"Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
Tutti quelli che sanno di che sto parlando mettano il dito qua sotto, perche' son sicuro di non averlo ricevuto solo io fra gli iscritti a questa lista. E se qualcuno che ha seguito la questione da vicino ha gia' avuto tempo di leggerlo, grazie in anticipo per un commento. Marco
Io metto il dito qua sotto...non lo hai ricevuto solo tu. Al momento non ci ho capito molto Giovanna Il giorno lun 21 lug 2025 alle ore 20:26 Marco Fioretti < mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
Tutti quelli che sanno di che sto parlando mettano il dito qua sotto, perche' son sicuro di non averlo ricevuto solo io fra gli iscritti a questa lista.
E se qualcuno che ha seguito la questione da vicino ha gia' avuto tempo di leggerlo, grazie in anticipo per un commento.
Marco
_____ ---' __\______ ______) __) __) ---.______) On lun, 2025-07-21 at 18:26 +0000, Marco Fioretti wrote:
Tutti quelli che sanno di che sto parlando mettano il dito qua sotto, perche' son sicuro di non averlo ricevuto solo io fra gli iscritti a questa lista. E se qualcuno che ha seguito la questione da vicino ha gia' avuto tempo di leggerlo, grazie in anticipo per un commento. Marco
Commento: un link di Google Drive è attualmente la cosa più malevola che riesco a immaginare, considerato che è la tecnologia offerta a Israele per il suo Project Nimbus. Si aggiungano le immagini create con l'Ai violentando il lavoro dello Studio Ghibli e se volevano evitare di essere letti hanno fatto Bingo. Inviato da Proton Mail Android -------- Messaggio originale -------- 21/07/25 20:26, Marco Fioretti ha scritto:
Tutti quelli che sanno di che sto parlando mettano il dito qua sotto, perche' son sicuro di non averlo ricevuto solo io fra gli iscritti a questa lista.
E se qualcuno che ha seguito la questione da vicino ha gia' avuto tempo di leggerlo, grazie in anticipo per un commento.
Marco
Ciao Stefano, in effetti non credo che l'autore sia un frequentatore assiduo di questa lista o avrebbe evitato quell'inutile spreco di corrente, che per altro sembra un enorme caduta di stile laddove a scrivere dovrebbe essere il compianto Stefano Rodotà. Detto questo, molti (forse tutti) dei conflitti d'interesse messi alla berlina dall'autore sono pubblici e ben noti (spesso la fonte sono screenshot di twitter) e sebbene sia abbastanza impressionante leggerli uno di seguito all'altro, non credo onestamente ci sia nulla di penalmente rilevante. (ma ovviamente non sono un avvocato) Viene dunque da chiedersi chi abbia provato a scatenare questo buffo shitstorm contro il Garante Privacy (e contro Scorza in particolare). Non si tratta certamente di BigTech contro cui il Garante qualche volta abbaia ma non morde mai. (Google Classroom sorveglia ancora gli studenti di quasi tutte le scuole italiane, ad esempio). Considerati gli scivoloni stilistici, non credo nemmeno si tratti di una casa editrice in ansia per il "pay or ok" (ma d'altro canto lo stato dell'editoria italiana è talmente triste che non si sa mai...) Non mi è neppure chiaro l'obiettivo politico del dossier, per cui escluderei uno sgangherato attivista con competenze informatiche pressocché nulle. Di certo, se fosse ordinato da un giudice, la polizia postale potrebbe individuare l'autore, visto che ha usato libero.it senza nemmeno usare tor e lasciando header smtp come ``` X-Mailer: Open-Xchange Mailer v7.10.6-Rev78 X-Originating-IP: 151.35.181.48 X-Originating-Client: open-xchange-appsuite ``` Ovvero un indirizzo IP di Roma gestito da Wind 3 <https://ipinfo.io/151.35.181.48> Boh! Giacomo Il 22 Luglio 2025 05:22:09 UTC, Stefano Borroni Barale <s.barale@erentil.net> ha scritto:
Commento: un link di Google Drive è attualmente la cosa più malevola che riesco a immaginare, considerato che è la tecnologia offerta a Israele per il suo Project Nimbus. Si aggiungano le immagini create con l'Ai violentando il lavoro dello Studio Ghibli e se volevano evitare di essere letti hanno fatto Bingo.
Inviato da Proton Mail Android
-------- Messaggio originale -------- 21/07/25 20:26, Marco Fioretti ha scritto:
Tutti quelli che sanno di che sto parlando mettano il dito qua sotto, perche' son sicuro di non averlo ricevuto solo io fra gli iscritti a questa lista.
E se qualcuno che ha seguito la questione da vicino ha gia' avuto tempo di leggerlo, grazie in anticipo per un commento.
Marco
On mar, 2025-07-22 at 06:10 +0000, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
in effetti non credo che l'autore sia un frequentatore assiduo di questa lista ... Di certo, se fosse ordinato da un giudice, la polizia postale potrebbe individuare l'autore, visto che ha usato libero.it senza nemmeno usare tor e lasciando header smtp come
``` X-Mailer: Open-Xchange Mailer v7.10.6-Rev78 X-Originating-IP: 151.35.181.48 X-Originating-Client: open-xchange-appsuite ``` Ovvero un indirizzo IP di Roma gestito da Wind 3 <https://ipinfo.io/151.35.181.48>
Ha usato tecniche varie di anonimizzazione, quali modifiche al file pdf, uso di email creata ad hoc; mi meraviglierei se avesse inviato da un IP a lui riconducibile. Il profilo corrisponde ad una persona metodica e che mira alla semplicità L'eventuale indagine informatica non sarebbe banale. Un metodo ibrido, magari usando la stilometria (di testo disponibile ce ne è parecchio), partendo dai social potrebbe essere ben più efficace. Ma vi interessa davvero sapere chi è? Semmai il perché dell'iniziativa potrebbe essere meritevole di discussione. FWIW. Marco
Chiedo scusa ma questa corrispondenza carbonara, rispetto a chi non ha ricevuto nulla, francamente molto poco interessante e molto poco attinente a questa lista, almeno prima facie dl Il giorno mar 22 lug 2025 alle ore 08:49 Marco A. Calamari < marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
On mar, 2025-07-22 at 06:10 +0000, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
in effetti non credo che l'autore sia un frequentatore assiduo di questa lista
...
Di certo, se fosse ordinato da un giudice, la polizia postale potrebbe individuare l'autore, visto che ha usato libero.it senza nemmeno usare tor e lasciando header smtp come
``` X-Mailer: Open-Xchange Mailer v7.10.6-Rev78 X-Originating-IP: 151.35.181.48 X-Originating-Client: open-xchange-appsuite ``` Ovvero un indirizzo IP di Roma gestito da Wind 3 < https://ipinfo.io/151.35.181.48>
Ha usato tecniche varie di anonimizzazione, quali modifiche al file pdf, uso di email creata ad hoc; mi meraviglierei se avesse inviato da un IP a lui riconducibile.
Il profilo corrisponde ad una persona metodica e che mira alla semplicità
L'eventuale indagine informatica non sarebbe banale.
Un metodo ibrido, magari usando la stilometria (di testo disponibile ce ne è parecchio), partendo dai social potrebbe essere ben più efficace.
Ma vi interessa davvero sapere chi è? Semmai il perché dell'iniziativa potrebbe essere meritevole di discussione.
FWIW. Marco
-- _________________________ don Luca Peyron Pastorale Universitaria - Apostolato Digitale Arcidiocesi di Torino www.universitari.to.it via XX settembre 83, Torino tel. 011 5156239
Concordo. Non solo è stato inviato solo ad alcuni degli iscritti in lista, e non a tutti, ma è anche un testo anonimo. Tra l'altro che pena provare a usare il prestigio e l'autorevolezza di Stefano Rodotà per provare a dare peso all'operazione... Direi di non curarcene e di passare oltre. juan carlos On 22/07/25 09:03, don Luca Peyron wrote:
Chiedo scusa ma questa corrispondenza carbonara, rispetto a chi non ha ricevuto nulla, francamente molto poco interessante e molto poco attinente a questa lista, almeno prima facie
dl
Il giorno mar 22 lug 2025 alle ore 08:49 Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
On mar, 2025-07-22 at 06:10 +0000, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
in effetti non credo che l'autore sia un frequentatore assiduo di questa lista
...
Di certo, se fosse ordinato da un giudice, la polizia postale potrebbe individuare l'autore, visto che ha usato libero.it <http://libero.it> senza nemmeno usare tor e lasciando header smtp come
``` X-Mailer: Open-Xchange Mailer v7.10.6-Rev78 X-Originating-IP: 151.35.181.48 X-Originating-Client: open-xchange-appsuite ``` Ovvero un indirizzo IP di Roma gestito da Wind 3 <https://ipinfo.io/151.35.181.48>
Ha usato tecniche varie di anonimizzazione, quali modifiche al file pdf, uso di email creata ad hoc; mi meraviglierei se avesse inviato da un IP a lui riconducibile.
Il profilo corrisponde ad una persona metodica e che mira alla semplicità
L'eventuale indagine informatica non sarebbe banale.
Un metodo ibrido, magari usando la stilometria (di testo disponibile ce ne è parecchio), partendo dai social potrebbe essere ben più efficace.
Ma vi interessa davvero sapere chi è? Semmai il perché dell'iniziativa potrebbe essere meritevole di discussione.
FWIW. Marco
-- _________________________ don Luca Peyron Pastorale Universitaria - Apostolato Digitale Arcidiocesi di Torino www.universitari.to.it <http://www.universitari.to.it> via XX settembre 83, Torino tel. 011 5156239
On mar, 2025-07-22 at 09:31 +0200, J.C. DE MARTIN wrote:
Concordo.
Non solo è stato inviato solo ad alcuni degli iscritti in lista, e non a tutti, ma è anche un testo anonimo. Tra l'altro che pena provare a usare il prestigio e l'autorevolezza di Stefano Rodotà per provare a dare peso all'operazione...
Direi di non curarcene e di passare oltre.
juan carlos
Il fatto che un componente del Garante venga attaccato in maniera pubblica mi sembra abbia una rilevanza generale. Il problema è appunto che diffondere il documento in lista amplierebbe la diffusione dello stesso, per cui lo vedrei inopportuno. Decidete se, date le abitudini della lista, l'argomento merita di essere discusso in questo modo "asimmetrico" e non paritario. Io personalmente sarei favorevole.
On 22/07/25 09:03, don Luca Peyron wrote:
Chiedo scusa ma questa corrispondenza carbonara, rispetto a chi non ha ricevuto nulla, francamente molto poco interessante e molto poco attinente a questa lista, almeno prima facie
dl
Il giorno mar 22 lug 2025 alle ore 08:49 Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
On mar, 2025-07-22 at 06:10 +0000, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
in effetti non credo che l'autore sia un frequentatore assiduo di questa lista
...
Di certo, se fosse ordinato da un giudice, la polizia postale potrebbe individuare
l'autore, visto che ha usato libero.it senza
nemmeno usare tor e lasciando header
smtp come
```
X-Mailer: Open-Xchange Mailer v7.10.6-Rev78
X-Originating-IP: 151.35.181.48
X-Originating-Client: open-xchange-appsuite
```
Ovvero un indirizzo IP di Roma gestito da Wind 3 <https://ipinfo.io/151.35.181.48>
Ha usato tecniche varie di anonimizzazione, quali modifiche al file pdf, uso di email creata ad hoc;
mi meraviglierei se avesse inviato da un IP a lui riconducibile.
Il profilo corrisponde ad una persona metodica e che mira alla semplicità
L'eventuale indagine informatica non sarebbe banale.
Un metodo ibrido, magari usando la stilometria (di testo disponibile ce ne è parecchio),
partendo dai social potrebbe essere ben più efficace.
Ma vi interessa davvero sapere chi è?
Semmai il perché dell'iniziativa potrebbe essere meritevole di discussione.
FWIW. Marco
--
_________________________ don Luca Peyron Pastorale Universitaria - Apostolato Digitale
Arcidiocesi di Torino
www.universitari.to.it via XX settembre 83, Torino tel. 011 5156239
Beh, "pubblica" non direi: è un attacco anonimo inviato via email a un certo numero di persone, non sappiamo quante. E non con un email unica, ma - almeno in alcuni casi - con email personalizzate. La critica è perfettamente legittima, anzi, in democrazia è salutare. Ma le modalità che si adoperano non sono ininfluenti. juan carlos On 22/07/25 09:51, Marco A. Calamari wrote:
On mar, 2025-07-22 at 09:31 +0200, J.C. DE MARTIN wrote:
Concordo.
Non solo è stato inviato solo ad alcuni degli iscritti in lista, e non a tutti, ma è anche un testo anonimo. Tra l'altro che pena provare a usare il prestigio e l'autorevolezza di Stefano Rodotà per provare a dare peso all'operazione...
Direi di non curarcene e di passare oltre.
juan carlos
Il fatto che un componente del Garante venga attaccato in maniera pubblica mi sembra abbia una rilevanza generale. Il problema è appunto che diffondere il documento in lista amplierebbe la diffusione dello stesso, per cui lo vedrei inopportuno.
Decidete se, date le abitudini della lista, l'argomento merita di essere discusso in questo modo "asimmetrico" e non paritario. Io personalmente sarei favorevole.
On 22/07/25 09:03, don Luca Peyron wrote:
Chiedo scusa ma questa corrispondenza carbonara, rispetto a chi non ha ricevuto nulla, francamente molto poco interessante e molto poco attinente a questa lista, almeno prima facie
dl
Il giorno mar 22 lug 2025 alle ore 08:49 Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
On mar, 2025-07-22 at 06:10 +0000, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
in effetti non credo che l'autore sia un frequentatore assiduo di questa lista ...
Di certo, se fosse ordinato da un giudice, la polizia postale potrebbe individuare l'autore, visto che ha usato libero.it <http://libero.it> senza nemmeno usare tor e lasciando header smtp come
``` X-Mailer: Open-Xchange Mailer v7.10.6-Rev78 X-Originating-IP: 151.35.181.48 X-Originating-Client: open-xchange-appsuite ``` Ovvero un indirizzo IP di Roma gestito da Wind 3 <https://ipinfo.io/151.35.181.48>
Ha usato tecniche varie di anonimizzazione, quali modifiche al file pdf, uso di email creata ad hoc; mi meraviglierei se avesse inviato da un IP a lui riconducibile.
Il profilo corrisponde ad una persona metodica e che mira alla semplicità
L'eventuale indagine informatica non sarebbe banale.
Un metodo ibrido, magari usando la stilometria (di testo disponibile ce ne è parecchio), partendo dai social potrebbe essere ben più efficace.
Ma vi interessa davvero sapere chi è? Semmai il perché dell'iniziativa potrebbe essere meritevole di discussione.
FWIW. Marco
-- _________________________ don Luca Peyron Pastorale Universitaria - Apostolato Digitale Arcidiocesi di Torino www.universitari.to.it <http://www.universitari.to.it> via XX settembre 83, Torino tel. 011 5156239
Buongiorno Guido, Buongiorno lista. Grazie infinite a Guido per la disponiblità al confronto. Io sono uno di quelli che ha ricevuto il messaggio in oggetto col link al documento «Garantismi o personalismi? Il Garante Privacy tra conflitti di interesse, violazioni del codice etico e sgrammaticature istituzionali». Considerato l'indirizzo a cui lo ricevo sono sicuro al 99.9% che è stato preso dalla ML di Nexa, forse selezionato "a mano" tra coloro che hanno espresso critiche in lista relative alla mancata applicazione del GDPR, almeno quella _percepita_... ma questa è pura speculazione. A Guido e al Garante Privacy: il documento è comunque circolato, anche se in questa forma inopportuna, mi permetto sommessamente di suggerire di valutare se non è il caso di "prendere il toro per le corna" e pubblicarlo voi ufficialmente, rispondendo nel merito di ciascuna critica ed eventualmente anche alle diffamazioni. On Thu, Jul 24 2025, guido scorza wrote: [...]
Ho troppo rispetto per le discussioni che si affrontano qui per leggerne una relativa a una vicenda che mi ha, mio malgrado, per involontario protagonista e restare in silenzio, fingendo di non esserci.
Per quello che conta condivido questa scelta, fingere di non esserci e che questa vicenda (del documento fatto "trapelare" in questo modo così poco trasparente) sarebbe controproducente, specialmente ora che la notizia (non il documento) è _pubblica_ [1]
Non posso – perché evidentemente di parte – e non voglio entrare nel merito della discussione in corso sull’opportunità di far circolare o meno in lista il documento.
Non ho letto l'intero documento ma a prima vista credo che per il contenuto non sia decisamente il caso di condividerlo in lista "as is", almeno in questo momento, almeno non filtrato ...e comunque 23MB di PDF sono troppi per una email e mi auguro che le impostazioni della lista non permettano allegati così "pesanti" :-) [...]
Nella dimensione pubblica, fuori da qui, ho scelto di non commentare il documento
[...]
Le ragioni alla base di questa scelta sono tante e, tra queste, certamente il fatto che una parte di me rifiuta culturalmente l’idea di commentare l’opinione di un collega o di un paio di colleghi che, pur conoscendomi benissimo, non solo e non tanto scelgono di criticarmi e, in alcuni passaggi, credo, diffamarmi (ma non tocca a me dirlo) in forma pseudonima
Senza entrare nel merito del contenuto (che NON è secondario ma non discutibile qui per ovvie ragioni), credo che il _metodo_ scelto (stile carbonaro) sia già molto significativo e giustificato dall'autore/autori così: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] per queste cose ci sono i giornalisti e che non è certo un ex Garante a dover far luce su queste cose. Mi confidano che di giornalisti ne hanno contattati molti ma tutti si sono mostrati freddi verso l’iniziativa, un po’ perché con i tempi che corrono nessuna società editrice ha voglia di pestare i piedi a un’autorità che controlla i siti web e la diffusione di informazioni, un po’ perché tra gli attuali membri del collegio ci sono proprio due giornalisti che scrivono su varie testate dedicate a questi temi (e che quindi si troverebbero a loro volta in conflitto di interessi), un po’ forse perché in generale sono sempre più rari i giornalisti che hanno ben chiara la loro missione e che la portano avanti con decisione e passione. Mi dicono anche che alcuni giornalisti si sono sì mostrati interessati ma poi hanno derubricato la questione come mera questione di opportunità e dunque non meritevole di un’inchiesta. Come se il comportarsi costantemente in modo inopportuno e sgradevole da parte di un’autorità nazionale non fosse già di per sé qualcosa da mettere in luce e stigmatizzare agli occhi dei cittadini. Mi dicono infine che avevano provato a coinvolgere qualche attivista politico per provare ad avviare un’interrogazione parlamentare ma in effetti non credo sia uno strumento praticabile: l’interrogazione parlamentare andrebbe rivolta al Governo per chiedergli di intervenire, ma appunto queste autorità sono indipendenti e non sono sottoposte a quel tipo di controllo. Anzi, in realtà non c’è alcuna istituzione costituzionale che possa chiedere conto dell’operato dei membri del collegio (forse il Presidente della Repubblica, ma è un’ipotesi di pura fantasia). In sostanza, una volta nominati bisogna tendenzialmente tenerseli per sette anni; ecco perché vanno scelti con estrema cautela. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- In buona sostanza gli autori sostengono che non c'è "terreno fertile" per pubblicare e dibattere pubblicamente le cose che scrivono. [...]
In questo contesto, pertanto, ci tengo semplicemente a ribadire – per chi mi conosce credo sappia che questo è il mio modo di fare e di essere – che sono a disposizione di chiunque abbia ricevuto e letto il documento e abbia qualsivoglia genere di legittimo dubbio (a prescindere dalla forma e dalla natura pseudonima dello scritto) sul suo contenuto e sul mio agire in questi primi cinque anni al garante.
Grazie per la disponibilità! [...] Cordiali saluti, 380° [1] sempre che gli archivi di questa ML siano ancora disponibili, perché adesso https://nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa restituisce un bel errore 404; la lista è elencata qui: https://nexa.polito.it/get-involved/social-media-mailing-lists/ -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Caro Guido, Il 24 Luglio 2025 10:37:35 UTC, guido scorza ha scritto:
Ho troppo rispetto per le discussioni che si affrontano qui per leggerne una relativa a una vicenda che mi ha, mio malgrado, per involontario protagonista e restare in silenzio, fingendo di non esserci. [...]
[...] sono a disposizione di chiunque abbia ricevuto e letto il documento e abbia qualsivoglia genere di legittimo dubbio (a prescindere dalla forma e dalla natura pseudonima dello scritto) sul suo contenuto e sul mio agire in questi primi cinque anni al garante.
Chi crede mi contatti pure in privato e sarò felice di provare a sciogliere ogni eventuale dubbio.
Sai quanti ospedali e quante ASL usano GMail per comunicare dati medici e biomedici di pazienti perfettamente identificabili? Sai quante scuole cedono ormai da anni i dati personali di milioni di studenti a società come Google, che li usano dichiaratamente anche per "migliorare i propri servizi", fra cui la profilazione e la conseguente manipolazione commerciale e politica degli stessi? E vogliamo parlare dei partiti politici che subito prima delle elezioni trasferivano a Google (via Analytics) ogni visita effettuata da un elettore ai propri siti? Io posso rispondere a queste domande con un semplice script che analizzi il record MX del dominio email o le pagine web. È difficile credere che al GDPD non ci sia un informatico in grado di fare altrettanto. Ne consegue logicamente che questi trattamenti dei dati personali (per altro di categorie fragili come minori, malati o lavoratori) sono avvenuti ed avvengono con l'implicito assenso del GDPD stesso, che sembra molto impegnato... ad ignorarli (anche quando vengono segnalati). Se così non fosse, il GDPD avrebbe comunque potuto multare tutti i trasferimenti transatlantici avvenuti per anni in palese violazione del GDPR fra Schrems II e il "Privacy Shield 2.0", che tu mi insegni non costituire una sanatoria per i trasferimenti illeciti commessi dai titolari del trattamento in quegli anni. In questo modo l'Autorità avrebbe dimostrato che la protezione dei dati personali è un davvero un diritto esigibile e che l'Autorità preposta a proteggerlo serve a qualcosa. Ma anche solo UNA MAIL del Garante, ai dirigenti di ASL e scuole, sarebbe stata sufficiente ad interrompere la maggioranza di quei trattamenti illeciti. E lo sarebbe anche adesso. È su queste "inazioni" dell'Autorità GARANTE per la PROTEZIONE dei Dati Personali che vorremmo sentirti rispondere pubblicamente. Non su un ridicolo pdf inviato ad una mailing list. Giacomo
On 22/07/2025 09:51, Marco A. Calamari wrote:
Il fatto che un componente del Garante venga attaccato in maniera pubblica mi sembra abbia una rilevanza generale. Il problema è appunto che diffondere il documento in lista amplierebbe la diffusione dello stesso, per cui lo vedrei inopportuno.
Decidete se, date le abitudini della lista, l'argomento merita di essere discusso in questo modo "asimmetrico" e non paritario. Io personalmente sarei favorevole.
+1 p.s. ho ricevuto anche io la mail da "rodotà" -- Andrea Trentini ⠠⠵ - http://atrent.it - public key ID: 0xA7A91E3B - Dip.to di Informatica - Università degli Studi di Milano Cittadinanza Digitale e Tecnocivismo - https://www.ledizioni.it/prodotto/cittadinanza-digitale-tecnocivismo - https://edizionithemis.it/catalogo/digitale-e-societa/dal-tecnocivismo-alla-... Sistemi Embedded - https://www.ledizioni.it/prodotto/a-carraturo-a-trentini-sistemi-embedded-te...
io non ho ricevuto nulla. quello di una narrazione che prende un grande del passato per portarlo a parlare del presente e a bacchettarlo è un espediente letterario noto. Rodotà mi piace ricordarlo, tra tante cose che disse e che fece, per Il diritto di avere diritti (Laterza, 2019) con dentro un capitolo su Il diritto alla verità. Maurizio Il 22/07/25 09:31, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Concordo.
Non solo è stato inviato solo ad alcuni degli iscritti in lista, e non a tutti, ma è anche un testo anonimo. Tra l'altro che pena provare a usare il prestigio e l'autorevolezza di Stefano Rodotà per provare a dare peso all'operazione...
Direi di non curarcene e di passare oltre.
juan carlos
On 22/07/25 09:03, don Luca Peyron wrote:
Chiedo scusa ma questa corrispondenza carbonara, rispetto a chi non ha ricevuto nulla, francamente molto poco interessante e molto poco attinente a questa lista, almeno prima facie
dl
Il giorno mar 22 lug 2025 alle ore 08:49 Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
On mar, 2025-07-22 at 06:10 +0000, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
in effetti non credo che l'autore sia un frequentatore assiduo di questa lista
...
Di certo, se fosse ordinato da un giudice, la polizia postale potrebbe individuare l'autore, visto che ha usato libero.it <http://libero.it> senza nemmeno usare tor e lasciando header smtp come
``` X-Mailer: Open-Xchange Mailer v7.10.6-Rev78 X-Originating-IP: 151.35.181.48 X-Originating-Client: open-xchange-appsuite ``` Ovvero un indirizzo IP di Roma gestito da Wind 3 <https://ipinfo.io/151.35.181.48>
Ha usato tecniche varie di anonimizzazione, quali modifiche al file pdf, uso di email creata ad hoc; mi meraviglierei se avesse inviato da un IP a lui riconducibile.
Il profilo corrisponde ad una persona metodica e che mira alla semplicità
L'eventuale indagine informatica non sarebbe banale.
Un metodo ibrido, magari usando la stilometria (di testo disponibile ce ne è parecchio), partendo dai social potrebbe essere ben più efficace.
Ma vi interessa davvero sapere chi è? Semmai il perché dell'iniziativa potrebbe essere meritevole di discussione.
FWIW. Marco
-- _________________________ don Luca Peyron Pastorale Universitaria - Apostolato Digitale Arcidiocesi di Torino www.universitari.to.it <http://www.universitari.to.it> via XX settembre 83, Torino tel. 011 5156239
------------------------------------------------------------------------ tout est et n'est rien motto dei conti di challant ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana Università del Piemonte Orientale Dipartimento di Studi Umanistici Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
Scusa Don Luca, in effetti dopo aver letto il thread in lista avevo assunto che il mittente avesse scritto individualmente a tutti gli iscritti in Bcc Se tu non hai ricevuto nulla, significa che il mittente ha effettuato una selezione. Oppure ha trovato le nostre email da altra fonte e, incidentalmente, alcui dei destinatari sono iscritti anche a Nexa. Se sia off-topic, non saprei dirlo. Si tratta di un documento il cui autore si finge Stefano Rodotà evocato via Teams dal Purgatorio per richiamare l'attenzione sui conflitti d'interesse e i comportamenti inappropriati del collegio del Garante Privacy. È possibile che questo documento trapeli, pubblicato da uno dei destinatari. Personalmente non credo che lo diffonderei senza prima conoscere l'autore e le sue intenzioni. Giacomo Il 22 Luglio 2025 07:03:49 UTC, don Luca Peyron <dluca.universitari@gmail.com> ha scritto:
Chiedo scusa ma questa corrispondenza carbonara, rispetto a chi non ha ricevuto nulla, francamente molto poco interessante e molto poco attinente a questa lista, almeno prima facie
dl
Il giorno mar 22 lug 2025 alle ore 08:49 Marco A. Calamari < marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
On mar, 2025-07-22 at 06:10 +0000, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
in effetti non credo che l'autore sia un frequentatore assiduo di questa lista
...
Di certo, se fosse ordinato da un giudice, la polizia postale potrebbe individuare l'autore, visto che ha usato libero.it senza nemmeno usare tor e lasciando header smtp come
``` X-Mailer: Open-Xchange Mailer v7.10.6-Rev78 X-Originating-IP: 151.35.181.48 X-Originating-Client: open-xchange-appsuite ``` Ovvero un indirizzo IP di Roma gestito da Wind 3 < https://ipinfo.io/151.35.181.48>
Ha usato tecniche varie di anonimizzazione, quali modifiche al file pdf, uso di email creata ad hoc; mi meraviglierei se avesse inviato da un IP a lui riconducibile.
Il profilo corrisponde ad una persona metodica e che mira alla semplicità
L'eventuale indagine informatica non sarebbe banale.
Un metodo ibrido, magari usando la stilometria (di testo disponibile ce ne è parecchio), partendo dai social potrebbe essere ben più efficace.
Ma vi interessa davvero sapere chi è? Semmai il perché dell'iniziativa potrebbe essere meritevole di discussione.
FWIW. Marco
Ciao Giacomo, On Tue, Jul 22 2025, Giacomo Tesio wrote: [...]
Se tu non hai ricevuto nulla, significa che il mittente ha effettuato una selezione. Oppure ha trovato le nostre email da altra fonte e, incidentalmente, alcui dei destinatari sono iscritti anche a Nexa.
Escludo al 99.9% che l'autore abbia trovato il mio indirizzo email da altra fonte. Non ricordo se negli archivi della lista (ora irraggiungibili) le email dei mittenti sono "offuscate", nel caso lo fossero c'è la possibilità non troppo remota che il mittente di quella email (che potrebbe essere diverso dagli autorei del testo) sia iscritto a questa lista.
Se sia off-topic, non saprei dirlo.
Non credo proprio che la discussione in merito all'attività del Garante Privacy sia OT qui [...] Ciao, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Gli script-kiddie fanno spesso errori banali dovuti all'inesperienza e ad una comprensione superficiale dei protocolli di rete, per cui sì, scommetterei un caffé che quell'IP a quell'ora fosse riconducibile al mittente dell'email (non necessariamente anche all'autore del pdf che potrebbe essere altra persona o gruppo). Il 22 Luglio 2025 06:49:36 UTC, "Marco A. Calamari" <marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
Il profilo corrisponde ad una persona metodica e che mira alla semplicità
Se così fosse non avrebbe aggiunto immagini generate da "AI" totalmente inutili nel contesto.
L'eventuale indagine informatica non sarebbe banale.
Un metodo ibrido, magari usando la stilometria (di testo disponibile ce ne è parecchio), partendo dai social potrebbe essere ben più efficace.
Prima di affidarmi ad una complessa e costosa analisi stilometrica, io partirei dall'IP chiedendo a Wind 3 a chi fosse assegnato a quell'ora.
Ma vi interessa davvero sapere chi è?
A me no, dicevo solo che probabilmente sarebbe facile da individuare per la polizia postale.
Semmai il perché dell'iniziativa potrebbe essere meritevole di discussione.
Concordo: onestamente l'obiettivo mi sfugge completamente. In fondo sono tutte cose note... Tu hai qualche ipotesi da condividere? Giacomo
On Tue, Jul 22 2025, Giacomo Tesio wrote: [...]
Semmai il perché dell'iniziativa potrebbe essere meritevole di discussione.
Concordo: onestamente l'obiettivo mi sfugge completamente.
In fondo sono tutte cose note...
Note a te, Marco e altre *ine di persone in questa lista e altre *ine fuori. Già io ignoro gran parte delle discussioni attorno al GPDP [1], figuriamoci i "non addetti ai lavori" che non hanno la più pallida idea di cosa sia un DPO. Il dibattito pubblico sul rapporto tra software, internet e privacy è a dir poco deprimentte. [...] Ciao, 380° [1] non me ne vogliano i membri e i sostenitori del GPDP ma l'istituzione è decisamente troppo presa sul serio; dire che le aspettative nei confronti del GPDP sono illusorie è eufemistico. -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Buongiorno, 380°, ________________________________________ Da: nexa per conto di 380° via nexa
non me ne vogliano i membri e i sostenitori del GPDP ma l'istituzione è decisamente troppo presa sul serio; dire che le aspettative nei confronti del GPDP sono illusorie è eufemistico.
Quando un diritto è sistematicamente violato, le norme e le istituzioni che almeno in parte lo tutelino dovrebbero forse essere prese più sul serio, non meno (anche se capisco il senso della tua nota). E trovo eloquente il fatto che le prenda molto sul serio chi si sobbarca la fatica di lavorare per cancellarle. Ne ho scritto qui: GDPR could protect us from the AI Act. That's why it's under attack <https://zenodo.org/records/14002329> Un caro saluto, Daniela
Hai ragione Daniela. On Wed, 30 Jul 2025 09:27:22 +0000 Daniela Tafani wrote:
Quando un diritto è sistematicamente violato, le norme e le istituzioni che almeno in parte lo tutelino dovrebbero forse essere prese più sul serio, non meno
Ma come prendere sul serio un'Autorità GARANTE per la PROTEZIONE dei Dati Personali che chiude bellamente entrambi gli occhi davanti allo scempio di dati personali speciali in corso da anni in ospedali, ASL e scuole? Un'autorità "forte con i deboli e zerbino coi potenti"? L'unica opzione per prenderla sul serio che mi viene in mente è esigere che risponda delle proprie azioni e delle proprie "dimenticanze". Giacomo
Ciao, Giacomo, buongiorno, ci sono - e credo che ne condividiamo la valutazione - alcune questioni preliminari rispetto a un giudizio sulle scelte dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, perché ne condizionano la possibilità reale. Ne ricordo qui solo due: 1. Ci troviamo in un contesto dominato da monopoli: per riprendere una metafora di Louis Brandeis*, è cioè come se avessimo il cancro (la tendenza ad accrescersi indefinitamente è propria delle cellule tumorali, non di quelle sane); fuor di metafora, si tratta di monopoli costitutivi del complesso militare-digitale dell'impero in declino di cui siamo una provincia: la posizione del nostro paese rispetto a tali monopoli, e alla facoltà di sorveglianza, controllo e manipolazione loro concessa di fatto, coincide perciò automaticamente con la scelta geopolitica di fondo, a livello nazionale, tra sovranità e sudditanza coloniale. 2. Il GDPR ha alcuni difetti di fondo: far finta, ad esempio, che la necessità del consenso individuale possa proteggere il diritto alla privacy è come rendere lecito che io venda un rene per indigenza e disperazione, purché consenziente. La privacy è una questione pubblica, relativa alla forma di governo, non è mai una questione individuale. Il già ristretto spazio di azione lasciato con ciò all'Autorità garante richiede di fatto, tra gli altri, come sempre l'applicazione del diritto, un elemento che essa non controlla: il consenso e il sostegno pubblici alla sua azione. E qui torniamo al peso dei monopoli e alla cattura culturale resa possibile dal controllo degli strumenti di comunicazione pubblica e intermediazione scientifica: se l'Autorità garante interviene sospendendo Replika o ChatGPT e tutti coloro che con tale intervento essa prova a difendere reagiscono come se fossero stati offesi, anziché difesi - e recitano in coro le filastrocche sulla tecnologia che non si può fermare e su quant'è noiosa la privacy - vedi che la questione dei monopoli non è aggirabile. Per quel che può fare o può provare a fare, e considerato che chi l'attacca dall'alto ce l'ha in genere non con lei ma con i miei diritti, io resto convinta che l'Autorità garante dovrebbe essere rafforzata e sostenuta (ad esempio, da ultimo, contro i responsi astrologici Invalsi). Possibilmente, entro una concezione meno rinsecchita della privacy: senza il diritto a quella, come ha ricordato di recente Meredith Whittaker, non abbiamo nemmeno il diritto a innamorarci o a imparare qualcosa. Buona giornata, Daniela * Lo cito qui: <https://zenodo.org/records/15522002> ________________________________________ Da: nexa per conto di Giacomo Tesio Inviato: mercoledì 30 luglio 2025 15:53 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)" Hai ragione Daniela. On Wed, 30 Jul 2025 09:27:22 +0000 Daniela Tafani wrote:
Quando un diritto è sistematicamente violato, le norme e le istituzioni che almeno in parte lo tutelino dovrebbero forse essere prese più sul serio, non meno
Ma come prendere sul serio un'Autorità GARANTE per la PROTEZIONE dei Dati Personali che chiude bellamente entrambi gli occhi davanti allo scempio di dati personali speciali in corso da anni in ospedali, ASL e scuole? Un'autorità "forte con i deboli e zerbino coi potenti"? L'unica opzione per prenderla sul serio che mi viene in mente è esigere che risponda delle proprie azioni e delle proprie "dimenticanze". Giacomo
Cara Daniela, condivido, al 100% -- Benedetto Ponti, Ph.D. Professore Associato di Diritto amministrativo Dipartimento di Scienze Politiche<http://www.scipol.unipg.it/> Università degli studi di Perugia, via Pascoli 33 - 06123 Perugia Italy Tel 39-075-5852469 benedetto.ponti@unipg.it<mailto:benedetto.ponti@unipg.it> ________________________________ Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Daniela Tafani <daniela.tafani@unipi.it> Inviato: venerdì 1 agosto 2025 10:45 A: Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it>; nexa@server-nexa.polito.it <nexa@server-nexa.polito.it> Oggetto: [nexa] R: R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)" Ciao, Giacomo, buongiorno, ci sono - e credo che ne condividiamo la valutazione - alcune questioni preliminari rispetto a un giudizio sulle scelte dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, perché ne condizionano la possibilità reale. Ne ricordo qui solo due: 1. Ci troviamo in un contesto dominato da monopoli: per riprendere una metafora di Louis Brandeis*, è cioè come se avessimo il cancro (la tendenza ad accrescersi indefinitamente è propria delle cellule tumorali, non di quelle sane); fuor di metafora, si tratta di monopoli costitutivi del complesso militare-digitale dell'impero in declino di cui siamo una provincia: la posizione del nostro paese rispetto a tali monopoli, e alla facoltà di sorveglianza, controllo e manipolazione loro concessa di fatto, coincide perciò automaticamente con la scelta geopolitica di fondo, a livello nazionale, tra sovranità e sudditanza coloniale. 2. Il GDPR ha alcuni difetti di fondo: far finta, ad esempio, che la necessità del consenso individuale possa proteggere il diritto alla privacy è come rendere lecito che io venda un rene per indigenza e disperazione, purché consenziente. La privacy è una questione pubblica, relativa alla forma di governo, non è mai una questione individuale. Il già ristretto spazio di azione lasciato con ciò all'Autorità garante richiede di fatto, tra gli altri, come sempre l'applicazione del diritto, un elemento che essa non controlla: il consenso e il sostegno pubblici alla sua azione. E qui torniamo al peso dei monopoli e alla cattura culturale resa possibile dal controllo degli strumenti di comunicazione pubblica e intermediazione scientifica: se l'Autorità garante interviene sospendendo Replika o ChatGPT e tutti coloro che con tale intervento essa prova a difendere reagiscono come se fossero stati offesi, anziché difesi - e recitano in coro le filastrocche sulla tecnologia che non si può fermare e su quant'è noiosa la privacy - vedi che la questione dei monopoli non è aggirabile. Per quel che può fare o può provare a fare, e considerato che chi l'attacca dall'alto ce l'ha in genere non con lei ma con i miei diritti, io resto convinta che l'Autorità garante dovrebbe essere rafforzata e sostenuta (ad esempio, da ultimo, contro i responsi astrologici Invalsi). Possibilmente, entro una concezione meno rinsecchita della privacy: senza il diritto a quella, come ha ricordato di recente Meredith Whittaker, non abbiamo nemmeno il diritto a innamorarci o a imparare qualcosa. Buona giornata, Daniela * Lo cito qui: <https://zenodo.org/records/15522002> ________________________________________ Da: nexa per conto di Giacomo Tesio Inviato: mercoledì 30 luglio 2025 15:53 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)" Hai ragione Daniela. On Wed, 30 Jul 2025 09:27:22 +0000 Daniela Tafani wrote:
Quando un diritto è sistematicamente violato, le norme e le istituzioni che almeno in parte lo tutelino dovrebbero forse essere prese più sul serio, non meno
Ma come prendere sul serio un'Autorità GARANTE per la PROTEZIONE dei Dati Personali che chiude bellamente entrambi gli occhi davanti allo scempio di dati personali speciali in corso da anni in ospedali, ASL e scuole? Un'autorità "forte con i deboli e zerbino coi potenti"? L'unica opzione per prenderla sul serio che mi viene in mente è esigere che risponda delle proprie azioni e delle proprie "dimenticanze". Giacomo
Ciao Daniela, On Fri, 1 Aug 2025 08:45:01 +0000 Daniela Tafani wrote:
ci sono - e credo che ne condividiamo la valutazione - alcune questioni preliminari rispetto a un giudizio sulle scelte dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, perché ne condizionano la possibilità reale.
Condividiamo la valutazione dei problemi che hai elencato [1], non il fatto che questi problemi limitino in alcun modo la "possibilità reale" dell'azione del GDPD. Il GDPR gli fornisce strumenti potentissimi ed assoluta autonomia durante il mandato, per cui il Garante sta scegliendo autonomamente di non esercitarli ogni volta che la controparte include una Big Tech. Ripeto, basterebbe una mail del Garante per far interrompere subitaneamente trasferimenti e trattamenti notoriamente illeciti: https://ppc.land/microsoft-cant-protect-french-data-from-us-government-acces... Quanti dirigenti scolastici e ospedalieri la ignorerebbero rischiando sanzioni e provvedimenti disciplinari? E poi, se i membri del Collegio non ritengono di essere in grado di svolgere il proprio compito nell'Autorità GARANTE per la PROTEZIONE dei Dati Personali, possono dimettersi e lasciare fare ad altri. Se non lo fanno, hanno il dovere di rispondere pubblicamente delle proprie azioni e delle proprie inazioni. Essere responsabile, responsum abilem, significa proprio questo. Giacomo [1] seppure sul secondo problema si potrebbe discutere: il GDPR è molto più generale e complesso, per cui il consenso dell'interessato non è l'unica base giuridica disponibile per i trattamenti né è sempre indiscriminatamente applicabile.
Cara Daniela, On Fri, Aug 01 2025, Daniela Tafani wrote:
ci sono - e credo che ne condividiamo la valutazione - alcune questioni preliminari rispetto a un giudizio sulle scelte dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, perché ne condizionano la possibilità reale. Ne ricordo qui solo due:
(no, sono almeno 3 non almeno 2, perché devi contare anche "l'applicazione del diritto"... ouch!!!) Grazie, hai magistralmente esposto ciò che io ho polemicamente sintetizzato con "poverini, non è nemmeno colpa loro" [...]
Per quel che può fare o può provare a fare, e considerato che chi l'attacca dall'alto ce l'ha in genere non con lei ma con i miei diritti, io resto convinta che l'Autorità garante dovrebbe essere rafforzata e sostenuta (ad esempio, da ultimo, contro i responsi astrologici Invalsi).
Io invece resto convinto che di fronte fallimento di tale portata e ai reiterati attacchi al lavoro del "Garante", l'unica cosa seria da fare sarebbe una dimissione di massa, per evidenziare in modo _plateale_ la _plateale_ inefficacia dell'istituzione. Niente di personale, ovviamente. [...] Un caro saluto, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Buonasera Daniela, On Wed, Jul 30 2025, Daniela Tafani wrote:
Buongiorno, 380°,
Da: nexa per conto di 380° via nexa
non me ne vogliano i membri e i sostenitori del GPDP ma l'istituzione è decisamente troppo presa sul serio; dire che le aspettative nei confronti del GPDP sono illusorie è eufemistico.
Quando un diritto è sistematicamente violato, le norme e le istituzioni che almeno in parte lo tutelino dovrebbero forse essere prese più sul serio, non meno (anche se capisco il senso della tua nota).
Sì anche io capisco bene il senso della tua riflessione, ma: 1. ho completamente perso fiducia nelle istituzioni... e non è neanche colpa loro poverine, diciamo che è sempre più evidente che gli _squilibri_ di potere e la sovranità palesemente limitata rende il tutto un "gioco" pesantemente _truccato_ 2. siccome la violazione dei dati personali è _causata_ solo e _soltanto_ da carenze di tipo tecnico nel combinato disposto Internet+Software, la soluzione può essere solo _tecnica_, tipo https://www.gnunet.org/en/ Sono ripetitivo lo so, ma finché esisto... _insisto_ :-)
E trovo eloquente il fatto che le prenda molto sul serio chi si sobbarca la fatica di lavorare per cancellarle. Ne ho scritto qui:
GDPR could protect us from the AI Act. That's why it's under attack <https://zenodo.org/records/14002329>
Sì capisco, ma spero che sia chiaro anche a te, come lo è a me, che _se_ Internet fosse sostituita con una infrastruttura seria [1] _anche_ il problema dell'utilizzo dei dati per il «derivative of a surveillance business model» (bella definizione!) rappresentato dalla "AI" sarebbe _risolto_ in partenza. Cioè, lo dico in un altro modo: il GDPR e la GPDP sarebbero inutili. Non è un'iperbole. ...epperò i giuristi e tutto l'indotto, in questo specifico campo della giurisprudenza, sarebbero praticamente disoccupati [2] :-( ...epperò i nostri governanti (o meglio, i nostri amministratori) _vogliono_ il controllo totale su tutto ciò che fanno i suddit... ops, cittadini Ovviamente è sempre tutto solo per la nostra sicurezza e quella dei nostri figli, vero? Un caro saluto, 380° [1] https://secushare.org/img/stack-comparison.png [2] a meno che diventino giuristi in grado di analizzare il codice sorgente del software... che sarebbe davvero un lavoro _spettacolare_! -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Buonasera, 380°, ------------- Da: 380° Inviato: Giovedì, 31 Luglio, 2025 18:52
2. siccome la violazione dei dati personali è _causata_ solo e_soltanto_ da carenze di tipo tecnico nel combinato disposto Internet+Software, la soluzione può essere solo _tecnica_, tipo https://www.gnunet.org/en/
..epperò i nostri governanti (o meglio, i nostri amministratori) _vogliono_ il controllo totale su tutto ciò che fanno i suddit... ops, cittadini
Grazie, mi hai ricordato queste righe di Assange: "The universe believes in encryption. It is easier to encrypt information than it is to decrypt it. [....] In this way, people can oppose their will to that of a fully mobilized superpower and win. Encryption is an embodiment of the laws of physics, and it does not listen to the bluster of states, even transnational surveillance dystopias. It isn’t obvious that the world had to work this way. But somehow the universe smiles on encryption. Cryptography is the ultimate form of non-violent direct action."* Donde l'attuale instancabile attacco alla crittografia e il rovesciamento del motto "Privacy for the weak, transparency for the powerful". Buona serata, Daniela * Assange, J., Appelbaum, J., Müller-Maguhn, A., & Zimmermann, J. (2012). Cypherpunks: Freedom and the future of the internet. New York: OR Books.
Buongiorno Daniela, vedo che ci siamo capiti perfettamente in merito a "il problema tecnico deve essere risolto _tecnicamente_" :-) On Thu, Jul 31 2025, Daniela Tafani wrote: [...] grazie infinite, mi ero proprio perso questa perla [1]!
In this way, people can oppose their will to that of a fully mobilized superpower and win.
Esatto: encryption = free will.
Encryption is an embodiment of the laws of physics,
Questo brano citato sopra è letteralmente un capolavoro! Ancora meglio direi "encryption is a _manifestation_ of the law of physics", specificamente della fisica quantistica, implementata come meglio possiamo oggi attraverso il software. [...]
It isn’t obvious that the world had to work this way. But somehow the universe smiles on encryption.
Sì, è davvero così: _letteralmente_ :-) Saluti, 380° [...] [1] https://ia800208.us.archive.org/12/items/JulianAssangeCypherpunks/Julian%20A...
Assange, J., Appelbaum, J., Müller-Maguhn, A., & Zimmermann, J. (2012). Cypherpunks: Freedom and the future of the internet. New York: OR Books. -- 380° (lost in /traslation/)
«Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Mi pare che le cose interessanti siano state tutte elencate nel messaggio di Giacomo. A me interesserebbe vedere qualche seria iniziativa autogestita contro i problemi da lui citati e, soprattutto, contro i meccanismi citati nel rapporto Albanese. Sottolineo autogestiti perché Il resto mi pare wishful thinking, visto l'andazzo del potere "democratico" in UE e della democratura che domina gli USA. Stefano Inviato da Proton Mail Android -------- Messaggio originale -------- 22/07/25 08:49, Marco A. Calamari ha scritto:
On mar, 2025-07-22 at 06:10 +0000, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
in effetti non credo che l'autore sia un frequentatore assiduo di questa lista
...
Di certo, se fosse ordinato da un giudice, la polizia postale potrebbe individuare l'autore, visto che ha usato libero.it senza nemmeno usare tor e lasciando header smtp come
``` X-Mailer: Open-Xchange Mailer v7.10.6-Rev78 X-Originating-IP: 151.35.181.48 X-Originating-Client: open-xchange-appsuite ``` Ovvero un indirizzo IP di Roma gestito da Wind 3 <https://ipinfo.io/151.35.181.48>
Ha usato tecniche varie di anonimizzazione, quali modifiche al file pdf, uso di email creata ad hoc; mi meraviglierei se avesse inviato da un IP a lui riconducibile.
Il profilo corrisponde ad una persona metodica e che mira alla semplicità
L'eventuale indagine informatica non sarebbe banale.
Un metodo ibrido, magari usando la stilometria (di testo disponibile ce ne è parecchio), partendo dai social potrebbe essere ben più efficace.
Ma vi interessa davvero sapere chi è? Semmai il perché dell'iniziativa potrebbe essere meritevole di discussione.
FWIW. Marco
Buongiorno Stefano, On Tue, Jul 22 2025, Stefano Borroni Barale wrote:
Mi pare che le cose interessanti siano state tutte elencate nel messaggio di Giacomo. A me interesserebbe vedere qualche seria iniziativa autogestita contro i problemi da lui citati e, soprattutto, contro i meccanismi citati nel rapporto Albanese.
Non ho letto il "rapporto Albanese": per favore potresti solo accennare a quali meccanismi ti riferisci e se questi meccanismi centrano con la privacy?
Sottolineo autogestiti perché Il resto mi pare wishful thinking, visto l'andazzo del potere "democratico" in UE e della democratura che domina gli USA.
Quindi un problema /istituzionale/ esiste, giusto? Quindi in quel problema sono inclusi anche in mezzi di informazione, giusto? [...] Saluti, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
On Tue, Jul 22, 2025 05:22:09 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
Commento: un link di Google Drive è attualmente la cosa più malevola che riesco a immaginare, considerato che è la tecnologia offerta a Israele per il suo Project Nimbus. Si aggiungano le immagini create con l'Ai violentando il lavoro dello Studio Ghibli e se volevano evitare di essere letti hanno fatto Bingo.
**QUESTI** sono motivi per non leggere un documento? Quindi, per dire, se un giornalista o simili ricevesse rivelazioni sul caso Milano con gli stessi sistemi, dovrebbe ignorarle perche' via Google Drive e contenenti immagini farlocche? Io boh... Tornando al tema principale: per chi non ha ricevuto il link si tratta, riassumendo quanto gia' detto qui da altri, di un documento in cui qualcuno: 1) fingendo di essere Stefano Rodota'... 2) cioe' usando il "noto espediente letterario di prendere un grande del passato per portarlo a parlare del presente e a bacchettarlo"... 3) richiama l'attenzione sui conflitti d'interesse e i comportamenti inappropriati del collegio del Garante Privacy. 4) con intenzioni tutte da chiarire, per cui ci si chiede se "diffondere il documento in lista amplierebbe la diffusione dello stesso, cosa forse inopportuna" A me personalmente il punto 2 piu' che penoso pare meta' divertente meta' irrilevante. Il punto 4 e' piu' sostanziale. Personalmente, aggiungo solo questo: a) sono sicuro che se e' arrivato a uno come me e' arrivato anche a (relativamente) tantissima altra gente prima di me b) se una cosa e' sia vera che importante, NON dico illegale!, ha senso ignorarla SOLO perche' e' emersa anonimamente, o motivi imbarazzanti tipo lo stare su Google Drive o immagini plagiate? Secondo me no. c) ma personalmente non ne so abbastanza per giudicare sia la verita' che l'importanza dei comportamenti criticati al collegio (e finora mi pare di non essere il solo), quindi passo la palla a chi puo' farlo Marco
-Io non faccio il giornalista: sono un docente universitario, e quindi valuto le situazioni e mi comporto di conseguenza. Se qualcuno in lista fa di mestiere il giornalista, faccia pure le sue valutazioni. -Il valore, l'efficacia e il buon gusto dei noti espedienti letterari sta tutto in chi li impiega, come li impiega e per quali fini li impiega. -Avendo conosciuto e frequentato Stefano Rodotà confermo il mio "penoso", che naturalmente vale solo per me... non pretendo mica di imporlo agli altri, per i quali può benissimo essere "divertente" o "irrilevante". Basta si rispetti il fatto che io invece lo trovo "penoso". juan carlos On 22/07/25 16:42, M. Fioretti wrote:
On Tue, Jul 22, 2025 05:22:09 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
Commento: un link di Google Drive è attualmente la cosa più malevola che riesco a immaginare, considerato che è la tecnologia offerta a Israele per il suo Project Nimbus. Si aggiungano le immagini create con l'Ai violentando il lavoro dello Studio Ghibli e se volevano evitare di essere letti hanno fatto Bingo. **QUESTI** sono motivi per non leggere un documento? Quindi, per dire, se un giornalista o simili ricevesse rivelazioni sul caso Milano con gli stessi sistemi, dovrebbe ignorarle perche' via Google Drive e contenenti immagini farlocche? Io boh...
Tornando al tema principale: per chi non ha ricevuto il link si tratta, riassumendo quanto gia' detto qui da altri, di un documento in cui qualcuno:
1) fingendo di essere Stefano Rodota'...
2) cioe' usando il "noto espediente letterario di prendere un grande del passato per portarlo a parlare del presente e a bacchettarlo"...
3) richiama l'attenzione sui conflitti d'interesse e i comportamenti inappropriati del collegio del Garante Privacy.
4) con intenzioni tutte da chiarire, per cui ci si chiede se "diffondere il documento in lista amplierebbe la diffusione dello stesso, cosa forse inopportuna"
A me personalmente il punto 2 piu' che penoso pare meta' divertente meta' irrilevante. Il punto 4 e' piu' sostanziale.
Personalmente, aggiungo solo questo:
a) sono sicuro che se e' arrivato a uno come me e' arrivato anche a (relativamente) tantissima altra gente prima di me
b) se una cosa e' sia vera che importante, NON dico illegale!, ha senso ignorarla SOLO perche' e' emersa anonimamente, o motivi imbarazzanti tipo lo stare su Google Drive o immagini plagiate? Secondo me no.
c) ma personalmente non ne so abbastanza per giudicare sia la verita' che l'importanza dei comportamenti criticati al collegio (e finora mi pare di non essere il solo), quindi passo la palla a chi puo' farlo
Marco
On Tue, Jul 22, 2025 16:55:28 PM +0200, J.C. DE MARTIN wrote: (invertendo l'ordine dei paragrafi, solo per cercare di spiegarmi meglio)
-Avendo conosciuto e frequentato Stefano Rodotà confermo il mio "penoso", che naturalmente vale solo per me... non pretendo mica di imporlo agli altri, per i quali può benissimo essere "divertente" o "irrilevante". Basta si rispetti il fatto che io invece lo trovo "penoso".
Io sono meno coinvolto perche' Rodota' l'ho incontrato di persona solo una volta, a un incontro in cui parlavamo entrambi, e ci ho scambiato poche parole quando dopo i nostri interventi ci siamo ritrovati per caso seduti accanto, ma l'ho sempre ammirato moltissimo, e non intendevo certo sminuire chi ha avuto la fortuna di conoscerlo meglio. Detto questo, continuo a essere perplesso su questa parte del discorso:
-Il valore, l'efficacia e il buon gusto dei noti espedienti letterari sta tutto in chi li impiega, come li impiega e per quali fini li impiega.
Se Tizio fa qualcosa di poco corretto IN PUBBLICO, lasciandone prove pubbliche, e Caio invita in una lettera anonima a esaminare quelle prove pubbliche... Caio sara' un vile puzzone, concordo, ma le prove vanno ignorate o no? Detto questo, visto che sto cominciando a ripetermi e che delle pratiche dell'attuale Garante in quanto tali non mi interessa piu' di tanto (altrimenti quel documento me lo sarei studiato a fondo per decidere se farne un post mio, invece di chiedere qui), mi taccio. Marco
Inviato con la posta elettronica sicura Proton Mail. martedì 22 luglio 2025 16:42, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Tue, Jul 22, 2025 05:22:09 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
Commento: un link di Google Drive è attualmente la cosa più malevola che riesco a immaginare, considerato che è la tecnologia offerta a Israele per il suo Project Nimbus. Si aggiungano le immagini create con l'Ai violentando il lavoro dello Studio Ghibli e se volevano evitare di essere letti hanno fatto Bingo.
QUESTI sono motivi per non leggere un documento?
Provo a spiegarlo in maniera distesa e non criptica. Io credo fermamente nell'idea che "il mezzo è il fine" (M. Gandhi). Ci sono infiniti esempi a conferma di questa controintuitiva verità, ma forse la vecchia battuta "fighting for peace is like f**king for virginity" rende più rapidamente l'idea di dove stia il problema, senza farla troppo lunga. Un personaggio anonimo che si presenta con un documento che più che un attacco politico è un'accozzaglia di gossip (peraltro da verificare e contenente GenAi), non mi fa venire alcuna voglia di leggere. A me interesserebbe invece che qualcuno applicasse il "metodo Albanese" e scrivesse un rapporto che spiega quali sono i flussi di denaro e gli interessi (con nomi, cognomi e numeri di telefono delle imprese), che fanno si che il GDPR, di fatto, sia lettera morta in TUTTA l'UE. Lo stesso per tutti i tristi e patetici tentativi che abbiamo fatto di darci delle regole diverse dagli USA. Tristi e patetici come i figuri che si sono genuflessi di fronte all' "amico" americano a Brussels pochi giorni fa, consegnando le chiavi del governo dell'UE alle Big Tech. Detto altrimenti: non importa chi sia il funzionario, è l' enforcement dei R.E. che fa acqua da tutte le parti, e la puzza di marcio supera di gran lunga quella della Danimarca di Amleto. Ovviamente ho una mia idea al proposito, ma raccogliere i dati, unire i punti e ricostruire i flussi è un lavoraccio. E, come abbiamo visto, non ti procura molte amicizie. Per questo, secondo me, non è interessante quel documento. Ma ovviamente è una mia personalissima idea. Stefano
Mi auto-correggo. Il concerto è pressoché quello, ma la forma differisce in maniera importante. Ovviamente l'originale è assai migliore (dannata fretta): "Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra il mezzo e il fine vi è appunto la stessa inviolabile relazione che vi è tra il seme e l'albero' Stefano Inviato da Proton Mail Android -------- Messaggio originale -------- 01/08/25 08:00, Stefano Borroni Barale <s.barale@erentil.net> ha scritto:
Inviato con la posta elettronica sicura Proton Mail.
martedì 22 luglio 2025 16:42, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Tue, Jul 22, 2025 05:22:09 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
Commento: un link di Google Drive è attualmente la cosa più malevola che riesco a immaginare, considerato che è la tecnologia offerta a Israele per il suo Project Nimbus. Si aggiungano le immagini create con l'Ai violentando il lavoro dello Studio Ghibli e se volevano evitare di essere letti hanno fatto Bingo.
QUESTI sono motivi per non leggere un documento?
Provo a spiegarlo in maniera distesa e non criptica. Io credo fermamente nell'idea che "il mezzo è il fine" (M. Gandhi).
Ci sono infiniti esempi a conferma di questa controintuitiva verità, ma forse la vecchia battuta "fighting for peace is like f**king for virginity" rende più rapidamente l'idea di dove stia il problema, senza farla troppo lunga.
Un personaggio anonimo che si presenta con un documento che più che un attacco politico è un'accozzaglia di gossip (peraltro da verificare e contenente GenAi), non mi fa venire alcuna voglia di leggere. A me interesserebbe invece che qualcuno applicasse il "metodo Albanese" e scrivesse un rapporto che spiega quali sono i flussi di denaro e gli interessi (con nomi, cognomi e numeri di telefono delle imprese), che fanno si che il GDPR, di fatto, sia lettera morta in TUTTA l'UE. Lo stesso per tutti i tristi e patetici tentativi che abbiamo fatto di darci delle regole diverse dagli USA. Tristi e patetici come i figuri che si sono genuflessi di fronte all' "amico" americano a Brussels pochi giorni fa, consegnando le chiavi del governo dell'UE alle Big Tech. Detto altrimenti: non importa chi sia il funzionario, è l' enforcement dei R.E. che fa acqua da tutte le parti, e la puzza di marcio supera di gran lunga quella della Danimarca di Amleto.
Ovviamente ho una mia idea al proposito, ma raccogliere i dati, unire i punti e ricostruire i flussi è un lavoraccio. E, come abbiamo visto, non ti procura molte amicizie. Per questo, secondo me, non è interessante quel documento. Ma ovviamente è una mia personalissima idea. Stefano
Caro Stefano, On Fri, 01 Aug 2025 07:11:15 +0000 Stefano Borroni Barale wrote:
"Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra il mezzo e il fine vi è appunto la stessa inviolabile relazione che vi è tra il seme e l'albero'
Prima che un seme sano possa essere piantato, forse è necessario un enorme incendio che distrugga tutte le piante malate che lo soffocherebbero prima che possa germogliare. La nonviolenza è un metodo vincente in uno Stato di Diritto, in cui TUTTI sono egualmente sottoposti alla Legge. In Italia (e ormai direi in Europa) il GARANTE per la PROTEZIONE dei Dati Personali si preoccupa solo di imporre una costosa "paper compliance" alle piccole aziende, giustificando gli stipendi dei propri dipendenti e dei vari Data PROTECTION Officer che, lungi dal proteggere i dati dei cittadini, aiutano chi ne viola i diritti a fingere di averlo fatto involontariamente. Ma non prova nemmeno ad applicare il GDPR alle BigTech e ai Titolari del trattamento che ne adottano i servizi anche in palese violazione di legge. Qualche volta gli abbaia contro, per ricordare a tutti di esistere, ma poi finisce SEMPRE a tarallucci e vino. Due anni fa ricordo un DPO di Milano che entrò nella chat di Monitora PA per "ringraziarci": in 6 mesi le nostre segnalazioni gli avevano già permesso di duplicare il fatturato annuale semplicemente tranquillizzando per iscritto i suoi clienti sul fatto che il Garante non avrebbe fatto nulla per far interrompere i trasferimenti illeciti verso gli USA come non aveva fatto nulla nei diversi anni da Schrems II. In assenza di uno stato di diritto, per quanto doloroso e pauroso sia ammetterlo, dovremmo forse iniziare a considerare l'ipotesi che qualsiasi approccio civile e nonviolento sia destinato a fallire. Giacomo
Buonasera, On Fri, Aug 01 2025, Giacomo Tesio wrote: [...]
In Italia (e ormai direi in Europa) il GARANTE per la PROTEZIONE dei Dati Personali si preoccupa solo di imporre una costosa "paper compliance" alle piccole aziende, giustificando gli stipendi dei propri dipendenti e dei vari Data PROTECTION Officer che, lungi dal proteggere i dati dei cittadini,
Ecco sì, perché a fronte del palese fallimento della protezione dei dati personali dei cittadini, l'altra faccia della medaglia è _questa_: imposizione puramente di carattere _burocratico_ (tanta carta, tanti neuroni sprecati e pochissimi risultati), i cui costi di mantenimento pesano _solo_ sulle PMI. Certo, attorno al GDPR s'è creata una proficua (?) nicchia di mercato che genera fatturato: ma il valore aggiunto qual'è?!? Per favore non stupitevi quindi del fastidio nei confronti di questa burocrazia :-) [...] Saluti, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
On Fri, Aug 01, 2025 06:00:02 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
martedì 22 luglio 2025 16:42, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Tue, Jul 22, 2025 05:22:09 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
Commento: un link di Google Drive è attualmente la cosa più malevola che riesco a immaginare, considerato che è la tecnologia offerta a Israele per il suo Project Nimbus. Si aggiungano le immagini create con l'Ai violentando il lavoro dello Studio Ghibli e se volevano evitare di essere letti hanno fatto Bingo.
QUESTI sono motivi per non leggere un documento?
Provo a spiegarlo in maniera distesa e non criptica...
Un personaggio anonimo che si presenta con un documento che più che un attacco politico è un'accozzaglia di gossip...
visto che insistete... Fermo la', e' proprio questo il punto. Se nemmeno ci PROVI a leggere qualcosa solo perche' a) sta su Drive, b) la copertina e' fatta con l'AI e c) il fatto di Nimbus (1), perche' questo e' cio' che hai scritto, come cavolo fai a sapere che se e' roba da Pulitzer o un'accozzaglia di gossip? Io proprio e SOLO questo dicevo. E comunque... (1) "**IO** non uso prodotti di XYZ perche' sono utilizzabili da gente che odio pure per fare cose brutte" puo' avere un senso, per chi puo' permettersi alternative.. Dire "io non tocco cose fatte coi prodotti XYZ da ALTRI" che magari ne ignorano completamente le nefandezze e/o non avevano altra scelta" e'... boh. Se ragioni cosi' finisci a non leggere mai nemmeno documenti prodotti con Microsoft Office o LibreOffice o con computer di chissa' quante marche, perche' pure quella e' tutta roba sicuramente utilizzata almeno una volta anche nel progetto Nimbus, e in chissa' quante altre porcate. Tu vivi cosi'? Ci riesci? Se uno scrive un documento su drive e te ne manda una versione PDF come allegato, lo leggi oppure prima chiedi se era stato generato con Google Drive? Ripeto, io solo questo dicevo. Sulla **SOSTANZA** del documento stanno finalmente scrivendo altri che hanno piu' competenza e tempo di me per farlo. Ma tutto questo tempo perso a indignarsi su Drive, immagini ed evocazione di Rodota', SICURAMENTE inutile e di cattivo gusto ma ininfluente sulla sostanza o mancanza della medesima, continua a farmi cascare le braccia. Marco
Buonasera Marco, On Fri, Aug 01 2025, M. Fioretti wrote: [...]
Sulla **SOSTANZA** del documento stanno finalmente scrivendo altri che hanno piu' competenza e tempo di me per farlo.
per favore hai link a qualcosa di già pubblicato o è ancora un WIP che tu sappia? Grazie, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
On Fri, Aug 01, 2025 18:48:25 PM +0200, 380° wrote:
Buonasera Marco,
On Fri, Aug 01 2025, M. Fioretti wrote:
[...]
Sulla **SOSTANZA** del documento stanno finalmente scrivendo altri che hanno piu' competenza e tempo di me per farlo.
per favore hai link a qualcosa di già pubblicato o è ancora un WIP che tu sappia?
Io finora ho visto questo e un altro paio di post su Matrice Digitale: https://www.matricedigitale.it/2025/07/25/garante-della-privacy-allattacco-c... e proprio oggi un commento specifico del "dossier" oggetto di questo thread sulla pagina FB di Simone Aliprandi e questo suo post uscito oggi in cui discute il tema generale senza citare il dossier: https://aliprandi.blogspot.com/2025/08/deriva-autoreferenziale-autorita-gara... Marco
On Fri, Aug 01 2025, M. Fioretti wrote:
On Fri, Aug 01, 2025 18:48:25 PM +0200, 380° wrote:
Buonasera Marco,
On Fri, Aug 01 2025, M. Fioretti wrote:
[...]
Sulla **SOSTANZA** del documento stanno finalmente scrivendo altri che hanno piu' competenza e tempo di me per farlo.
per favore hai link a qualcosa di già pubblicato o è ancora un WIP che tu sappia?
Io finora ho visto questo e un altro paio di post su Matrice Digitale:
https://www.matricedigitale.it/2025/07/25/garante-della-privacy-allattacco-c...
e proprio oggi un commento specifico del "dossier" oggetto di questo thread sulla pagina FB di Simone Aliprandi e questo suo post uscito oggi in cui discute il tema generale senza citare il dossier:
https://aliprandi.blogspot.com/2025/08/deriva-autoreferenziale-autorita-gara...
Marco -- 380° (lost in /traslation/)
«Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Buongiorno, (scusate per la risposta "vuota" precedente, ho sbagliato a "schiacciare un tasto :-() Grazie mille Marco, mi permetto di citare quelli che io ritengo siano i nodi più importanti del dibattito semi-pubblico che _grazie al "dossier" fatto circolare_ (il famigerrimo "niente di nuovo") sta faticosamente (ri)partendo. Prima di entrare nel merito, però, voglio sottolineare che Aliprandi, nel suo articolo del 1 Agosto [1] scrive: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- questo articolo, prima di essere pubblicato su canali gestiti autonomamente dall'autore, è stato proposto a varie testate; tutte hanno rifiutato o addirittura hanno ignorato i messaggi. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Che è esattamente ciò che l'autore o gli autori lamentano nel loro "dossier" sul "niente di nuovo": roba vecchia tanto poco interessante che non ne parla praticamente nessuno al di fuori di quei quattro gatti del "circolo dei soliti critici"... anche un po' rompiballe. On Fri, Aug 01 2025, M. Fioretti wrote:
Io finora ho visto questo e un altro paio di post su Matrice Digitale:
https://www.matricedigitale.it/2025/07/25/garante-della-privacy-allattacco-c...
[...]
https://aliprandi.blogspot.com/2025/08/deriva-autoreferenziale-autorita-gara...
In realtà sia Aliprandi che Matricedigitale.it avevano già scritto specificamente in merito al "dosier". Qui mi "limito" ad Aliprandi (che cita anche altri colleghi nei suoi articoli) Il primo articolo che ha scritto è questo di seguito, al quale è seguito quello segnalato sopra da Marco https://aliprandi.blogspot.com/2025/07/finalmente-letto-famigerato-dossier-g... «Finalmente ho letto il famigerato dossier sul Garante Privacy e sono arrivato alla conclusione…» Simone Aliprandi, 28 Luglio 2025 --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] al di là degli aspetti stilistici (assolutamente secondari), *quelle raccontate nel documento sono tutte cose circolate sui social, cose che io e altre persone (avvocati, professori, giornalisti) avevano già fatto notare.* Molte sono addirittura prese dai profili social degli interessati (cioè dai membri del collegio del Garante Privacy) e dai loro "congiunti" e collaboratori. Quindi cosa c'è di così eclatante? [...] Quel documento ci sbatte in faccia in un'unica fotografia (impietosa) tutti i pezzi del puzzle, con tanto di immagini e link; e quindi ci sembra particolarmente efficace e di impatto. Ma – lo ripeto – non c'è nulla di nuovo. Sono tutte cose note e a volte ammesse candidamente dagli stessi interessati in sede pubblica. Da avvocato trovo anche surreale che qualcuno (probabilmente digiuno di nozioni giuridiche) abbia paventato conseguenze penali e raffiche di denunce e querele. Denunce per cosa di preciso? Per aver messo insieme dei pezzi di informazione già disponibili pubblicamente, per di più raccontati con linguaggio pacato ed equilibrato, senza espressioni offensive o volgari?! [...] Se pensate sia uno scenario realistico, allora ditelo che stiamo vivendo nell'Unione Sovietica del 1977 e non nell'Italia del 2025. *Tutti a riempirsi la bocca con parole tipo trasparenza della PA, accesso civico, controllo diffuso, whistleblowing; e poi si stigmatizza un dossier del genere che invece ha il merito di mettere in luce dei comportamenti distorti e patologici di un'istituzione nazionale che incide su tutti i cittadini.* Dai su. L'articolo di questa mattina del collega [Andrea Monti] apre gli occhi a molti giuristi che sembrano brancolare annebbiati dall'aura da avanspettacolo che ammanta il Garante Privacy da qualche anno a questa parte. *Le autorità indipendenti sono cosa buona finché si comportano da difensore civico, da vigile super partes, e finché sono in mano a persone davvero indipendenti ed equilibrate. Altrimenti diventano dei pericolosissimi centri di potere*, dei poltronifici e dei luoghi per scambi di favori… come appunto sta accadendo nel Garante Privacy. Visto il contenuto innocuo e anzi meritevole di attenzione del dossier, sto valutando di pubblicarlo io serenamente sui miei canali. A titolo solo precauzionale vorrei oscurare i nomi di persone fisiche che non hanno cariche pubbliche che quindi hanno diritto a rimanere anonime, benché non sia difficile capire di chi si tratta. Ma è estate, sto partendo per le ferie e quindi non so quando avrò tempo e voglia di fare quel lavoro. Tanto so che in molti l'hanno già visto e condiviso privatamente. [...] [[[https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgJx4kUv4d8JAZy20o...]]] [Andrea Monti] <https://www.italian.tech/2025/07/26/news/le_regole_di_agcom_sugli_influencer...> --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Ecco la "seconda parte", più generale e che entra nel merito delle critiche: [1] https://aliprandi.blogspot.com/2025/08/deriva-autoreferenziale-autorita-gara... «La deriva pericolosamente autoreferenziale delle autorità garanti (e lo spettro dei conflitti di interesse)» Simone Aliprendi, 1 Agosto 2025 --8<---------------cut here---------------start------------->8--- In questi giorni, tra gli esperti di diritto, si è riacceso un interessante dibattito sul ruolo e sulla funzione delle [autorità amministrative indipendenti], con particolare riguardo al cosiddetto Garante Privacy (più propriamente Autorità Garante per la Protezione Dati Personali) che è stato oggetto di una forte e puntuale critica da parte di un [dossier circolato in forma pseudonima]. [...] Tra gli esperti che si sono espressi, sono a mio avviso degni di nota (in ordine di apparizione dei loro contributi) il collega Avv. Andrea Monti, il Prof. Giuseppe Corasaniti, il collega Avv. Andrea Lisi e il Prof. Michele Iaselli, i quali hanno firmato interessanti interventi che stanno finalmente aprendo una breccia nel velo di omertà sull'eccesso di protagonismo del Garante Privacy e sul suo (auto-attribuito) ruolo di massimo giudice. Qualche giorno fa Andrea Monti, nell'articolo [Caso Raoul Bova: più che la privacy c'entra il codice penale], ha scritto: /Le vittime di fatti come quelli di cui racconta la vicenda di Bova troveranno maggiore tutela nel rivolgersi alla magistratura invece che alle autorità indipendenti, i cui poteri sono, per legge, molto limitati [...] Sempre Monti, in un altro articolo intitolato [Le regole di Agcom sugli influencer sottraggono spazio ai giudici nella tutela degli utenti in rete], aveva scritto: /le autorità indipendenti che pure non fanno parte della magistratura hanno progressivamente invaso il campo della giustizia rivendicando il potere di tutelare i diritti dei cittadini e si sono attribuite il potere di compiere atti — come gli oscuramenti di siti e la rimozione di contenuti — che spetterebbero solo a un giudice. Molti sarebbero i casi da citare, ma in ordine di tempo, basta ricordare il provvedimento dell'undici luglio 2025 emesso dal Garante per i dati personali che ha adottato una vera e propria misura cautelare reale — un sequestro per oscuramento— per impedire la diffusione di immagini relative all'autopsia di Chiara Poggi e, appunto la delibera di approvazione del Codice di condotta e le linee guida per gli influencer./ A queste considerazioni, da parte mia aggiungerei che, visto che la definizione di "trattamento dati personali" prevista dal GDPR è davvero molto ampia, la privacy può diventare un pretesto che consente al Garante di mettere bocca su moltissime situazioni giuridicamente rilevanti. [...] Ho invece l'impressione che il Garante (in particolare uno dei quattro membri, quello a cui piace comparire ovunque per ottenere visibilità personale) scelga di occuparsi proprio dei temi che portano maggiore riverbero mediatico e che incrociano meglio gli hashtag (esempi: la KissCam del Coldplay, Chiara Poggi, Raul Bova) e non necessariamente quelli che impattano davvero sulla vita dei cittadini (esempio: i call center, il pay-or-ok di molti siti web di informazione). [...] Sul tema dell'indipendenza che andrebbe maggiormente osservata e salvaguardata da parte dell'authority, si è espresso anche il prof. Michele Iaselli (Presidente del Comitato Scientifico ANDIP e Coordinatore del Comitato scientifico di Federprivacy) nell'articolo [L'ombra lunga dell'autorevolezza: il caso di un dossier ingeneroso] del 31 luglio. Iaselli, cogliendo proprio l'occasione di un commento (critico) al dossier del finto Rodotà, non manca di segnalare anch'egli qualche punto dolente e di invitare tutti ad /affrontare davvero — con spirito critico ma equilibrato — le vere problematiche che attraversano tutte le autorità amministrative indipendenti: il rischio di autoreferenzialità, l'opacità nei meccanismi di nomina, la difficile valutazione dell'efficacia reale del loro operato e il ruolo ibrido tra tecnicità e politica. [...] Sullo stesso tema, interessantissimi e super opportuni risultano i post LinkedIn del Prof. Corasaniti, Ordinario di Informatica Giuridica e commentatore sempre molto equilibrato. Mi riferisco in particolare a quello di lunedì 28 luglio ( [vedi post]) in cui scrive: /Nelle autorità indipendenti con la concentrazione di poteri sanzionatori diretti e autofinanziamento da sanzioni, insieme al debole controllo politico parlamentare si può determinare una deriva di autoreferenzialità istituzionale, in cui l'autorità si pone “fuori dal circuito della responsabilità” (politica e giurisdizionale), pur restando formalmente ‘indipendente'./ [...] Non finisce qui. A tutto ciò si aggiunge un livello di discrezionalità che normalmente non si riscontra in altre autorità e tantomeno nei giudici propriamente detti (tribunali, corti); *discrezionalità che poi porta facilmente a disparità di trattamento a volte davvero inspiegabili; [...] A segnalare molto chiaramente questo problema è stato un puntuale articolo del collega Avv. Andrea Lisi, in commento allo stranissimo provvedimento del Garante Privacy sul data breach dell'ASL Avezzano/Sulmona. In sostanza, uno dei data breach più massicci di dati sanitari che sia avvenuto in Italia da quando esiste la normativa privacy è stato qualificato dal Garante Privacy come "violazione minore" [...] Vi invito a leggere l'articolo [Gestione data breach: l'insegnamento dei provvedimenti del Garante su Federprivacy e ASL 1 Avezzano Sulmona] [...] [Lo studio che ha difeso l'ASL abruzzese] di fronte al Garante è *uno studio molto vicino (per motivi di parentela stretta e di provenienza accademica) a ben due dei quattro membri del collegio giudicante*. [...] Di fronte al Garante è sostanzialmente impossibile ricusare il giudice (nonostante [qualche “martire” ci abbia comunque provato]) [...] __________________ /[NOTA: questo articolo, prima di essere pubblicato su canali gestiti autonomamente dall'autore, è stato proposto a varie testate; tutte hanno rifiutato o addirittura hanno ignorato i messaggi.]/ [La deriva pericolosamente autoreferenziale delle autorità garanti (e lo spettro dei conflitti di interesse)] <https://aliprandi.blogspot.com/2025/08/deriva-autoreferenziale-autorita-gara...> [autorità amministrative indipendenti] <https://it.wikipedia.org/wiki/Autorit%C3%A0_amministrativa_indipendente_(ord...> [dossier circolato in forma pseudonima] <https://aliprandi.blogspot.com/2025/07/finalmente-letto-famigerato-dossier-g...> [Caso Raoul Bova: più che la privacy c'entra il codice penale] <https://www.italian.tech/2025/07/29/news/caso_raoul_bova_piu_che_la_privacy_...> [Le regole di Agcom sugli influencer sottraggono spazio ai giudici nella tutela degli utenti in rete] <https://www.ictlex.net/le-regole-di-agcom-sugli-influencer-sottraggono-spazi...> [L'ombra lunga dell'autorevolezza: il caso di un dossier ingeneroso] <https://www.linkedin.com/pulse/di-michele-iaselli-michele-iaselli-q3cqf/> [vedi post] <https://www.linkedin.com/posts/giuseppe-corasaniti-95832515b_autoritaeqindip...> [Gestione data breach: l'insegnamento dei provvedimenti del Garante su Federprivacy e ASL 1 Avezzano Sulmona] <https://www.linkedin.com/pulse/gestione-data-breach-linsegnamento-dei-provve...> [Lo studio che ha difeso l'ASL abruzzese] <https://www.ilcentro.it/l-aquila/attacco-hacker-e-fuga-dei-dati-l-asl-chiama...> [qualche “martire” ci abbia comunque provato] <https://aliprandi.blogspot.com/2025/06/istanza-presidente-garante-privacy-es...> --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Saluti, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Buongiorno, On Fri, Aug 01 2025, M. Fioretti wrote: [...]
Io finora ho visto questo e un altro paio di post su Matrice Digitale:
https://www.matricedigitale.it/2025/07/25/garante-della-privacy-allattacco-c...
Un precedente articolo di Matricedigitale.it fa un riassunto del contenuto del "dossier": https://www.matricedigitale.it/2025/07/24/un-giorno-allimprovviso-dossier-co... «Un giorno all'improvviso: dossier, conflitti e ombre sul Garante Privacy» di Livio Varriale Pubblicato: 1 settimana fa --8<---------------cut here---------------start------------->8--- /Aggiornamento: Matrice Digitale ha contattato il Garante per accogliere una dichiarazione sul caso. Se vi sarà risposta sarete aggiornati/. *[Nel frattempo scatta la difesa del Garante]* [...] Il documento di 50 pagine ha riaperto una delle questioni più delicate della *trasparenza istituzionale italiana* su cui aleggia malcontento da tempo immemore. Il documento, diffuso in modo clandestino e definito attività di *dossieraggio* dagli stessi soggetti coinvolti, getta luce su dinamiche interne al *[Garante Privacy]* e sui rapporti tra membri del *Collegio*, *conflitti di interesse*, intrecci politici, *attacchi personali* e pressioni anche fuori dai canali ufficiali. Il cuore dell' *[inchiesta]* arrivata in anonimo (da verificare e con alcune imprecisioni secondo una fonte interessata ascoltata da Matrice Digitale) ruota attorno ai tre membri *Ferroni*, *Ghiglia* e *Scorza*, ed al presidente *Stanzione* [...] Uno degli aspetti più evidenti riguarda il tema dei *conflitti di interesse* e il peso delle *nomine politiche*. In particolare, il testo denuncia la presenza di incarichi in settori sensibili come il *legale* e la *comunicazione*, legami familiari tra membri e figure politiche, e uno stato di tensione latente che avrebbe portato a *pressioni private* e *minacce* nei confronti di giornalisti e addetti ai lavori. [...] La vicenda coinvolgerebbe anche aspetti *economici* rilevanti, con la segnalazione di *stipendi elevati* (oltre un milione e seicentomila euro in sette anni per ciascun commissario) e di *benefici personali* legati al ruolo, in un contesto dove si intrecciano *potere*, nomine politiche e resistenza ai cambiamenti. [...] profili legati più a *carriere politiche* che a competenze tecniche in materia di privacy e il perdurare di una cultura dell' *appartenenza* e della *fedeltà*, più che del servizio all'istituzione. Non tanto tra le righe, emergono racconti di *pressioni dirette*, *minacce*, *tentativi di intimidazione* e l'ombra di possibili *querele temerarie* contro chi denuncia o indaga sulle anomalie. Il *dossier* solleva il tema dell' *omertà* e del *silenzio* come strumento per proteggere posizioni e interessi [...] L' *inchiesta* si conclude con un invito a non tacere di fronte a pratiche *poco limpide* e a superare la tentazione del *quieto vivere*, perché solo la *vigilanza pubblica* e l' *indipendenza giornalistica* possono preservare il corretto funzionamento delle istituzioni preposte alla difesa dei diritti fondamentali. Soprattutto i giornalisti e gli editori dovrebbero far attenzione ad affrontare questo tema: in primis perché il Garante ha il potere di sindacare il rispetto del GDPR alle aziende editoriali e poi anche per un fattore di riconoscenza visto che le maggiori testate italiane, grazie alla clemenza del Garante stesso, oggi possono abusivamente chiedere al pubblico di percepire soldi per non tracciare le loro visite o di non pagare, ma esserlo. Una filosofia che ricorda quella dei *[Meta Accattoni più volte citati da Matrice Digitale]*. [Nel frattempo scatta la difesa del Garante] <https://www.matricedigitale.it/2025/07/25/garante-della-privacy-allattacco-c...> [Garante Privacy] <https://www.matricedigitale.it/argomenti/garante-privacy/> [inchiesta] <https://www.matricedigitale.it/argomenti/inchiesta/> [Meta Accattoni più volte citati da Matrice Digitale] <https://www.matricedigitale.it/2025/04/23/meta-accattoni-altro-che-conflitti...> --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- [...] Saluti, 380° -- 380° (lost in /traslation/) «Welcome to the chaos of the times If you go left and I go right Pray we make it out alive This is Karmageddon»
Caro Marco, non ho scritto quanto mi attribuisci: la mia posizione non è dettata da alcun tipo di purismo o -peggio- "puritanesimo"; tant'è che, alla fine, mi sono sottoposto al supplizio della lettura dell'intero documento e, come temevo, non vi ho trovato nulla di illuminante o che non fosse già ampiamente noto (a parte alcuni gossip, che emergevano fin dall'indice). Quindi, ancora una volta, l'albero è coerente con il seme che l'ha prodotto. Sarebbe interessante, invece, che qualche attivista coraggiosa scrivesse un rapporto che analizzi il sistema di flusso di denaro / potere / decisioni che permette la realizzazione di quanto commenta Bernieri in questo post: https://garantepiracy.it/blog/office/ perché fino a quando è sufficiente un po' di "paper compliance" per evitare di applicare le norme UE, qualunque ente titolato a farle rispettare resterà una tigre di carta. Il resto, inclusa la trita giaculatoria su "oh mamma quanti soldi pubblici, Signora Mia, che vergogna, ci vorrebbe Di Pietro" ... beh, abbiamo visto quanto abbia diminuito la corruzione e aumentato il numero dei servitori pubblici onesti, nel passaggio da prima a seconda Repubblica. Attenzione: non si tratta di "tanto meglio, tanto peggio", ma semplicemente della pacata conclusione che, forse, è meglio mettere le energie nell'autogestione, nell'organizzazione autonoma e diretta, invece di continuare a sperare nelle istituzioni. Le istituzioni, semmai, entreranno in gioco per tentare di 'sedare il dissenso' sempre che il dissenso sia in grado di esprimersi concretamente in azioni nel reale, non solo nel virtuale o nelle belle dichiarazioni di principio. My 2 cents. Stefano Inviato da Proton Mail Android -------- Messaggio originale -------- 01/08/25 18:04, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Fri, Aug 01, 2025 06:00:02 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
martedì 22 luglio 2025 16:42, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Tue, Jul 22, 2025 05:22:09 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
Commento: un link di Google Drive è attualmente la cosa più malevola che riesco a immaginare, considerato che è la tecnologia offerta a Israele per il suo Project Nimbus. Si aggiungano le immagini create con l'Ai violentando il lavoro dello Studio Ghibli e se volevano evitare di essere letti hanno fatto Bingo.
QUESTI sono motivi per non leggere un documento?
Provo a spiegarlo in maniera distesa e non criptica...
Un personaggio anonimo che si presenta con un documento che più che un attacco politico è un'accozzaglia di gossip...
visto che insistete...
Fermo la', e' proprio questo il punto. Se nemmeno ci PROVI a leggere qualcosa solo perche' a) sta su Drive, b) la copertina e' fatta con l'AI e c) il fatto di Nimbus (1), perche' questo e' cio' che hai scritto, come cavolo fai a sapere che se e' roba da Pulitzer o un'accozzaglia di gossip? Io proprio e SOLO questo dicevo.
E comunque...
(1) "**IO** non uso prodotti di XYZ perche' sono utilizzabili da gente che odio pure per fare cose brutte" puo' avere un senso, per chi puo' permettersi alternative..
Dire "io non tocco cose fatte coi prodotti XYZ da ALTRI" che magari ne ignorano completamente le nefandezze e/o non avevano altra scelta" e'... boh.
Se ragioni cosi' finisci a non leggere mai nemmeno documenti prodotti con Microsoft Office o LibreOffice o con computer di chissa' quante marche, perche' pure quella e' tutta roba sicuramente utilizzata almeno una volta anche nel progetto Nimbus, e in chissa' quante altre porcate. Tu vivi cosi'? Ci riesci? Se uno scrive un documento su drive e te ne manda una versione PDF come allegato, lo leggi oppure prima chiedi se era stato generato con Google Drive?
Ripeto, io solo questo dicevo. Sulla **SOSTANZA** del documento stanno finalmente scrivendo altri che hanno piu' competenza e tempo di me per farlo. Ma tutto questo tempo perso a indignarsi su Drive, immagini ed evocazione di Rodota', SICURAMENTE inutile e di cattivo gusto ma ininfluente sulla sostanza o mancanza della medesima, continua a farmi cascare le braccia.
Marco
:-) *Christian Bernieri* *Principal Consultant* ________________________________________________________ *Bernieri Consulting - SGST srl* Corso Sempione 76 - 20154, Milano Tel. (+39) 0297132113 Informativa privacy su www.sgst [.] it Bernieri Consulting: C.F. BRNCRS73B17G535I - P.IVA 06980430968 - REA MI1926912 SGST SRL: CF e P.Iva 11491000151 REA MI n.1472013 Cap Soc 10.400 Euro Azienda Certificata ISO9001:2015 Cert. n. 709/2006 ICDQ-Accredia ________________________________________________________ *Rispetta l'ambiente: se non ti è necessario, non stampare questa mail. **Please don't print this email unless you really need to. * *Professionista soggetto alla Legge 4/2013 - Disposizioni in materia di professioni non organizzate. Polizza assicurativa sottoscritta.* *I messaggi possono essere letti dallo staff aziendale. Si prega di non inviare comunicazioni confidenziali o di carattere personale a questo indirizzo.* Il giorno dom 3 ago 2025 alle ore 09:56 Stefano Borroni Barale < s.barale@erentil.net> ha scritto:
Caro Marco, non ho scritto quanto mi attribuisci: la mia posizione non è dettata da alcun tipo di purismo o -peggio- "puritanesimo"; tant'è che, alla fine, mi sono sottoposto al supplizio della lettura dell'intero documento e, come temevo, non vi ho trovato nulla di illuminante o che non fosse già ampiamente noto (a parte alcuni gossip, che emergevano fin dall'indice). Quindi, ancora una volta, l'albero è coerente con il seme che l'ha prodotto.
Sarebbe interessante, invece, che qualche attivista coraggiosa scrivesse un rapporto che analizzi il sistema di flusso di denaro / potere / decisioni che permette la realizzazione di quanto commenta Bernieri in questo post:
https://garantepiracy.it/blog/office/
perché fino a quando è sufficiente un po' di "paper compliance" per evitare di applicare le norme UE, qualunque ente titolato a farle rispettare resterà una tigre di carta.
Il resto, inclusa la trita giaculatoria su "oh mamma quanti soldi pubblici, Signora Mia, che vergogna, ci vorrebbe Di Pietro" ... beh, abbiamo visto quanto abbia diminuito la corruzione e aumentato il numero dei servitori pubblici onesti, nel passaggio da prima a seconda Repubblica.
Attenzione: non si tratta di "tanto meglio, tanto peggio", ma semplicemente della pacata conclusione che, forse, è meglio mettere le energie nell'autogestione, nell'organizzazione autonoma e diretta, invece di continuare a sperare nelle istituzioni. Le istituzioni, semmai, entreranno in gioco per tentare di 'sedare il dissenso' sempre che il dissenso sia in grado di esprimersi concretamente in azioni nel reale, non solo nel virtuale o nelle belle dichiarazioni di principio. My 2 cents. Stefano
Inviato da Proton Mail Android
-------- Messaggio originale -------- 01/08/25 18:04, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Fri, Aug 01, 2025 06:00:02 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
martedì 22 luglio 2025 16:42, M. Fioretti <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Tue, Jul 22, 2025 05:22:09 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
Commento: un link di Google Drive è attualmente la cosa più malevola che riesco a immaginare, considerato che è la tecnologia offerta a Israele per il suo Project Nimbus. Si aggiungano le immagini create con l'Ai violentando il lavoro dello Studio Ghibli e se volevano evitare di essere letti hanno fatto Bingo.
QUESTI sono motivi per non leggere un documento?
Provo a spiegarlo in maniera distesa e non criptica...
Un personaggio anonimo che si presenta con un documento che più che un attacco politico è un'accozzaglia di gossip...
visto che insistete...
Fermo la', e' proprio questo il punto. Se nemmeno ci PROVI a leggere qualcosa solo perche' a) sta su Drive, b) la copertina e' fatta con l'AI e c) il fatto di Nimbus (1), perche' questo e' cio' che hai scritto, come cavolo fai a sapere che se e' roba da Pulitzer o un'accozzaglia di gossip? Io proprio e SOLO questo dicevo.
E comunque...
(1) "**IO** non uso prodotti di XYZ perche' sono utilizzabili da gente che odio pure per fare cose brutte" puo' avere un senso, per chi puo' permettersi alternative..
Dire "io non tocco cose fatte coi prodotti XYZ da ALTRI" che magari ne ignorano completamente le nefandezze e/o non avevano altra scelta" e'... boh.
Se ragioni cosi' finisci a non leggere mai nemmeno documenti prodotti con Microsoft Office o LibreOffice o con computer di chissa' quante marche, perche' pure quella e' tutta roba sicuramente utilizzata almeno una volta anche nel progetto Nimbus, e in chissa' quante altre porcate. Tu vivi cosi'? Ci riesci? Se uno scrive un documento su drive e te ne manda una versione PDF come allegato, lo leggi oppure prima chiedi se era stato generato con Google Drive?
Ripeto, io solo questo dicevo. Sulla **SOSTANZA** del documento stanno finalmente scrivendo altri che hanno piu' competenza e tempo di me per farlo. Ma tutto questo tempo perso a indignarsi su Drive, immagini ed evocazione di Rodota', SICURAMENTE inutile e di cattivo gusto ma ininfluente sulla sostanza o mancanza della medesima, continua a farmi cascare le braccia.
Marco
participants (15)
-
380° -
Andrea Trentini -
Benedetto Ponti -
Christian Bernieri - Bernieri Consulting -
Daniela Tafani -
don Luca Peyron -
Giacomo Tesio -
Giovanna Sissa -
guido scorza -
J.C. DE MARTIN -
M. Fioretti -
Marco A. Calamari -
Marco Fioretti -
maurizio lana -
Stefano Borroni Barale