A cosa serve la Blockchain? [was: No to Blockchain Credentials of COVID-19 Test Results for Entry to Public Spaces]
La blockchain trasforma l'ignoranza informatica diffusa in denaro vero attraverso lo spreco di grandi quantità di energia elettrica. La trasformazione avviene attraverso tre metodologie principali: - schemi Ponzi math-washed su larga scala (anche noti come criptovalute) - distrazione di finanziamenti (pubblici e/o privati) da attività di ricerca più serie ed utili alla società - contratti di consulenza (e simili) come esperti di blockchain (sviluppatori, ma anche avvocati, economisti etc...) L'unico uso efficace ed efficiente della blockchain ad oggi noto all'uomo consiste nella realizzazione di filtri automatici per scartare i curricula sulla base delle parole chiave associate (smart contract etc..) On Sun, 08 Aug 2020 14:32:01 +0000 Davide Carboni <dcarboni@gmail.com> wrote:
la blockchain (poi vediamo cos'è) non ha nessun senso quando esiste un'autorità che può certificare un dato con un banale PKI.
In generale, la blockchain non ha alcun senso quando esiste una entità esterna che garantisce la funzione off-chain per cui è adottata. Un esempio? Come moneta. La blockchain non ha senso come moneta perché è sempre uno Stato a garantire (o NON garantire) la validità dei trasferimenti di proprietà (e la proprietà stessa ;-). Ed è sempre uno Stato a battere la moneta che viene usata come riferimento stabile per i prezzi.
La blockchain è uno scomodo artifact che risulta dall'esecuzione di un protocollo di consenso basato su proof of work
ovvero un consumo di corrente e banda crescente al crescere dell'utenza ovvero tanto meno sostenibile quanto più è diffusa ovvero l'esatto contrario della scalabilità ovvero un enorme incentivo a centralizzare di fatto il mining (eliminando la necessità di un consenso DISTRIBUITO! :-D)
ed incentivo economico e che serve a risolvere un problema abbastanza ben formulato, ovvero come ottenere il consenso
eh già... il famoso consenso distribuito della blockchain. Quello che la rende immutabile! Tanto immutabile che a Luglio 2016 i miner di Ethereum per non perdere faccia e soldi... l'hanno modificata. Così. Come se non fosse immutabile. Come avranno fatto? Ah già... è immutabile per chi CREDE che lo sia! ;-)
sullo stato di un sistema distribuito in cui i partecipanti sono non autenticati...
e le "permissione blockchain"? (ricorda, lo schema Ponzi è solo una delle metodologie della blockchain)
dove nessuno ha un ruolo di master
e Libra? (ricorda, lo schema Ponzi è solo una delle metodologie della blockchain)
e dove potenzialmente tutti i partecipanti sono malevoli
potenzialmente sì, ma fior di statistiche nonché recenti esperimenti effettuati su uno dei maggiori social network mondiali evidenziano che per la stragrande maggioanza... ...sono fessi. ;-)
ma non coordinati fra loro.
..fin quando non aderiscono ad uno dei pochi mining pool esistenti. Ora, senza voler entrare in truffe più elaborate come Tether, tutte le criptovalute basate sulla blockchain sono allucinazioni collettive: i token rappresentano la promessa che sarà ancora possibile trovare un fesso a cui cederle in cambio di una contropartita (in denaro o altro). Il "valore" di quei byte dipende dal numero di allucinati e dalla fiducia cieca che questi hanno nella loro allucinazione. A breve sociologi e psicologi inizieranno a studiarle applicando categorie analoghe a quelle usate per il Tempio del Popolo a Jonestown.
Con questi requisiti estremi il Nakamoto consensus fornisce una soluzione che sta su da 10 anni.
E personalmente sono ancora convinto che non vedrà il 2021. Naturalmente potrei sbagliarmi di qualche mese, ma sono in tanti ad aver notato come i ratti stiano abbandonando la nave: da Telegram a Facebook, per non parlare delle vendite milionarie fatte per sottrarre il poco denaro rimasto nel sistema.
Ora che questo non sia un problema pratico ma solo teorico è opinabile
Veramente quello che descrivi non è nemmeno un problema teorico. "P = NP?" è un problema teorico. Quello che descrivi è marketing: un problema immaginario progettato per giustificare la proposta di una soluzione.
forse non è un problema per lei
La blockchain? Per me non è un problema, ma il sintomo fastidioso di un problema grave. Il suo successo deriva dall'ignoranza informatica diffusa: un problema enorme per chiunque se ne occupi professionalmente.
ma per alcuni può esserlo.
Diciamo piuttosto che tanti possono essere convinti di avere questo problema (o quanto meno di essere circondati di fessi che compreranno quei byte a più di quanto li hanno pagati loro). D'altronde anche l'omeopatia ha i propri adepti.
In fondo che bisogno c'era di inventare l'aereo quando potevamo prendere il treno.
Aereo e treno svolgono in modo diverso una funzione utile: viaggiare. Che funzione svolge la blockchain? (propriamente detta, con Merkle tree, PoW etc..) Qualche tempo fa ho proposto ad un esperto di blockchain di descrivermi che funzione svolgeva quest'ultima nel suo business affinché gli proponessi (gratuitamente) una soluzione alternativa più semplice ed efficace: https://twitter.com/giacomotesio/status/1282308279255937026 Come puoi leggere, non è stato difficile. Di nuovo l'altro giorno per Stefano ho abbozzato un protocollo molto semplice in grado di fornire le stesse garanzie della blockchain (e altre, con qualche piccola estensione). Ora, fare il BlockShame Buster è divertente, ma se deve diventare un mestiere a tempo pieno voglio essere pagato! :-D Tuttavia, qualunque sia l'uso non Ponziano (definirle "speculative" sarebbe nobilitare le criptovalute) della blockchain, esiste SEMPRE una soluzione tecnica migliore che fornisce tutte le garanzie necessarie senza sprecare corrente. Chiunque non è interessato ad una o più delle tre metodologie di truffa indicate all'inizio, farebbe bene a tenersi ben lontano da questa fanta-tecnologia. Giacomo
Mi sembra chiaro dal tuo sarcasmo che non intendi accogliere l'opportunità di comprendere di più questo tema. Oppure se sai già tutto sapresti ad esempio consigliarmi come realizzare un escrow senza utilizzare nessun intermediario che abbia accesso ai fondi né sistemi di TEE posto che possano essere utilizzati allo scopo. E' un problema pratico che mi interessa, non scherzo. Inoltre se sei sicuro che tutto andrà a pezzi nel 2021 hai appena trovato un modo per farci anche dei soldi. Infatti chi avesse certezza di questo evento, mi riferisco al crollo di Bitcoin, potrebbe facilmente trovare qualcuno disposto ad accettare uno short, puntare tutti i suoi soldi ora vendendo allo scoperto con i prezzi di oggi e acquistando ai prezzi del 2021. Fare previsioni catastrofiche è facile finché non ci si punta qualcosa. On Mon, Aug 10, 2020 at 1:22 AM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
La blockchain trasforma l'ignoranza informatica diffusa in denaro vero attraverso lo spreco di grandi quantità di energia elettrica.
La trasformazione avviene attraverso tre metodologie principali:
- schemi Ponzi math-washed su larga scala (anche noti come criptovalute) - distrazione di finanziamenti (pubblici e/o privati) da attività di ricerca più serie ed utili alla società - contratti di consulenza (e simili) come esperti di blockchain (sviluppatori, ma anche avvocati, economisti etc...)
L'unico uso efficace ed efficiente della blockchain ad oggi noto all'uomo consiste nella realizzazione di filtri automatici per scartare i curricula sulla base delle parole chiave associate (smart contract etc..)
On Sun, 08 Aug 2020 14:32:01 +0000 Davide Carboni <dcarboni@gmail.com> wrote:
la blockchain (poi vediamo cos'è) non ha nessun senso quando esiste un'autorità che può certificare un dato con un banale PKI.
In generale, la blockchain non ha alcun senso quando esiste una entità esterna che garantisce la funzione off-chain per cui è adottata.
Un esempio? Come moneta.
La blockchain non ha senso come moneta perché è sempre uno Stato a garantire (o NON garantire) la validità dei trasferimenti di proprietà (e la proprietà stessa ;-). Ed è sempre uno Stato a battere la moneta che viene usata come riferimento stabile per i prezzi.
La blockchain è uno scomodo artifact che risulta dall'esecuzione di un protocollo di consenso basato su proof of work
ovvero un consumo di corrente e banda crescente al crescere dell'utenza ovvero tanto meno sostenibile quanto più è diffusa ovvero l'esatto contrario della scalabilità
ovvero un enorme incentivo a centralizzare di fatto il mining (eliminando la necessità di un consenso DISTRIBUITO! :-D)
ed incentivo economico e che serve a risolvere un problema abbastanza ben formulato, ovvero come ottenere il consenso
eh già... il famoso consenso distribuito della blockchain.
Quello che la rende immutabile!
Tanto immutabile che a Luglio 2016 i miner di Ethereum per non perdere faccia e soldi... l'hanno modificata.
Così. Come se non fosse immutabile.
Come avranno fatto?
Ah già... è immutabile per chi CREDE che lo sia! ;-)
sullo stato di un sistema distribuito in cui i partecipanti sono non autenticati...
e le "permissione blockchain"? (ricorda, lo schema Ponzi è solo una delle metodologie della blockchain)
dove nessuno ha un ruolo di master
e Libra? (ricorda, lo schema Ponzi è solo una delle metodologie della blockchain)
e dove potenzialmente tutti i partecipanti sono malevoli
potenzialmente sì, ma fior di statistiche nonché recenti esperimenti effettuati su uno dei maggiori social network mondiali evidenziano che per la stragrande maggioanza...
...sono fessi. ;-)
ma non coordinati fra loro.
..fin quando non aderiscono ad uno dei pochi mining pool esistenti.
Ora, senza voler entrare in truffe più elaborate come Tether, tutte le criptovalute basate sulla blockchain sono allucinazioni collettive: i token rappresentano la promessa che sarà ancora possibile trovare un fesso a cui cederle in cambio di una contropartita (in denaro o altro).
Il "valore" di quei byte dipende dal numero di allucinati e dalla fiducia cieca che questi hanno nella loro allucinazione.
A breve sociologi e psicologi inizieranno a studiarle applicando categorie analoghe a quelle usate per il Tempio del Popolo a Jonestown.
Con questi requisiti estremi il Nakamoto consensus fornisce una soluzione che sta su da 10 anni.
E personalmente sono ancora convinto che non vedrà il 2021.
Naturalmente potrei sbagliarmi di qualche mese, ma sono in tanti ad aver notato come i ratti stiano abbandonando la nave: da Telegram a Facebook, per non parlare delle vendite milionarie fatte per sottrarre il poco denaro rimasto nel sistema.
Ora che questo non sia un problema pratico ma solo teorico è opinabile
Veramente quello che descrivi non è nemmeno un problema teorico.
"P = NP?" è un problema teorico.
Quello che descrivi è marketing: un problema immaginario progettato per giustificare la proposta di una soluzione.
forse non è un problema per lei
La blockchain?
Per me non è un problema, ma il sintomo fastidioso di un problema grave.
Il suo successo deriva dall'ignoranza informatica diffusa: un problema enorme per chiunque se ne occupi professionalmente.
ma per alcuni può esserlo.
Diciamo piuttosto che tanti possono essere convinti di avere questo problema (o quanto meno di essere circondati di fessi che compreranno quei byte a più di quanto li hanno pagati loro).
D'altronde anche l'omeopatia ha i propri adepti.
In fondo che bisogno c'era di inventare l'aereo quando potevamo prendere il treno.
Aereo e treno svolgono in modo diverso una funzione utile: viaggiare.
Che funzione svolge la blockchain? (propriamente detta, con Merkle tree, PoW etc..)
Qualche tempo fa ho proposto ad un esperto di blockchain di descrivermi che funzione svolgeva quest'ultima nel suo business affinché gli proponessi (gratuitamente) una soluzione alternativa più semplice ed efficace:
https://twitter.com/giacomotesio/status/1282308279255937026
Come puoi leggere, non è stato difficile.
Di nuovo l'altro giorno per Stefano ho abbozzato un protocollo molto semplice in grado di fornire le stesse garanzie della blockchain (e altre, con qualche piccola estensione).
Ora, fare il BlockShame Buster è divertente, ma se deve diventare un mestiere a tempo pieno voglio essere pagato! :-D
Tuttavia, qualunque sia l'uso non Ponziano (definirle "speculative" sarebbe nobilitare le criptovalute) della blockchain, esiste SEMPRE una soluzione tecnica migliore che fornisce tutte le garanzie necessarie senza sprecare corrente.
Chiunque non è interessato ad una o più delle tre metodologie di truffa indicate all'inizio, farebbe bene a tenersi ben lontano da questa fanta-tecnologia.
Giacomo
-- *Ing. Davide Carboni, PhD Partita IVA 03800580924 -- **Albo sez. A (CA) n. 7236* *Via Stresa 5 - 09045 - Quartu Sant'Elena (CA)Tel: +39 3293547783 * Book call on Calendly <https://calendly.com/dcarboni-1/30min> Blog -- http://digitaldavide.me Dagli Smart Contract alle ICO https://bit.ly/2NI3174
On Wed, 12 Aug 2020 13:55:12 +0200 Davide Carboni <dcarboni@gmail.com> wrote:
Mi sembra chiaro dal tuo sarcasmo che non intendi accogliere l'opportunità di comprendere di più questo tema.
Cosa c'è da capire? Conosco la blockchain da quasi 10 anni anche se preferisco dedicare il mio tempo a tecnologie più utili ed interessanti.
Oppure se sai già tutto sapresti ad esempio consigliarmi come realizzare un escrow senza utilizzare nessun intermediario che abbia accesso ai fondi né sistemi di TEE posto che possano essere utilizzati allo scopo. E' un problema pratico che mi interessa, non scherzo.
Certamente non userei una terza parte priva di personalità legale. ;-) A chi fai causa se il 51% dei miner cancellano le tue transazioni come è avvenuto giusto qualche giorno fa su ETC? A tal proposito, ti consiglio di rileggere con attenzione il protocollo che ho descritto a Luca Bianchi, CTO di WizKey, e lo scambio che segue. Relativamente al loro sistema di escrow scrive
Il pagamento non avviene con token ERC-20. Il contratto è a doppia firma e produce effetti verso oracoli esterni (Monte Titoli). Il pagamento viaggia su canali tradizionali. L’unico token é l’ERC-1400 del credito. (escludendo il gas per gli SC)
Vedi https://twitter.com/bianchiluca/status/1282431572923351042 Ovvero nemmeno loro, che hanno fatto della blockchain il cuore del proprio marketing, la usano per il passaggio di proprietà dei fondi.
Inoltre se sei sicuro che tutto andrà a pezzi nel 2021 hai appena trovato un modo per farci anche dei soldi. Infatti chi avesse certezza di questo evento, mi riferisco al crollo di Bitcoin, potrebbe facilmente trovare qualcuno disposto ad accettare uno short, puntare tutti i suoi soldi ora vendendo allo scoperto con i prezzi di oggi e acquistando ai prezzi del 2021. Fare previsioni catastrofiche è facile finché non ci si punta qualcosa.
Beh, anche ignorando la manipolazioni da parte di società come Tether Limited (sai cos'é? sai come funziona?) che può far alzare o abbassare il prezzo dei BTC come gli pare (e d'altronde, il prezzo di ciò che non esiste è sempre arbitrario, giusto? :-D), non entrerei mai in competizione con professionisti della truffa sul loro terreno. Non è il mio mestiere! E non lo è per diverse ragioni. Come scrivevo, la stragrande maggioranza di coloro che ancora "possiedono" "criptovalute" ha perso i propri soldi e ancora non lo sa. Andare short oggi significa approfittare della loro ignoranza. Cosa che è profondamente contrario ai miei valori. Comunque chi non si fa di questi scrupoli potrebbe scommettere su sul crollo dei prezzi dei miner ASIC: un po' meno manipolabile. ;-) Giacomo
Buongiorno Davide e Giacomo, approfitto di questa disccussione per aggiungere qualche elemento che spero aiuti anche i lettori meno esperti in algoritmi a comprendere la natura del problema Non voglio considerare nemmeno di striscio il tema delle criptovalute, con tutti i problemi che ne derivano; vorrei considerare solo l'aspetto tecnico di come implementare algoritmi decentralizzati che necessitano di consenso distribuito. Secondo me un articolo ben fatto e abbastanza divulgativo in merito è questo: https://tonyarcieri.com/on-the-dangers-of-a-blockchain-monoculture di Tony Arcieri, 2016-01-05 «On the dangers of a blockchain monoculture» --8<---------------cut here---------------start------------->8--- It seems “blockchain” is becoming an increasingly generic term, like “cloud” or “cyber”. A new breed of snake oil purveyors are peddling “blockchain” as the magic sauce that will power all the world’s financial transactions and unlock the great decentralized database in the sky. But what exactly is a “blockchain”? --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes:
La blockchain trasforma l'ignoranza informatica diffusa in denaro vero attraverso lo spreco di grandi quantità di energia elettrica.
[...]
On Sun, 08 Aug 2020 14:32:01 +0000 Davide Carboni <dcarboni@gmail.com> wrote:
[...]
La blockchain è uno scomodo artifact che risulta dall'esecuzione di un protocollo di consenso basato su proof of work
OK, quindi mi pare che anche tu Davide concordi sul fatto che senza "proof of work" un sistema non si può chiamare "blockchain based", corretto?
ovvero un consumo di corrente e banda crescente al crescere dell'utenza ovvero tanto meno sostenibile quanto più è diffusa ovvero l'esatto contrario della scalabilità
Ecco, il problema che dovrebbe definitivamente condannare la blockchain a un errore storico è esattamente questo: richiede una quantità di risorse indecente rispetto ad altri algoritmi che sono in grado di svolgere meglio il compito per specifici problemi. [...]
ed incentivo economico e che serve a risolvere un problema abbastanza ben formulato, ovvero come ottenere il consenso
Mi spiace ma il modo di ottenere il consenso sul general ledger di Bitcoin è tutt'altro che ben formulato e ha delle carenze tecniche abbastanza ben descritte Il succo IMHO è in questi paragrafi dell'articolo citato all'inizio: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- When we look at the list above, what makes Bitcoin unique? To me, it’s really about the “proof-of-work chain” approach to creating a replicated transaction ledger. So as far as I’m concerned, as soon as we remove the “consensus-by-lottery” using proof-of-work part of the “blockchain”, it starts to lose meaning and lapses into a much more general set of ideas which solve a similar class of problems but have been in use for decades, are distinct from Bitcoin, and are in no way “blockchain technology”. [...] The solution to all of these problems requires taking a step back from Bitcoin and re-evaluating the actual problem we wish to solve. The “proof-of-work chain” approach used by Bitcoin is ultimately trying to solve a distributed consensus problem, where we have many parties who want to reconcile a transaction ledger over the Internet. Bitcoin uses digital signatures to ensure the integrity of each transaction, and via proof-of-work manually selects an authority to decide which transactions are included in a particular block. However, there are far more efficient distributed consensus algorithms than this which don’t involve a proof of work. So perhaps we should consider those. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- «Ci sono algoritmi di consenso distribuito di gran lunga più efficienti di questo che non comprendono una "proof of work"» [...]
Con questi requisiti estremi il Nakamoto consensus fornisce una soluzione che sta su da 10 anni.
Sta su da 10 anni solo grazie a Bitcoin e a tutto il circo che ci gira attorno, nonostante lo speco inverosimile di energia e il fatto che esistono algorigmi più efficienti [...]
Quello che descrivi è marketing: un problema immaginario progettato per giustificare la proposta di una soluzione.
Che "la blockchain" riesca a stare in vita solo attraverso dosi massiccie di marketing è ormai abbastanza evidente, almeno a coloro che hanno presente come risolvere *meglio* gli stessi problemi per i quali è stata pensata la blockchain... tuttavia, nel frattempo: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- I worry the media are giving undue attention to questionable ideas simply because there’s a lot of “buzz around blockchain”. I worry that the hype surrounding the “blockchain” might lead those who award research budgets to favor blockchain-based solutions over those that are blockchain-free. I worry financial institutions might pick a “blockchain”-based solution where a blockchain-free solution might be by all quantitative metrics better in every regard, simply because they’ve heard what a big deal “blockchain” is. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- ...era il 2016 [...] Saluti, Giovanni -- Giovanni Biscuolo
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