Cari e care Nexiane,
aggiungo il mio parere al dibattito, non tanto sulla proposta di legge, ma su quale aiuto e supporto digitale servirebbe alla scuola e alla ricerca italiana.

Ringrazio innanzi tutto coloro che hanno messo l'accento sull'importanza del GARR, di cui ho scritto in "Didattica a Distanza, seconda ondata" (uscito in "Formare a distanza?" con C.I.R.C.E: https://circex.org/it/risorse/fad/didattica-a-distanza-seconda-ondata).

Secondo le informazioni che sono riuscito ad ottenere dai dirigenti del GARR, il consorzio sarebbe ben felice di ampliare il proprio raggio d'azione. Anzi va detto che il MIUR in questo anno ha colpevolmente evitato di tenere in considerazione i servizi offerti dal GARR a scuole ed università. Servizi che prevedono una parte consistente di ciò di cui le scuole hanno bisogno: Rete e accesso, cloud e applicazioni, videoconferenza, etc. (https://www.servizi.garr.it/).
Certo andrebbe potenziata la sua struttura e i servizi di help desk e di assistenza, ma stiamo parlando di "un’associazione senza fini di lucro fondata sotto l’egida del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Gli enti soci sono CNRENEAINAF, INFN, INGV e tutte le università italiane rappresentate dalla Fondazione CRUI".
Perché creare una nuova struttura, facilmente privatizzabile, che dovrebbe rispondere alle leggi del mercato (pur sempre di SPA si tratterebbe), quando esiste un patrimonio di competenze ed esperienza, già in buona parte finanziato con fondi pubblici che andrebbe messo a sistema.

Detto questo credo che la proposta di legge mostri alcune lacune e un grande rischio.
Tra le lacune, va certamente annoverata la totale mancanza di riferimenti alla didattica che trattandosi di scuola non è banale. Mi si dirà: "intanto mettiamo le scuole in rete!". Temo però che il come mettere le scuole in rete non sia ininfluente per la didattica che i diversi docenti vorranno adottare.
Infatti nella proposta non si tiene per nulla in conto che una piattaforma per la didattica (o un insieme di strumenti per la didattica) non è neutra. Gli insegnanti e le studentesse sono persone. Le persone dovrebbero essere messe al centro della progettazione di una o più piattaforme dedicate alla didattica. Nella scuola ci sono enormi differenze: età, tipo di formazione, esigenze didattiche, logistica, cultura. La Piattaforma Unica difficilmente può tenere insieme tutte le diversità di cui è composta la scuola e che andrebbero valorizzate invece che appiattite. A questo proposito consiglio UNIRE o DIVIDERE di Stefano Penge: https://www.stefanopenge.it/wp/?p=844

Il rischio deriva direttamente dalle lacune: la centralizzazione di una infrastruttura del genere porterebbe ulteriori danni alla scuola italiana, che già sta pagando dazio alla necessità di standardizzazione dell'insegnamento per favorire le competenze, direttamente spendibili nella produzione, piuttosto che nella creazione di saperi che aiutano a formare persone prima che lavoratori.

I miei 2 cents.
m

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Maurizio "Graffio" 
Pillole di informazione digitale - https://pillole.graffio.org
"C.I.R.C.E. - https://circex.org"
Lynx - https://www.lynxlab.com
AvANa - https://avana.forteprenestino.net/