Bloomberg: «Russia invades Ukraina» inadvertently published
Buongiorno nexiane, https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-02-04/statement-on-publishing-e... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Statement on Publishing Error Bloomberg News 5 febbraio 2022, 00:19 CET We prepare headlines for many scenarios and the headline “Russia Invades Ukraine” was inadvertently published around 4 p.m. ET today on our website. We deeply regret the error. The headline has been removed and we are investigating the cause. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Forse uno zelante redattore ha inavvertitamente fatto click sul bottone sbagliato per colpa dell'ansia di battere sul tempo i concorrenti?!? Saremmo davvero curiosi di venire a conoscenza dei risultati dell'indagine sulle cause Dell'incidente al momento parlano pochi media, mi pare: - https://www.rt.com/russia/548394-bloomberg-russia-invades-ukraine/ - https://nypost.com/2022/02/04/bloomberg-accidentally-reports-that-russia-inv... il link redirigeva ad una "error page" (404?): che razza di CMS usano in Bloomberg?!? ...ma /soprattutto/, come diavolo è possibile che un colosso delle notizie abbia preparato /solo/ i titoli e non l'articolo?!? Come si chiamerebbe 'sto genere di articoli: coccodilli geopolitici? Saluti, 380° -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
On sab, 2022-02-05 at 13:03 +0100, 380° wrote:
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Forse uno zelante redattore ha inavvertitamente fatto click sul bottone sbagliato per colpa dell'ansia di battere sul tempo i concorrenti?!?
Hai presente il click sul bottone di lancio del missile fatto dal marinaio che era al posto di combattimento da 48 ore? "Stato d'allarme", uno dei più bei film pacifisti del secolo scorso https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_d%27allarme
Buongiorno Marco, a che ora è la fine del mondo? Mi pare che nessuno dei commentatori nei grandi giornali stia dando peso all'accaduto, evidentemente vogliono farci credere sia stato davvero un banale errore, senza tra l'altro dare conto delle "indagini interne" in Bloomberg (che non deve rendere conto a nessuno, vero?!?), che /ripeto/ non è un blog del primo pirla che passa Segnalo un paio di articoli /eretici/: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-bloomberg_riporta_erroneamente_unin... "La Russia invade l'Ucraina". Cremlino: "Il termine Fake news può essere sostituito con Bloomberg news" --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Chissà quanto sia stato casuale l'errore di Bloomberg, oppure un modo per testare la reazione dell'opinione pubblica ad uno scenario di guerra tra NATO e Russia per l'Ucraina. [...] Secondo l'analista Olga Lautman, che ha condiviso lo screenshot del titolo sul suo account Twitter, la pubblicazione è rimasta sul sito web del media per più di 30 minuti. tutto il tempo di diventare virale con le conseguenze che si possono immaginare. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- https://giuliochinappi.wordpress.com/2022/02/07/una-guerra-della-disinformaz... «Una guerra della disinformazione contro la Russia» --8<---------------cut here---------------start------------->8--- I media occidentali continuano a diffondere notizie infondate sull’intenzione della Russia di invadere l’Ucraina, fino addirittura ad annunciare lo scoppio della guerra. [...] Bloomberg, in risposta, ha affermato che si è trattato solo di un “errore”. Come può trattarsi di un errore? Errore può essere scrivere una parola in luogo di un’altra, non pubblicare un titolo privo di ogni fondamento, oltretutto lasciandolo online così a lungo. La giustificazione ufficiale afferma anche la testata “prepara titoli per ogni scenario possibile, e uno di questi è stato inavvertitamente pubblicato”. Ma un titolo banale come “Russia invades Ukraine” può essere scritto in un paio di secondi, senza bisogno di “prepararlo” in anticipo. [...] Non dimentichiamo, infatti, che spesso Bloomberg è una fonte d’informazione primaria, e che testate di portata mondiale come il New York Times o USA Today riprendono con frequenza le notizie di Bloomberg. [...] Alcune testate, come il Washington Post e il New York Times, hanno diffuso anche la fake news secondo cui la Russia starebbe preparando dei video falsi per dimostrare un attacco ucraino contro la popolazione civile del Donbass – sempre al fine di dare luogo ad una guerra. Nel giro di poche ore, attraverso i social, la notizia falsa si è trasformata, e ora molte persone credono che la Russia non solo abbia preparato, ma abbia effettivamente diffuso tale video, che però nessuno ha mai visto. Alla fake news è stato dato un risalto tale che il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, è dovuto intervenire in prima persona per smentire il tutto. Nel frattempo, sempre nell’ambito di questa guerra dei mass media, la Germania ha deciso di bandire la televisione RT DE, la versione tedesca di un network televisivo di proprietà del governo russo. Ciò, naturalmente, al fine di non permettere la diffusione di versioni dei fatti diverse da quelle propinate dagli altri mass media, indipendentemente dalle ragioni ufficiali che sono state presentate. In risposta, la Russia ha deciso di chiudere la sede moscovita della testata tedesca Deutsche Welle, come confermato dalla portavoce del ministero degli Esteri, Marija Zacharova. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Sento ancora l'eco delle famosissime armi di distruzione di massa di Saddam... Suvvia, è ovvio, si tratta di "normali" operazioni PSYWAR https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_warfare#Recent_operations "Marco A. Calamari" <marcoc_maillist@marcoc.it> writes:
On sab, 2022-02-05 at 13:03 +0100, 380° wrote:
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Forse uno zelante redattore ha inavvertitamente fatto click sul bottone sbagliato per colpa dell'ansia di battere sul tempo i concorrenti?!?
Hai presente il click sul bottone di lancio del missile fatto dal marinaio che era al posto di combattimento da 48 ore?
"Stato d'allarme", uno dei più bei film pacifisti del secolo scorso https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_d%27allarme
Non ho visto quel film ma credo che questo elemento narrativo (errori irrimediabili da attacchi psicotici sotto stress acuto) sia trasversale a molti film (e a vicende storiche?)... mitologia della paranoia potremmo chiamarla?!? In questi termini, quindi, stavo piuttosto pensando alla /finzione/ in Dr. Strangelove (Red Alert [1]) o _meglio_ quella in Fail Safe [2] seguita alla /realtà/ della crisi dei missili cubana [3] del 1962 che portò all'adozione della «Washington–Moscow Direct Communications Link» https://en.wikipedia.org/wiki/Moscow%E2%80%93Washington_hotline --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Schelling credited the pop fiction novel Red Alert (the basis of the film Dr. Strangelove) with making governments more aware of the benefit of direct communication between the superpowers. [...] In 2007, the Moscow–Washington hotline was upgraded; a dedicated computer network links Moscow and Washington. The new system started operations on January 1, 2008.[4] It continues to use the two satellite links but a fiber optic cable replaced the old back-up cable. Commercial software is used for both chat and email: chat to coordinate operations, and email for actual messages. Transmission is nearly instantaneous, given the speed of light and the exigent importance of the communications system. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- «Commercial software is used» :-D Speriamo che gli operatori di quella hotline non facciano un click sbagliato perché troppo sotto stress... Saluti, 380° [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Red_Alert_(novel) [2] https://en.wikipedia.org/wiki/Fail_Safe_(1964_film) [3] ma che si potrebbe INVECE chiamare meglio crisi /italp-turca/ dei missili, perché noi c'eravamo dentro in pieno P.S.: no dai, non mi dite che il covid-19 finisce quando scoppia la guerra (solo?) nell'Est Europa?!? -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Magari si trattasse solo di una guerra mediatica. Questo aspetto è importante e non va sottovalutato, ma è solo un aspetto. Credo che sia fondamentale capire in che senso il conflitto con i russi, provocati di continuo dagli americani, sia parte di un’altra questione, che riguarda il rapporto tra americani ed europei. Se si adotta questa prospettiva, si colgono a mio avviso nessi più ampi, entro i quali la gestione della pandemia gioca un ruolo centrale. Anche chi ignora i basics della geopolitica sa che una guerra con i russi agli americani non conviene proprio – e non per i costi che avrebbe: una guerra con i russi potrebbe spingere russi e cinesi ad un avvicinamento, e questa è l’ultima cosa che vorrebbero gli americani (a distanza di decenni, Mackinder docet ancora: chi controlla l’Heartland controlla il mondo). alla domanda allora che ci facciamo tutti – ma perché provocare i russi minacciandoli con la prospettiva di far entrare gli ucraini nell’Alleanza? – forse si può rispondere da un lato guardano ai margini di manovra che hanno gli europei nella gestione della propria sovranità digitale, dall’altro chiedendosi che funzione potrebbe avere il GP a fine pandemia, ipotizzando che possa venir usato per gestire l’identità digitale dei cittadini europei. My two cents Il giorno lun 7 feb 2022 alle ore 16:16 380° <g380@biscuolo.net> ha scritto:
Buongiorno Marco,
a che ora è la fine del mondo?
Mi pare che nessuno dei commentatori nei grandi giornali stia dando peso all'accaduto, evidentemente vogliono farci credere sia stato davvero un banale errore, senza tra l'altro dare conto delle "indagini interne" in Bloomberg (che non deve rendere conto a nessuno, vero?!?), che /ripeto/ non è un blog del primo pirla che passa
Segnalo un paio di articoli /eretici/:
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-bloomberg_riporta_erroneamente_unin...
"La Russia invade l'Ucraina". Cremlino: "Il termine Fake news può essere sostituito con Bloomberg news"
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Chissà quanto sia stato casuale l'errore di Bloomberg, oppure un modo per testare la reazione dell'opinione pubblica ad uno scenario di guerra tra NATO e Russia per l'Ucraina.
[...] Secondo l'analista Olga Lautman, che ha condiviso lo screenshot del titolo sul suo account Twitter, la pubblicazione è rimasta sul sito web del media per più di 30 minuti. tutto il tempo di diventare virale con le conseguenze che si possono immaginare.
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https://giuliochinappi.wordpress.com/2022/02/07/una-guerra-della-disinformaz...
«Una guerra della disinformazione contro la Russia»
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I media occidentali continuano a diffondere notizie infondate sull’intenzione della Russia di invadere l’Ucraina, fino addirittura ad annunciare lo scoppio della guerra.
[...] Bloomberg, in risposta, ha affermato che si è trattato solo di un “errore”. Come può trattarsi di un errore? Errore può essere scrivere una parola in luogo di un’altra, non pubblicare un titolo privo di ogni fondamento, oltretutto lasciandolo online così a lungo. La giustificazione ufficiale afferma anche la testata “prepara titoli per ogni scenario possibile, e uno di questi è stato inavvertitamente pubblicato”. Ma un titolo banale come “Russia invades Ukraine” può essere scritto in un paio di secondi, senza bisogno di “prepararlo” in anticipo.
[...] Non dimentichiamo, infatti, che spesso Bloomberg è una fonte d’informazione primaria, e che testate di portata mondiale come il New York Times o USA Today riprendono con frequenza le notizie di Bloomberg.
[...] Alcune testate, come il Washington Post e il New York Times, hanno diffuso anche la fake news secondo cui la Russia starebbe preparando dei video falsi per dimostrare un attacco ucraino contro la popolazione civile del Donbass – sempre al fine di dare luogo ad una guerra. Nel giro di poche ore, attraverso i social, la notizia falsa si è trasformata, e ora molte persone credono che la Russia non solo abbia preparato, ma abbia effettivamente diffuso tale video, che però nessuno ha mai visto. Alla fake news è stato dato un risalto tale che il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, è dovuto intervenire in prima persona per smentire il tutto.
Nel frattempo, sempre nell’ambito di questa guerra dei mass media, la Germania ha deciso di bandire la televisione RT DE, la versione tedesca di un network televisivo di proprietà del governo russo. Ciò, naturalmente, al fine di non permettere la diffusione di versioni dei fatti diverse da quelle propinate dagli altri mass media, indipendentemente dalle ragioni ufficiali che sono state presentate. In risposta, la Russia ha deciso di chiudere la sede moscovita della testata tedesca Deutsche Welle, come confermato dalla portavoce del ministero degli Esteri, Marija Zacharova.
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Sento ancora l'eco delle famosissime armi di distruzione di massa di Saddam...
Suvvia, è ovvio, si tratta di "normali" operazioni PSYWAR https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_warfare#Recent_operations
"Marco A. Calamari" <marcoc_maillist@marcoc.it> writes:
On sab, 2022-02-05 at 13:03 +0100, 380° wrote:
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Forse uno zelante redattore ha inavvertitamente fatto click sul bottone sbagliato per colpa dell'ansia di battere sul tempo i concorrenti?!?
Hai presente il click sul bottone di lancio del missile fatto dal marinaio che era al posto di combattimento da 48 ore?
"Stato d'allarme", uno dei più bei film pacifisti del secolo scorso https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_d%27allarme
Non ho visto quel film ma credo che questo elemento narrativo (errori irrimediabili da attacchi psicotici sotto stress acuto) sia trasversale a molti film (e a vicende storiche?)... mitologia della paranoia potremmo chiamarla?!?
In questi termini, quindi, stavo piuttosto pensando alla /finzione/ in Dr. Strangelove (Red Alert [1]) o _meglio_ quella in Fail Safe [2] seguita alla /realtà/ della crisi dei missili cubana [3] del 1962 che portò all'adozione della «Washington–Moscow Direct Communications Link»
https://en.wikipedia.org/wiki/Moscow%E2%80%93Washington_hotline
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Schelling credited the pop fiction novel Red Alert (the basis of the film Dr. Strangelove) with making governments more aware of the benefit of direct communication between the superpowers.
[...] In 2007, the Moscow–Washington hotline was upgraded; a dedicated computer network links Moscow and Washington. The new system started operations on January 1, 2008.[4] It continues to use the two satellite links but a fiber optic cable replaced the old back-up cable. Commercial software is used for both chat and email: chat to coordinate operations, and email for actual messages. Transmission is nearly instantaneous, given the speed of light and the exigent importance of the communications system.
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«Commercial software is used» :-D
Speriamo che gli operatori di quella hotline non facciano un click sbagliato perché troppo sotto stress...
Saluti, 380°
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Red_Alert_(novel)
[2] https://en.wikipedia.org/wiki/Fail_Safe_(1964_film)
[3] ma che si potrebbe INVECE chiamare meglio crisi /italp-turca/ dei missili, perché noi c'eravamo dentro in pieno
P.S.: no dai, non mi dite che il covid-19 finisce quando scoppia la guerra (solo?) nell'Est Europa?!?
-- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>. _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Ciao Giovanni, Giovanni e Nexa On Mon, 7 Feb 2022 18:16:15 +0100 Giovanni Leghissa wrote:
alla domanda allora che ci facciamo tutti – ma perché provocare i russi minacciandoli con la prospettiva di far entrare gli ucraini nell’Alleanza? – forse si può rispondere da un lato guardano ai margini di manovra che hanno gli europei nella gestione della propria sovranità digitale
A questo riguardo, tale analisi risuona fortemente con la risposta di Juan Carlos ad una domanda postagli al termine della sua lezione titolata "Digitalizzazione: ritardo da colmare e cultura da costruire" tenuta alla Casa della Cultura di Milano: https://yewtu.be/watch?v=5llWZT6kZcw&t=6229 IMHO, la sudditanza dell'Europa agli Stati Uniti va ricondotta come minimo al Piano Marshall che, quanto meno in Italia, rappresenta l'unica spiegazione razionale a diverse follie (e tragedie) del dopoguerra. Il problema è... come uscirne? Giacomo
Ciao Giacomo e Giovanni, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes: [...]
A questo riguardo, tale analisi risuona fortemente con la risposta di Juan Carlos ad una domanda postagli al termine della sua lezione titolata "Digitalizzazione: ritardo da colmare e cultura da costruire" tenuta alla Casa della Cultura di Milano:
grazie della segnalazione, se riesco andrò a sentire direttamente
IMHO, la sudditanza dell'Europa agli Stati Uniti va ricondotta come minimo al Piano Marshall che, quanto meno in Italia, rappresenta l'unica spiegazione razionale a diverse follie (e tragedie) del dopoguerra.
No, sul fatto che il quadro sia più complesso di così ho già /sproloquiato/ nella mia risposta a Giovanni Leghissa
Il problema è... come uscirne?
Lo stai davvero chiedendo a me?!? :-D Scusa ma hanno fallito questo compito pensatori immensamente più capaci e acuti di me, partendo da Kant fino ad arrivare a grandi filosofi contemporanei, passando per Marx e - avendo studiato Freud et al - Marcuse e altri esponenti della scuola di Francoforte... che cosa posso aggiungere io?!? Semmai io intuisco come NON uscirne, cioè facendo politicamente e socialmente esattamente quello che stiamo facendo (almeno) da 50 anni a questa parte Ho l'impressione che gran parte delle risposte su come NON risolvere la situazione Giovanni Leghissa le abbia fornite nel suo recente seminario per Nexa «Le religioni delle nuove tecnologie», in particolar modo nella sua analisi del ruolo delle democrazie liberali Sono profondamente convinto che per progredire il "social complex" debba capire innanzitutto cosa NON fare, che /sembra/ facile. Ciao, 380° -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
C’è un libro che Giovanni ha ben presente e che qui segnalo: Vermeule e Sunstein, Law and Leviathan, Belknap Press 2020 È in cima alla lista dei libri che da tempo devo leggere, infatti lo leggerò a breve. Ma posso dire che si tratta di un lavoro a cui potremmo dedicare un incontro nexiano. Infatti grazie alle analisi dei due autori si possono tenere assieme molte delle discussioni fatte qui in quest’ultimo periodo – rapporto conflittuale tra USA e EU, sovranità digitale e democrazia, autonomia dell’individuo e invasività delle tecnologie digitali, fino allo spettro di una “cinesizzazione” del mondo occidentale grazie all’introduzione del sistema del credito sociale. Che i diritti, anzi, che il diritto in quanto tale possa diventare un inutile costo di transazione, eliminabile a piacere, come sostengono gli autori del libro, è una possibilità che può realizzarsi solo grazie alla comparsa e alla diffusione delle nuove tecnologie digitali. Quindi direi che si tratta di una questione eminentemente nexiana Il giorno mar 8 feb 2022 alle ore 11:34 380° <g380@biscuolo.net> ha scritto:
Ciao Giacomo e Giovanni,
Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
[...]
A questo riguardo, tale analisi risuona fortemente con la risposta di Juan Carlos ad una domanda postagli al termine della sua lezione titolata "Digitalizzazione: ritardo da colmare e cultura da costruire" tenuta alla Casa della Cultura di Milano:
grazie della segnalazione, se riesco andrò a sentire direttamente
IMHO, la sudditanza dell'Europa agli Stati Uniti va ricondotta come minimo al Piano Marshall che, quanto meno in Italia, rappresenta l'unica spiegazione razionale a diverse follie (e tragedie) del dopoguerra.
No, sul fatto che il quadro sia più complesso di così ho già /sproloquiato/ nella mia risposta a Giovanni Leghissa
Il problema è... come uscirne?
Lo stai davvero chiedendo a me?!? :-D
Scusa ma hanno fallito questo compito pensatori immensamente più capaci e acuti di me, partendo da Kant fino ad arrivare a grandi filosofi contemporanei, passando per Marx e - avendo studiato Freud et al - Marcuse e altri esponenti della scuola di Francoforte... che cosa posso aggiungere io?!?
Semmai io intuisco come NON uscirne, cioè facendo politicamente e socialmente esattamente quello che stiamo facendo (almeno) da 50 anni a questa parte
Ho l'impressione che gran parte delle risposte su come NON risolvere la situazione Giovanni Leghissa le abbia fornite nel suo recente seminario per Nexa «Le religioni delle nuove tecnologie», in particolar modo nella sua analisi del ruolo delle democrazie liberali
Sono profondamente convinto che per progredire il "social complex" debba capire innanzitutto cosa NON fare, che /sembra/ facile.
Ciao, 380°
-- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Buongiorno Giovanni e nexiane, scusate forse siamo andati troppo lontani rispetto a dove eravamo partiti, ma il viaggio è interessante, ancora più della meta Giovanni Leghissa <giovanni.leghissa@unito.it> writes:
Ma posso dire che si tratta di un lavoro a cui potremmo dedicare un incontro nexiano.
nemmeno io ho letto il loro lavoro ma se tanto mi da tanto credo che nel mio lungo backlog di libri da leggere questo vada molto in fondo, /credo/ mi basterebbe un bigino ecco perché approfitterei molto volentieri di sentire il succo del contenuto in un prossimo incontro nexiano (che faccia tosta che ho!)
Infatti grazie alle analisi dei due autori si possono tenere assieme molte delle discussioni fatte qui in quest’ultimo periodo – rapporto conflittuale tra USA e EU, sovranità digitale e democrazia, autonomia dell’individuo e invasività delle tecnologie digitali, fino allo spettro di una “cinesizzazione” del mondo occidentale grazie all’introduzione del sistema del credito sociale.
per comprendere il contesto nel quale si muove il libro giova avere un'idea del Sunstein-pensiero et al: https://en.wikipedia.org/wiki/Cass_Sunstein tutto teso nel /disperato/ tentativo di /rendere indipendenti/ gli atti amministrativi [1] dalla legittimità del potere esecutivo, conferita dal sovrano che nelle res publiche è il popolo in particolare mi fa specie la sua propaganda del "paternalismo libertario" /condensato/ in "Nudge" https://en.wikipedia.org/wiki/Nudge_(book) una versione neuro-psico-tecno dell'essenza del totalitarismo light (?) condensata nel refrain "sappiano noi, /scientificamente/, cosa è bene per te" ("quindi ti guidiamo nelle scelte che predeterminiamo indipendentemente dal tuo /desiderio/", ma questo ovviamente non lo dicono, rovinerebbe il giochino) in poche parole l'opposto dell'illuminismo secondo Kant: http://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s04.xhtml «Risposta alla domanda: che cos'è l'illuminismo?» --8<---------------cut here---------------start------------->8--- L'illuminismo è l'uscita dell'essere umano dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- essere umano è plurale majestatis, nessuno si salva da solo. la connessione con "il digitale" e quindi coi temi più propriamente nexiani diventa piuttosto evidente quando si considera che la "choiche architecture" [2] - secondo la quale non siamo persone/cittadine ma consumatori/utenti e che è /connaturata/ alle tecniche di nudging - è l'/analogo/ delle interfacce utente per il software, che guidando l'utente tra scelte predeterminate e ne /mascherano/ il funzionamento interno (gli studiosi sanno che anche l'architettura urbana è un'interfaccia in questo senso, per fare un altro esempio di "choiche architecture" fisica, come ad es. le panchine scomode fatte apposta per non bighellonare in certi luoghi) vorrei qui sottolineare come anche nel nudging "non digitale" le norme amministrative (le nostre interfacce) sono fatte appositamente per mascherare /scientificamente/ il funzionamento interno, cioè la vera ratio che le determina guardando /dietro/ alle interfacce, la connessione diventa ancora più evidente se si considera il "capture model" - e più precisamente le "Grammars of Action" - descritto nel lavoro di Philip E. Agre «Surveillance and capture: Two models of privacy» (1994) che a mio modesto avviso rimane una pietra miliare tra i saggi sulla "tecnologia digitale" [3] e NON è limitato alla sola privacy... e manco al digitale l'app governativa è quindi il mezzo perfetto per applicare queste tecniche in poche parole /esattamente/ l'opposto della partecipazione che ci viene promessa e /richietsa/ come cittadini della res publica... promessa e richiesta collettivamente da noi stessi in quanto popolo sovrano: ecco allora chiara e limpida l'illegittimità di tutto ciò [...] saluti, 380° [1] che in quanto tecnici assumerebbero una propria legittimazione derivata sa lui da cosa, probabilmente dalla continua necessità di "trascendere" derivata da un costante stato di emergenza [2] https://en.wikipedia.org/wiki/Choice_architecture [3] ne parlai qui qualche tempo fa https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-August/022090.html -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
On Tue, 08 Feb 2022 11:34:24 +0100 380° wrote:
Il problema è... come uscirne?
Lo stai davvero chiedendo a me?!? :-D
Anzitutto lo sto chiedendo. Come ne usciamo? Poi lo sto chiedendo anche agli altri membri della lista. Desiderei molto proposte dai molti che dispongono di cultura storica e filosofica più provonda della mia e che magari possono individuare schemi politici simili avvenuti in passato ed osservare come sono stati superati. La Storia è sempre più complessa della nostra narrazione, ma se la sua complessità diventa una scusa per NON utilizzarla nell'interpretazione del presente e nella progettazione del futuro, allora diventa sterile. Più in generale mi piacerebbe leggere proposte. Anche proposte inattuabili, ingenue, inaccettabili, sbagliate. Purché si inizi a parlarne, a pensarci seriamente. Troppo timidi? Inizio io. :-P 1) Chiediamo l'annessione agli Stati Uniti. Almeno avremo diritto di voto ed in un paio di generazioni, il peso della nostra storia millenaria potrebbe aiutarci a correggere la rotta. 2) Facciamo entrare la Russia nell'Unione Europea. Così almeno la si smetterà di accusare gli hacker russi per ogni ridicolo errore informatico di aziende e PA. 3) Puntiamo sull'alfabetizzazione informatica e storica di massa: un server in ogni casa, amministrato da coloro che vi abitano. 4) Dichiariamo guerra agli USA, così almeno sbattiamo fuori tutti i social, tutti i cloud americani etc... in un colpo. Vinceranno, ma almeno saremo consapevoli della nostra miserà mancanza di libertà. E con la consapevolezza, chissà... Resistenza? Insomma... un po' di fantasia! Pensiamo "out of the (hegemonic) box"... COME NE USCIAMO? Chiediamocelo! Sul serio! E magari insieme... Farsi domande è il primo fondamentale passo per trovare risposte. Giacomo
Buongiorno Giovanni, chiedo scusa alle nexiane che leggono se la questione si sta allungando e allargando un pochino rispetto al "banale" errore (ha ha ha ha) in oggetto, ma l'episodio è talmente (poco) strano che merita di essere inquadrato nel contesto che merita Executive summary: gli operatory PSYOps all'interno di Bloomberg si sono coordinati male con gli operatori all'interno dell'apparato militare USA, bruciando l'operazione; in alternativa gli operatori militari sono stati bloccati all'ultimo momento per misteriose ragioni e sono stati costretti a ritirare la notizia. Nota: per favore, questo in generale, quando "immaginate" una notizia proveniente da una agenzia siate ben coscenti che questa /è costruita/, non è semplice descrizione "asettica" dei fatti; inoltre le notizie sono sottoposte al /complesso/ processo di gatekeeping [1] Domanda: /se/ fosse partita un'operazione di guerra (magari circoscritta a una regione), nel breve periodo ci saremmo accorti che i fatti descritti in quella notizia (per altro /vuota/) erano falsi?!? Giovanni Leghissa <giovanni.leghissa@unito.it> writes:
Magari si trattasse solo di una guerra mediatica. Questo aspetto è importante e non va sottovalutato, ma è solo un aspetto.
Non era mia intenzione fare intendere che si trattasse solo di "guerra mediatica" (che fine a se stessa non è mai esistita), dopotutto ho fatto riferimento propriamente ad una tecnica _militare_ millenaria: PSYWAR (o PSYOps)
Credo che sia fondamentale capire in che senso il conflitto con i russi, provocati di continuo dagli americani, sia parte di un’altra questione, che riguarda il rapporto tra americani ed europei.
Scusa Giovanni ma non è così semplice (so che tu lo sai anche meglio di me): non è USA vs Europa (non solo Unione EU) vs Russia (e Cina) ma è /soprattutto/ una questione di lotta di potere /trasversale/ ai diversi regimi. Nello specifico non trascurerei il ruolo del "administrative state" [2], che storicamente prende diversi nomi in funzione del _fenomeno_ /ristretto/ che gli studiosi riescono /faticosamente/ ad analizzare: military–industrial complex, deep state, global surveillance, ecc. La mitologia antica e moderna è ricca di riferimenti a questo modo di gestire il potere: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Si tratta di un sorta di Leviatano puramente amministrativo, che è supposto agire nell’interesse della collettività, anche trasgredendo il dettato della legge e della costituzione, allo scopo di assicurare e guidare non la libera scelta dei cittadini, ma quella che Sunstein chiama la navigabilità – cioè in realtà la governabilità – delle loro scelte. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (rif. [2]) Comunque la si giri e comunque lo si implementi (per questioni culturali in Russia, Cina e India hanno altri metodi e strategie) il risultato è sempre quello di uno stato /amministrativo/ (soft) totalitario, che produce scelte /spintanee/ che necessitano gradi variabili di violenza da parte del potere (illegittimamente [3]) costituito [...]
Anche chi ignora i basics della geopolitica sa che una guerra con i russi agli americani non conviene proprio – e non per i costi che avrebbe: una guerra con i russi potrebbe spingere russi e cinesi ad un avvicinamento, e questa è l’ultima cosa che vorrebbero gli americani (a distanza di decenni, Mackinder docet ancora: chi controlla l’Heartland controlla il mondo).
Magari non è la stessa cosa che vuole la maggioranza degli americani ma /forse/ è proprio quello a cui sta lavorando il military–industrial complex? A decenni di distanza il discorso di Eisenhower di farewell alla nazione ancora non docet? https://en.wikipedia.org/wiki/Eisenhower%27s_farewell_address (riporto il succo per facilitare l'eventuale discussione) --8<---------------cut here---------------start------------->8--- In the councils of government, we must guard against the acquisition of unwarranted influence, whether sought or unsought, by the military-industrial complex. The potential for the disastrous rise of misplaced power exists and will persist. We must never let the weight of this combination endanger our liberties or democratic processes. We should take nothing for granted. Only an alert and knowledgeable citizenry can compel the proper meshing of the huge industrial and military machinery of defense with our peaceful methods and goals --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Profetico o semplicemente ben informato? Faccio umilmente notare come egli mise anche in guardia dal pericolo che una elite scientifico-tecnologica che /prendesse in ostaggio/ la politica pubblica: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- The prospect of domination of the nation's scholars by Federal employment, project allocation, and the power of money is ever present and is gravely to be regarded. Yet in holding scientific discovery in respect, as we should, we must also be alert to the equal and opposite danger that public policy could itself become the captive of a scientific-technological elite. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Spero questo renda ulteriormente chiaro come-dove-quando e perché la situazione "nel digitale" è quella che abbiamo adesso, OK? [...]
– forse si può rispondere da un lato guardano ai margini di manovra che hanno gli europei nella gestione della propria sovranità digitale,
correggerei "hanno gli europei" in "hanno i cittadini europei", perché ci sono indubbiamente degli europei che NON vogliono che gli individui possano disporre della propria sovranità digitale (detta anche computing agency, o agency informatica... non stiamo a sottilizzare troppo sui termini, il concetto è chiaro)
dall’altro chiedendosi che funzione potrebbe avere il GP a fine pandemia, ipotizzando che possa venir usato per gestire l’identità digitale dei cittadini europei. My two cents
Già: forse. Grazie, 380° [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Gatekeeping_(communication) [2] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-intervento-al-convegno-degli-studen... [3] c'è una sottile quanto insormontabile differenza tra legittimità e legalità, questo è uno dei problemi /linguistici/ che rendono inutilmente complicato ragionare di queste faccende -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Buongiorno Giovanni, chiedo scusa alle nexiane che leggono se la questione si sta allungando e allargando un pochino rispetto al "banale" errore (ha ha ha ha) in oggetto, ma l'episodio è talmente (poco) strano che merita di essere inquadrato nel contesto che merita Executive summary: gli operatory PSYOps all'interno di Bloomberg si sono coordinati male con gli operatori all'interno dell'apparato militare USA, bruciando l'operazione; in alternativa gli operatori militari sono stati bloccati all'ultimo momento per misteriose ragioni e sono stati costretti a ritirare la notizia. Nota: per favore, questo in generale, quando "immaginate" una notizia proveniente da una agenzia siate ben coscenti che questa /è costruita/, non è semplice descrizione "asettica" dei fatti; inoltre le notizie sono sottoposte al /complesso/ processo di gatekeeping [1] Domanda: /se/ fosse partita un'operazione di guerra (magari circoscritta a una regione), nel breve periodo ci saremmo accorti che i fatti descritti in quella notizia (per altro /vuota/) erano falsi?!? Giovanni Leghissa <giovanni.leghissa@unito.it> writes:
Magari si trattasse solo di una guerra mediatica. Questo aspetto è importante e non va sottovalutato, ma è solo un aspetto.
Non era mia intenzione fare intendere che si trattasse solo di "guerra mediatica" (che fine a se stessa non è mai esistita), dopotutto ho fatto riferimento propriamente ad una tecnica _militare_ millenaria: PSYWAR (o PSYOps)
Credo che sia fondamentale capire in che senso il conflitto con i russi, provocati di continuo dagli americani, sia parte di un’altra questione, che riguarda il rapporto tra americani ed europei.
Scusa Giovanni ma non è così semplice (so che tu lo sai anche meglio di me): non è USA vs Europa (non solo Unione EU) vs Russia (e Cina) ma è /soprattutto/ una questione di lotta di potere /trasversale/ ai diversi regimi. Nello specifico non trascurerei il ruolo del "administrative state" [2], che storicamente prende diversi nomi in funzione del _fenomeno_ /ristretto/ che gli studiosi riescono /faticosamente/ ad analizzare: military–industrial complex, deep state, global surveillance, ecc. La mitologia antica e moderna è ricca di riferimenti a questo modo di gestire il potere: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Si tratta di un sorta di Leviatano puramente amministrativo, che è supposto agire nell’interesse della collettività, anche trasgredendo il dettato della legge e della costituzione, allo scopo di assicurare e guidare non la libera scelta dei cittadini, ma quella che Sunstein chiama la navigabilità – cioè in realtà la governabilità – delle loro scelte. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (rif. [2]) Comunque la si giri e comunque lo si implementi (per questioni culturali in Russia, Cina e India hanno altri metodi e strategie) il risultato è sempre quello di uno stato /amministrativo/ (soft) totalitario, che produce scelte /spintanee/ che necessitano gradi variabili di violenza da parte del potere (illegittimamente [3]) costituito [...]
Anche chi ignora i basics della geopolitica sa che una guerra con i russi agli americani non conviene proprio – e non per i costi che avrebbe: una guerra con i russi potrebbe spingere russi e cinesi ad un avvicinamento, e questa è l’ultima cosa che vorrebbero gli americani (a distanza di decenni, Mackinder docet ancora: chi controlla l’Heartland controlla il mondo).
Magari non è la stessa cosa che vuole la maggioranza degli americani ma /forse/ è proprio quello a cui sta lavorando il military–industrial complex? A decenni di distanza il discorso di Eisenhower di farewell alla nazione ancora non docet? https://en.wikipedia.org/wiki/Eisenhower%27s_farewell_address (riporto il succo per facilitare l'eventuale discussione) --8<---------------cut here---------------start------------->8--- In the councils of government, we must guard against the acquisition of unwarranted influence, whether sought or unsought, by the military-industrial complex. The potential for the disastrous rise of misplaced power exists and will persist. We must never let the weight of this combination endanger our liberties or democratic processes. We should take nothing for granted. Only an alert and knowledgeable citizenry can compel the proper meshing of the huge industrial and military machinery of defense with our peaceful methods and goals --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Profetico o semplicemente ben informato? Faccio umilmente notare come egli mise anche in guardia dal pericolo che una elite scientifico-tecnologica che /prendesse in ostaggio/ la politica pubblica: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- The prospect of domination of the nation's scholars by Federal employment, project allocation, and the power of money is ever present and is gravely to be regarded. Yet in holding scientific discovery in respect, as we should, we must also be alert to the equal and opposite danger that public policy could itself become the captive of a scientific-technological elite. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Spero questo renda ulteriormente chiaro come-dove-quando e perché la situazione "nel digitale" è quella che abbiamo adesso, OK? [...]
– forse si può rispondere da un lato guardano ai margini di manovra che hanno gli europei nella gestione della propria sovranità digitale,
correggerei "hanno gli europei" in "hanno i cittadini europei", perché ci sono indubbiamente degli europei che NON vogliono che gli individui possano disporre della propria sovranità digitale (detta anche computing agency, o agency informatica... non stiamo a sottilizzare troppo sui termini, il concetto è chiaro)
dall’altro chiedendosi che funzione potrebbe avere il GP a fine pandemia, ipotizzando che possa venir usato per gestire l’identità digitale dei cittadini europei. My two cents
Già: forse. Grazie, 380° [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Gatekeeping_(communication) [2] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-intervento-al-convegno-degli-studen... [3] c'è una sottile quanto insormontabile differenza tra legittimità e legalità, questo è uno dei problemi /linguistici/ che rendono inutilmente complicato ragionare di queste faccende -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
participants (4)
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380° -
Giacomo Tesio -
Giovanni Leghissa -
Marco A. Calamari