomi in privato; ci tenevo però a coinvolgere tutti, visto il tema delicato che mi tocca personalmente e che di sicura incrocia in più punti l'area di interesse di questa lista. Nelle scorse settimane sono andato online con un mio nuovo progetto in ambito open access/open data: una piattaforma aperta e collaborativa per l'informazione giuridica e la raccolta di giurisprudenza. Si chiama JurisWiki e si trova all'indirizzo http://juriswiki.it/; attualmente è ancora in fase beta ma contiene già più di seicentomila sentenze e quasi ventimila massime. Io non ho fatto altro che scaricare e impastare secondo criteri più "web-friendly" le sentenze già messe a disposizione sui loro siti ufficiali da Corte Costituzionale, Consiglio di Stato e Cassazione. Qualcuno mi ha fatto notare le problematiche in merito alla privacy e al diritto all'oblio che ovviamente avevo già messo in conto. Tuttavia non sono ancora arrivato ad avere pareri netti e concordanti. In questo articolo http://www.mysolutionpost.it/blogs/it-law/piana/2015/04/sentenze-juriswiki-p... (pubblicato ieri) ho esplicitato con massima trasparenza (dato che credo di non avere nulla da nascondere in merito alle scelte effettuate) tutte le mie riflessioni su questo specifico aspetto. Attualmente, buona parte dei provvedimenti è oscurata in attesa che la questione si faccia più chiara (spero anche con l'emissione di più chiare linee guida da parte del Garante). Tuttavia continuo a non aver chiaro questo strano principio giuridico secondo cui se i dati personali giudiziari li espone la Cassazione è un atto a favore della trasparenza, se invece Aliprandi li prende così come sono e li raccoglie in altro database allora è un atto contro la privacy. Lo dico ovviamente come "becera" provocazione al dibattito. Commenti, critiche e pareri sono bene accetti. Un caro saluto a tutti. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Il problema, IMHO, è che è proprio la Cassazione a fare un trattamento illecito di (alcuni) dati personali e, per la parte relativa alla pubblicazione delle sentenze penali, è ravvisabile anche una violazione del principio di legalità sancito dall'art.25 della Costituzione.
Come molti sanno, la penso esattamente come Monica, ed anzi proprio la finalità di trasparenza (e non di informazione giuridica), sostenuta dalla Cassazione, imporrebbe l'anonimizzazione, non trattandosi di atti a pubblicazione obbligatoria ex d.lgs 33/13
Quindi mi state in sostanza dicendo che: 1) io potrei legittimamente rispondere "cosa volete da me?! lamentatevi con la Cassazione!" [continuo nella semplificazione becera] 2) addirittura io sarei più "pulito" della Cassazione in quanto http://juriswiki.it/ si avvicina di più ad un servizio di "informatica giuridica" ex art. 51-52 Codice Privacy? Chiedo per capire meglio. Grazie. Un caro saluto. Simone
Propongo una risposta più "tecnica" che giuridica, visto che ultimamente è di moda parlare di privacy by design e by default. Credo che il problema sia soprattutto pratico, ovvero la mancanza di risorse per mettersi a cancellare dalle sentenze il nome delle parti, senza contare che non è così impossibile che qualcosa venga erroneamente lasciato anche se ci si mette a coprire col pennarello, anche virtuale. Sarebbe così irragionevole creare fin dall'inizio una tabella di alias (A, B, C - Pippo Pluto e Paperino [questa meglio di no, o la Disney chiede i diritti]) e sulle sentenze scrivere direttamente i soli alias, così possono andare in pubblicazione direttamente, mentre la tabella resta accessibile in modo controllato? Anch'io chiedo per capire meglio, non sono un esperto di procedura processuale. Però non ditemi che aumenta il rischio di errori: giusto l'altro giorno mi è arrivata un'interdizione, ed il Tribunale aveva interdetto la sorella buona affidandola a quella fuori di testa, perchè aveva invertito i nominativi! Un saluto a tutti, e buon primo maggio. Diego
Date: Thu, 30 Apr 2015 15:08:19 +0200 From: simone.aliprandi@gmail.com To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] sentenze sul web vs privacy: la storia di JurisWiki
Il problema, IMHO, è che è proprio la Cassazione a fare un trattamento illecito di (alcuni) dati personali e, per la parte relativa alla pubblicazione delle sentenze penali, è ravvisabile anche una violazione del principio di legalità sancito dall'art.25 della Costituzione.
Come molti sanno, la penso esattamente come Monica, ed anzi proprio la finalità di trasparenza (e non di informazione giuridica), sostenuta dalla Cassazione, imporrebbe l'anonimizzazione, non trattandosi di atti a pubblicazione obbligatoria ex d.lgs 33/13
Quindi mi state in sostanza dicendo che: 1) io potrei legittimamente rispondere "cosa volete da me?! lamentatevi con la Cassazione!" [continuo nella semplificazione becera] 2) addirittura io sarei più "pulito" della Cassazione in quanto http://juriswiki.it/ si avvicina di più ad un servizio di "informatica giuridica" ex art. 51-52 Codice Privacy?
Chiedo per capire meglio.
Grazie. Un caro saluto. Simone _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
scusate, ma a me hanno sempre insegnato che le sentenze svolgono una funzione di prevenzione generale e speciale, ricerco le sentenze cedu per nome delle parti, salvo quando ne è stata concessa anonimizzazione su istanza come permette il d.lgs. 196/2003 se il Garante si volesse muovere, come hanno supinamente accettato TUTTE le riviste giuridiche, c'è il tar apposta. Il giorno 30 aprile 2015 15:22, Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> ha scritto:
Propongo una risposta più "tecnica" che giuridica, visto che ultimamente è di moda parlare di privacy by design e by default.
Credo che il problema sia soprattutto pratico, ovvero la mancanza di risorse per mettersi a cancellare dalle sentenze il nome delle parti, senza contare che non è così impossibile che qualcosa venga erroneamente lasciato anche se ci si mette a coprire col pennarello, anche virtuale.
Sarebbe così irragionevole creare fin dall'inizio una tabella di alias (A, B, C - Pippo Pluto e Paperino [questa meglio di no, o la Disney chiede i diritti]) e sulle sentenze scrivere direttamente i soli alias, così possono andare in pubblicazione direttamente, mentre la tabella resta accessibile in modo controllato? Anch'io chiedo per capire meglio, non sono un esperto di procedura processuale. Però non ditemi che aumenta il rischio di errori: giusto l'altro giorno mi è arrivata un'interdizione, ed il Tribunale aveva interdetto la sorella buona affidandola a quella fuori di testa, perchè aveva invertito i nominativi!
Un saluto a tutti, e buon primo maggio.
Diego
Date: Thu, 30 Apr 2015 15:08:19 +0200 From: simone.aliprandi@gmail.com To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] sentenze sul web vs privacy: la storia di JurisWiki
Il problema, IMHO, è che è proprio la Cassazione a fare un trattamento illecito di (alcuni) dati personali e, per la parte relativa alla pubblicazione delle sentenze penali, è ravvisabile anche una violazione del principio di legalità sancito dall'art.25 della Costituzione.
Come molti sanno, la penso esattamente come Monica, ed anzi proprio la finalità di trasparenza (e non di informazione giuridica), sostenuta dalla Cassazione, imporrebbe l'anonimizzazione, non trattandosi di atti a pubblicazione obbligatoria ex d.lgs 33/13
Quindi mi state in sostanza dicendo che: 1) io potrei legittimamente rispondere "cosa volete da me?! lamentatevi con la Cassazione!" [continuo nella semplificazione becera] 2) addirittura io sarei più "pulito" della Cassazione in quanto http://juriswiki.it/ si avvicina di più ad un servizio di "informatica giuridica" ex art. 51-52 Codice Privacy?
Chiedo per capire meglio.
Grazie. Un caro saluto. Simone _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Simone Aliprandi