Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la produttività senza incrementare l'occupazione?
anche il vapore ha tagliato occupazione ma il numero di occupati ora è molte volte superiore al numero di occupati di allora. lo studio si basa su dati (aziende cessate, aziende nate, dipendenti, ecc) Ciao, s. ------- Original message -------
From: <a.dicorinto@uniroma1.it> To: nexa@server-nexa.polito.it Sent: 4/11, 8:26
Non mi è piaciuta la retorica del mese scorso circa il rapporto McKinsey dove si sosteneva che Internet crea più posti di lavoro di quelli che distrugge, ma non perché non ci creda, piuttosto perché la cosa mi pare più complessa. O no?
[...] “La mia impressione è che i guadagni in termini di occupazione sono stati interrotti perchè la tecnologia ha permesso ai dipendenti esistenti di essere più produttivi e ha eliminato del tutto alcuni posti di lavoro. Quindi, ciò che è necessario è il prossimo passo, in cui startup e nuove aziende superino le attività esistenti e creino qualcosa di differente, che si avvalga del web e abbassi i costi di investimento per creare una nuova industria invece di rifare in modo diverso cose vecchie”. (Brink Lindsey)
http://www.key4biz.it/News/2011/11/03/Tecnologie/startuo_silicon_valley_Kauf...
********************** “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” - John Gilmore
Mi sembra che sia una tematica molto interessante da approfondire. Un esempio: uno studio legale, negli anni '40 utilizzava la dattilografa. Oggi è una figura non necessaria. Quindi sembrerebbe che la tecnologia abbia ridotto la necessità di risorse umane. Ma va anche osservato che sono anche aumentati gli adempimenti documentali, il che comporta l'impiego di risorse umane. Inoltre, oggi uno studio deve necessariamente avere una struttura informatica e un minimo di comunicazione informativa (p. es. sito web, brochures, etc.), il che ancora una volta comporta la necessità di risorse umane (tecnico informatico, grafico, esperto siti web, etc.). Negli anni '40 lo studio non aveva le fotocopiatrici, oggi le ha e ha pure gli scanner. E allora, lo sviluppo della tecnologia ha fatto incrementare o diminuire le risorse umane impiegate negli studi legali? V Il giorno 04/nov/2011, alle ore 10.48, Stefano Quintarelli ha scritto:
anche il vapore ha tagliato occupazione ma il numero di occupati ora è molte volte superiore al numero di occupati di allora.
lo studio si basa su dati (aziende cessate, aziende nate, dipendenti, ecc)
Ciao, s.
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From: <a.dicorinto@uniroma1.it> To: nexa@server-nexa.polito.it Sent: 4/11, 8:26 Non mi è piaciuta la retorica del mese scorso circa il rapporto McKinsey dove si sosteneva che Internet crea più posti di lavoro di quelli che distrugge, ma non perché non ci creda, piuttosto perché la cosa mi pare più complessa. O no? [...] “La mia impressione è che i guadagni in termini di occupazione sono stati interrotti perchè la tecnologia ha permesso ai dipendenti esistenti di essere più produttivi e ha eliminato del tutto alcuni posti di lavoro. Quindi, ciò che è necessario è il prossimo passo, in cui startup e nuove aziende superino le attività esistenti e creino qualcosa di differente, che si avvalga del web e abbassi i costi di investimento per creare una nuova industria invece di rifare in modo diverso cose vecchie”. (Brink Lindsey) http://www.key4biz.it/News/2011/11/03/Tecnologie/startuo_silicon_valley_Kauf... ********************** “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” - John Gilmore
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certo, a maggior ragione il vapore ha tagliato posti; inoltre il numero di persone a concorrere per quei minori posti residui è cresciuto enormemente per effetto dell'aumento della popolazione ciononostante il numero complessivo di addetti e' aumentato segno che al di fuori dei settori tradizionali precedenti sono stati creati moltissssssimi posti in piu'. qui http://screencast.com/t/OWA2KjWhsL vedi l'andamento in % del PIL dei vari settori negli USA se a questo aggiungi che i settori tradizionali, per effetto dell'innovazione tecnologica, hanno ridotto occupazione capisci che l'effetto e' ancora maggiore dell'andamento di questo grafico ciao, s. On 04/11/2011 15:13, a.dicorinto@uniroma1.it wrote:
Non è che nel frattempo è anche aumentata la popolazione mondiale? Due giorni fa siamo arrivati a 7 miliardi.
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-----"Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> ha scritto: -----
Per: a.dicorinto@uniroma1.it Da: "Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> Data: 04/11/2011 10.50AM Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la produttività senza incrementare l'occupazione?
anche il vapore ha tagliato occupazione ma il numero di occupati ora è molte volte superiore al numero di occupati di allora.
lo studio si basa su dati (aziende cessate, aziende nate, dipendenti, ecc)
Ciao, s.
------- Original message ------- > From:<a.dicorinto@uniroma1.it> > To: nexa@server-nexa.polito.it > Sent: 4/11, 8:26 > > Non mi è piaciuta la retorica del mese scorso circa il rapporto McKinsey dove si sosteneva che Internet crea più posti di lavoro di quelli che distrugge, ma non perché non ci creda, piuttosto perché la cosa mi pare più complessa. O no? > > [...] “La mia impressione è che i guadagni in termini di occupazione sono stati interrotti perchè la tecnologia ha permesso ai dipendenti esistenti di essere più produttivi e ha eliminato del tutto alcuni posti di lavoro. Quindi, ciò che è necessario è il prossimo passo, in cui startup e nuove aziende superino le attività esistenti e creino qualcosa di differente, che si avvalga del web e abbassi i costi di investimento per creare una nuova industria invece di rifare in modo diverso cose vecchie”. (Brink Lindsey) > > http://www.key4biz.it/News/2011/11/03/Tecnologie/startuo_silicon_valley_Kauf... > > > ********************** > “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” > - John Gilmore
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certo, ci puo' essere una questione qualita'. che pero' non era il perimetro iniziale della questione, ovvero la quantita'. anche limitandoci al periodo lungo cui fa riferimento il dato http://screencast.com/t/OWA2KjWhsL (include la crisi del 29 e tutte le altre...) che prescinde da variazione dei criteri di misurazione della occupazione e, casomai, puo' include solo criteri di variazione delle metriche del PIL (ma dubito che i dati non siano normalizzati e comuqnue gli scostamenti di un ordine di grandezza sono certamente superiori ad ogni possibile errore inerente), mi pare difficilmente contestabile che la tecnologia ha generato occupazione. la qualita' mi pare difficile da stabilire un criterio condiviso, ne' di metriche ne' di scale dei tempi di analisi, per cui credo che difficilmente si possa convergere ad una visione comune. chi lavorava in fabbrica ed è tornato a fare il fattore aveva maggiore o minore qualita' ? chi faceva il contadino ed e' andato in fabbrica aveva maggiore o minore qualita' ? chi lavora in fabbrica e va a fare il viticoltore ha maggiore o minore qualita' ? se usiamo indicatori abbastanza oggettivi quali nati vivi, sopravvissuti al terzo anno, livello di illiteracy, aspettativa di vita, ecc. quale è la scala dei tempi corretta su cui osservare i fenomeni ? e quale e' l'orizzonte geografico da considerare ? l'italia, l'europa o il mondo ? tema complesso, ma guardando i dati delle camere di commercio, istat, ecc., il risultato sulla quantita' e' quello indicato nello studio McKinsey. Che e' certamente criticabile, entrando nel merito della metodologia o della scelta delle fonti. BTW, se non sono i settori nuovi creati dalla tecnologia a generare opportunita' di occupazione, cosa puo' farlo ? i settori maturi in cui l'applicazione della tecnologia, naturalmente, li riduce ? possiamo governare ed inibire lo sviluppo tecnologico ? cosi', per il weekend.. ;-) ciao, s. On 04/11/2011 16:20, a.dicorinto@uniroma1.it wrote:
Quindi se il tuo ragionamento è corretto andrebbero valutati almeno altri parametri per dire che l'innovazione tecnologica fa bene all'occupazione. Intanto non valutare il solo numero di occupati, ma il loro tasso percentuale su una scala diacronica. Verificare se il concetto di occupazione che usiamo è lo stesso, perché se include sottoccupati o in cerca attiva di lavoro (come fa il Censis Bureau americano), ovviamente abbiamo un problema. E poi dovremmo complessivamente valutare la qualità dello stato di occupazione. Se l'innovazione distrugge posti di lavoro di qualità (i.e a tempo indeterminato, con garanzie di legge, accesso al welfare, eccetera) e crea "macjobs", cioè lavori sfruttati e malpagati, senza garanzie e con lunghi periodi di non lavoro.... O no?
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-----Stefano Quintarelli<stefano@quintarelli.it> ha scritto: -----
Per: a.dicorinto@uniroma1.it Da: Stefano Quintarelli<stefano@quintarelli.it> Data: 04/11/2011 04.00PM Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Rif: Re: Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la produttività senza incrementare l'occupazione?
certo, a maggior ragione
il vapore ha tagliato posti; inoltre il numero di persone a concorrere per quei minori posti residui è cresciuto enormemente per effetto dell'aumento della popolazione
ciononostante il numero complessivo di addetti e' aumentato
segno che al di fuori dei settori tradizionali precedenti sono stati creati moltissssssimi posti in piu'.
qui http://screencast.com/t/OWA2KjWhsL vedi l'andamento in % del PIL dei vari settori negli USA
se a questo aggiungi che i settori tradizionali, per effetto dell'innovazione tecnologica, hanno ridotto occupazione capisci che l'effetto e' ancora maggiore dell'andamento di questo grafico
ciao, s.
On 04/11/2011 15:13, a.dicorinto@uniroma1.it wrote: > Non è che nel frattempo è anche aumentata la popolazione mondiale? Due giorni fa > siamo arrivati a 7 miliardi. > > ********************** > “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” > – John Gilmore > > -----"Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> ha scritto: ----- > > Per: a.dicorinto@uniroma1.it > Da: "Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> > Data: 04/11/2011 10.50AM > Cc: nexa@server-nexa.polito.it > Oggetto: Re: [nexa] Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la > produttività senza incrementare l'occupazione? > > anche il vapore ha tagliato occupazione ma il numero di occupati ora è molte > volte superiore al numero di occupati di allora. > > lo studio si basa su dati (aziende cessate, aziende nate, dipendenti, ecc) > > Ciao, s. > > ------- Original message ------- > > From:<a.dicorinto@uniroma1.it> > > To: nexa@server-nexa.polito.it > > Sent: 4/11, 8:26 > > > > Non mi è piaciuta la retorica del mese scorso circa il rapporto McKinsey > dove si sosteneva che Internet crea più posti di lavoro di quelli che > distrugge, ma non perché non ci creda, piuttosto perché la cosa mi pare più > complessa. O no? > > > > [...] “La mia impressione è che i guadagni in termini di occupazione sono > stati interrotti perchè la tecnologia ha permesso ai dipendenti esistenti di > essere più produttivi e ha eliminato del tutto alcuni posti di lavoro. > Quindi, ciò che è necessario è il prossimo passo, in cui startup e nuove > aziende superino le attività esistenti e creino qualcosa di differente, che > si avvalga del web e abbassi i costi di investimento per creare una nuova > industria invece di rifare in modo diverso cose vecchie”. (Brink Lindsey) > > > > > http://www.key4biz.it/News/2011/11/03/Tecnologie/startuo_silicon_valley_Kauf... > > > > > > ********************** > > “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” > > - John Gilmore > > > > > _______________________________________________ > nexa mailing list > nexa@server-nexa.polito.it > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Mi sembra un bel tema da approfondire, ma senza preconcetti. V Il giorno 04/nov/2011, alle ore 16.20, a.dicorinto@uniroma1.it ha scritto:
Quindi se il tuo ragionamento è corretto andrebbero valutati almeno altri parametri per dire che l'innovazione tecnologica fa bene all'occupazione. Intanto non valutare il solo numero di occupati, ma il loro tasso percentuale su una scala diacronica. Verificare se il concetto di occupazione che usiamo è lo stesso, perché se include sottoccupati o in cerca attiva di lavoro (come fa il Censis Bureau americano), ovviamente abbiamo un problema. E poi dovremmo complessivamente valutare la qualità dello stato di occupazione. Se l'innovazione distrugge posti di lavoro di qualità (i.e a tempo indeterminato, con garanzie di legge, accesso al welfare, eccetera) e crea "macjobs", cioè lavori sfruttati e malpagati, senza garanzie e con lunghi periodi di non lavoro.... O no?
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-----Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto: ----- Per: a.dicorinto@uniroma1.it Da: Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> Data: 04/11/2011 04.00PM Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Rif: Re: Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la produttività senza incrementare l'occupazione?
certo, a maggior ragione
il vapore ha tagliato posti; inoltre il numero di persone a concorrere per quei minori posti residui è cresciuto enormemente per effetto dell'aumento della popolazione
ciononostante il numero complessivo di addetti e' aumentato
segno che al di fuori dei settori tradizionali precedenti sono stati creati moltissssssimi posti in piu'.
qui http://screencast.com/t/OWA2KjWhsL vedi l'andamento in % del PIL dei vari settori negli USA
se a questo aggiungi che i settori tradizionali, per effetto dell'innovazione tecnologica, hanno ridotto occupazione capisci che l'effetto e' ancora maggiore dell'andamento di questo grafico
ciao, s.
On 04/11/2011 15:13, a.dicorinto@uniroma1.it wrote:
Non è che nel frattempo è anche aumentata la popolazione mondiale? Due giorni fa siamo arrivati a 7 miliardi.
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-----"Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> ha scritto: -----
Per: a.dicorinto@uniroma1.it Da: "Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> Data: 04/11/2011 10.50AM Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la produttività senza incrementare l'occupazione?
anche il vapore ha tagliato occupazione ma il numero di occupati ora è molte volte superiore al numero di occupati di allora.
lo studio si basa su dati (aziende cessate, aziende nate, dipendenti, ecc)
Ciao, s.
------- Original message ------- > From:<a.dicorinto@uniroma1.it> > To: nexa@server-nexa.polito.it > Sent: 4/11, 8:26 > > Non mi è piaciuta la retorica del mese scorso circa il rapporto McKinsey dove si sosteneva che Internet crea più posti di lavoro di quelli che distrugge, ma non perché non ci creda, piuttosto perché la cosa mi pare più complessa. O no? > > [...] “La mia impressione è che i guadagni in termini di occupazione sono stati interrotti perchè la tecnologia ha permesso ai dipendenti esistenti di essere più produttivi e ha eliminato del tutto alcuni posti di lavoro. Quindi, ciò che è necessario è il prossimo passo, in cui startup e nuove aziende superino le attività esistenti e creino qualcosa di differente, che si avvalga del web e abbassi i costi di investimento per creare una nuova industria invece di rifare in modo diverso cose vecchie”. (Brink Lindsey) > > http://www.key4biz.it/News/2011/11/03/Tecnologie/startuo_silicon_valley_Kauf... > > > ********************** > “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” > - John Gilmore
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p.s. e comunque lo studio di mckinsey e' fatto esaminando i dati On 04/11/2011 15:13, a.dicorinto@uniroma1.it wrote:
Non è che nel frattempo è anche aumentata la popolazione mondiale? Due giorni fa siamo arrivati a 7 miliardi.
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-----"Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> ha scritto: -----
Per: a.dicorinto@uniroma1.it Da: "Stefano Quintarelli"<Stefano@quintarelli.it> Data: 04/11/2011 10.50AM Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Ma cosa succede se le nuove imprese aumentano la produttività senza incrementare l'occupazione?
anche il vapore ha tagliato occupazione ma il numero di occupati ora è molte volte superiore al numero di occupati di allora.
lo studio si basa su dati (aziende cessate, aziende nate, dipendenti, ecc)
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------- Original message ------- > From:<a.dicorinto@uniroma1.it> > To: nexa@server-nexa.polito.it > Sent: 4/11, 8:26 > > Non mi è piaciuta la retorica del mese scorso circa il rapporto McKinsey dove si sosteneva che Internet crea più posti di lavoro di quelli che distrugge, ma non perché non ci creda, piuttosto perché la cosa mi pare più complessa. O no? > > [...] “La mia impressione è che i guadagni in termini di occupazione sono stati interrotti perchè la tecnologia ha permesso ai dipendenti esistenti di essere più produttivi e ha eliminato del tutto alcuni posti di lavoro. Quindi, ciò che è necessario è il prossimo passo, in cui startup e nuove aziende superino le attività esistenti e creino qualcosa di differente, che si avvalga del web e abbassi i costi di investimento per creare una nuova industria invece di rifare in modo diverso cose vecchie”. (Brink Lindsey) > > http://www.key4biz.it/News/2011/11/03/Tecnologie/startuo_silicon_valley_Kauf... > > > ********************** > “The Net interprets censorship as damage and routes around it.” > - John Gilmore
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