Times: Zuckerberg persona dell'anno
Per la redazione del Times è Zuckerberg la persona dell'anno. Zuckerberg, dai lettori del Times, era stato premiato con meno di 1/5 dei voti riservati ad Assange (che è persona dell'anno per i lettori), e soprattutto con un rating infimo al confronto dell'incredibile 93/100 di Assange. Interessantissima la motivazione data, in cui si legge, fra le altre cose, che Zuckerberg e Assange sarebbero 2 facce della stessa medaglia e si batterebbero entrambi per la trasparenza. Difficile ipotizzare un'allucinazione di massa all'interno del Times (tipo LSD nell'acqua), più facile ipotizzare entusiastici slanci di servilismo nei confronti del regime. Ciao, Paolo
Il 15 dicembre 2010 14:06, Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> ha scritto:
Per la redazione del Times è Zuckerberg la persona dell'anno. Zuckerberg, dai lettori del Times, era stato premiato con meno di 1/5 dei voti riservati ad Assange (che è persona dell'anno per i lettori), e soprattutto con un rating infimo al confronto dell'incredibile 93/100 di Assange. Interessantissima la motivazione data, in cui si legge, fra le altre cose, che Zuckerberg e Assange sarebbero 2 facce della stessa medaglia e si batterebbero entrambi per la trasparenza. Difficile ipotizzare un'allucinazione di massa all'interno del Times (tipo LSD nell'acqua), più facile ipotizzare entusiastici slanci di servilismo nei confronti del regime.
Questa mail la voglio diffondere. Per caso l'hai scritta in un blog? C'è anche qualche ulteriore link) Cristian
Intanto mi scuso con tutti per aver ripetutamente chiamato il Time "Times"... conseguenze di carenza di sonno per allinearmi al fuso americano. Diffondi pure tutto quanto desideri senza problemi, ovviamente. Non so se noi di ScambioEtico pubblicheremo qualcosa in merito. Ciao, Paolo Il 15/12/2010 14:19, Cristian Consonni ha scritto:
Il 15 dicembre 2010 14:06, Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> ha scritto:
Per la redazione del Times è Zuckerberg la persona dell'anno. Zuckerberg, dai lettori del Times, era stato premiato con meno di 1/5 dei voti riservati ad Assange (che è persona dell'anno per i lettori), e soprattutto con un rating infimo al confronto dell'incredibile 93/100 di Assange. Interessantissima la motivazione data, in cui si legge, fra le altre cose, che Zuckerberg e Assange sarebbero 2 facce della stessa medaglia e si batterebbero entrambi per la trasparenza. Difficile ipotizzare un'allucinazione di massa all'interno del Times (tipo LSD nell'acqua), più facile ipotizzare entusiastici slanci di servilismo nei confronti del regime. Questa mail la voglio diffondere. Per caso l'hai scritta in un blog? C'è anche qualche ulteriore link)
Cristian _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Caro Paolo, On 12/15/2010 2:06 PM, Paolo Brini wrote:
Per la redazione del Times è Zuckerberg la persona dell'anno. Zuckerberg, dai lettori del Times, era stato premiato con meno di 1/5 dei voti riservati ad Assange (che è persona dell'anno per i lettori), e soprattutto con un rating infimo al confronto dell'incredibile 93/100 di Assange. Interessantissima la motivazione data, in cui si legge, fra le altre cose, che Zuckerberg e Assange sarebbero 2 facce della stessa medaglia e si batterebbero entrambi per la trasparenza. Difficile ipotizzare un'allucinazione di massa all'interno del Times (tipo LSD nell'acqua), più facile ipotizzare entusiastici slanci di servilismo nei confronti del regime.
Non entro nel merito della scelta del Times (un esercizio a mio parere futile, ovviamente cambierò idea quando - non se - sarò eletto persona dell'anno) ma la motivazione data mi spinge a commentare che Zuckenberg è ovviamente a favore della trasparenza! Si tratta di capire "trasparente per chi" (Facebook? I miei "friend" su Facebook? Google? Altre aziende interessate ai miei dati? Il mondo intero?). Ciao, Andrea
Ciao Andrea, Una sola piccola precisazione: l'approccio di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a fornire loro il massimo controllo e la possibilità di rientrarne in possesso con un solo click. La nostra iniziativa chiamata data liberation front <http://www.dataliberation.org/>va proprio in questa direzione. Un caro saluto. marco On Wed, Dec 15, 2010 at 2:23 PM, Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it>wrote:
Caro Paolo,
On 12/15/2010 2:06 PM, Paolo Brini wrote:
Per la redazione del Times è Zuckerberg la persona dell'anno. Zuckerberg, dai lettori del Times, era stato premiato con meno di 1/5 dei voti riservati ad Assange (che è persona dell'anno per i lettori), e soprattutto con un rating infimo al confronto dell'incredibile 93/100 di Assange. Interessantissima la motivazione data, in cui si legge, fra le altre cose, che Zuckerberg e Assange sarebbero 2 facce della stessa medaglia e si batterebbero entrambi per la trasparenza. Difficile ipotizzare un'allucinazione di massa all'interno del Times (tipo LSD nell'acqua), più facile ipotizzare entusiastici slanci di servilismo nei confronti del regime.
Non entro nel merito della scelta del Times (un esercizio a mio parere futile, ovviamente cambierò idea quando - non se - sarò eletto persona dell'anno) ma la motivazione data mi spinge a commentare che Zuckenberg è ovviamente a favore della trasparenza! Si tratta di capire "trasparente per chi" (Facebook? I miei "friend" su Facebook? Google? Altre aziende interessate ai miei dati? Il mondo intero?).
Ciao,
Andrea
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- Marco Pancini European Senior Policy Counsel Google Italy Corso Europa, 2 20122 Milano, Italia Tel. +39 02 36618524 Cell. +39.348.9946222 pancini@google.com Follow me on Twitter: http://twitter.com/googlepolicyit This email may be confidential or privileged. If you received this communication by mistake, please don't forward it to anyone else, please erase all copies and attachments, and please let me know that it went to the wrong person. Thanks.
Caro Marco, (tolgo un po' di liste che non conosco e a cui non sono iscritto) On 12/15/2010 3:05 PM, Marco Pancini wrote:
Ciao Andrea, Una sola piccola precisazione: l'approccio di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a fornire loro il massimo controllo e la possibilità di rientrarne in possesso con un solo click. La nostra iniziativa chiamata data liberation front <http://www.dataliberation.org/> va proprio in questa direzione.
Ti rispondo con molta simpatia e comprensione professionale. Però cerchiamo di andare al di là delle relazioni pubbliche: l'approcio di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a "monetarizzarli", come per altro è ben comprensibile per un'azienda con un "business model" come il vostro. Dal mio punto di vista, ciò che fa Google con l'iniziativa Data Liberation Front è, per quanto riguarda i dati personali, uno sforzo da applaudire sonoramente - Google è molto più avanti di tante altre aziende - ma che, sempre dal mio punto di vista, è in linea con quanto richiesto in termini di accesso, rettifica, eliminazione etc dei propri dati personali dalla legislazione europea in materia. Come dico ai rappresentanti di Google e di ogni altra azienda che viene a trovarci a Bruxelles (o, come succede il più delle volte, è già qui) è importante che ognuno svolga il suo ruolo (le autorità pubbliche non distorcano il mercato più del necessario, le aziende private non si ergano a legislatori "de facto") ma è anche importante parlarsi con una certa chiarezza e chiamare le cose con il proprio nome. Ciao, Andrea
Un ulteriore elemento penso rilevante è che ad oggi Data Liberation Front è un progetto 20% volontario di ingegneri che capita lavorino presso Google, ma non è un progetto ufficiale di Google. Inoltre, come ha dimostrato l'esportazione dei dati di Facebook, la barra delle giuste pretese degli utenti si è alzata. Esportare il mero dato grezzo oggi non è più sufficiente, quando il valore è nella relazione tra i dati: il mio social graph, le informazioni di visualizzazione dei miei video su YouTube, ecc. D David Orban skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban 2010/12/15 Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it>:
Caro Marco,
(tolgo un po' di liste che non conosco e a cui non sono iscritto)
On 12/15/2010 3:05 PM, Marco Pancini wrote:
Ciao Andrea, Una sola piccola precisazione: l'approccio di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a fornire loro il massimo controllo e la possibilità di rientrarne in possesso con un solo click. La nostra iniziativa chiamata data liberation front <http://www.dataliberation.org/> va proprio in questa direzione.
Ti rispondo con molta simpatia e comprensione professionale.
Però cerchiamo di andare al di là delle relazioni pubbliche: l'approcio di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a "monetarizzarli", come per altro è ben comprensibile per un'azienda con un "business model" come il vostro.
Dal mio punto di vista, ciò che fa Google con l'iniziativa Data Liberation Front è, per quanto riguarda i dati personali, uno sforzo da applaudire sonoramente - Google è molto più avanti di tante altre aziende - ma che, sempre dal mio punto di vista, è in linea con quanto richiesto in termini di accesso, rettifica, eliminazione etc dei propri dati personali dalla legislazione europea in materia.
Come dico ai rappresentanti di Google e di ogni altra azienda che viene a trovarci a Bruxelles (o, come succede il più delle volte, è già qui) è importante che ognuno svolga il suo ruolo (le autorità pubbliche non distorcano il mercato più del necessario, le aziende private non si ergano a legislatori "de facto") ma è anche importante parlarsi con una certa chiarezza e chiamare le cose con il proprio nome.
Ciao,
Andrea
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Ciao Andrea, Io sono per la chiarezza al 100%. Il business model del motore di ricerca di Google è AdWords, ovvero un sistema pubblicitario basato sul collegamento delle chiavi di ricerca usate dagli utenti ad un messaggio pubblicitario. Non raccogliamo e trattiamo i dati degli utenti per monetizzarli ma per poter fornire servizi utili. La concorrenza è ad un click di distanza e l'unico nostro vero valore è la fiducia degli utenti, un approccio utilitaristico non avrebbe futuro. Sono d'accordo che si debba essere rispettosi dei vari ruoli e quindi delle indicazioni che ci arrivano dalle istituzioni, ma credo che questa sia la strada che stiamo percorrendo con attenzione e sensibilità. Penso infine che la sincerità e la convinzione in quello che facciamo sia un valore assoluto e nel momento in cui non credessi in quello che dico o scrivo farei prima di tutto un torto alla mia intelligenza ed integrità. E ti assicuro che non ho alcuna intenzione di farlo. Con stima profonda. marco PS David sono d'accordo con te ed a tendere è quello l'obiettivo del DLF; in altre parole, c'è ancora molto lavoro da fare. Ad onore del vero tutti i tool creati dal DLF sono disponibili nella Google Dashboard<https://www.google.com/dashboard/> . On Wed, Dec 15, 2010 at 4:44 PM, David Orban <david@davidorban.com> wrote:
Un ulteriore elemento penso rilevante è che ad oggi Data Liberation Front è un progetto 20% volontario di ingegneri che capita lavorino presso Google, ma non è un progetto ufficiale di Google.
Inoltre, come ha dimostrato l'esportazione dei dati di Facebook, la barra delle giuste pretese degli utenti si è alzata. Esportare il mero dato grezzo oggi non è più sufficiente, quando il valore è nella relazione tra i dati: il mio social graph, le informazioni di visualizzazione dei miei video su YouTube, ecc.
D
David Orban skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban
2010/12/15 Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it>:
Caro Marco,
(tolgo un po' di liste che non conosco e a cui non sono iscritto)
On 12/15/2010 3:05 PM, Marco Pancini wrote:
Ciao Andrea, Una sola piccola precisazione: l'approccio di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a fornire loro il massimo controllo e la possibilità di rientrarne in possesso con un solo click. La nostra iniziativa chiamata data liberation front <http://www.dataliberation.org/> va proprio in questa direzione.
Ti rispondo con molta simpatia e comprensione professionale.
Però cerchiamo di andare al di là delle relazioni pubbliche: l'approcio di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a "monetarizzarli", come per altro è ben comprensibile per un'azienda con un "business model" come il vostro.
Dal mio punto di vista, ciò che fa Google con l'iniziativa Data Liberation Front è, per quanto riguarda i dati personali, uno sforzo da applaudire sonoramente - Google è molto più avanti di tante altre aziende - ma che, sempre dal mio punto di vista, è in linea con quanto richiesto in termini di accesso, rettifica, eliminazione etc dei propri dati personali dalla legislazione europea in materia.
Come dico ai rappresentanti di Google e di ogni altra azienda che viene a trovarci a Bruxelles (o, come succede il più delle volte, è già qui) è importante che ognuno svolga il suo ruolo (le autorità pubbliche non distorcano il mercato più del necessario, le aziende private non si ergano a legislatori "de facto") ma è anche importante parlarsi con una certa chiarezza e chiamare le cose con il proprio nome.
Ciao,
Andrea
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- Marco Pancini European Senior Policy Counsel Google Italy Corso Europa, 2 20122 Milano, Italia Tel. +39 02 36618524 Cell. +39.348.9946222 pancini@google.com Follow me on Twitter: http://twitter.com/googlepolicyit This email may be confidential or privileged. If you received this communication by mistake, please don't forward it to anyone else, please erase all copies and attachments, and please let me know that it went to the wrong person. Thanks.
"La concorrenza è a un clic di distanza" mi sembra una affermazione un po' apodittica. il cliente è l'inserzionista, non lo spettatore che è il prodotto, per dirla come Confalonieri. Quale è il clic di distanza che il cliente inserzionista può fare per raggiungere oltre il 90% degli utenti internet ? Google è stra-dominante e ciò non è male. Ci mancherebbe. Male sarebbe se approfittasse della sua posizione dominante per violare o aggirare le regole a proprio vantaggio. Ciao, s. ------- Messaggio originale -------
Da: Marco Pancini <pancini@google.com> A: david@davidorban.com Cc: nexa@server-nexa.polito.it Inviato: 15.12.'10, 17:16
Ciao Andrea, Io sono per la chiarezza al 100%. Il business model del motore di ricerca di Google è AdWords, ovvero un sistema pubblicitario basato sul collegamento delle chiavi di ricerca usate dagli utenti ad un messaggio pubblicitario. Non raccogliamo e trattiamo i dati degli utenti per monetizzarli ma per poter fornire servizi utili. La concorrenza è ad un click di distanza e l'unico nostro vero valore è la fiducia degli utenti, un approccio utilitaristico non avrebbe futuro. Sono d'accordo che si debba essere rispettosi dei vari ruoli e quindi delle indicazioni che ci arrivano dalle istituzioni, ma credo che questa sia la strada che stiamo percorrendo con attenzione e sensibilità. Penso infine che la sincerità e la convinzione in quello che facciamo sia un valore assoluto e nel momento in cui non credessi in quello che dico o scrivo farei prima di tutto un torto alla mia intelligenza ed integrità. E ti assicuro che non ho alcuna intenzione di farlo. Con stima profonda. marco
PS David sono d'accordo con te ed a tendere è quello l'obiettivo del DLF; in altre parole, c'è ancora molto lavoro da fare. Ad onore del vero tutti i tool creati dal DLF sono disponibili nella Google Dashboard<https://www.google.com/dashboard/> .
On Wed, Dec 15, 2010 at 4:44 PM, David Orban <david@davidorban.com> wrote:
Un ulteriore elemento penso rilevante è che ad oggi Data Liberation Front è un progetto 20% volontario di ingegneri che capita lavorino presso Google, ma non è un progetto ufficiale di Google.
Inoltre, come ha dimostrato l'esportazione dei dati di Facebook, la barra delle giuste pretese degli utenti si è alzata. Esportare il mero dato grezzo oggi non è più sufficiente, quando il valore è nella relazione tra i dati: il mio social graph, le informazioni di visualizzazione dei miei video su YouTube, ecc.
D
David Orban skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban
2010/12/15 Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it>:
Caro Marco,
(tolgo un po' di liste che non conosco e a cui non sono iscritto)
On 12/15/2010 3:05 PM, Marco Pancini wrote:
Ciao Andrea, Una sola piccola precisazione: l'approccio di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a fornire loro il massimo controllo e la possibilità di rientrarne in possesso con un solo click. La nostra iniziativa chiamata data liberation front <http://www.dataliberation.org/> va proprio in questa direzione.
Ti rispondo con molta simpatia e comprensione professionale.
Però cerchiamo di andare al di là delle relazioni pubbliche: l'approcio di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a "monetarizzarli", come per altro è ben comprensibile per un'azienda con un "business model" come il vostro.
Dal mio punto di vista, ciò che fa Google con l'iniziativa Data Liberation Front è, per quanto riguarda i dati personali, uno sforzo da applaudire sonoramente - Google è molto più avanti di tante altre aziende - ma che, sempre dal mio punto di vista, è in linea con quanto richiesto in termini di accesso, rettifica, eliminazione etc dei propri dati personali dalla legislazione europea in materia.
Come dico ai rappresentanti di Google e di ogni altra azienda che viene a trovarci a Bruxelles (o, come succede il più delle volte, è già qui) è importante che ognuno svolga il suo ruolo (le autorità pubbliche non distorcano il mercato più del necessario, le aziende private non si ergano a legislatori "de facto") ma è anche importante parlarsi con una certa chiarezza e chiamare le cose con il proprio nome.
Ciao,
Andrea
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- Marco Pancini European Senior Policy Counsel Google Italy Corso Europa, 2 20122 Milano, Italia Tel. +39 02 36618524 Cell. +39.348.9946222 pancini@google.com Follow me on Twitter: http://twitter.com/googlepolicyit
This email may be confidential or privileged. If you received this communication by mistake, please don't forward it to anyone else, please erase all copies and attachments, and please let me know that it went to the wrong person. Thanks.
[Primo post su questa lista. Per chi non mi conosce, trovate il mio profilo qui http://www.linkedin.com/in/maffulli] Il 15 dicembre 2010 09:11, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
Quale è il clic di distanza che il cliente inserzionista può fare per raggiungere oltre il 90% degli utenti internet ?
Su questo tema mi sto arrovellando da un po' e mi piacerebbe approfondire. La mia percezione è che Google può perdere i suoi utenti search molto in fretta, così come li perse Altavista quando arrivò G. I motori di ricerca precedenti non erano altrettanto efficaci a presentare informazioni utili, e noi tutti migrammo sul nuovo arrivato. Oggi ci sono 2 motori di ricerca: G e il nuovo arrivato Bing. Questo secondo non mi pare abbia portato chissà che innovazione radicale, dai miei test non è tanto meglio di Google e per questo resta secondo. Oggi gli inserzionisti che vogliono arrivare al 90% del traffico internet vanno sul search di Google, ma tra un anno sarà ancora così? Guardando la velocità di Facebook e Twitter inizio a pensare che la risposta non sia scontata. Quanta capacità di lock-in ha Google sugli utenti del motore di ricerca? Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni. /stef
assolutamente centrato. oggi i clienti di google non hanno alternative google e' potenzialmente a pochi anni da una crisi (*) gli utenti, ovvero il prodotto, in pochi anni potrebbero essere il prodotto commerciale di qualcun altro e competere contro google. Facebook potrebbe gia' da oggi, forse. una volta che c'e' un nuovo prodotto commerciale potrebbe esserci scelta per i clienti. Ammesso e non concesso che il mercato si orienti alla concorrenza e non all'oligopolio. nel merito del lockin: secondo me c'e' un lockin molto forte lato clienti dato da tutti gli adsense installati in molti milioni di siti; cambiare quelli e' complesso. c'e' un lockin meno forte lato prodotto (ma comunque rilevante) dato da gmail, calendar e google docs (in ordine crescente). mi sembra logico che debba andare verso il cloud storage (io comprerei dropbox).. imho ciao,s. On 16/12/10 02.53, Stefano Maffulli wrote:
[Primo post su questa lista. Per chi non mi conosce, trovate il mio profilo qui http://www.linkedin.com/in/maffulli]
Il 15 dicembre 2010 09:11, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
Quale � il clic di distanza che il cliente inserzionista pu� fare per raggiungere oltre il 90% degli utenti internet ?
Su questo tema mi sto arrovellando da un po' e mi piacerebbe approfondire. La mia percezione � che Google pu� perdere i suoi utenti search molto in fretta, cos� come li perse Altavista quando arriv� G. I motori di ricerca precedenti non erano altrettanto efficaci a presentare informazioni utili, e noi tutti migrammo sul nuovo arrivato. Oggi ci sono 2 motori di ricerca: G e il nuovo arrivato Bing. Questo secondo non mi pare abbia portato chiss� che innovazione radicale, dai miei test non � tanto meglio di Google e per questo resta secondo.
Oggi gli inserzionisti che vogliono arrivare al 90% del traffico internet vanno sul search di Google, ma tra un anno sar� ancora cos�? Guardando la velocit� di Facebook e Twitter inizio a pensare che la risposta non sia scontata. Quanta capacit� di lock-in ha Google sugli utenti del motore di ricerca? Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni.
/stef _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- blog.quintarelli.it www.eximia.it www.reeplay.it
Ciao, nel caso non l'aveste presente vi segnalo questo paper di Rufus Pollock (2009) http://www.rufuspollock.org/economics/papers/search_engines.pdf che si interroga, in particolare in termini teorici, sugli assetti competitivi del mercato dei motori di ricerca. Raimondo -----Messaggio originale----- Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Stefano Quintarelli Inviato: giovedì 16 dicembre 2010 11.10 Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Times: Zuckerberg persona dell'anno assolutamente centrato. oggi i clienti di google non hanno alternative google e' potenzialmente a pochi anni da una crisi (*) gli utenti, ovvero il prodotto, in pochi anni potrebbero essere il prodotto commerciale di qualcun altro e competere contro google. Facebook potrebbe gia' da oggi, forse. una volta che c'e' un nuovo prodotto commerciale potrebbe esserci scelta per i clienti. Ammesso e non concesso che il mercato si orienti alla concorrenza e non all'oligopolio. nel merito del lockin: secondo me c'e' un lockin molto forte lato clienti dato da tutti gli adsense installati in molti milioni di siti; cambiare quelli e' complesso. c'e' un lockin meno forte lato prodotto (ma comunque rilevante) dato da gmail, calendar e google docs (in ordine crescente). mi sembra logico che debba andare verso il cloud storage (io comprerei dropbox).. imho ciao,s. On 16/12/10 02.53, Stefano Maffulli wrote:
[Primo post su questa lista. Per chi non mi conosce, trovate il mio profilo qui http://www.linkedin.com/in/maffulli]
Il 15 dicembre 2010 09:11, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> ha scritto:
Quale � il clic di distanza che il cliente inserzionista pu� fare per raggiungere oltre il 90% degli utenti internet ?
Su questo tema mi sto arrovellando da un po' e mi piacerebbe approfondire. La mia percezione � che Google pu� perdere i suoi utenti search molto in fretta, cos� come li perse Altavista quando arriv� G. I motori di ricerca precedenti non erano altrettanto efficaci a presentare informazioni utili, e noi tutti migrammo sul nuovo arrivato. Oggi ci sono 2 motori di ricerca: G e il nuovo arrivato Bing. Questo secondo non mi pare abbia portato chiss� che innovazione radicale, dai miei test non � tanto meglio di Google e per questo resta secondo.
Oggi gli inserzionisti che vogliono arrivare al 90% del traffico internet vanno sul search di Google, ma tra un anno sar� ancora cos�? Guardando la velocit� di Facebook e Twitter inizio a pensare che la risposta non sia scontata. Quanta capacit� di lock-in ha Google sugli utenti del motore di ricerca? Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni.
/stef _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- blog.quintarelli.it www.eximia.it www.reeplay.it _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Caro Marco, cari tutti, ho pensato un po' se rispondere a Marco in privato o in pubblico. Dato che lo scambio e` iniziato in pubblico e Marco solleva questioni a mio parere rilevanti per i partecipanti, spero di non sbagliare nello scrivere in lista. Nel caso, scusatemi. On 12/15/2010 5:16 PM, Marco Pancini wrote:
Ciao Andrea, Io sono per la chiarezza al 100%. Il business model del motore di ricerca di Google è AdWords, ovvero un sistema pubblicitario basato sul collegamento delle chiavi di ricerca usate dagli utenti ad un messaggio pubblicitario.
Bene, allora direi che possiamo dire che i principali clienti di Google sono i fornitori di pubblicita`, e che i dati degli utenti (incluse le chiavi di ricerca, o il contenuto delle loro e-mail) sono uno strumento (a mio parere il principale, ma su questo tu ne saprai certamente piu` di me) per vendere ai vostri clienti cio` di cui hanno bisogno. E` corretto?
Non raccogliamo e trattiamo i dati degli utenti per monetizzarli ma per poter fornire servizi utili.
So di essere marzulliano, ma la domanda e`: quali servizi e utili a chi? Perche` sicuramente Google fornisce strumenti utilissimi ai propri utenti non paganti - io stesso li uso in abbondanza - ma fornisce strumenti anche ai propri clienti paganti, ovvero i fornitori di pubblicita`. Dato che i clienti sono, appunto, paganti e partendo dall'assunto che i dati degli utenti sono strumenti utili a tali clienti, a me pare di poter dire che i dati in questione sono "monetizzati" da Google. Mi sbaglio?
La concorrenza è ad un click di distanza e l'unico nostro vero valore è la fiducia degli utenti, un approccio utilitaristico non avrebbe futuro.
Su quanto vicina o lontana sia la concorrenza non intendo pronunciarmi, soprattutto in questo momento.
Sono d'accordo che si debba essere rispettosi dei vari ruoli e quindi delle indicazioni che ci arrivano dalle istituzioni, ma credo che questa sia la strada che stiamo percorrendo con attenzione e sensibilità.
Io ho parlato di chiarezza e non di rispetto, attenzione e/o sensibilita`, tutte ottime qualita` di cui sono notoriamente poco dotato ma che, a mio personalissimo parere, sono meno importanti della prima quando si discute di questioni chiave come l'auto-determinazione informazionale nel XXI secolo. Ma in ogni caso, proprio per essere chiari al 100%: forse il rispetto, l'attenzione e la sensibilita` che tu, per quella che e` la mia esperienza, hai sempre dimostrato non sono un patrimonio totalmente condiviso all'interno dell'azienda per cui lavori, almeno a giudicare dagli interventi del vostro CEO (che qualifica la sentenza di una corte di giustizia di uno Stato sovrano e, fino a prova contraria, tendenzialmente democratico, come "bullshit"; o che suggerisce che i cittadini tedeschi che non vogliono che la propria casa sia fotografata da Google Streetview possono cambiare casa), del vostro Global Privacy Counsel (che ad un incontro dell'OECD, non al pub dietro l'angolo, lancia accuse pesantissime, senza un vero contradditorio, nei confronti di uno Stato membro sulla base di una rielaborazione dei fatti del caso Google/Vividown a dir poco "parziale"), o di tuoi colleghi come quello che all'ultimo Internet Governance Forum di Vilnius si e` lanciato in una filippica sul medesimo caso, suggerendo che il giudice avesse considerato solo i fatti presentati dall'accusa e non quelli della difesa (mentre, e qui i giuristi esperti mi correggeranno se sbaglio, la scelta di procedura accettata dalla difesa implica automaticamente l'accettazione da parte delle medesima dei fatti cosi` come presentati dalla pubblica accusa). Nota bene che non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello di sostenere che Google o i suoi dipendenti non possano esprimere le proprie opinioni (o meglio - le opinioni di Google, dato che fino a prova contraria non credo parliate a nome vostro, come faccio io in questa sede) anche in forma accesa. Pero` devo rilevare che non bisogna stupirsi se di fronte a certi atteggiamenti un po', diciamo cosi`, spavaldi di una parte si vedano degli atteggiamenti un po', diciamo cosi`, risentiti dall'altra.
Penso infine che la sincerità e la convinzione in quello che facciamo sia un valore assoluto e nel momento in cui non credessi in quello che dico o scrivo farei prima di tutto un torto alla mia intelligenza ed integrità. E ti assicuro che non ho alcuna intenzione di farlo.
Non l'ho mai messo in dubbio, dunque - in tutta sincerita` - non vedo la necessita` della puntualizzazione. Anche in questo caso, il mio interesse prioritario e` la chiarezza, nel caso specifico andando un po' piu` a fondo del linguaggio, che io ho sinceramente trovato un po' troppo "da pubbliche relazioni", del tuo intervento. (Spero che la mia opinione non ti offenda. Non sono famoso per la mia sensibilita` o per la mia diplomazia, ma abbi/abbiate pazienza - m'hanno disegnato cosi`. Per altro reputo questa lista una delle migliori, se non la migliore, della millanta liste a cui sono/sono stato iscritto, proprio perche` si cerca di andare al di la` delle pubbliche relazioni. Io stesso potrei limitarmi a copiare/incollare le "line to take" della Commissione Europea, ma - andando a volte anche contro i miei interessi professionali immediati e futuri - preferisco tentare un confronto forse piu` rude ma probabilmente piu` proficuo. E aggiungo che la mia richiesta di profondita` deriva dal fatto che la possibilita` di confrontarsi con chi lavora "all'interno" (di Google, della Commissione, di qualsiasi altra organizzazione al centro dell'attenzione in un dato momento) e` occasione preziosa, ma non sempre possibile).
Con stima profonda. marco
Immeritata, ma del tutto ricambiata. Andrea P.S.: puo` sembrare che io abbia qualche cruccio particolare con Google. A scanso di equivoci, cosi` non e`. Non faccio parte della (non ristrettissima) cerchia di individui o organizzazioni che considerano Google il Male. Semplicemente, qui in lista abbiamo Google - nella persona di Marco, che ci tengo a ringraziare per il tempo che mi/ci dedica - e non, almeno che io sappia, Facebook, Microsoft o altre aziende e organizzazioni le cui azioni hanno effetti significativi sulla nostra auto-determinazione informazionale e, piu` in generale, sulla nostra vita.
participants (8)
-
Andrea Glorioso -
Cristian Consonni -
David Orban -
Marco Pancini -
Paolo Brini -
Raimondo Iemma -
Stefano Maffulli -
Stefano Quintarelli