"Violenza digitale" nella scuola pubblico: cosa fare?
Un genitore interessato ha fatto circolare un PDF "ufficiale" di un Liceo di Udine, con il quale il liceo comunica: * che "...a partire dall’a.s. 2023/24, anche nelle vostre classi sarà adottata la “didattica mista” che consisterà nell’utilizzo di iPad in affiancamento ai testi di studio..." * "... le famiglie potranno acquistare l’iPad già configurato, a tariffa educational sul sito di REKORDATA - Authorised Education Specialist - anche in forma dilazionata, con le modalità che verranno dettagliate presso l'e-commerce on-line dedicato Rekordata;..." * "...La PRIMA “finestra” indicata per l’acquisto andrà dal lunedì 22 Maggio 2023 al 23 Giugno 2023 con consegna prevista a scuola in data da fissarsi senza oneri da un addetto della Ditta Rekordata..." * "...Tutti i modelli saranno inseriti nel sistema scolastico e configurati in DEP (Device Enrollment Program) in MDM (Mobile Device Management) per permettere di distribuire app e gestire in modo sicuro il Device...." * "...Chi volesse acquistarlo per proprio conto tramite Rekordata, ma fuori dalle sopra indicate finestre, avrà la stessa scontistica e nessuna spesa di configurazione..." * "...Chi decidesse di acquistarlo da altri canali di vendita dovrà accertarsi che gli iPad siano predisposti per questa area geografica e siano almeno modello 2021; inoltre, PRIMA DI PROCEDERE ALL’ACCENSIONE, si consiglia fortemente di portarlo a configurare in DEP dai Tecnici dell’Istituto, al costo di € 30,00, da pagare tramite Pagonline..." * "...Chi invece volesse utilizzare un iPad già in possesso della famiglia, purché sia almeno di 7^ generazione (2019), dovrà sempre farlo configurare in DEP dai Tecnici dell’Istituto, al costo di € 30,00, da pagare tramite Pagonline..." Inoltre: * "...La configurazione in DEP e MDM si rende necessaria per le politiche di Privacy Europee, in quanto i Device girano sotto una rete WIFI istituzionale. Si ricorda che per utilizzare l’IPad in classe la configurazione è OBBLIGATORIA, senza di essa gli IPad NON POSSONO ESSERE USATI IN CLASSE, per una questione di sicurezza di utilizzo corretto in classe di tale strumento. La configurazione verrà in ogni caso rimossa da REMOTO al termine della classe quinta..." e... in ultimo: * "...Naturalmente, come anche negli scorsi anni scolastici, le famiglie che si trovassero in difficoltà economiche, potranno, in via riservata, fare richiesta di un Device in comodato d’uso gratuito, presentando una domanda secondo le modalità e i tempi indicati nella Circolare dedicata che verrà pubblicata a breve..." Il PDF è consultabile a questo indirizzo: https://mega.nz/file/VcA2VbKZ#L9f7DcNVpwwaL6pN6JY5vIhkbZJue1BAHPdEqKL4hGE Le domande che pongo a questa lista sono: * Cosa pensano, gli autorevoli Nexiani di questa lista, di una tale comunicazione? e poi: * Quanti e Quali profili di illeggittimità si trovano in una comunicazione del genere? * Cosa fare per evitare simili scempi, in futuro? Bye, DV -- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Grazie Damiano, sono incappato in questa circolare anche io, ritenendola decisamente preoccupante (se ne fossi stato uno dei destinatari avrei sollevato davvero un bel casino). Ci sono svariati aspetti che ritengo del tutto inammissibili: - la scelta tecnologicamente non neutra, obbligando l'acquisto di un dispositivo prodotto da un unico produttore; - l'assenza di qualsiasi alternativa a questa scelta; - l'assenza di qualsiasi motivazione tecnica a questa scelta; - la pesante forzatura nel doversi avvalere di una ditta privata scelta -secondo quali criteri, di grazia?- da una scuola pubblica; - il doversi obbligatoriamente avvalere dei tecnici della scuola (sic!) pagando pure 30€ per l'intervento; - l'iPad saranno acquistati privatamente dalle famiglie per erogare didattica da parte di un Ente Pubblico; E tralascio ulteriori osservazioni sul resto, normativamente ed eticamente molto discutibili. La domanda finale è: cosa accadrebbe a chi dovesse rifiutarsi di ottemperare a quanto chiesto? MP Il 11/05/23 19:18, Damiano Verzulli ha scritto:
Un genitore interessato ha fatto circolare un PDF "ufficiale" di un Liceo di Udine, con il quale il liceo comunica:
* che "...a partire dall’a.s. 2023/24, anche nelle vostre classi sarà adottata la “didattica mista” che consisterà nell’utilizzo di iPad in affiancamento ai testi di studio..." * "... le famiglie potranno acquistare l’iPad già configurato, a tariffa educational sul sito di REKORDATA - Authorised Education Specialist - anche in forma dilazionata, con le modalità che verranno dettagliate presso l'e-commerce on-line dedicato Rekordata;..." * "...La PRIMA “finestra” indicata per l’acquisto andrà dal lunedì 22 Maggio 2023 al 23 Giugno 2023 con consegna prevista a scuola in data da fissarsi senza oneri da un addetto della Ditta Rekordata..." * "...Tutti i modelli saranno inseriti nel sistema scolastico e configurati in DEP (Device Enrollment Program) in MDM (Mobile Device Management) per permettere di distribuire app e gestire in modo sicuro il Device...." * "...Chi volesse acquistarlo per proprio conto tramite Rekordata, ma fuori dalle sopra indicate finestre, avrà la stessa scontistica e nessuna spesa di configurazione..." * "...Chi decidesse di acquistarlo da altri canali di vendita dovrà accertarsi che gli iPad siano predisposti per questa area geografica e siano almeno modello 2021; inoltre, PRIMA DI PROCEDERE ALL’ACCENSIONE, si consiglia fortemente di portarlo a configurare in DEP dai Tecnici dell’Istituto, al costo di € 30,00, da pagare tramite Pagonline..." * "...Chi invece volesse utilizzare un iPad già in possesso della famiglia, purché sia almeno di 7^ generazione (2019), dovrà sempre farlo configurare in DEP dai Tecnici dell’Istituto, al costo di € 30,00, da pagare tramite Pagonline..."
Inoltre:
* "...La configurazione in DEP e MDM si rende necessaria per le politiche di Privacy Europee, in quanto i Device girano sotto una rete WIFI istituzionale. Si ricorda che per utilizzare l’IPad in classe la configurazione è OBBLIGATORIA, senza di essa gli IPad NON POSSONO ESSERE USATI IN CLASSE, per una questione di sicurezza di utilizzo corretto in classe di tale strumento. La configurazione verrà in ogni caso rimossa da REMOTO al termine della classe quinta..."
e... in ultimo:
* "...Naturalmente, come anche negli scorsi anni scolastici, le famiglie che si trovassero in difficoltà economiche, potranno, in via riservata, fare richiesta di un Device in comodato d’uso gratuito, presentando una domanda secondo le modalità e i tempi indicati nella Circolare dedicata che verrà pubblicata a breve..."
Il PDF è consultabile a questo indirizzo: https://mega.nz/file/VcA2VbKZ#L9f7DcNVpwwaL6pN6JY5vIhkbZJue1BAHPdEqKL4hGE
Le domande che pongo a questa lista sono:
* Cosa pensano, gli autorevoli Nexiani di questa lista, di una tale comunicazione?
e poi:
* Quanti e Quali profili di illeggittimità si trovano in una comunicazione del genere? * Cosa fare per evitare simili scempi, in futuro?
Bye, DV
-- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
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-- Michele Pinassi - Responsabile Cybersecurity Ufficio esercizio e tecnologie - CSIRT Università degli Studi di Siena irt@unisi.it
On Wed, May 17, 2023 12:29:33 PM +0200, Michele Pinassi wrote:
Ci sono svariati aspetti che ritengo del tutto inammissibili:
scusate, tutto il resto lo capisco, ma in **questo**:
..Chi invece volesse utilizzare un iPad già in possesso della famiglia, purché sia almeno di 7^ generazione (2019), dovrà sempre farlo configurare in DEP dai Tecnici dell’Istituto..
che c'e' di inammissibile, il prezzo? La configurazione dal tecnico perche' mai sarebbe "inammissibile", anche se non fosse un atto dovuto da una norma chiaramente spiegata che viene da ben piu' in alto della scuola:
"...La configurazione in DEP e MDM si rende necessaria per le politiche di Privacy Europee, in quanto i Device girano sotto una rete WIFI istituzionale. Si ricorda che per utilizzare l’IPad in classe la configurazione è OBBLIGATORIA, senza di essa gli IPad NON POSSONO ESSERE USATI IN CLASSE, per una questione di sicurezza...
O non e' vero che la normativa e' quella, punto comunque irrilevante? Cioe', anche se non ci fosse un obbligo di legge, che c'e' di inammissibile in un amministratore di sistema che ti dice "nella rete di cui sono legalmente responsabile io ci entri solo con dispositivi che **IO** ho verificato essere puliti"? Non sarebbe inammissibile il contrario, casomai? Marco -- My last substack: The city reboot for 2070 that we should start TODAY https://mfioretti.substack.com/p/the-city-reboot-for-2070-that-we
Ciao Marco, Il 17 Maggio 2023 14:15:07 UTC, "M. Fioretti" <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
Cioe', anche se non ci fosse un obbligo di legge, che c'e' di inammissibile in un amministratore di sistema che ti dice "nella rete di cui sono legalmente responsabile io ci entri solo con dispositivi che **IO** ho verificato essere puliti"?
In molte aziende funziona così in effetti. Ma l'hardware è di proprietà esclusiva dell'azienda (e i dipendenti non devono pagare nulla per la configurazione). La scuola in questione dovrebbe acquistare l'hardware che vuole controllare. Un pc non è un libro. Giacomo
On Wed, May 17, 2023 20:24:43 PM +0000, Giacomo Tesio wrote:
Ciao Marco,
Il 17 Maggio 2023 14:15:07 UTC, "M. Fioretti" <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
Cioe', anche se non ci fosse un obbligo di legge, che c'e' di inammissibile in un amministratore di sistema che ti dice "nella rete di cui sono legalmente responsabile io ci entri solo con dispositivi che **IO** ho verificato essere puliti"?
In molte aziende funziona così in effetti. Ma l'hardware è di proprietà esclusiva dell'azienda (e i dipendenti non devono pagare nulla per la configurazione).
La scuola in questione dovrebbe acquistare l'hardware che vuole controllare.
Buongiorno Giacomo, francamente non capisco che c'entri questa affermazione, che in principio condivido, con quello che ho chiesto io e con la situazione effettiva. I costi di configurazione ignoriamoli proprio, sono solo una distrazione dal problema vero. Primo, se davvero ci sono quegli obblighi di legge sulla sicurezza, l'intera discussione e' inutile, la scuola non puo' far altro che dirti o usi hardware ufficialmente "precertificato" o niente. Ovvero, date le condizioni al di fuori del suo controllo, concedendo alle famiglie che gia' hanno un iPad di risparmiare la scuola gli fa un favore, mica un torto. Avrebbero potuto non darla proprio quella possibilita', ma non ha senso prendersela con LORO. Ma anche se non ci fossero quegli obblighi, di che stiamo parlando? Se vieni nel MIO ufficio e vuoi cercare qualcosa su Internet ce l'ho o no, il diritto/dovere di negarti la password del mio wi-fi, perche' di "controllare" il TUO computer non potrebbe fregarmene di meno, ma non POSSO rischiare che un suo malware comprometta documenti dati e sensibili di ALTRI che stanno sul MIO, di computer? Dovrei regalarti un computer da usare solo quando vieni a trovarmi ma accollandomene io la configurazione? Tutto qui. Marco -- vi aspetto su Substack: https://mfioretti.substack.com
Il 18 Maggio 2023 07:32:58 UTC, "M. Fioretti" <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
On Wed, May 17, 2023 20:24:43 PM +0000, Giacomo Tesio wrote:
Il 17 Maggio 2023 14:15:07 UTC, "M. Fioretti" <mfioretti@nexaima.net> ha scritto:
Cioe', anche se non ci fosse un obbligo di legge, che c'e' di inammissibile in un amministratore di sistema che ti dice "nella rete di cui sono legalmente responsabile io ci entri solo con dispositivi che **IO** ho verificato essere puliti"?
In molte aziende funziona così in effetti. Ma l'hardware è di proprietà esclusiva dell'azienda (e i dipendenti non devono pagare nulla per la configurazione).
La scuola in questione dovrebbe acquistare l'hardware che vuole controllare.
Buongiorno Giacomo,
francamente non capisco che c'entri questa affermazione, che in principio condivido, con quello che ho chiesto io e con la situazione effettiva.
È la scuola a stabilire che gli studenti devono disporre di un agente cibernetico per esercitare il diritto allo studio. Tralasciamo momentaneamente il fatto che tale agente cibernetico sia saturo di centinaia di simbionti software, ulteriori agenti cibernetici che ne sfruttano sensori, attuatori e capacità di calcolo. È ragionevole pretendere il pieno controllo dei dispositivi connessi alla rete scolastica [1] ma è altrettanto ragionevole pretendere che tale controllo (e la simbiosi imposta dalla scuola, studente+iPad+software vari) cessi istantaneamente fuori da scuola: come l'amministratore della scuola legittimamente non vuole un device amministrato da un hacker nella sua rete, io genitore (e hacker) non ho alcuna ragione di fidarmi del device amministrato da lui sulla mia rete (quanto meno, non più di quante ne abbia lui di fidarsi di me). Per questa ragione la scuola che vuole imporre agli studenti l'adozione di determinati agenti cibernetici, lo deve fare a proprie spese e manterli comunque sempre entro le mura scolastiche. Ad esempio potrebbe incatenarli ai banchi. Essendo di proprietà della scuola non ci sarebbero dubbi su chi debba amministrarli. Ma se li devo comprare io genitore e sono miei, la scuola non può pretendere di prenderne il controllo. Soprattutto se poi mio figlio se li deve portare a casa e li deve connettere alla rete domestica. Giacomo [1] ed è ridicolo pensare di poterlo avere utilizzando software e hardware proprietario Apple
On Thu, May 18, 2023 at 14:57, Giacomo Tesio wrote: È ragionevole pretendere il pieno controllo dei dispositivi connessi alla rete scolastica... ah OK, se concordiamo tutti che e' ragionevole pretendere questo nessun problema. A quel punto diventa comprensibile anche chi pretende la reciprocita': [1] ma è altrettanto ragionevole pretendere che tale controllo (e la simbiosi imposta dalla scuola, studente+iPad+software vari) cessi istantaneamente fuori da scuola: come l'amministratore della scuola legittimamente non vuole un device amministrato da un hacker nella sua rete, io genitore (e hacker) non ho alcuna ragione di fidarmi del device amministrato da lui sulla mia rete (quanto meno, non più di quante ne abbia lui di fidarsi di me). Si puo' essere d'accordo o no, ma almeno cosi' e' chiaro, a differenza della formulazione originaria, cosa sarebbe inammissibile e perche'. Grazie Marco -- Few things look obsolete like "innovation" these days: https://mfioretti.substack.com/p/few-things-look-obsolete-like-innovation (https://mfioretti.substack.com/p/few-things-look-obsolete-like-innovation)
Buonasera, lavorando in un Ateneo e avendo a che fare con una situazione in cui, quotidianamente, migliaia di studenti accedono alla rete istituzionale con i loro dispositivi, che siano notebook, tablet o smartphone, capisco le remore del caso. Tuttavia è impensabile, e credo che chiunque lavori in una Università concordi, pretendere che chiunque voglia connettersi alla rete (penso a Eduroam, ad esempio) debba farlo attraverso un dispositivo blindato o pienamente controllato dal servizio ICT. Non solo tecnicamente sarebbe molto oneroso ma anche pretendere un MDM su ognuno di questi dispositivi scatenerebbe probabilmente proteste da ogni parte. Questo per dire che la sicurezza di una rete WiFi non può essere garantita solamente pretendendo il controllo totale dei dispositivi che vi si connettono ma, invece, attraverso l'adozione di strumenti e politiche che la rendono sicura, anche se il dispositivo che vi si connette non lo è. Le tecnologie per farlo, e correggetemi se sbaglio, ci sono. Detto questo, e concordando sulle restanti osservazioni, manca una risposta che reputo essenziale, anche se provocatoria: se una famiglia si rifiuta, cosa succede? Può essere esclusa dalle attività didattiche? MP Il 18/05/23 17:32, Marco Fioretti ha scritto:
On Thu, May 18, 2023 at 14:57, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
È ragionevole pretendere il pieno controllo dei dispositivi connessi alla rete scolastica...
ah OK, se concordiamo tutti che e' ragionevole pretendere questo nessun problema. A quel punto diventa comprensibile anche chi pretende la reciprocita':
[1] ma è altrettanto ragionevole pretendere che tale controllo (e la simbiosi imposta dalla scuola, studente+iPad+software vari) cessi istantaneamente fuori da scuola: come l'amministratore della scuola legittimamente non vuole un device amministrato da un hacker nella sua rete, io genitore (e hacker) non ho alcuna ragione di fidarmi del device amministrato da lui sulla mia rete (quanto meno, non più di quante ne abbia lui di fidarsi di me).
Si puo' essere d'accordo o no, ma almeno cosi' e' chiaro, a differenza della formulazione originaria, cosa sarebbe inammissibile e perche'.
Grazie Marco -- Few things look obsolete like "innovation" these days: https://mfioretti.substack.com/p/few-things-look-obsolete-like-innovation
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-- Michele Pinassi Responsabile Sicurezza Informatica - Telefonia di Ateneo Ufficio Esercizio e tecnologie - Università degli Studi di Siena tel: 0577.(23)5000 -helpdesk@unisi.it PGP/GPG key fingerprint 6EC4 9905 84F5 1537 9AB6 33E7 14FC 37E5 3C24 B98E
On Thu, May 18, 2023 at 18:25, Michele Pinassi via nexa wrote:è impensabile, e credo che chiunque lavori in una Università concordi, pretendere che chiunque voglia connettersi alla rete (penso a Eduroam, ad esempio) debba farlo attraverso un dispositivo blindato o pienamente controllato dal servizio ICT. questo lo condivido, io ho chiesto perche' non avevo proprio capito nemmeno in principio l'oggetto della polemica. In sintesi, mi pare che siamo d'accordo tutti sul fatto che in principio ognuno ha il diritto, e in qualche caso l'obbligo di legge dall'alto, di pretendere che la sua rete sia usata solo come vuole lui, anche se in molti casi reali poi si puo' o deve procedere diversamente. Detto questo, e concordando sulle restanti osservazioni, manca una risposta che reputo essenziale, anche se provocatoria: se una famiglia si rifiuta, cosa succede? Può essere esclusa dalle attività didattiche? Personalmente non lo so. Questo e' uno di quei casi che in America chiamerebbero "not even wrong" per cosi' tanti motivi, prima ancora dell'unico che non avevo capito, che mi faccio da parte per leggere risposte di altri. Marco
Il 18/05/23 19:51, Marco Fioretti ha scritto:
[...] mi pare che siamo d'accordo tutti sul fatto che in principio ognuno ha il diritto, e in qualche caso l'obbligo di legge dall'alto, di pretendere che la sua rete sia usata solo come vuole lui, anche se in molti casi reali poi si puo' o deve procedere diversamente.
Dato che parliamo di scuola, io *NON* sono affatto d'accordo. A scuola (pubblica), i miei figli vanno per fruire di "didattica". Se non li mando, mi vengono i Carabinieri a casa. Posso scegliere la scuola... ma solo entro certi limiti. Per offrire quella didattica, la scuola *NON* puo' "obbigarmi" ad utilizzare tecnologie specifiche (io le chiamerei "legacy") e costose, specialmente in assenza di argomentazioni specifiche (perché serve *QUELL'OGGETTO* per l'erogazione della didattica?). Tutto il resto ("politiche di Privacy Europee", "rete WIFI istituzionale", "questione di sicurezza di utilizzo corretto") è semplicemente fuorviante: un tempo si sarebbe definito "FUD - Fear, uncertainty, and doubt" [1].... e nulla c'entra con il vero problema: "Perché serve l'iPad?" Saluti, DV [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Fear,_uncertainty,_and_doubt -- Damiano Verzulli e-mail:damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
On Thu, May 18, 2023 at 23:08, Damiano Verzulli wrote: Il 18/05/23 19:51, Marco Fioretti ha scritto: [...] mi pare che siamo d'accordo tutti sul fatto che in principio ognuno ha il diritto, e in qualche caso l'obbligo di legge dall'alto, di pretendere che la sua rete sia usata solo come vuole lui, anche se in molti casi reali poi si puo' o deve procedere diversamente. Dato che parliamo di scuola, io *NON* sono affatto d'accordo. A scuola (pubblica), i miei figli vanno per fruire di "didattica"... Tutto il resto ("politiche di Privacy Europee", "rete WIFI istituzionale", "questione di sicurezza di utilizzo corretto") è semplicemente fuorviante: un tempo si sarebbe definito "FUD - Fear, uncertainty, and doubt" [1].... e nulla c'entra con il vero problema: "Perché serve l'iPad?" buongiorno Damiano, per quanto mi riguarda, forse hai perso la primissima cosa che ho scritto:
scusate, tutto il resto lo capisco, ma in **questo** che c'e' di inammissibile... Marco
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