Ciao Andrea,
Un ulteriore elemento penso rilevante è che ad oggi Data Liberation
Front è un progetto 20% volontario di ingegneri che capita lavorino
presso Google, ma non è un progetto ufficiale di Google.
Inoltre, come ha dimostrato l'esportazione dei dati di Facebook, la
barra delle giuste pretese degli utenti si è alzata. Esportare il mero
dato grezzo oggi non è più sufficiente, quando il valore è nella
relazione tra i dati: il mio social graph, le informazioni di
visualizzazione dei miei video su YouTube, ecc.
D
David Orban
skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban
2010/12/15 Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it>:
> Caro Marco,
>
> (tolgo un po' di liste che non conosco e a cui non sono iscritto)
>
> On 12/15/2010 3:05 PM, Marco Pancini wrote:
>> Ciao Andrea,
>> Una sola piccola precisazione: l'approccio di Google al trattamento dei
>> dati personali degli utenti è finalizzato a fornire loro il massimo
>> controllo e la possibilità di rientrarne in possesso con un solo click.
>> La nostra iniziativa chiamata data liberation front
>> <http://www.dataliberation.org/> va proprio in questa direzione.
>
> Ti rispondo con molta simpatia e comprensione professionale.
>
> Però cerchiamo di andare al di là delle relazioni pubbliche: l'approcio
> di Google al trattamento dei dati personali degli utenti è finalizzato a
> "monetarizzarli", come per altro è ben comprensibile per un'azienda con
> un "business model" come il vostro.
>
> Dal mio punto di vista, ciò che fa Google con l'iniziativa Data
> Liberation Front è, per quanto riguarda i dati personali, uno sforzo da
> applaudire sonoramente - Google è molto più avanti di tante altre
> aziende - ma che, sempre dal mio punto di vista, è in linea con quanto
> richiesto in termini di accesso, rettifica, eliminazione etc dei propri
> dati personali dalla legislazione europea in materia.
>
> Come dico ai rappresentanti di Google e di ogni altra azienda che viene
> a trovarci a Bruxelles (o, come succede il più delle volte, è già qui) è
> importante che ognuno svolga il suo ruolo (le autorità pubbliche non
> distorcano il mercato più del necessario, le aziende private non si
> ergano a legislatori "de facto") ma è anche importante parlarsi con una
> certa chiarezza e chiamare le cose con il proprio nome.
>
> Ciao,
>
> Andrea
>
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