Sono pienamente d’accordo, e ho avuto esperienze simili quando ho lavorato con RMS e quando l’ho scorrazzato in Italia la prima volta che venne a parlare contro i brevetti software in parlamento. Soprattutto sono d’accordo che le battaglie cruciali da condurre, oltre al Free Software, sono proprio quelle citate da Stefano: cloud, piattaforme free basate su entrate pubblicitarie (surveillance capitalism), tra cui i social media. Siamo stati drogati dai servizi “free” intesi come “gratis” al punto che non ci siamo accorti da non essere più per niente “free”, ma schiavi di chi ci controlla, manipola e vende i nostri profili. Purtroppo per uscire da un’intossicazione il primo passo è riconoscere di essere intossicati: cosa molto difficile nell’attuale situazione. Del resto i responsabili della situazione ci spiegano che ci stanno pensando loro. In una recente intervista Yan LeCun ha spiegato che ormai Facebook è tutto basato su AI e che ogni testo, immagine o video passa attraverso sistemi che decidono cosa è lecito, cosa viola il copyright, cosa è fake o cosa è istigazione a reati. Quindi siamo in buone mani. — Beppe
On 26 Mar 2021, at 11:26, <nexa-request@server-nexa.polito.it> <nexa-request@server-nexa.polito.it> wrote:
On Thu, Mar 25, 2021 at 1:41 AM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it>> wrote:
Credo sia autoevidente che Stallman è un personaggio problematico
RMS è sempre stato problematico. Punto. Credo anche altri in questa lista ricordino quando lo portavamo in giro per l'Italia a sostenere il software libero (fine anni 90 e inizi 2000): dovevamo avere sempre un piano di damage control. Prima o poi sapevamo che avrebbe detto o fatto qualcosa di socialmente inaccettabile e dovevamo essere pronti a intervenire per distogliere l'attenzione, riportarla alle sue idee sul software libero.
Non dimentico episodi in bilico tra il disgustoso, l'inopportuno e l'offensivo. E i commenti che ho dovuto gestire post-incontri con senatori, dirigenti locali, professori universitari, amministratori di aziende che mi dicevano dopo l'evento "concetti interessanti ma non me lo portare più".
A un certo punto, la persona RMS era diventata più un problema che un supporto alla diffusione delle idee.
per i GAFAM.
Mi pare che godano di ottima salute, né la FSF né RMS gli fanno un baffo. La FSF da decenni è totalmente inefficace sui temi che contano. E RMS è responsabile di questo: non ha gli strumenti cognitivi per capire i problemi creati da mobile (non ha un cellulare), social media (non li usa), cloud (pensa sia il computer di un altro).
E i suoi pochi amici, quando hanno provato a fargli capire che stava ignorando il futuro, sono stati cacciati e diventati ex-amici. Non sono autorizzato a lasciare dettagli, ma già se guardi la lista di ex membri del board vedrai nomi che sono andati a fare altre cose e chiediti perché.
Circondato solo da yesmen, un uomo solo da sempre, fragile mentalmente, non ha avuto amici e parenti che lo aiutassero. E ora il board l'ha di nuovo messo in condizioni orribili per uno come lui. Sono in pena.
e quelle basate sull'intermediazione. (fattorini, affiti, noleggi, aste al ribasso, ecc.) On 26/03/21 12:35, Giuseppe Attardi wrote:
Soprattutto sono d’accordo che le battaglie cruciali da condurre, oltre al Free Software, sono proprio quelle citate da Stefano: cloud, piattaforme free basate su entrate pubblicitarie (surveillance capitalism), tra cui i social media.
On Fri, 2021-03-26 at 12:41 +0100, Stefano Quintarelli wrote:
e quelle basate sull'intermediazione. (fattorini, affiti, noleggi, aste al ribasso, ecc.)
... rivisitazione moderna dell'incapacità storica e velenosa del capitale di retribuire il lavoro, in modo da avere consumatori in grado di consumare ...
On 26/03/21 12:35, Giuseppe Attardi wrote:
Soprattutto sono d’accordo che le battaglie cruciali da condurre, oltre al Free Software, sono proprio quelle citate da Stefano: cloud, piattaforme free basate su entrate pubblicitarie (surveillance capitalism), tra cui i social media. _______________________________________________nexa mailing listnexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Beppe ha ragione. Incombe una minaccia gravissima su tante attività. Mi soffermo su un capitolo. Se accontentiamo gli uomini di GAFAM (compresi i nostri ministri e uomini importanti) l'università italiana scompare. La laurea si prenderà seguendo i corsi (per migliaia di studenti ciascuno) dei portali GAFAM e affrontando gli esami con esaminatori automatici basati su AI. La senatrice Mantovani ha recentemente proposto un disegno di legge, chiamato UNIRE, per realizzare la rete nazionale della scuola. E' un'opportunità importante da costruire su prodotti nazionali (come la gloriosa rete GARR). ma TIMEO COLAUM ET DONA FERENTES. Raf Il 26/03/21 12:35, Giuseppe Attardi ha scritto:
Sono pienamente d’accordo, e ho avuto esperienze simili quando ho lavorato con RMS e quando l’ho scorrazzato in Italia la prima volta che venne a parlare contro i brevetti software in parlamento.
Soprattutto sono d’accordo che le battaglie cruciali da condurre, oltre al Free Software, sono proprio quelle citate da Stefano: cloud, piattaforme free basate su entrate pubblicitarie (surveillance capitalism), tra cui i social media.
Siamo stati drogati dai servizi “free” intesi come “gratis” al punto che non ci siamo accorti da non essere più per niente “free”, ma schiavi di chi ci controlla, manipola e vende i nostri profili.
Purtroppo per uscire da un’intossicazione il primo passo è riconoscere di essere intossicati: cosa molto difficile nell’attuale situazione.
Del resto i responsabili della situazione ci spiegano che ci stanno pensando loro. In una recente intervista Yan LeCun ha spiegato che ormai Facebook è tutto basato su AI e che ogni testo, immagine o video passa attraverso sistemi che decidono cosa è lecito, cosa viola il copyright, cosa è fake o cosa è istigazione a reati.
Quindi siamo in buone mani.
— Beppe
On 26 Mar 2021, at 11:26, <nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it>> <nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it>> wrote:
On Thu, Mar 25, 2021 at 1:41 AM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it>> wrote:
Credo sia autoevidente che Stallman è un personaggio problematico
RMS è sempre stato problematico. Punto. Credo anche altri in questa lista ricordino quando lo portavamo in giro per l'Italia a sostenere il software libero (fine anni 90 e inizi 2000): dovevamo avere sempre un piano di damage control. Prima o poi sapevamo che avrebbe detto o fatto qualcosa di socialmente inaccettabile e dovevamo essere pronti a intervenire per distogliere l'attenzione, riportarla alle sue idee sul software libero.
Non dimentico episodi in bilico tra il disgustoso, l'inopportuno e l'offensivo. E i commenti che ho dovuto gestire post-incontri con senatori, dirigenti locali, professori universitari, amministratori di aziende che mi dicevano dopo l'evento "concetti interessanti ma non me lo portare più".
A un certo punto, la persona RMS era diventata più un problema che un supporto alla diffusione delle idee.
per i GAFAM.
Mi pare che godano di ottima salute, né la FSF né RMS gli fanno un baffo. La FSF da decenni è totalmente inefficace sui temi che contano. E RMS è responsabile di questo: non ha gli strumenti cognitivi per capire i problemi creati da mobile (non ha un cellulare), social media (non li usa), cloud (pensa sia il computer di un altro).
E i suoi pochi amici, quando hanno provato a fargli capire che stava ignorando il futuro, sono stati cacciati e diventati ex-amici. Non sono autorizzato a lasciare dettagli, ma già se guardi la lista di ex membri del board vedrai nomi che sono andati a fare altre cose e chiediti perché.
Circondato solo da yesmen, un uomo solo da sempre, fragile mentalmente, non ha avuto amici e parenti che lo aiutassero. E ora il board l'ha di nuovo messo in condizioni orribili per uno come lui. Sono in pena.
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Mi permetto di segnalare questo mio intervento al convegno su Teledidattica: esperienze a confronto. Al minuto 79, ho ribattuto a Cisternino, che obiettava, principalmente su motivi economici, a soluzioni per la didattica realizzate in proprio: https://bbb-proxy.meet.garr.it/playback/presentation/2.0/playback.html?meeti... Ho anche sostituito all’ultimo momento Enrico Vertuto nel presentare la soluzione di streaming del Polito. La proposta di UNIRE indica una possiblità. — Beppe
On 26 Mar 2021, at 13:02, Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it> wrote:
Beppe ha ragione. Incombe una minaccia gravissima su tante attività. Mi soffermo su un capitolo. Se accontentiamo gli uomini di GAFAM (compresi i nostri ministri e uomini importanti) l'università italiana scompare. La laurea si prenderà seguendo i corsi (per migliaia di studenti ciascuno) dei portali GAFAM e affrontando gli esami con esaminatori automatici basati su AI. La senatrice Mantovani ha recentemente proposto un disegno di legge, chiamato UNIRE, per realizzare la rete nazionale della scuola. E' un'opportunità importante da costruire su prodotti nazionali (come la gloriosa rete GARR). ma TIMEO COLAUM ET DONA FERENTES. Raf
Il 26/03/21 12:35, Giuseppe Attardi ha scritto:
Sono pienamente d’accordo, e ho avuto esperienze simili quando ho lavorato con RMS e quando l’ho scorrazzato in Italia la prima volta che venne a parlare contro i brevetti software in parlamento. Soprattutto sono d’accordo che le battaglie cruciali da condurre, oltre al Free Software, sono proprio quelle citate da Stefano: cloud, piattaforme free basate su entrate pubblicitarie (surveillance capitalism), tra cui i social media. Siamo stati drogati dai servizi “free” intesi come “gratis” al punto che non ci siamo accorti da non essere più per niente “free”, ma schiavi di chi ci controlla, manipola e vende i nostri profili. Purtroppo per uscire da un’intossicazione il primo passo è riconoscere di essere intossicati: cosa molto difficile nell’attuale situazione. Del resto i responsabili della situazione ci spiegano che ci stanno pensando loro. In una recente intervista Yan LeCun ha spiegato che ormai Facebook è tutto basato su AI e che ogni testo, immagine o video passa attraverso sistemi che decidono cosa è lecito, cosa viola il copyright, cosa è fake o cosa è istigazione a reati. Quindi siamo in buone mani. — Beppe
On 26 Mar 2021, at 11:26, <nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it>>> <nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it> <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it>>> wrote:
On Thu, Mar 25, 2021 at 1:41 AM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it> <mailto:giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it>>> wrote:
Credo sia autoevidente che Stallman è un personaggio problematico
RMS è sempre stato problematico. Punto. Credo anche altri in questa lista ricordino quando lo portavamo in giro per l'Italia a sostenere il software libero (fine anni 90 e inizi 2000): dovevamo avere sempre un piano di damage control. Prima o poi sapevamo che avrebbe detto o fatto qualcosa di socialmente inaccettabile e dovevamo essere pronti a intervenire per distogliere l'attenzione, riportarla alle sue idee sul software libero.
Non dimentico episodi in bilico tra il disgustoso, l'inopportuno e l'offensivo. E i commenti che ho dovuto gestire post-incontri con senatori, dirigenti locali, professori universitari, amministratori di aziende che mi dicevano dopo l'evento "concetti interessanti ma non me lo portare più".
A un certo punto, la persona RMS era diventata più un problema che un supporto alla diffusione delle idee.
per i GAFAM.
Mi pare che godano di ottima salute, né la FSF né RMS gli fanno un baffo. La FSF da decenni è totalmente inefficace sui temi che contano. E RMS è responsabile di questo: non ha gli strumenti cognitivi per capire i problemi creati da mobile (non ha un cellulare), social media (non li usa), cloud (pensa sia il computer di un altro).
E i suoi pochi amici, quando hanno provato a fargli capire che stava ignorando il futuro, sono stati cacciati e diventati ex-amici. Non sono autorizzato a lasciare dettagli, ma già se guardi la lista di ex membri del board vedrai nomi che sono andati a fare altre cose e chiediti perché.
Circondato solo da yesmen, un uomo solo da sempre, fragile mentalmente, non ha avuto amici e parenti che lo aiutassero. E ora il board l'ha di nuovo messo in condizioni orribili per uno come lui. Sono in pena.
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Caro Raf, mi fa molto piacere sentire anche il tuo parere positivo rispetto all'opportunità che si è creata con il DDL UNIRE. In queste ore sto cercando di capire se ci si può compattare per dare un sostegno all'iniziativa. E' la prima volta in vita mia che vedo affrontata una questione applicativa (peraltro in un campo delicatissimo quale è quello della didattica) a partire dal basso, ossia dal livello infrastrutturale. E' rarissimo che ci si occupi di aspetti infrastrutturali relativi all'elaborazione, in Italia, paese privo di cultura della messa in produzione, dove ogni servizio è destinato a livelli di affidabilità risibili e anacronistici. Ed è ancora più raro che lo si faccia con perizia tecnica nel campo dei sistemi distribuiti. Come dice Giuseppe Attardi, la proposta indica una possibilità. Ovviamente perfettibile, come ogni proposta, con dei punti di forza e di debolezza. Per esempio ho discusso di alcune sue carenze con amici e colleghi esperti del livello applicativo e del livello didattico. Tali carenze sono figlie certamente del punto di vista prescelto, quello infrastrutturale, appunto. Ma cosa c'è di meglio che UNIRE :-) le diverse e complementari competenze verso un obiettivo condiviso? Le persone ultra competenti con cui ne ho discusso si sono dette pronte a dare un contributo. Sarà difficile che questo DDL possa diventare legge. Sarà preso di mira dalle potenti lobby dei GAFAM in azione nelle nostre istituzioni. Ma forse possiamo provare a dire la nostra. Anche se perderemo, ne sarà valsa la pena. Chi ci sta? Quale può essere un modo di procedere? D. On 26/03/21 13:02, Angelo Raffaele Meo wrote:
Beppe ha ragione. Incombe una minaccia gravissima su tante attività. Mi soffermo su un capitolo. Se accontentiamo gli uomini di GAFAM (compresi i nostri ministri e uomini importanti) l'università italiana scompare. La laurea si prenderà seguendo i corsi (per migliaia di studenti ciascuno) dei portali GAFAM e affrontando gli esami con esaminatori automatici basati su AI. La senatrice Mantovani ha recentemente proposto un disegno di legge, chiamato UNIRE, per realizzare la rete nazionale della scuola. E' un'opportunità importante da costruire su prodotti nazionali (come la gloriosa rete GARR). ma TIMEO COLAUM ET DONA FERENTES. Raf
Il 26/03/21 12:35, Giuseppe Attardi ha scritto:
Sono pienamente d’accordo, e ho avuto esperienze simili quando ho lavorato con RMS e quando l’ho scorrazzato in Italia la prima volta che venne a parlare contro i brevetti software in parlamento.
Soprattutto sono d’accordo che le battaglie cruciali da condurre, oltre al Free Software, sono proprio quelle citate da Stefano: cloud, piattaforme free basate su entrate pubblicitarie (surveillance capitalism), tra cui i social media.
Siamo stati drogati dai servizi “free” intesi come “gratis” al punto che non ci siamo accorti da non essere più per niente “free”, ma schiavi di chi ci controlla, manipola e vende i nostri profili.
Purtroppo per uscire da un’intossicazione il primo passo è riconoscere di essere intossicati: cosa molto difficile nell’attuale situazione.
Del resto i responsabili della situazione ci spiegano che ci stanno pensando loro. In una recente intervista Yan LeCun ha spiegato che ormai Facebook è tutto basato su AI e che ogni testo, immagine o video passa attraverso sistemi che decidono cosa è lecito, cosa viola il copyright, cosa è fake o cosa è istigazione a reati.
Quindi siamo in buone mani.
— Beppe
On 26 Mar 2021, at 11:26, <nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it>> <nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it>> wrote:
On Thu, Mar 25, 2021 at 1:41 AM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it>> wrote:
Credo sia autoevidente che Stallman è un personaggio problematico
RMS è sempre stato problematico. Punto. Credo anche altri in questa lista ricordino quando lo portavamo in giro per l'Italia a sostenere il software libero (fine anni 90 e inizi 2000): dovevamo avere sempre un piano di damage control. Prima o poi sapevamo che avrebbe detto o fatto qualcosa di socialmente inaccettabile e dovevamo essere pronti a intervenire per distogliere l'attenzione, riportarla alle sue idee sul software libero.
Non dimentico episodi in bilico tra il disgustoso, l'inopportuno e l'offensivo. E i commenti che ho dovuto gestire post-incontri con senatori, dirigenti locali, professori universitari, amministratori di aziende che mi dicevano dopo l'evento "concetti interessanti ma non me lo portare più".
A un certo punto, la persona RMS era diventata più un problema che un supporto alla diffusione delle idee.
per i GAFAM.
Mi pare che godano di ottima salute, né la FSF né RMS gli fanno un baffo. La FSF da decenni è totalmente inefficace sui temi che contano. E RMS è responsabile di questo: non ha gli strumenti cognitivi per capire i problemi creati da mobile (non ha un cellulare), social media (non li usa), cloud (pensa sia il computer di un altro).
E i suoi pochi amici, quando hanno provato a fargli capire che stava ignorando il futuro, sono stati cacciati e diventati ex-amici. Non sono autorizzato a lasciare dettagli, ma già se guardi la lista di ex membri del board vedrai nomi che sono andati a fare altre cose e chiediti perché.
Circondato solo da yesmen, un uomo solo da sempre, fragile mentalmente, non ha avuto amici e parenti che lo aiutassero. E ora il board l'ha di nuovo messo in condizioni orribili per uno come lui. Sono in pena.
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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-- Ing. D. Davide Lamanna - CTO mobile: 340 4830930 voip: 06 916504256 fax: 06 233225276 Via Salaria, 292 - 00199 Roma www.binarioetico.it
Si tratta d questa proposta di DDL? http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/52491.htm Il giorno ven 26 mar 2021 alle ore 15:47 D. Davide Lamanna < davide.lamanna@binarioetico.it> ha scritto:
Caro Raf,
mi fa molto piacere sentire anche il tuo parere positivo rispetto all'opportunità che si è creata con il DDL UNIRE. In queste ore sto cercando di capire se ci si può compattare per dare un sostegno all'iniziativa.
E' la prima volta in vita mia che vedo affrontata una questione applicativa (peraltro in un campo delicatissimo quale è quello della didattica) a partire dal basso, ossia dal livello infrastrutturale. E' rarissimo che ci si occupi di aspetti infrastrutturali relativi all'elaborazione, in Italia, paese privo di cultura della messa in produzione, dove ogni servizio è destinato a livelli di affidabilità risibili e anacronistici. Ed è ancora più raro che lo si faccia con perizia tecnica nel campo dei sistemi distribuiti.
Come dice Giuseppe Attardi, la proposta indica una possibilità. Ovviamente perfettibile, come ogni proposta, con dei punti di forza e di debolezza. Per esempio ho discusso di alcune sue carenze con amici e colleghi esperti del livello applicativo e del livello didattico. Tali carenze sono figlie certamente del punto di vista prescelto, quello infrastrutturale, appunto. Ma cosa c'è di meglio che UNIRE :-) le diverse e complementari competenze verso un obiettivo condiviso? Le persone ultra competenti con cui ne ho discusso si sono dette pronte a dare un contributo.
Sarà difficile che questo DDL possa diventare legge. Sarà preso di mira dalle potenti lobby dei GAFAM in azione nelle nostre istituzioni. Ma forse possiamo provare a dire la nostra. Anche se perderemo, ne sarà valsa la pena.
Chi ci sta? Quale può essere un modo di procedere?
D.
On 26/03/21 13:02, Angelo Raffaele Meo wrote:
Beppe ha ragione. Incombe una minaccia gravissima su tante attività. Mi soffermo su un capitolo. Se accontentiamo gli uomini di GAFAM (compresi i nostri ministri e uomini importanti) l'università italiana scompare. La laurea si prenderà seguendo i corsi (per migliaia di studenti ciascuno) dei portali GAFAM e affrontando gli esami con esaminatori automatici basati su AI. La senatrice Mantovani ha recentemente proposto un disegno di legge, chiamato UNIRE, per realizzare la rete nazionale della scuola. E' un'opportunità importante da costruire su prodotti nazionali (come la gloriosa rete GARR). ma TIMEO COLAUM ET DONA FERENTES. Raf
Il 26/03/21 12:35, Giuseppe Attardi ha scritto:
Sono pienamente d’accordo, e ho avuto esperienze simili quando ho lavorato con RMS e quando l’ho scorrazzato in Italia la prima volta che venne a parlare contro i brevetti software in parlamento.
Soprattutto sono d’accordo che le battaglie cruciali da condurre, oltre al Free Software, sono proprio quelle citate da Stefano: cloud, piattaforme free basate su entrate pubblicitarie (surveillance capitalism), tra cui i social media.
Siamo stati drogati dai servizi “free” intesi come “gratis” al punto che non ci siamo accorti da non essere più per niente “free”, ma schiavi di chi ci controlla, manipola e vende i nostri profili.
Purtroppo per uscire da un’intossicazione il primo passo è riconoscere di essere intossicati: cosa molto difficile nell’attuale situazione.
Del resto i responsabili della situazione ci spiegano che ci stanno pensando loro. In una recente intervista Yan LeCun ha spiegato che ormai Facebook è tutto basato su AI e che ogni testo, immagine o video passa attraverso sistemi che decidono cosa è lecito, cosa viola il copyright, cosa è fake o cosa è istigazione a reati.
Quindi siamo in buone mani.
— Beppe
On 26 Mar 2021, at 11:26, <nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it>> <nexa-request@server-nexa.polito.it <mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it>> wrote:
On Thu, Mar 25, 2021 at 1:41 AM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it <mailto:giacomo@tesio.it>> wrote:
Credo sia autoevidente che Stallman è un personaggio problematico
RMS è sempre stato problematico. Punto. Credo anche altri in questa lista ricordino quando lo portavamo in giro per l'Italia a sostenere il software libero (fine anni 90 e inizi 2000): dovevamo avere sempre un piano di damage control. Prima o poi sapevamo che avrebbe detto o fatto qualcosa di socialmente inaccettabile e dovevamo essere pronti a intervenire per distogliere l'attenzione, riportarla alle sue idee sul software libero.
Non dimentico episodi in bilico tra il disgustoso, l'inopportuno e l'offensivo. E i commenti che ho dovuto gestire post-incontri con senatori, dirigenti locali, professori universitari, amministratori di aziende che mi dicevano dopo l'evento "concetti interessanti ma non me lo portare più".
A un certo punto, la persona RMS era diventata più un problema che un supporto alla diffusione delle idee.
per i GAFAM.
Mi pare che godano di ottima salute, né la FSF né RMS gli fanno un baffo. La FSF da decenni è totalmente inefficace sui temi che contano. E RMS è responsabile di questo: non ha gli strumenti cognitivi per capire i problemi creati da mobile (non ha un cellulare), social media (non li usa), cloud (pensa sia il computer di un altro).
E i suoi pochi amici, quando hanno provato a fargli capire che stava ignorando il futuro, sono stati cacciati e diventati ex-amici. Non sono autorizzato a lasciare dettagli, ma già se guardi la lista di ex membri del board vedrai nomi che sono andati a fare altre cose e chiediti perché.
Circondato solo da yesmen, un uomo solo da sempre, fragile mentalmente, non ha avuto amici e parenti che lo aiutassero. E ora il board l'ha di nuovo messo in condizioni orribili per uno come lui. Sono in pena.
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Ing. D. Davide Lamanna - CTO
mobile: 340 4830930 voip: 06 916504256 fax: 06 233225276 Via Salaria, 292 - 00199 Roma www.binarioetico.it
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Si tratta d questa proposta di DDL? http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/52491.htm
No, dovrebbe essere questa: http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm Deve essere ovviamente ancora assegnata ad una commissione, e poi da lì inizierà l'iter. Antonio
Mi faccio una domanda aperta. Ma perchè pensare ad un cloud privato per le scuole quando c'è già la rete GARR? Non è piu semplice portare tutte le scuole italiane sulla rete GARR? Peraltro gia previsto https://www.garr.it/it/regole-di-accesso-alla-rete Il giorno ven 26 mar 2021 alle ore 17:21 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> ha scritto:
Si tratta d questa proposta di DDL? http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/52491.htm
No, dovrebbe essere questa: http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm
Deve essere ovviamente ancora assegnata ad una commissione, e poi da lì inizierà l'iter.
Antonio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
On Fri, 2021-03-26 at 17:31 +0100, Marco Giustini wrote:
Mi faccio una domanda aperta. Ma perchè pensare ad un cloud privato per le scuole quando c'è già la rete GARR? Non è piu semplice portare tutte le scuole italiane sulla rete GARR? Peraltro gia previsto https://www.garr.it/it/regole-di-accesso-alla-rete
Giustissimo. Sono però abbastanza diversamente giovane da ricordarmi il destino di iniziative dl genere, come la MAN toscana, per non essere certo del fallimento di iniziative, sotto certi aspetti meritorie, come questa Il giorno ven 26 mar 2021 alle ore 17:21 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> ha scritto:
Si tratta d questa proposta di DDL? http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/52491.htm
No, dovrebbe essere questa:
http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm
Deve essere ovviamente ancora assegnata ad una commissione, e poi da
lì inizierà l'iter.
Antonio
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C'è da dire però che mentre il DDL è una strada in salita, la convenzione GARR è una strada in discesa. Nel primo caso serve un voto parlamentare (che non ci sarà mai), nel secondo caso basta che sia stipulata una convenzione tra GARR e MIUR. Battaglia persa per persa, meglio fare pressione sul MIUR che sul Parlamento. Si potrebbe scrivere un appello da far sottoscrivere e fare lobbying con il Ministro Patrizio BIANCHI (PD) ed i Sottosegretari Sen. Barbara FLORIDIA (M5S) e On. Rossano SASSO (Lega). Il giorno ven 26 mar 2021 alle ore 17:53 Marco A. Calamari < marcoc_maillist@marcoc.it> ha scritto:
On Fri, 2021-03-26 at 17:31 +0100, Marco Giustini wrote:
Mi faccio una domanda aperta. Ma perchè pensare ad un cloud privato per le scuole quando c'è già la rete GARR? Non è piu semplice portare tutte le scuole italiane sulla rete GARR? Peraltro gia previsto https://www.garr.it/it/regole-di-accesso-alla-rete
Giustissimo.
Sono però abbastanza diversamente giovane da ricordarmi il destino di iniziative dl genere, come la MAN toscana, per non essere certo del fallimento di iniziative, sotto certi aspetti meritorie, come questa
Il giorno ven 26 mar 2021 alle ore 17:21 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> ha scritto:
Si tratta d questa proposta di DDL? http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/52491.htm
No, dovrebbe essere questa: http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm
Deve essere ovviamente ancora assegnata ad una commissione, e poi da lì inizierà l'iter.
Antonio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Ciao Marco, è un piacere saperti anche qui. :-) Non conosco approfonditamente la situazione del GARR, come te e come chi ci lavora. L'invito è ad esprimersi, in questa lista siete in tant*. Felice di approfondire, rilevo solo che Mantovani ha lavorato al GARR e conosce a fondo la materia delle infrastrutture IT. Da quanto ne so, la capacità erogativa di GARR andrebbe comunque pesantemente potenziata. Parliamo di due ordini di grandezza. Nulla esclude che possiamo portare avanti entrambe le istanze. Non so se hai seguito, ma ogni volta che abbiamo scritto lettere con Raf e altri, abbiamo sempre citato GARR e la sua infrastruttura, fiore all'occhiello del nostro paese. Non vedrei problemi a fare altrettanto in questa circostanza. Sempre per aggiungere dettagli, al momento so che Sogei è in pole position per la costruzione di cloud autoctoni della PA. D. On 26/03/21 18:40, Marco Giustini wrote:
C'è da dire però che mentre il DDL è una strada in salita, la convenzione GARR è una strada in discesa. Nel primo caso serve un voto parlamentare (che non ci sarà mai), nel secondo caso basta che sia stipulata una convenzione tra GARR e MIUR. Battaglia persa per persa, meglio fare pressione sul MIUR che sul Parlamento. Si potrebbe scrivere un appello da far sottoscrivere e fare lobbying con il Ministro Patrizio BIANCHI (PD) ed i Sottosegretari Sen. Barbara FLORIDIA (M5S) e On. Rossano SASSO (Lega).
Il giorno ven 26 mar 2021 alle ore 17:53 Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it <mailto:marcoc_maillist@marcoc.it>> ha scritto:
On Fri, 2021-03-26 at 17:31 +0100, Marco Giustini wrote:
Mi faccio una domanda aperta. Ma perchè pensare ad un cloud privato per le scuole quando c'è già la rete GARR? Non è piu semplice portare tutte le scuole italiane sulla rete GARR? Peraltro gia previsto https://www.garr.it/it/regole-di-accesso-alla-rete <https://www.garr.it/it/regole-di-accesso-alla-rete>
Giustissimo.
Sono però abbastanza diversamente giovane da ricordarmi il destino di iniziative dl genere, come la MAN toscana, per non essere certo del fallimento di iniziative, sotto certi aspetti meritorie, come questa
Il giorno ven 26 mar 2021 alle ore 17:21 Antonio Iacono <antiac@gmail.com <mailto:antiac@gmail.com>> ha scritto:
> Si tratta d questa proposta di DDL? http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/52491.htm <http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/52491.htm>
No, dovrebbe essere questa: http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm <http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm>
Deve essere ovviamente ancora assegnata ad una commissione, e poi da lì inizierà l'iter.
Antonio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
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-- Ing. D. Davide Lamanna - CTO mobile: 340 4830930 voip: 06 916504256 fax: 06 233225276 Via Salaria, 292 - 00199 Roma www.binarioetico.it
Non sono riuscito a trovare nel riferimento http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm indicato qualche giorno fa, se non sbaglio, da Antonio Iacono il testo della proposta. Faccio perciò riferimento, per UNIRE, a quanto riportato in questo articolo-intervista https://www.key4biz.it/scuola-una-rete-unica-per-laccesso-a-internet-con-app... In un mio articolo sul tema pubblicato qualche tempo fa (https://www.key4biz.it/cloud-perche-serve-uninfrastruttura-digitale-pubblica...) facevo un'analisi dei costi di quanto sarebbe stato necessario al GARR per fornire alle scuole i primi 3 punti della proposta (come descritti nell'articolo sopra riportato): - interconnessione a tutte le scuole di ogni ordine e grado tra di loro, con gli uffici scolastici regionali, con il ministero dell’Istruzione e globalmente alla rete Internet; - servizi di rete di base quali DNS, servizi di memorizzazione dati e cloud computing; - la base di accoglienza per tutti i servizi informatici sia amministrativi che didattici (platform as a service); La stima (basata su diverse interazioni con Beppe Attardi) era di 3,5 milioni di euro l'anno, per coprire sostanzialmente tutte le classi. Rimandavo ad ulteriori stime per l'università. Mi pare che, rimanendo a questo livello di "infrastruttura di base", al soggetto GARR potrebbe essere affidato questo compito (per il quale ha tutte la competenza necessaria - ma non abbastanza risorse). Mi sembra invece che, passando al "servizio unico nazionale per la didattica digitale integrata" e ai relativi "ambienti protetti" la natura giuridica del GARR potrebbe rendere difficile questo affidamento. Questo potrebbe essere il motivo per cui la proposta, secondo quanto riferito dalla Mantovani nell'intervista sopra citata, parla all'art.3 di una SpA interamente partecipata dallo Stato. Ma qui in lista ci sono persone più esperte di me per chiarire questo punto. Nel mio articolo indicavano però che questi servizi avrebbero potuto essere realizzati da fornitori indipendenti appartenenti alla grande comunità di aziende e professionisti italiani con competenze nel software libero. Purché ovviamente alla scuole fossero stati dati i soldi necessari (il solito punto dolente della PA italiana: innovazione a costo zero). Anch'io sono perplesso sul realizzare soluzioni completamente centralizzate e quindi uguali per tutti per le varie tipologie di servizi di cui può aver bisogno una scuola. L'esperienza dimostra che non funzionano tanto bene, mentre invece assegnare fondi alle scuole per far sviluppare questi servizi da fornitori locali avrebbe, oltre a condurre alla realizzazioni di soluzioni più efficaci perché più ritagliate sugli effettivi bisogni, un non trascurabile effetto di stimolo dell'economia. Ciao, Enrico Il 27/03/2021 08:35, D. Davide Lamanna ha scritto:
Ciao Marco,
è un piacere saperti anche qui. :-)
Non conosco approfonditamente la situazione del GARR, come te e come chi ci lavora. L'invito è ad esprimersi, in questa lista siete in tant*.
Felice di approfondire, rilevo solo che Mantovani ha lavorato al GARR e conosce a fondo la materia delle infrastrutture IT. Da quanto ne so, la capacità erogativa di GARR andrebbe comunque pesantemente potenziata. Parliamo di due ordini di grandezza.
Nulla esclude che possiamo portare avanti entrambe le istanze. Non so se hai seguito, ma ogni volta che abbiamo scritto lettere con Raf e altri, abbiamo sempre citato GARR e la sua infrastruttura, fiore all'occhiello del nostro paese. Non vedrei problemi a fare altrettanto in questa circostanza.
Sempre per aggiungere dettagli, al momento so che Sogei è in pole position per la costruzione di cloud autoctoni della PA.
D.
On 26/03/21 18:40, Marco Giustini wrote:
C'è da dire però che mentre il DDL è una strada in salita, la convenzione GARR è una strada in discesa. Nel primo caso serve un voto parlamentare (che non ci sarà mai), nel secondo caso basta che sia stipulata una convenzione tra GARR e MIUR. Battaglia persa per persa, meglio fare pressione sul MIUR che sul Parlamento. Si potrebbe scrivere un appello da far sottoscrivere e fare lobbying con il Ministro Patrizio BIANCHI (PD) ed i Sottosegretari Sen. Barbara FLORIDIA (M5S) e On. Rossano SASSO (Lega).
Il giorno ven 26 mar 2021 alle ore 17:53 Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it <mailto:marcoc_maillist@marcoc.it>> ha scritto:
On Fri, 2021-03-26 at 17:31 +0100, Marco Giustini wrote:
Mi faccio una domanda aperta. Ma perchè pensare ad un cloud privato per le scuole quando c'è già la rete GARR? Non è piu semplice portare tutte le scuole italiane sulla rete GARR? Peraltro gia previsto https://www.garr.it/it/regole-di-accesso-alla-rete <https://www.garr.it/it/regole-di-accesso-alla-rete>
Giustissimo.
Sono però abbastanza diversamente giovane da ricordarmi il destino di iniziative dl genere, come la MAN toscana, per non essere certo del fallimento di iniziative, sotto certi aspetti meritorie, come questa
Il giorno ven 26 mar 2021 alle ore 17:21 Antonio Iacono <antiac@gmail.com <mailto:antiac@gmail.com>> ha scritto:
> Si tratta d questa proposta di DDL? http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/52491.htm <http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/52491.htm>
No, dovrebbe essere questa: http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm <http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm>
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-- EN ===================================================================== Prof. Enrico Nardelli Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it home page: http://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/ http://link-and-think.blogspot.it/ ===================================================================== --
Non sono riuscito a trovare nel riferimento http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm indicato qualche giorno fa, se non sbaglio, da Antonio Iacono il testo della proposta.
Purtroppo per i disegni di legge non assegnati non è disponibile il testo. Speriamo quindi venga assegnato velocemente. Nell'attesa, se qualcuno avesse il testo della proposta e lo volesse condividere in lista gliene saremmo grati. Antonio
Il 27/03/21 21:00, Antonio Iacono ha scritto:
Non sono riuscito a trovare nel riferimento http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm indicato qualche giorno fa, se non sbaglio, da Antonio Iacono il testo della proposta. Purtroppo per i disegni di legge non assegnati non è disponibile il testo Speriamo quindi venga assegnato velocemente. Nell'attesa, se qualcuno avesse il testo della proposta e lo volesse condividere in lista gliene saremmo grati.
Nel video linkato sul suo canale Telegram [1] la Mantovani accennava alla piattaforma del M5S come luogo di discussione "pubblica" per il testo del DDL. A suo tempo ci avevo guardato, con esito negativo. Sono tornato a guardarci 10 minuti fa, ed il testo è comparso [2]. E' leggibile a tutti, ma non e' possibile contribuire alla discussione (perche' è riservata agli iscritti al M5S). Per favorirne la diffusione, l'ho estrapolato dalla pagina del M5S e copia/incollato qui: https://telegra.ph/DDL-Mantovani--UNIRE-Bozza-del-testo-03-27 Ribadisco che il testo copia/incollato, è pubblico [2]. Saluti, DV [1] https://t.me/lallamantovani/4668 [2] https://rousseau.movimento5stelle.it/lex-eletti/detail/rete-di-interconnessi... -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Sostanzialmente fare l'isp e la sogei per 65mila scuole con 20M. In data 27 marzo 2021 11:54:33 PM Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it> ha scritto:
Il 27/03/21 21:00, Antonio Iacono ha scritto:
Non sono riuscito a trovare nel riferimento http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm indicato qualche giorno fa, se non sbaglio, da Antonio Iacono il testo della proposta. Purtroppo per i disegni di legge non assegnati non è disponibile il testo Speriamo quindi venga assegnato velocemente. Nell'attesa, se qualcuno avesse il testo della proposta e lo volesse condividere in lista gliene saremmo grati.
Nel video linkato sul suo canale Telegram [1] la Mantovani accennava alla piattaforma del M5S come luogo di discussione "pubblica" per il testo del DDL. A suo tempo ci avevo guardato, con esito negativo.
Sono tornato a guardarci 10 minuti fa, ed il testo è comparso [2]. E' leggibile a tutti, ma non e' possibile contribuire alla discussione (perche' è riservata agli iscritti al M5S).
Per favorirne la diffusione, l'ho estrapolato dalla pagina del M5S e copia/incollato qui:
https://telegra.ph/DDL-Mantovani--UNIRE-Bozza-del-testo-03-27
Ribadisco che il testo copia/incollato, è pubblico [2].
Saluti, DV
[1] https://t.me/lallamantovani/4668
[2] https://rousseau.movimento5stelle.it/lex-eletti/detail/rete-di-interconnessi...
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Purtroppo sapendo come funzionano le cose in Italia c'è da dire che un Consorzio di enti pubblici come il GARR si presta di meno a processi di privatizzazione rispetto ad una Spa a capitale pubblico come quella proposta nel DDL. Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 09:57 Stefano Quintarelli < stefano@quintarelli.it> ha scritto:
Sostanzialmente fare l'isp e la sogei per 65mila scuole con 20M.
In data 27 marzo 2021 11:54:33 PM Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it> ha scritto:
Il 27/03/21 21:00, Antonio Iacono ha scritto:
Non sono riuscito a trovare nel riferimento http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm indicato qualche giorno fa, se non sbaglio, da Antonio Iacono il testo della proposta. Purtroppo per i disegni di legge non assegnati non è disponibile il testo Speriamo quindi venga assegnato velocemente. Nell'attesa, se qualcuno avesse il testo della proposta e lo volesse condividere in lista gliene saremmo grati.
Nel video linkato sul suo canale Telegram [1] la Mantovani accennava alla piattaforma del M5S come luogo di discussione "pubblica" per il testo del DDL. A suo tempo ci avevo guardato, con esito negativo.
Sono tornato a guardarci 10 minuti fa, ed il testo è comparso [2]. E' leggibile a tutti, ma non e' possibile contribuire alla discussione (perche' è riservata agli iscritti al M5S).
Per favorirne la diffusione, l'ho estrapolato dalla pagina del M5S e copia/incollato qui:
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Ribadisco che il testo copia/incollato, è pubblico [2].
Saluti, DV
[1] https://t.me/lallamantovani/4668
[2]
https://rousseau.movimento5stelle.it/lex-eletti/detail/rete-di-interconnessi...
-- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
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Infatti se una infrastruttura strategica come una rete fisica delle scuole italiane fosse gestita da una Spa a capitale pubblico, ci sarebbe il rischio sempre presente che le quote della società venissero cedute ai privati per fare cassa in momenti di crisi. Cosa già successa innumerevoli volte. Cosa impossibile da realizzare nel caso in cui l'infrastruttura fosse gestita dal Consortium GARR. Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 11:38 Marco Giustini < info@marcogiustini.info> ha scritto:
Purtroppo sapendo come funzionano le cose in Italia c'è da dire che un Consorzio di enti pubblici come il GARR si presta di meno a processi di privatizzazione rispetto ad una Spa a capitale pubblico come quella proposta nel DDL.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 09:57 Stefano Quintarelli < stefano@quintarelli.it> ha scritto:
Sostanzialmente fare l'isp e la sogei per 65mila scuole con 20M.
In data 27 marzo 2021 11:54:33 PM Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it> ha scritto:
Il 27/03/21 21:00, Antonio Iacono ha scritto:
Non sono riuscito a trovare nel riferimento http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm indicato qualche giorno fa, se non sbaglio, da Antonio Iacono il testo della proposta. Purtroppo per i disegni di legge non assegnati non è disponibile il testo Speriamo quindi venga assegnato velocemente. Nell'attesa, se qualcuno avesse il testo della proposta e lo volesse condividere in lista gliene saremmo grati.
Nel video linkato sul suo canale Telegram [1] la Mantovani accennava alla piattaforma del M5S come luogo di discussione "pubblica" per il testo del DDL. A suo tempo ci avevo guardato, con esito negativo.
Sono tornato a guardarci 10 minuti fa, ed il testo è comparso [2]. E' leggibile a tutti, ma non e' possibile contribuire alla discussione (perche' è riservata agli iscritti al M5S).
Per favorirne la diffusione, l'ho estrapolato dalla pagina del M5S e copia/incollato qui:
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Ribadisco che il testo copia/incollato, è pubblico [2].
Saluti, DV
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Credo ci siano in questa lista le competenze per analizzare lo stato tecnico della rete del GARR e per prospettare i necessari investimenti per rendere la rete capace di connettere tutte le scuole italiane. Perchè non partiamo da tre, anzichè da zero? Il GARR esiste ed è un consorzio formato tra gli altri proprio dal MIUR e dal CRUI (di cui l'attuale ministro dell'istruzione Bianchi è stato presidente nel 2007) e già connette centinaia di scuole in Italia. A mio parere Nexa dovrebbe farsi promotrice di un appello al MIUR da far sottoscrivere alla società civile in cui indica il GARR come la rete digitale per le scuole italiane e propone il finanziamento necessario da attingere al Recovery Fund per renderla in grado di esserlo. Una proposta a mio parere molto piu realistica che quella di sostenere il DDL Mantovani. Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 11:42 Marco Giustini < info@marcogiustini.info> ha scritto:
Infatti se una infrastruttura strategica come una rete fisica delle scuole italiane fosse gestita da una Spa a capitale pubblico, ci sarebbe il rischio sempre presente che le quote della società venissero cedute ai privati per fare cassa in momenti di crisi. Cosa già successa innumerevoli volte. Cosa impossibile da realizzare nel caso in cui l'infrastruttura fosse gestita dal Consortium GARR.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 11:38 Marco Giustini < info@marcogiustini.info> ha scritto:
Purtroppo sapendo come funzionano le cose in Italia c'è da dire che un Consorzio di enti pubblici come il GARR si presta di meno a processi di privatizzazione rispetto ad una Spa a capitale pubblico come quella proposta nel DDL.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 09:57 Stefano Quintarelli < stefano@quintarelli.it> ha scritto:
Sostanzialmente fare l'isp e la sogei per 65mila scuole con 20M.
In data 27 marzo 2021 11:54:33 PM Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it> ha scritto:
Il 27/03/21 21:00, Antonio Iacono ha scritto:
Non sono riuscito a trovare nel riferimento http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm indicato qualche giorno fa, se non sbaglio, da Antonio Iacono il testo della proposta. Purtroppo per i disegni di legge non assegnati non è disponibile il testo Speriamo quindi venga assegnato velocemente. Nell'attesa, se qualcuno avesse il testo della proposta e lo volesse condividere in lista gliene saremmo grati.
Nel video linkato sul suo canale Telegram [1] la Mantovani accennava alla piattaforma del M5S come luogo di discussione "pubblica" per il testo del DDL. A suo tempo ci avevo guardato, con esito negativo.
Sono tornato a guardarci 10 minuti fa, ed il testo è comparso [2]. E' leggibile a tutti, ma non e' possibile contribuire alla discussione (perche' è riservata agli iscritti al M5S).
Per favorirne la diffusione, l'ho estrapolato dalla pagina del M5S e copia/incollato qui:
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Saluti, DV
[1] https://t.me/lallamantovani/4668
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Car* nexian*, non sono molto attiva nella lista ma vi seguo con passione da molto tempo. credo che quest’idea di sostenere la rete GARR e fare i necessari investimenti perché possa connettere tutte le scuole italiane sia importante e soprattutto cruciale per non trasformare l’infrastruttura digitale delle scuole italiane per una questione di lucro privato. tutti avrebbero chiaro il problema se al posto di una spa ci fosse un’istituzione religiosa a cui demandare la stessa infrastruttura. c’è un problema di egemonizzare l’insegnamento in un contesto privatistico. l’infrastruttura tecnica non è solo una cosa tecnica è una dimensione cognitivo coloniale della possibilità di apprendimento e insegnamento. non posso e non voglio dilungarmi. Giovanna Sissa e io abbiamo contribuito su questo tema nel nuovo numero di luoghi comuni in uscita in questi giorni. semmai poi vi mando il link quando sarà pubblicato. per chi volesse. non si tratta solo di questioni economiche ma di molto di più, come la possibilità di concepire uno spazio digitale pubblico nel quale permettere ai nostri studenti di crescere studiare e apprendere. non credo si debbano fare considerazioni di carattere solo economico su questo. se dovessimo pensare in termini di costi benefici alla scuola o agli ospedali li avremmo già tutti chiusi. non tutto si può vendere e comprare. il fatto è che nella nostra società si assottiglia sempre di più la sfera delle cose che non si possono comprare o vendere, come invece ammetteva perfino la pubblicità di una famosa carta di credito anni fa. ci sono cose che non possono e non devono stare sul mercato. Non tutto è reificabile o commodificabile soprattutto se vogliamo difendere la democrazia. e una di queste è la digitalizzazione della scuola ritengo. per questo saluto con molto favore la proposta di marco giustini e vorrei capire come possiamo metterla concretamente in pratica. un abbraccio a tutti e buona domenica teresa numerico p.s. mi scuso per il lungo messaggio
On 28 Mar 2021, at 11:54, Marco Giustini <info@marcogiustini.info> wrote:
Credo ci siano in questa lista le competenze per analizzare lo stato tecnico della rete del GARR e per prospettare i necessari investimenti per rendere la rete capace di connettere tutte le scuole italiane. Perchè non partiamo da tre, anzichè da zero? Il GARR esiste ed è un consorzio formato tra gli altri proprio dal MIUR e dal CRUI (di cui l'attuale ministro dell'istruzione Bianchi è stato presidente nel 2007) e già connette centinaia di scuole in Italia. A mio parere Nexa dovrebbe farsi promotrice di un appello al MIUR da far sottoscrivere alla società civile in cui indica il GARR come la rete digitale per le scuole italiane e propone il finanziamento necessario da attingere al Recovery Fund per renderla in grado di esserlo. Una proposta a mio parere molto piu realistica che quella di sostenere il DDL Mantovani.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 11:42 Marco Giustini <info@marcogiustini.info <mailto:info@marcogiustini.info>> ha scritto: Infatti se una infrastruttura strategica come una rete fisica delle scuole italiane fosse gestita da una Spa a capitale pubblico, ci sarebbe il rischio sempre presente che le quote della società venissero cedute ai privati per fare cassa in momenti di crisi. Cosa già successa innumerevoli volte. Cosa impossibile da realizzare nel caso in cui l'infrastruttura fosse gestita dal Consortium GARR.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 11:38 Marco Giustini <info@marcogiustini.info <mailto:info@marcogiustini.info>> ha scritto: Purtroppo sapendo come funzionano le cose in Italia c'è da dire che un Consorzio di enti pubblici come il GARR si presta di meno a processi di privatizzazione rispetto ad una Spa a capitale pubblico come quella proposta nel DDL.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 09:57 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto: Sostanzialmente fare l'isp e la sogei per 65mila scuole con 20M.
In data 27 marzo 2021 11:54:33 PM Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it <mailto:damiano@verzulli.it>> ha scritto:
Il 27/03/21 21:00, Antonio Iacono ha scritto:
Non sono riuscito a trovare nel riferimento http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm <http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm> indicato qualche giorno fa, se non sbaglio, da Antonio Iacono il testo della proposta. Purtroppo per i disegni di legge non assegnati non è disponibile il testo Speriamo quindi venga assegnato velocemente. Nell'attesa, se qualcuno avesse il testo della proposta e lo volesse condividere in lista gliene saremmo grati.
Nel video linkato sul suo canale Telegram [1] la Mantovani accennava alla piattaforma del M5S come luogo di discussione "pubblica" per il testo del DDL. A suo tempo ci avevo guardato, con esito negativo.
Sono tornato a guardarci 10 minuti fa, ed il testo è comparso [2]. E' leggibile a tutti, ma non e' possibile contribuire alla discussione (perche' è riservata agli iscritti al M5S).
Per favorirne la diffusione, l'ho estrapolato dalla pagina del M5S e copia/incollato qui:
https://telegra.ph/DDL-Mantovani--UNIRE-Bozza-del-testo-03-27 <https://telegra.ph/DDL-Mantovani--UNIRE-Bozza-del-testo-03-27>
Ribadisco che il testo copia/incollato, è pubblico [2].
Saluti, DV
[1] https://t.me/lallamantovani/4668 <https://t.me/lallamantovani/4668>
[2] https://rousseau.movimento5stelle.it/lex-eletti/detail/rete-di-interconnessi... <https://rousseau.movimento5stelle.it/lex-eletti/detail/rete-di-interconnessi...>
-- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it <mailto:damiano@verzulli.it> --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html <http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html>
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Carissim*, grazie per essere intervenuti in questo dibattito e per gli ottimi contributi portati. Se va investito il GARR di una candidatura, andrebbero sentiti i vertici, a partire da Federico Ruggieri. Quello che ci ha detto Giuseppe Attardi, però, mi pare già una indicazione importante. Rispetto all'idea di una S.p.a. a 100% di capitale pubblico, ho trovato le indicazioni di Teresa Numerico sulla necessità di tenere distanti gli interessi privatistici dalla scuola, molto utili e condivisibili. Non sono esperto di diritto e non ho un'idea forte al riguardo, rilevo però che in Italia è pieno di S.p.a. a 100% di capitale pubblico, sia a livello centrale che regionale, che non hanno mai venduto a privati le quote, sebbene, come riporta Marco Giustini, questo sia sempre possibile, come del resto sempre possibile è qualunque privatizzazione di un soggetto pubblico. Un simile organo, detto in gergo in-house, come sottolineato da Marco stesso, renderebbe solo le cose più facili. Da quello che capisco, comunque, quella delle in-house è una prassi europea. Che non mi fa impazzire, ma tant'è. Infine ho letto con piacere l'articolo di Enrico Nardelli e i suoi commenti aggiunti qui in lista, trovandomi anche con lui in grossa sintonia. Mi farebbe molto piacere lavorare insieme su questi temi. Vi chiedo: fermo restando che possiamo continuare ad usare la lista Nexa per confrontarci su questioni più generali, come queste, non sarebbe opportuno creare una lista operativa con gli interessati in modo da rendere più efficace il processo di consolidamento di una posizione comune? Io posso farlo rapidamente, se volete. Sennò andrà bene qualunque altra soluzione. Se l'idea vi piace, vi chiedo di indicarmi (in privato) la vostra email, e provvederò a stilare una lista di indirizzi pronta all'uso. Grazie. Buona giornata, Davide On 28/03/21 13:13, Teresa Numerico wrote:
Car* nexian*, non sono molto attiva nella lista ma vi seguo con passione da molto tempo. credo che quest’idea di sostenere la rete GARR e fare i necessari investimenti perché possa connettere tutte le scuole italiane sia importante e soprattutto cruciale per non trasformare l’infrastruttura digitale delle scuole italiane per una questione di lucro privato. tutti avrebbero chiaro il problema se al posto di una spa ci fosse un’istituzione religiosa a cui demandare la stessa infrastruttura. c’è un problema di egemonizzare l’insegnamento in un contesto privatistico. l’infrastruttura tecnica non è solo una cosa tecnica è una dimensione cognitivo coloniale della possibilità di apprendimento e insegnamento. non posso e non voglio dilungarmi. Giovanna Sissa e io abbiamo contribuito su questo tema nel nuovo numero di luoghi comuni in uscita in questi giorni. semmai poi vi mando il link quando sarà pubblicato. per chi volesse. non si tratta solo di questioni economiche ma di molto di più, come la possibilità di concepire uno spazio digitale pubblico nel quale permettere ai nostri studenti di crescere studiare e apprendere. non credo si debbano fare considerazioni di carattere solo economico su questo. se dovessimo pensare in termini di costi benefici alla scuola o agli ospedali li avremmo già tutti chiusi. non tutto si può vendere e comprare. il fatto è che nella nostra società si assottiglia sempre di più la sfera delle cose che non si possono comprare o vendere, come invece ammetteva perfino la pubblicità di una famosa carta di credito anni fa. ci sono cose che non possono e non devono stare sul mercato. Non tutto è reificabile o commodificabile soprattutto se vogliamo difendere la democrazia. e una di queste è la digitalizzazione della scuola ritengo. per questo saluto con molto favore la proposta di marco giustini e vorrei capire come possiamo metterla concretamente in pratica.
un abbraccio a tutti e buona domenica teresa numerico
p.s. mi scuso per il lungo messaggio
On 28 Mar 2021, at 11:54, Marco Giustini <info@marcogiustini.info <mailto:info@marcogiustini.info>> wrote:
Credo ci siano in questa lista le competenze per analizzare lo stato tecnico della rete del GARR e per prospettare i necessari investimenti per rendere la rete capace di connettere tutte le scuole italiane. Perchè non partiamo da tre, anzichè da zero? Il GARR esiste ed è un consorzio formato tra gli altri proprio dal MIUR e dal CRUI (di cui l'attuale ministro dell'istruzione Bianchi è stato presidente nel 2007) e già connette centinaia di scuole in Italia. A mio parere Nexa dovrebbe farsi promotrice di un appello al MIUR da far sottoscrivere alla società civile in cui indica il GARR come la rete digitale per le scuole italiane e propone il finanziamento necessario da attingere al Recovery Fund per renderla in grado di esserlo. Una proposta a mio parere molto piu realistica che quella di sostenere il DDL Mantovani.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 11:42 Marco Giustini <info@marcogiustini.info <mailto:info@marcogiustini.info>> ha scritto:
Infatti se una infrastruttura strategica come una rete fisica delle scuole italiane fosse gestita da una Spa a capitale pubblico, ci sarebbe il rischio sempre presente che le quote della società venissero cedute ai privati per fare cassa in momenti di crisi. Cosa già successa innumerevoli volte. Cosa impossibile da realizzare nel caso in cui l'infrastruttura fosse gestita dal Consortium GARR.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 11:38 Marco Giustini <info@marcogiustini.info <mailto:info@marcogiustini.info>> ha scritto:
Purtroppo sapendo come funzionano le cose in Italia c'è da dire che un Consorzio di enti pubblici come il GARR si presta di meno a processi di privatizzazione rispetto ad una Spa a capitale pubblico come quella proposta nel DDL.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 09:57 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
Sostanzialmente fare l'isp e la sogei per 65mila scuole con 20M.
In data 27 marzo 2021 11:54:33 PM Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it <mailto:damiano@verzulli.it>> ha scritto:
> Il 27/03/21 21:00, Antonio Iacono ha scritto: >>> Non sono riuscito a trovare nel riferimento >>> http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm <http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm> >>> indicato qualche giorno fa, se non sbaglio, da Antonio Iacono il testo >>> della proposta. >> Purtroppo per i disegni di legge non assegnati non è disponibile il testo >> Speriamo quindi venga assegnato velocemente. >> Nell'attesa, se qualcuno avesse il testo della proposta e lo volesse >> condividere in lista gliene saremmo grati. > > Nel video linkato sul suo canale Telegram [1] la Mantovani accennava > alla piattaforma del M5S come luogo di discussione "pubblica" per il > testo del DDL. A suo tempo ci avevo guardato, con esito negativo. > > Sono tornato a guardarci 10 minuti fa, ed il testo è comparso [2]. E' > leggibile a tutti, ma non e' possibile contribuire alla discussione > (perche' è riservata agli iscritti al M5S). > > Per favorirne la diffusione, l'ho estrapolato dalla pagina del M5S e > copia/incollato qui: > > https://telegra.ph/DDL-Mantovani--UNIRE-Bozza-del-testo-03-27 <https://telegra.ph/DDL-Mantovani--UNIRE-Bozza-del-testo-03-27> > > Ribadisco che il testo copia/incollato, è pubblico [2]. > > Saluti, > DV > > > [1] https://t.me/lallamantovani/4668 <https://t.me/lallamantovani/4668> > > [2] > https://rousseau.movimento5stelle.it/lex-eletti/detail/rete-di-interconnessi... <https://rousseau.movimento5stelle.it/lex-eletti/detail/rete-di-interconnessi...> > > -- > Damiano Verzulli > e-mail: damiano@verzulli.it <mailto:damiano@verzulli.it> > --- > possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} > --- > "...I realized that free software would not generate the kind of > income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able > to get a well paying job as a free software developer, but not > here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 > http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html <http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html> > > > > > > ---------- > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
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-- Ing. D. Davide Lamanna - CTO mobile: 340 4830930 voip: 06 916504256 fax: 06 233225276 Via Salaria, 292 - 00199 Roma www.binarioetico.it
Sulla Spa a totale partecipazione pubblica segnalo alcune questioni importanti che sono: 1. Quale soggetto pubblico esercita il "controllo analogo", cioè ha la responsabilità di verificare le attività e il modus operandi della società. Ha le competenze e le capacità per esercitarlo? In questo caso sarebbe importante prevedere nello statuto trasparenza del controllo e modalità efficaci di partecipazione (ad es. da parte degli organismi di rappresentanza di professori e studenti) al suo svolgimento. 2. Una scrittura stringente dello statuto, del perimetro e dei vincoli di attività. Ad esempio il divieto di operare 'sul mercato'. Ed una attenzione costante alle sue revisioni. (Un esempio di Spa 100% pubblica che ha recentemente ampliato le previsioni del suo statuto senza che questo abbia creato alcuna attenzione, come invece sarebbe stato necessario, è PagoPa) Il giorno lun 29 mar 2021 alle ore 08:50 D. Davide Lamanna < davide.lamanna@binarioetico.it> ha scritto:
Carissim*,
grazie per essere intervenuti in questo dibattito e per gli ottimi contributi portati.
Se va investito il GARR di una candidatura, andrebbero sentiti i vertici, a partire da Federico Ruggieri. Quello che ci ha detto Giuseppe Attardi, però, mi pare già una indicazione importante.
Rispetto all'idea di una S.p.a. a 100% di capitale pubblico, ho trovato le indicazioni di Teresa Numerico sulla necessità di tenere distanti gli interessi privatistici dalla scuola, molto utili e condivisibili. Non sono esperto di diritto e non ho un'idea forte al riguardo, rilevo però che in Italia è pieno di S.p.a. a 100% di capitale pubblico, sia a livello centrale che regionale, che non hanno mai venduto a privati le quote, sebbene, come riporta Marco Giustini, questo sia sempre possibile, come del resto sempre possibile è qualunque privatizzazione di un soggetto pubblico. Un simile organo, detto in gergo in-house, come sottolineato da Marco stesso, renderebbe solo le cose più facili. Da quello che capisco, comunque, quella delle in-house è una prassi europea. Che non mi fa impazzire, ma tant'è.
Infine ho letto con piacere l'articolo di Enrico Nardelli e i suoi commenti aggiunti qui in lista, trovandomi anche con lui in grossa sintonia.
Mi farebbe molto piacere lavorare insieme su questi temi. Vi chiedo: fermo restando che possiamo continuare ad usare la lista Nexa per confrontarci su questioni più generali, come queste, non sarebbe opportuno creare una lista operativa con gli interessati in modo da rendere più efficace il processo di consolidamento di una posizione comune?
Io posso farlo rapidamente, se volete. Sennò andrà bene qualunque altra soluzione. Se l'idea vi piace, vi chiedo di indicarmi (in privato) la vostra email, e provvederò a stilare una lista di indirizzi pronta all'uso.
Grazie.
Buona giornata, Davide
On 28/03/21 13:13, Teresa Numerico wrote:
Car* nexian*, non sono molto attiva nella lista ma vi seguo con passione da molto tempo. credo che quest’idea di sostenere la rete GARR e fare i necessari investimenti perché possa connettere tutte le scuole italiane sia importante e soprattutto cruciale per non trasformare l’infrastruttura digitale delle scuole italiane per una questione di lucro privato. tutti avrebbero chiaro il problema se al posto di una spa ci fosse un’istituzione religiosa a cui demandare la stessa infrastruttura. c’è un problema di egemonizzare l’insegnamento in un contesto privatistico. l’infrastruttura tecnica non è solo una cosa tecnica è una dimensione cognitivo coloniale della possibilità di apprendimento e insegnamento. non posso e non voglio dilungarmi. Giovanna Sissa e io abbiamo contribuito su questo tema nel nuovo numero di luoghi comuni in uscita in questi giorni. semmai poi vi mando il link quando sarà pubblicato. per chi volesse. non si tratta solo di questioni economiche ma di molto di più, come la possibilità di concepire uno spazio digitale pubblico nel quale permettere ai nostri studenti di crescere studiare e apprendere. non credo si debbano fare considerazioni di carattere solo economico su questo. se dovessimo pensare in termini di costi benefici alla scuola o agli ospedali li avremmo già tutti chiusi. non tutto si può vendere e comprare. il fatto è che nella nostra società si assottiglia sempre di più la sfera delle cose che non si possono comprare o vendere, come invece ammetteva perfino la pubblicità di una famosa carta di credito anni fa. ci sono cose che non possono e non devono stare sul mercato. Non tutto è reificabile o commodificabile soprattutto se vogliamo difendere la democrazia. e una di queste è la digitalizzazione della scuola ritengo. per questo saluto con molto favore la proposta di marco giustini e vorrei capire come possiamo metterla concretamente in pratica.
un abbraccio a tutti e buona domenica teresa numerico
p.s. mi scuso per il lungo messaggio
On 28 Mar 2021, at 11:54, Marco Giustini <info@marcogiustini.info <mailto:info@marcogiustini.info>> wrote:
Credo ci siano in questa lista le competenze per analizzare lo stato tecnico della rete del GARR e per prospettare i necessari investimenti per rendere la rete capace di connettere tutte le scuole italiane. Perchè non partiamo da tre, anzichè da zero? Il GARR esiste ed è un consorzio formato tra gli altri proprio dal MIUR e dal CRUI (di cui l'attuale ministro dell'istruzione Bianchi è stato presidente nel 2007) e già connette centinaia di scuole in Italia. A mio parere Nexa dovrebbe farsi promotrice di un appello al MIUR da far sottoscrivere alla società civile in cui indica il GARR come la rete digitale per le scuole italiane e propone il finanziamento necessario da attingere al Recovery Fund per renderla in grado di esserlo. Una proposta a mio parere molto piu realistica che quella di sostenere il DDL Mantovani.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 11:42 Marco Giustini <info@marcogiustini.info <mailto:info@marcogiustini.info>> ha scritto:
Infatti se una infrastruttura strategica come una rete fisica delle scuole italiane fosse gestita da una Spa a capitale pubblico, ci sarebbe il rischio sempre presente che le quote della società venissero cedute ai privati per fare cassa in momenti di crisi. Cosa già successa innumerevoli volte. Cosa impossibile da realizzare nel caso in cui l'infrastruttura fosse gestita dal Consortium GARR.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 11:38 Marco Giustini <info@marcogiustini.info <mailto:info@marcogiustini.info>> ha scritto:
Purtroppo sapendo come funzionano le cose in Italia c'è da dire che un Consorzio di enti pubblici come il GARR si presta di meno a processi di privatizzazione rispetto ad una Spa a capitale pubblico come quella proposta nel DDL.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 09:57 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
Sostanzialmente fare l'isp e la sogei per 65mila scuole con 20M.
In data 27 marzo 2021 11:54:33 PM Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it <mailto:damiano@verzulli.it>> ha scritto:
> Il 27/03/21 21:00, Antonio Iacono ha scritto: >>> Non sono riuscito a trovare nel riferimento >>> http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm <http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm> >>> indicato qualche giorno fa, se non sbaglio, da Antonio Iacono il testo >>> della proposta. >> Purtroppo per i disegni di legge non assegnati non è disponibile il testo >> Speriamo quindi venga assegnato velocemente. >> Nell'attesa, se qualcuno avesse il testo della proposta e lo volesse >> condividere in lista gliene saremmo grati. > > Nel video linkato sul suo canale Telegram [1] la Mantovani accennava > alla piattaforma del M5S come luogo di discussione "pubblica" per il > testo del DDL. A suo tempo ci avevo guardato, con esito negativo. > > Sono tornato a guardarci 10 minuti fa, ed il testo è comparso [2]. E' > leggibile a tutti, ma non e' possibile contribuire alla discussione > (perche' è riservata agli iscritti al M5S). > > Per favorirne la diffusione, l'ho estrapolato dalla pagina del M5S e > copia/incollato qui: > >
https://telegra.ph/DDL-Mantovani--UNIRE-Bozza-del-testo-03-27
<
https://telegra.ph/DDL-Mantovani--UNIRE-Bozza-del-testo-03-27>
> > Ribadisco che il testo copia/incollato, è pubblico [2]. > > Saluti, > DV > > > [1] https://t.me/lallamantovani/4668 <https://t.me/lallamantovani/4668> > > [2] >
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> > -- > Damiano Verzulli > e-mail: damiano@verzulli.it <mailto:damiano@verzulli.it> > --- > possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} > --- > "...I realized that free software would not generate the kind of > income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able > to get a well paying job as a free software developer, but not > here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 >
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
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Ing. D. Davide Lamanna - CTO
mobile: 340 4830930 voip: 06 916504256 fax: 06 233225276 Via Salaria, 292 - 00199 Roma www.binarioetico.it
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Cari e care Nexiane, aggiungo il mio parere al dibattito, non tanto sulla proposta di legge, ma su quale aiuto e supporto digitale servirebbe alla scuola e alla ricerca italiana. Ringrazio innanzi tutto coloro che hanno messo l'accento sull'importanza del GARR, di cui ho scritto in "Didattica a Distanza, seconda ondata" (uscito in "Formare a distanza?" con C.I.R.C.E: https://circex.org/it/risorse/fad/didattica-a-distanza-seconda-ondata). Secondo le informazioni che sono riuscito ad ottenere dai dirigenti del GARR, il consorzio sarebbe ben felice di ampliare il proprio raggio d'azione. Anzi va detto che il MIUR in questo anno ha colpevolmente evitato di tenere in considerazione i servizi offerti dal GARR a scuole ed università. Servizi che prevedono una parte consistente di ciò di cui le scuole hanno bisogno: Rete e accesso, cloud e applicazioni, videoconferenza, etc. (https://www.servizi.garr.it/). Certo andrebbe potenziata la sua struttura e i servizi di help desk e di assistenza, ma stiamo parlando di "un’associazione senza fini di lucro fondata sotto l’egida del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Gli enti soci sono CNR <https://www.cnr.it/>, ENEA <http://www.enea.it/it>, INAF <http://www.inaf.it/it>, INFN <http://home.infn.it/it/>, INGV <http://www.ingv.it/> e tutte le università italiane rappresentate dalla Fondazione CRUI <http://www.fondazionecrui.it/>". Perché creare una nuova struttura, facilmente privatizzabile, che dovrebbe rispondere alle leggi del mercato (pur sempre di SPA si tratterebbe), quando esiste un patrimonio di competenze ed esperienza, già in buona parte finanziato con fondi pubblici che andrebbe messo a sistema. Detto questo credo che la proposta di legge mostri alcune lacune e un grande rischio. Tra le lacune, va certamente annoverata la totale mancanza di riferimenti alla didattica che trattandosi di scuola non è banale. Mi si dirà: "intanto mettiamo le scuole in rete!". Temo però che il come mettere le scuole in rete non sia ininfluente per la didattica che i diversi docenti vorranno adottare. Infatti nella proposta non si tiene per nulla in conto che una piattaforma per la didattica (o un insieme di strumenti per la didattica) non è neutra. Gli insegnanti e le studentesse sono persone. Le persone dovrebbero essere messe al centro della progettazione di una o più piattaforme dedicate alla didattica. Nella scuola ci sono enormi differenze: età, tipo di formazione, esigenze didattiche, logistica, cultura. La Piattaforma Unica difficilmente può tenere insieme tutte le diversità di cui è composta la scuola e che andrebbero valorizzate invece che appiattite. A questo proposito consiglio UNIRE o DIVIDERE di Stefano Penge: https://www.stefanopenge.it/wp/?p=844 Il rischio deriva direttamente dalle lacune: la centralizzazione di una infrastruttura del genere porterebbe ulteriori danni alla scuola italiana, che già sta pagando dazio alla necessità di standardizzazione dell'insegnamento per favorire le competenze, direttamente spendibili nella produzione, piuttosto che nella creazione di saperi che aiutano a formare persone prima che lavoratori. I miei 2 cents. m -- Maurizio "Graffio" Pillole di informazione digitale - https://pillole.graffio.org "C.I.R.C.E. - https://circex.org" Lynx - https://www.lynxlab.com AvANa - https://avana.forteprenestino.net/
Ciao Maurizio,
Secondo le informazioni che sono riuscito ad ottenere dai dirigenti del GARR, il consorzio sarebbe ben felice di ampliare il proprio raggio d'azione.
Ottimo. Riusciamo ad avere la voce ufficiale del GARR su questo? Non voglio muovermi senza avere le spalle coperte.
Detto questo credo che la proposta di legge mostri alcune lacune e un grande rischio. Tra le lacune, va certamente annoverata la totale mancanza di riferimenti alla didattica che trattandosi di scuola non è banale. Mi si dirà: "intanto mettiamo le scuole in rete!". Temo però che il come mettere le scuole in rete non sia ininfluente per la didattica che i diversi docenti vorranno adottare. Infatti nella proposta non si tiene per nulla in conto che una piattaforma per la didattica (o un insieme di strumenti per la didattica) non è neutra. Gli insegnanti e le studentesse sono persone. Le persone dovrebbero essere messe al centro della progettazione di una o più piattaforme dedicate alla didattica. Nella scuola ci sono enormi differenze: età, tipo di formazione, esigenze didattiche, logistica, cultura. La Piattaforma Unica difficilmente può tenere insieme tutte le diversità di cui è composta la scuola e che andrebbero valorizzate invece che appiattite. A questo proposito consiglio UNIRE o DIVIDERE di Stefano Penge: https://www.stefanopenge.it/wp/?p=844
Il rischio deriva direttamente dalle lacune: la centralizzazione di una infrastruttura del genere porterebbe ulteriori danni alla scuola italiana, che già sta pagando dazio alla necessità di standardizzazione dell'insegnamento per favorire le competenze, direttamente spendibili nella produzione, piuttosto che nella creazione di saperi che aiutano a formare persone prima che lavoratori.
I miei 2 cents.
Sono molto più di 2 cents, sono temi importanti di cui abbiamo parlato in privato con te ed altri, condividendone la sostanza, e che hai fatto benissimo a riportare in lista, come ulteriore stimolo alla discussione pubblica. C'è molto da lavorare. Sono felice che ne abbiamo l'opportunità. Sarei felice che tante competenze così spiccate si unissero per trovare una sintesi. Dobbiamo essere bravi a non farle diventare critiche bloccanti. Vorrei invece che diventassero input per la discussione e per l'elaborazione, lo sottolineo, di una sintesi. Riuscirci significa cogliere l'opportunità. D.
Buongiorno scusate, non ho nulla di significativo da dire in merito a UNIRE, ho solo un piccolissimo commento "tangenziale" in merito al pubblico vs. privato "D. Davide Lamanna" <davide.lamanna@binarioetico.it> writes: [...]
Rispetto all'idea di una S.p.a. a 100% di capitale pubblico, ho trovato le indicazioni di Teresa Numerico sulla necessità di tenere distanti gli interessi privatistici dalla scuola, molto utili e condivisibili. Non sono esperto di diritto e non ho un'idea forte al riguardo, rilevo però che in Italia è pieno di S.p.a. a 100% di capitale pubblico, sia a livello centrale che regionale, che non hanno mai venduto a privati le quote, sebbene, come riporta Marco Giustini, questo sia sempre possibile, come del resto sempre possibile è qualunque privatizzazione di un soggetto pubblico.
Io non ho la più pallida idea di quale sia la forma giuridica più adatta a tutelare l'interesse pubblico rispetto a quello dei privati [1], tuttavia quando Davide dice «non hanno mai venduto a privati le quote» non capisco esattamente dove possiamo inquadrare casi come: Telecom Italia, Alitalia e le sue "bad companies", Autostrade per l'Italia... solo per citare alcuni dei casi tra i più noti e recenti nei quali finché c'era da investire o sanare i buchi pagava lo Stato... e in alcuni casi quando c'è stato da guadagnare lautamente gli introiti andavano ai privati... e poi è crollato "Il Morandi" (perché, guarda un po', MANTENERE le infrastrutture COSTA) assieme a quel che restava della fiducia nella capacità dello Stato di fare gli interessi dei propri cittadini. ...e il sistema sanitario lombardo semi-privatizzato, che io conosco benino come utente, in che categoria lo vogliamo mettere?!? Avete presente tutti quei servizi sanitari, gestiti dal pubblico, che COSTANO una paccata di soldi e quelli redditizzi concessi ai privati? (Tra l'altro a costi per l'utente di poco superiori "al ticket"). Quindi io mi domando sommessamente e anche vergognandomi un po' se sia davvero il caso di avere il Ministero dell'Innovazione [2] Tecnologica quando *forse* a dover essere (r)innovato è qualcosa d'altro... ma fino a che punto ci è consentito (r)innovare le "regole del gioco"?!? Comunque, in merito a unire UNIRE vi ringrazio infinitamente per l'impegno che ci state mettendo!... "io speriamo che me la cavo". Sono andato decisamente OT, scusate per lo sfogo ma sto già vedendo il trailer del film "Assalto alla diligenza - capitolo 289", mica solo in Italia [3]. Saluti, Giovanni. [...] [1] sarebbe interessante anche esplorare la fattibilità di un sistema equilibrato che consenta ai privati di guadagnare il giusto senza IMPOVERIRE il pubblico, ma non divaghiamo plz. [2] SOPRATTUTTO considerando "The Innovation Delusion" https://themaintainers.org/book [3] https://corporateeurope.org/en -- Giovanni Biscuolo
On Tue, Mar 30, 2021 13:11:45 PM +0200, Giovanni Biscuolo wrote:
Quindi io mi domando sommessamente e anche vergognandomi un po' se sia davvero il caso di avere il Ministero dell'Innovazione [2] Tecnologica quando *forse* a dover essere (r)innovato è qualcosa d'altro... ma fino a che punto ci è consentito (r)innovare le "regole del gioco"?!?
Applausi! Marco -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
On 30/03/21 13:11, Giovanni Biscuolo wrote:
Buongiorno
scusate, non ho nulla di significativo da dire in merito a UNIRE, ho solo un piccolissimo commento "tangenziale" in merito al pubblico vs. privato
"D. Davide Lamanna" <davide.lamanna@binarioetico.it> writes:
[...]
Rispetto all'idea di una S.p.a. a 100% di capitale pubblico, ho trovato le indicazioni di Teresa Numerico sulla necessità di tenere distanti gli interessi privatistici dalla scuola, molto utili e condivisibili. Non sono esperto di diritto e non ho un'idea forte al riguardo, rilevo però che in Italia è pieno di S.p.a. a 100% di capitale pubblico, sia a livello centrale che regionale, che non hanno mai venduto a privati le quote, sebbene, come riporta Marco Giustini, questo sia sempre possibile, come del resto sempre possibile è qualunque privatizzazione di un soggetto pubblico.
Io non ho la più pallida idea di quale sia la forma giuridica più adatta a tutelare l'interesse pubblico rispetto a quello dei privati [1], tuttavia quando Davide dice «non hanno mai venduto a privati le quote» non capisco esattamente dove possiamo inquadrare casi come: Telecom Italia, Alitalia e le sue "bad companies", Autostrade per l'Italia... solo per citare alcuni dei casi tra i più noti e recenti nei quali finché c'era da investire o sanare i buchi pagava lo Stato... e in alcuni casi quando c'è stato da guadagnare lautamente gli introiti andavano ai privati... e poi è crollato "Il Morandi" (perché, guarda un po', MANTENERE le infrastrutture COSTA) assieme a quel che restava della fiducia nella capacità dello Stato di fare gli interessi dei propri cittadini.
...e il sistema sanitario lombardo semi-privatizzato, che io conosco benino come utente, in che categoria lo vogliamo mettere?!? Avete presente tutti quei servizi sanitari, gestiti dal pubblico, che COSTANO una paccata di soldi e quelli redditizzi concessi ai privati? (Tra l'altro a costi per l'utente di poco superiori "al ticket").
Tutte considerazioni stra-condivisibili, io mi riferivo alle in-house, però [1]. Di cui comunque so poco e niente.
Quindi io mi domando sommessamente e anche vergognandomi un po' se sia davvero il caso di avere il Ministero dell'Innovazione [2] Tecnologica quando *forse* a dover essere (r)innovato è qualcosa d'altro...
Certo: il sistema capitalistico. Siamo sempre lì... D. [1] https://www.soldioggi.it/societa-in-house-18743.html
... e poi è crollato "Il Morandi" (perché, guarda un po', MANTENERE le infrastrutture COSTA)
Giovanni ma di che ti preoccupi, quello era il passato. Il futuro è nella "manutenzione predittiva" [1]. Sensori IoT e AI ed è tutto risolto. Intendiamoci, tutto ciò che viene fatto per la sicurezza e per salvare vite umane è un bene ma, come scritto nell'articolo, è il "cambio di paradigma" che inquieta. Per ora "predittiva" è la solita buzzword, che si somma a blockchain, ormai, a giudicare dal "numero" degli articoli "tecnici", in declino, ma il martellamento mediatico è solo all'inizio. Vi anticipo qualche altra buzzword, GPT-3 e, ovviamente non nuovo per gli addetti al settore, "test di Turing". Antonio [1] https://www.itismagazine.it/news/22919/manutenzione-predittiva-per-le-infras...
Buongiorno, scusate l'OT ma la segnalazione di Antonio merita una breve digressione. Antonio Iacono <antiac@gmail.com> writes:
... e poi è crollato "Il Morandi" (perché, guarda un po', MANTENERE le infrastrutture COSTA)
Giovanni ma di che ti preoccupi, quello era il passato. Il futuro è nella "manutenzione predittiva"
Ho messo l'articolo nella wishlist di lettura ma ha bassissima priorità, "manutenzione predittiva" e la frase che riporto nella riga qui sotto mi bastano e avanzano per ora
Sensori IoT e AI ed è tutto risolto.
Questo *è* il vero passato ma lo sarà solo quando avremo l'umiltà di ammetterlo: per fare solo un esempio tra molti, i recenti disastri dei Boeing 737 MAX (l'elefante che doveva volare a tutti i costi) sono stati sostanzialmente causati dall'adozione del sistema MCAS; niente AI ma non fa nessuna differenza: sono tutti sistemi basati su SAAHS, Software As A Human Substitute... o SALAMI come li ha meravigliosamente definiti Stefano Quintarelli. I piloti degli aerei lo vedevano che stavano precipitando, avrebbero potuto salvarsi tutti: no comment. Per chi volesse approfondire il tema "lo splendido lavoro di prendersi cura del prossimo e mantenere il mondo in cui viviamo" (tecnologia compresa) c'è il già segnalato https://themaintainers.org/, la pagina "About us" https://themaintainers.org/about-us è un "executive summary" per decidere se vi interessa. Un estratto "a caso": «Western cultures laud and heap attention on so-called “innovators” but often overlook and forsake those individuals who keep our world from falling apart» Se per caso vi passasse per la mente che il problema riguarda "solo" la cura delle persone e delle "cose" fisiche vi dico che vi sbagliate: anche la cosiddetta "tecnologia informatica" (chiamatela come volete) è affetta dal «innovation-speak» e dal serio rischio di perdita di figure professionali fondamentali... perché, per esempio, qualcuno che sappia programmare in Assembler (il corrispondente dei geroglifici Egizi) è ancora *importante* averlo, così come qualcuno che sappia costruire CPU con circuiti TTL ("cosi" il più semplici e ispezionabili possibile che funzionano *senza* microcode). Sono troppo nerd, vero? :-D
Intendiamoci, tutto ciò che viene fatto per la sicurezza e per salvare vite umane è un bene ma, come scritto nell'articolo, è il "cambio di paradigma" che inquieta.
Mumble mumble, cambio di paradigma dici... vediamo... «Se non ci siamo anche noi, quelli ti combinano la repubblica. Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. Mi sono spiegato?» «Molte cose sarebbero avvenute, ma tutto sarebbe stato una commedia, una rumorosa, romantica commedia con qualche macchia di sangue sulla veste buffonesca. Questo era il paese degli accomodamenti.» [1] ("Il Gattopardo", Giuseppe Tomasi di Lampedusa, 1958) «Se avremo ancora un po' da vivere La primavera intanto tarda ad arrivare» ("Povera Patria", album "Come un cammello in una grondaia" Franco Battiato, 1991) Comunque sì, inquieta. Saluti, Giovanni. [1] plz nell'analisi critica non limitiamoci a questo paese chiamato Italia. -- Giovanni Biscuolo
Questo *è* il vero passato ma lo sarà solo quando avremo l'umiltà di ammetterlo: per fare solo un esempio tra molti, i recenti disastri dei Boeing 737 MAX (l'elefante che doveva volare a tutti i costi) sono stati sostanzialmente causati dall'adozione del sistema MCAS; niente AI ma non fa nessuna differenza: sono tutti sistemi basati su SAAHS, Software As A Human Substitute... o SALAMI come li ha meravigliosamente definiti Stefano Quintarelli.
Taglio il resto perché è inutile scriverti che condivido tutto :) Che sia il "vero passato" ho i miei dubbi. Il futuro non è (per fortuna o purtroppo) quello immaginato e, per certi versi, auspicato da alcuni "futurologi". Se così fosse, secondo i futurologi degli anni 70/80 oggi dovremmo tranquillamente fare avanti e indietro da Marte o ... gironzolare nella fossa delle Marianne. Ma se il futuro è imprevedibile, le "tendenze" lo sono meno, ed è di quelle che dobbiamo ragionare. Uso una metodologia di Maurizio Lana, divido in parole: "sensori", "software", "connettività", "AI". Tu hai citato il Boeing, bene, in quel caso e in milioni di casi simili, il "danno" è derivato da "sensori" e "software". Il cambio di paradigma è nell'aggiunta delle altre due parole, "connettività" e "AI". Il ministro per la transizione digitale vuole più connettività per tutto e per tutti. A che pro? Sì, forse in minima parte per migliorare i rapporti "telematici" con la P.A. e favorire qualche impresa privata che ha necessità della banda larga ma il resto lo sappiamo benissimo a cosa servirà: IoT (quindi "sensori"), "AI" e video, tanto video, e non è un caso che DAZN si sia aggiudicata i diritti di trasmissione del campionato di calcio. Se poi, un incendio, doloso o meno, in una server-farm oggi brucia "semplicemente" migliaia di ore di lavoro, domani potrà mettere a rischio la sicurezza delle persone, è il progresso, baby. Antonio
mi associo alla proposta di costruire UNIRE su GARR. Da torinese ricordo che in Piemonte sta giungendo alla fase finale il fantastico progetto di collegare alla rete GARR tutte le scuole del Piemonte. Raf Meo Il 28/03/21 11:54, Marco Giustini ha scritto:
Credo ci siano in questa lista le competenze per analizzare lo stato tecnico della rete del GARR e per prospettare i necessari investimenti per rendere la rete capace di connettere tutte le scuole italiane. Perchè non partiamo da tre, anzichè da zero? Il GARR esiste ed è un consorzio formato tra gli altri proprio dal MIUR e dal CRUI (di cui l'attuale ministro dell'istruzione Bianchi è stato presidente nel 2007) e già connette centinaia di scuole in Italia. A mio parere Nexa dovrebbe farsi promotrice di un appello al MIUR da far sottoscrivere alla società civile in cui indica il GARR come la rete digitale per le scuole italiane e propone il finanziamento necessario da attingere al Recovery Fund per renderla in grado di esserlo. Una proposta a mio parere molto piu realistica che quella di sostenere il DDL Mantovani.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 11:42 Marco Giustini <info@marcogiustini.info <mailto:info@marcogiustini.info>> ha scritto:
Infatti se una infrastruttura strategica come una rete fisica delle scuole italiane fosse gestita da una Spa a capitale pubblico, ci sarebbe il rischio sempre presente che le quote della società venissero cedute ai privati per fare cassa in momenti di crisi. Cosa già successa innumerevoli volte. Cosa impossibile da realizzare nel caso in cui l'infrastruttura fosse gestita dal Consortium GARR.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 11:38 Marco Giustini <info@marcogiustini.info <mailto:info@marcogiustini.info>> ha scritto:
Purtroppo sapendo come funzionano le cose in Italia c'è da dire che un Consorzio di enti pubblici come il GARR si presta di meno a processi di privatizzazione rispetto ad una Spa a capitale pubblico come quella proposta nel DDL.
Il giorno dom 28 mar 2021 alle ore 09:57 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
Sostanzialmente fare l'isp e la sogei per 65mila scuole con 20M.
In data 27 marzo 2021 11:54:33 PM Damiano Verzulli <damiano@verzulli.it <mailto:damiano@verzulli.it>> ha scritto:
> Il 27/03/21 21:00, Antonio Iacono ha scritto: >>> Non sono riuscito a trovare nel riferimento >>> http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm >>> indicato qualche giorno fa, se non sbaglio, da Antonio Iacono il testo >>> della proposta. >> Purtroppo per i disegni di legge non assegnati non è disponibile il testo >> Speriamo quindi venga assegnato velocemente. >> Nell'attesa, se qualcuno avesse il testo della proposta e lo volesse >> condividere in lista gliene saremmo grati. > > Nel video linkato sul suo canale Telegram [1] la Mantovani accennava > alla piattaforma del M5S come luogo di discussione "pubblica" per il > testo del DDL. A suo tempo ci avevo guardato, con esito negativo. > > Sono tornato a guardarci 10 minuti fa, ed il testo è comparso [2]. E' > leggibile a tutti, ma non e' possibile contribuire alla discussione > (perche' è riservata agli iscritti al M5S). > > Per favorirne la diffusione, l'ho estrapolato dalla pagina del M5S e > copia/incollato qui: > > https://telegra.ph/DDL-Mantovani--UNIRE-Bozza-del-testo-03-27 > > Ribadisco che il testo copia/incollato, è pubblico [2]. > > Saluti, > DV > > > [1] https://t.me/lallamantovani/4668 > > [2] > https://rousseau.movimento5stelle.it/lex-eletti/detail/rete-di-interconnessi... > > -- > Damiano Verzulli > e-mail: damiano@verzulli.it <mailto:damiano@verzulli.it> > --- > possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} > --- > "...I realized that free software would not generate the kind of > income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able > to get a well paying job as a free software developer, but not > here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 > http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html > > > > > > ---------- > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Il 27/03/21 23:54, Damiano Verzulli ha scritto:
Il 27/03/21 21:00, Antonio Iacono ha scritto:
Non sono riuscito a trovare nel riferimento http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm [...]
La Mantovani ha appena annunciato [1] che il Disegno di Legge è, ora, ufficiale. Lo si trova linkato sul sito del Senato, qui: http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/testi/53821_testi.htm Saluti, DV [1] https://t.me/lallamantovani/4877 -- Damiano Verzulli e-mail: damiano@verzulli.it --- possible?ok:while(!possible){open_mindedness++} --- "...I realized that free software would not generate the kind of income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able to get a well paying job as a free software developer, but not here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008 http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Giusto!!!!!!!!!! Bravissimo Marco Raf Il 26/03/21 18:40, Marco Giustini ha scritto:
C'è da dire però che mentre il DDL è una strada in salita, la convenzione GARR è una strada in discesa. Nel primo caso serve un voto parlamentare (che non ci sarà mai), nel secondo caso basta che sia stipulata una convenzione tra GARR e MIUR. Battaglia persa per persa, meglio fare pressione sul MIUR che sul Parlamento. Si potrebbe scrivere un appello da far sottoscrivere e fare lobbying con il Ministro Patrizio BIANCHI (PD) ed i Sottosegretari Sen. Barbara FLORIDIA (M5S) e On. Rossano SASSO (Lega).
Il giorno ven 26 mar 2021 alle ore 17:53 Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it <mailto:marcoc_maillist@marcoc.it>> ha scritto:
On Fri, 2021-03-26 at 17:31 +0100, Marco Giustini wrote:
Mi faccio una domanda aperta. Ma perchè pensare ad un cloud privato per le scuole quando c'è già la rete GARR? Non è piu semplice portare tutte le scuole italiane sulla rete GARR? Peraltro gia previsto https://www.garr.it/it/regole-di-accesso-alla-rete
Giustissimo.
Sono però abbastanza diversamente giovane da ricordarmi il destino di iniziative dl genere, come la MAN toscana, per non essere certo del fallimento di iniziative, sotto certi aspetti meritorie, come questa
Il giorno ven 26 mar 2021 alle ore 17:21 Antonio Iacono <antiac@gmail.com <mailto:antiac@gmail.com>> ha scritto:
> Si tratta d questa proposta di DDL? http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/52491.htm
No, dovrebbe essere questa: http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/53821.htm
Deve essere ovviamente ancora assegnata ad una commissione, e poi da lì inizierà l'iter.
Antonio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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