Caro Juan Carlos, care/i tutte/i,
seguo da tantissimo questa lista che è stata ed è parte essenziale del mio bagaglio culturale e stimo da anni oltremodo decine di suoi membri senza contare quelli ai quali mi legano amicizia, esperienze e sentire comuni.
Ho troppo rispetto per le discussioni che si affrontano qui per leggerne una relativa a una vicenda che mi ha, mio malgrado, per involontario protagonista e restare in silenzio, fingendo di non esserci.
Non posso – perché evidentemente di parte – e non voglio entrare nel merito della discussione in corso sull’opportunità di far circolare o meno in lista il documento.
È una questione che non conosco persone più capaci di discutere e decidere dei partecipanti a questa lista.
Nella dimensione pubblica, fuori da qui, ho scelto di non commentare il documento che, peraltro, non mi è mai stato trasmesso dal suo autore o dai suoi autori e mi è semplicemente stato inoltrato – con un certo ritardo rispetto alla sua prima uscita – da alcuni amici che lo avevano ricevuto.
Le ragioni alla base di questa scelta sono tante e, tra queste, certamente il fatto che una parte di me rifiuta culturalmente l’idea di commentare l’opinione di un collega o di un paio di colleghi che, pur conoscendomi benissimo, non solo e non tanto scelgono di criticarmi e, in alcuni passaggi, credo, diffamarmi (ma non tocca a me dirlo) in forma pseudonima ma, soprattutto, per farlo disturba/no la memoria di una persona alla quale devo tantissimo (incluso il lavoro che faccio in questo momento) e alla quale ero legatissimo, collocandolo, chissà perché, in un’ala nobile del purgatorio, non meritando – assieme a tutti i giuristi – più di questo.
La forma talvolta è sostanza e qui a me pare, in tutta sincerità, la forma sia grottesca e impietosa non verso di me ma verso Stefano del quale l’autore si erge, sospetto senza averlo mai conosciuto, a interprete del pensiero.
Ma questa mia scelta riguarda, appunto, la dimensione pubblica.
Il rapporto con decine tra i partecipanti a questa lista è completamente diverso.
Con molti ho discusso a lungo, in questi primi cinque anni al Garante, di alcune mie scelte in particolare di comunicazione, con alcuni trovandomi d’accordo e da alcuni ricevendo incoraggiamenti e plausi, con alcuni trovandomi in rispettabilissimo disaccordo e ricevendo critiche anche molto dure.
Ovviamente sempre a viso aperto, spesso in presenza, qualche volta via mail come è giusto e naturale che sia per chi come me sceglie, per un periodo della sua vita, di svolgere una funzione pubblica.
In questo contesto, pertanto, ci tengo semplicemente a ribadire – per chi mi conosce credo sappia che questo è il mio modo di fare e di essere – che sono a disposizione di chiunque abbia ricevuto e letto il documento e abbia qualsivoglia genere di legittimo dubbio (a prescindere dalla forma e dalla natura pseudonima dello scritto) sul suo contenuto e sul mio agire in questi primi cinque anni al garante.
Chi crede mi contatti pure in privato e sarò felice di provare a sciogliere ogni eventuale dubbio.
Sto ricevendo centinaia di messaggi di solidarietà (credo non necessari considerata la natura dell’iniziativa) e sto provando a rispondere a tutti con la conseguenza che la mia risposta potrebbe non essere immediata.
Per contattarmi vi prego di utilizzare l’indirizzo g.scorza@gpdp.it che è meno “affollato” di quello privato dal quale scrivo.
Un caro saluto a tutte\i e sempre grazie per le preziosissime discussioni che accendono ogni giorno riflessioni preziose anche da queste parti.
Guido S.
Il giorno 22 lug 2025, alle ore 10:01, J.C. DE MARTIN <juancarlos.demartin@polito.it> ha scritto:
Beh, "pubblica" non direi: è un attacco anonimo inviato via email a un certo numero di persone, non sappiamo quante.
E non con un email unica, ma - almeno in alcuni casi - con email personalizzate.
La critica è perfettamente legittima, anzi, in democrazia è salutare.
Ma le modalità che si adoperano non sono ininfluenti.
juan carlos
On 22/07/25 09:51, Marco A. Calamari wrote:
On mar, 2025-07-22 at 09:31 +0200, J.C. DE MARTIN wrote:Concordo.
Non solo è stato inviato solo ad alcuni degli iscritti in lista, e non a tutti, ma è anche un testo anonimo.
Tra l'altro che pena provare a usare il prestigio e l'autorevolezza di Stefano Rodotà per provare a dare peso all'operazione...
Direi di non curarcene e di passare oltre.
juan carlos
Il fatto che un componente del Garante venga attaccato in maniera pubblica mi sembra abbia una rilevanza generale.Il problema è appunto che diffondere il documento in lista amplierebbe la diffusione dello stesso, per cui lo vedrei inopportuno.
Decidete se, date le abitudini della lista, l'argomento merita di essere discusso in questo modo "asimmetrico" e non paritario.
Io personalmente sarei favorevole.
On 22/07/25 09:03, don Luca Peyron wrote:
Chiedo scusa ma questa corrispondenza carbonara, rispetto a chi non ha ricevuto nulla, francamente molto poco interessante e molto poco attinente a questa lista, almeno prima facie
dl
Il giorno mar 22 lug 2025 alle ore 08:49 Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
On mar, 2025-07-22 at 06:10 +0000, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Stefano,
in effetti non credo che l'autore sia un frequentatore assiduo di questa lista...
Di certo, se fosse ordinato da un giudice, la polizia postale potrebbe individuarel'autore, visto che ha usato libero.it senza
nemmeno usare tor e lasciando header
smtp come
```
X-Mailer: Open-Xchange Mailer v7.10.6-Rev78
X-Originating-IP: 151.35.181.48
X-Originating-Client: open-xchange-appsuite
```
Ovvero un indirizzo IP di Roma gestito da Wind 3 <https://ipinfo.io/151.35.181.48>
Ha usato tecniche varie di anonimizzazione, quali modifiche al file pdf, uso di email creata ad hoc;mi meraviglierei se avesse inviato da un IP a lui riconducibile.
Il profilo corrisponde ad una persona metodica e che mira alla semplicità
L'eventuale indagine informatica non sarebbe banale.
Un metodo ibrido, magari usando la stilometria (di testo disponibile ce ne è parecchio),partendo dai social potrebbe essere ben più efficace.
Ma vi interessa davvero sapere chi è?Semmai il perché dell'iniziativa potrebbe essere meritevole di discussione.
FWIW. Marco
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don Luca PeyronPastorale Universitaria - Apostolato DigitaleArcidiocesi di Torino