su un certo "ragionare" in merito al Web
Condivido con voi il fondo anomimo "Polaris" di "Domenica" (inserto culturale del Sole24ore) di ieri (in allegato, visto che non lo trovo online). E' infatti un esempio pressoche' perfetto di un certo modo di scrivere su Internet in Italia. Ovvero, se si parla di Internet sembra che valga una regola non scritta secondo la quale si e' autorizzati a mettere insieme alcune immagini piu' o meno suggestive senza alcun rispetto per la logica. O meglio: sicuramente voi siete piu' bravi di me, ma io non sono proprio riuscito a districare l'arguto (almeno nelle intenzioni), ma, a mio avviso, confusissimo testo. Sulla prima pagina di uno degli inserti culturali di maggior prestigio fa un certo effetto. juan carlos
JC, non sono tra i più bravi perché neanche io ho colto il brillante senso. In particolare trovo insopportabile l'assioma secondo cui un nuovo sistema dell'informazione significhi perdita della verità, e non magari modifica dei processi che tendono al raggiungimento della stessa. Credo che proprio questa sia l'idiozia sottostante a questo genere di commenti superficiali. M. Il giorno 04/ott/2010 10.53, "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> ha scritto:
Condivido con voi il fondo anomimo "Polaris" di "Domenica" (inserto culturale del Sole24ore) di ieri (in allegato, visto che non lo trovo online).
E' infatti un esempio pressoche' perfetto di un certo modo di scrivere su Internet in Italia. Ovvero, se si parla di Internet sembra che valga una regola non scritta secondo la quale si e' autorizzati a mettere insieme alcune immagini piu' o meno suggestive senza alcun rispetto per la logica.
O meglio: sicuramente voi siete piu' bravi di me, ma io non sono proprio riuscito a districare l'arguto (almeno nelle intenzioni), ma, a mio avviso, confusissimo testo.
Sulla prima pagina di uno degli inserti culturali di maggior prestigio fa un certo effetto.
juan carlos
Piu` che altro, l'autore di questo pezzo "culturale" si e` sentito autorizzato a straparlare non solo di Internet, ma anche di diritto, dato che la sentenza della Cassazione mi pare molto piu` complessa e sfumata di quanto l'autore lasci intendere. Va detto, comunque, che la sintesi sensazionalistica delle sentenze (non solo della Cassazione) e` uno sport molto in voga in Italia e altrove, che si riferiscano ad Internet o ad altri ambiti. Ciao, Andrea 2010/10/4 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>:
Condivido con voi il fondo anomimo "Polaris" di "Domenica" (inserto culturale del Sole24ore) di ieri (in allegato, visto che non lo trovo online).
E' infatti un esempio pressoche' perfetto di un certo modo di scrivere su Internet in Italia. Ovvero, se si parla di Internet sembra che valga una regola non scritta secondo la quale si e' autorizzati a mettere insieme alcune immagini piu' o meno suggestive senza alcun rispetto per la logica.
O meglio: sicuramente voi siete piu' bravi di me, ma io non sono proprio riuscito a districare l'arguto (almeno nelle intenzioni), ma, a mio avviso, confusissimo testo.
Sulla prima pagina di uno degli inserti culturali di maggior prestigio fa un certo effetto.
juan carlos
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non lo avevo visto. LOL "Se infatti e' lecito far circolare qualunque sesquipedale asinita', esagerazione, calunnia, grottesca teoria del complotto, ad avvantaggiarsene non sara' la verita'" beninteso, non che le deformazioni citate "qui" non ci siano.. ma anche' "li"... BTW, se avesse ragione implicherebbe la persistenza di uno spazio di opportunita' enorme per i giornali, implicitamente visti come seri ed affidabili. Altro che "peccato" ! Gli ermellini, secondo l'autore, hanno aumentato la differenza, a tutto vantaggio della stampa.. ciao, s. On 04/10/10 10.15, J.C. DE MARTIN wrote:
Condivido con voi il fondo anomimo "Polaris" di "Domenica" (inserto culturale del Sole24ore) di ieri (in allegato, visto che non lo trovo online).
E' infatti un esempio pressoche' perfetto di un certo modo di scrivere su Internet in Italia. Ovvero, se si parla di Internet sembra che valga una regola non scritta secondo la quale si e' autorizzati a mettere insieme alcune immagini piu' o meno suggestive senza alcun rispetto per la logica.
O meglio: sicuramente voi siete piu' bravi di me, ma io non sono proprio riuscito a districare l'arguto (almeno nelle intenzioni), ma, a mio avviso, confusissimo testo.
Sulla prima pagina di uno degli inserti culturali di maggior prestigio fa un certo effetto.
juan carlos
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-- blog.quintarelli.it www.eximia.it www.reeplay.it
La notizia mi pare che sia che il binomio giornalismo-web comincia ad essere preso in considerazione, dal mondo giornalismo-carta... con approcci vari... http://www.corriere.it/economia/10_settembre_30/lettera-de-bortoli_2d41fc98-... ciao Il 04/10/2010 12.01, Stefano Quintarelli ha scritto:
non lo avevo visto.
LOL
"Se infatti e' lecito far circolare qualunque sesquipedale asinita', esagerazione, calunnia, grottesca teoria del complotto, ad avvantaggiarsene non sara' la verita'"
beninteso, non che le deformazioni citate "qui" non ci siano.. ma anche' "li"...
BTW, se avesse ragione implicherebbe la persistenza di uno spazio di opportunita' enorme per i giornali, implicitamente visti come seri ed affidabili.
Altro che "peccato" ! Gli ermellini, secondo l'autore, hanno aumentato la differenza, a tutto vantaggio della stampa..
ciao, s.
On 04/10/10 10.15, J.C. DE MARTIN wrote:
Condivido con voi il fondo anomimo "Polaris" di "Domenica" (inserto culturale del Sole24ore) di ieri (in allegato, visto che non lo trovo online).
E' infatti un esempio pressoche' perfetto di un certo modo di scrivere su Internet in Italia. Ovvero, se si parla di Internet sembra che valga una regola non scritta secondo la quale si e' autorizzati a mettere insieme alcune immagini piu' o meno suggestive senza alcun rispetto per la logica.
O meglio: sicuramente voi siete piu' bravi di me, ma io non sono proprio riuscito a districare l'arguto (almeno nelle intenzioni), ma, a mio avviso, confusissimo testo.
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-- Interactivity is a property of the technology, while participation is a property of culture (H. Jenkins) ========================================== Eleonora Panto' CSP - Innovazione nelle ICT s.c.ar.l. via Livorno, 60 - 10144 - Torino - Italy office: +390114815111 - www.csp.it
Riprendo la palla alzata dalla cara Eleonora. Le lettere di De Brtoli e del cdr del Corriere finalmente stanno portando alla luce i problemi veri dei giornali e del giornalismo digitale. E mi piace vedere che il Corriere, come sua corretta regola di trasparenza, discuta pubblicamente di queste vicende, non come altre testate nel buio di stanze segrete ed inaccessibili ai più. Il caso ha voluto che proprio il primo ottobre a bologna si sia incontrato fisicamente, e virtualmente via Skype, un gruppo che a giorni il sindacato dei giornalisti dovrebbe delegare di affrontare seriamente i problemi del settore. Con un ottica diversa, di mediazione e di conoscenza e di "fratellanza" con il mondo dell'informazione che viene dal basso. E con un ottica se possibile di dialogo con gli editori, purchè questi prendano un approccio di mediazione e scelte di investimenti seri verso il futuro. Poi forse occorre che il mondo del giornalsmo finalmente riconosca al suo interno, le persone serie e i poco di buono, i soggetti di cui diffidare che parlano, parlano e poi compiono misfatti con gli editori, dai giornalisti seri, comptetenti e degni di questo appellattivo, i ricchi ingiustamente ricchi, i ricchi giustamente ricchi ... E' un percorso che il digitale ha fatto partire e decollare, un ennesimo pregio della rete ... diciamo una decisa selezione naturale ... speriamo di farcela ... VP Il 04/10/10 12:52, Eleonora Pantò ha scritto:
La notizia mi pare che sia che il binomio giornalismo-web comincia ad essere preso in considerazione, dal mondo giornalismo-carta... con approcci vari...
http://www.corriere.it/economia/10_settembre_30/lettera-de-bortoli_2d41fc98-...
ciao
Il 04/10/2010 12.01, Stefano Quintarelli ha scritto:
non lo avevo visto.
LOL
"Se infatti e' lecito far circolare qualunque sesquipedale asinita', esagerazione, calunnia, grottesca teoria del complotto, ad avvantaggiarsene non sara' la verita'"
beninteso, non che le deformazioni citate "qui" non ci siano.. ma anche' "li"...
BTW, se avesse ragione implicherebbe la persistenza di uno spazio di opportunita' enorme per i giornali, implicitamente visti come seri ed affidabili.
Altro che "peccato" ! Gli ermellini, secondo l'autore, hanno aumentato la differenza, a tutto vantaggio della stampa..
ciao, s.
On 04/10/10 10.15, J.C. DE MARTIN wrote:
Condivido con voi il fondo anomimo "Polaris" di "Domenica" (inserto culturale del Sole24ore) di ieri (in allegato, visto che non lo trovo online).
E' infatti un esempio pressoche' perfetto di un certo modo di scrivere su Internet in Italia. Ovvero, se si parla di Internet sembra che valga una regola non scritta secondo la quale si e' autorizzati a mettere insieme alcune immagini piu' o meno suggestive senza alcun rispetto per la logica.
O meglio: sicuramente voi siete piu' bravi di me, ma io non sono proprio riuscito a districare l'arguto (almeno nelle intenzioni), ma, a mio avviso, confusissimo testo.
Sulla prima pagina di uno degli inserti culturali di maggior prestigio fa un certo effetto.
juan carlos
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Un pezzo molto divertente, una rosicata pazzesca dall'inizio alla fine che mi ha fatto fare belle ghignate mentre in Polaris si teme il caos che dominerà la blogosfera e ci si compiace neanche tanto velatamente della catastrofe apocalittica che la sentenza della Cassazione provocherà a tutti i blog del globo terracqueo. :) Grazie per averlo condiviso. Comunque la sentenza della Cassazione a cui si riferisce stabilisce (ad abundantiam, visto che nella fattispecie non esiste proprio alcun documento che attesti alcuna diffamazione da parte di alcun commento di alcun lettore!) che non è punibile per omesso controllo DEI COMMENTI INSERITI DAI LETTORI (quindi non degli articoli pubblicati, come in Polaris *non* si chiarisce adeguatamente) il direttore responsabile di una testata sul www, in pieno accordo con la Direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE). Sono leggi che sono state implementate in tutti i Paesi Membri più o meno da 7-8 anni a questa parte e finora l'Armageddon della blogosfera non è giunto, anzi Internet (e non solo il web) e il mercato interno hanno prosperato grazie alla limitazione di responsabilità degli intermediari per i contenuti immessi dagli utenti. Immagino però che siano leggi che bruciano per gli amanti del controllo totale ad ogni costo e di coloro che non credono che da quello che definiscono "Caos" possa nascere alcunché di innovativo e/o di "positivo". Questi probabilmente non mancherenno di fare pressioni ora che la Commissione ha aperto il processo di revisione della Direttiva. Secondo me ci hanno scritto bei pezzi chiarificatori Pierani (che pure esprime qualche perplessità e preoccupazione), Quintarelli e Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito. <http://blog.quintarelli.it/blog/2010/10/sulla-responsabilit%C3%A0-dei-dirett...> <http://pierani.wordpress.com/2010/10/03/secondo-la-cassazione-oltre-a-blog-e...> Per coerenza con le apocalittiche previsioni di Polaris, cito i Megadeth, "Rust in Peace... Polaris". :) <http://www.youtube.com/watch?v=3hVqpjZ8qWM> Ciao, Paolo Il 04/10/2010 10:15, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Condivido con voi il fondo anomimo "Polaris" di "Domenica" (inserto culturale del Sole24ore) di ieri (in allegato, visto che non lo trovo online).
E' infatti un esempio pressoche' perfetto di un certo modo di scrivere su Internet in Italia. Ovvero, se si parla di Internet sembra che valga una regola non scritta secondo la quale si e' autorizzati a mettere insieme alcune immagini piu' o meno suggestive senza alcun rispetto per la logica.
O meglio: sicuramente voi siete piu' bravi di me, ma io non sono proprio riuscito a districare l'arguto (almeno nelle intenzioni), ma, a mio avviso, confusissimo testo.
Sulla prima pagina di uno degli inserti culturali di maggior prestigio fa un certo effetto.
juan carlos
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Confesso una certa sorpresa nel leggere i commenti e lo strepito legato alla Sentenza 16.07.10.della Corte di Cassazione. Mi pare si voglia far dire alla Sentenza di più di quello che è dato leggere, sia da parte dei detrattori della rete, sia da parte dei difensori della (libera) comunicazione on-line (tra i quali mi annovero). Può darsi sia un mio limite, ma nelle motivazioni della Suprema Corte non vedo altro che alcune condivisibili e pacifiche argomentazioni tecniche e non trovo cenno alcuno alla libertà di espressione, ovvero al prevalere di tale libertà su altri maggiori o minori diritti della persona, nè trovo vi sia una particolare difesa della rete e delle sue prerogative. E una buona sentenza, che amplia gli argomenti già presenti nella costante giurisprudenza di legittimità sulla portata dellart.57 c.p. Per quanto a me noto ( salvo forse qualche svista giurisprudenziale isolata) tale ipotesi di reato non ha mai trovato applicazione al di fuori della stampa come definita dallart.1 della L.47/48 : Sono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione. Non è la radio, non è la televisione non è internet. E la stampa. Punto. E infatti nella medesima legge del 1948 che allart. 3 compare la figura del direttore responsabile del giornale e del periodico. Lart. 57 è un reato, colposo, proprio di questi soggetti in posizione di garanzia. Nel 1975, con la L. n°103, la figura del direttore responsabile si estende ai direttori dei TG e dei Giornaliradio. Non così il reato di cui allart. 57 che è e rimane legato alla stampa. Nel 1990 con la L.223, lart. 30 prevede per la televisione una norma simile al reato di omesso controllo. Dunque non è il 57 c.p. ma un nuovo identico reato ad hoc per la TV che il T.U.AMV del dopo Romani ha mantenuto. Nel 2001 la L. 62 include nella definizione di prodotto editoriale il prodotto realizzato ...su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici. e viene esteso lobbligo di indicazione del direttore responsabile e di registrazione. La norma pare preludere ad una regolamentazione del Web che però, grazie a Dio ed al Web, non avviene. La previsione rimane relegata a fini amministrativi e, seppur sia norma perniciosa e pericolosa, la stessa non autorizza ad estendere la responsabilità per omesso controllo. La sentenza ribadisce il concetto assodato in giurisprudenza. Dunque la sentenza si limita a dire ciò che appare evidente: la responsabilità per omesso controllo del responsabile di un sito web, o meglio del direttore responsabile di un prodotto editoriale sul web non è sanzionata dallart. 57 c.p. che è, allo stato, riferito solo alla stampa, come intesa dalla legge del 48. Per dar forza alle ragioni di tassatività che impongono linapplicabilità del reato erroneamente contestato, la Corte si limita a descrivere ragioni , come dire, formali e fattuali. Non vi è una difesa del web in termini di pluralismo, di libertà di espressione, di libera circolazione delle idee. Gli argomenti sono argomenti di fatto: la stampa della pagina web non è la stampa come intesa dal legislatore del 48! Le modalità di trasmissione sono diverse dalla televisione e dal giornale! Tutte considerazioni (piuttosto evidenti) da cui è difficile trarre lidea di una profonda difesa della libertà di espressione in rete. La Sentenza cita poi il D.L.vo 70/2003, ma solo per trarre da tale normativa un ulteriore conferma dellinapplicabilità, in via analogica, di una ipotesi di reato che di fatto impone un controllo preventivo. Insomma, dire che la Corte ha difeso la libertà in rete mi pare un pò eccessivo, così come è risibile sostenere che con questa sentenza si è negato al web lo status di organo di seria informazione. Semplicemente la Corte si limita a dire: Allo stato.. "il sistema" non prevede la punibilità ai sensi dell'art 57 cp (o di un analogo meccanismo incriminatorio) del direttore di un giornale on line. Se fossi un detrattore della rete direi che mi viene in mente laneddoto inglese delluomo che si tuffò nudo nella fontana di Hide Park: laccusa di aver violato la disposizione che proibisce di indossare abbigliamenti contrari al buon costume non potè trovare applicazione. Luomo infatti era nudo, dunque non indossava abiti sconvenienti. E il principio di tassatività. Non è così, ma la sentenza non mi manda in estasi. Carlo _____ Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Paolo Brini Inviato: lunedì 4 ottobre 2010 14.24 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] su un certo "ragionare" in merito al Web Un pezzo molto divertente, una rosicata pazzesca dall'inizio alla fine che mi ha fatto fare belle ghignate mentre in Polaris si teme il caos che dominerà la blogosfera e ci si compiace neanche tanto velatamente della catastrofe apocalittica che la sentenza della Cassazione provocherà a tutti i blog del globo terracqueo. :) Grazie per averlo condiviso. Comunque la sentenza della Cassazione a cui si riferisce stabilisce (ad abundantiam, visto che nella fattispecie non esiste proprio alcun documento che attesti alcuna diffamazione da parte di alcun commento di alcun lettore!) che non è punibile per omesso controllo DEI COMMENTI INSERITI DAI LETTORI (quindi non degli articoli pubblicati, come in Polaris *non* si chiarisce adeguatamente) il direttore responsabile di una testata sul www, in pieno accordo con la Direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE). Sono leggi che sono state implementate in tutti i Paesi Membri più o meno da 7-8 anni a questa parte e finora l'Armageddon della blogosfera non è giunto, anzi Internet (e non solo il web) e il mercato interno hanno prosperato grazie alla limitazione di responsabilità degli intermediari per i contenuti immessi dagli utenti. Immagino però che siano leggi che bruciano per gli amanti del controllo totale ad ogni costo e di coloro che non credono che da quello che definiscono "Caos" possa nascere alcunché di innovativo e/o di "positivo". Questi probabilmente non mancherenno di fare pressioni ora che la Commissione ha aperto il processo di revisione della Direttiva. Secondo me ci hanno scritto bei pezzi chiarificatori Pierani (che pure esprime qualche perplessità e preoccupazione), Quintarelli e Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito. <http://blog.quintarelli.it/blog/2010/10/sulla-responsabilit%C3%A0-dei-diret tori-di-testate-online-e-blogger.html> <http://blog.quintarelli.it/blog/2010/10/sulla-responsabilit%C3%A0-dei-diret tori-di-testate-online-e-blogger.html> <http://pierani.wordpress.com/2010/10/03/secondo-la-cassazione-oltre-a-blog- e-forum-neanche-i-direttori-di-testate-online-registrate-rispondono-di-omess o-controllo-ma-ce-di-piu/> <http://pierani.wordpress.com/2010/10/03/secondo-la-cassazione-oltre-a-blog- e-forum-neanche-i-direttori-di-testate-online-registrate-rispondono-di-omess o-controllo-ma-ce-di-piu/> Per coerenza con le apocalittiche previsioni di Polaris, cito i Megadeth, "Rust in Peace... Polaris". :) <http://www.youtube.com/watch?v=3hVqpjZ8qWM> <http://www.youtube.com/watch?v=3hVqpjZ8qWM> Ciao, Paolo Il 04/10/2010 10:15, J.C. DE MARTIN ha scritto: Condivido con voi il fondo anomimo "Polaris" di "Domenica" (inserto culturale del Sole24ore) di ieri (in allegato, visto che non lo trovo online). E' infatti un esempio pressoche' perfetto di un certo modo di scrivere su Internet in Italia. Ovvero, se si parla di Internet sembra che valga una regola non scritta secondo la quale si e' autorizzati a mettere insieme alcune immagini piu' o meno suggestive senza alcun rispetto per la logica. O meglio: sicuramente voi siete piu' bravi di me, ma io non sono proprio riuscito a districare l'arguto (almeno nelle intenzioni), ma, a mio avviso, confusissimo testo. Sulla prima pagina di uno degli inserti culturali di maggior prestigio fa un certo effetto. juan carlos _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Il 04/10/2010 20:43, Blengino ha scritto:
Confesso una certa sorpresa nel leggere i commenti e lo strepito legato alla Sentenza 16.07.10.della Corte di Cassazione.
Mi pare si voglia far dire alla Sentenza di più di quello che è dato leggere, sia da parte dei detrattori della rete, sia da parte dei difensori della (libera) comunicazione on-line (tra i quali mi annovero).
Sospetto che lo strepito da parte dei detrattori della rete sia dovuto al fatto che in qualche modo essi speravano si creasse un precedente per estendere il reato di omesso controllo anche ai direttori delle testate sul web... oppure chissà, magari è portato avanti ad arte per secondi fini: fare chiasso per poi provare a chiedere una regolamentazione ad hoc in questo senso. Ciao, Paolo
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