Pubblico/privato (Web Services as Governments)
Al workshop che ti è concluso ieri qui a Harvard (avente come oggetto primario la formazione di una rete globale di centri Internet & Società, tra cui Nexa), il prof. William Fisher ha fatto un intervento breve ma molto interessante sull'erosione della dicotomia pubblico/privato, soprattutto per quello che riguarda le corporations. Molte corporations infatti hanno assunto poteri che finora erano prerogativa dello Stato, ma continuando a invocare tutti i diritti propri delle entità private. In discorso è ampio e complesso, ma intanto condivido con voi il seguente articolo di Brad Burnham del 2010: *Web Services as Governments** *http://www.usv.com/2010/06/web-services-as-governments.php Un caro saluto, juan carlos
For the records, come discutevamo oggi ci sono vari insiemi di lavori che potrebbero fornire spunti: - special responsibility of dominant firms (concetto EU, ma con categoria analoghe anche nell'antitrust US; v. es. http://www.justice.gov/atr/public/speeches/202724.htm) - corporate social responsibility Anche se gli obblighi derivanti da una posizione dominante riguardano spesso l'astenersi da certe condotte, casi come il caso Microsoft Europeo o questioni riguardanti essential facilities stabiliscono anche obblighi di fare, sia pure circoscritti... (c'è poi da ragionare su se e come obblighi riguardanti normalmente il rapporto coi concorrenti possano essere traslati sul rapporto coi consumatori, ma questo non dovrebbe essere un problema insormontabile, essendo il bene tutelato la concorrenza e non in concorrenti...) Ovviamente, solo di spunti si tratta, per inciso, e ci sarebbe parecchio da esplorare in questo campo... Ciao, Federico On 12/09/2012 10:32 AM, J.C. DE MARTIN wrote:
Al workshop che ti è concluso ieri qui a Harvard (avente come oggetto primario la formazione di una rete globale di centri Internet & Società, tra cui Nexa), il prof. William Fisher ha fatto un intervento breve ma molto interessante sull'erosione della dicotomia pubblico/privato, soprattutto per quello che riguarda le corporations. Molte corporations infatti hanno assunto poteri che finora erano prerogativa dello Stato, ma continuando a invocare tutti i diritti propri delle entità private.
In discorso è ampio e complesso, ma intanto condivido con voi il seguente articolo di Brad Burnham del 2010: *Web Services as Governments** *http://www.usv.com/2010/06/web-services-as-governments.php
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On Sun, Dec 09, 2012 10:32:05 AM -0500, J.C. DE MARTIN wrote:
Al workshop che ti è concluso ieri qui a Harvard (avente come oggetto primario la formazione di una rete globale di centri Internet & Società, tra cui Nexa), il prof. William Fisher ha fatto un intervento breve ma molto interessante sull'erosione della dicotomia pubblico/privato, soprattutto per quello che riguarda le corporations. Molte corporations infatti hanno assunto poteri che finora erano prerogativa dello Stato, ma continuando a invocare tutti i diritti propri delle entità private.
Come complemento del link mandato da J.C. aggiungo il paragrafo del mio report "Open Data: emerging trends, issues.." che discute quanto ha senso parlare di dati pubblici quando i servizi una volta pubblici vengono privatizzati: "Need to better define what is Public Data" http://www.lem.sssup.it/WPLem/odos/odos_2.html#toc20 HTH, Marco F. http://mfioretti.com
absolutely. venendo a mancare obblighi di portabilita' e interoperabilita' (che sono invece "estremizzati" (almeno come concetto) per le telco) ed essendo alcuni business model basati su lockin ed effetto rete, ed essendo l'antitrust un'arma ex-post ed anche abbastanza spuntata, bisogna ragionare su opportunita' di norme pro-utente e pro-competitive ex-ante IMHO ciao, s. p.s. W Internet! (quella dei protocolli e dei servizi, del rough consensus e running code) http://is.gd/Ggaxdm Il 09/12/2012 16:32, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Al workshop che ti è concluso ieri qui a Harvard (avente come oggetto primario la formazione di una rete globale di centri Internet & Società, tra cui Nexa), il prof. William Fisher ha fatto un intervento breve ma molto interessante sull'erosione della dicotomia pubblico/privato, soprattutto per quello che riguarda le corporations. Molte corporations infatti hanno assunto poteri che finora erano prerogativa dello Stato, ma continuando a invocare tutti i diritti propri delle entità private.
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Per chi fosse interessato, io e Primavera De Filippi abbiamo scritto un articolo su temi molto simili, qualche mese fa. Il titolo é "Law of the Cloud v. Law of the Land: Challenges and Opportunities for Innovation" L'articolo é disponibile sul sito dello European Journal of Law and Technology http://ejlt.org//article/view/156/0 e su Medialaws http://www.medialaws.eu/law-of-the-cloud-v-law-of-the-landchallenges-and-opp... Buon proseguimento Luca Belli Doctorant en Droit PublicCERSA,Université Panthéon-AssasSorbonne University
Date: Mon, 10 Dec 2012 14:27:10 +0100 From: stefano@quintarelli.it To: demartin@polito.it CC: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] Pubblico/privato (Web Services as Governments)
absolutely. venendo a mancare obblighi di portabilita' e interoperabilita' (che sono invece "estremizzati" (almeno come concetto) per le telco) ed essendo alcuni business model basati su lockin ed effetto rete, ed essendo l'antitrust un'arma ex-post ed anche abbastanza spuntata, bisogna ragionare su opportunita' di norme pro-utente e pro-competitive ex-ante IMHO ciao, s.
p.s. W Internet! (quella dei protocolli e dei servizi, del rough consensus e running code) http://is.gd/Ggaxdm
Il 09/12/2012 16:32, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Al workshop che ti è concluso ieri qui a Harvard (avente come oggetto primario la formazione di una rete globale di centri Internet & Società, tra cui Nexa), il prof. William Fisher ha fatto un intervento breve ma molto interessante sull'erosione della dicotomia pubblico/privato, soprattutto per quello che riguarda le corporations. Molte corporations infatti hanno assunto poteri che finora erano prerogativa dello Stato, ma continuando a invocare tutti i diritti propri delle entità private.
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Quello della commistione tra "pubblico" e privato è il problema maximo dei nostri tempi. Trattasi per altro di problema di facile soluzione, quantomeno sul piano razionale. Innanzitutto scopriamone la causa. L'intera caotica situazione che viviamo deriva dalla impossibilità, da parte dei detentori del monopolio della cultura (scuola, università ed informazione finto-pubblica), anche solo di avvicinarsi al concetto di PUBBLICO senza temere di perdere lo status che avevano ereditato dal precedente Stato monarchico/fascista, il quale aveva loro concesso a vita un ruolo "pubblico". E' così del tutto mancata una ricerca sul giusto rapporto tra PUBBLICO e PRIVATO al punto che ancora oggi la nostra Carta Costituzionale riporta al suo primo Articolo la confondente frase: "L'Italia è una Repubblica democratica ..." che avrebbe potuto/dovuto essere convertita in mille occasioni in una ben più chiara espressione: L'ITALIA È UNA DEMOCRAZIA CHE GODE DI UNA RES PUBLICA E DI UNA RES PRIVATA. Purtroppo, prima della diffusione di Internet a livello popolare, le persone comuni, non afflitte dal CONFLITTO d'INTERESSI che invece ha sempre paralizzato i detentori del monopolio della cultura, non hanno mai potuto disporre di un proprio ambiente di ricerca ed espressione. E così è mancato un imparziale disegno economico, politico e sociale che ci guidasse verso opportune direzioni. Da parte loro i tenutari a vita della Funzione Pubblica hanno fatto così tanto i loro comodi che tanto i politici quanto la stessa popolazione si è disamorata del finto-pubblico ed ha preferito pian piano dirottare verso il privato. Con ben evidenti risultati. Oggi, però, grazie alla grande rete, le vecchie sale e strade della cultura possono essere abbandonate, potendone infine aprirne di nuove. Così facendo eviteremo la definitiva: Usucapione della Res Publica http://www.hyperlinker.com/ars/usucapione.htm I migliori auguri per un anno come non se ne sia mai visto prima, Danilo D'Antonio
Cari tutti, 2012/12/9 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>
Al workshop che ti è concluso ieri qui a Harvard (avente come oggetto primario la formazione di una rete globale di centri Internet & Società, tra cui Nexa), il prof. William Fisher ha fatto un intervento breve ma molto interessante sull'erosione della dicotomia pubblico/privato, soprattutto per quello che riguarda le corporations. Molte corporations infatti hanno assunto poteri che finora erano prerogativa dello Stato, ma continuando a invocare tutti i diritti propri delle entità private.
In discorso è ampio e complesso, ma intanto condivido con voi il seguente articolo di Brad Burnham del 2010: *Web Services as Governments** *http://www.usv.com/2010/06/web-services-as-governments.php
Ci sarebbero cosi` tante cose da dire e discutere su un argomento cosi` complesso... sicuramente piu` di quante si possano scrivere con una e-mail. In ogni caso, vorrei semplicemente segnalare una dimensione della questione che non ha a mio parere ricevuto sufficiente attenzione sino ad oggi (o forse mi sono sfuggite le discussioni in merito, nel qual caso sarei lieto di essere smentito!), cioe` l'aspetto legato alle relazioni internazionali e alla relativa dimensione "strategica". Per sintetizzare (male) il problema che mi pongo e` se abbiamo riflettuto sufficientemente sul modo in cui i cosiddetti "non-State actors", in particolare ma non solo le grandi aziende del settore ICT, siano state e siano utilizzate come "longa manus" degli Stati nel raggiungere i relativi obbiettivi strategici (militari; commerciali; generalmente parlando, diplomatici). Alcune riflessioni in merito si possono trovare nei paper sul "21st Century Statecraft" del Dipartimento di Stato USA, ma si tratta ovviamente di riflessioni "interne" ed "interessate". P.S.: mi rendo conto che la mia permanenza a Mordor ha definitivamente ucciso qualsiasi scarso controllo sulla lingua italiane io abbia mai avuto. Scusate per eventuali errori, inglesismi e convoluzioni carpiate delle frasi. A presto, -- I speak only for myself. Sometimes I do not even agree with myself. Keep it in mind. Twitter: @andreaglorioso Facebook: https://www.facebook.com/andrea.glorioso LinkedIn: http://www.linkedin.com/profile/view?id=1749288&trk=tab_pro
Negli anni recenti, la rete ha mostrato di essere abilitatore di proteste e mobilitazioni di cittadini, e di campagne elettorali di successo. Ma come renderla strumento di un governo più partecipato e inclusivo? Come rendere la partecipazione diffusa dei cittadini concreto strumento di governo? Le consultazioni online sono una prima forma di coinvolgimento già sperimentata all'estero. Per la prima volta in Italia, con il governo Monti, il MIUR (Ministero per l'Università e la ricerca) ha avviato nel 2012 delle consultazioni online su alcune politiche pubbliche. Se ne discute il prossimo lunedì 17 dicembre 2012 dalle ore 15,45 alle 19,00 presso la Sala Lauree della Facoltà di Facoltà di Scienze Politiche Economiche e Sociali dell'Università Statale di Milano via Conservatorio, 7 nel seminario IL GOVERNO APERTO AI CITTADINI: LE ESPERIENZE DI CONSULTAZIONE ONLINE DEL MIUR organizzato dal Laboratorio di Informatica Civica e dal Centro Interdipartimentale ICONA relatori due giovani ricercatori dello staff del MIUR per l'Agenda Digitale Italiana: STEFANIA MILAN assistant professor presso l'Università di Tilburg (Olanda) e ricercatrice presso il Citizen Lab della University of Toronto e DAMIEN LANFREY, Lecturer presso la City University London maggiori dettagli all'URL http://tecnocivismo.dico.unimi.it/calendar/event/1/33
participants (8)
-
Andrea Glorioso -
Federico Morando -
fiorella de cindio -
J.C. DE MARTIN -
Laboratorio Eudemonia -
Luca Belli -
M. Fioretti -
Stefano Quintarelli