"Ten years in, nobody has come up with a use for blockchain"
Sarei curioso di leggere una risposta bene argomentata a questo articolo... jc *Ten years in, nobody has come up with a use for blockchain* Kai Stinchcombe 22 dicembre 2017 /Everyone says the blockchain, the technology underpinning cryptocurrencies such as bitcoin, is going to change EVERYTHING. And yet, after years of tireless effort and billions of dollars invested, nobody has actually come up with a use for the blockchain—besides currency speculation and illegal transactions.// // //Each purported use case — from payments to legal documents, from escrow to voting systems—amounts to a set of contortions to add a distributed, encrypted, anonymous ledger where none was needed. What if there isn’t actually any use for a distributed ledger at all? What if, ten years after it was invented, the reason nobody has adopted a distributed ledger at scale is because nobody wants it?// / […] Continua qui: https://hackernoon.com/ten-years-in-nobody-has-come-up-with-a-use-case-for-b...
imho serve quando il costo di raggiungimento di un consenso ex ante in una governance condivisa e fidata di una organizzazione collettiva (per esempio un consorzio) è molto elevato/impossibile. I casi d'uso non sono infiniti ma ce ne sono molti. Quello del browser con ad blocker che remunera gli editori per la pubblicità eliminata dall'ad blocker è uno, L'uso che fanno filecoin e servizi simili mi sembra un altro (per dare liquidità al sistema), qualcuno proponeva di registrare su una blockchain i ko nelle attivazioni di Telecom wholesale; un voto registrato con il proprio nome cifrato con una propria chiave consente al votante di controllare che esso non sia stato alterato e di contare tutti i voti, log di scambio di dati tra amministrazioni alla pari senza primus inter pares (vedi progetto sunfish)... Tutte situazioni in cui non si può costruire fiducia. Non sono infinite, ma ci sono... Ciao, s. In data 24 dicembre 2017 4:47:17 PM "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> ha scritto:
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jc
*Ten years in, nobody has come up with a use for blockchain*
Kai Stinchcombe 22 dicembre 2017
/Everyone says the blockchain, the technology underpinning cryptocurrencies such as bitcoin, is going to change EVERYTHING. And yet, after years of tireless effort and billions of dollars invested, nobody has actually come up with a use for the blockchain—besides currency speculation and illegal transactions.// // //Each purported use case — from payments to legal documents, from escrow to voting systems—amounts to a set of contortions to add a distributed, encrypted, anonymous ledger where none was needed. What if there isn’t actually any use for a distributed ledger at all? What if, ten years after it was invented, the reason nobody has adopted a distributed ledger at scale is because nobody wants it?// / […]
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Caso vero, partito in Giappone dove c'e' un tunacoin ma che io ho vissuto in NEgland 1. Pescatori locali sono "costretti' a vendere il pesce come commodity perche' la distribuzione raccoglie anche da estero, specie dal far east. 2. Dati i consumi "bassi" di pesce da parte degli americani, la GDO non ha incentivi a differenziare ed investire su pesce "di nicchia". Il consumatore trova sempre un prodotto mediocre. 3. Go to 1. Arrivano le blockchain 1. Pescatore vende il pescato direttamente alla GDO provando che e' veramente locale e fresco. 2. Fish processor vende alla GDO solo piu' il servizio di filettatura e spedizione. Termina il conflitto col pescatore. 3. GDO riesce a vendere il pesce "fresh wild catch" a premium, pagando direttamente il pescatore (ben piu' del commodity price) per il pesce ed il F. Processor per il servizio. Senza blockchain, generazioni di supermercati han provato a fare delle app, ma non ha mai funzionato perche' non sono mai riusciti a separare il grado di conflitto della catena. Best Regards Rob Dolci www.aizoon.us<http://<br/>www.aizoon.us> @aizoongroup 1-866-398-6567 On Sun, Dec 24, 2017 at 10:47 AM +0100, "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it<mailto:demartin@polito.it>> wrote: Sarei curioso di leggere una risposta bene argomentata a questo articolo... jc Ten years in, nobody has come up with a use for blockchain Kai Stinchcombe 22 dicembre 2017 Everyone says the blockchain, the technology underpinning cryptocurrencies such as bitcoin, is going to change EVERYTHING. And yet, after years of tireless effort and billions of dollars invested, nobody has actually come up with a use for the blockchain-besides currency speculation and illegal transactions. Each purported use case?-?from payments to legal documents, from escrow to voting systems-amounts to a set of contortions to add a distributed, encrypted, anonymous ledger where none was needed. What if there isn't actually any use for a distributed ledger at all? What if, ten years after it was invented, the reason nobody has adopted a distributed ledger at scale is because nobody wants it? [...] Continua qui: https://hackernoon.com/ten-years-in-nobody-has-come-up-with-a-use-case-for-b...
Grazie a tutti e due (Rob e Stefano)! jc On 24/12/2017 18:04, Roberto Dolci wrote:
Caso vero, partito in Giappone dove c'e' un tunacoin ma che io ho vissuto in NEgland
1. Pescatori locali sono "costretti' a vendere il pesce come commodity perche' la distribuzione raccoglie anche da estero, specie dal far east. 2. Dati i consumi "bassi" di pesce da parte degli americani, la GDO non ha incentivi a differenziare ed investire su pesce "di nicchia". Il consumatore trova sempre un prodotto mediocre. 3. Go to 1.
Arrivano le blockchain
1. Pescatore vende il pescato direttamente alla GDO provando che e' veramente locale e fresco. 2. Fish processor vende alla GDO solo piu' il servizio di filettatura e spedizione. Termina il conflitto col pescatore. 3. GDO riesce a vendere il pesce "fresh wild catch" a premium, pagando direttamente il pescatore (ben piu' del commodity price) per il pesce ed il F. Processor per il servizio.
Senza blockchain, generazioni di supermercati han provato a fare delle app, ma non ha mai funzionato perche' non sono mai riusciti a separare il grado di conflitto della catena.
Best Regards Rob Dolci www.aizoon.us <http://%3Cbr/%3Ewww.aizoon.us> @aizoongroup 1-866-398-6567
On Sun, Dec 24, 2017 at 10:47 AM +0100, "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> wrote:
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Kai Stinchcombe 22 dicembre 2017
/Everyone says the blockchain, the technology underpinning cryptocurrencies such as bitcoin, is going to change EVERYTHING. And yet, after years of tireless effort and billions of dollars invested, nobody has actually come up with a use for the blockchain—besides currency speculation and illegal transactions.// // //Each purported use case — from payments to legal documents, from escrow to voting systems—amounts to a set of contortions to add a distributed, encrypted, anonymous ledger where none was needed. What if there isn’t actually any use for a distributed ledger at all? What if, ten years after it was invented, the reason nobody has adopted a distributed ledger at scale is because nobody wants it?// / […]
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Fra i vari esempi che si potrebbero fare, vorrei fare questo che mi sembra particolarmente rilevante, anche considerando che uno dei temi di interesse di NEXA, è il diritto dei cittadini alla privacy. Il cittadino (che ha un proprio identificativo cifrato) potrebbe definire le condizioni di accesso ai dati che lo riguardano mediante un insieme di regole che solo se rispettate permettono di decrittare i dati e di accedevi (in modo anonimo o non anonimo in funzione delle regole che ha impostato). Il sistema - grazie alla tecnologia distributed ledger sul quale si basa - permetterebbe di controllare che le regole non vengano alterate a posteriori al fine di consentire l'accesso ai dati: in caso di alterazione delle regole impostate l'accesso è automaticamente bloccato. Ciò impedirebbe a qualunque potere di scavalcare le decisioni del cittadino (stato oligopolista hacker provider fornitore di servizi). -- Un esempio di queste applicazioni si può vedere nell'EU project H2020 : 732546 DECODE : Decentralised Citizens Owned Data Ecosystem (https://www.decodeproject.eu/). Il progetto è coordinato da Francesca Bria, Chief Technology and Digital Innovation officer, di Barcellona. La parte del linguaggio formale per le smart rules è sviluppata nel WP coordinato da Denis Rojo aka Jaromil , dyne.org <http://calc.dyne.org/> /*"Distributed Ledgers*//allow citizens to manage the access to their personal data and to know who has accessed them. The security and accuracy of the ledger is maintained cryptographically to enforce strict access control. The platform is resistant to malware and hacking, and uses privacy-enhancing technologies such as ABC (Attribute-Based Cryptography) as well as distributed ledger technologies. / // /The flexibility of the DECODE architecture rests on a set of *smart rules* expressed in a formal language, that allow people to define conditions for the access and use of data, and legal/contractual obligations and other constraints. Through the smart rules, one may provide or revoke authorisation for access to personal data; their association with its identity; or change the legal status and the conditions of use and exploitation of the data./ // /The combination of Smart Rules running on distributed ledger technologies, yields a platform that is fully decentralised, and allows flexible, extensible data governance, enforced by design. Such a solution can be applied to different regimes of data ownership and privacy. It supports the gathering of a heterogeneous set of data streams: civic data sets and open-linked data, private data, personal data with undisclosed identity and personal data associated with an electronic identity./ // /The encryption secures private data, and as well allows anonymisation since the association with an e-identity is subject to the data owner agreeing to it. This allows the consensual use of personal data in anonymous form for collective intelligence, or for personalised services and applications when data subjects authorise them. Managing such user authorisation rests on defining ontologies and indexes over data streams collected by sensors, IoT objects or personal devices"/// //// Buone feste Franz Nachira --------------- On 24/12/17 18:04, Roberto Dolci wrote:
Caso vero, partito in Giappone dove c'e' un tunacoin ma che io ho vissuto in NEgland
1. Pescatori locali sono "costretti' a vendere il pesce come commodity perche' la distribuzione raccoglie anche da estero, specie dal far east. 2. Dati i consumi "bassi" di pesce da parte degli americani, la GDO non ha incentivi a differenziare ed investire su pesce "di nicchia". Il consumatore trova sempre un prodotto mediocre. 3. Go to 1.
Arrivano le blockchain
1. Pescatore vende il pescato direttamente alla GDO provando che e' veramente locale e fresco. 2. Fish processor vende alla GDO solo piu' il servizio di filettatura e spedizione. Termina il conflitto col pescatore. 3. GDO riesce a vendere il pesce "fresh wild catch" a premium, pagando direttamente il pescatore (ben piu' del commodity price) per il pesce ed il F. Processor per il servizio.
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On Sun, Dec 24, 2017 at 10:47 AM +0100, "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> wrote:
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Kai Stinchcombe 22 dicembre 2017
/Everyone says the blockchain, the technology underpinning cryptocurrencies such as bitcoin, is going to change EVERYTHING. And yet, after years of tireless effort and billions of dollars invested, nobody has actually come up with a use for the blockchain—besides currency speculation and illegal transactions.// // //Each purported use case — from payments to legal documents, from escrow to voting systems—amounts to a set of contortions to add a distributed, encrypted, anonymous ledger where none was needed. What if there isn’t actually any use for a distributed ledger at all? What if, ten years after it was invented, the reason nobody has adopted a distributed ledger at scale is because nobody wants it?// / […]
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L'articolo elenca moltissimi casi pratici e si muove su diverse direzioni, quindi mi sembra difficile coprire ogni punto. Aggiungo le mie considerazioni di carattere ben più generale. L'articolo, abbastanza completo, si concentra su dei casi di esempio di utilizzo della blockchain che penso si possano riassumere, , in: - Immutabilità dei dati - Memoria verificabile degli eventi o degli scambi - Proprietà (nel senso di ownership) crittograficamente sicura dei dati - Consenso fra sistemi "trustless" - Fault tolerance per suddetti sistemi Per quanto riguarda i primi tre punti, il concetto di blockchain non aggiunge nulla alle tecnologie sulle quali è stata ideata, ovvero i database. Il quarto punto, consenso fra sistemi trustless, è molto più complesso da affrontare. La blockchain si presenta come la soluzione al problema dei Generali Bizantini (https://en.wikipedia.org/wiki/Byzantine_fault_tolerance#Byzantine_Generals'_Problem), che però è un problema che riguarda esclusivamente i sistemi distribuiti. Il web in linea generale si sta muovendo nella direzione opposta, dove un'autorità centrale fa da padrona al servizio. Inoltre, ho la sensazione che anche in sistemi in cui l'autorità centrale è considerata priva di garanzie (come molti dei servizi nella rete TOR, illegali che siano), la reputazione e la pseudo identità rimangono in primo piano (http://nautil.us/issue/55/trust/how-darknet-sellers-build-trust). Il quinto punto è un problema essenzialmente ingegneristico e la blockchain offre meccanismi che non si adattano a tutte le possibili situazioni (un esempio è l'impossibilità di recuperare una transazione in bitcoin di cui ci si è pentiti). Personalmente sono moltissimi anni che non leggo un whitepaper di una startup od una proposta per una ICO e penso che: * si potrebbe utilizzare un database al posto della blockchain * si potrebbero sostituire gli smart contracts con dei contratti legalmente validi, risparmiando sul costo degli ingegneri e avendo maggiori garanzie Concludo dicendo che probabilmente gli unici servizi che non smettono mai di stupirmi sono i casinò o più in generale i servizi di scommesse, per la longevità e l'uso innovativo della blockchain. Un saluto, Francesco Mecca Sun, 24 Dec 2017 19:37:46 +0100 Francesco Nachira <francesco.nachira@skynet.be> wrote:
Fra i vari esempi che si potrebbero fare, vorrei fare questo che mi sembra particolarmente rilevante, anche considerando che uno dei temi di interesse di NEXA, è il diritto dei cittadini alla privacy.
Il cittadino (che ha un proprio identificativo cifrato) potrebbe definire le condizioni di accesso ai dati che lo riguardano mediante un insieme di regole che solo se rispettate permettono di decrittare i dati e di accedevi (in modo anonimo o non anonimo in funzione delle regole che ha impostato). Il sistema - grazie alla tecnologia distributed ledger sul quale si basa - permetterebbe di controllare che le regole non vengano alterate a posteriori al fine di consentire l'accesso ai dati: in caso di alterazione delle regole impostate l'accesso è automaticamente bloccato. Ciò impedirebbe a qualunque potere di scavalcare le decisioni del cittadino (stato oligopolista hacker provider fornitore di servizi).
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Un esempio di queste applicazioni si può vedere nell'EU project H2020 : 732546 DECODE : Decentralised Citizens Owned Data Ecosystem (https://www.decodeproject.eu/). Il progetto è coordinato da Francesca Bria, Chief Technology and Digital Innovation officer, di Barcellona. La parte del linguaggio formale per le smart rules è sviluppata nel WP coordinato da Denis Rojo aka Jaromil , dyne.org <http://calc.dyne.org/>
/*"Distributed Ledgers*//allow citizens to manage the access to their personal data and to know who has accessed them. The security and accuracy of the ledger is maintained cryptographically to enforce strict access control. The platform is resistant to malware and hacking, and uses privacy-enhancing technologies such as ABC (Attribute-Based Cryptography) as well as distributed ledger technologies. /
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/The flexibility of the DECODE architecture rests on a set of *smart rules* expressed in a formal language, that allow people to define conditions for the access and use of data, and legal/contractual obligations and other constraints. Through the smart rules, one may provide or revoke authorisation for access to personal data; their association with its identity; or change the legal status and the conditions of use and exploitation of the data./
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/The combination of Smart Rules running on distributed ledger technologies, yields a platform that is fully decentralised, and allows flexible, extensible data governance, enforced by design. Such a solution can be applied to different regimes of data ownership and privacy. It supports the gathering of a heterogeneous set of data streams: civic data sets and open-linked data, private data, personal data with undisclosed identity and personal data associated with an electronic identity./
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/The encryption secures private data, and as well allows anonymisation since the association with an e-identity is subject to the data owner agreeing to it. This allows the consensual use of personal data in anonymous form for collective intelligence, or for personalised services and applications when data subjects authorise them. Managing such user authorisation rests on defining ontologies and indexes over data streams collected by sensors, IoT objects or personal devices"///
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On 24/12/17 18:04, Roberto Dolci wrote:
Caso vero, partito in Giappone dove c'e' un tunacoin ma che io ho vissuto in NEgland
1. Pescatori locali sono "costretti' a vendere il pesce come commodity perche' la distribuzione raccoglie anche da estero, specie dal far east. 2. Dati i consumi "bassi" di pesce da parte degli americani, la GDO non ha incentivi a differenziare ed investire su pesce "di nicchia". Il consumatore trova sempre un prodotto mediocre. 3. Go to 1.
Arrivano le blockchain
1. Pescatore vende il pescato direttamente alla GDO provando che e' veramente locale e fresco. 2. Fish processor vende alla GDO solo piu' il servizio di filettatura e spedizione. Termina il conflitto col pescatore. 3. GDO riesce a vendere il pesce "fresh wild catch" a premium, pagando direttamente il pescatore (ben piu' del commodity price) per il pesce ed il F. Processor per il servizio.
Senza blockchain, generazioni di supermercati han provato a fare delle app, ma non ha mai funzionato perche' non sono mai riusciti a separare il grado di conflitto della catena.
Best Regards Rob Dolci www.aizoon.us <http://%3Cbr/%3Ewww.aizoon.us> @aizoongroup 1-866-398-6567
On Sun, Dec 24, 2017 at 10:47 AM +0100, "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> wrote:
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/Everyone says the blockchain, the technology underpinning cryptocurrencies such as bitcoin, is going to change EVERYTHING. And yet, after years of tireless effort and billions of dollars invested, nobody has actually come up with a use for the blockchain—besides currency speculation and illegal transactions.// // //Each purported use case — from payments to legal documents, from escrow to voting systems—amounts to a set of contortions to add a distributed, encrypted, anonymous ledger where none was needed. What if there isn’t actually any use for a distributed ledger at all? What if, ten years after it was invented, the reason nobody has adopted a distributed ledger at scale is because nobody wants it?// / […]
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-- Francesco Mecca <me@francescomecca.eu>
Sempre su questo argomento interviene Yanis Varoufakis: *Yanis Varoufakis: 'Bitcoin is the perfect bubble, but blockchain is a remarkable solution'* / //In an exclusive interview with WIRED, Yanis Varoufakis discusses Bitcoin’s bubble, the fantasy of apolitical money and the opportunities for the blockchain to reform Europe/ https://www.wired.co.uk/article/yanis-varoufakis-bitcoin-bubble-interview juan carlos On 25/12/2017 07:23, Francesco Mecca wrote:
L'articolo elenca moltissimi casi pratici e si muove su diverse direzioni, quindi mi sembra difficile coprire ogni punto. Aggiungo le mie considerazioni di carattere ben più generale.
L'articolo, abbastanza completo, si concentra su dei casi di esempio di utilizzo della blockchain che penso si possano riassumere, , in: - Immutabilità dei dati - Memoria verificabile degli eventi o degli scambi - Proprietà (nel senso di ownership) crittograficamente sicura dei dati - Consenso fra sistemi "trustless" - Fault tolerance per suddetti sistemi
Per quanto riguarda i primi tre punti, il concetto di blockchain non aggiunge nulla alle tecnologie sulle quali è stata ideata, ovvero i database.
Il quarto punto, consenso fra sistemi trustless, è molto più complesso da affrontare. La blockchain si presenta come la soluzione al problema dei Generali Bizantini (https://en.wikipedia.org/wiki/Byzantine_fault_tolerance#Byzantine_Generals'_Problem), che però è un problema che riguarda esclusivamente i sistemi distribuiti. Il web in linea generale si sta muovendo nella direzione opposta, dove un'autorità centrale fa da padrona al servizio.
Inoltre, ho la sensazione che anche in sistemi in cui l'autorità centrale è considerata priva di garanzie (come molti dei servizi nella rete TOR, illegali che siano), la reputazione e la pseudo identità rimangono in primo piano (http://nautil.us/issue/55/trust/how-darknet-sellers-build-trust).
Il quinto punto è un problema essenzialmente ingegneristico e la blockchain offre meccanismi che non si adattano a tutte le possibili situazioni (un esempio è l'impossibilità di recuperare una transazione in bitcoin di cui ci si è pentiti).
Personalmente sono moltissimi anni che non leggo un whitepaper di una startup od una proposta per una ICO e penso che: * si potrebbe utilizzare un database al posto della blockchain * si potrebbero sostituire gli smart contracts con dei contratti legalmente validi, risparmiando sul costo degli ingegneri e avendo maggiori garanzie
Concludo dicendo che probabilmente gli unici servizi che non smettono mai di stupirmi sono i casinò o più in generale i servizi di scommesse, per la longevità e l'uso innovativo della blockchain.
Un saluto, Francesco Mecca
Sun, 24 Dec 2017 19:37:46 +0100 Francesco Nachira <francesco.nachira@skynet.be> wrote:
Fra i vari esempi che si potrebbero fare, vorrei fare questo che mi sembra particolarmente rilevante, anche considerando che uno dei temi di interesse di NEXA, è il diritto dei cittadini alla privacy.
Il cittadino (che ha un proprio identificativo cifrato) potrebbe definire le condizioni di accesso ai dati che lo riguardano mediante un insieme di regole che solo se rispettate permettono di decrittare i dati e di accedevi (in modo anonimo o non anonimo in funzione delle regole che ha impostato). Il sistema - grazie alla tecnologia distributed ledger sul quale si basa - permetterebbe di controllare che le regole non vengano alterate a posteriori al fine di consentire l'accesso ai dati: in caso di alterazione delle regole impostate l'accesso è automaticamente bloccato. Ciò impedirebbe a qualunque potere di scavalcare le decisioni del cittadino (stato oligopolista hacker provider fornitore di servizi).
--
Un esempio di queste applicazioni si può vedere nell'EU project H2020 : 732546 DECODE : Decentralised Citizens Owned Data Ecosystem (https://www.decodeproject.eu/). Il progetto è coordinato da Francesca Bria, Chief Technology and Digital Innovation officer, di Barcellona. La parte del linguaggio formale per le smart rules è sviluppata nel WP coordinato da Denis Rojo aka Jaromil , dyne.org <http://calc.dyne.org/>
/*"Distributed Ledgers*//allow citizens to manage the access to their personal data and to know who has accessed them. The security and accuracy of the ledger is maintained cryptographically to enforce strict access control. The platform is resistant to malware and hacking, and uses privacy-enhancing technologies such as ABC (Attribute-Based Cryptography) as well as distributed ledger technologies. /
//
/The flexibility of the DECODE architecture rests on a set of *smart rules* expressed in a formal language, that allow people to define conditions for the access and use of data, and legal/contractual obligations and other constraints. Through the smart rules, one may provide or revoke authorisation for access to personal data; their association with its identity; or change the legal status and the conditions of use and exploitation of the data./
//
/The combination of Smart Rules running on distributed ledger technologies, yields a platform that is fully decentralised, and allows flexible, extensible data governance, enforced by design. Such a solution can be applied to different regimes of data ownership and privacy. It supports the gathering of a heterogeneous set of data streams: civic data sets and open-linked data, private data, personal data with undisclosed identity and personal data associated with an electronic identity./
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/The encryption secures private data, and as well allows anonymisation since the association with an e-identity is subject to the data owner agreeing to it. This allows the consensual use of personal data in anonymous form for collective intelligence, or for personalised services and applications when data subjects authorise them. Managing such user authorisation rests on defining ontologies and indexes over data streams collected by sensors, IoT objects or personal devices"///
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On 24/12/17 18:04, Roberto Dolci wrote:
Caso vero, partito in Giappone dove c'e' un tunacoin ma che io ho vissuto in NEgland
1. Pescatori locali sono "costretti' a vendere il pesce come commodity perche' la distribuzione raccoglie anche da estero, specie dal far east. 2. Dati i consumi "bassi" di pesce da parte degli americani, la GDO non ha incentivi a differenziare ed investire su pesce "di nicchia". Il consumatore trova sempre un prodotto mediocre. 3. Go to 1.
Arrivano le blockchain
1. Pescatore vende il pescato direttamente alla GDO provando che e' veramente locale e fresco. 2. Fish processor vende alla GDO solo piu' il servizio di filettatura e spedizione. Termina il conflitto col pescatore. 3. GDO riesce a vendere il pesce "fresh wild catch" a premium, pagando direttamente il pescatore (ben piu' del commodity price) per il pesce ed il F. Processor per il servizio.
Senza blockchain, generazioni di supermercati han provato a fare delle app, ma non ha mai funzionato perche' non sono mai riusciti a separare il grado di conflitto della catena.
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On Sun, Dec 24, 2017 at 10:47 AM +0100, "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>> wrote:
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Non mi è proprio chiaro il legame tra la blockchain e la certificazione del pescato "locale e fresco". Quest'ultima è una proprietà fisica che non mi pare facilmente certificabile in modo immateriale/indiretto... La reputazione del pescatore invece lo è, ma lo è anche con app tradizionali... Temo mi manchi qualche dettaglio... Ci sono descrizioni più dettagliate di queste applicazioni "fisiche" di blockchain? Ciao, Enrico Il 24/12/2017 18:04, Roberto Dolci ha scritto:
Caso vero, partito in Giappone dove c'e' un tunacoin ma che io ho vissuto in NEgland
1. Pescatori locali sono "costretti' a vendere il pesce come commodity perche' la distribuzione raccoglie anche da estero, specie dal far east. 2. Dati i consumi "bassi" di pesce da parte degli americani, la GDO non ha incentivi a differenziare ed investire su pesce "di nicchia". Il consumatore trova sempre un prodotto mediocre. 3. Go to 1.
Arrivano le blockchain
1. Pescatore vende il pescato direttamente alla GDO provando che e' veramente locale e fresco. 2. Fish processor vende alla GDO solo piu' il servizio di filettatura e spedizione. Termina il conflitto col pescatore. 3. GDO riesce a vendere il pesce "fresh wild catch" a premium, pagando direttamente il pescatore (ben piu' del commodity price) per il pesce ed il F. Processor per il servizio.
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-- EN ===================================================================== Prof. Enrico Nardelli Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it home page: http://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/ ===================================================================== --
Ciao Enrico, I pescherecci hanno accettato di avere dei sensori (non tamper) che registrano una serie di dati della pesca (il peschereccio sta a mare 4-5gg max e rientra con 2-3 pesche/lotti). Tra gli altri, una webcam dimostra che il pesce non ha una caduta verticale maggiore a 30cm. Blockchain e' usata per portare questi dati e consentire la vendita del pescato direttamente alla GDO, mentre tutti gli altri attori vedono i dati (data, peso, tipo pesce, etc.) e quindi possono sincronizzarsi e contemporaneamente contrattare con GDO i propri servizi (filettatura, congelamento, immagazzinamento e trasporto) senza nulla toccare del rapporto pescatore-GDO sul prezzo del pesce. Quello che abbiamo ottenuto (ispirandoci ad un progetto giapponese sul tonno per cui esistono pubblicazioni) e' stato lo smontare il conflitto inerente al passaggio lineare che c'era in precedenza con tutti gli attori in fila. In altre parole quando il Fish Processor (filettatura, congelamento, packaging) comprava dai pescatori, era in conflitto con loro per prendere quanto piu' possibile del prezzo riconosciuto da GDO. In precedenza sia la GDO, sia consorzo pescatori, sia entita' statali avevano provato a creare dei sistemi centralizzati dove tutti gli attori contribuissero per quanto di competenza. Non ha mai funzionato, specialmente, per il problema trust/conflitto tra le parti. Per ora non possiamo pubblicare perche un ente statale del Maine deve fare alcuni passaggi. Se vuoi ne possiamo parlare. Sono in Italia fino al 10 gennaio Ciao Best Regards Rob Dolci www.aizoon.us<http://<br/>www.aizoon.us> @aizoongroup 1-866-398-6567 From: Enrico Nardelli Sent: Wednesday, December 27, 4:59 PM Subject: Re: [nexa] "Ten years in, nobody has come up with a use for blockchain" To: Roberto Dolci, Nexa Non mi è proprio chiaro il legame tra la blockchain e la certificazione del pescato "locale e fresco". Quest'ultima è una proprietà fisica che non mi pare facilmente certificabile in modo immateriale/indiretto... La reputazione del pescatore invece lo è, ma lo è anche con app tradizionali... Temo mi manchi qualche dettaglio... Ci sono descrizioni più dettagliate di queste applicazioni "fisiche" di blockchain? Ciao, Enrico Il 24/12/2017 18:04, Roberto Dolci ha scritto: Caso vero, partito in Giappone dove c'e' un tunacoin ma che io ho vissuto in NEgland 1. Pescatori locali sono "costretti' a vendere il pesce come commodity perche' la distribuzione raccoglie anche da estero, specie dal far east. 2. Dati i consumi "bassi" di pesce da parte degli americani, la GDO non ha incentivi a differenziare ed investire su pesce "di nicchia". Il consumatore trova sempre un prodotto mediocre. 3. Go to 1. Arrivano le blockchain 1. Pescatore vende il pescato direttamente alla GDO provando che e' veramente locale e fresco. 2. Fish processor vende alla GDO solo piu' il servizio di filettatura e spedizione. Termina il conflitto col pescatore. 3. GDO riesce a vendere il pesce "fresh wild catch" a premium, pagando direttamente il pescatore (ben piu' del commodity price) per il pesce ed il F. Processor per il servizio. Senza blockchain, generazioni di supermercati han provato a fare delle app, ma non ha mai funzionato perche' non sono mai riusciti a separare il grado di conflitto della catena. Best Regards Rob Dolci www.aizoon.us<http://%3Cbr/%3Ewww.aizoon.us> @aizoongroup 1-866-398-6567 On Sun, Dec 24, 2017 at 10:47 AM +0100, "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it<mailto:demartin@polito.it>> wrote: Sarei curioso di leggere una risposta bene argomentata a questo articolo... jc Ten years in, nobody has come up with a use for blockchain Kai Stinchcombe 22 dicembre 2017 Everyone says the blockchain, the technology underpinning cryptocurrencies such as bitcoin, is going to change EVERYTHING. And yet, after years of tireless effort and billions of dollars invested, nobody has actually come up with a use for the blockchain-besides currency speculation and illegal transactions. Each purported use case?-?from payments to legal documents, from escrow to voting systems-amounts to a set of contortions to add a distributed, encrypted, anonymous ledger where none was needed. What if there isn't actually any use for a distributed ledger at all? What if, ten years after it was invented, the reason nobody has adopted a distributed ledger at scale is because nobody wants it? [...] Continua qui: https://hackernoon.com/ten-years-in-nobody-has-come-up-with-a-use-case-for-b... _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa -- EN ===================================================================== Prof. Enrico Nardelli Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it<mailto:nardelli@mat.uniroma2.it> home page: http://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/ ===================================================================== --
On Sun, Dec 24, 2017 at 10:47:06AM +0100, J.C. DE MARTIN wrote:
Sarei curioso di leggere una risposta bene argomentata a questo articolo...
Sono parecchio d'accordo con il contenuto dell'articolo, quindi *non* mi candido a contro-argomentare :-) Come piccolo aneddoto personale aggiungo che nell'ambito di Software Heritage abbiamo ricevuto parecchie richieste di integrazione con servizi che permettono di dichiarare prior art di documenti digitali senza disclosure, pubblicando fingerprint crittografici su blockchain (solitamente sidechain su bitcoin). Come osservato nell'articolo, tali approcci non aggiungano assolutamente nulla a pubblicare gli stessi fingerprint altrove, in "luoghi" digitali pubblici che ragionevolmente saranno più longevi di bitcoin. Come unica critica all'articolo trovo curioso che non discuta l'aspetto anonimato v. pseudonimato. La blockchain di bitcoin non è per nulla anonima, è solo pseudonima. In un mondo ipotetico nel quale tutte le transazioni avvengono su blockchain, deanonimizzare qualcuno è triviale. (Per evitarlo bisogna mettere in piedi uno scaffolding di multiplexer / demultiplexer di transazioni, aggiungendo complessità ed inefficienza.) Tutto questo non mi convince che sia *impossibile* trovare use case interessanti per le blockchain, come alcuni di quelli discussi in questo thread. Ma quelli che fino ad oggi hanno avuto un minimo di successo continuano a sembrarmi esempi di cargo cult sulla (bella) idea della blockchain che prodotti di cui si sentisse veramente bisogno. Buon anno a tutti! -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »
On 2017-12-24 10:47, J.C. DE MARTIN wrote:
Sarei curioso di leggere una risposta bene argomentata a questo articolo...
jc
TEN YEARS IN, NOBODY HAS COME UP WITH A USE FOR BLOCKCHAIN
FIY (Io NON l'ho ancora visto, per vari motivi) "Blockchain in practice ⛓️ Walmart tracing the source of sliced mangos:" https://twitter.com/swardley/status/947079659317071872 Marco -- http://mfioretti.com
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