Scienza e competenza
Prima di inviare un messaggio alla lista mi viene sempre il dubbio che le cose che ho intenzione di scrivere siano "on topic". E così mi rileggo il "cosa è il centro Nexa". Internet è una tecnologia potente. Una tecnologia allo stesso tempo dirompente, generativa, pervasiva e in continua evoluzione. La forza di Internet è in grado di produrre cambiamenti radicali nel modo in cui la realtà viene vissuta, percepita, organizzata e di innescare straordinarie opportunità di sviluppo. Comprendere Internet, identificarne limiti e potenzialità, è indispensabile per assicurare sviluppo economico, tecnico-scientifico, culturale e politico per gli anni a venire. Nota in premessa, perchè nella versione inglese c'è "sviluppo economico, tecnico, scientifico, culturale e sociale per gli anni a venire" e nella versione italiana il termine "sociale" è stato sostituito con "politico"? Perchè il Italia la politica è più "centrale" della socialità? Ma non è di questo che vorrei parlare. Negli auguri (rigorosamente whatsapp, anche questo segno dei tempi) di fine anno ci siamo tutti augurati, non un "felice anno nuovo" ma un "anno normale", già, la normalità. Chi mai, tra i buoni propositi avrebbe detto: "io quest'anno vorrei stare di più all'aria aperta, di più in mezzo alle persone, andare a teatro o cinema più spesso, ...". Il 31 dicembre Riccardo Luna ha scritto: "Quando il settimanale TIME, pochi giorni fa, ha dedicato la copertina al 2020 con il titolo "L'anno peggiore di sempre" in tanti si sono levati in piedi: e perché Hitler? e il bombardamento delle città? e i campi di concentramento? e le bombe atomiche? Bene, quella copertina era esagerata. Quello che finisce oggi è l'anno peggiore dal 1946 ad oggi. Ma non sono d'accordo neanche con questo. Questo è stato l'anno in cui ci siamo resi conto di essere fragili, ma lo eravamo già; l'anno in cui abbiamo cambiato la nostra scala di valori, che era stata a lungo sbagliata; l'anno in cui abbiamo imparato a rallentare senza fermarci ... siamo cresciuti. Nella nostra scala di valori, scienza, salute e competenza sono infinitamente più importanti di un anno fa." Scienza, salute e competenza, per Luna bisogna ripartire da queste tre parole. Ora, mettendo da parte "salute", perchè, a differenza di quello che pensa Luna la salute è stata sempre al primo posto di ognuno di noi. Quante volte abbiamo sentito dire ai nostri genitori e nonni: "Basta che c'è la salute". Rimangono scienza e competenza. Ma scienza e competenza, da sole, buttate lì, sono parole vuote. La scienza ha prodotto le bombe atomiche e, non contenta, si è "portata avanti" con quelle termo-nucleari. La competenza, già, ma anche i gerarchi nazisti che organizzavano i campi di sterminio erano estremamente competenti nel loro lavoro di morte. Come al solito sono andando abbondantemente fuori tema. Cerco di rientrarci nel finale. Nel 2020 (almeno da quando sono iscritto alla lista) si è discusso abbondantemente dei limiti di Internet, ci siamo accaniti contro i GAFAM, contro il capitalismo della sorveglianza, si è sviscerato, giustamente, l'argomento Intelligenza Artificiale. Si è parlato molto meno delle potenzialità. E' così perchè di potenzialità l'Internet attuale non ne ha più, che bisogna cancellare tutto e ricostruire da zero una "rete digitale" e, a questo pounto, data la simbiosi, una "rete umana"? Seconda domanda, si può cambiare Internet dal basso? All'inizio, i "pionieri", i singoli, le eccezioni, hanno contribuito a farlo. Rasmus Lerdorf non immaginava certo che con i "mattoncini" che lui aveva creato un giorno sarebbe nata Wikipedia. Linus Torvalds, probabilmente, voleva solo dimostrare ad Andrew Tanenbaum che la sua idea era migliore. Ma oggi? OK, mi fermo qui, avrei voluto continuare con WebRTC, con i "nuovi" linguaggi di programmazione, ecc. Sarà per le prossime volte. Antonio
On Tue, Jan 05, 2021 12:55:19 PM +0100, Antonio Iacono wrote:
Seconda domanda, si può cambiare Internet dal basso?
Terza domanda: perche' Internet? Ovvero: quello che va cambiato, perche' per dire che questo sia il migliore dei mondi possibili ci vogliono dosi d'oppio sempre crescenti, non e' la _societa'_ ? Internet ne e' una componente sempre piu' indispensabile, sempre piu' potente e sempre piu' controllata, certo. Ma va pure ridimensionata, non e' LA societa'. A fissarsi su Internet, o sul cominciare da Internet si fa la fine di Barlow con la dichiarazione d'indipendenza del cyberspazio. Irrilevanza. Con questo non voglio certo dire che qui si dovrebbe parlare solo o primariamente della fame del mondo, dei mali della globalizzazione e via discorrendo. Solo che ho sempre il dubbio che scambiamo mezzi, o sintomi, con il fine. Marco -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
Ovvero: quello che va cambiato, perche' per dire che questo sia il migliore dei mondi possibili ci vogliono dosi d'oppio sempre crescenti, non e' la _societa'_ ?
Ne sono consapevole, anche se, guardando al passato, neanche il peggiore. A parte rarissime eccezioni di civiltà "sagge", non mi sembra che la condizione della maggior parte delle persone, in tempi precedenti ai nostri sia stata migliore di quella attuale. O forse vorresti soltanto eliminare l'ultimo decennio, dalla crisi del 2008 in poi, o l'ultimo ventennio, dall'11 settembre in poi? Se poi hai in mente un periodo felice, in uno Stato o in una zona del mondo in particolare, beh, ne possiamo parlare, la "Storia" per me è affascinante. Mentre scrivo mi viene in mente un passaggio del libro "Così parlò Bellavista" di Luciano De Crescenzo (1977), che con la sua divertente narrativa, ironizzava: " Il Padreterno mi guarda e dice: "Passalacqua adesso tu devi nascere e siccome mi sei simpatico dimmi in quale paese del mondo vorresti vivere ed io là ti faccio nascere", io allora, tutto contento, penso: ma tu guarda che bella cosa, adesso veramente mi scelgo un paese con tutte le comodità. Dunque vediamo un poco: scartiamo subito l'Asia, quelli in Asia stanno sempre a fare una guerra, Medio Oriente, Estremo Oriente, Corea, Vietnam, non trovano mai pace, ogni tanto qualcuno li invade e quello che è peggio è che ogni tanto qualcuno li vuole pure liberare. Gli Stati Uniti d’America! Il paese più ricco del mondo, tanto ricco che aiuta tutti i paesi poveri, e non solo li aiuta economicamente, ma se vengono attaccati dai comunisti subito si mette a fare una bella guerra a casa loro per poterli liberare. Sono diventati i difensori ufficiali del pianeta Terra. Ora, se siete tutti d’accordo, io direi di scartare pure l’America. E qua vi do ragione interviene Salvatore. Quelli gli Americani si dovrebbero fare un poco di più i fatti loro. Quindi alla fine, scartando scartando, siamo arrivati all'Europa, ed esaminiamo per prima l'Europa comunista: come si vive in Russia effettivamente nessuno lo sa, chi dice una cosa e chi ne dice un'altra, la mia modesta opinione è che tanto bene non si deve stare. Non ci resta quindi che l'Europa Occidentale: Inghilterra, Svezia, Germania, Francia. A questo punto, anche per una ragione di clima, io preferirei l'Italia e per paura di finire a Milano specificherei: Italia del Sud. Infine, proprio per essere sicuro e sempre se non fosse di molto disturbo, chiederei di nascere a Napoli. E dopo che Nostro Signore mi ha fatto contento e mi ha fatto il piacere di farmi nascere proprio a Napoli io che faccio? Piglio e mi metto a contestare?"
Con questo non voglio certo dire che qui si dovrebbe parlare solo o primariamente della fame del mondo, dei mali della globalizzazione e via discorrendo. Solo che ho sempre il dubbio che scambiamo mezzi, o sintomi, con il fine.
Se fossi un politico influente, un rappresentante di una importante istituzione nazionale o internazionale, insomma una persona in grado, con una propria decisione di spostare, ad esempio, ingenti fondi dal settore militare a quello sociale lo farei all'istante. Ma sono solo un informatico, scusa la banalità della frase, "con focus su tutto ciò che ruota attorno alle reti digitali". Non ho capacità dialogiche e non potrei, quindi "buttarmi in politica". Ebbene, il mio minuscolo apporto a "lasciare il mondo un po' migliore" è quello di rendere l'esistenza più lieta anche ad una sola persona, e per far questo non vedo altra strada che portare un po' di eticità su Internet. Antonio
il problema, come si diceva spesso qui, è che le questioni etiche sono di competenza della filosofia e delle scienze umane se queste non si possono trasmettere in modo adeguato, al fine di rendere fruibili determinati contenuti, sono guai in questo senso, mi ha colpito l'ennesimo dibattito USA sulla political correctness, che vi giro qui https://usa.greekreporter.com/2020/12/30/odyssey-banned-for-violence-sexism-... Il giorno mer 6 gen 2021 alle ore 13:06 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> ha scritto:
Ovvero: quello che va cambiato, perche' per dire che questo sia il migliore dei mondi possibili ci vogliono dosi d'oppio sempre crescenti, non e' la _societa'_ ?
Ne sono consapevole, anche se, guardando al passato, neanche il peggiore. A parte rarissime eccezioni di civiltà "sagge", non mi sembra che la condizione della maggior parte delle persone, in tempi precedenti ai nostri sia stata migliore di quella attuale. O forse vorresti soltanto eliminare l'ultimo decennio, dalla crisi del 2008 in poi, o l'ultimo ventennio, dall'11 settembre in poi? Se poi hai in mente un periodo felice, in uno Stato o in una zona del mondo in particolare, beh, ne possiamo parlare, la "Storia" per me è affascinante.
Mentre scrivo mi viene in mente un passaggio del libro "Così parlò Bellavista" di Luciano De Crescenzo (1977), che con la sua divertente narrativa, ironizzava: " Il Padreterno mi guarda e dice: "Passalacqua adesso tu devi nascere e siccome mi sei simpatico dimmi in quale paese del mondo vorresti vivere ed io là ti faccio nascere", io allora, tutto contento, penso: ma tu guarda che bella cosa, adesso veramente mi scelgo un paese con tutte le comodità. Dunque vediamo un poco: scartiamo subito l'Asia, quelli in Asia stanno sempre a fare una guerra, Medio Oriente, Estremo Oriente, Corea, Vietnam, non trovano mai pace, ogni tanto qualcuno li invade e quello che è peggio è che ogni tanto qualcuno li vuole pure liberare. Gli Stati Uniti d’America! Il paese più ricco del mondo, tanto ricco che aiuta tutti i paesi poveri, e non solo li aiuta economicamente, ma se vengono attaccati dai comunisti subito si mette a fare una bella guerra a casa loro per poterli liberare. Sono diventati i difensori ufficiali del pianeta Terra. Ora, se siete tutti d’accordo, io direi di scartare pure l’America. E qua vi do ragione interviene Salvatore. Quelli gli Americani si dovrebbero fare un poco di più i fatti loro. Quindi alla fine, scartando scartando, siamo arrivati all'Europa, ed esaminiamo per prima l'Europa comunista: come si vive in Russia effettivamente nessuno lo sa, chi dice una cosa e chi ne dice un'altra, la mia modesta opinione è che tanto bene non si deve stare. Non ci resta quindi che l'Europa Occidentale: Inghilterra, Svezia, Germania, Francia. A questo punto, anche per una ragione di clima, io preferirei l'Italia e per paura di finire a Milano specificherei: Italia del Sud. Infine, proprio per essere sicuro e sempre se non fosse di molto disturbo, chiederei di nascere a Napoli. E dopo che Nostro Signore mi ha fatto contento e mi ha fatto il piacere di farmi nascere proprio a Napoli io che faccio? Piglio e mi metto a contestare?"
Con questo non voglio certo dire che qui si dovrebbe parlare solo o primariamente della fame del mondo, dei mali della globalizzazione e via discorrendo. Solo che ho sempre il dubbio che scambiamo mezzi, o sintomi, con il fine.
Se fossi un politico influente, un rappresentante di una importante istituzione nazionale o internazionale, insomma una persona in grado, con una propria decisione di spostare, ad esempio, ingenti fondi dal settore militare a quello sociale lo farei all'istante. Ma sono solo un informatico, scusa la banalità della frase, "con focus su tutto ciò che ruota attorno alle reti digitali". Non ho capacità dialogiche e non potrei, quindi "buttarmi in politica". Ebbene, il mio minuscolo apporto a "lasciare il mondo un po' migliore" è quello di rendere l'esistenza più lieta anche ad una sola persona, e per far questo non vedo altra strada che portare un po' di eticità su Internet.
Antonio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Ciao Antonio e buona Epifania del Signore a tutti! Spero di non annoiarvi... MA. :-D On January 6, 2021 12:06:16 PM UTC, Antonio Iacono wrote:
Ovvero: quello che va cambiato, perche' per dire che questo sia il migliore dei mondi possibili ci vogliono dosi d'oppio sempre crescenti, non e' la _societa'_ ?
Ne sono consapevole, anche se, guardando al passato, neanche il peggiore. [...] Italia del Sud. Infine, proprio per essere sicuro e sempre se non fosse di molto disturbo, chiederei di nascere a Napoli. E dopo che Nostro Signore mi ha fatto contento e mi ha fatto il piacere di farmi nascere proprio a Napoli io che faccio? Piglio e mi metto a contestare?"
Fantastico! :-D È più o meno ciò che ogni tanto dico alle mie figlie, quando mi sorprendo a pensare cosa stanno vivendo durante la loro infanzia. (E anche il Piemonte non sarebbe così male, se solo fosse governato... fintanto che c'è sia la neve che il riscaldamento! :-D) Tuttavia quando questi discorsi li fanno a me, di solito obietto: ma secondo te, PERCHÉ la vita nel "primero mundo", come lo chiamano i miei amici brasiliani, è migliore che in passato? La risposta di solito varia a seconda dell'interlocutore. C'è chi si altera, perché non vuole riconoscere gli enormi privilegi di cui gode (in quanto cittadino di un paese ricco) come tali. Chi non vuole analizzare il sistema nel suo complesso perché non è disposto ad accettare le ovvie conclusioni, si lancerà in tu quoque ed attacchi ad hominem pur di buttarla in caciara e non dover rispondere (anzitutto a se stesso). Non vogliono sapere che, ad esempio, negli slum di Nairobi il Covid è stata una ennesima sciagura... fra le tante:
“Coronavirus is scary. We go to bed scared of what is going to happen tomorrow, who is going to be infected. But at least we fall asleep. When you watch your children struggling to sleep on an empty stomach, when they wake you up at 4am asking if it is time to eat yet, then you cannot sleep,” she said tearfully. The mother of two, who uses a button analogue mobile phone, thinks the decision to provide 4G internet to the population is a joke at this point. She said most of the people at Kijiji do not have smartphones. Those who have would be reluctant to have their children use them because many try to conserve electricity during the day to reduce their bills. “Food is what human beings need to survive, not the internet. If sleeping on a hungry stomach is a struggle, what about studying? These measures are clearly designed to protect a certain class in the society, it is not in our interest,” she said. https://www.the-star.co.ke/news/2020-03-25-slum-life-in-time-of-coronavirus/
Dunque quando scrivi
non mi sembra che la condizione della maggior parte delle persone, in tempi precedenti ai nostri sia stata migliore di quella attuale.
generalizzi impropriamente la tua esperienza confrontandola con quella della nostra storia (come ha fatto il TIME), ma non parli effettivamente dell'umanità intera. Dunque non "quella attuale" ma "quella che NOI viviamo oggi". Chi però non si ferma alla premessa della mia domanda, chi è più curioso che succube, finisce solitamente per ricondurre il benessere della nostra società occidentale a due processi principali: - la sottrazione di ricchezza al resto del mondo (in varie forme) - il progresso scientifico e tecnologico Ovviamente a seconda dell'interlocutore varia la proporzione attribuita ai due fattori, ma sono sempre presenti entrambi. Personalmente ritengo che il peso del primo fattore si sia progressivamente ridotto negli ultimi 60 anni mentre sia nettamente cresciuto il secondo. Ad oggi direi che la sottrazione di ricchezza al resto del mondo produce al massimo il 40% del nostro benessere, mentre la cultura (intesa come conoscenze acquisite) è la nostra maggiore fonte di benessere (e del "nostro" Potere, attraverso cui sottraiamo ulteriori ricchezze). D'altronde è evidente che il primo processo ha pochi esiti possibili: - l'estinzione della nostra specie - guerre e genocidi finanziati dallo 0.1% ricco del pianeta per sfoltire la popolazione del 99% in eccesso - la restituzione al resto del mondo della ricchezza sottratta Quasi tutti vogliono evitare il primo esito. Tuttavia l'ultima ipotesi comporta, necessariamente, una riduzione della NOSTRA ricchezza media e del PIL, cosa impensabile nelle colonie USA! Per cui è più probabile che ci si orienti verso la seconda opzione. (e no... noi non siamo nello 0.1% più ricco... siamo "sacrificabili") A questo punto solitamente i liberisti ancora fermi alle classificazioni del '900 insorgono: "Comunista!", "Pauperista!", "Sporco Cattolico!" :-D Lo so che non è colpa loro. SE sanno qualcosa di matematica, non avranno remore a riconoscere che per ottenere una massimizzazione globale devi sacrificare necessariamente i massimi locali. Ma guai a dire che per non avere poveri non puoi avere ricchi! È la stessa cosa, ma per loro è inconcepibile! Tuttavia la restituzione cui siamo chiamati potrebbe consistere proprio nella condivisione delle conscenze che, grazie alle risorse sottratte al resto del mondo, siamo riusciti ad accumulare e controllare. Sia chiaro, l'abolizione delle varie forme di proprietà intellettuale, del copyright, dei brevetti etc... così come il divieto di mantenere segreti industriali o praticare qualsiasi forma di lock-in è condizione necessaria, ma NON sufficiente per salvare questo pianeta. Sono necessarie anche politiche attive di redistribuzione delle ricchezze su scala planetaria, di riprogettazione delle supply chain, di ricreazione delle infrastrutture comuni etc... Si tratta dunque ANCHE di tecnologia. Solo di tecnologia che deve essere bene comune, patrimonio dell'umanità. E questo è necessario anche nel primo mondo perché se non comprendiamo appieno e dunque non controlliamo gli automatismi che ci circondano, diventiamo ingranaggi nelle mani di chi invece li controlla. La tecnologia sta alla società cibernetica in cui viviamo nel primo mondo quanto l'acqua sta all'ecosistema marino. Tale confronto sarà sempre più attinente (guerre e genocidi permettendo) Ora prima di considerarmi un idealista allucinato, riflettete su questo: non sto semplicemente dicendo che dobbiamo "Aiutiamoli a casa loro"? Incidentalmente la casa in questione è anche nostra, ma cosa cambia? Il pianeta Terra è la nostra casa comune. Il primo, fondamentale patrimonio dell'umanità. Il secondo è l'Umanità stessa, ogni singolo homo sapiens sapiens. Possiamo vivere insieme o morire insieme. Ma se invece di prenderci cura di ciò che abbiamo in comune, continuiamo a litigare, tutto finirà nelle mani dello 0.1% di "salvatori del mondo". Giacomo
On Wed, Jan 06, 2021 13:06:16 PM +0100, Antonio Iacono wrote:
A parte rarissime eccezioni di civiltà "sagge", non mi sembra che la condizione della maggior parte delle persone, in tempi precedenti ai nostri sia stata migliore di quella attuale. O forse vorresti soltanto eliminare l'ultimo decennio, dalla crisi del 2008 in poi, o l'ultimo ventennio, dall'11 settembre in poi? Se poi hai in mente un periodo felice...
Premesso che la storia di Passalacqua la conosco benissimo, per me quel libro dovrebbe essere nel programmma di non poche facolta' universitarie, tecniche e non... No, non stavo e non sto pensando affatto a nessun periodo passato e non voglio _tornare_ a nessun periodo passato. Penso solo che le cose ADESSO vanno male, e stanno peggiorando. E' questo che voglio cambiare, ovviamente conoscendo e tenendo presente come ci siamo arrivati. Marco -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
No, non stavo e non sto pensando affatto a nessun periodo passato e non voglio _tornare_ a nessun periodo passato. Penso solo che le cose ADESSO vanno male, e stanno peggiorando. E' questo che voglio cambiare, ovviamente conoscendo e tenendo presente come ci siamo arrivati.
Scusa Marco se insisto, a costo di sembrare sciocco, fai finta di parlare ad un adolescente. Vorrei approfittare della tua intelligenza e quella degli altri per capire. Tu dici che non stai pensando a nessun periodo passato, bene, la mia non era una domanda peregrina, perchè in passato ci sono stati spesso restaurazioni, controriforme. Si è, cioè, tornati indietro. Ed è successo pure con le forme di governo, la cosiddetta anaciclosi. E in ogni società, del presente o del passato, se tu chiedessi o avessi chiesto ad un cittadino, cosa ti manca di più, avresti o avresti avuto le risposte più varie. Ad esempio una persona dell'Unione Sovietica degli anni 70/80 avrebbe risposto: "la libertà". Cosa manca oggi, chi è il "nemico", chi è responsabile della pessima "qualità della vita"? C'è una bella canzone del 1997 di Jovanotti dal titolo: "Occhio non vede cuore non duole" [1] "Perché il nemico una faccia ce l'aveva Una voce, una bandiera Sapevi dove andare a prenderlo in giro la sera ..." Il nemico è la globalizzazione, le multinazionali, il denaro, il capitalismo, internet, la tecnologia, l'informazione, i media ... ? Grazie, Antonio [1] http://testicanzoni.mtv.it/testi-Jovanotti_8976/testo-Occhio-Non-Vede-Cuore-...
On Thu, Jan 07, 2021 08:35:07 AM +0100, Antonio Iacono wrote:
No, non stavo e non sto pensando affatto a nessun periodo passato e non voglio _tornare_ a nessun periodo passato. Penso solo che le cose ADESSO vanno male, e stanno peggiorando. E' questo che voglio cambiare, ovviamente conoscendo e tenendo presente come ci siamo arrivati.
Scusa Marco se insisto, a costo di sembrare sciocco, fai finta di parlare ad un adolescente. Vorrei approfittare della tua intelligenza e quella degli altri per capire. ... Il nemico è la globalizzazione, le multinazionali, il denaro, il capitalismo, internet, la tecnologia, l'informazione, i media ... ?
Buongiorno Antonio, su quella lista di nemici concordo. E penso che per superarli sia indispensabile conoscere il passato, per costruire qualcosa di nuovo e adatto al futuro che abbiamo davanti, non una replica integrale di qualcosa che non potrebbe mai funzionare nello stesso modo oggi, anche se fosse 100% giusto quando e' avvenuto la prima volta. Per dire, il solo fatto che oggi siamo 2.2 miliardi di piu' di quando e' arrivato il web basta a rendere qualsiasi ritorno tout-court, a qualsiasi passato, impossibile. Ma quello e' un discorso enorme, quello che volevo condividere in questo thread e' solo la mia preoccupazione che, in quella lista o altre simili, la tecnologia finisca al primo posto, sia come problema che come soluzione. Marco -- Help me to continue my digital awareness blogging: https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
Ma quello e' un discorso enorme, quello che volevo condividere in questo thread e' solo la mia preoccupazione che, in quella lista o altre simili, la tecnologia finisca al primo posto, sia come problema che come soluzione.
D'accordo sui nemici. Ma i nostri figli, le nuove generazioni, li sanno riconoscere? I libri di testo della mia adolescenza erano pieni di questi temi. Tu potevi anche scegliere di voler fare il "manager rampante" come si diceva negli anni Ottanta, ma la scuola ti aveva "avvertito". Ma ora? Quanti, dei giovani d'oggi conoscono l'era atomica (no, non solo Hiroshima)? Riprendo un pezzo della canzone: "Il nemico ha il volto sorridente, cravatta e doppio petto Intorno a grandi tavoli fa incetta di rispetto e di sorrisi Strette di mano, accordi tra potenti che non guardano lontano E approvano la produzione di mine antiuomo Di tutti gli armamenti necessari perché questo sistema Si mantenga bello saldo sui binari di sangue dove viaggia" La tecnologia non è il problema maggiore ma come la tecnologia (social network) e i "moderni" talk show televisivi manipolano l'informazione è parecchi gradini in su. Antonio
Caro Antonio, Antonio Iacono <antiac@gmail.com> writes: [...]
E' così perchè di potenzialità l'Internet attuale non ne ha più, che bisogna cancellare tutto e ricostruire da zero una "rete digitale" e, a questo pounto, data la simbiosi, una "rete umana"?
Sì, informaticamente parlando (cioè escludendo l'infrastruttura fisica) Internet (ovvero l'insieme dei suoi protocolli, con pochissime eccezioni) è un fallimento... tranne che per i pochi che la controllano.
Seconda domanda, si può cambiare Internet dal basso? All'inizio, i "pionieri", i singoli, le eccezioni, hanno contribuito a farlo.
Sì, sta già avvenendo, solo che non fa rumore. Non ho idea di come e quando smetteremo di usare l'attuale Internet, ma succederà. [...] Saluti, Giovanni P.S.: io non voglio tornare all'anormalità... quindi Buon Nuovo Millennio! :-D -- Giovanni Biscuolo
Caro Antonio, mi è molto piaciuta la tua riflessione, ricca di spunti anche profondi e prendo un po' di spazio per una suggestione: immaginare che non esista un alto e un basso e procedere da lì nel concepire l'azione. Un saluto, Vincenzo Giorgino Il mar 5 gen 2021, 12:55 Antonio Iacono <antiac@gmail.com> ha scritto:
Prima di inviare un messaggio alla lista mi viene sempre il dubbio che le cose che ho intenzione di scrivere siano "on topic". E così mi rileggo il "cosa è il centro Nexa". Internet è una tecnologia potente. Una tecnologia allo stesso tempo dirompente, generativa, pervasiva e in continua evoluzione. La forza di Internet è in grado di produrre cambiamenti radicali nel modo in cui la realtà viene vissuta, percepita, organizzata e di innescare straordinarie opportunità di sviluppo. Comprendere Internet, identificarne limiti e potenzialità, è indispensabile per assicurare sviluppo economico, tecnico-scientifico, culturale e politico per gli anni a venire. Nota in premessa, perchè nella versione inglese c'è "sviluppo economico, tecnico, scientifico, culturale e sociale per gli anni a venire" e nella versione italiana il termine "sociale" è stato sostituito con "politico"? Perchè il Italia la politica è più "centrale" della socialità? Ma non è di questo che vorrei parlare. Negli auguri (rigorosamente whatsapp, anche questo segno dei tempi) di fine anno ci siamo tutti augurati, non un "felice anno nuovo" ma un "anno normale", già, la normalità. Chi mai, tra i buoni propositi avrebbe detto: "io quest'anno vorrei stare di più all'aria aperta, di più in mezzo alle persone, andare a teatro o cinema più spesso, ...". Il 31 dicembre Riccardo Luna ha scritto: "Quando il settimanale TIME, pochi giorni fa, ha dedicato la copertina al 2020 con il titolo "L'anno peggiore di sempre" in tanti si sono levati in piedi: e perché Hitler? e il bombardamento delle città? e i campi di concentramento? e le bombe atomiche? Bene, quella copertina era esagerata. Quello che finisce oggi è l'anno peggiore dal 1946 ad oggi. Ma non sono d'accordo neanche con questo. Questo è stato l'anno in cui ci siamo resi conto di essere fragili, ma lo eravamo già; l'anno in cui abbiamo cambiato la nostra scala di valori, che era stata a lungo sbagliata; l'anno in cui abbiamo imparato a rallentare senza fermarci ... siamo cresciuti. Nella nostra scala di valori, scienza, salute e competenza sono infinitamente più importanti di un anno fa."
Scienza, salute e competenza, per Luna bisogna ripartire da queste tre parole. Ora, mettendo da parte "salute", perchè, a differenza di quello che pensa Luna la salute è stata sempre al primo posto di ognuno di noi. Quante volte abbiamo sentito dire ai nostri genitori e nonni: "Basta che c'è la salute". Rimangono scienza e competenza. Ma scienza e competenza, da sole, buttate lì, sono parole vuote. La scienza ha prodotto le bombe atomiche e, non contenta, si è "portata avanti" con quelle termo-nucleari. La competenza, già, ma anche i gerarchi nazisti che organizzavano i campi di sterminio erano estremamente competenti nel loro lavoro di morte. Come al solito sono andando abbondantemente fuori tema. Cerco di rientrarci nel finale. Nel 2020 (almeno da quando sono iscritto alla lista) si è discusso abbondantemente dei limiti di Internet, ci siamo accaniti contro i GAFAM, contro il capitalismo della sorveglianza, si è sviscerato, giustamente, l'argomento Intelligenza Artificiale. Si è parlato molto meno delle potenzialità. E' così perchè di potenzialità l'Internet attuale non ne ha più, che bisogna cancellare tutto e ricostruire da zero una "rete digitale" e, a questo pounto, data la simbiosi, una "rete umana"? Seconda domanda, si può cambiare Internet dal basso? All'inizio, i "pionieri", i singoli, le eccezioni, hanno contribuito a farlo. Rasmus Lerdorf non immaginava certo che con i "mattoncini" che lui aveva creato un giorno sarebbe nata Wikipedia. Linus Torvalds, probabilmente, voleva solo dimostrare ad Andrew Tanenbaum che la sua idea era migliore.
Ma oggi?
OK, mi fermo qui, avrei voluto continuare con WebRTC, con i "nuovi" linguaggi di programmazione, ecc. Sarà per le prossime volte.
Antonio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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